No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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lunedì 15 aprile 2019

Riforma PA - Di Primio: “Accolte molte richieste di Anci. Lavoriamo per sciogliere questioni ancora aperte”

“Il governo ha accolto gran parte degli emendamenti proposti da Anci al ddl sul miglioramento della Pa e di questo ringraziamo il ministro Bongiorno. Tuttavia, in materia di personale degli enti locali, restano aperte alcune questioni che auspichiamo vengano inserite nel testo definitivo”. Così il sindaco di Chieti e delegato Anci al Personale, Umberto Di Primio, nel corso dell’audizione al Senato dove Anci è stata ascoltata in merito alla legge delega sulla riforma della pubblica amministrazione.

Riforma PA : l’UPI in Audizione in Senato

Incentivare lo svolgimento di concorsi unici tra enti locali in ambito provinciale o metropolitano; prevedere principi e criteri direttivi per introdurre una riforma della dirigenza apicale negli enti locali – Comuni, Province e Città metropolitane – con un ruolo unico dei dirigenti locali per superare la diversità di disciplina tra i dirigenti locali, che fanno capo agli enti locali, e i segretari comunali e provinciali, che fanno capo al Ministero dell’Interno; superare alcuni limiti delle norme sulla contrattazione decentrata negli enti locali, attraverso l’incentivazione della contrattazione integrativa territoriale in ambito provinciale o metropolitano.

giovedì 24 gennaio 2019

Riforma Tuel - Riunito tavolo tecnico, Pella: “Si sburocratizzino i Comuni, via troppe norme anacronistiche e inattuabili”

“La riforma del Testo unico degli Enti locali deve partire dalla necessità di imprimere subito un cambio di passo su norme che sono così anacronistiche da risultare inattuabili nella pratica quotidiana. La priorità è quella di liberare sindaci dai troppi vincoli burocratici, come Anci ha sollecitato con la sua proposta sostenuta da moltissimi amministratori”. Lo ha detto Roberto Pella, vice presidente vicario dell’Associazione e sindaco di Valdengo, al termine del tavolo tecnico-politico sulla riforma del Tuel che si è riunito stamani in sede di Conferenza Stato-Città. Al Viminale con Pella era presente anche Filippo Nogarin, sindaco di Livorno e vice presidente dell'Associazione.

domenica 23 dicembre 2018

Il Consiglio dei Ministri approva in esame preliminare un DDL contenente deleghe al Governo per il miglioramento della pubblica amministrazione

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per la pubblica amministrazione Giulia Bongiorno, ha approvato, nella seduta del  21 dicembre 2018, in esame preliminare, un disegno di legge che delega il Governo, entro diciotto mesi dall’approvazione della delega, ad adottare uno o più decreti legislativi per il miglioramento della pubblica amministrazione.

venerdì 16 marzo 2018

Il procedimento amministrativo dopo la Legge n. 124/2015 (c.d. Riforma Madia)

Pubblicato sulla rivista Amministrativ@mente un articolo di Francesca Perrone dal titolo Il procedimento amministrativo dopo la Legge n. 124/2015 (c.d. Riforma Madia)
Questo il sommario:
Premessa. 1. Il procedimento amministrativo prima della legge n. 241/1990. 2. La Legge sul procedimento amministrativo (legge 7 agosto 1990 n. 241). 3. Gli effetti della Riforma Madia sul procedimento amministrativo. 3.1 Interventi di immediata attuazione sulla Legge n. 241/1990. 3.1.1 Art. 3 legge n. 124/2015. - Silenzio assenso tra amministrazioni pubbliche e tra amministrazioni pubbliche e gestori di beni o servizi pubblici. 3.1.2 Art. 6 legge n. 124/2015 - Autotutela amministrativa. 3.2 Le novelle alla Legge n. 241/1990 attuate mediante lo strumento della delega legislativa. 3.2.1 Conferenza di servizi (art. 2). 3.2.1.1 Regolamento: Norme per il riordino della disciplina in materia di Conferenza di servizi- Art. 2 Legge n. 124/2015. 3.2.1.2 Considerazioni conclusive sulla Disciplina generale della conferenza di servizi come modificata dal d.lgs. n. 127 del 30.06.2016. 3.2.2. La segnalazione certificata di inizio attività- Scia (art. 5 legge n. 124/2015). 4. Le innovazioni di principio alla Legge n. 241/1990. 4.1 Carta della cittadinanza digitale (art. 1 legge n. 124/2015). 4.2. Revisione e semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione, pubblicità e trasparenza (art. 7 legge n. 124/2015). 5. Conclusioni.

La disciplina del procedimento amministrativo a quasi trent'anni dall'approvazione della Legge n. 241 del 1990

Pubblicato sulla rivista Amministrativ@mente un articolo di Ferdinando Pinto dal titolo La disciplina del procedimento amministrativo a quasi trent'anni dall'approvazione della Legge n. 241 del 1990.

Il contributo propone alcune riflessioni a partire dal clima e dai dibattiti occorsi nell'ambito dei lavori della Commissione Ministeriale presieduta da M. Nigro, che nel 1986 predispose il testo base della futura legge sul procedimento amministrativo.

mercoledì 17 gennaio 2018

Semplificazione: ebook promosso da Anci Lombardia e Centro Icona

Anci Lombardia, in collaborazione con il Centro Icona, pubblica il volume "La semplificazione amministrativa - Un cambiamento complesso, un risultato indispensabile", a cura di Walter Castelnovo e Maddalena Sorrentino, dell'Università dell’Insubria e dell'Università degli Studi di Milano.
L'ebook (scaricabile online) raccoglie 7 brevi saggi sul tema della semplificazione amministrativa, presentati durante un recente convegno tenutosi all'Università Statale di Milano e si propone quale strumento di riflessione e ricerca pensato per chi Amministrazioni e operatori degli enti locali e per i cittadini interessati ai temi della Pubblica Amministrazione.

martedì 26 dicembre 2017

Considerazioni sull’ambito di applicazione della legge 241/1990, anche alla luce della “riforma Madia”

Pubblicato sul sito Amministrazione in Cammino un articolo di Matteo Timo dal titolo "Considerazioni sull’ambito di applicazione della legge 241/1990, anche alla luce della “riforma Madia".
Questo il sommario:
1. Premessa; 2. I rapporti della legge 241 con altre disposizioni normative; 2.1. (Segue) I rapporti con la legge statale: tra criterio cronologico e di specialità; 2.2. (Segue) Ulteriori considerazioni sulla legge statale; 2.3. (Segue) la legge regionale; 3. Osservazioni conclusive.

sabato 28 ottobre 2017

Il potere amministrativo di autotutela

Pubblicato sul sito della Giustizia Amministrativa un articolo di Roberto Caponigro, Consigliere di Stato, dal titolo  Il potere amministrativo di autotutela.
Questo il sommario:
1. Le origini e la costruzione pretoria - 2. La prima disciplina della l. n. 15 del 2005 - 3. Le modifiche del 2014 – 4. La riforma Madia - 4.1 La ratio del limite temporale per l’esercizio del potere – 4.2 Il potere di annullamento sine die previsto dal comma 2 bis - 4.3. Ulteriori ipotesi di deroga al limite temporale – 5. Il perimetro del ricorso incidentale dell’amministrazione – 6. La tutela del controinteressato all’attività oggetto di SCIA.

giovedì 26 ottobre 2017

La Riforma Madia 'a pezzi': tra proceduralizzazione e interventi degli organi costituzionali

Con la sentenza 25 novembre 2016, n. 251 la Corte costituzionale si è pronunciata sulla illegittimità costituzionale di alcune disposizioni della legge 7 agosto 2015, n. 124 di riassetto delle pubbliche amministrazioni (la c.d. Riforma Madia) sul ricorso presentato dalla Regione Veneto, avente ad oggetto le disposizioni che delegano il Governo ad adottare dei decreti legislativi in alcuni settori dell’agere pubblico, i quali proprio per questo incidono su varie materie cui corrispondono interessi e competenze sia statali sia regionali, oltre che degli enti locali.

domenica 16 luglio 2017

Province in lotta per la sopravvivenza ma è boom degli enti intermedi

Una riforma rimasta a metà e impantanata nelle sabbie mobili dopo l’esito del referendum costituzionale. La legge Delrio che doveva semplificare il Paese, riducendo gli organismi intermedi tra Regioni e Comuni e ridisegnando le ex Province, si sta trasformando in un boomerang. Gli organismi intermedi sono cresciuti: la norma ne prevedeva al massimo una novantina, oggi sono quasi cinquecento. Perché da un lato non sono stati aboliti gli ambiti territoriali, dall’altro le Regioni a Statuto speciale invece di applicare la riforma hanno fatto di testa loro: ad esempio Sardegna e Friuli Venezia Giulia hanno sì ridotto le Province, salvo creare e tenere in vita insieme 60 Unioni comunali, mentre la Sicilia sta tornando al passato rimettendo anche i gettoni d’oro. Ma c’è di più. Nel caos adesso sono anche le regioni a statuto ordinario, che rivendicano aiuti perché non riescono a garantire i servizi essenziali su strade e scuole. Dalla semplificazione alla complicazione.

venerdì 7 luglio 2017

Province e Città, oltre al rinvio dei conti la promessa di altri 100 milioni in arrivo

Insieme al rinvio al 30 settembre per la chiusura dei bilanci preventivi 2017 (anticipata sul Quotidiano degli enti locali e della Pa di ieri), agli enti di area vasta arriva la promessa di un nuovo aiuto da 100 milioni.

sabato 17 giugno 2017

Prospettive di riforma della dirigenza pubblica

Il prossimo Governo, comunque sia formato, si dedicherà, molto probabilmente (se non inevitabilmente), allo studio, all’elaborazione e alla presentazione di una proposta di riforma dell’ordinamento della dirigenza pubblica.
La rilevanza che ha assunto, nel dibattito pubblico, il ruolo della pubblica amministrazione e, in particolare, del suo management nelle politiche di sviluppo del Paese costringerà, infatti, il nuovo Governo ad occuparsi di un progetto di revisione della disciplina della dirigenza, nella prospettiva (a parole condivisa da tutte le forze politiche) di rafforzarne la funzione di servizio alla crescita economica e alla semplificazione della vita di cittadini e imprese, mediante (in sintesi) una valorizzazione del merito e una penalizzazione del demerito.
Senza ripetere le conosciute critiche all’ipotesi di riforma fallita nella legislatura in corso (per effetto della nota sentenza della Corte Costituzionale n.251 del 2016), appare, allora, più utile offrire al prossimo decisore politico (chiunque sia) alcune coordinate valutative che servano effettivamente a migliorare, de iure condendo, l’assetto normativo della dirigenza pubblica.

domenica 4 giugno 2017

Il governo delle Province dopo il referendum

L’articolo contiene alcune riflessioni sulle conseguenze sull’assetto delle Province dell’esito negativo del referendum sulla riforma costituzionale RenziBoschi. Il filo conduttore è costituito dalla questione della differenziazione delle forme di governo locale e in particolare del governo di area vasta. L’idea di fondo è che la bocciatura del referendum, unitamente all’affermazione da parte della Corte costituzionale nella sentenza n. 50/2015 della insussistenza di un nesso necessario tra politicità di un ente e diretta elettività dei suoi organi di governo, rimetta in gioco l’indirizzo di politica legislativa che fa della Provincia una sorta di agenzia al servizio dei Comuni.

martedì 18 aprile 2017

Quaderno ANCI “Il DPR 13 febbraio 2017, n. 31. La semplificazione dei procedimenti di tutela paesaggistica. Il raccordo con i provvedimenti edilizi”

Pubblicato il settimo quaderno ANCI dal titolo “Il DPR 13 febbraio 2017, n. 31. La semplificazione dei procedimenti di tutela paesaggistica. Il raccordo con i provvedimenti edilizi”, a cura del Vice Segretario Generale, Stefania Dota, e della Responsabile Ufficio Affari Istituzionali, Maria Rosaria Di Cecca, e con la collaborazione dello Studio Narducci.

martedì 14 marzo 2017

Necessario riformare l'ordinamento delle Autonomie Locali: ecco la proposta di Legautonomie

Dopo il referendum confermativo del 4 dicembre, che lascia aperte una serie di questioni sugli assetti e sul funzionamento del sistema delle autonomie locali, il professor Luciano Vandelli, per conto di Legautonomie, ha elaborato una proposta equilibrata e obiettiva al fine di promuovere una riforma organica dell’ordinamento delle autonomie locali tenendo conto dei mutamenti avvenuti in questi ultimi anni e delle nuove esigenze di razionalizzazione e modernizzazione delle autonomie locali, ma anche del percorso avviato dallo stesso legislatore. Proposta presentata questa mattina presso la Sala Polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei Ministri alla presenza del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Autonomie locali, Gianclaudio Bressa.

giovedì 9 febbraio 2017

L'onda lunga della sentenza 251/2016 della Corte costituzionale

La lettura della sentenza n.251 del 2016 non lascia indifferenti. Diversi sono i profili degni di attenzione della decisione: dalla riconsiderazione della funzione delle intese al ruolo delle Conferenze, dall'impatto sulle fonti del diritto a quello sui decreti adottati, prima della sentenza, in attuazione della legge di delega n.124 del 2015. Oggetto di questo breve commento sarà la parte centrale della sentenza, il par. 3 del Considerato in diritto. Il punto di approdo del ragionamento della Corte è, in estrema sintesi, il seguente: quando il legislatore delegato riforma istituti incidenti su competenze statali e regionali, che siano tra loro inestricabilmente connesse, è necessario ricorrere all'intesa, e non al mero parere; intesa da adottare all'interno di una delle sedi del sistema delle conferenze. Da tale statuizione conseguono le dichiarazioni di illegittimità di alcune disposizioni della legge delega nella parte in cui non hanno previsto lo strumento dell'intesa.

lunedì 6 febbraio 2017

Riforma Pa, prontuario per chiarire quando si rischia il licenziamento. Procedura semplificata per l’azione disciplinare. Effetti della sentenza costituzionale 251/2016

Appuntamento a metà febbraio per la revisione della riforma Madia della Pubblica amministrazione, azzoppata da una sentenza della Corte costituzionale dello scorso novembre. A metà mese, se non ci saranno intoppi, il Consiglio dei ministri si occuperà dei tre decreti correttivi su partecipate, dirigenza sanitaria e licenziamenti per gli assenteisti, necessari per rimettere in carreggiata la riforma dopo la censura della Consulta.
Dei tre, il piatto forte è costituito dal provvedimento sul licenziamento disciplinare per gli statali, che dovrebbe introdurre un vero e proprio “decalogo” delle situazioni a rischio, per meglio informare i dipendenti sulla normativa di riferimento.

martedì 17 gennaio 2017

Il Consiglio di Stato ha reso il parere sulle modalità di attuazione della sentenza della Corte costituzionale n. 251 del 2016 sulla riforma Madia

Il Consiglio di Stato ha pubblicato oggi, 17 gennaio 2017, il parere sul quesito posto dal Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione sulle modalità di attuazione della sentenza n. 251 del 2016 della Corte costituzionale.
La Corte, lo scorso 25 novembre, aveva dichiarato incostituzionale la riforma della pubblica amministrazione (cd. Legge Madia – l. n. 124 del 2015), nella parte in cui la delega aveva previsto solo il “parere” e non l’“intesa” con le Regioni per cinque decreti legislativi di attuazione (servizi pubblici, dirigenza, dirigenza sanitaria, licenziamento disciplinare, società partecipate). I primi due decreti legislativi non sono stati più adottati, gli altri tre erano già in vigore al momento della sentenza della Consulta.
Quanto alla riforma della dirigenza, si legge nel comunicato stampa redatto che il parere segnala "l’importanza di intervenire anche per i settori per i quali la delega è scaduta (dirigenza e servizi pubblici). Un percorso possibile è quello di una nuova delega, ma non è l’unico (ad esempio, è ipotizzabile anche un disegno di legge governativo avente, almeno in parte, il contenuto del decreto delegato che andrebbe a sostituire).
Si rileva, però, che la Corte costituzionale non si è pronunciata su come assicurare il principio di leale collaborazione con le Regioni per procedimenti legislativi diversi da quello della legge delega. E d’altra parte – conclude il parere – “apparirebbe problematico individuare per il Parlamento vincoli procedimentali diversi e ulteriori rispetto a quelli tipizzati dalla Carta costituzionale”.

domenica 15 gennaio 2017

Riforma Madia, rilancio in vista sui dirigenti?

In un articolo dal titolo Riforma Madia, rilancio in vista sui dirigenti pubblicato oggi sul quotidiano QN Giorno/Resto/Nazione si ipotizza un intervento di riforma sulla dirigenza nell'ambito della delega sul pubblico impiego. E' evidente tuttavia che il legislatore può esercitare esclusivamente la delega contenuta nell'art. 17 della L. 124/2015, rubricato Riordino della disciplina del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche, unica delega non ancora scaduta. 
Non può più essere esercitata quella contenuta nell'art. 11 (bloccata dalla sentenza n. 251/2016 della Corte Costituzionale), che riguardava l'abolizione dei segretari comunali e la costituzione del ruolo unico della dirigenza della Repubblica. Per intervenire su tali materie, infatti, occorre ripartire con un nuovo percorso parlamentare.