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mercoledì 16 marzo 2022

L’accesso civico generalizzato non può intralciare il buon funzionamento della P.a.

L’accesso civico generalizzato, ossia la possibilità di ogni cittadino di accedere a dati, documenti e informazioni delle pubbliche amministrazioni, non può essere causa di intralcio al loro buon funzionamento. E’ uno strumento che “va usato con buona fede e senza malizia”, affinché non si crei una sorta di effetto boomerang sulla Pubblica amministrazione destinataria. Lo ha specificato il consiglio dell’Anac nella seduta del 2 marzo 2022.

venerdì 11 febbraio 2022

L’accesso come diritto fondamentale e strumento di democrazia: prospettive per la riforma della trasparenza amministrativa

L’accesso come diritto fondamentale e strumento di democrazia: prospettive per la riforma della trasparenza amministrativa è l'articolo di Francesco Gorgerino, dedicato alla trasparenza quale diritto fondamentale e principio cardine del diritto amministrativo negli ordinamenti democratici, propone una lettura critica della giurisprudenza e dei contributi dottrinali sui caratteri, i limiti e la natura dei vari tipi di diritto d’accesso, nell’ottica di una riforma razionalizzatrice della materia, da molti auspicata e prospettata fra gli obiettivi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

Questo il sommario:

1. Premessa: la visibilità del potere come carattere speciale del diritto amministrativo. 2. Le tesi contrapposte sul diritto d’accesso civico generalizzato e l’intervento della giurisprudenza. 3. La critica convivenza delle diverse tipologie di diritto d’accesso, fra procedimento e processo. 4. La natura giuridica dell’accesso civico generalizzato: diritto fondamentale e strumento di democrazia. 5. Le prospettive per un’accorta riforma della trasparenza amministrativa.

lunedì 3 gennaio 2022

La trasparenza degli atti amministrativi, tra obbligo di pubblicità e tutela della privacy: l’ordinanza di ingiunzione del Garante Privacy nei confronti della regione Lombardia (provv. n. 296/2021)

Le ricadute pratiche del (potenziale) conflitto tra esigenza di trasparenza e il diritto alla protezione dei dati personali offrono lo spunto per una analisi della normativa vigente in materia nell’ottica di un bilanciamento tra i due istituti, anche alla luce del recentissimo provvedimento del Garante Privacy n. 296 del 22 luglio 2021, con il quale il Garante per la Protezione dei dai personali ha applicato la sanzione amministrativa pecuniaria di € 200.000,00 nei confronti della Regione Lombardia per aver diffuso dati personali ed economici di soggetti riceventi un contributo economico.
E' questo l'abstract dell'articolo di Rita Pocchia dal titolo La trasparenza degli atti amministrativi, tra obbligo di pubblicità e tutela della privacy: l’ordinanza di ingiunzione del Garante Privacy nei confronti della regione Lombardia (provv. n. 296/2021).

venerdì 19 novembre 2021

Il PEF deve essere pubblicato in Amministrazione trasparente, nella sotto-sezione “informazioni ambientali”

 La delibera con cui l’ente locale approva il piano economico e finanziario (PEF) riguardante la gestione integrata dei rifiuti urbani, in conformità alla normativa vigente e agli atti dell’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, può essere ricondotta, unitamente al PEF, nel novero delle informazioni ambientali da pubblicarsi sul sito dell’ente, in Amministrazione trasparente, nella sotto-sezione “informazioni ambientali”, ai sensi dell’art. 40 del d.lgs. n. 33/2013. Ove la delibera e il relativo PEF siano trasmessi al Ministero dell’economia e finanze e pubblicati sul sito del Ministero, in AT può essere inserito il collegamento ipertestuale al sito del MEF in cui tali documenti sono resi disponibili.

giovedì 18 novembre 2021

Obblighi informativi verso l’Anac: adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32

Restano invariate le modalità operative per la pubblicazione e la trasmissione, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012, dei dati riguardanti il 2021, come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016.
Rimangono quindi valide sia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2022 sia quelle di pubblicazione dei dati (formato XSD).

sabato 8 febbraio 2020

Gdpr e albo pretorio on line: Garante, illecito pubblicare dati sulla salute. Il Garante sanziona un Comune per 10mila euro

I Comuni, prima di pubblicare documenti sull'albo pretorio on line, devono accertarsi che siano oscurate tutte le informazioni che non possono essere diffuse, in particolare i dati sulla salute di una persona.

Lo ricorda il Garante per la privacy nel comminare una delle prime sanzioni a un ente locale ai sensi del nuovo Regolamento europeo in materia di dati personali (Gdpr).
Una persona si era rivolta al Garante perché sull'albo pretorio del proprio Municipio era stata pubblicata una determina dirigenziale che riportava la grave patologia per la quale aveva presentato un'istanza per il riconoscimento della causa di servizio.
L'Autorità ha accertato che le informazioni sull'infermità e sull'operazione subita dal reclamante erano liberamente accessibili a chiunque, ed ha sottolineato come anche la nuova normativa sulla privacy vieti la diffusione dei dati sulla salute di una persona.

venerdì 24 gennaio 2020

Legittimo il diniego di accesso civico ai dati personali contenuti nella documentazione (verbali e provvedimenti finali) riferita ad abusi edilizi

E' legittimo il diniego alla richiesta di accesso civico generalizzato ai dati personali contenuti nella documentazione (verbali e provvedimenti finali) riferita ad abusi edilizi negli ultimi due anni (2018-2019).
E' questa la conclusione cui è giunto il Garante della Privacy nel parere n. 220 del 18 dicembre 2019.
Queste le motivazioni del garante:


venerdì 17 gennaio 2020

Segretario e Direttore generale tenuti a pubblicare i dati reddituali (Anac, Delibera n. 1202/2019). Il Milleproroghe ha "congelato" la norma

Con una recente delibera, la n. 1202 del 18 dicembre 2019 l'Anac ha risposto ad alcuni quesiti presentati da amministrazioni comunali in ordine all'applicabilità anche ai segretari comunali ed ai direttori generali degli enti locali dell'art. 14, co. 1, lett. f) del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 che prevede la pubblicazione dei dati reddituali dei dirigenti.
Si rammenta che la norma era stata dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 20/2019, che "ha dichiarato l’illegittimità costituzionale dell’art. 14, comma 1-bis, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33 (Riordino della disciplina riguardante il diritto di accesso civico e gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni), nella parte in cui prevede che le pubbliche amministrazioni pubblicano i dati di cui all’art. 14, comma 1, lettera f), dello stesso decreto legislativo anche per tutti i titolari di incarichi dirigenziali, a qualsiasi titolo conferiti, ivi inclusi quelli conferiti discrezionalmente dall’organo di indirizzo politico senza procedure pubbliche di selezione, anziché solo per i titolari degli incarichi dirigenziali previsti dall’art. 19, commi 3 e 4, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche)".

Queste le conclusioni cui è pervenuta l'Anac:

giovedì 16 gennaio 2020

Il Milleproroghe "congela" la pubblicazione dei compensi e delle dichiarazioni patrimoniali dei dirigenti

Già ridimensionato a febbraio dalla Corte costituzionale, con sentenza n. 20/2019, l'obbligo di pubblicare online i dati reddituali e patrimoniali dei titolari di incarichi o cariche di amministrazione, direzione, governo e dei titolari di incarichi dirigenziali, viene congelato dal decreto legge 30 dicembre 2019, n. 162 “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché' di innovazione tecnologica.” cosiddetto Milleproroghe, che interviene sul d.lgs. 33/2013 in più punti.
L’articolo 1, comma 7 del d.l. 162/2019 sospende fino al 31 dicembre 2020 l'applicazione delle sanzioni per la mancata pubblicazione dei dati, che prevedono una multa da € 500 a € 10.000 e che per i dirigenti sono causa di responsabilità e danno all'immagine verso l'amministrazione di appartenenza. Il congelamento delle sanzioni è motivato proprio dalla necessità di adeguare la nuova disciplina della trasparenza ai rilievi della Consulta, a cominciare dall'adozione di un regolamento interministeriale che dovrà riscrivere le norme. I nuovi obblighi di pubblicazione dovranno essere graduati tenendo conto del rilievo esterno dell'incarico svolto e del livello di potere gestionale e decisionale esercitato dai dirigenti, mentre i dati di cui all'articolo 14, comma 1, lettera f, (ossia quelli reddituali e patrimoniali che secondo la Consulta solo i dirigenti apicali della PA avrebbero dovuto continuare a rendere pubblici), dovranno essere oggetto «esclusivamente di comunicazione all'amministrazione di appartenenza». La trasparenza, inoltre, cederà il passo alle ragioni di sicurezza nazionale per i dirigenti del Viminale e della Farnesina e per Forze armate, Polizia e amministrazione penitenziaria.
Si riporta, di seguito, il testo integrale dell’art. 1, comma 7, del d.l. 30 dicembre 2019, n. 162 “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché' di innovazione tecnologica.”:

Adempimenti Legge 190/2012 art. 1, comma 32 - L'Anac conferma le modalità operative per l’anno 2020

Restano invariate le modalità operative per la pubblicazione e la trasmissione, ai sensi dell’art. 1 comma 32 Legge 190/2012, dei dati riguardanti il 2019, come indicato nella Deliberazione ANAC n. 39 del 2 gennaio 2016.

Rimangono quindi valide sia le specifiche tecniche per la comunicazione via PEC (comunicazioni@pec.anticorruzione.it) dell’avvenuta pubblicazione dei dati entro il 31 gennaio 2020 sia quelle di pubblicazione dei dati (formato XSD).

giovedì 19 dicembre 2019

L’ANAC e gli obblighi di trasparenza dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 20 del 2019

Pubblicato sul sito Amministrazione in cammino un approfondimento di Marina Chiarelli dal titolo L’ANAC e gli obblighi di trasparenza dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 20 del 2019.
Questo il sommario:
1. Premessa: gli obblighi di trasparenza sottoposti alla Corte costituzionale. ‒ 2. La rimessione alla Corte. ‒ 3. Il conflitto tra trasparenza e tutela dei dati personali nella sentenza n. 20 del 2019. ‒ 4. L’intervento interpretativo dell’ANAC con la delibera n. 587 del 26 giugno 2019. ‒ 5. Conclusioni: gli obblighi di trasparenza e gli Ordini professionali.

martedì 17 dicembre 2019

All’Adunanza plenaria la verifica d’ufficio e in sede contenziosa dei presupposti per l’accesso generalizzato se non sussistono i presupposti per l’accesso ordinario

E’ rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se sia configurabile, o meno, in capo all’operatore economico, utilmente collocato nella graduatoria dei concorrenti, determinata all’esito della procedura di evidenza pubblica per la scelta del contraente, la titolarità di un interesse giuridicamente protetto, ai sensi dell’art. 22, l. n. 241 del 1990, ad avere accesso agli atti della fase esecutiva delle prestazioni, in vista della eventuale sollecitazione del potere dell’amministrazione di provocare la risoluzione per inadempimento dell’appaltatore e il conseguente interpello per il nuovo affidamento del contratto, secondo le regole dello scorrimento della graduatoria (1).
E’ rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se la disciplina dell’accesso civico generalizzato di cui al d.lgs. n. 33 del 2013, come modificato dal d.lgs. n. 97 del 2016, sia applicabile, in tutto o in parte, in relazione ai documenti relativi alle attività delle amministrazioni disciplinate dal codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, di inerenti al procedimento di evidenza pubblica e alla successiva fase esecutiva, ferme restando le limitazioni ed esclusioni oggettive previste dallo stesso codice (2).
E’ rimessa all’Adunanza plenaria del Consiglio di Stato la questione se, in presenza di un’istanza di accesso ai documenti espressamente motivata con esclusivo riferimento alla disciplina generale di cui alla l. n. 241 del 1990, o ai suoi elementi sostanziali, l’amministrazione, una volta accertata la carenza del necessario presupposto legittimante della titolarità di un interesse differenziato in capo al richiedente, ai sensi dell’art. 22, l. n. 241 del 1990, sia comunque tenuta ad accogliere la richiesta, qualora sussistano le condizioni dell’accesso civico generalizzato di cui al d.lgs. n. 33 del 2013; se, di conseguenza, il giudice, in sede di esame del ricorso avverso il diniego di una istanza di accesso motivata con riferimento alla disciplina ordinaria di cui alla l. n. 241 del 1990 o ai suoi presupposti sostanziali, abbia il potere-dovere di accertare la sussistenza del diritto del richiedente, secondo i più ampi parametri di legittimazione attiva stabiliti dalla disciplina dell’accesso civico generalizzato (3).

mercoledì 11 dicembre 2019

Privacy e trasparenza in conflitto: il caso della pubblicazione on line dei dati reddituali e patrimoniali dei dirigenti della pubblica amministrazione

Privacy e trasparenza in conflitto: il caso della pubblicazione on line dei dati reddituali e patrimoniali dei dirigenti della pubblica amministrazione è un articolo di Nicolò Zanon, giudice della Corte costituzionale, redattore della sentenza n. 20/2019 sulla pubblicazione dei dati dei dirigenti sui siti internet delle Amministrazioni.

Questo il sommario:
1. Il caso – 2. Il cammino della legislazione italiana verso la trasparenza intesa come accessibilità totale alle informazioni detenute dalle pubbliche amministrazioni – 3. Il diritto alla protezione dei dati personali e il suo potenziale contrasto con le esigenze di trasparenza – 4. La sentenza n. 20 del 2019 della Corte costituzionale 

Anac, Trasparenza. Rinviato a marzo 2020 l’avvio dei controlli sulla pubblicazione dei redditi e patrimoni dei dirigenti regionali. Obblighi sospesi per i dirigenti sanitari di struttura complessa

È rinviato al 1° marzo 2020 l’avvio dell’attività di vigilanza dell’Autorità nazionale anticorruzione sulla pubblicazione dei dati reddituali e patrimoniali ai dirigenti delle amministrazioni regionali e degli enti da esse dipendenti. Entro quella data le Regioni, come stabilito all’esito di appositi incontri, identificheranno le modalità con cui dare attuazione alla norma in considerazione delle peculiarità del proprio assetto organizzativo. Lo rende noto il comunicato del Presidente dell’Anac del 4 dicembre scorso.

Alla luce dell’ordinanza cautelare del Tar Lazio n. 7579/2019, fino alla definizione nel merito del giudizio l’Autorità ha altresì deliberato di sospendere gli obblighi di pubblicare redditi e patrimoni dei soli dirigenti sanitari titolari di struttura complessa.

venerdì 29 novembre 2019

Manuali Anci Programma nazionale anticorruzione. Le norme di interesse per gli enti locali nel XX quaderno Anci

Pubblicato il XX quaderno operativo Anci che contiene modelli operativi e linee di indirizzo per Comuni e Città Metropolitane per l’attuazione della nuova metodologia di valutazione ed individuazione delle aree a rischio del Programma nazionale anticorruzione 2019 di Anac.
Grazie al parere espresso da Anci in Conferenza Unificata i nuovi criteri – che hanno un impatto notevole sull’organizzazione dell’ente – possono essere introdotti “gradualmente.

Anac Pubblicato il PNA 2019-2021. Compendia i Piani precedenti per aiutare le amministrazioni

All’esito di un’ampia consultazione pubblica, l’Autorità nazionale anticorruzione ha pubblicato il nuovo Piano nazionale anticorruzione (PNA) per il triennio 2019-2021. Con l’intento di agevolare il lavoro delle amministrazioni, tenute a recepire nei loro Piani anticorruzione le indicazioni contenute nel PNA, l’Anac ha deciso di intraprendere un percorso nuovo: rivedere e consolidare in un unico atto di indirizzo tutte le indicazioni fornite fino ad oggi, integrandole con orientamenti maturati nel corso del tempo e oggetto di appositi atti regolatori.

L’obiettivo è di rendere il PNA uno strumento di lavoro utile per chi, a vari livelli, è chiamato a sviluppare ed attuare le misure di prevenzione della corruzione.
Questa ulteriore iniziativa finalizzata a supportare le amministrazioni è accompagnata anche da novità nella veste grafica, quali la previsione di appositi riquadri per agevolare la lettura e la presenza di collegamenti ipertestuali per facilitare la consultazione dei provvedimenti emanati dall’Autorità nel corso degli anni.

domenica 12 maggio 2019

5ª giornata nazionale di incontro con i Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza. La ripresa video e i documenti di lavoro


Convegno "5ª giornata nazionale di incontro con i Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza", registrato a Roma giovedì 9 maggio 2019 alle 09:40 e pubblicato da RAdio Radicale.

L'evento è stato organizzato da Autorità Nazionale Anticorruzione e Banca d'Italia.

Sono intervenuti: Ignazio Visco (governatore della Banca d'Italia), Raffaele Cantone (presidente dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)), Ida Angela Nicotra (consiglere dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)), Francesco Merloni (consigliere dell'Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)), Fabio Monteduro (professore associato di Economia Aziendale all'Università Tor Vergata di Roma), Alberto De Chiara (professore associato Dipartimento di Giurisprudenza, Università Vanvitelli), Giancarlo Carbone (funzionario informatico Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)), Nicoletta Parisi (consigliere dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC)), Stefano Fuligni (dirigente ufficio informatico, Autorità nazionale anticorruzione (ANAC)), Federica Lorenzetti (rappresentante dei consigli regionali), Michele Corradino (consigliere dell'Autorità Nazionale Anti Corruzione (ANAC)).


Nasce la piattaforma informatica per l’analisi dei Piani triennali. Cantone: “Prevenzione antidoto fondamentale”

Presentata durante la 5^ Giornata nazionale di incontro con i Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (Rpct) presso la Banca d’Italia, la piattaforma informatica per la lettura e l’analisi dei Piani triennali di prevenzione della corruzione, realizzata da Anac in collaborazione con l’Università Tor Vergata di Roma e l’Università della Campania.

Dal 2015 l’ANAC ha svolto monitoraggi a campione sullo stato di attuazione dei Piani triennali di prevenzione della corruzione (Ptpc), che prevedono una serie di misure organizzative e gestionali per impedire il verificarsi di illeciti. A tal fine, in questi anni, sono stati sviluppati strumenti di rilevazione che hanno consentito di verificare la qualità dei Piani e la loro congruità rispetto alle indicazioni fornite dall’Anac.
Partendo da questa esperienza, l’Autorità sta lavorando a un sistema informativo, al via nei prossimi mesi, che consentirà di “caricare” su una piattaforma unica i Piani triennali delle varie amministrazioni e il loro aggiornamento annuale previsto dalla normativa. Per giungere a questo risultato sono stati necessari circa due anni di lavoro e numerosi tavoli di confronto con dodici Rpct, rappresentativi delle varie tipologie di amministrazioni (Comuni, Regioni, Asl, ministeri…) e società pubbliche.

giovedì 18 aprile 2019

Obblighi di pubblicazione nella sezione "Amministrazione trasparente"

1) Per quanto concerne gli obblighi di pubblicazione degli atti di concessione di benefici economici, l’art. 26, D.Lgs. n. 33/2013, esclude espressamente la pubblicazione dei dati identificativi delle persone fisiche destinatarie, qualora gli atti oggetto di pubblicazione possano rivelare informazioni relative allo stato di salute ovvero alla situazione di disagio economico-sociale degli interessati. In tal caso, tale divieto non vale ad escludere la pubblicazione del relativo provvedimento, ma si traduce in un obbligo di oscuramento dei suddetti dati personali. 
2) Per quanto riguarda l’obbligo di pubblicazione dei dati relativi ai pagamenti, di cui all’art. 4-bis, D.Lgs. n. 33/2013, l’ANAC (delibera 28 dicembre 2016, n. 1310), nel rilevare l’esigenza che il legislatore intervenga per chiarire il contenuto effettivo dei dati sui pagamenti, ha ritenuto opportuno limitare la pubblicazione, in una prima fase, alle tipologie di spesa a più alta necessità di monitoraggio, in quanto attinenti alle aree di rischio a rilevanza esterna: incarichi di consulenza, enti controllati, contratti pubblici di acquisizione di beni e servizi.

venerdì 12 aprile 2019

Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza Pubblicato l'elenco dei partecipanti alla 5^ giornata nazionale di incontro con gli RPCT

Pubblicato l'elenco dei partecipanti alla 5^ giornata nazionale di incontro con i Responsabili di Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza (RPCT) in servizio presso le pubbliche amministrazione e le società in controllo pubblico, che si svolgerà a Roma il 9 maggio 2019 presso il centro congressi della Banca d'Italia, in via Nazionale n. 190, dalle ore 9.30 alle ore 17.30.