Un anno di pareri ARAN relativi al personale del Comparto delle Funzioni Locali sono raccolti in schede di sintesi a cura di Salvatore Cicala.
Questo Blog ha lo scopo di mantenere costanti i rapporti tra i Segretari Comunali e Provinciali, non solo quelli in servizio nella Regione Lazio, per creare una "comunità di pratica" mettendo in comune le esperienze, gli aggiornamenti e le informazioni, al fine di consentire un confronto continuo tra colleghi. Il Blog fornisce anche informazioni di natura sindacale relative all'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio.
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
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Visualizzazione post con etichetta CCNL funzioni locali 2016/2018. Mostra tutti i post
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martedì 28 dicembre 2021
lunedì 15 aprile 2019
L’applicazione del contratto nazionale: le indicazioni ARAN
Ai fini del calcolo del fondo i dipendenti somministrati non possono essere calcolati tra quelli in servizio e, per quelli trasferiti a seguito di processi di decentramento, occorre che le amministrazioni raggiungano delle specifiche intese per scegliere quella che può utilizzare questo istituto. Le risorse per il salario accessorio del personale somministrato non possono essere utilizzate per il finanziamento delle indennità dei dipendenti dell’ente. Il tetto massimo invalicabile della indennità per le condizioni di lavoro è fissato in 10 euro per ogni giornata di effettivo svolgimento delle attività che sono remunerate con questo compenso. Le disposizioni sulla maggiorazione della indennità di posizione in caso di gestione associata si applicano solamente agli enti locali. Le norme sulla determinazione della indennità di risultato in caso di gestione associata non sono più applicabili. La maggiorazione della retribuzione di posizione in caso di gestione associata è posta esclusivamente a carico dell’ente utilizzatore. I proventi derivanti dalle sanzioni al Codice della Strada possono essere destinati alla corresponsione della indennità per il servizio esterno svolto dai vigili. Sono queste le principali indicazioni contenute nei più recenti pareri dell’Aran.
Il Quaderno operativo Anci sul regolamento degli incarichi di posizione organizzativa
Una delle novità contrattuali più significative del contratto collettivo nazionale del comparto funzioni locali 2016-2018, è l’individuazione di un’area delle posizioni organizzative con contorni giuridici molto simili alla dirigenza.
A queste posizioni è dedicato il nuovo Quaderno operativo Anci che analizza la questione fornendo un modello, esemplificativo e non esaustivo, delle scelte organizzative possibili e finalizzate alla valorizzazione dei nuovi strumenti contrattuali. Ricordando che l’adeguamento alla nuova disciplina in materia di posizioni organizzative va fatto entro il 2O maggio prossimo, il Quaderno Anci sottolinea come con queste nuove posizioni organizzative gli enti locali avranno uno strumento in più per potenziare la componente retributiva delle posizioni organizzative legata al raggiungimento dei risultati.
venerdì 12 aprile 2019
La disciplina delle posizioni organizzative in convenzione dopo il nuovo CCNL Funzioni locali. Un parere Aran
L'Aran ha risposto al seguente quesito.
L’art. 17, comma 6, delle Funzioni Locali del 21.5.2018 disciplina l’utilizzo in convenzione delle posizioni organizzative, prevedendo la possibilità di maggiorare la retribuzione di posizione sino ad un massimo del 30% del valore della stessa. L’onere di tale maggiorazione compete all’ente che utilizza il lavoratore in convenzione?
venerdì 29 marzo 2019
Posizioni organizzative. Come si decidono gli importi
Io penso che uno dei principali “errori” nella quantificazione della retribuzione di posizione spettante ai dipendenti incaricati di posizione organizzativa, sia quello di ritenere che l’importo dipenda esclusivamente dal risultato della graduazione (o pesatura) delle aree.
Non è così. Il procedimento non è: “peso le aree, stabilisco la retribuzione di posizione e stanzio”, ma è semmai il contrario: “stanzio e sulla base della pesatura attribuisco retribuzione di posizione nel rispetto dello stanziato”.
venerdì 22 febbraio 2019
E adesso cosa facciamo con le indennità?
Ci siamo. Non dite che non lo avevamo previsto. Il leitmotiv principale delle mail che riceviamo in questi giorni in materia di trattamento accessorio riguarda la possibilità o meno di riconoscere ancora i compensi quali rischio, disagio, ecc. in attesa della stipula del contratto integrativo 2019/2021.
Ovviamente, il problema, ce l’hanno soprattutto gli enti che nel 2018 hanno optato per un accordo “ponte” valido solo per l’esercizio oppure per quelli che non hanno stipulato alcun accordo per il 2018.
Quindi, ora, che si fa?
giovedì 21 febbraio 2019
Le posizioni organizzative
Entro il prossimo 21 maggio, cioè 1 anno dalla data di entrata in vigore del CCNL 21.5.2018, le amministrazioni regionali e locali devono adottare il o i nuovi regolamenti per la istituzione, il conferimento, la revoca e la graduazione degli incarichi di posizione organizzativa. In caso di mancata adozione di tali disposizioni, questi incarichi devono cessare, quindi siamo in presenza di una sorta di norma ghigliottina. In questa direzione vanno le indicazioni dell’Aran, che con il parere CFL 5, ha espressamente detto che “tutti gli incarichi di posizione organizzativa già conferiti e ancora in atto, anche se con scadenza successiva al 20.5.2019, oppure prorogati, alla data di sottoscrizione del nuovo contratto collettivo nazionale, secondo la disciplina generale dell’art.13, comma 3, del CCNL del 21.5.2018 -giungeranno, comunque, a scadenza al momento dell’adozione del nuovo assetto delle posizioni organizzative o, comunque, non oltre un anno dalla data di sottoscrizione del CCNL”. Si ricorda inoltre che gli enti devono decidere quanta parte delle risorse destinate al trattamento economico delle posizioni organizzative devono essere assegnate alla retribuzione di posizione e di risultato, rispettando il vincolo dettato dal contratto nazionale per cui a questa seconda voce occorre destinare almeno il 15% del totale. La contrattazione collettiva decentrata integrativa deve stabilire i criteri per la determinazione della retribuzione di risultato da attribuire ai singoli titolari di posizione organizzativa. Occorre subito richiamare l’attenzione delle amministrazioni sul seguente dato: rimangono poche settimane agli enti per dare applicazione alle nuove disposizioni sulla istituzione, il conferimento, la revoca e la graduazione di questi incarichi. Si deve infatti ricordare che la materia è oggetto di informazione preventiva e di confronto, per cui si deve considerare che il mancato accordo con i soggetti sindacali produce come conseguenza il divieto di adottare la relativa deliberazione prima che sia decorso un mese dall’avvio della procedura. Di conseguenza, prudenzialmente, appare opportuno che l’ente trasmetta ai soggetti sindacali la proposta entro i primi giorni del mese di aprile.
lunedì 11 febbraio 2019
Posizioni organizzative fuori dal limite?
Posizioni organizzative fuori dal limite? No, così non si può riassumere. Va detto meglio. È un sintesi sbagliata. Proviamo.
Se tutto va bene troveremo nella legge di conversione del d.l. 135/2018 una novità per le posizioni organizzative negli enti senza la dirigenza. Di fatto, stando allo stato attuale delle cose, se dalla pesatura risulterà una retribuzione di posizione e di risultato maggiore rispetto a quella in godimento al 21 maggio 2018 (data del CCNL) si potrà ritenere tale maggiorazione in deroga al tetto dell’anno 2016 previsto dall’art. 23, comma 2, del d.lgs. 75/2017 (la norma non permette di superare il limite per nuove posizioni organizzative!).
sabato 8 dicembre 2018
ANCI Toscana: una cassetta degli attrezzi per l'applicazione del nuovo CCNL
L'ANCI Toscana ha raccolto documenti ed elaborazioni in materia di personale e CCNL degli enti locali: aggiornamenti normativi, con le relative note di lettura, approfondimenti sui i principali temi di attualità, materiale didattico e appuntamenti formativi e conveglistici.
Anci Toscana, con l’obiettivo di supportare i Comuni nell’applicazione del CCNL e nella redazione del Contratto integrativo, ha costituito un Gruppo di lavoro, composto da funzionari e segretari comunali, responsabili regionali delle OOSS e Anci Toscana per condividere schemi, ipotesi e suggerimenti per la contrattazione decentrata. I materiali prodotti rappresentano una “cassetta degli attrezzi” per favorire il lavoro di predisposizione delle piattaforme del contratto integrativo, in particolare per i nuovi istituti introdotti o aggiornati dal nuovo CCNL e per facilitare il confronto sull’impostazione dell’integrativo e delle relazioni sindacali. La prima occasione concreta di illustrazione e condivisione del materiale sarà venerdì 14 dicembre a Pisa a cui seguiranno altre giornate di formazione nel corso del 2019.
martedì 4 dicembre 2018
La Corte dei conti sul fondo per la contrattazione decentrata
Divieto di superamento del tetto delle risorse destinate al salario accessorio delle posizioni organizzative nel 2017; non applicazione del vincolo al taglio del fondo per la contrattazione decentrata in caso di diminuzione del personale in servizio; deroga al tetto del fondo per gli aumenti previsti dal nuovo contratto a decorrere dallo 1.1.2019; applicazione del tetto anche alla possibilità di aumento della retribuzione delle posizioni organizzative prevista dal nuovo CCNL; gli incentivi per le funzioni tecniche per attività svolte prima dello scorso 1 gennaio e corrisposti a partire dall’anno 2018 devono essere considerati in deroga al tetto del fondo per la contrattazione decentrata; gli aumenti previsti dal contratto per i titolari di posizione organizzativa non possono essere concretizzati se determinano un aumento delle risorse destinate complessivamente al salario accessorio. Sono queste le più recenti indicazioni messe a punto dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti sulla costituzione dei fondi per la contrattazione decentrata e, in particolare, sul vincolo del rispetto del tetto di spesa di cui al D.Lg.s. n. 75/2017.
martedì 20 novembre 2018
Quando le buone relazioni sindacali producono buone pratiche - Lo schema di CDI elaborato da UNSCP Bergamo
Il confronto tra la delegazione di parte pubblica e la delegazione di parte sindacale non è sempre collaborativo e ottimale. Talvolta i tavoli di contrattazione decentrata sono vissuti con conflitto da ambedue le parti, generando situazioni in cui a farne le spese sono talvolta i dipendenti. Per non dire di quelle situazioni in cui la contrattazione, in passato, ha generato “mostri”, poi censurati, talvolta anche producendo vittime, sia dalla Ragioneria Generale dello stato che dalla Corte dei Conti.
In questo panorama è particolarmente lodevole, e dunque meritevole di essere segnalata, l’iniziativa intrapresa dalle organizzazioni sindacali CGIL e CISL (a cui si è successivamente unita la UIL) , nelle loro rappresentanze bergamasche, che hanno chiesto ai segretari comunali un confronto collegiale sulla piattaforma di contrattazione prodotta e presentata a tutti i comuni della provincia di Bergamo.
L’interlocuzione è avvenuta direttamente tra le OO.SS e l’Unione Segretari e Provinciali (UNSCP) di Bergamo, in quanto sindacato di categoria maggiormente rappresentativo in provincia .
Si è costituito,così, un gruppo di lavoro formato dai segretari dei comuni di Scanzorosciate e Pedrengo (dott.ssa Tiziana Serlenga), Lallio e Ciserano (Dott.sa Carla Bucci), Caravaggio (Dott.ssa Annalisa Di Piazza), Alzano Lombardo e Bonate Sopra (dott.ssa Giovanna Moscato), Ponteranica e Martinengo (dott.ssa Alessandra Omboni) e Azzano san Paolo e Grassobbio (dott.ssa Daniela Sacco), che ha inizialmente prodotto un documento di “osservazioni” sui contenuti della piattaforma a cui è seguito, dopo due incontri con le OO.SS. a cui hanno partecipato diversi segretari, anche non aderenti all’Unione, una nuova bozza di CCDI che potrà essere utilizzata come base di contrattazione nei diversi tavoli locali.
Le posizioni organizzative
Nel conferimento degli incarichi di posizione organizzativa i dirigenti hanno una ampia discrezionalità. Gli enti non possono incrementare le risorse destinate al finanziamento delle posizioni organizzative, neppure in presenza di circostanze peculiari. Il tetto delle somme destinate al finanziamento del salario accessorio nel 2017 è quello del bilancio 2016 e non quello delle somme effettivamente spese o di quanto necessario sulla base della struttura organizzativa. Le amministrazioni devono applicare i principi dettati dal CCNL 21.5.2018 per il conferimento, la revoca e la pesatura delle posizioni organizzative, che in caso contrario cesseranno di produrre i propri effetti al prossimo 22.5.2019, decorso cioè 1 anno dalla entrata in vigore del nuovo contratto. Sono questi i principi che derivano dalle più recenti indicazioni della Corte di Cassazione, delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti e dell’Aran.
Una bozza di accordo annuale (Accordo decentrato "ponte" 2018)
Personalmente, l’ho detto più volte, non sono d’accordo. Però, l’ipotesi di stipulare un accordo annuale “ponte” per l’anno 2018 è sempre più concreta e tante amministrazioni ci stanno pensando seriamente.
Come sappiamo, anche l’ARAN lo ha fatto per i propri dipendenti. Quindi, chi più di loro è esperto di contrattazione? Si vede che davvero si può procedere in tale direzione…
Stimolato, quindi, da più richieste riporto di seguito quella che potrebbe essere una falsariga di accordo.
venerdì 2 novembre 2018
Dipendenti pubblici, 1,1 miliardi ai contratti ma il 70% dei fondi è già bloccato. Per le trattative restano aumenti medi da 10 euro lordi
La legge di bilancio mette sul piatto del prossimo anno 1,1 miliardi per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Ma il 70% di questi fondi è già «prenotato» per vincoli di legge o per destinazioni di fatto obbligate. Sul tavolo delle trattative restano insomma 330 milioni, che si tradurrebbero in un aumento medio da poco meno di 10 euro a dipendente. Difficile quindi che il confronto parta davvero. E anche per il 2020 e 2021 i binari sono stretti.
È la relazione tecnica trasmessa in Parlamento insieme alla legge di bilancio a trasformare in cifre i risultati del confronto tra la Funzione pubblica e il ministero dell’Economia sulle buste paga degli statali. Tra le voci del programma inviato a Bruxelles il rinnovo contrattuale dei dipendenti pubblici non c’era. Nella manovra è stato invece inserito un articolo, il 34, intitolato al «rinnovo contrattuale 2019-2021» dei dipendenti pubblici. Ma le tabelle della relazione tecnica svelano l’arcano.
martedì 30 ottobre 2018
Le indicazioni dell’Anci per il rinnovo del contratto decentrato
Sottolineatura della importanza che assume la contrattazione decentrata integrativa e del rilievo innovativo delle disposizioni sul sistema delle relazioni sindacali e su quello di classificazione del personale, sulle posizioni organizzative (con particolare riferimento al loro finanziamento a carico del bilancio in tutti gli enti, ivi compresi quelli con i dirigenti), sulle progressioni economiche, sulla disciplina per i piccoli comuni e le gestioni associate, sulle specifiche professionalità della polizia locale e sulla disciplina dei fondi per il salario accessorio. Possono essere così sintetizzate le principali indicazioni contenute nel quaderno operativo n. 14 dell’Anci “CCNL 21 maggio 2018 prima applicazione: il contratto integrativo ed il fondo risorse decentrate”, Istruzioni tecniche, Linee Guida, Note e modulistica”. Si deve evidenziare che il documento riassume le regole in vigore per la costituzione del fondo per la contrattazione decentrata e che contiene anche la elencazione delle norme dei precedenti contratti che sono state disapplicate dalla citata intesa del 21 maggio.
domenica 28 ottobre 2018
Le indicazioni Aran per l’applicazione del contratto nazionale
Gli enti hanno l’obbligo di destinare fin dal 2018 la gran parte della quota variabile del fondo per la contrattazione decentrata alla erogazione della produttività e delle indennità più direttamente collegate alle modalità di svolgimento delle prestazioni lavorative. I D3 giuridici possono partecipare alla mobilità volontaria, anche se la stessa viene indetta per un posto di D1 giuridico. Non è oggetto né di confronto né di partecipazione la definizione delle risorse da destinare alla indennità di risultato dei titolari di posizione organizzativa. I permessi per ragioni personali e/o familiari non possono essere goduti per una frazione inferiore all’ora. Sono queste alcune delle più importanti indicazioni fornite dall’Aran in risposta ai quesiti posti dalle regioni sull’applicazione del nuovo contratto collettivo nazionale di lavoro del 21 maggio 2018.
Due domande e due risposte sul fondo
Pubblicate sul sito di Gianluca Bertagna due domande e due risposte sul fondo per il salario accessorio con riferimento al nuovo CCNL.
martedì 23 ottobre 2018
La Sezione Autonomie sugli aumenti contrattuali: sono fuori dai limiti di incremento del salario accessorio (Del. n. 19/2018)
In un precedente post dal titolo La Sezione Autonomie si pronuncerà sull’applicazione del tetto di spesa per il salario accessorio agli aumenti contrattuali previsti dal CCNL Funzioni locali del 21 maggio 2018 avevamo dato conto del contrasto interpretativo insorto tra le sezioni regionali della Corte dei conti in merito alla seguente questione: “se gli incrementi del Fondo risorse decentrate previsti dall’art. 67, comma 2, lett. a) e b) del CCNL Funzioni locali del 21 maggio 2018, in quanto derivanti da risorse finanziarie definite a livello nazionale e previste nei quadri di finanza pubblica, non siano assoggettati ai limiti di crescita dei Fondi previsti dalle norme vigenti e, in particolare, al limite stabilito dall’art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75/2017”.
La Sezione delle autonomie della Corte dei conti, con deliberazione n. 19/2018 del 18/10/2018, enuncia il seguente principio di diritto: “Gli incrementi del Fondo risorse decentrate previsti dall’art. 67, comma 2, lettere a) e b) del CCNL Funzioni locali del 21 maggio 2018, in quanto derivanti da risorse finanziarie definite a livello nazionale e previste nei quadri di finanza pubblica, non sono assoggettati ai limiti di crescita dei Fondi previsti dalle norme vigenti e, in particolare al limite stabilito dall’art. 23, comma 2, del decreto legislativo n. 75/2017”.
mercoledì 17 ottobre 2018
Le più recenti novità nella gestione del personale
L’equo indennizzo deve essere riconosciuto a tutti i vigili e non solo a quelli dei comuni capiluogo. Le amministrazioni devono dare corso alla nomina del responsabile della transizione al digitale. I permessi per ragioni personali goduti a giorni nel 2018 prima della entrata in vigore del CCNL 21.5.2018 devono essere trasformati in ore per determinare quante siano le assenze che i dipendenti possono giustificare a questo titolo nell’anno. Nel tetto di spesa per le assunzioni flessibili non vanno considerati i maggiori oneri determinati dal rinnovo contrattuale. Gli enti devono risarcire i danni derivanti ai vigili a seguito della mancata tempestiva sostituzione delle divise solamente se lo stesso viene concretamente dimostrato. Sono queste le più recenti novità nella gestione del personale che traiamo da indicazioni del Ministero dell’Interno, dal Dipartimento della Funzione Pubblica, dall’Aran. dalla Corte dei Conti e dalla Cassazione.
lunedì 8 ottobre 2018
Quaderno operativo Anci - CCNL 21 maggio 2018 prima applicazione: il contratto integrativo ed il fondo risorse decentrate
Il numero odierno del Sole 24 Ore dedica ampio spazio al 14esimo Quaderno operativo Anci sul contratto decentrato che contiene tra l'altro una vera e propria bozza di integrativo.
Un primo articolo si sofferma sul contratto nazionale del maggio scorso ha rivoluzionato la modalità di stipula dei contratti aziendali, facendo ripartire tutto da zero. In particolare lo schema di contratto integrativo proposto dal Quaderno si sofferma innanzitutto sulla disciplina delle nuove indennità. Ma dedica un’ interessante sezione alla polizia locale, per cui si sono due nuove indennità da definire in sede di contrattazione decentrata.
Il Quaderno si occupa anche della performance, con la proposta dell'Associazione di dividere il premio sulla base delle categorie di appartenenza dei lavoratori salvaguardando, comunque, una quota percentuale limitata di accesso al nuovo incentivo.
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