Collepardo (Fr)

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sabato 26 luglio 2014

Centrale unica di committenza: nella legge di conversione del Dl 90 arriverà la proroga

E' stato approvato in commissione Affari Costituzionali alla Camera un emendamento al dl Pa, firmato da Raffaella Mariani, Enrico Borghi, e dal gruppo Pd in VIII commissione che rinvia di un anno la centrale unica di committenza per i comuni non capoluogo. Le misure entreranno in vigore il primo gennaio 2015 quanto all'acquisizione di beni e servizi e il primo luglio 2015 quanto all'acquisizione di lavori. "Abbiamo raccolto le indicazioni dei Comuni - dice Enrico Borghi - per evitare il blocco totale della capacita' negoziale delle amministrazioni comunali che avrebbe comportato anche una ripercussione sul prodotto interno lordo. Con questa proroga si puo' andare verso la riorganizzazione del sistema comunale, e attraverso il varo delle Unioni di comuni e Unioni di comuni montani possiamo giungere al termine del periodo di proroga a raggiungere la messa a sistema di un nuovo modello di pubblica amministrazione locale, nel quale si diminuiscono costi fissi e si raggiunge un piu' elevato livello di efficienza senza centralizzare ed espropriare i Comuni della loro autonomia". Nel corso dell'esame del dl PA è stato inoltre approvato un emendamento che proroga dal 30 giugno al 30 settembre 2014 il termine per l'obbligo della gestione associata di ulteriori 3 funzioni fondamentali per i Comuni fino a 5000 abitanti (3000 se montani). Secondo quanto sottolinea Mauro Guerra, coordinatore nazionale Anci piccoli Comuni, la proroga introdotta assicura una piu’ adeguata graduazione dei termini cosi' da rispondere piu' razionalmente alle esigenze delle migliaia di piccoli Comuni.
In argomento si vedano i precedenti post:

venerdì 25 luglio 2014

Il blog presumibilmente chiude per ferie

Questa mattina parlando con Daniela Urtesi ho rivelato che ero in procinto di partire per una settimana di vacanza in Sardegna, che trascorrerò con la mia famiglia in compagnia di quella del mio collega-fraterno Franco Loi.
Dopo aver appreso la notizia la reazione di Daniela è stata quanto meno sorprendente. Infatti, tra mille domande che poteva farmi, mi ha chiesto "Ma il blog questa settimana non lo aggiorni?"
La risposta è stata che in teoria, andando in ferie, il blog non lo dovrei aggiornare, ma ogni decisione in proposito sarà rimessa ad approfondite discussioni con il caro Franco, che potranno condurre, con i mezzi a disposizione, a decidere quando e su quali temi aggiornare il blog.
Ci scusiamo sin da ora se presi totalmente dalla vacanza ci dimenticheremo di Renzi e della Madia, dei diritti di rogito, del Dl 90/2014, del DDL di riforma della PA e di tutte le questioni annesse e connesse.
Di sicuro la sera prima di andare a letto faremo un brindisi ai Segretari comunali, dedicato anche ai colleghi non laziali.

Carlo Mochi Sismondi: no ad improvvide corse sul tema delicato dell'abolizione dei Segretari comunali

Il collega Adriano Marini ci ha segnalato la seguente notizia.
Nell’editoriale su Forum PA del 23/07/2014 di Carlo Mochi SismondiRiorganizzazione delle amministrazioni pubbliche: cosa c’è e cosa manca nel disegno di legge delega” si legge anche: "Certo si tratta di una legge delega e quindi quel che poi conteranno saranno i decreti delegati che questa partorirà. Ne sono previsti tra una cosa e l’altra un numero impressionante. Ci auguriamo che ci sia la forza e la capacità legislativa per redigerli e che, pur tenendo i tempi, non ci siano improvvide corse su temi delicati (penso solo all’abolizione dei segretari comunali e provinciali o al depotenziamento delle camere di commercio) che hanno bisogno della giusta riflessione."

Rimborso oneri per permessi retribuiti fruiti da amministratori dipendenti di società pubbliche

Dalla collega Daniela Urtesi, riceviamo la segnalazione ed un breve commento ad una recente decisione del Tribunale di Roma, che riportiamo integralmente.
Gli oneri connessi all'esercizio del mandato elettorale non sono a carico degli enti in relazione agli amministratori lavoratori dipendenti di società pubbliche che rientrano nella categoria delle società strumentali
E' quanto ha stabilito dal Tribunale Civile di Roma, Sez.II, con sentenza n. 16106/2014 del 19.07.2014, con cui l'Autorità giudicante ha accolto l'opposizione proposta dal Comune di Zagarolo e revocato il decreto ingiuntivo emesso in favore della Roma Entrate S.p.A. ora Aequa Roma S.p.a..
Le società strumentali  sono definite dall'art. 13, comma 1, del DL n. 223/2006, convertito dalla legge n. 248/2006.come “le società, a capitale interamente pubblico o misto, costituite o partecipate dalle amministrazioni pubbliche regionali e locali per la produzione di beni e servizi strumentali all'attività di tali enti in funzione della loro attività”.
Nel caso specifico di Roma Entrate S.p.A. ora Aequa Roma S.p.a..il tribunale ha evindenziato che:
dallo statuto sociale emergono i seguenti elementi, dai quali si trae che la società opposta svolge esclusivamente attività istituzionali proprie dell’ente proprietario (l’unico socio Roma Capitale), non compatibili con l’esercizio di attività di impresa in regime di concorrenza:
A) il tipo di relazione con l’ente pubblico: Aequa Roma è interamente partecipata dal socio unico Roma Capitale, che pure nomina gli amministratori e i sindaci e designa l’amministratore delegato.
B) il tipo di attività svolte e le sue finalità: la società ha come oggetto esclusivo “la gestione dei servizi inerenti le attività di liquidazione, accertamento e riscossione dei tributi e di altre entrate e delle attività connesse, complementari, accessorie ed ausiliarie indirizzate al supporto delle attività di gestione tributaria, extra-tributaria e patrimoniale di Roma Capitale”. Si tratta di attività che costituiscono esercizio di una funzione pubblica che non può essere autonomamente svolta da un soggetto di diritto privato, in mancanza del trasferimento delle funzioni da parte dell’ente pubblico o della legge.
La sola forma societaria conferita da Roma Capitale al soggetto a cui ha demandato le attività sopra indicate, di evidente natura pubblicistica, non consente quindi di ricondurre Aequa Roma nell’ambito dei soggetti “privati ed enti pubblici economici” a cui fa riferimento l’art. 80 del D.Lgs. n. 267/2000 per escludere la sussistenza dell’obbligo di rimborso degli oneri relativi ai permessi retribuiti di cui fruisce il dipendente per assolvere all’incarico pubblico. La prevalenza (in tal caso: l’esclusività) della funzione pubblicistica svolta e la totale riconducibilità dell’attività sociale ai poteri propri dell’ente locale proprietario impongono invece di ravvisare quella “identità tra funzioni e soggetti”, individuata dal Consiglio di Stato per escludere l’obbligo di rimborso.”
Sul punto era intervenuto il Consiglio di Stato con il Parere della Sezione Prima n. 706/2011 del 16 novembre 2011 relativo al rimborso oneri per permessi retribuiti fruiti da amministratori dipendenti da Ferrovie dello Stato S.p.A. e da altri enti pubblici , il quale, in assenza di una chiara posizione legislativa o di un indirizzo giurisprudenziale in merito, ha proposto una soluzione applicativa delle disposizioni contenute al citato articolo 80 TUEL. In pratica, per il Consiglio di Stato sono da ritenere amministrazioni pubbliche tutte quelle indicate all'articolo 1, comma 2 del d.lgs n. 165/2001, sono altresì pubblici gli enti e gli altri soggetti indicati nel conto consolidato della P.A. tenuto dall'Istat e, infine, tutte le società che la legge indica espressamente quali soggetti giuridici di diritto pubblico.  I soggetti giuridici al di fuori di queste tre ipotesi (com'è il caso di Ferrovie dello Stato, ma anche di Trenitalia e Poste Italiane spa) per il Consiglio di Stato sono da considerare privati e, pertanto, non sono a loro carico gli oneri dei propri dipendenti connessi all'espletamento del mandato elettivo, ma a carico dell'amministrazione per cui lo stesso viene esercitato.
Per il tribunale di Roma invece la semplice veste formale di s.p.a. non è idonea a trasformare la natura pubblicistica di soggetti che, in mano al controllo maggioritario dell’azionista pubblico, continuano ad essere affidatari di rilevanti interessi pubblici perchè “potrebbero sussistere soggetti formalmente privati, ma appartenenti ad enti pubblici ed esercenti esclusivamente funzioni pubbliche, riservate a soggetti pubblici, che siano riconducibili ai soggetti individuati dall’art. 80, anche se non sono compresi nell’elenco redatto dall’Istat per una diversa finalità”

La Commissione Affari Costituzionali "corregge" l'art. 10 del Dl 90/2014: diritti di rogito non aboliti per tutti

In questi istanti la Commissione Affari Costituzionali della Camera, che sta esaminando in sede referente il DDL di conversione del DL 90/2014, ha approvato un emendamento aggiuntivo al testo del DL. 90/2014.

giovedì 24 luglio 2014

DDL di riforma della PA: il testo definitivo (?)

La collega Daniela Urtesi ha inviato il testo del DDL di riforma della PA che sembrerebbe essere quello definitivo approvato dal Consiglio dei Ministri il 10 luglio.
In merito alla figura del Segretario comunale il DDl prevede all'art. 10, c. 1, lett. b) n. 4) quanto segue:
"dei segretari comunali e provinciali: abolizione della figura; inserimento di coloro che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo sono iscritti all’Albo dei segretari comunali e provinciali di cui all’articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nelle fasce professionali A e B, in un’apposita sezione a esaurimento del ruolo dei dirigenti degli enti locali di cui alla lettera b), numero 3) e soppressione del relativo Albo speciale; specifica disciplina per coloro che sono iscritti nelle predette fasce professionali e sono privi di incarico; specifica disciplina, che contempli la confluenza nel suddetto ruolo unico dopo un determinato periodo di servizio, anche come funzionario, per coloro che sono iscritti al predetto Albo, nella fascia professionale C e per i vincitori di procedure concorsuali già avviate alla data di entrata in vigore della presente legge; per gli enti locali privi di figure dirigenziali, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa di personale, facoltà di nominare comunque un dirigente apicale con compiti di attuazione dell’indirizzo politico, coordinamento dell’attività amministrativa e controllo della legalità dell’azione amministrativa, in luogo del segretario comunale, eventualmente attingendo nella sezione speciale; previsione, per i comuni con meno di 5.000 abitanti, nelle more del completamento dei percorsi associativi, dell’obbligo di gestire l’eventuale funzione di direzione apicale in via associata;

martedì 22 luglio 2014

Appalti dei comuni, rischio di stop fino a settembre

In un articolo di Gianni Trovati, pubblicato sul Sole 24Ore di oggi, si esaminano due vicende già segnalate su questo blog:
Qui il link all'articolo.

Testo unificato della proposta di legge sui piccoli comuni (cd PDL Realacci)

In un precedente post abbiamo dato notizia che il giorno mercoledì 12 marzo è stato avviato l'iter del disegno di legge Realacci ed altri sui piccoli Comuni e lo sviluppo delle zone montane e rurali (Atto Camera n. 65).
Pubblichiamo ora il testo unificato della Proposta di legge "Misure per il sostegno e la valorizzazione dei comuni con popolazione pari o inferiore a 5.000 abitanti e dei territori montani e rurali nonché deleghe al Governo per la riforma del sistema di governo delle medesime aree e per l'introduzione di sistemi di remunerazione dei servizi ambientali, e disposizioni per la riqualificazione e il recupero dei centri storici" (C. 65 Realacci e C. 2284 Terzoni), di cui è relatore alla Camera on. Antonio Misiani insieme agli on.li Enrico Borghi e Tino Iannuzzi.

In allegato:
a) il testo unificato della proposta di legge elaborato dal Comitato ristretto e adottato come testo base il 15 luglio 2014;

La riforma Madia elimina le sentinelle della legalità

La riforma Madia elimina le sentinelle della legalità è il titolo dell'articolo di Nando Dalla Chiesa, pubblicato domenica 20 luglio, sul Fatto quotidiano, in merito alla proposta di abolizione della figura del Segretario comunale.
Qui il link all'articolo, inviatomi da Emilia Ziello.

Decreto Pa in aula venerdì, attesi gli emendamenti del Governo

È proseguito, in prima commissione alla Camera, l'esame degli emendamenti al decreto Pa in vista dell'approdo in aula del provvedimento che la conferenza dei capigruppo ha fatto slittare a venerdì 25 luglio. 
Sul tavolo le sei proposte di modifica del relatore Emanuele Fiano (due sono state ritirate ieri) e gli eventuali subemendamenti. 
Attesi entro domani anche gli emendamenti del Governo, anticipati ieri dal sottosegretario allo Sviluppo economico.

lunedì 21 luglio 2014

Continua oggi in Commissione Affari Costituzionali l'esame del DL 90/2014. Giovedì il testo dovrebbe arrivare in Aula

Da oggi lunedì 21 luglio a mercoledì 23 luglio nel calendario della Commissione Affari Costituzionali della Camera continua l'esame in sede referente del DDL di conversione del DL 90/2014 avente ad oggetto "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari" (Atto Camera n. 2486).
Sono oltre 1800 gli emendamenti presentati al decreto di riforma della Pubblica amministrazione: un lavoro che sta ritardando l’avanzamento del testo dalla Commissione all’Aula.
Dopo il calcolo degli emendamenti arrivati a Montecitorio, è stato deciso di far slittare di qualche ora l’approdo in aula del provvedimento. Inizialmente atteso per domani, 22 luglio 2014, infatti, il decreto 90 dovrebbe fare la sua apparizione alla Camera non prima di giovedì 24, a causa della mole di emendamenti che la Commissione affari Costituzionali è chiamata a smaltire.

DL 90/2014: la Commissione Affari Costituzionali della Camera approva l'abolizione degli incentivi ai tecnici a prescindere dalla qualifica dirigenziale

Giovedì pomeriggio la Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati, che sta esaminando in sede referente il DDL di conversione del DL 90/2014 avente ad oggetto "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari" (Atto Camera n. 2486) ha approvato l'emendamento n. 13.1 (presentato dall'On. Catanoso) che sostituisce l'art. 13 del DL 90/2014, nei seguenti termini "1. I commi 5 e 6 dell'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, sono abrogati".

Il testo originario dell'art. 13 (Incentivi per la progettazione) prevede "1. All'articolo 92 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, dopo il comma 6 è aggiunto il seguente: "6-bis. In ragione della onnicomprensività del relativo trattamento economico, al personale con qualifica dirigenziale non possono essere corrisposte somme in base alle disposizioni di cui ai commi 5 e 6.".
Con questa modifica, quindi, gli incentivi ai tecnici per le attività di progettazione non potranno più essere erogati a prescindere dalla qualifica dirigenziale del tecnico che effettua la prestazione.
Dopo l'approvazione dell'emendamento, le deputate del PD Fabbri e Gasparini, hanno chiesto chiarimenti sull'emendamento approvato (!) e, dopo averne compreso la portata, si sono dichiarate assolutamente contrarie allo stesso, affermando (Fabbri) che se avesse capito la portata reale dell'emendamento non lo avrebbe votato (!!!).
Spettacolare la dichiarazione del Ministro per tranquillizzare le due colleghe di partito, tratta testualmente dal resoconto di seduta (pag. 16):
Il ministro Maria Anna MADIA conferma che l'emendamento Catanoso 13.1 elimina la remunerazione accordata ai dipendenti della Pubblica amministrazione per l'attività di progettazione ed evidenzia che, analogamente a quanto previsto dal provvedimento relativamente alla abrogazione del diritto di rogito a favore dei segretari comunali, la finalità della norma è quella di creare risparmi senza però avere l'effetto di una esternalizzazione delle attività da parte della Pubblica amministrazione.
Vedi anche il successivo post Appalti dei comuni, rischio di stop fino a settembre.

Un video sulla manifestazione dei Segretari comunali e provinciali del 10 luglio


Il 10 luglio si è tenuta la manifestazione unitaria organizzata da UNSCP, UNADIS e DICCAP dinanzi alla Camera dei Deputati nella Piazza di Montecitorio e contemporaneamente nella adiacente Sala del Garante (Piazza Montecitorio 123/A) dove sono intervenuti numerosi Parlamentari.
Su youtube è stato pubblicato il video sopra riportato con il titolo "No all'abolizione dei Segretari comunali".

#riformaPA aboliti #segretaricomunali ad utilità di chi?

La riforma “rivoluzionaria” della pubblica amministrazione era prevista per aprile. E’ slittata a giugno. Va bene, dettagli. L’importante è che le norme siano approvate, in tempi serrati. Se slitta qualche termine, che importa? Dunque, il 13 giugno, approvata la riforma. Cioè no. Il 13 giugno non si sa cosa sia stato approvato. Forse un decreto legge, forse un disegno di legge delega, forse entrambi.
Sta di fatto che, come noto, dal 13 giugno si è dovuto aspettare il 24 giugno, 11 giorni, per avere finalmente l’idea precisa di cosa il Governo avesse approvato. Era un decreto-legge, il 90/2014.
Ma, la riforma della PA, almeno alla luce di quel decreto, di rivoluzionario non ha assolutamente nulla. Si parla di “staffetta generazionale”, ma in realtà non c’è alcun ringiovanimento del personale. Né è dato riscontrare il minimo risparmio di spesa o diminuzione d’entrata.
Si dirà: la riforma contemplava, però, anche un disegno di legge delega. Che è stato approvato a luglio (non ad aprile, né a giugno). Anche del testo di questo disegno di legge delega, approvato l’11 luglio, ancora oggi, mentre si scrive, a 8 giorni di distanza non si ha traccia. E’ il nuovo gioco del “legifera al buio”. L’importante è approvare la legge. Il suo contenuto concreto c’è sempre tempo per definirlo.
Sembra, tuttavia, che dai testi per ora in circolazione, il Governo abbia voluto tenere fede ad uno dei punti della riforma della PA, enunciati nella famosa lettera che nella primavera scorsa sostituì l’adozione della riforma (tanto è lo stesso: lettera, legge, decreto legge, slide o legge-delega sono la stessa cosa; basta inserire nella Costituzione le slide, no?).
Si tratta dell’abolizione della figura dei segretari comunali. Essa appare nell’articolo dedicato alla dirigenza pubblica.
Inizia così l'articolo di L. Oliveri #riformaPA aboliti #segretaricomunali ad utilità di chi? che può essere letto integralmente a questo link.