No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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Visualizzazione post con etichetta DDL 1577 di riorganizzazione della PA. Mostra tutti i post
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lunedì 12 giugno 2017

Ass. Machiavelli e UNSCP Lazio - Seconda giornata di formazione sul codice dei contratti (21 giugno)

L’Associazione Machiavelli, in collaborazione con l’UNSCP - Unione Regionale dei segretari comunali e provinciali del Lazio, ha promosso alcune iniziative di aggiornamento a cui i Segretari iscritti all'UNSCP del Lazio potranno partecipare gratuitamente (qui maggiori informazioni per partecipare all'iniziativa). 
Tra queste anche le due giornate di formazione su "Il codice dei contratti: le nuove regole e la loro applicazione" (la prima si è svolta il 16 maggio), mentre la seconda è prevista per il 21 giugno dalle ore 14,00 alle ore 18,00.
Docente sarà Francesco Armenante.

mercoledì 31 agosto 2016

Tutti contrari all'abolizione dei Segretari comunali: ma il Governo se ne è accorto?

Si ripubblica per l'attualità del tema il presente articolo pubblicato su questo blog nel febbraio 2015.

Nel recente seminario svolto a Torino dal titolo "Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma" il Sen. Pagliari, relatore al DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577), dopo aver confermato la posizione del Governo in merito alla volontà di abolire la figura del Segretario comunale, ha espressamente affermato "di non aver ascoltato opposizioni di merito sulla delega che sarebbero utili. Le prospettive che avete sono prospettive di battaglia contro abolizione". 

L'abolizione dei Segretari comunali: un attacco al cuore della Repubblica

Si ripubblica per l'attualità del tema il presente articolo pubblicato su questo blog nell'aprile 2015.

Come molti colleghi in questi giorni ero in comune per ricevere le liste elettorali. Una collega mi ha inviato un messaggio per dirmi che non aveva ben capito il senso degli interrogativi contenuti nel post L'intervento del Ministro Madia in Senato: non saranno più i Sindaci a nominare i Segretari/Dirigenti apicali! Poichè trattasi di collega attenta, la sua osservazione mi impone un chiarimento che, non potendolo aver fatto in precedenza per ragioni di tempo, provvedo a fare ora.

giovedì 29 ottobre 2015

Commento e lettura della Segreteria Nazionale UNSCP al DDL 1577 approvato dal Senato

Il documento che segue intende dare piena contezza dei testi essenziali che si sono susseguiti nel tempo in merito alla “questione Segretari”.

In particolare troverete la comparazione del testo originario del DDL 1577 con quello approvato al Senato ed il confronto con l’attuale testo del D.Lgs. 267/2000, ed inoltre una serie di paragrafi dove sono analiticamente evidenziate le novità e le differenze.

Da quest’ultima comparazione, tenuto conto del disegno iniziale di abrogazione pura della figura e delle sue funzioni, possiamo rinvenire i seguenti importanti punti fermi:

1. La figura del Segretario è di fatto trasformata nella figura del dirigente apicale, e in tale nuova veste resta obbligatoria in tutti gli enti locali;
2. ruolo di vertice non più contestabile da alcuno (né politica né dirigenza);
3. tre aree chiarissime di competenza, anch'esse incontestabili, che delineano, ora con rinnovata cogenza, lo storico ambito di azione del Segretario degli enti locali;
4. inquadramento dirigenziale definitivamente confermato;
5. temperamento dello spoils system (criteri di incarico e ruolo della commissione nazionale presso la Presidenza Consiglio);
6. eliminazione della duplicazione di ruoli Segretario/direttore (tranne che sopra i 100mila abitanti);
7. inserimento di tutti i colleghi nel percorso di dirigenza apicale compresa la fascia C;
8. mobilità tra ruoli dirigenziali (nazionale, regionale, locale) che consente ai Segretari di scegliere altre funzioni.
A questi aspetti positivi si accompagna però il rischio di meccanismi non sufficientemente chiari e delineati sulla definizione degli specifici percorsi professionali che dovranno garantire, nell’ambito del nuovo ruolo dei dirigenti nel quale confluirebbero i Segretari, l’accesso - a regime e superata la fase transitoria - alla funzione di dirigente apicale.
Alla Camera riprenderà l’impegno di noi tutti per migliorare quindi la riforma su questi e su altri punti importanti. Per una valutazione di tali nuovi obiettivi rimandiamo all’esame di tutto questo documento e del paragrafo finale.
Buona lettura!
La Segreteria Nazionale dell’Unione

lunedì 31 agosto 2015

Il contrasto alla corruzione nella Pubblica Amministrazione: legalità e trasparenza

Pubblicato il numero di Luglio 2015 di Nuova Etica Pubblica la Rivista dell’Associazione Etica PA.
In questo numero: 
EDITORIALE Daniela Carlà 
FOCUS: IL CONTRASTO ALLA CORRUZIONE NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: LEGALITA’ E TRASPARENZA Interviste a Paola Severino e Giancarlo De Cataldo; articoli di Angelo Rughetti, Monica Cirinnà, Antonio Di Pietro, Alessandro Bellavista, Marco Barbieri, Anna Grillo e Danilo Giovanni Festa 
DIBATTITI Interventi di Guido Melis, Dario Ciccarelli, Alberto Clementi e Ines Caloisi 
RECENSIONI a cura di Leonella Cappelli, Giovanni Pino e Antonio Zucaro 
APPENDICE Sintesi dell’incontro “La dirigenza pubblica che vogliamo”. Interventi di Carlo Mochi Sismondi. Alessandro Bellavista e Nicoletta Stame. A cura di Loredana Mattei.

mercoledì 13 maggio 2015

DDL di riorganizzazione della PA: scheda di lettura a cura del Servizio studi della Camera dei Deputati

Pubblicato dal Servizio studi della Camera il Dossier 303/1 contenente la scheda di lettura del contenuto del DDL avente ad oggetto "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" (AC 3098).
Il Dossier approfondisce il tema dell'abolizione della figura del Segretario comunale dalle pag. 98 e seguenti.
Interessante la parte relativa alla ricostruzione delle funzioni del Segretario comunale.
Nel Dossier si rileva, tra l'altro, "Il testo prevede altresì l’attribuzione alla dirigenza “di cui al presente articolo”, dei compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa.
Considerato che tale disposizione di delega è inserita nella parte relativa ai segretari comunali e provinciali (lett. b), n. 4)), andrebbe chiarito se si intenda fare riferimento a tutta la dirigenza pubblica – come si desume testualmente dal riferimento all’intero art. 9 ma che, in tal caso andrebbe, collocato al di fuori del n. 4) per evitare incertezze interpretative – o alla sola dirigenza degli enti locali, in cui confluiscono i segretari comunali e provinciali. In quest’ultimo caso, occorrerebbe fare riferimento alla dirigenza di cui alla presente disposizione (anziché di cui al presente articolo). Il riferimento ai medesimi compiti è inoltre presente nella medesima disposizione di cui al n. 4 riferita al dirigente apicale (v. infra)".
Qui il link al Dossier del Servizio studi della Camera n. 303/1.
In argomento si veda anche il successivo post DDL di riorganizzazione della PA: scheda di lettura a cura del Servizio studi della Camera dei Deputati.

I segretari comunali hanno sempre funzionato molto bene. Essi pertanto, questa è la conclusione, vanno aboliti

Pubblicato ieri sul quotidiano Italia Oggi un articolo di Paola Cavadini dal titolo I segretari comunali hanno sempre funzionato molto bene. Essi pertanto, questa è la conclusione, vanno aboliti.
Qui il link all'articolo, con un ringraziamento alla collega Daniela Ventriglia per il cortese invio.

martedì 12 maggio 2015

Perché tanto livore e asprezza di toni nel dissentire confutando una opinione diversa?

Con riferimento a recenti esternazioni che avevano fortemente infastidito anche me e che in un precedente post avevo definito poco eleganti, la collega Paola Sbrozzi ha inviato questa mail, autorizzandoci alla pubblicazione.
L'appello ad evitare divisioni credo debba invitare tutti alla riflessione.
Esprimo la mia più sincera ed affettuosa attestazione di stima nei confronti della collega, Daniela Urtesi, per quella che risulta essere stata un'aggressione verbale, spropositata nei modi oltreché inopportuna nei tempi, formulata in una congiuntura così drammatica per le sorti della categoria professionale dei segretari comunali.
Temo che divisioni, avversioni e conflittualità così esacerbate non giovino ad assicurarci un domani nonché ricordo che per vincere, come in battaglia o in guerra, occorre sapere bene individuare l'obiettivo e/o nemico avverso cui riservare tutta la nostra energia, forza ed intelligenza.
Un caro saluto a Tutti
Paola Sbrozzi

lunedì 11 maggio 2015

Le principali disposizioni del disegno di legge di riforma della PA

Dall’attuazione del disegno di legge “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche” scaturiranno conseguenze assai rilevanti per l’attività delle PA, in particolare in direzione della semplificazione, nonchè per la dirigenza, per il personale e per l’organizzazione complessiva delle amministrazioni statali.

La proposta è stata approvata in prima lettura dal Senato (AS 1577) alla fine dello scorso mese di aprile ed è stata trasmessa alla Camera dei Deputati lo scorso 4 maggio (AC 3098). 
E’ presumibile che prima dell’estate possa essere licenziata dalla Camera e tornare al Senato per una terza e rapida lettura. Quindi dovremmo avere il testo nei primi mesi dell’autunno. Il Governo è impegnato a che le numerose deleghe previste siano adottate rapidamente. Con il che si può trarre la conclusione che i primi effetti si cominceranno a produrre alla fine dell’anno.
E' questo l'inizio dell'articolo di Arturo Bianco dal titolo Le principali disposizioni del disegno di legge di riforma della PA.

Riforma Madia: per i dirigenti risoluzione del rapporto solo in caso di valutazione negativa

Sta creando un certo allarme l'articolo pubblicato oggi dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Dalla riforma Madia rischio esuberi per i dirigenti locali.
L'allarme è creato soprattutto, in merito alla risoluzione del rapporto di lavoro dei dirigenti, dalle conclusioni dell'articolo  di seguito riportate: "Nel procedimento di conferimento che in sequenza si apre, il sindaco ha facoltà di scegliere tra tutti gli iscritti al ruolo unico, con la possibilità non troppo remota di escludere con scarne motivazioni i dirigenti poco "organici", i quali, se non ricollocati in tempo utile, vedono reciso il rapporto di lavoro nonostante l'assunzione a tempo indeterminato a seguito di regolare concorso pubblico. Verrebbe dunque a materializzarsi un licenziamento per motivi oggettivi a fronte del quale non è prevista alcuna tutela".

Sul punto occorre però tener conto che nella seduta del 29 aprile il Senato non ha proceduto alla votazione di un ordine del giorno proposto dal sen. Mazzoni, in quanto accolto dal Governo che sembra andare in una direzione diversa, ossia di consentire la risoluzione del rapporto con i dirigenti soltanto a seguito di valutazione negativa. Si tratta dell'Odg. n. G9.103 (testo 2) che si trascrive integralmente.
Il Senato,
in sede di discussione del ddl in oggetto, recante «Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche», 
premesso che:
l'articolo 9 reca una delega al Governo per la revisione della disciplina in materia di dirigenza pubblica e sulle modalità di valutazione dei rendimenti dei pubblici uffici;
lo stesso articolo, alla lettera g), fa riferimento ai dirigenti privi di incarico, per i quali è prevista la decadenza dal ruolo unico a seguito di un determinato periodo di collocamento in disponibilità;
non appare chiara la finalità della norma che contrasta, tuttavia, insanabilmente, con il dettato dell'articolo 97 della Costituzione che la stessa Corte (sent. 351/2008) ha ritenuto violato da disposizioni che prevedano l'automaticità della risoluzione del rapporto di lavoro e che prescindano dall'accertamento dei risultati conseguiti;
quand'anche, tuttavia, non dovesse ritenersi invocabile il parametro costituzionale dell'articolo 97 della Costituzione, resterebbe sicuramente violato l'articolo 35 della stessa Carta, il cui rispetto postula che il licenziamento consegua all'accertamento di una qualsivoglia, ma grave, forma di responsabilità a carico del lavoratore;
la risoluzione di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato (cioè il licenziamento) può ritenersi costituzionalmente compatibile solo se si fonda sull'addebito al lavoratore di gravi inadempienze, inerenti alla violazione dei suoi obblighi contrattuali, ma non se si basa sulla incolpevole mancanza di mansioni da svolgere,
impegna il Governo a valutare la possibilità di prevedere che la risoluzione del rapporto sia possibile solo nei casi in cui il dirigente sia rimasto senza incarico a seguito di rapporto negativo motivato da parte dei superiori.

Dalla riforma Madia rischio esuberi per i dirigenti locali

L'arrivo alla Camera del disegno di legge di riforma della Pa, dopo l'approvazione in Senato avvenuta il 30 aprile, è stata accompagnata dall'avvio della discussione sui "correttivi", che per il momento tuttavia non si è concentrata sulle regole future per i dirigenti degli enti locali.
E' questo l'inizio dell'articolo di Amedeo Di Filippo pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA Dalla riforma Madia rischio esuberi per i dirigenti locali.
In argomento si veda anche il successivo post Riforma Madia: per i dirigenti risoluzione del rapporto solo in caso di valutazione negativa.

martedì 5 maggio 2015

Alcuni chiarimenti da Marina Inches ed Eugenio De Francesco

Dalla collega Marina Inches e da Eugenio De Francesco ricevo e pubblico.
Gentile Collega,
desideriamo innanzitutto ringraziarti per aver accolto la nostra richiesta di dare diffusione, anche sul tuo blog segretaridellazio.blogspot.it, dell’iniziativa, avviata dalla base, di rimettere simbolicamente i decreti di nomina di responsabile della prevenzione della corruzione, da intendersi quale manifestazione di dissenso della categoria rispetto alla recente riforma della Pubblica Amministrazione (ddl 1577), approvata dal Senato della Repubblica, che in luogo di valorizzare le funzioni del Segretario comunale, peraltro a geometria variabile stante le peculiarità che caratterizzano le singole amministrazioni locali, le affievolisce.
Pur nella certezza della chiarezza del comunicato sulle modalità di remissione dei decreti di nomina di responsabile della prevenzione della corruzione - essendovi puntualmente specificato la natura simbolica della stessa - è doveroso ribadire, a scanso di ogni equivoco, che l’iniziativa non è intesa a privare in alcun modo le amministrazioni locali ed i cittadini della funzione di garanzia che il legislatore ci ha affidato.
Infatti, ciascun Segretario comunale aderente all’iniziativa rimarrà titolare della funzione di responsabile della prevenzione della corruzione, trattandosi, si ripete, di remissione meramente simbolica.
Fermo restando quanto sopra esposto, il voler comunicare alle alte cariche dello Stato (meglio emarginate nel comunicato e che per chiarezza espositiva di seguito si indicano: Presidente della Repubblica, Prof. Sergio Mattarella Presidente del Senato, on.le Sen. Pietro Grasso, Presidente della Camera, on.le Laura Boldrini, Presidente del Consiglio, Dott. Matteo Renzi, Ministro dell’Interno, On.le Angelino Alfano, Presidente di ANAC, Dott. Raffaele Cantone, Presidente della Corte dei Conti, dott. Raffaele Squitieri), il disagio generalizzato e diffuso in seno alla categoria, non esime dall’ evidenziare ai colleghi che l’iniziativa ha il solo ed unico fine di avviare un dialogo collaborativo con le Istituzioni, e non certo di contrasto.
Si legge, infatti, nel comunicato quanto segue: “confidano che questo gesto simbolico spinga le SS.LL.II. ad interporre i loro autorevoli Uffici, affinché si apra al più presto un confronto formale ed istituzionale che affronti tutte le questioni relative al ruolo ed alle funzioni dei Segretari comunali nell'ottica di una valorizzazione, e non certo di quella dell'abolizione, di una figura professionale da 150 anni al servizio dei cittadini per la tutela della legalità”.
D’altro canto, all’Assemblea del 15 aprile u.s., le Rappresentanze sindacali hanno chiaramente espresso che, nonostante le numerose richieste volte in tal senso, non vi sarebbe stato, salvo smentite, alcun incontro con il Governo.
Si coglie, altresì, l’occasione per segnalare che su facebook si è fatto un appello all’unità, che si rinnova in questa sede, con la richiesta rivolta a tutte le sigle sindacali di sostenere e promuovere l’iniziativa che, si puntualizza, è animata da nobili finalità e non certo diretta ad alimentare divisioni e contrasti in seno alla categoria.
Con l’auspicio di aver offerto i doverosi chiarimenti, si conclude con un appello a tutti i colleghi di aderire massicciamente, ritrovando un filo di unità, senza darsi autonomamente preventive risposte a domande cui nessuno oggi ha gli elementi per poter rispondere, salvo voler ritenere che l’iniziativa simbolica, avviata dalla base, volta ad ottenere un incontro con le più alte cariche dello Stato, di natura collaborativa e non certo di contrasto, sia del tutto priva di ogni senso ed utilità per la categoria.
Ti ringraziamo anticipatamente se potrai provvedere tu alla pubblicazione di questa nota di chiarimento, avendo provato più volte ad inserirla nel blog senza successo. Perdona i nostri limiti informatici. 
Grazie.

Restituzione del decreto di nomina di Responsabile anticorruzione: lo choc di una comunità!

In genere non faccio polemiche, ma se mi toccano gli amici non riesco a non farle. Il presente post è purtroppo condizionato dal fatto che qualcuno mi "ha toccato" un'amica.
Dopo quella del cardiologo abolito, anche oggi abbiamo una storiella che mi serve per giungere ad una conclusione.
Un Segretario improvvisamente fu investito di una nuova funzione, quella di Responsabile di prevenzione della corruzione. All'attribuzione della funzione corrispondeva una pesante forma di responsabilità (almeno disciplinare) nel caso in cui si fossero verificati all'interno dell'ente reati di corruzione. Il Segretario subito si mise a lavoro e preparò, inventandoselo da zero (il piano nazionale arrivò soltanto l'anno dopo), una bozza di piano comunale di prevenzione della corruzione. Lo consegnò ai responsabili comunali dei vari settori per avere osservazioni ed eventuali elementi aggiuntivi. La reazione fu stupefacente: tutti i responsabili di Settore si sentirono in dovere di dare il massimo. Giunsero così proposte di miglioramento del piano; non passava giorno che il Segretario non riceveva osservazioni acute e pertinenti. Grazie al contributo dei Responsabili il piano di prevenzione della corruzione fu completato e, come la legge prevede, presentato all'attenzione delle associazioni del territorio e della cittadinanza. Il giorno della presentazione del piano, che doveva svolgersi all'interno della sala consiliare, l'eccezionale presenza di pubblico, costrinse l'Amministrazione a cambiare sede: tutti al teatro comunale che contiene circa 1.000 persone. Alcune rimasero fuori, ma la soluzione logistica aiutò molto la riuscita dell'iniziativa. Dopo la presentazione, alla cittadinanza furono concessi 15 giorni per eventuali osservazioni al piano. Ho ancora negli occhi quanto accadde in comune il giorno della scadenza di quel termine. Una fila lunghissima al protocollo fu affrontata dai cittadini con pazienza ed il sorriso sulle labbra. Tutti erano consapevoli dell'importanza del loro contributo. Elaborate le osservazioni, tutte di ottima fattura, il piano fu poi portato all'esame della Giunta Comunale per l'approvazione. Anche quello fu un passaggio storico. Dopo una puntuale e dettagliata esposizione da parte del Sindaco tutti gli assessori presero la parola: una cosa mai vista. Ognuno di loro aveva una relazione scritta con tanto di proposte emendative! La Giunta si aggiornò per ben 3 volte, consapevole del valore storico dell'atto che stava per approvare. I giornali e le televisioni locali non parlavano d'altro, sottolineando in ogni occasione il ruolo determinante svolto dal Segretario per la predisposizione del piano. Alla fine il piano fu approvato. Per giorni non si parlò se non di questo straordinario evento per la comunità. 
Non è finita qui. 
Il piano prevedeva anche una giornata della trasparenza. Questa volta il Sindaco capì subito la portata storica dell'evento e propose di svolgere l'iniziativa presso lo stadio comunale (circa 7.000 posti). Quel giorno fu il più bello nella carriera del Segretario, che apprezzò appieno le enormi soddisfazioni che quel lavoro era in grado di fornire. Stadio tutto esaurito! Qualcuno purtroppo rimase fuori, ma la partecipazione fu straordinariamente commovente. Da quel giorno in comune nessuno chiamava più il Segretario con questo nome, ma con quello più importante di Responsabile di prevenzione della corruzione. La mattina appena arrivava in comune, passando per la piazza che conduce al comune, i vecchietti del posto facevano a gara per salutarlo. "Buongiorno signor Responsabile della Prevenzione della corruzione". Si abituò subito al fatto che nessuno ormai lo chiamava più Segretario. La storia era bellissima fin quando il Responsabile della Prevenzione della corruzione decise di restituire il Decreto di nomina. Tutti i cittadini scesero in piazza sotto choc. C'erano donne, bambini ed anziani che piangevano increduli! Stava per finire il sogno che fino ad allora avevano vissuto ad occhi aperti. Il Sindaco, con un gesto eclatante presentò le proprie dimissioni affermando: "Senza Responsabile della Prevenzione della corruzione non saprei proprio come gestire un comune, come fornire servizi ai cittadini: meglio le dimissioni!". Quella comunità da quel momento in poi entrò nel caos più totale e ci vollero anni prima che il Comune riuscì a "resuscitare".
Per molti di voi che hanno vissuto questa esperienza è facile comprendere le parole di Claudio Rossi (sinceramente poco eleganti e poco rispettose; non ci vengo più a cena con te). Per me che purtroppo non l'ho vissuta è più facile comprendere le parole di Daniela Urtesi.
Quanto a quello che devo scrivere sul blog e come, decido io. Questo blog ha una storia, breve, che testimonia poche cose:
  • il blog lo curo io e tenerlo gratuitamente aggiornato con certi contenuti richiede sacrificio e dedizione, che dovrebbero indurre al rispetto (sempre richiesto da alcuni personaggi e mai concesso);
  • se devo dire una cosa la dico;
  • se qualcuno deve dire una cosa la dice;
  • se qualcuno interviene in modo irriguardoso cancello il commento;
  • se un collega mi chiede di pubblicare qualcosa decido se pubblicarla o meno; se non la pubblico spiego il perché ("mezzucci" non ne ho mai usati perchè non mi appartengono: parlo sempre in faccia mi risulta più semplice).

Inoltre, il blog è nato da Segretari della regione Lazio appartenenti all'Unione e non lo abbiamo mai nascosto (è scritto all'inizio di ogni pagina). Io sono il Segretario Regionale dell'Unione del Lazio. Le cose pubblicate sul blog chiunque può decidere di leggerle o meno. Basta non collegarsi. Se ti dà fastidio quello che c'è scritto non leggerlo (allo stadio si direbbe CAMBIA CANALE); faccio anch'io così e ti assicuro che evito tantissimi fastidi.

lunedì 4 maggio 2015

Il testo ufficiale del DDL 1577/A di riorganizzazione della PA approvato dal Senato

Come scritto in un precedente post, con 144 voti favorevoli e un'astensione, l'Assemblea ha approvato - nella seduta antimeridiana di giovedì 30 aprile - il ddl n. 1577/A, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Il testo passa alla Camera dei deputati.
Qui il testo definitivo del DDL approvato dal Senato, completo di tutti gli emendamenti approvati dall'Aula.
Espunta dalla norma definitiva la possibilità per i comuni capoluogo di provincia e per i comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti di reclutare il dirigente apicale anche al di fuori del ruolo unico, purché in possesso di adeguati requisiti culturali e professionali, prevista nel testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali.

Attacco al cuore della Repubblica: un commento del collega Nunzio Fornaro

A commento del post L'abolizione dei Segretari comunali: un attacco al cuore della Repubblica il collega Nunzio Fornaro ha inserito le seguenti interessanti osservazioni, che riporto, assieme ad una mia breve replica.
Caro Collega Scarsella, vorrei in premessa elogiare la tua capacità espositiva e la lucidità con cui manifesti le argomentazioni che, è il caso di dire, stanno “a cuore” alla categoria e ho molto apprezzato il tuo intervento all’Assemblea Nazionale (a mio avviso tra i più acuti). 

Mi piacerebbe condividere con te e con gli altri Colleghi che seguono l’utilissimo blog alcune considerazioni relative al tuo commento del domenica 3 maggio 2015 “L'abolizione dei Segretari comunali: un attacco al cuore della Repubblica”.
A scanso di equivoci, dichiaro sin da subito di essere perfettamente d’accordo sulla necessità, come da te sostenuto, che la riforma preveda la creazione di una sezione speciale o un profilo professionale di Segretario/dirigente apicale, che qualifichi chi può svolgere tale funzione sulla base di un percorso formativo e di carriera già posseduto o da acquisire in futuro.
Tuttavia, come abbiamo potuto verificare in questo anno di passione, i nostri desiderata molto spesso non corrispondono con le decisioni parlamentari adottate, per cui siamo costretti a ragionare anche su diversi scenari.
Nella metafora tu sostieni, con riferimento alla prospettiva che ci attenderebbe se sul DDL nulla dovesse cambiare alla Camera, che dopo il triennio-ponte qualsiasi “medico”, anche generico, potrebbe essere chiamato a fare il “cardiologo”, cioè qualsiasi Dirigente pubblico (o della Repubblica), potrebbe essere chiamato a svolgere i compiti di Dirigente Apicale in un Ente Locale…Da un punto di vista teorico, nulla quaestio…
Tuttavia, consentimi di osservare un tuo arretramento pessimistico rispetto a quanto sostenuto nell’intervento in Assemblea ( e che mi vedeva d’accordo, in quanto corrispondente esattamente al mio pensiero), laddove, se non sbaglio affermavi, in sostanza, che anche dopo i 3 anni, i Sindaci non potevano che individuare ex Segretari per la Direzione Apicale, sulla base di quanto previsto dall’art. 9 lett f).
Quindi, sezione speciale o meno, se un Comune deve individuare un Dirigente Apicale, chi dovrebbe possedere i requisiti necessari se non chi in precedenza ha svolto incarichi simili?
Tornando alla metafora, possiamo immaginare un Ospedale Pubblico che deve garantire il servizio Cardiologia e che nell’Avviso non preveda che per tale incarico sia obbligatorio essere cardiologi, ma medici, anche generici; ma che, tuttavia, sia obbligato a selezionare una rosa di medici che abbiano diretto in passato un reparto di cardiologia, che abbiano frequentato dei corsi di specializzazione in cardiologia etc.
E’ possibile immaginare un provvedimento selettivo che, pur in presenza di candidature da parte di cardiologi, possa contemplare, ad es. un pediatra, un ginecologo, un anestesista, etc senza che lo stesso sia viziato e quindi impugnabilissimo dal cardiologo?
Insomma, pur ribadendo che sarà doveroso continuare a battersi fino alla fine per la creazione di una sezione speciale o un profilo professionale di Segretario/dirigente apicale, come previsto per i Dirigenti dello Stato,(“previsione, nell'ambito del ruolo, di sezioni per le professionalità speciali”, art. 9 comma 1 lett b) n.1), penso che, ove la norma dovesse rimanere così com’è e i Decreti attuativi non dovessero dettagliare i requisiti per gli incarichi, il Giudice Amministrativo potrà sempre essere chiamato ad intervenire sui singoli casi per delineare la portata applicativa della stessa, evitando il profilo di Dirigente Apicale sia ricoperto da soggetti non idonei. E, come sappiamo, una volta formatasi una giurisprudenza in materia, la stessa Commissione non potrà che uniformarsi…
Spero di non essere troppo ottimista in proposito….
Nunzio Fornaro 
____________________
La mia breve replica:
Caro Nunzio,
Ti ringrazio per le condivisibili osservazioni. Il mio, però, non è un "arretramento pessimistico" (che per carattere non mi appartiene), ma se l'obiettivo è quello che condividiamo, in questa fase dobbiamo cercare di rendere chiaro questo: solo i Segretari e pochissimi altri potranno essere dirigenti apicali.
Non mi fido delle interpretazioni della giurisprudenza, che lascerei come extrema ratio. Siamo ancora nella fase per cui queste cose dobbiamo cercare di farle inserire nella norma. Sarebbe un elemento che riempirebbe un pò di più il nostro bicchiere.
Proviamoci.

Il testo dell'art. 9 del DDL 1577/2014 sulla dirigenza pubblica con le modifiche dell'Aula

Ricordiamo che Il Senato ha approvato il DDL 1577/A di riorganizzazione della PA in data 30 aprile 2015. Il testo ora passa all'esame della Camera dei Deputati.
Segnaliamo ora che è stato pubblicato sul sito eticaPA il testo – ricostruito e non avente carattere di ufficialità – dell’articolo 9 del DDL 1577/2014 sul regime della “dirigenza pubblica” approvato definitivamente dal Senato ieri 30 aprile 2015. 


Una dirigenza a rischio?

Pubblicato sul sito del Saperi Pa un editoriale Presidente del Forum p.a., Carlo Mochi Sismondi, dal titolo  Una dirigenza a rischio? di commento alle norme contenute nel DDL 1577/A.
Questo l'inizio dell'editoriale.
La prima impressione che ho avuto leggendo l’art. 9 del disegno di legge “Madia” che riforma la dirigenza e, insieme, le reazioni dei sindacati e delle associazioni dei dirigenti è stata che è necessaria una robusta iniezione di fiducia. La fiducia è l’ingrediente che infatti mi pare più scarso: il disegno di legge delega fa intravedere in filigrana una scarsa fiducia della politica verso l’amministrazione, come se fosse composta tutta da conservatori, frenatori, burocrati, pietre d’inciampo di ogni riforma e zavorra del paese; specularmente la reazione dei dirigenti alla riforma, o per lo meno dei loro sindacati ed associazioni, è improntata in generale ad una scarsissima fiducia nella politica, come se fosse fatta tutta di pirati che vogliono imporre solo yes man, veline o portaborse. In questa reciproca sfiducia nasce e cresce poi la sfiducia dei dipendenti verso i loro dirigenti e la loro organizzazione e quella, assai più grave, dei cittadini verso entrambe, politica ed amministrazione, con il conseguente distacco sempre maggiore dalle istituzioni democratiche. Ma per rispristinare le condizioni della fiducia è necessario poter contare su una politica che sia all’altezza del compito in tutti i suoi livelli, dai ministri agli assessori delle piccole città e di dirigenti che credano veramente che il loro posto ed il loro stipendio debba dipendere dai risultati percepibili dai cittadini. In una parola da come va l’azienda Italia.
Si ricorda che Carlo Mochi Sismondi aveva auspicato in precedenza che non vi fossero "improvvide corse sul tema delicato dell'abolizione dei Segretari comunali".

Iniziativa di protesta mediante restituzione simbolica della nomina di Responsabili anticorruzione

I colleghi Marina Inches ed Eugenio De Francesco mi hanno inviato, per la pubblicazione, uno schema di lettera predisposto dai segretari che si raccolgono intorno alle libere associazioni di categoria ed ai gruppi VIGHENZI, LASEC, Comitato Segretari Puglia e Movimento del 27 marzo.
L'iniziativa tende a rimettere, simbolicamente, la nomina di Responsabili della prevenzione della corruzione, "segnalando che una funzione di tale importanza non possa essere serenamente svolta da dipendenti pubblici oggi così gravemente delegittimati". Confidano che questo gesto simbolico spinga all'apertura di un confronto formale ed istituzionale che affronti  "tutte le questioni relative al ruolo ed alle funzioni dei Segretari comunali nell'ottica di una valorizzazione, e non certo di quella dell'abolizione, di una figura professionale da 150 anni al servizio dei cittadini per la tutela della legalità".

giovedì 30 aprile 2015

Il Senato ha approvato il DDL 1577/A di riorganizzazione della PA

Con 144 voti favorevoli e un'astensione, l'Assemblea ha approvato - nella seduta antimeridiana di giovedì 30 aprile - il ddl n. 1577/A, recante deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Il testo passa alla Camera dei deputati.

Il provvedimento, collegato alla manovra finanziaria, è articolato in quattro capi: il capo I riguarda le semplificazioni amministrative, il capo II l'organizzazione, il capo III il personale, il capo IV la semplificazione normativa. L'articolo 1 delega il Governo ad adottare uno o più decreti per garantire la totale accessibilità on line alle informazioni e ai servizi della pubblica amministrazione. L'articolo 2 delega il Governo a riordinare la disciplina in materia di conferenza dei servizi. L'articolo 3 disciplina il silenzio assenso tra amministrazioni statali. L'articolo 4 prevede una delega per individuare i procedimenti oggetto di segnalazione certificata di inizio attività o di silenzio assenso. L'articolo 5 modifica la disciplina dell'autotutela amministrativa. L'articolo 6 delega il Governo a riordinare e semplificare le disposizioni in materia di trasparenza e anticorruzione. L'articolo 7 reca deleghe per la riorganizzazione della Presidenza del Consiglio, dei Ministeri, delle agenzie governative nazionali e degli enti pubblici non economici. L'articolo 8 delega il Governo a riordinare funzioni e finanziamento delle camere di commercio. L'articolo 9 prevede una delega in materia di dirigenza pubblica e valutazione di rendimento dei pubblici uffici. L'articolo 10 è volto a promuovere orari di lavoro flessibili. Gli articoli 11, 12, 13 e 14 recano criteri di semplificazione e deleghe in materia di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni, partecipazioni societarie delle amministrazioni pubbliche, riordino dei servizi pubblici locali di interesse economico generale. L'articolo 15 prevede una delega per sopprimere decreti ministeriali e regolamenti che abbiano ostacolato l'attuazione di norme di legge. L'articolo 16 prevede una clausola di salvaguardia per le province autonome di Trento e Bolzano. L'articolo 17 prevede che dall'attuazione delle deleghe non debbano derivare nuovi oneri per la finanza pubblica.
Nella seduta pomeridiana di ieri sono stati approvati, con emendamenti, gli articoli 9, 11, 12, 13, 15, e, senza modifiche, gli articoli 10 e 14.
Oggi, dopo l'approvazione, senza emendamenti, degli articoli 16 e 17, si sono svolte le dichiarazioni di voto finale. Hanno preso la parola i sen. Volpi (LN), Ferrara (GAL), Zeller (Aut), Loredana De Petris (SEL), Augello (NCD-UDC), Crimi (M5S), Paola Pelino (FI-PdL), Cociancich (PD).
Secondo le opposizioni la delega, amplissima e indeterminata, presenta profili di legittimità costituzionale, oltre a costituire un'occasione mancata per riorganizzare realmente, e in tempi certi, le pubbliche amministrazioni. L'accorpamento del Corpo forestale dello Stato mette a rischio competenze specifiche nella prevenzione del dissesto idrogeologico, nel contrasto degli ecoreati e delle frodi alimentari. La soppressione della figura del segretario comunale indebolisce i controlli di legalità. M5S e SEL hanno criticato la delega in bianco sui servizi pubblici locali, che non offre garanzie sulla gestione pubblica del servizio idrico; le norme su silenzio assenso e conferenza dei servizi, che indeboliscono la tutela dell'ambiente e del territorio; il mancato coinvolgimento di cittadini e associazioni nei processi decisionali, la tendenza a verticalizzare la pubblica amministrazione e a comprometterne l'imparzialità. FI-PdL e LN hanno rilevato che la delega non riduce la spesa e hanno contestato l'intervento sulle camere di commercio.
Il Ministro per la pubblica amministrazione Madia ha ringraziato le opposizioni per il contributo offerto e ha preannunciato un approfondimento alla Camera del tema dei piccoli comuni.
Vedi anche il successivo post Il testo ufficiale del DDL 1577/A di riorganizzazione della PA approvato dal Senato.

Riforma della dirigenza pubblica: alcuni articoli di stampa

Si segnalano alcuni articoli di stampa sull'approvazione da parte dell'aula del Senato, in prima lettura, dell'art. 9 del DDL 1577/A contenente anche la delega per la riforma della dirigenza pubblica.

In particolare si segnalano: