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martedì 2 ottobre 2018

DDL anticorruione: un intervento del Presidente Anac Cantone

Pubblicato nel sito dell’Autorità Nazionale Anticorruzione il contributo del Presidente Raffaele Cantone, scritto per la rivista Giurisprudenza Penale relativamente al disegno di legge “Misure per il contrasto dei reati contro la Pubblica amministrazione” (cd. ddl Bonafede). 

Fra i temi affrontati, in un’ottica sia di repressione che di prevenzione della corruzione: l’aggravamento del trattamento sanzionatorio, l’estensione della possibilità di confisca, l’inasprimento delle sanzioni accessorie, l’ampliamento della disciplina delle operazioni sotto copertura e le nuove norme in materia di trasparenza del finanziamento privato alla politica. 

lunedì 9 aprile 2018

Note minime sulla disapplicazione delle linee guida ANAC da parte del giudice amministrativo e sulla rilevanza penale della loro violazione

Pubblicato sul sito della giustizia amministrativa un articolo di Vincenzo NeriConsigliere di Stato, dal titolo "Note minime sulla disapplicazione delle linee guida ANAC da parte del giudice amministrativo e sulla rilevanza penale della loro violazione".
Breve premessa introduttiva. Le linee guida sono sicuramente uno degli istituti su cui, dopo l’entrata in vigore del codice del 2016, si è maggiormente concentrata l’attenzione della dottrina. Le ragioni sono molteplici. In primo luogo è necessario studiarne a fondo la natura giuridica. Occorre, in secondo luogo, verificare quali conseguenze scaturiscano dalla loro violazione. Va, in terzo luogo, esaminato anche il problema relativo agli strumenti di tutela azionabili nei confronti delle linee guida.
Allo stato, tuttavia, risultano poco indagate altre due questioni sui cui ci si concentrerà nel presente scritto: la possibilità per il giudice amministrativo di disapplicare le linee guida contrastanti con la legge; l’equiparabilità delle linee guida ai regolamenti ai fini dell’accertamento del reato di abuso di ufficio previsto dall’articolo 323 c.p.

mercoledì 28 marzo 2018

Rogito del segretario comunale e delitto di falso (Cass. n. 8200/2018)

Risponde del delitto di falso in atto pubblico fidefacente, di cui agli artt. 479 e 476, comma 2, cod. pen., il segretario comunale che ha rogato un contratto di donazione di beni immobili, attestando falsamente la contestuale presenza dei testimoni e delle parti al momento della sottoscrizione dell'atto. 

sabato 20 gennaio 2018

La Cassazione chiarisce: spetta all’ente locale verificare la sicurezza della scuola

La Corte di Cassazione, sezione VI penale, nella sentenza n. 190/2018, ha enunciato «con assoluta chiarezza che compete agli enti locali verificare le condizioni di sicurezza degli edifici scolastici e disporne la chiusura, quando risultino privi del certificato antisismico».

In particolare, è stato condannato per omissione di atti d’ufficio il sindaco che si era opposto alla chiusura di una scuola priva delle opportune certificazioni.

sabato 24 giugno 2017

Abuso d’ufficio solo se c’è la volontà del funzionario Pa

Il reato di abuso d’ufficio richiede, per la sua consumazione, una condotta ingiusta e un vantaggio o un danno ingiusto intenzionalmente voluto dal funzionario pubblico. Lo ricorda il Tribunale di Catania (giudice per le indagini preliminari Giancarlo Cascino) in un’ordinanza dello scorso 20 febbraio.

venerdì 13 maggio 2016

Il sindaco: quali responsabilità nell’ambito dell'Amministrazione di pubblica sicurezza?

Pubblicato sulla rivista on line forumcostituzionale.it un paper di Elena Pattaro dal titolo Il sindaco: quali responsabilità nell’ambito dell'Amministrazione di pubblica sicurezza?

giovedì 28 maggio 2015

La nuova legge contro la corruzione in pillole

L'Assemblea della Camera ha approvato definitivamente, il 21 maggio 2015, una proposta di legge (A.C. 3008), già approvata dal Senato, volta a contrastare i fenomeni corruttivi attraverso una serie di misure che vanno dall'incremento generalizzato delle sanzioni per i reati contro la pubblica amministrazione, al recupero delle somme indebitamente percepite dal pubblico ufficiale, alla revisione del reato di falso in bilancio.
La prima parte dell'A.C. 3008 (Capo I, artt. da 1 a 8) riguarda i reati contro la pubblica amministrazione.
La seconda parte dell'A.C. 3008 (artt. 9-12) è dedicata alla riforma della disciplina delle false comunicazioni sociali. La novità principale prevista dal provvedimento è che il falso in bilancio torna ad essere un delitto per tutte le imprese, non solo per quelle quotate in borsa.
Qui lo speciale sulla nuova normativa contro la corruzione, nell'ambito della Rassegna "Temi dell'attività parlamentare", pubblicato sul sito della Camera dei Deputati.
Qui il link ad un articolo di Arturo Bianco dal titolo La nuova legge contro la corruzione in pillole ed uno all'articolo M. Tartaglione di Le novità della nuova legge “anticorruzione” (A. C. 3008) concernenti l’ANAC

sabato 18 ottobre 2014

La corruzione nelle attività discrezionali della P.A. alla luce della riforma di cui alla legge n. 190/2012

La rivista Neldiritto.it di ottobre 2014, pubblicata in estratto su internet, contiene un articolo di Luca Della Ragione dal titolo La corruzione nelle attività discrezionali della P.A. alla luce della riforma di cui alla legge n. 190/2012, di commento alla sentenza Cass. pen., Sez. VI, 4 giugno 2014, n. 23354.
La sentenza affronta la delicata tematica della corruzione avente a oggetto un atto discrezionale, soffermandosi sui presupposti e sulle condizioni che, di volta in volta, consentono di qualificare la corruzione propria ovvero, al contrario, di ricondurre il fatto alla meno grave fattispecie della corruzione impropria, oggi per l’esercizio della funzione. Si delinea così l’ambito di applicazione normativa della corruzione propria, nonché il discrimen con la corruzione impropria. La pronuncia offre lo spunto per analizzare il percorso dottrinale e giurisprudenziale che ha caratterizzato una delle questioni più discusse fra quelle che animano il dibattito sulle fattispecie corruttive, vale a dire l’esatta enucleazione dei criteri atti a reperire una chiara linea di demarcazione fra corruzione per atto discrezionale conforme e corruzione per atto discrezionale contrario ai doveri d’ufficio.
Qui il link all'estratto della rivista, con avvertenza che l'articolo segnalato si trova a pag. 13 del file.

domenica 28 settembre 2014

La riforma del Codice della strada inizia il suo iter in aula alla Camera dei Deputati

Revoca della patente e «inibizione alla guida perpetua»: sono le «sanzioni accessorie» in presenza di omicidio colposo provocato da gravi violazioni del codice della strada. E la destinazione di una quota non inferiore al 15% dei proventi delle multe riscosse da organi dello stato a un «fondo per l’intensificazione dei controlli» sull’asfalto e di almeno un 20% della somma indirizzata a sovvenzionare il piano nazionale di sicurezza stradale. Comincia il suo iter in Aula a Montecitorio il progetto di legge C. 731-1588-A che conferisce una delega al governo per la riforma del codice della strada.
Il progetto di legge all'esame dell'Assemblea costituisce il testo unificato di una proposta di legge di iniziativa parlamentare (C. 731) e di un disegno di legge di iniziativa governativa (C. 1588). L'esame in Commissione è iniziato il 27 giugno 2013, la IX Commissione ha conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea nella seduta del 24 settembre 2014.

Qui il link al Dossier sul testo unificato del Servizio Studi della Camera n° 35/2 - Elementi per l'esame in Assemblea del 23 settembre 2014.
Qui il link all'articolo Codice della strada, la riforma si rimette in moto
Link al tema dell'attività parlamentare La riforma del codice della strada.

lunedì 17 marzo 2014

Concussione: i paletti della Sezioni unite nella sentenza n. 12228 del 14 marzo 2014

Le Sezioni unite della Cassazione, con la sentenza 12228/2014 si pronunciano sul reato di concussione dopo che la legge 190 del 2012, con l'art. 1, comma 75, ha sdoppiato in due fattispecie il precedente reato, distinguendo la concussione per costrizione e l'induzione indebita. Nel primo caso è stato riformulato l'esistente articolo 317 del codice penale inasprendo la pena minima, dai 6 ai 12 anni, rispetto 4 della precedente formulazione. E' poi stato introdotto il nuovo reato di induzione (319 quater) con pene dai 3 agli 8 anni per chi induce e fino a 3 anni per l'"indotto". 

Un articolo sulla sentenza sul sito della rivista "Guida al diritto" ed uno sul quotidiano Italia Oggi.