Collepardo (Fr)

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giovedì 27 ottobre 2016

Comitato Nazionale dirigenti pubblici per la difesa degli articoli 97 e 98 della Costituzione: documento fortemente critico sulla riforma della dirigenza pubblica

La 1ª Commissione permanente del Senato ha continuato oggi le audizioni sullo schema di decreto riguardante la riforma della dirigenza pubblica.
Presentato nel corso delle audizioni un documento del Comitato Nazionale dirigenti pubblici per la difesa degli articoli 97 e 98 della Costituzione. Molti gli punti di interesse.
Particolarmente significative le considerazioni di carattere generale che qui si riportano: 

Dalla CIDA in Commissione Affari Costituzionali del Senato un avvertimento: la riforma della dirigenza pubblica portatrice di danni difficilmente sanabili

La 1ª Commissione permanente del Senato ha continuato oggi le audizioni sullo schema di decreto riguardante la riforma della dirigenza pubblica.
Presentato nel corso delle audizioni un documento da parte della CIDA contenente considerazioni condivisibili. 
Questa la premessa del documento:

Piccoli Comuni: incontro Decaro-Costa, bene superamento termini sull’obbligo gestione associata. Ora si lavori per nuove regole

I Sindaci e i territori dovranno essere al centro del riordino della governance locale, che si concretizzerà in un provvedimento di prossima emanazione.

Questo in estrema sintesi quanto emerso nel corso dell’incontro tra il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Enrico Costa ed il presidente Anci Antonio Decaro. Decaro guidava una delegazione composta tra gli altri dal vicepresidente Anci Matteo Ricci, dal Coordinatore nazionale Piccoli Comuni Massimo Castelli e dal sindaco di Morazzone Matteo Bianchi. All’incontro era presente anche il sottosegretario Gianclaudio Bressa. Nel corso dell’incontro sono state affrontate e valutate tutte le criticità segnalate da Anci in questi anni.

Salta la Conferenza Unificata sulla riforma della dirigenza pubblica

"Si comunica che la Conferenza Unificata, in seduta straordinaria, già convocata per giovedì 27 ottobre 2016, è stata sconvocata".
E' questo il messaggio che compare sul sito della Conferenza Unificata.

La regione Veneto davanti alla Corte Costituzionale: incostituzionale la riforma della dirigenza pubblica

Il collega Ciro Mennella ha trasmetto la memoria depositata dal prof. Luca Antonini alla Corte Costituzionale mercoledì scorso in relazione al ricorso della regione Veneto 94/2015.
Del ricorso avevamo dato notizia nel precedente post Il Consiglio di Stato sulla riforma Madia: pregiudiziale l'esito del giudizio di costituzionalità. Slitta la riforma della dirigenza pubblica? in cui avevamo evidenziato un passo del parere del Consiglio di Stato 1113/2016, sulla riforma della dirigenza sanitaria, nel quale si rilevava che "sull’intero impianto della legge n. 124 del 2015, anche con riferimento all’art. 11, comma 1, lett. p), pende questione di costituzionalità, sollevata in via principale dalla Regione Veneto con ricorso n. 94, depositato il 19.10.2015 avanti alla Corte costituzionale e pubblicato sulla G.U. 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 50 del 16.12.2015".

In Conferenza Unificata oggi il parere sulla riforma della Dirigenza pubblica

La Conferenza Unificata è convocata, in seduta straordinaria, per giovedì 27 ottobre 2016, alle ore 13.45, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, per discutere i seguenti punti all'ordine del giorno: [...]

2) Parere sullo schema di decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica, ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124. (SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) (Codice sito: 4.1/2016/13 - Servizio II)
Parere, ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Enti locali, ecco la bozza della legge di bilancio 2017

Pubblicata da Anci Toscana la bozza della legge di bilancio 2017 con tutte le misure che interessano Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni.
Pubblicata dal Quotidiano Sanità la bozza integrale della legge di bilancio.

Riforma della dirigenza pubblica: documento di analisi e proposte dell'ASFEL

L’Asfel, Associazione Servizi Finanziari enti locali, circa un anno e mezzo fa, ha avuto audizione presso la Commissione Affari Istituzionali della Camera dei deputati, in merito al disegno di legge che sarebbe stato successivamente approvato come Legge 7 agosto 2015, n. 124. Già in quella occasione, furono evidenziate le principali e più rilevanti criticità delle Riforma in itinere, in grado di arrecare pregiudizi, non più riparabili, finanche al principio costituzionale del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
L'associazione ha ora predisposto un documento con analisi e proposte in merito alla riforma della dirigenza pubblica.
Nel documento di tratta anche della dirigenza apicale.
Questo un estratto:

martedì 25 ottobre 2016

Unione Regionale del Lazio: il 9 novembre Assemblea sindacale

L’assemblea sindacale dell’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio - è convocata per le ore 16,00 del giorno 9 novembre 2016 presso la sede dell’Unione sita in Roma, via Napoli n. 27, per trattare i seguenti argomenti:

1. Riforma della dirigenza pubblica;
2. Ricorsi per il riconoscimento dei diritti di rogito negli enti privi di dirigenza;
3. Presa in servizio dei Coa V: esame proposta della collega Urtesi.

Il divieto di reformatio in peius per i Segretari comunali non si applica agli incarichi conferiti prima del 1 gennaio 2014 (Tribunale di Lanosei sentenza n. 20 del 11/10/2016)

In tema di abolizione del divieto di reformatio in peius, la circolare del Ministero dell’Interno n. 3636/2014 deve ritenersi applicabile ai soli passaggi di carriera avvenuti dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità abrogativa, cioè per i soli rapporti perfezionati con una nomina e un’accettazione successiva al 1° gennaio 2014.
Sono queste le conclusioni cui giunge il Giudice del Lavoro del Tribunale di Lanosei, che con sentenza n. 20 del 11/10/2016.
La predetta interpretazione era stata sin da subito ritenuta la più corretta dalla Segreteria Nazionale dell'UNSCP che aveva invitato una nota al Ministero dell'Interno invitando a rivalutare il contenuto della circolare.

Nel monte salari dei segretari entra l'indennità di risultato dell'anno precedente

Nella calcolo del trattamento economico da assumere come base per la determinazione della indennità di risultato occorre inserire anche questa voce. Il recente parere Aran seg. 046 fa propria questa lettura, che possiamo definire estensiva, in quanto il dettato contrattuale non esclude tale voce da quelle che contribuiscono alla formazione del monte salari: siamo in presenza di una lettura «inevitabile» del dettato contrattuale, anche se determina un effetto per molti aspetti paradossale, per cui le amministrazioni devono tenere conto di questa voce nella fissazione dei compensi da erogare al segretario per lo stesso titolo. I contratti, lo ricordiamo, sono un punto di equilibrio tra interessi per molti versi contrapposti del datore di lavoro e dei lavoratori, per cui nella loro applicazione si deve tenere conto essenzialmente della logica posta a base della scelta, privilegiando questa esigenza rispetto alla coerenza sistemica.

Proroga graduatorie concorsi, da Madia risposta positiva a richiesta Anci

“Abbiamo ricevuto un formale impegno del Ministro Madia sulla nostra richiesta di prorogare validità delle graduatorie dei concorsi pubblici degli enti locali, in scadenza il prossimo 31 Dicembre. E’ una richiesta che avevamo formulato nei giorni scorsi e ringraziamo il Ministro per la celerità e l’attenzione”. Lo annuncia il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al ministro per la Semplificazione e la Pa motivando questa richiesta con la necessità di favorire, “nella prospettiva di riavvio delle procedure assunzionali nei Comuni, economia procedimentale e speditezza amministrativa, tenendo anche conto delle legittime aspettative dei soggetti risultati idonei nelle procedure concorsuali”. 

Riforma dirigenza pubblica, tutte le divergenze fra Renzi e Madia

L’idea del governo ora è di rimandare tutto a dopo il referendum. Parliamo della riforma della dirigenza pubblica, che il Parlamento ha approvato con legge delega poi promulgata dal governo con un decreto legislativo lo scorso 25 agosto, che sta provocando un’alzata di scudi da parte dei grand commis di Stato (oggi la sigla Unadis ha indetto uno sciopero). La bocciatura del decreto da parte di Consiglio di Stato, secondo cui buona parte del provvedimento è da riscrivere, ha provocato molto nervosismo all’interno dell’esecutivo.

La incentivazioni del personale

Le indennità di specifiche responsabilità possono essere sommate solamente in presenza di ragioni giustificative tra loro completamente diverse. I dipendenti dei comuni, distaccati presso gli uffici giudiziari, non possono percepire l’indennità di amministrazione che spetta al personale del Ministero della Giustizia. Le attività svolte dal personale dipendente e connesse alla manutenzione, anche straordinaria, non possono essere incentivate neppure dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 50/2016, cd nuovo codice degli appalti. Sono queste le più recenti indicazioni sulla incentivazione del personale fornite, rispettivamente, da un parere dell’Aran, da una sentenza della sezione lavoro della Corte di Cassazione e da un parere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Sardegna.

lunedì 24 ottobre 2016

Riforma Pa: i tre punti caldi per 35mila dirigenti pubblici

"Dunque, alla fine saranno probabilmente i vertici politici a decidere, e questa tendenza a lasciare mano libera alla classe politica è rintracciabile anche nella cancellazione della figura del segretario comunale, che finora, anche se scelto dai sindaci, costituiva un rappresentante del ministero dell'Interno, che consigliava, a volte anche frenando, i sindaci nelle loro decisioni".
E' questa la conclusione dell'articolo di Massimiliano Di Pace pubblicato oggi su Affari & Finanza, supplemento di Repubblica dal titolo Riforma Pa: i tre punti caldi per 35mila dirigenti pubblici.

Dirigenti pubblici: la riforma pone dubbi di legittimità costituzionale

Con lo schema di Decreto legislativo recante la disciplina della dirigenza pubblica in applicazione dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124, viene introdotta una riforma della Dirigenza pubblica, che non solo non assicura il buon andamento, l'efficienza e la trasparenza della P.A. ma stravolge fondamentali principi, consacrati nella Costituzione, da sempre affermati con forza dalla giurisprudenza, vanificando gli effetti di una sentenza del Giudice delle leggi (Corte Costituzionale, sentenza n. 37/2015) ed infrangendo i fondamentali principi di democrazia (uguaglianza, imparzialità, parità di trattamento, buona amministrazione) su cui la nostra Costituzione si fonda.