No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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lunedì 13 marzo 2017

Trasparenza: l’applicazione per i dirigenti e gli amministratori

Le informazioni relative al reddito, al patrimonio ed agli incarichi svolti presso altre pubbliche amministrazioni da parte dei dirigenti pubblici non sono comprese tra quelle su cui gli OIV ed i nuclei di valutazione devono fare la verifica di avvenuta pubblicazione sul sito internet dell’amministrazione entro il prossimo 30 aprile con riferimento ai dati pubblicati alla date del 31 marzo. Parimenti non sono compresi in tale griglia neppure le analoghe informazioni sugli amministratori: si ricorda che alla luce delle previsioni di cui al D.Lgs. n. 97/2016 dettate come modifica del D.Lgs. n. 33/2013, è in discussione l’applicazione di tali disposizioni agli amministratori dei comuni che hanno una popolazione inferiore a 15.000 abitanti La sezione 1 quater del Tar del Lazio ha sospeso, con una propria ordinanza adottate in via d’urgenza, la pubblicazione di tali informazioni per i dirigenti di una pubblica amministrazione che avevano avanzato ricorso. Nel frattempo si deve ricordare che non sono state formalmente adottate da parte dell’ANAC le linee guida sull’applicazione delle norme sulla trasparenza dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 97/2016, che pure erano state poste in consultazione pubblica alla fine del mese di dicembre dello scorso anno.

In conseguenza del concatenarsi di tali elementi ed al fine di prevenire possibili contenziosi con dirigenti ed amministratori, soprattutto nel caso in cui essi o qualcuno tra essi lo minacci, pare opportuno suggerire che le amministrazioni valutino se sospendere la pubblicazione delle informazioni sui dirigenti e sugli amministratori, quanto meno fino alla emanazione delle linee guida dell’ANAC.

lunedì 27 febbraio 2017

Pa, negli enti locali il 66% dei precari. Piano straordinario stabilizzazioni: incognità sanità, esclusi i dirigenti medici ma prorogati di un anno i concorsi extra avviati nel 2016

Tre anni di anzianità maturati negli ultimi otto anni. Su queste due cifre si gioca il nuovo «piano straordinario» di assunzioni per i precari “storici” della pubblica amministrazione, una platea che dalla Funzione pubblica calcolano in circa 50mila persone. Il piano riguarda tutta la Pa, ma i suoi effetti sono destinati a concentrarsi negli enti territoriali. 
Sanità, regioni ed enti locali, come mostrano i numeri della Ragioneria generale, assorbono da soli il 70% dei contratti a tempo determinato, che rappresentano l’ampia maggioranza delle forme di lavoro “flessibile” nella Pa; se si guarda invece alla somministrazione, la quota di questi comparti sale all’89%, e arriva al 95% fra i lavoratori socialmente utili. Il peso di Regioni ed enti locali scende al 36% solo per i co.co.co., ma per il primato degli enti di ricerca in questo ambito: fatta la media, gli enti territoriali assorbono il 66% della precarietà nel pubblico impiego. La nuova finestra per la “stabilizzazione”, se saranno confermati fino all’approvazione definitiva del decreto legislativo i contenuti dei testi esaminati giovedì in consiglio dei ministri, al primo via libera, rimarrà aperta tre anni (2018-2020).