Collepardo (Fr)

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venerdì 16 ottobre 2015

Centrali Uniche di committenza: tra interventi regolatori dell'ANAC e richieste di proroga ANCI

A seguito dell’entrata in vigore del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito con modificazioni dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e del successivo art. 23-bis della legge 11 agosto 2014, n.114, con la Determinazione n. 3 del 25 febbraio 2015, l’ANAC ha fornito le prime indicazioni interpretative relativamente all’applicazione del novellato art. 33, comma 3-bis del Codice dei contratti.

Nonostante questo primo intervento regolatorio, l’applicazione della disposizione de qua ha portato all’attenzione dell’Autorità ulteriori dubbi interpretativi su una serie di tematiche concernenti i diversi aspetti di seguito trattati, tenendo conto, naturalmente, del quadro normativo vigente, che potrebbe, verosimilmente subire mutamenti in forza delle previsioni contenute nel disegno di legge recante la delega al Governo per l’attuazione delle direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 26 febbraio 2014, sull’aggiudicazione dei contratti di concessione, sugli appalti pubblici e sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali, nonché per il riordino della disciplina vigente in materia di contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture (approvato al Senato con atto n. S1678) attualmente, in seconda lettura, alla Camera (atto n. C 3194).
Il citato disegno di legge, infatti, nella formulazione attualmente approvata dal Senato, prevede, all’art. 1, comma 1 lett. v), «…l’obbligo, per i comuni non capoluogo di provincia, di ricorrere a forme di aggregazione o centralizzazione delle committenze prevedendo, per gli affidamenti di importo superiore alle soglie di rilevanza comunitaria, un livello di aggregazione almeno regionale o di provincia autonoma e, per gli affidamenti di importo superiore a 100.000 euro e inferiore alle medesime soglie di rilevanza comunitaria, aggiudicati da comuni non capoluogo di provincia, livelli di aggregazione subprovinciali definendo a tal fine ambiti ottimali territorialmente omogenei e garantendo la tutela dei diritti delle minoranze linguistiche come prevista dalla Costituzione e dalle disposizioni vigenti».
E' questo l'incipit della Determinazione dell'ANAC n. 11 del 23 settembre 2015 avente ad oggetto "Ulteriori indirizzi interpretativi sugli adempimenti ex art. 33, comma 3-bis, decreto legislativo 12 aprile 2006 n.163 e ss.mm.ii".
Attualmente l'obbligo del ricorso alle centrali uniche di committenza è fissato al 1 novembre 2015 in base all’art. 1 comma 169 della legge “Buona Scuola - legge n. 107 del 2015. 
L'ANCI tra le proposte emendative al DDL di conversione del DL 154/2015 (proposta n. 8) ha richiesto una proroga del termine per il ricorso obbligatorio alle centrali uniche di committenza così motivata: in previsione dell’emanazione del nuovo decreto legislativo sui contratti pubblici (Codice appalti) è preferibile disporre una proroga dell’entrata in vigore dell’obbligo per i comuni sotto i 10.000 abitanti di ricorrere ad una delle modalità di aggregazione/ centralizzazione degli acquisti di beni e servizi e lavori previste dal riformulato art. 33 comma 3 bis del Codice Appalti (d.lgs. 163/2006 e s.m.i.). Il predetto obbligo, attualmente, è fissato al 1 novembre 2015 in base all’art. 1 comma 169 della legge “Buona Scuola - legge n. 107 del 2015. La richiesta di proroga è motivata dal fatto che: 
a) entro aprile 2016 verranno recepite le direttive comunitarie in materia di appalti pubblici; entro luglio 2016 verrà emanato il nuovo codice appalti e quindi è fondamentale attendere la seconda di tali scadenze per ragioni di coerenza legislativa. Diversamente il rischio è di confondere ulteriormente i comuni e creare situazioni di paralisi dell’attività dei comuni per le acquisizioni di beni e servizi e lavori, con gravi ripercussioni sul mercato nazionale; 

Deleghe per l'attuazione delle direttive sugli appalti pubblici e sulle concessioni e per il riordino della relativa normativa

Il disegno di legge, già approvato dal Senato, che delega il Governo ad attuare la nuova disciplina europea in materia di appalti pubblici e concessioni e a procedere a un complessivo riordino della normativa vigente sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, è stato modificato nel corso dell'esame in Commissione. Nella seduta del 12 ottobre 2015, l'Assemblea ha svolto la discussione sulle linee generali.
Sul sito della Camera dei Deputati è possibile leggere i seguenti approfondimenti sull'AC 3194-A:
In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

I tempi sulla mobilità degli enti di Area Vasta

Ora che è stato pubblicato il Decreto sulla mobilità dei dipendenti degli enti di area vasta, è partito il cronoprogramma per i prossimi mesi. Azioni e procedure a carico sia delle Province e Città Metropolitane, ma anche degli enti locali. 
Sul sito di Gianluca Bertagna è stata pubblicata una tabella riassuntiva contenente tutta la scaletta degli adempimenti.
Qui il link alla tabella.

ANCI in audizione alla Camera: “Senza 'manutenzione' a DL 78 difficile chiudere bilanci, governo e parlamento intervengano”

“A governo e Parlamento chiediamo di intervenire rapidamente nell’ambito della legge di stabilità per introdurre nella manovra le proposte ‘manutentive’ del DL 78, che consentirebbero a una larga fetta di Comuni di chiudere i bilanci 2015 in tranquillità e sicurezza. Il termine ultimo del 30 novembre per apportare modifiche ai previsionali è dietro l’angolo; c’è quindi il rischio è di vedere bloccare ulteriormente la spesa corrente e di non poter fare gli investimenti nella dimensione auspicata”. Così l’assessore al Bilancio del Comune di Firenze, Lorenzo Perra, al termine dell’audizione presso la commissione Bilancio della Camera dove Anci è stata audita in merito al DDL di conversione del DL 154/2015 (AC 3340).
“Gli argomenti che abbiamo posto all’attenzione del Parlamento – ha detto Perra – nascono dalla presa d’atto di tutta una serie di eventi normativi intervenuti in tempo non utile per mettere i sindaci in condizione di poterli utilizzare al fine della chiusura dei propri esercizi di bilancio”. 
Interventi che vanno dalla regolazione delle somme non trattenute sul Fondo di solidarietà 2014, alla flessibilizzazione del Patto di stabilità, passando dal raccordo tra l’armonizzazione dei bilanci con i vincoli di finanza pubblica alle spese pregresse e future per il funzionamento degli uffici giudiziari. Tutti argomenti che Anci ha sintetizzato attraverso proposte emendative che i tecnici dell’associazione hanno presentato oggi a Montecitorio. “Gli iter consiliari e di giunta – ha aggiunto e concluso Perra – non possono essere ridotti a meno di 15 giorni. E’ del tutto evidente che da qui al 20 ottobre è necessario sciogliere i nodi e dare risposte certe alle esigenze dei Comuni”.
Si rammenta che Veronica Nicotra, Segretario generale dell’Associazione dei Comuni italiani, ha richiesto che le questioni urgenti ancora aperte trovino soluzione in conversione DL 154/2015.
Sul DL 78/2015 e sulla legge di conversione si vedano su questo blog i post:

martedì 13 ottobre 2015

Personale, ecco la nota con tutte le novità e le scadenze (nota ANCI Toscana)

Pubblichiamo la nota, elaborata dagli uffici di Anci Toscana, sulle novità introdotte dal Decreto 14 settembre 2015 in materia di Personale, in attuazione del processo di riordino delle funzioni provinciali e ricollocazione del personale provinciale, ai sensi della Legge Delrio.

Nella nota sono state sintetizzate le principali novità e le relative scadenze d'interesse per i comuni previste dal Decreto 14 settembre, recante "Criteri per la mobilità del personale dipendente a tempo indeterminato degli enti di area vasta dichiarato in soprannumero, della Croce rossa italiana, nonché dei corpi e servizi di polizia provinciale per lo svolgimento delle funzioni di polizia municipale".
Per scaricare la nota cliccare qui.
In argomento si veda anche il successivo post I tempi sulla mobilità degli enti di Area Vasta.

L’azione amministrativa ex post, tra limiti temporali e presupposti abilitanti (le novità delle leggi nn. 164/2014 e 124/2015)

Pubblicato sulla rivista on line AMMINISTRATIV@MENTE, n. 7/9 2015 un articolo di Francesco Armenante dal titolo L’azione amministrativa ex post, tra limiti temporali e presupposti abilitanti (le novità delle leggi nn. 164/2014 e 124/2015).

Gli Organismi indipendenti di valutazione e i Nuclei di valutazione negli enti locali

Pubblicato sulla rivista on line AMMINISTRATIV@MENTE, n. 7/9 2015 un articolo di Vladimyr Martelli dal titolo Gli Organismi indipendenti di valutazione e i Nuclei di valutazione negli enti locali.

Questo il sommario:
1. Evoluzione normativa sui controlli - Cenni; 2. Organismi indipendenti di valutazione e Nuclei di valutazione negli enti locali; 3. Competenze Oiv – Quadro sinottico e orientamenti Anac. 
Questo l'abstract:
Negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli sudi sui controlli e sulle nuove forme di valutazione anche a causa delle riforme più o meno compiute che si sono cercate di attuare.
Infatti, negli ultimi venti anni la struttura organizzativa dello Stato italiano è stata notevolmente cambiata, con la ridesignazione delle competenze, attraverso riforme legislative e costituzionali. Come è noto anche l’attuale periodo storico - economico - sociale, per molteplici ragioni, è contrassegnato da una rinnovata volontà di profonde modifiche normative che tengono conto di un generale obiettivo di abbattimento dei costi e di concentrazione delle responsabilità di amministrazione in capo a meno soggetti ben identificati anche con la diminuzione dei cosiddetti livelli di governo e di responsabilità normative. Come sappiamo, cronologicamente, le riforme partirono in un momento particolare della vita politica e sociale italiana, un momento di emergenza finanziaria ed etica, il cosiddetto periodo di “tangentopoli” ove fu subito chiaro che la riduzione dei costi era solo uno degli obiettivi da perseguire accanto al miglioramento della qualità delle prestazioni e dei servizi. L’attuale periodo ha molti aspetti simili a quelli degli anni novanta del secolo scorso con un rinvigorimento della corruzione in tutte le sue forme (si vedano le inchieste su Mafia capitale, sul Mose o anche su Expo 2015) assieme ad una crisi economica che sta durando oltre i termini previsti. Periodi quindi che si assomigliano ma che hanno anche peculiarità diverse strettamente connesse a contesti sociali, culturali e storici diversi.
In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

Riordino delle competenze delle Province ed effetto dirompente della legge di stabilità per il 2015 (L. n. 190/2014)

Pubblicato sulla rivista on line AMMINISTRATIV@MENTE, n. 7/9 2015 un articolo di Maurizio Asprone dal titolo Riordino delle competenze delle Province ed effetto dirompente della legge di stabilità per il 2015 (L. n. 190/2014).
Questo l'abstract:
L’assetto legislativo recente in materia di riordino e riorganizzazione dei differenti livelli territoriali in cui si estrinseca lo Stato italiano ha visto un progressivo susseguirsi di orientamenti circa la esistenza o meno di un livello di raccordo intermedio tra Regioni e Comuni, rappresentato dall’ente Provincia.
La Provincia è qualificata dalla disciplina costituzionale, insieme con i Comuni, le Città metropolitane e le Regioni, come ente autonomo dotato di un proprio statuto, poteri e funzioni secondo i principi fissati dalla Costituzione; ha autonomia finanziaria di entrata e di spesa; possiede risorse autonome per l’esercizio delle proprie funzioni. In particolare, stabilisce ed applica tributi ed entrate propri, sempre in coerenza con le disposizioni costituzionali ed i principi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario; dispone di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.