No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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giovedì 23 luglio 2015

Il 3 agosto in Aula al Senato il DDL di riorganizzazione della PA

Nel calendario dei lavori del Senato fino al 7 agosto previsto per la settimana dal 3 al 7 agosto il seguente punto:

Ddl n. 1577-B - Riorganizzazione Amministrazioni pubbliche (Approvato dal Senato e modificato dalla Camera dei deputati) (Collegato alla manovra finanziaria) (Voto finale con la presenza del numero legale).

Iniziato in Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame del DDL di riorganizzazione della PA

La PRESIDENTE riferisce l'esito della riunione dell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari appena conclusa, nella quale si è convenuto di iscrivere all'ordine del giorno il disegno di legge n. 1577-B (riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche) e di iniziarne l'esame nella seduta pomeridiana di domani, mercoledì 22 luglio. Inoltre, si è convenuto che la discussione generale abbia inizio a partire dalla seduta di giovedì 23 luglio e si concluda in una seduta che sarà eventualmente convocata per venerdì 24 luglio. Si è deciso, quindi, di fissare il termine per la presentazione di emendamenti alle ore 13 di martedì 28 luglio. Infine, si è stabilito che l'esame e la votazione degli emendamenti, una volta acquisito il parere della Commissione bilancio, possa iniziare a partire dalla seduta pomeridiana che sarà convocata per mercoledì 29 luglio e proseguire in una seduta notturna che potrà essere convocata nella medesima giornata.
Si veda anche il successivo post Il 3 agosto in Aula al Senato il DDL di riorganizzazione della PA.

Diritti di rogito: anche la Corte dei Conti Sezione di controllo per la Puglia si conforma all'errore (Del n. 141/2015)

Con parere reso con delibera n. 141 del 2 luglio 2015 la Corte dei Conti Sezione di controllo per la Puglia si conforma all'interpretazione (a mio avviso palesemente errata) fornita in merito all'applicazione delle disposizioni introdotte dall’art. 10, comma 2 bis, del D. L. 24/06/2014 n. 90 convertito con modificazioni dalla L. 11/08/2014 n. 114 in materia di diritti di rogito dei segretari comunali.
"Infatti, la Sezione delle Autonomie, con la citata deliberazione, alla quale le Sezioni regionali sono tenute a conformarsi, ha condiviso l’orientamento più rigoroso espresso dalla Sezione regionale di controllo per il Lazio che ha ritenuto che il richiamo della disposizione normativa di cui al comma 2 bis dell’art. 10 del D. L. n. 90/2014 ai “segretari che non hanno qualifica dirigenziale” è da intendersi in senso atecnico posto che ai segretari comunali e provinciali non è attribuita la qualifica dirigenziale ma per alcune categorie il trattamento stipendiale è equiparato a quello spettante ai dirigenti ed ha sottolineato, alla luce dell’art. 32 del CCNL 2011, che la norma si riferirebbe ai segretari comunali appartenenti alla fascia C il cui trattamento tabellare stipendiale non è equiparato a quello del personale dirigenziale concludendo, quindi, che i diritti di rogito non possano riconoscersi ai segretari che godano di equiparazione alla dirigenza sia essa assicurata dall’appartenenza alle fasce A e B sia essa un effetto del galleggiamento in ipotesi di titolarità in enti privi di dipendenti con qualifica dirigenziale (Sezione regionale di controllo per il Lazio, deliberazione n. 21/2015/PAR).
Tale interpretazione, secondo la Sezione delle Autonomie, si coniuga con la tendenza legislativa a ricondurre entro ristretti limiti le fattispecie che importino deroghe, o comunque temperamenti, al fondamentale principio di omnicomprensività della retribuzione".

Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

Nota breve del Servizio Studi del Senato sul DDL di riorganizzazione della PA

Come scritto in un precedente post, il DDL di riorganizzazione della PA approvato dalla Camera dei Deputati in data 17 luglio 2015, è stato trasmesso al Senato della Repubblica ed ha assunto il n. 1577/B.
Il Servizio Studi del Senato ha predisposto una nota breve di lettura n. 88 "A.S. n. 1577-B, "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche": una sintesi (edizione provvisoria)".

Pubblicata la nota di lettura degli emendamenti del Governo al DL 78/2015

In precedenti post abbiamo segnalato la pubblicazione della nota di lettura redatta dal Servizio Bilancio del Senato,  sull'A.S. n. 1977 "Conversione in legge del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali" (n. 227) e del Dossier del Servizio Studi del Senato n. 227.
Segnaliamo ora la pubblicazione da parte del Servizio Studi del Senato della nota di lettura n. 100 riguardante gli emendamenti proposti dal Governo.
Qui il link alla nota di lettura n. 100 sugli emendamenti del governo al A.S. n. 1977 "Conversione in legge del decreto-legge 19 giugno 2015, n. 78, recante disposizioni urgenti in materia di enti territoriali".
Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i precedenti post:

C’era una volta il segretario comunale

La Camera dei Deputati, approvando la legge delega di riforma della P.A., sancisce l’abolizione dei segretari comunali. Una scelta che il Governo non è riuscito a motivare e che potrebbe determinare il caos negli enti locali. I segretari che, alla data di entrata in vigore dei decreti legislativi saranno iscritti all’albo nazionale nelle fasce professionali B e A, saranno iscritti nel ruolo unico dei dirigenti degli enti locali.
Inizia così l'articolo di Lucio Catania pubblicato sul sito LeggiOggi dal titolo C’era una volta il segretario comunale.

martedì 21 luglio 2015

Il testo del DDL di riorganizzazione della PA approvato dalla Camera e trasmesso al Senato

Come scritto in un precedente post, il DDL di riorganizzazione della PA è stato approvato dalla Camera dei Deputati in data 17 luglio 2015.

Il testo è stato trasmesso al Senato della Repubblica ed ha assunto il n. 1577/B.

Pubblicate le registrazioni della 1^ Giornata nazionale di incontro con i Responsabili della prevenzione della corruzione

Il 14 luglio a Roma si è svolta presso il Centro Convegni della Banca d’Italia, in via Nazionale n. 190, dalle ore 9 alle ore 17, la Giornata nazionale di incontro con i Responsabili della prevenzione della corruzione in servizio nelle pubbliche amministrazioni. 
Sono state pubblicate sul sito dell'ANAC le registrazioni audio-video dei lavori che si sono tenuti in occasione della 1^ Giornata nazionale di incontro con i Responsabili della prevenzione della corruzione a Roma il 14 luglio 2015 presso il Centro Convegni della Banca d’Italia.
Apertura dei lavori del Presidente A.N.AC. Raffaele Cantone
Indirizzo di saluto di Ignazio Visco, Governatore Banca d’Italia
Intervento di Piero Fassino, Presidente ANCI.

Binario preferenziale per la ricollocazione del personale delle Province

Le assunzioni di personale da parte degli enti locali sono al centro della deliberazione 25 giugno 2015, n.304/2015/PAR con la quale la Corte dei conti sezione regionale di controllo per il Veneto ha esaminato una articolata richiesta di parere, ben quattro erano i quesiti posti.
Inizia così l'articolo di Giovanni G.A. Dato pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Binario preferenziale per la ricollocazione del personale delle Province.

Altro ordine del giorno accolto dal Governo sul possesso di requisiti professionali specifici per i Dirigenti apicali

In un precedente post abbiamo segnalato l'ordine del giorno 9/3098-A/76, proposto dagli onorevoli Fabbri, Tino Iannuzzi, D'Attorre, ed accettato dal Governo (pag. 12 del resoconto stenografico). La collega Tomasina Manconi ci segnala un altro ordine del giorno, accettato dal Governo e proposto dall'On. Sanna che qui di seguito si riporta.
La Camera,
premesso che:
il disegno di legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione, disegno di legge 1577 – A.C. 3098 –, all'articolo 9 reca una disciplina innovativa in materia di dirigenza pubblica, istituendo un sistema unico articolato in tre ruoli relativi ai dirigenti dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali;
nell'ambito di tale riforma, al comma 1, lettera b), numero 4), è prevista l'abolizione della figura del segretario comunale e provinciale e del relativo albo, la confluenza dei segretari nel ruolo dei dirigenti degli enti locali e l'attribuzione alla dirigenza del predetto ruolo dei compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità dell'azione amministrativa;
è quindi previsto, in sostituzione della soppressa figura del segretario, l'obbligo per gli enti totali di nominare comunque un dirigente apicale con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità dell'azione amministrativa;
opportunamente è altresì prevista una fase transitoria e di prima applicazione, nella quale gli enti hanno l'obbligo di conferire tale incarico di direzione apicale, con i predetti compiti, ai dirigenti già 
qualificati a tal fine dall'iscrizione nel predetto albo e confluiti nel ruolo di cui al numero 3), nonché ai soggetti già iscritti all'albo, nella fascia professionale C, e ai vincitori del corso di accesso in carriera, già bandito alla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica;
decorsa tale fase transitoria, essendo soppresso lo specifico albo dei segretari, gli enti potranno conferire l'incarico di dirigente apicale avendo come bacino professionale di riferimento l'intero ruolo unico degli enti locali;
al medesimo articolo 9, comma 1, lettera f), è prevista la definizione, per ciascun incarico dirigenziale, dei requisiti necessari in termini di competenze ed esperienze professionali, tenendo conto della complessità, delle responsabilità organizzative e delle risorse umane e strumentali;
ne deriva la necessità che durante la prevista fase transitoria siano previsti e definiti gli specifici requisiti professionali, in termini di competenze ed esperienza, per lo specifico incarico di dirigente apicale, secondo criteri idonei ad assicurare la possibilità di individuare dal citato ruolo unico dei dirigenti degli enti locali soggetti in possesso delle competenze idonee ad assicurare l'efficace svolgimento negli enti predetti delle rilevanti funzioni di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità dell'azione amministrativa assegnati dalla legge a tale funzione dirigenziale apicale;
occorre quindi definire gli specifici requisiti professionali per l'incarico di dirigente apicale, al fine di assicurare che, al termine di tale fase transitoria e di prima applicazione, gli enti possano continuare ad individuare, nel più vasto ambito del citato ruolo unico, soggetti in possesso delle competenze idonee ad assicurare l'efficace svolgimento dei rilevanti compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità dell'azione amministrativa assegnati dalla legge a tale funzione dirigenziale apicale, 
impegna il Governo
a disciplinare, nell'ambito del decreto legislativo da adottarsi in attuazione della legge delega di cui in premessa, gli specifici requisiti per l'incarico di dirigente apicale di cui all'articolo 9, comma 1 lettera b) numero 4, della legge delega medesima, con criteri idonei ad assicurare l'effettivo possesso delle competenze e dell'esperienza necessarie ad assolvere a tale rilevante incarico dirigenziale, commisurandoli altresì ai diversi livelli di dimensione e complessità degli enti locali. 
9/3098­A/73. Giovanna Sanna, Francesco Sanna.

lunedì 20 luglio 2015

Temi dell'attività parlamentare: la delega per la riforma delle amministrazioni pubbliche

La Camera ha approvato in seconda lettura il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione, presentato dal Governo. Il provvedimento torna ora all'esame del Senato. Il testo contiene prevalentemente deleghe legislative da esercitare in gran parte nei dodici mesi successivi all'approvazione della legge, volte a riorganizzare l'amministrazione statale e la dirigenza pubblica; proseguire e migliorare l'opera di digitalizzazione della p.a.; riordinare gli strumenti di semplificazione dei procedimenti amministrativi; elaborare testi unici delle disposizioni in materie oggetto di stratificazioni normative.

Sul sito della Camera dei Deputati, tra i Temi dell'attività parlamentare, uno speciale sulla "Delega per la riforma delle amministrazioni pubbliche (A.C. 3098-A)".
Qui il link al testo del DDL di riorganizzazione della PA approvato dalla Camera dei Deputati.

L'ordine del giorno accolto dal Governo: Dirigenti apicali in possesso di requisiti professionali specifici

Si riporta di seguito l'ordine del giorno 9/3098-A/76, proposto dagli onorevoli Fabbri, Tino Iannuzzi, D'Attorre, ed accettato dal Governo (pag. 12 del resoconto stenografico)

La Camera,
             premesso che:
    l'articolo 9, comma 1, lettera b) nn. 3 e 4 prevede la istituzione del ruolo unico dei dirigenti degli Enti locali, nel quale dovranno essere inseriti i segretari comunali e provinciali, iscritti nelle fasce professionali A e B del vigente albo nazionale dei segretari;
    il ruolo unico dei dirigenti degli Enti locali sarà gestito da una Commissione per la dirigenza locale, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, lettera b) n. 3, sulla base dei medesimi criteri fissati al n. 1 con riferimento alla Commissione per la dirigenza statale;
    fra i segretari comunali e provinciali iscritti in tale ruolo unico (nonché fra i soggetti già iscritti all'Albo nazionale dei segretari nella fascia professionale C e fra i vincitori del corso di accesso in carriera già bandito alla data di entrata in vigore del presente disegno di legge) dovranno essere individuati i dirigenti ai quali conferire gli incarichi di dirigente apicale, in una fase transitoria e di prima applicazione;
    occorre definire con precisione gli specifici requisiti professionali necessari, al termine della fase transitoria, per poter assumere tali delicate e nevralgiche funzioni, al vertice del complesso degli uffici e dei servizi riconducibili agli Enti locali, affinché i dirigenti investiti siano in possesso di tutti i requisiti professionali indispensabili,
impegna il Governo
nell'esercizio della delega legislativa, a definire una disciplina normativa che consenta alla Commissione per la dirigenza locale di stabilire i requisiti specifici per il conferimento degli incarichi dirigenziali negli Enti locali, a cominciare da quelli di dirigente apicale, affinché tali ultime funzioni siano svolte da dirigenti effettivamente in possesso di tutti i requisiti necessari in termini di competenze ed esperienze professionali adeguate e coerenti con i compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa, direzione degli uffici e controllo della legalità dell'azione amministrativa, di esercizio della funzione rogante assegnati dalla legge a tale incarico dirigenziale, nonché commisurate ai diversi livelli di dimensione e complessità degli enti locali.
9/3098-A/76. Fabbri, Tino Iannuzzi, D'Attorre.
In argomento si veda anche il successivo post Altro ordine del giorno accolto dal Governo sul possesso di requisiti professionali specifici per i Dirigenti apicali.

giovedì 16 luglio 2015

Anche per le città metropolitane facoltà di nomina del Direttore Generale in alternativa al Dirigente apicale

La Commissione Affari Costituzionali della Camera in sede referente ha approvato l'emendamento che prevede "la possibilità per i comuni con popolazione superiore a centomila abitanti di nominare, in alternativa al dirigente apicale, un direttore generale ai sensi dell'articolo 108 del Testo Unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e previsione, in tale ipotesi, dell'affidamento della funzione di controllo della legalità dell'azione amministrativa ad un dirigente di ruolo".

Nella seduta odierna l'Aula ha approvato l'emendamento n. 9.142 che prevede "al comma 1, lettera b), numero 4), dopo le parole: della possibilità, per aggiungere le seguenti: le città metropolitane e".
In altri termini, il Dirigente apicale non è obbligatorio per le città metropolitane e per i comuni con popolazione superiore a centomila abitanti che possono nominare, in alternativa al Dirigente apicale, un direttore generale.

mercoledì 15 luglio 2015

Cambio del Segretario e riparto dei diritti di rogito (Corte dei conti Sardegna n. 52/2015)

Il Comune di Elmans interpella la sezione regionale Sardegna della Corte dei Conti chiedendo "come andrà ripartito l’introito annuale proveniente dai cc.dd. diritti di rogito nel caso in cui, durante lo stesso anno, si siano succeduti presso l’Ufficio di Segreteria comunale due segretari (il secondo in veste di supplente a scavalco) e il primo di essi risulti eventualmente avere già raggiunto il limite del quinto del suo stipendio in godimento di cui all’art. 10 comma 2-bis del D.L. n. 90/2014, convertito in legge 114/2014. Più specificamente, può il Comune denegare al secondo Segretario supplente ogni riparto (pur non raggiungendo quest’ultimo il limite di cui sopra) sul presupposto che il quinto dello stipendio in godimento non costituirebbe un limite soggettivo ma oggettivo per l’ente?”.
La Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Sardegna, con la deliberazione n. 52/2015/PAR del 13 luglio 2015, ha premesso che "con riguardo alla nuova disciplina sulla materia dei diritti di rogito recentemente è intervenuta la delibera n. 21/SEZAUT/2015/QMIG del 24 giugno 2015, attraverso la quale la Sezione delle autonomie, chiarito che i diritti di rogito competono ai soli segretari di fascia C, precisa che le somme destinate al pagamento dell’emolumento in questione devono intendersi al lordo di tutti gli oneri accessori connessi all’erogazione, ivi compresi quelli a carico dell’ente".
La sezione, nel merito del quesito esprime il proprio avviso come segue:
"Nel merito del quesito sollevato dal Comune di Elmas va precisato che la quota dei proventi già riconosciuta ai segretari (diritti di rogito) ai sensi dell’abrogato art. 41 comma 4 della legge 312/1980, era stata univocamente intesa come importo massimo teorico annuale consentito a carico del bilancio dell’ente, indipendentemente dal numero dei soggetti beneficiari, cioè delle diverse vicende sostitutorie intervenute nello svolgimento dell’attività rogante (v. sez. controllo Toscana n. 170/2013 ).
Negli stessi termini si rinvengono atti d’indirizzo ministeriali. '… In conclusione, l’amministrazione deve sapere fin dall’inizio dell’esercizio quale potrà essere l’onere finanziario da sopportare per compensare l’esercizio dell’attività di rogito e tale risultato è raggiungibile solo attraverso la fissazione di un unico plafond di riferimento, indipendentemente dal numero dei soggetti che si succedono nell’attività medesima' (circolare Ministero economia e finanze n. 0042171 del 7 aprile 2008).
In ordine, inoltre, alle concrete modalità di corresponsione dei diritti di rogito, era stato individuato il metodo dell’accantonamento delle risorse disponibili e della proporzionale liquidazione a consuntivo, a seconda della misura di partecipazione all’attività rogatoria da parte di ciascun beneficiario.
Concludendo, va ribadito che negli enti con personale dirigenziale non si configura alcun obbligo di attribuzione in favore dei segretari comunali roganti dei diritti di rogito (diritti di segreteria ). Tale fattispecie si configura solo in presenza delle condizioni contemplate dalla norma in esame, ovvero può darsi luogo all’attribuzione di una quota dei diritti di segreteria solo negli enti sprovvisti di dipendenti con qualifica dirigenziale e, quindi, anche ai segretari comunali privi della qualifica dirigenziale. In sostanza l’ente non dispone sulla materia di libertà di determinazione, dovendosi perseguire scelte gestionali sempre rivolte a tutelare l’incremento delle entrate in questione e a non depauperarle. A tale scopo risultano dettate le norme esaminate, le quali prevedono da un lato l’integrale devoluzione in favore dell’ente locale della presente tipologia di entrate, dall’altro la piena conservazione delle entrate stesse con eccezione dei casi in cui l’ente non disponga di figure dirigenziali, in tal caso consentendo l’attribuzione di quote di tali diritti a chi svolga funzioni di segretario rogante.
Rispondendo al quesito si precisa che la normativa pone, tuttavia, un limite massimo annuale a tale onere a carico del bilancio dell’ente, secondo quanto testualmente recita l’art. 10 comma 2 bis del D.L. 90/2014 ('... una quota del provento annuale spettante al comune ...'), in quanto la quota del provento da attribuirsi per ciascun anno non può essere complessivamente superiore ad un quinto dello stipendio in godimento del segretario rogante, e ciò indipendentemente dalle eventuali vicende sostitutorie intervenute.
In sede applicativa, pertanto, la quota di diritti da riconoscersi al singolo segretario rogante deve essere calcolata in relazione all’attività svolta nell’anno, e quindi la ripartizione della quantificazione tra i beneficiari dovrà fare riferimento ai periodi della rispettiva partecipazione all’attività rogante (v. anche sez. controllo Lazio n. 21/2015).
Qui il link alla deliberazione n. 52/2015/PAR del 13 luglio 2015 della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Sardegna.
Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

Dossier del servizio studi della Camera contenente elementi per l'esame da parte dell'Assemblea del DDL di riorganizzazione della PA

Pubblicato un nuovo Dossier del Servizio Studi della Camera (n.  303/2) sul disegno di legge recante: deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. 
Il dossier contiene elementi per l'esame da parte dell'Assemblea e tiene conto delle modifiche approvate dalla commissione Affari Costituzionali.
Il disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, collegato alla manovra finanziaria, è stato approvato dal Senato il 30 aprile 2015, apportando al testo iniziale proposto dal governo numerose modifiche.

Il provvedimento - nel testo trasmesso alla Camera - constava di 18 articoli, divenuti 23 al termine dell'esame in sede referente, nel corso del quale sono stati approvati nuovi articoli aggiuntivi ed emendamenti modificativi del testo.
Qui il link Dossier del Servizio Studi della Camera n.  303/2, contenente elementi per l'esame da parte dell'Assemblea.

Segretari in Europa: l'intervento della Prof.ssa Giorgia Pavani


In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Pubblichiamo ora la ripresa dell'intervento di Giorgia Pavani professore associato di Diritto pubblico comparato, Università di Bologna, nel quale sono stati presentati i risultati della ricerca "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
In precedenza abbiamo pubblicato i post:

lunedì 13 luglio 2015

Inizia oggi in Aula alla Camera l'esame del DDL di riorganizzazione della PA

Oggi in Aula è prevista la discussione sulle linee generali del disegno di legge "Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche" (Approvato dal Senato) (C. 3098-A).
Qui il link al testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali della Camera, presentato in aula dal relatore Carbone, con l'avvertenza che la disciplina relativa ai Segretari comunali si trova a pag. 85 e 86.
Entro le ore 12,00 di oggi potevano essere presentati gli emendamenti al testo proposto dalla Commissione Affari Costituzionali.
Presentate anche le relazioni di minoranza di SEL e del Movimento 5 Stelle.
In merito alla prevista abolizione dei Segretari comunali, oltre a consultare la specifica sezione del blog,  si vedano, tra gli altri, i precedenti post:

DDL di riorganizzazione della PA: nella relazione di minoranza del Movimento 5 stelle si propone di valorizzare la figura del Segretario comunale

Presentata in Aula della Camera anche la relazione di minoranza al DDL 3098 da parte dell'On. Roberta Lombardi del movimento 5 stelle (3098/B-bis).
Questa la parte relativa alla proposta di abolizione del Segretario comunale:
Proponiamo di valorizzare la figura del segretario comunale, cui compete l'organizzazione dell'ente e la gestione del personale, ivi comprese le attività di valutazione, funzioni per le quali esso ha una specifica professionalità, difficilmente reperibile altrimenti sul mercato ed assumono, in forza di quella terzietà, una garanzia ed oggettività nei confronti del personale, anche dirigenziale. Al riguardo si propone di inserire, nell'ambito dei tre ruoli unici delle singole amministrazioni pubbliche, apposite sezioni in modo da garantire le specificità tecniche. 

DDL di riorganizzazione della PA: nella relazione di minoranza di SEL si propone lo stralcio della norma sui Segretari comunali

Presentata in Aula della Camera anche la relazione di minoranza al DDL 3098 da parte dell'On. Stefano Quaranta di SEL (3098/A-bis).
Questa la parte relativa alla proposta di abolizione del Segretario comunale:
Inoltre, da stralciare, a nostro avviso, è la parte relativa ai segretari comunali, da affrontare opportunamente nel quadro della governance degli enti locali, senza perdere le competenze di una figura multidisciplinare e fondamentale presidio di legalità. In tal senso, contraddittoria pare la figura ipotizzata del «dirigente apicale».

venerdì 10 luglio 2015

Centrali Uniche di Committenza. Presentata la nuova pubblicazione IFEL

Si è tenuto il 7 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Anci, il convegno “Centrali di Committenza, Criticità ed opportunità”. Gli aspetti cruciali della riforma normativa in materia di acquisti di beni e servizi sono stati al centro di una mattinata di interventi, suddivisa in due sessioni di lavoro, durante la quale è stata presentata la nuova pubblicazione IFEL, “Centrali Uniche di Committenza”, disponibile nella sezione “Studi e Ricerche”.
La parte iniziale del convegno ha avuto un taglio operativo e ha permesso di raccogliere le esperienze di alcune Centrali di Committenza già attivate e di riflettere sugli aspetti più rilevanti della riforma, presentati da alcuni componenti del Tavolo tecnico Anci.
Molte di queste considerazioni e indicazioni operative sono contenute nel volume presentato oggi che costituisce una raccolta del ciclo di attività che IFEL, in collaborazione con ANCI, ha svolto in favore dei Comuni in un momento particolarmente delicato di riforma e trasformazione.
Come detto, il volume offre una disamina dettagliata dei principali nodi normativi e operativi riguardanti la riforma in atto. Questi approfondimenti prendono spunto dalle maggiori problematiche affrontate nel corso del ciclo di webinar, realizzato da IFEL negli ultimi sei mesi al fine di offrire un supporto diretto e concreto ai Comuni e accompagnarli nell’attuazione di un’innovazione importante, ma estremamente complessa.
Oltre al contributo specialistico degli esperti, nella pubblicazione è riportata molta della documentazione prodotta negli ultimi mesi e messa a disposizione delle amministrazioni locali per facilitare il recepimento e l’attuazione della riforma. Di particolare rilievo e di estrema utilità lo schema di Convenzione per la gestione in forma associata delle acquisizioni di beni, servizi e lavori.

Madia all'ANCI: auspico intervento normativo per ricorrere a vigili stagionali

In una lettera inviata ieri dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia al Presidente dell'ANCI si preannuncia l'auspicio di trovare una soluzione in sede di conversione del DL 78/2015 al problema del blocco delle assunzioni per i vigili stagionali.

giovedì 9 luglio 2015

Nota ANCI sull'utilizzo dei resti a seguito del DL 78/2010

Pubblichiamo la nota ANCI relativa all’art. 4, comma 3, del decreto legge n. 78/2015. Il decreto legge enti locali ha introdotto la possibilità per Enti locali di recuperare le quote di turn over riferite a facoltà assunzionali del triennio precedente e non ancora utilizzate.

Questa misura, richiesta dall’ANCI, è di grande importanza per tutti i Comuni, e in particolare per quelli di minori dimensioni demografiche, tenuto conto della forte limitazione al turn over imposta negli ultimi anni dalla legge, oltre che dei tempi necessari per completare le procedure concorsuali e assunzionali.
Rispetto agli ulteriori vincoli imposti dalla legge di stabilità per il 2015, finalizzati alla ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province, si evidenzia che la Circolare n. 1/2015 dei Ministri per la Semplificazione e PA e per gli Affari regionali ha considerato esclusi da tali vincoli i budget assunzionali anteriori al 2015.
Fonte: ANCI
Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i precedenti post:

Misure in materia di polizia provinciale (art. 5, comma 3 - DL 78/2015): Legautonomie scrive al Ministro Madia

Legautonomie, fortemente preoccupata per i gravi effetti che potrebbero derivare dall'applicazione acritica e testuale dell'articolo 5 del decreto legge 19 giugno 2015, n.78 "Misure in materia di polizia provinciale" e in particolare del terzo comma che stabilisce quanto segue: "Fino al completo assorbimento del personale di cui al presente articolo, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale", invia una lettera al Ministro Madia con la richiesta di una interpretazione razionale della norma, tale da non determinare effetti negativi in molti comuni.

In argomento si vedano i post:

DL 78/2015: la nota di lettura dell'Ufficio studi Upi

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 140 del 19-6-2015 - Suppl. Ordinario n. 32 - il DL 19 giugno 2015, n. 78 "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali", è stata predisposta dall'Ufficio studi dell'Upi la Nota di lettura sugli articoli e i commi di interesse delle Province.

Anci in audizione sul DL 78/2015: si intervenga su fondo perequativo e mutui CDP

“L'importante riconoscimento di 530 milioni ai Comuni per compensare il gettito Imu-Tasi e il gettito relativo ai terreni agricoli e montani va corretto al fine di garantire che tali risorse siano utili ai fini del saldo del Patto di stabilità interno. Come Anci abbiamo avanzato anche una proposta di mediazione, ma riteniamo che questa modifica sia essenziale per assicurare ai Comuni interessati l'allentamento originario del Patto: altrimenti nei Comuni si rischiano una ulteriore depressione degli investimenti e ricadute negative su un numero circoscritto ma importante di enti”. E’ quanto sottolinea il segretario generale dell’Anci in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano 'Enti locali e Pa' del Sole 24 Ore, all’indomani dell’audizione che l’Associazione ha tenuto davanti la commissione Bilancio del Senato, nell’ambito della conversione in legge del cd decreto enti locali. (vedi documento con le proposte Anci)

Altro tema focalizzato dall’Anci è quello della rinegoziazione dei mutui. Per Nicotra "va bene la prima operazione che Cassa depositi e prestiti sta portando a compimento, è bene però avviare una nuova tornata di rinegoziazioni, estesa anche a chi fino a oggi non ha optato per questa opportunità. Al contempo, i Comuni ribadiscono la necessità di ridurre le penali previste per l'estinzione dei mutui accessi dai Comuni con la Cdp, che risultano elevate anche rispetto al resto del mercato”, conclude il segretario generale Anci.
Questi temi, così come quelli relativi alla necessità di correggere la ripartizione del taglio integrandola con alcune risorse per i Comuni fortemente penalizzati dallo schema perequativo applicato dal Governo, sono contenuti nelle proposte emendative predisposte dall’Anci.
Sul tema sono intervenuti (leggi il Comunicato Stampa) anche il Presidente dell'Anci Piero Fassino e il sindaco di Firenze Dario Nardella ed in rappresentanza dei piccoli Comuni, il coordinatore Massimo Castelli ed il vice presidente Roberto Pella (leggi notizia).
Fonte: ANCI
Tra le proposte emendative, a pag. 19 del documento, si segnala
Convenzioni di segreteria tra Comune e Provincia
Art. 4
(Disposizioni in materia di personale)
All’articolo 4, dopo il comma 4 è inserito il seguente:
“5. All’articolo 98, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, aggiungere infine il seguente periodo: “Tali convenzioni possono essere stipulate anche tra comune e provincia”.”
Motivazione
La proposta di modifica risulta motivata da palesi esigenze di risparmio e contenimento dei costi. Inoltre, tale modifica è fortemente richiesta dalle amministrazioni locali e risponde alle nuove esigenze scaturite dal recente assetto istituzionale delle Province quali enti di secondo grado.

DL 78/2015: Audizione dell'UPI in Commissione Bilancio del Senato

"Impossibile chiudere bilanci in equilibrio. Servono modifiche".

“Anci e Upi oggi hanno chiesto insieme ai Senatori della Commissione Bilancio di intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’audizione in Senato sul DL Enti locali, ribadendo la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla legge di stabilità.
“Le Regioni – sottolinea Variati – avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell’anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015, e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno. Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio. Dati alla mano – indiscutibili perché certificati – nel 2015, sottraendo tutti i tagli previsti dal Governo, le Province potranno contare su 2 miliardi e 100, per far fronte ad una spesa che, secondo quanto ha stabilito il SOSE, per le sole funzioni fondamentali efficientate – cioè ridotte all’osso – è pari a 2 miliardi e 300 milioni. E’ del tutto evidente che se non si interviene, non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Realtà che ormai hanno compreso bene i parlamentari. Per questo insieme all’Anci abbiamo avanzato alcune proposte essenziali: che ci sia consentito in via straordinaria di approvare un bilancio per il solo 2015, perché è del tutto impossibile approvare un bilancio triennale in equilibrio; che ci sia permesso di approvare i bilanci al 30 settembre 2015, perché la possibilità o meno di riuscire a farlo discende da questo decreto legge che non entrerà in vigore prima del 30 luglio; che si prevedano misure per ristorare alle Province e alle Città metropolitane i costi in più sostenuti dal 1 gennaio 2015 per personale e servizi non fondamentali; che ci sia possibile usare l’avanzo libero per predisporre i bilanci e il 50% del ricavato dalle alienazioni patrimoniali per coprire al spesa corrente. Nei prossimi giorni continueremo insieme ad Anci a tenere incontri per trovare le soluzioni più adeguate a garantire il mantenimento dei servizi sui territori.