No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

giovedì 16 luglio 2015

Anche per le città metropolitane facoltà di nomina del Direttore Generale in alternativa al Dirigente apicale

La Commissione Affari Costituzionali della Camera in sede referente ha approvato l'emendamento che prevede "la possibilità per i comuni con popolazione superiore a centomila abitanti di nominare, in alternativa al dirigente apicale, un direttore generale ai sensi dell'articolo 108 del Testo Unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e previsione, in tale ipotesi, dell'affidamento della funzione di controllo della legalità dell'azione amministrativa ad un dirigente di ruolo".

Nella seduta odierna l'Aula ha approvato l'emendamento n. 9.142 che prevede "al comma 1, lettera b), numero 4), dopo le parole: della possibilità, per aggiungere le seguenti: le città metropolitane e".
In altri termini, il Dirigente apicale non è obbligatorio per le città metropolitane e per i comuni con popolazione superiore a centomila abitanti che possono nominare, in alternativa al Dirigente apicale, un direttore generale.

mercoledì 15 luglio 2015

Cambio del Segretario e riparto dei diritti di rogito (Corte dei conti Sardegna n. 52/2015)

Il Comune di Elmans interpella la sezione regionale Sardegna della Corte dei Conti chiedendo "come andrà ripartito l’introito annuale proveniente dai cc.dd. diritti di rogito nel caso in cui, durante lo stesso anno, si siano succeduti presso l’Ufficio di Segreteria comunale due segretari (il secondo in veste di supplente a scavalco) e il primo di essi risulti eventualmente avere già raggiunto il limite del quinto del suo stipendio in godimento di cui all’art. 10 comma 2-bis del D.L. n. 90/2014, convertito in legge 114/2014. Più specificamente, può il Comune denegare al secondo Segretario supplente ogni riparto (pur non raggiungendo quest’ultimo il limite di cui sopra) sul presupposto che il quinto dello stipendio in godimento non costituirebbe un limite soggettivo ma oggettivo per l’ente?”.
La Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Sardegna, con la deliberazione n. 52/2015/PAR del 13 luglio 2015, ha premesso che "con riguardo alla nuova disciplina sulla materia dei diritti di rogito recentemente è intervenuta la delibera n. 21/SEZAUT/2015/QMIG del 24 giugno 2015, attraverso la quale la Sezione delle autonomie, chiarito che i diritti di rogito competono ai soli segretari di fascia C, precisa che le somme destinate al pagamento dell’emolumento in questione devono intendersi al lordo di tutti gli oneri accessori connessi all’erogazione, ivi compresi quelli a carico dell’ente".
La sezione, nel merito del quesito esprime il proprio avviso come segue:
"Nel merito del quesito sollevato dal Comune di Elmas va precisato che la quota dei proventi già riconosciuta ai segretari (diritti di rogito) ai sensi dell’abrogato art. 41 comma 4 della legge 312/1980, era stata univocamente intesa come importo massimo teorico annuale consentito a carico del bilancio dell’ente, indipendentemente dal numero dei soggetti beneficiari, cioè delle diverse vicende sostitutorie intervenute nello svolgimento dell’attività rogante (v. sez. controllo Toscana n. 170/2013 ).
Negli stessi termini si rinvengono atti d’indirizzo ministeriali. '… In conclusione, l’amministrazione deve sapere fin dall’inizio dell’esercizio quale potrà essere l’onere finanziario da sopportare per compensare l’esercizio dell’attività di rogito e tale risultato è raggiungibile solo attraverso la fissazione di un unico plafond di riferimento, indipendentemente dal numero dei soggetti che si succedono nell’attività medesima' (circolare Ministero economia e finanze n. 0042171 del 7 aprile 2008).
In ordine, inoltre, alle concrete modalità di corresponsione dei diritti di rogito, era stato individuato il metodo dell’accantonamento delle risorse disponibili e della proporzionale liquidazione a consuntivo, a seconda della misura di partecipazione all’attività rogatoria da parte di ciascun beneficiario.
Concludendo, va ribadito che negli enti con personale dirigenziale non si configura alcun obbligo di attribuzione in favore dei segretari comunali roganti dei diritti di rogito (diritti di segreteria ). Tale fattispecie si configura solo in presenza delle condizioni contemplate dalla norma in esame, ovvero può darsi luogo all’attribuzione di una quota dei diritti di segreteria solo negli enti sprovvisti di dipendenti con qualifica dirigenziale e, quindi, anche ai segretari comunali privi della qualifica dirigenziale. In sostanza l’ente non dispone sulla materia di libertà di determinazione, dovendosi perseguire scelte gestionali sempre rivolte a tutelare l’incremento delle entrate in questione e a non depauperarle. A tale scopo risultano dettate le norme esaminate, le quali prevedono da un lato l’integrale devoluzione in favore dell’ente locale della presente tipologia di entrate, dall’altro la piena conservazione delle entrate stesse con eccezione dei casi in cui l’ente non disponga di figure dirigenziali, in tal caso consentendo l’attribuzione di quote di tali diritti a chi svolga funzioni di segretario rogante.
Rispondendo al quesito si precisa che la normativa pone, tuttavia, un limite massimo annuale a tale onere a carico del bilancio dell’ente, secondo quanto testualmente recita l’art. 10 comma 2 bis del D.L. 90/2014 ('... una quota del provento annuale spettante al comune ...'), in quanto la quota del provento da attribuirsi per ciascun anno non può essere complessivamente superiore ad un quinto dello stipendio in godimento del segretario rogante, e ciò indipendentemente dalle eventuali vicende sostitutorie intervenute.
In sede applicativa, pertanto, la quota di diritti da riconoscersi al singolo segretario rogante deve essere calcolata in relazione all’attività svolta nell’anno, e quindi la ripartizione della quantificazione tra i beneficiari dovrà fare riferimento ai periodi della rispettiva partecipazione all’attività rogante (v. anche sez. controllo Lazio n. 21/2015).
Qui il link alla deliberazione n. 52/2015/PAR del 13 luglio 2015 della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Sardegna.
Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

Dossier del servizio studi della Camera contenente elementi per l'esame da parte dell'Assemblea del DDL di riorganizzazione della PA

Pubblicato un nuovo Dossier del Servizio Studi della Camera (n.  303/2) sul disegno di legge recante: deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. 
Il dossier contiene elementi per l'esame da parte dell'Assemblea e tiene conto delle modifiche approvate dalla commissione Affari Costituzionali.
Il disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, collegato alla manovra finanziaria, è stato approvato dal Senato il 30 aprile 2015, apportando al testo iniziale proposto dal governo numerose modifiche.

Il provvedimento - nel testo trasmesso alla Camera - constava di 18 articoli, divenuti 23 al termine dell'esame in sede referente, nel corso del quale sono stati approvati nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti modificativi del testo.
Qui il link Dossier del Servizio Studi della Camera n.  303/2, contenente elementi per l'esame da parte dell'Assemblea.

Segretari in Europa: l'intervento della Prof.ssa Giorgia Pavani


In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Pubblichiamo ora la ripresa dell'intervento di Giorgia Pavani professore associato di Diritto pubblico comparato, Università di Bologna, nel quale sono stati presentati i risultati della ricerca "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
In precedenza abbiamo pubblicato i post:

lunedì 13 luglio 2015

Inizia oggi in Aula alla Camera l'esame del DDL di riorganizzazione della PA

Oggi in Aula è prevista la discussione sulle linee generali del disegno di legge "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" (Approvato dal Senato) (C. 3098-A).
Qui il link al testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, presentato in aula dal relatore Carbone, con l'avvertenza che la disciplina relativa ai Segretari comunali si trova a pag. 85 e 86.
Entro le ore 12,00 di oggi potevano essere presentati gli emendamenti al testo proposto dalla Commissione Affari Costituzionali.
Presentate anche le relazioni di minoranza di SEL e del Movimento 5 Stelle.
In merito alla prevista abolizione dei Segretari comunali, oltre a consultare la specifica sezione del blog,  si vedano, tra gli altri, i precedenti post:

DDL di riorganizzazione della PA: nella relazione di minoranza del Movimento 5 stelle si propone di valorizzare la figura del Segretario comunale

Presentata in Aula della Camera anche la relazione di minoranza al DDL 3098 da parte dell'On. Roberta Lombardi del movimento 5 stelle (3098/B-bis).
Questa la parte relativa alla proposta di abolizione del Segretario comunale:
Proponiamo di valorizzare la figura del segretario comunale, cui compete l'organizzazione dell'ente e la gestione del personale, ivi comprese le attività di valutazione, funzioni per le quali esso ha una specifica professionalità, difficilmente reperibile altrimenti sul mercato ed assumono, in forza di quella terzietà, una garanzia ed oggettività nei confronti del personale, anche dirigenziale. Al riguardo si propone di inserire, nell'ambito dei tre ruoli unici delle singole amministrazioni pubbliche, apposite sezioni in modo da garantire le specificità tecniche. 

DDL di riorganizzazione della PA: nella relazione di minoranza di SEL si propone lo stralcio della norma sui Segretari comunali

Presentata in Aula della Camera anche la relazione di minoranza al DDL 3098 da parte dell'On. Stefano Quaranta di SEL (3098/A-bis).
Questa la parte relativa alla proposta di abolizione del Segretario comunale:
Inoltre, da stralciare, a nostro avviso, è la parte relativa ai segretari comunali, da affrontare opportunamente nel quadro della governance degli enti locali, senza perdere le competenze di una figura multidisciplinare e fondamentale presidio di legalità. In tal senso, contraddittoria pare la figura ipotizzata del «dirigente apicale».

venerdì 10 luglio 2015

Centrali Uniche di Committenza. Presentata la nuova pubblicazione IFEL

Si è tenuto il 7 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Anci, il convegno “Centrali di Committenza, Criticità ed opportunità”. Gli aspetti cruciali della riforma normativa in materia di acquisti di beni e servizi sono stati al centro di una mattinata di interventi, suddivisa in due sessioni di lavoro, durante la quale è stata presentata la nuova pubblicazione IFEL, “Centrali Uniche di Committenza”, disponibile nella sezione “Studi e Ricerche”.
La parte iniziale del convegno ha avuto un taglio operativo e ha permesso di raccogliere le esperienze di alcune Centrali di Committenza già attivate e di riflettere sugli aspetti più rilevanti della riforma, presentati da alcuni componenti del Tavolo tecnico Anci.
Molte di queste considerazioni e indicazioni operative sono contenute nel volume presentato oggi che costituisce una raccolta del ciclo di attività che IFEL, in collaborazione con ANCI, ha svolto in favore dei Comuni in un momento particolarmente delicato di riforma e trasformazione.
Come detto, il volume offre una disamina dettagliata dei principali nodi normativi e operativi riguardanti la riforma in atto. Questi approfondimenti prendono spunto dalle maggiori problematiche affrontate nel corso del ciclo di webinar, realizzato da IFEL negli ultimi sei mesi al fine di offrire un supporto diretto e concreto ai Comuni e accompagnarli nell’attuazione di un’innovazione importante, ma estremamente complessa.
Oltre al contributo specialistico degli esperti, nella pubblicazione è riportata molta della documentazione prodotta negli ultimi mesi e messa a disposizione delle amministrazioni locali per facilitare il recepimento e l’attuazione della riforma. Di particolare rilievo e di estrema utilità lo schema di Convenzione per la gestione in forma associata delle acquisizioni di beni, servizi e lavori.

Madia all'ANCI: auspico intervento normativo per ricorrere a vigili stagionali

In una lettera inviata ieri dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia al Presidente dell'ANCI si preannuncia l'auspicio di trovare una soluzione in sede di conversione del DL 78/2015 al problema del blocco delle assunzioni per i vigili stagionali.

giovedì 9 luglio 2015

Nota ANCI sull'utilizzo dei resti a seguito del DL 78/2010

Pubblichiamo la nota ANCI relativa all’art. 4, comma 3, del decreto legge n. 78/2015. Il decreto legge enti locali ha introdotto la possibilità per Enti locali di recuperare le quote di turn over riferite a facoltà assunzionali del triennio precedente e non ancora utilizzate.

Questa misura, richiesta dall’ANCI, è di grande importanza per tutti i Comuni, e in particolare per quelli di minori dimensioni demografiche, tenuto conto della forte limitazione al turn over imposta negli ultimi anni dalla legge, oltre che dei tempi necessari per completare le procedure concorsuali e assunzionali.
Rispetto agli ulteriori vincoli imposti dalla legge di stabilità per il 2015, finalizzati alla ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province, si evidenzia che la Circolare n. 1/2015 dei Ministri per la Semplificazione e PA e per gli Affari regionali ha considerato esclusi da tali vincoli i budget assunzionali anteriori al 2015.
Fonte: ANCI
Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i precedenti post:

Misure in materia di polizia provinciale (art. 5, comma 3 - DL 78/2015): Legautonomie scrive al Ministro Madia

Legautonomie, fortemente preoccupata per i gravi effetti che potrebbero derivare dall'applicazione acritica e testuale dell'articolo 5 del decreto legge 19 giugno 2015, n.78 "Misure in materia di polizia provinciale" e in particolare del terzo comma che stabilisce quanto segue: "Fino al completo assorbimento del personale di cui al presente articolo, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale", invia una lettera al Ministro Madia con la richiesta di una interpretazione razionale della norma, tale da non determinare effetti negativi in molti comuni.

In argomento si vedano i post:

DL 78/2015: la nota di lettura dell'Ufficio studi Upi

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 140 del 19-6-2015 - Suppl. Ordinario n. 32 - il DL 19 giugno 2015, n. 78 "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali", è stata predisposta dall'Ufficio studi dell'Upi la Nota di lettura sugli articoli e i commi di interesse delle Province.

Anci in audizione sul DL 78/2015: si intervenga su fondo perequativo e mutui CDP

“L'importante riconoscimento di 530 milioni ai Comuni per compensare il gettito Imu-Tasi e il gettito relativo ai terreni agricoli e montani va corretto al fine di garantire che tali risorse siano utili ai fini del saldo del Patto di stabilità interno. Come Anci abbiamo avanzato anche una proposta di mediazione, ma riteniamo che questa modifica sia essenziale per assicurare ai Comuni interessati l'allentamento originario del Patto: altrimenti nei Comuni si rischiano una ulteriore depressione degli investimenti e ricadute negative su un numero circoscritto ma importante di enti”. E’ quanto sottolinea il segretario generale dell’Anci in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano 'Enti locali e Pa' del Sole 24 Ore, all’indomani dell’audizione che l’Associazione ha tenuto davanti la commissione Bilancio del Senato, nell’ambito della conversione in legge del cd decreto enti locali. (vedi documento con le proposte Anci)

Altro tema focalizzato dall’Anci è quello della rinegoziazione dei mutui. Per Nicotra "va bene la prima operazione che Cassa depositi e prestiti sta portando a compimento, è bene però avviare una nuova tornata di rinegoziazioni, estesa anche a chi fino a oggi non ha optato per questa opportunità. Al contempo, i Comuni ribadiscono la necessità di ridurre le penali previste per l'estinzione dei mutui accessi dai Comuni con la Cdp, che risultano elevate anche rispetto al resto del mercato”, conclude il segretario generale Anci.
Questi temi, così come quelli relativi alla necessità di correggere la ripartizione del taglio integrandola con alcune risorse per i Comuni fortemente penalizzati dallo schema perequativo applicato dal Governo, sono contenuti nelle proposte emendative predisposte dall’Anci.
Sul tema sono intervenuti (leggi il Comunicato Stampa) anche il Presidente dell'Anci Piero Fassino e il sindaco di Firenze Dario Nardella ed in rappresentanza dei piccoli Comuni, il coordinatore Massimo Castelli ed il vice presidente Roberto Pella (leggi notizia).
Fonte: ANCI
Tra le proposte emendative, a pag. 19 del documento, si segnala
Convenzioni di segreteria tra Comune e Provincia
Art. 4
(Disposizioni in materia di personale)
All’articolo 4, dopo il comma 4 è inserito il seguente:
“5. All’articolo 98, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, aggiungere infine il seguente periodo: “Tali convenzioni possono essere stipulate anche tra comune e provincia”.”
Motivazione
La proposta di modifica risulta motivata da palesi esigenze di risparmio e contenimento dei costi. Inoltre, tale modifica è fortemente richiesta dalle amministrazioni locali e risponde alle nuove esigenze scaturite dal recente assetto istituzionale delle Province quali enti di secondo grado.

DL 78/2015: Audizione dell'UPI in Commissione Bilancio del Senato

"Impossibile chiudere bilanci in equilibrio. Servono modifiche".

“Anci e Upi oggi hanno chiesto insieme ai Senatori della Commissione Bilancio di intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’audizione in Senato sul DL Enti locali, ribadendo la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla legge di stabilità.
“Le Regioni – sottolinea Variati – avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell’anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015, e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno. Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio. Dati alla mano – indiscutibili perché certificati – nel 2015, sottraendo tutti i tagli previsti dal Governo, le Province potranno contare su 2 miliardi e 100, per far fronte ad una spesa che, secondo quanto ha stabilito il SOSE, per le sole funzioni fondamentali efficientate – cioè ridotte all’osso – è pari a 2 miliardi e 300 milioni. E’ del tutto evidente che se non si interviene, non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Realtà che ormai hanno compreso bene i parlamentari. Per questo insieme all’Anci abbiamo avanzato alcune proposte essenziali: che ci sia consentito in via straordinaria di approvare un bilancio per il solo 2015, perché è del tutto impossibile approvare un bilancio triennale in equilibrio; che ci sia permesso di approvare i bilanci al 30 settembre 2015, perché la possibilità o meno di riuscire a farlo discende da questo decreto legge che non entrerà in vigore prima del 30 luglio; che si prevedano misure per ristorare alle Province e alle Città metropolitane i costi in più sostenuti dal 1 gennaio 2015 per personale e servizi non fondamentali; che ci sia possibile usare l’avanzo libero per predisporre i bilanci e il 50% del ricavato dalle alienazioni patrimoniali per coprire al spesa corrente. Nei prossimi giorni continueremo insieme ad Anci a tenere incontri per trovare le soluzioni più adeguate a garantire il mantenimento dei servizi sui territori.

mercoledì 8 luglio 2015

A Cassino il 13 luglio seconda giornata di formazione sulla normativa anticorruzione

In un precedente post abbiamo dato notizia che il giorno 29.05.2015 dalle ore 9,00 alle 14,00 presso il Comune di Cassino, palazzo comunale, sala Restagno, si è tenuta la prima giornata (delle due previste) del corso di aggiornamento per il contrasto alla corruzione, tenuta dal docente Dr. Arturo Bianco.
Il collega Luca Alteri comunica che la seconda giornata formativa si terrà lunedì 13 luglio dalle ore 9,00 alle 14,00 presso il Comune di Cassino, palazzo comunale, sala Restagno.
Relatore è sempre il Dr. Arturo Bianco.
Il programma della seconda giornata:
- Il codice di comportamento
- I regali
- Le comunicazioni
- I vincoli per i dirigenti/responsabili
- Il codice di comportamento integrativo-
- Il piano per la trasparenza
- Il responsabile per la trasparenza
- L'applicazione delle novità per la trasparenza
In relazione ai rapporti con UNSCP regionale del Lazio sono invitati a partecipare al seminario tutti gli iscritti all’UNSCP.

Dalla riforma Madia possibile demansionamento anti-decadenza per i dirigenti

Meglio funzionario che decaduto. A offrire la nuova "opportunità" ai dirigenti che rimarranno per troppo tempo senza incarico anche a causa di una valutazione negativa è un emendamento approvato ieri alla legge delega sulla riforma della Pubblica amministrazione, in cui si prevede appunto che per evitare la decadenza dal «ruolo unico», e quindi l'uscita di scena, il dirigente possa chiedere di essere sottoposto a una sorta di demansionamento volontario.
Inizia così l'articolo di Gianni Trovati pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Dalla riforma Madia possibile demansionamento anti-decadenza per i dirigenti.

In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

Utilizzo dei "resti assunzionali" dopo il DL 78/2015

Nel contesto di un parere reso in conformità alla deliberazione della Corte dei Conti, sezione delle Autonomie, n. 19/SEZAUT/2015/QMIG, la sezione regionale di controllo per la Campania, nella deliberazione n. 180/2015 del 1° luglio 2015, afferma:

"In relazione alla ... possibilità di computare negli spazi assunzionali anche i residui riferiti al triennio precedente il d.l. 19.06.2015 n. 78 'Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali' con l’art. 4 comma 3 ha novellato l'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, per cui ha aggiunto dopo le parole 'nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile' le seguenti: 'è altresì consentito l'utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente'. Sul punto già la Circolare n. 1/2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e Ministro per gli affari regionali aveva evidenziato ('Divieti ed effetti derivanti dai commi 424 e 425 per le amministrazioni pubbliche'), tra l’altro, che: 'nelle more del completamento del procedimento di cui ai commi 424 e 425 alle amministrazioni sopraindividuate è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016. Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle. Rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti…".

Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i post:

Segretari in Europa: l'intervento del Prof. Luciano Vandelli



In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Pubblichiamo ora la ripresa dell'intervento di Luciano Vandelli, professore ordinario di diritto amministrativo e diritto degli enti locali Università di Bologna.
In precedenza abbiamo pubblicato i post:

L'intenzione del legislatore travisata dalla Corte dei Conti (appunti sulla delibera della Sezione Autonomie n. 21/2015 relativa ai diritti di rogito)

L'art. 10, comma 2-bis, del DL. 90/2014, conv. con L. 114/2014, espressamente sancisce "Negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che non hanno qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale spettante al comune [...], e' attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore a un quinto dello stipendio in godimento.

lunedì 6 luglio 2015

Le principali disposizioni per gli Enti locali del dlgs 81/2015, revisione dei contratti e delle mansioni

Il divieto di stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa da parte di tutte le PA a partire dallo 1 gennaio 2017, il superamento dei contratti a progetto, la sistemazione delle disposizioni sul part time, il tempo determinato, la somministrazione ed il lavoro accessorio e la estensione alle PA della possibilità di utilizzare l’apprendistato. Sono queste le principali disposizioni per gli enti locali e, in genere, per tutte le PA contenute nel DLgs n. 81/2015, “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, cioè del cd jobs act.

Le principali previsioni per gli Enti locali del dlgs n. 80/2015 in tema di conciliazione delle esigenze di cura, vita e lavoro

Ampliamento del divieto di adibire le madri ed i padri al lavoro notturno, allungamento fino a 12 anni della età entro cui i genitori possono godere dei congedi parentali, estensione dei benefici ai genitori dei bambini adottivi ed affidati, maggiore tutela per le lavoratrici che hanno un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, nonché disposizioni per incentivare il telelavoro e congedi previsti per le donne vittime di violenze di genere. Possono essere così riassunte le principali disposizioni contenute nel DLgs n. 80/2015, “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

La disposizione, sulla base della previsione di cui all’articolo 1, si qualifica come finalizzata alla tutela della maternità delle lavoratrici ed alla migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per il complesso dei lavoratori dipendenti.

domenica 5 luglio 2015

Convegno "Segretari In Europa": una sintesi degli interventi


In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Nello stesso post avevamo assicurato che gli interventi erano stati registrati e sarebbero stati pubblicati in seguito.
Nel video di cui al presente post è possibile vedere una sintesi degli interventi.
Seguirà poi la pubblicazione di alcuni interventi integrali.

Il paper della ricerca "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale"

Nel corso del convegno "Segretari in Europa" sono stati presentati dalla presentati dalla prof.ssa Giorgia Pavani e dal prof. Lucio Pegoraro i risultati di una ricerca, finanziata dall'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, Unione Regionale del Lazio, svolta dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna dal titolo “Segretari in Europa”, i cui risultati appaiono interessanti anche alla luce delle nuove previsioni del DDL di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in materia di dirigente apicale. 
La ricerca ha riguardato le figure istituzionali assimilabili a quella del segretario, utilizzando i modelli di decentramento degli ordinamenti giuridici di matrice occidentale (in particolare quello francese-napoleonico al quale appartiene l'Italia).
Il progetto è stato sviluppato da un gruppo di studiosi qualificati che da anni si dedicano allo studio del governo locale in chiave comparata e al diritto straniero di uno o più Paesi coinvolti. Sono stati coinvolti alcuni studiosi stranieri, i quali hanno contribuito alla ricerca apportando la loro notevole esperienza acquisita e riconosciuta, sia a livello nazionale che internazionale, con riferimento alle attività di ricerca pura, ma anche con l’esperienza maturata a seguito di collaborazione e di incarichi con gli enti locali. 
Come preannunciato, oltre alla sintesi degli interventi, si pubblica ora il Paper provvisorio della ricerca.

venerdì 3 luglio 2015

Corte dei Conti Sez. Autonomie (Del. n. 21/2015): diritti di rogito solo ai Segretari di fascia C

La Sezione delle autonomie della Corte dei conti, sulla questione di massima rimessa dalla Sezione regionale di controllo per la Lombardia n. 34/2015/QMIG ha pronunciato con deliberazione n. 21 del 3 luglio 2015 i seguenti principi di diritto:
“Alla luce della previsione di cui all’art. 10 comma 2 bis del d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, i diritti di rogito competono ai soli segretari di fascia C. In difetto di specifica regolamentazione nell’ambito del CCNL di categoria successivo alla novella normativa i predetti proventi sono attribuiti integralmente ai segretari comunali, laddove gli importi riscossi dal comune, nel corso dell’esercizio, non eccedano i limiti della quota del quinto della retribuzione in godimento del segretario. Le somme destinate al pagamento dell’emolumento in parola devono intendersi al lordo di tutti gli oneri accessori connessi all’erogazione, ivi compresi quelli a carico degli enti”.

Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

Nota di lettura ANCI sul DL 78/2015

Si segnala la nota di lettura riepilogativa elaborata da Anci di alcune norme inerenti gli enti locali contenute nel D.L. n. 78/15 “ Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali”, pubblicato sulla G.U. n. 140 del 19 giugno (Decreto Enti Locali).

Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i precedenti post:

Rinnovo degli incarichi dirigenziali senza procedura solo se motivati e a seguito di valutazione positiva

Incarichi dalla durata quadriennale e prorogabili di due anni «per una sola volta». È questa una delle novità sulla dirigenza pubblica introdotte dall'Aula del Senato prima dell'approvazione del testo in prima lettura.
La Commissione Affari Costituzionali della Camera ieri ha approvato un emendamento che limita la facoltà di rinnovo per ulteriori due anni senza procedura selettiva per una sola volta alla motivazione del provvedimento adottabile nei soli casi nei quali il dirigente abbia ottenuto una valutazione positiva (emendamento 9.620 - pag. 37 resoconto parlamentare).
Si ricorda che ANCI ed UPI, nel corso delle audizioni, con specifico riferimento alla strutturazione del ruolo unico della dirigenza locale, ritenevano opportuno prevedere un’articolazione per aree professionali, prevedendo, peraltro, rispetto ai dirigenti apicali, uno specifico regime della durata dell’incarico dirigenziale che deve essere raccordato con la durata del mandato elettivo.
Auspicava maggiore flessibilità nella stesura della norma il Prof. D'Alessio, che nel corso dell'audizione aveva espressamente auspicato una modifica della norma con "l'introduzione di elementi di maggiore flessibilità (prevedendo ad esempio un minimo ed un massimo). Non tutti gli incarichi sono uguali. Inoltre, la normativa anticorruzione prevede per alcuni incarichi "a rischio" una maggiore rotazione, cosa che non è richiesta e non è necessaria per altri".