No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

venerdì 8 maggio 2015

Preventivi al 30 luglio ma niente rinvio sui rendiconti - Via libera (con osservazioni) alle tabelle sulla mobilità

Proroga al 30 luglio per i bilanci preventivi degli enti locali, e quindi anche per le decisioni sulle aliquote di Imu, Tasi e addizionale Irpef e per le tariffe dei servizi, ma niente rinvio ex post dei termini per consuntivi e riaccertamento straordinario dei residui, scaduti al 30 aprile. Si chiude con un pareggio la partita sul calendario giocata ieri mattina da sindaci e Governo in conferenza Unificata, dopo lo slittamento di un'altra settimana deciso martedì per il decreto chiamato a risolvere le tante questioni ancora aperte per i conti comunali: una di queste, cioè la ripartizione dei tagli da 900 milioni (più 100 milioni nei territori a Statuto speciale) chiesti dall'ultima manovra a Province e Città metropolitane ha finalmente trovato pace nella conferenza di ieri, nel corso della quale gli amministratori locali hanno anche dato il via libera al decreto con le tabelle di equiparazione per la mobilità dei dipendenti pubblici, essenziale per avviare davvero l'operazione-Province. 
Inizia così l'articolo di Gianni Trovati Preventivi al 30 luglio ma niente rinvio sui rendiconti - Via libera (con osservazioni) alle tabelle sulla mobilità pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.

No allo spoils system per il nucleo di valutazione negli enti locali

La sentenza n. 2347/2015 del TAR Campania, Napoli riguarda la modalità di costituzione, le funzioni, la durata e le cause di cessazione dalla carica di componente del Nucleo di Valutazione.
Queste le conclusioni cui giungono i giudici campani "attribuire al Sindaco, sulla base di disposizione regolamentare priva di copertura legislativa, anche il potere di nomina dei componenti il Nucleo di Valutazione e ricollegare la permanenza in carica dell’organo di controllo interno alla durata del mandato del Sindaco implica necessariamente una limitazione della “piena autonomia” attribuita dall’ordinamento giuridico all’organo di controllo interno ( nucleo di valutazione della performance) e soprattutto un’implicita limitazione della autonomia gestionale dei dipendenti titolari di funzioni dirigenziali ( dirigenti o responsabili dei servizi) rispetto all’organo politico di vertice dell’amministrazione comunale, nel quale verrebbero a convergere il potere di nomina dei dirigenti e dei responsabili dei servizi e il potere di nomina dei componenti dell’organo istituzionalmente deputato a valutare l’operato dei dipendenti titolari di funzioni gestionali".
Qui il link alla sentenza del TAR Campania n. 2347 del 23 aprile 2015.
Qui il link ad un articolo di Commento di Casesa Antonino dal titolo Spoils system per il nucleo di valutazione negli enti locali.
In argomento si veda anche il precedente post On line l'approfondimento gratuito Publika: I soggetti della valutazione.

Rinegoziazione mutui CDP 2015 per i comuni: da oggi al 22 maggio le adesioni

La Cassa Depositi e Prestiti ha avviato l'operazione Rinegoziazione 2015 per i comuni, attraverso la quale gli enti interessati potranno gestire attivamente il debito, rimodulando la propria posizione debitoria. L'Istituto ricorda che l'operazione prevede il pagamento, alla data del 30 giugno 2015, della sola quota interessi prevista dal piano di ammortamento vigente ante rinegoziazione e il debito residuo da rinegoziare riferito al 1° gennaio 2015. Per aderire all'operazione sarà necessario accedere all'applicativo web all'interno del Portale dei Finanziamenti e sarà possibile aderire da oggi 8 maggio al 22 maggio 2015.

giovedì 7 maggio 2015

Convenzioni di Segreteria: CGIL, CISL, UIL ed Unione diffidano il Ministero dell'Interno

In un precedente post avevamo dato notizia della circolare del 24.03.2015 del Ministero dell'Interno, Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali, Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, avente ad oggetto "Convenzioni di segreteria".
Con la predetta circolare si è proceduto "alla luce dei recenti sviluppi interpretativi dell'istituto" ad una revisione del criterio classificatorio delle Convenzioni di segreteria definito con deliberazione del Consiglio d'Amministrazione della soppressa Agenzia.
Queste le conclusioni della circolare: "Al fine si ritiene che, in ogni ipotesi di convenzionamento, la retribuzione di posizione del "segretario convenzionato" dovrà risultare corrispondente a quella prevista, dalla contrattazione collettiva, per il comune c.d. capofila, il quale, nell'ambito della convenzione, procede alla nomina del Segretario".
Le citate conclusioni erano state da subito contestate dalla Segreteria Nazionale UNSCP che aveva ritenuto destituita di fondamento la citata nota miniteriale sulle convenzioni di segreteria.
Arriva ora la diffida al Ministero dell'Interno da parte di CGIL, CISL, UIL ed Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali.
Le organizzazioni sindacali chiedono formalmente al Ministero di voler procedere:
- al ritiro immediato della sopra richiamata nota ed alla contestuale precisazione, anche con apposita circolare da inviare a tutti i Comuni, della piena valenza dell’ordinamento come finora applicato, confermando che a tutti i fini, economici, giuridici e di carriera, la classificazione delle sedi di segreteria convenzionata deve avvenire, come è sempre avvenuto, con riferimento alla popolazione complessiva all’intera ed unica sede convenzionata;
- a garantire per il futuro corrette relazioni sindacali nel rispetto dell’art. 7 del C.C.N.L. 16 maggio 2001;
- a chiarire che è sempre possibile procedere alla nomina dei segretari in sedi di classe inferiore a quella di iscrizione sgombrando il campo dai paventati dubbi di danno erariale;
Diffidano il Ministero le Prefetture ed i Comuni dal dare esecuzione alla predetta nota;
Evidenziano alle Prefetture, qualora ci si appelli al vincolo delle indicazioni ricevute, che è “preciso dovere” dei funzionari pubblici, nell’ambito della normale diligenza, verificare quanto meno in via sommaria la correttezza e fondatezza delle indicazioni che ricevono, ed astenersi da darvi esecuzione quando esse siano palesemente infondate, come è nel caso di specie, in cui senza alcuna nemmeno apparente motivazione si modifica un ordinamento pacificamente applicato da decenni e, conseguentemente, le invitano ad attenersi all’istituto come da sempre applicato.
Evidenziano anche ai Comuni che è “preciso dovere” dei funzionari pubblici, nell’ambito della normale diligenza, verificare quanto meno in via sommaria la correttezza e fondatezza delle indicazioni che ricevono, ed astenersi da darvi esecuzione quando esse siano palesemente infondate, come è nel caso di specie, in cui senza alcuna nemmeno apparente motivazione si modifica un ordinamento pacificamente applicato da decenni e, conseguentemente li invitano ad attenersi all’istituto come da sempre applicato, rappresentando che, in caso contrario, in esito alle cause che si instaureranno saranno loro addebitabili, oltre agli interessi di mora, anche i danni;
Invitano i Segretari a non soggiacere in alcun modo a qualsivoglia determinazione attuativa della predetta nota, posta in essere da Prefetture o singoli Comuni, consegnando la presente nota ai rispettivi uffici Comunali quale diffida al singolo Ente, evidenziando che è “preciso dovere” dei funzionari pubblici, nell’ambito della normale diligenza, verificare quanto meno in via sommaria la correttezza e fondatezza delle indicazioni che ricevono, ed astenersi da darvi esecuzione quando esse siano palesemente infondate, come è nel caso di specie, in cui senza alcuna nemmeno apparente motivazione si modifica un ordinamento pacificamente applicato da decenni.
Chiedono formalmente a codesto Ministero di voler procedere ad una convocazione di un incontro urgente, anche per chiarire in modo condiviso e nel senso innanzi citato la ulteriore nota prot. 486-E (P) avente ad oggetto il trattamento economico dei Segretari iscritti alla fascia professionale B;
Avvertono che in caso di mancata convocazione e/o di silenzio protratto per 10 gg. successivi al ricevimento della presente diffida, adiranno le vie legali utilizzando ogni mezzo, cautelare e non, idoneo a rimuovere gli effetti lesivi di tale nota o delle sue attuazioni, e ad impedire che essi continuino a prodursi o si aggravino, evidenziando altresì che - in considerazione della totale assenza di qualsivoglia ragionevole motivazione che possa legittimamente aver indotto in errore sulla applicazione, si ripete incontestata da decenni, dell’istituto in oggetto - nelle azioni legali attiveranno altresì le opportune richieste di risarcimento dei danni subiti e subendi, dai singoli Segretari, dalla categoria nel suo complesso e dalle scriventi OO.SS.
Ci si lasci aggiungere che il fatto che tali fatti incomprensibili e ingiustificabili accadano mentre è all’esame del Parlamento un disegno di legge che prevede l’abolizione della figura del Segretario - e che le scriventi OO.SS. e la categoria nel suo complesso stanno affrontando, in questi mesi, con grande senso di responsabilità - li rende ancora più inaccettabili e, francamente, inqualificabili.

Nuova disciplina dei diritti di rogito: spettano al Segretario anche in caso di convenzione tra un ente dotato ed uno sprovvisto di dirigenti

La Corte dei Conti, sez. Regionale di controllo per la Lombardia, ha espresso un nuovo parere in merito alla disciplina dei diritti di rogito a seguito della disciplina introdotta dall'art. 10, comma 2, del d.l. 90/2014, convertito in L. 114/2014. 
Il parere, espresso con deliberazione n. 171 del 24/04/2015 riguarda il caso dei Segretari comunali in convenzione.
La sezione lombarda aveva affermato con la precedente parere (Del. 170/2014) "che, alla luce della formulazione letterale della norma in esame, si deve ritenere che, nel caso di convenzione di segreteria fra comuni privi di personale con qualifica dirigenziale, sia possibile attribuire, ai sensi del nuovo art. 10, comma 2-bis, del D.L. n. 90/2014, quota dei diritti di rogito, a prescindere dalla fascia professionale in cui è inquadrato, in concreto, il segretario preposto".
"La deliberazione non ha, direttamente, affrontato la diversa fattispecie, scrutinata nella richiesta in esame, in cui il segretario comunale presti servizio, nell’ambito dei comuni convenzionati, per un ente dotato e per un altro sprovvisto di dirigenti. Tuttavia, la soluzione al dubbio ermeneutico si ricava agevolmente dalle considerazioni sopra riportate, da cui è agevole ricavare l’illazione che, laddove l’ente di riferimento (nella fattispecie: l’unico sprovvisto di dipendenti con qualifica dirigenziale) non sia dotato di dirigenza, e indipendentemente dalla qualifica professionale rivestita dal segretario dall’interno del proprio ordinamento, rimane irrilevante la circostanza che tale qualifica dirigenziale sia aliunde rivestita dall’interessato" (Del. 171/2014).
Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

mercoledì 6 maggio 2015

Il bello di essere un gruppo. Prossimo appuntamento il 22 maggio

Dopo il post di ieri mattina, i colleghi che mi conoscono meglio hanno capito che sarei stato capace di continuare all'infinito contro tutti e tutto. In effetti sarebbe stato così. L'età mi sta rendendo evidentemente prevedibile. 

Quello che potrei definire l'azionista di maggioranza del blog, Franco Loi, ha prontamente richiamato tutti all'ordine con una dotta citazione "non ti curar di loro ma guarda e passa".
Grazia Trabucco, mi ha chiamato in serata e con il suo solito approccio culturale e con una metafora meno dotta, con l'ulitizzo di una figura retorica, mi ha espresso sostanzialmente lo stesso concetto.
Io avevo pronte un altro paio di storielle, ma a questo punto le metto da parte, anche sollevato dalla reazione, da Signora qual'è, di Daniela Urtesi.
A questo punto non rimane che comunicare la prossima data per l'incontro che Mauro Andreone si era impegnato ad organizzare per il mese di maggio, al termine del pranzo a base di carciofi del 24 aprile a Sezze.
Il pranzo si terrà il giorno venerdì 22 maggio presso l'Agriturismo il Casale, immerso nell'area della riserva naturale del Lago di Posta Fibreno, che è il posto ideale per trascorrere giornate di relax, a contatto con un ambiente protetto e di grande valenza paesaggistica. 
Il presente costituisce invito per tutti i colleghi (io avrei aggiunto tranne uno, ma non posso: l'azionista di maggioranza sono sicuro mi licenzierebbe).

martedì 5 maggio 2015

Alcuni chiarimenti da Marina Inches ed Eugenio De Francesco

Dalla collega Marina Inches e da Eugenio De Francesco ricevo e pubblico.
Gentile Collega,
desideriamo innanzitutto ringraziarti per aver accolto la nostra richiesta di dare diffusione, anche sul tuo blog segretaridellazio.blogspot.it, dell’iniziativa, avviata dalla base, di rimettere simbolicamente i decreti di nomina di responsabile della prevenzione della corruzione, da intendersi quale manifestazione di dissenso della categoria rispetto alla recente riforma della Pubblica Amministrazione (ddl 1577), approvata dal Senato della Repubblica, che in luogo di valorizzare le funzioni del Segretario comunale, peraltro a geometria variabile stante le peculiarità che caratterizzano le singole amministrazioni locali, le affievolisce.
Pur nella certezza della chiarezza del comunicato sulle modalità di remissione dei decreti di nomina di responsabile della prevenzione della corruzione - essendovi puntualmente specificato la natura simbolica della stessa - è doveroso ribadire, a scanso di ogni equivoco, che l’iniziativa non è intesa a privare in alcun modo le amministrazioni locali ed i cittadini della funzione di garanzia che il legislatore ci ha affidato.
Infatti, ciascun Segretario comunale aderente all’iniziativa rimarrà titolare della funzione di responsabile della prevenzione della corruzione, trattandosi, si ripete, di remissione meramente simbolica.
Fermo restando quanto sopra esposto, il voler comunicare alle alte cariche dello Stato (meglio emarginate nel comunicato e che per chiarezza espositiva di seguito si indicano: Presidente della Repubblica, Prof. Sergio Mattarella Presidente del Senato, on.le Sen. Pietro Grasso, Presidente della Camera, on.le Laura Boldrini, Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi, Ministro dell’Interno, On.le Angelino Alfano, Presidente di ANAC, Dott. Raffaele Cantone, Presidente della Corte dei Conti, dott. Raffaele Squitieri), il disagio generalizzato e diffuso in seno alla categoria, non esime dall’ evidenziare ai colleghi che l’iniziativa ha il solo ed unico fine di avviare un dialogo collaborativo con le Istituzioni, e non certo di contrasto.
Si legge, infatti, nel comunicato quanto segue: “confidano che questo gesto simbolico spinga le SS.LL.II. ad interporre i loro autorevoli Uffici, affinché si apra al più presto un confronto formale ed istituzionale che affronti tutte le questioni relative al ruolo ed alle funzioni dei Segretari comunali nell'ottica di una valorizzazione, e non certo di quella dell'abolizione, di una figura professionale da 150 anni al servizio dei cittadini per la tutela della legalità”.
D’altro canto, all’Assemblea del 15 aprile u.s., le Rappresentanze sindacali hanno chiaramente espresso che, nonostante le numerose richieste volte in tal senso, non vi sarebbe stato, salvo smentite, alcun incontro con il Governo.
Si coglie, altresì, l’occasione per segnalare che su facebook si è fatto un appello all’unità, che si rinnova in questa sede, con la richiesta rivolta a tutte le sigle sindacali di sostenere e promuovere l’iniziativa che, si puntualizza, è animata da nobili finalità e non certo diretta ad alimentare divisioni e contrasti in seno alla categoria.
Con l’auspicio di aver offerto i doverosi chiarimenti, si conclude con un appello a tutti i colleghi di aderire massicciamente, ritrovando un filo di unità, senza darsi autonomamente preventive risposte a domande cui nessuno oggi ha gli elementi per poter rispondere, salvo voler ritenere che l’iniziativa simbolica, avviata dalla base, volta ad ottenere un incontro con le più alte cariche dello Stato, di natura collaborativa e non certo di contrasto, sia del tutto priva di ogni senso ed utilità per la categoria.
Ti ringraziamo anticipatamente se potrai provvedere tu alla pubblicazione di questa nota di chiarimento, avendo provato più volte ad inserirla nel blog senza successo. Perdona i nostri limiti informatici. 
Grazie.

Restituzione del decreto di nomina di Responsabile anticorruzione: lo choc di una comunità!

In genere non faccio polemiche, ma se mi toccano gli amici non riesco a non farle. Il presente post è purtroppo condizionato dal fatto che qualcuno mi "ha toccato" un'amica.
Dopo quella del cardiologo abolito, anche oggi abbiamo una storiella che mi serve per giungere ad una conclusione.
Un Segretario improvvisamente fu investito di una nuova funzione, quella di Responsabile di prevenzione della corruzione. All'attribuzione della funzione corrispondeva una pesante forma di responsabilità (almeno disciplinare) nel caso in cui si fossero verificati all'interno dell'ente reati di corruzione. Il Segretario subito si mise a lavoro e preparò, inventandoselo da zero (il piano nazionale arrivò soltanto l'anno dopo), una bozza di piano comunale di prevenzione della corruzione. Lo consegnò ai responsabili comunali dei vari settori per avere osservazioni ed eventuali elementi aggiuntivi. La reazione fu stupefacente: tutti i responsabili di Settore si sentirono in dovere di dare il massimo. Giunsero così proposte di miglioramento del piano; non passava giorno che il Segretario non riceveva osservazioni acute e pertinenti. Grazie al contributo dei Responsabili il piano di prevenzione della corruzione fu completato e, come la legge prevede, presentato all'attenzione delle associazioni del territorio e della cittadinanza. Il giorno della presentazione del piano, che doveva svolgersi all'interno della sala consiliare, l'eccezionale presenza di pubblico, costrinse l'Amministrazione a cambiare sede: tutti al teatro comunale che contiene circa 1.000 persone. Alcune rimasero fuori, ma la soluzione logistica aiutò molto la riuscita dell'iniziativa. Dopo la presentazione, alla cittadinanza furono concessi 15 giorni per eventuali osservazioni al piano. Ho ancora negli occhi quanto accadde in comune il giorno della scadenza di quel termine. Una fila lunghissima al protocollo fu affrontata dai cittadini con pazienza ed il sorriso sulle labbra. Tutti erano consapevoli dell'importanza del loro contributo. Elaborate le osservazioni, tutte di ottima fattura, il piano fu poi portato all'esame della Giunta Comunale per l'approvazione. Anche quello fu un passaggio storico. Dopo una puntuale e dettagliata esposizione da parte del Sindaco tutti gli assessori presero la parola: una cosa mai vista. Ognuno di loro aveva una relazione scritta con tanto di proposte emendative! La Giunta si aggiornò per ben 3 volte, consapevole del valore storico dell'atto che stava per approvare. I giornali e le televisioni locali non parlavano d'altro, sottolineando in ogni occasione il ruolo determinante svolto dal Segretario per la predisposizione del piano. Alla fine il piano fu approvato. Per giorni non si parlò se non di questo straordinario evento per la comunità. 
Non è finita qui. 
Il piano prevedeva anche una giornata della trasparenza. Questa volta il Sindaco capì subito la portata storica dell'evento e propose di svolgere l'iniziativa presso lo stadio comunale (circa 7.000 posti). Quel giorno fu il più bello nella carriera del Segretario, che apprezzò appieno le enormi soddisfazioni che quel lavoro era in grado di fornire. Stadio tutto esaurito! Qualcuno purtroppo rimase fuori, ma la partecipazione fu straordinariamente commovente. Da quel giorno in comune nessuno chiamava più il Segretario con questo nome, ma con quello più importante di Responsabile di prevenzione della corruzione. La mattina appena arrivava in comune, passando per la piazza che conduce al comune, i vecchietti del posto facevano a gara per salutarlo. "Buongiorno signor Responsabile della Prevenzione della corruzione". Si abituò subito al fatto che nessuno ormai lo chiamava più Segretario. La storia era bellissima fin quando il Responsabile della Prevenzione della corruzione decise di restituire il Decreto di nomina. Tutti i cittadini scesero in piazza sotto choc. C'erano donne, bambini ed anziani che piangevano increduli! Stava per finire il sogno che fino ad allora avevano vissuto ad occhi aperti. Il Sindaco, con un gesto eclatante presentò le proprie dimissioni affermando: "Senza Responsabile della Prevenzione della corruzione non saprei proprio come gestire un comune, come fornire servizi ai cittadini: meglio le dimissioni!". Quella comunità da quel momento in poi entrò nel caos più totale e ci vollero anni prima che il Comune riuscì a "resuscitare".
Per molti di voi che hanno vissuto questa esperienza è facile comprendere le parole di Claudio Rossi (sinceramente poco eleganti e poco rispettose; non ci vengo più a cena con te). Per me che purtroppo non l'ho vissuta è più facile comprendere le parole di Daniela Urtesi.
Quanto a quello che devo scrivere sul blog e come, decido io. Questo blog ha una storia, breve, che testimonia poche cose:
  • il blog lo curo io e tenerlo gratuitamente aggiornato con certi contenuti richiede sacrificio e dedizione, che dovrebbero indurre al rispetto (sempre richiesto da alcuni personaggi e mai concesso);
  • se devo dire una cosa la dico;
  • se qualcuno deve dire una cosa la dice;
  • se qualcuno interviene in modo irriguardoso cancello il commento;
  • se un collega mi chiede di pubblicare qualcosa decido se pubblicarla o meno; se non la pubblico spiego il perché ("mezzucci" non ne ho mai usati perchè non mi appartengono: parlo sempre in faccia mi risulta più semplice).

Inoltre, il blog è nato da Segretari della regione Lazio appartenenti all'Unione e non lo abbiamo mai nascosto (è scritto all'inizio di ogni pagina). Io sono il Segretario Regionale dell'Unione del Lazio. Le cose pubblicate sul blog chiunque può decidere di leggerle o meno. Basta non collegarsi. Se ti dà fastidio quello che c'è scritto non leggerlo (allo stadio si direbbe CAMBIA CANALE); faccio anch'io così e ti assicuro che evito tantissimi fastidi.

lunedì 4 maggio 2015

Il testo ufficiale del DDL 1577/A di riorganizzazione della PA approvato dal Senato

Come scritto in un precedente post, con 144 voti favorevoli e un'astensione, l'Assemblea ha approvato - nella seduta antimeridiana di giovedì 30 aprile - il ddl n. 1577/A, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Il testo passa alla Camera dei deputati.
Qui il testo definitivo del DDL approvato dal Senato, completo di tutti gli emendamenti approvati dall'Aula.
Espunta dalla norma definitiva la possibilità per i comuni capoluogo di provincia e per i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti di reclutare il dirigente apicale anche al di fuori del ruolo unico, purché in possesso di adeguati requisiti culturali e professionali, prevista nel testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali.

Attacco al cuore della Repubblica: un commento del collega Nunzio Fornaro

A commento del post L'abolizione dei Segretari comunali: un attacco al cuore della Repubblica il collega Nunzio Fornaro ha inserito le seguenti interessanti osservazioni, che riporto, assieme ad una mia breve replica.
Caro Collega Scarsella, vorrei in premessa elogiare la tua capacità espositiva e la lucidità con cui manifesti le argomentazioni che, è il caso di dire, stanno “a cuore” alla categoria e ho molto apprezzato il tuo intervento all’Assemblea Nazionale (a mio avviso tra i più acuti). 

Mi piacerebbe condividere con te e con gli altri Colleghi che seguono l’utilissimo blog alcune considerazioni relative al tuo commento del domenica 3 maggio 2015 “L'abolizione dei Segretari comunali: un attacco al cuore della Repubblica”.
A scanso di equivoci, dichiaro sin da subito di essere perfettamente d’accordo sulla necessità, come da te sostenuto, che la riforma preveda la creazione di una sezione speciale o un profilo professionale di Segretario/dirigente apicale, che qualifichi chi può svolgere tale funzione sulla base di un percorso formativo e di carriera già posseduto o da acquisire in futuro.
Tuttavia, come abbiamo potuto verificare in questo anno di passione, i nostri desiderata molto spesso non corrispondono con le decisioni parlamentari adottate, per cui siamo costretti a ragionare anche su diversi scenari.
Nella metafora tu sostieni, con riferimento alla prospettiva che ci attenderebbe se sul DDL nulla dovesse cambiare alla Camera, che dopo il triennio-ponte qualsiasi “medico”, anche generico, potrebbe essere chiamato a fare il “cardiologo”, cioè qualsiasi Dirigente pubblico (o della Repubblica), potrebbe essere chiamato a svolgere i compiti di Dirigente Apicale in un Ente Locale…Da un punto di vista teorico, nulla quaestio…
Tuttavia, consentimi di osservare un tuo arretramento pessimistico rispetto a quanto sostenuto nell’intervento in Assemblea ( e che mi vedeva d’accordo, in quanto corrispondente esattamente al mio pensiero), laddove, se non sbaglio affermavi, in sostanza, che anche dopo i 3 anni, i Sindaci non potevano che individuare ex Segretari per la Direzione Apicale, sulla base di quanto previsto dall’art. 9 lett f).
Quindi, sezione speciale o meno, se un Comune deve individuare un Dirigente Apicale, chi dovrebbe possedere i requisiti necessari se non chi in precedenza ha svolto incarichi simili?
Tornando alla metafora, possiamo immaginare un Ospedale Pubblico che deve garantire il servizio Cardiologia e che nell’Avviso non preveda che per tale incarico sia obbligatorio essere cardiologi, ma medici, anche generici; ma che, tuttavia, sia obbligato a selezionare una rosa di medici che abbiano diretto in passato un reparto di cardiologia, che abbiano frequentato dei corsi di specializzazione in cardiologia etc.
E’ possibile immaginare un provvedimento selettivo che, pur in presenza di candidature da parte di cardiologi, possa contemplare, ad es. un pediatra, un ginecologo, un anestesista, etc senza che lo stesso sia viziato e quindi impugnabilissimo dal cardiologo?
Insomma, pur ribadendo che sarà doveroso continuare a battersi fino alla fine per la creazione di una sezione speciale o un profilo professionale di Segretario/dirigente apicale, come previsto per i Dirigenti dello Stato,(“previsione, nell'ambito del ruolo, di sezioni per le professionalità speciali”, art. 9 comma 1 lett b) n.1), penso che, ove la norma dovesse rimanere così com’è e i Decreti attuativi non dovessero dettagliare i requisiti per gli incarichi, il Giudice Amministrativo potrà sempre essere chiamato ad intervenire sui singoli casi per delineare la portata applicativa della stessa, evitando il profilo di Dirigente Apicale sia ricoperto da soggetti non idonei. E, come sappiamo, una volta formatasi una giurisprudenza in materia, la stessa Commissione non potrà che uniformarsi…
Spero di non essere troppo ottimista in proposito….
Nunzio Fornaro 
____________________
La mia breve replica:
Caro Nunzio,
Ti ringrazio per le condivisibili osservazioni. Il mio, però, non è un "arretramento pessimistico" (che per carattere non mi appartiene), ma se l'obiettivo è quello che condividiamo, in questa fase dobbiamo cercare di rendere chiaro questo: solo i Segretari e pochissimi altri potranno essere dirigenti apicali.
Non mi fido delle interpretazioni della giurisprudenza, che lascerei come extrema ratio. Siamo ancora nella fase per cui queste cose dobbiamo cercare di farle inserire nella norma. Sarebbe un elemento che riempirebbe un pò di più il nostro bicchiere.
Proviamoci.

Il testo dell'art. 9 del DDL 1577/2014 sulla dirigenza pubblica con le modifiche dell'Aula

Ricordiamo che Il Senato ha approvato il DDL 1577/A di riorganizzazione della PA in data 30 aprile 2015. Il testo ora passa all'esame della Camera dei Deputati.
Segnaliamo ora che è stato pubblicato sul sito eticaPA il testo – ricostruito e non avente carattere di ufficialità – dell’articolo 9 del DDL 1577/2014 sul regime della “dirigenza pubblica” approvato definitivamente dal Senato ieri 30 aprile 2015. 


Una dirigenza a rischio?

Pubblicato sul sito del Saperi Pa un editoriale Presidente del Forum p.a., Carlo Mochi Sismondi, dal titolo  Una dirigenza a rischio? di commento alle norme contenute nel DDL 1577/A.
Questo l'inizio dell'editoriale.
La prima impressione che ho avuto leggendo l’art. 9 del disegno di legge “Madia” che riforma la dirigenza e, insieme, le reazioni dei sindacati e delle associazioni dei dirigenti è stata che è necessaria una robusta iniezione di fiducia. La fiducia è l’ingrediente che infatti mi pare più scarso: il disegno di legge delega fa intravedere in filigrana una scarsa fiducia della politica verso l’amministrazione, come se fosse composta tutta da conservatori, frenatori, burocrati, pietre d’inciampo di ogni riforma e zavorra del paese; specularmente la reazione dei dirigenti alla riforma, o per lo meno dei loro sindacati ed associazioni, è improntata in generale ad una scarsissima fiducia nella politica, come se fosse fatta tutta di pirati che vogliono imporre solo yes man, veline o portaborse. In questa reciproca sfiducia nasce e cresce poi la sfiducia dei dipendenti verso i loro dirigenti e la loro organizzazione e quella, assai più grave, dei cittadini verso entrambe, politica ed amministrazione, con il conseguente distacco sempre maggiore dalle istituzioni democratiche. Ma per rispristinare le condizioni della fiducia è necessario poter contare su una politica che sia all’altezza del compito in tutti i suoi livelli, dai ministri agli assessori delle piccole città e di dirigenti che credano veramente che il loro posto ed il loro stipendio debba dipendere dai risultati percepibili dai cittadini. In una parola da come va l’azienda Italia.
Si ricorda che Carlo Mochi Sismondi aveva auspicato in precedenza che non vi fossero "improvvide corse sul tema delicato dell'abolizione dei Segretari comunali".

Iniziativa di protesta mediante restituzione simbolica della nomina di Responsabili anticorruzione

I colleghi Marina Inches ed Eugenio De Francesco mi hanno inviato, per la pubblicazione, uno schema di lettera predisposto dai segretari che si raccolgono intorno alle libere associazioni di categoria ed ai gruppi VIGHENZI, LASEC, Comitato Segretari Puglia e Movimento del 27 marzo.
L'iniziativa tende a rimettere, simbolicamente, la nomina di Responsabili della prevenzione della corruzione, "segnalando che una funzione di tale importanza non possa essere serenamente svolta da dipendenti pubblici oggi così gravemente delegittimati". Confidano che questo gesto simbolico spinga all'apertura di un confronto formale ed istituzionale che affronti  "tutte le questioni relative al ruolo ed alle funzioni dei Segretari comunali nell'ottica di una valorizzazione, e non certo di quella dell'abolizione, di una figura professionale da 150 anni al servizio dei cittadini per la tutela della legalità".