No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

venerdì 13 febbraio 2015

La ricerca Piccoli Comuni & Unioni di Comuni: i numeri e le cause della debacle

Con l'articolo Le Unioni dei Comuni, ma chi se ne occupa? di Nicola Melideo viene presentata una sintesi dello studio realizzato da LGnet srl sulle Unioni dei Comuni per "La Posta del Sindaco", l’iniziativa congiunta di ForumPA, Halley ed LGnet, presentata al Convegno tenutosi con la regia di ForumPA a Bologna il 28 gennaio, dal titolo “Non solo Aree metropolitane: la cooperazione intercomunale dei medi e piccoli Comuni per l'innovazione e lo sviluppo”.
Dell’argomento si è recentemente occupato anche il Quotidiano Enti Locali del Sole 24 Ore, con l'articolo Unioni di Comuni, ecco i numeri e le cause della debacle, a riprova dell’attenzione che l’argomento merita.

Qui il link alla ricerca completa Piccoli Comuni & Unioni di Comuni (Una ricognizione dei loro profili attraverso l’analisi della loro gestione finanziaria Numerosità e la consistenza delle gestioni associate in Unioni di Comuni al 31/12/2014).
Sull'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali si vedano i recenti post su questo blog:

giovedì 12 febbraio 2015

La moltiplicazione delle norme anticorruzione ha un effetto "paralisi"

Pubblicato da Il Giornale - Inserto Tempi un articolo di Alfredo Mantovano dal titolo la Moltiplicazione delle norme anticorruzione ha un effetto "paralisi".

Nell'articolo si critica la tendenza ad agire per contrastare la corruzione con norme di carattere penale che intervengo dopo che i fatti di corruzione si sono verificati. Nell'articolo viene invece auspicato il ricorso a misure amministrative di contrasto alla corruzione. Tra queste viene individuata quella di potenziare la figura del Segretario comunale negli enti locali, ripristinando un filtro di giuridicità "che non lederebbe l'autonomia e garantirebbe il rispetto dell'ordinamento nel suo insieme".
A parte l'estremizzazione degli effetti della nomina da parte del Sindaco rappresentata nell'articolo, sarebbe curioso vedere la reazione del giornalista se sapesse dell'idea di abolire definitivamente il Segretario comunale contenuta nel DDL 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Altro che valorizzazione del ruolo del Segretario comunale!

La proposta di riforma del Testo unico degli enti locali

Il collega Luca Costantini segnala che sul sito del quotidiano Enti locali e PA del Sole24Ore è stato pubblicato un disegno di legge collegato alla legge di Stabilità, pronto per essere presentato in Consiglio dei ministri, al quale ha lavorato il Viminale, avente ad oggetto “Delega al Governo per l’adozione del Codice delle disposizioni statali in materia di enti locali e norme sul funzionamento degli enti locali”.
Qui i link ai seguenti atti:

Pa digitale, quattro giorni per informatizzare le procedure (un esempio di piano di informatizzazione con delibera di approvazione)

Le amministrazioni pubbliche hanno pochissimi giorni a disposizione per completare il Piano di informatizzazione delle procedure previsto dal decreto legge 90/2014 (Riforma della Pa). 

mercoledì 11 febbraio 2015

In attesa del parere della Commissione Bilancio la Commissione Affari Costituzionali sospende l'esame del DDL di riorganizzazione della PA

Slitta la discussione sul DDL di riorganizzazione della pubblica amministrazione in commissione Affari costituzionali del Senato. Una battuta d'arresto, rispetto alle previsioni del ministro della Funzione pubblica Marianna Madia che qualche giorno fa aveva annunciato l'avvio delle votazioni in Commissione Affari Costituzionali questa settimana.
Oggi infatti, è stata sconvocata la seduta plenaria della Commissione Affari costituzionali che avrebbe dovuto discutere il provvedimento, in sede referente. Il rallentamento dipende dalla necessità di acquisire, prima di iniziare le votazioni, il parere della commissione Bilancio di Palazzo Madama non ancora formulato. Nella seduta odierna della Commissione Bilancio il presidente Azzolini (AP (NCD-UDC)), in qualità di relatore, ha segnalato al Governo che sono pervenute diverse proposte emendative a firma del relatore presso la Commissione di merito, invitando, al fine di agevolare i lavori della Commissione, l'Esecutivo a predisporre delle relazioni tecniche, asseverate dalla Ragioneria generale dello Stato, su tali emendamenti.
Il vice ministro Morando ha preso atto della richiesta ed assicurato l'interessamento dei competenti uffici. 
Il ddl 1577 è stato oggetto di ben 489 subemendamenti che si vanno ad aggiungere agli emendamenti presentati dal relatore, Giorgio Pagliari. Nonostante la mole di modifiche proposte, lo stesso Pagliari la scorsa settimana si dichiarava fiducioso che nel giro di due settimane si potesse arrivare al voto in Aula.
Sull'esame del DDL 1577 da parte della Commissione bilancio si vedano i precedenti post:

Le Province di secondo livello andate ad elezione nel 2014: tra la Riforma Delrio e la recente legge di stabilità 2015

Pubblicato sul sito ildirittoamministrativo.it un articolo di Luigi Spadone dal titolo Le Province di secondo livello andate ad elezione nel 2014: tra la Riforma Delrio e la recente legge di stabilità 2015.
Questo il sommario dell'articolo:
1 – La transitorietà della Legge 56/2014
2 – La suddivisione delle competenze tra gli organi politici
3 – A chi spetta il potere della soppressa giunta?
4 – Il ruolo del consiglio provinciale
5 – Il ruolo dell’assemblea dei sindaci 
6 – Le deleghe presidenziali e il principio di collegialità
7 – Profili di incostituzionalità di alcuni commi della L. 56/2014
8 – L’intervento Legge di Stabilità 2015
9 – Il rapporto tra la Legge di Stabilità 2015 e le leggi regionali dettanti principi in materia di funzioni non fondamentali 
10 – La Legge di Stabilità 2015 quale tentativo cogente avverso la delega delle funzioni non fondamentali alle province.
In argomento si veda anche il precedente link Sollevata la questione di legittimità costituzionale delle norme sull’elezione di secondo grado degli organi delle Province (TAR Friuli Venezia Giulia Ord. n. 465/2014).
Sulla legge di stabilità su questo blog si vedano:

martedì 10 febbraio 2015

Prove di riforma per i segretari comunali - Verso il «dirigente apicale» in tutti gli enti

Tomasina Manconi mi ha segnalato la pubblicazione sul Quotidiano del Sole24Ore di un articolo a firma di Pasquale Monea dal titolo Prove di riforma per i segretari comunali - Verso il «dirigente apicale» in tutti gli enti.
L'articolo partendo dall'emendamento 10.74 (Lo Moro ed altri), considerato superato dagli emendamenti del relatore Pagliari, giunge alla conclusione della possibile previsione obbligatoria del dirigente apicale in tutti gli enti "che sembrerebbe emergere dal subemendamento presentato dalla senatrice Angelica Saggese (Pd), e firmato da esponenti di molti partiti" (emendamento 10.504/5).

Legge n. 190/2014 - art. 1, commi 421 e seguenti: linee guida per le assunzioni 2015/2016 a cura della provincia di Bergamo

Come riportato in un precedente post è stata pubblicata sul sito della Funzione pubblica il testo della circolare firmata questa mattina dai Ministri Madia e Lanzetta relativa ai dipendenti delle province e delle città metropolitane (n.1/2015).
Nella circolare si dettano le "Linee guida in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale ed altri profili connessi al riordino delle province e delle città metropolitane. Articolo 1, commi da 418 a 430, della legge 23 dicembre 2014 n. 190". 
Abbiamo già segnalato su questo blog l'articolo di A. Bianco di commento alla circolare n. 1/2015.
Segnaliamo ora una nota della Provincia di Bergamo dal titolo Legge n. 190/2014 - art. 1, commi 421 e seguenti: linee guida per le assunzioni 2015/2016.
Sulla legge di stabilità su questo blog si vedano:

Venti anni di “Politica e amministrazione” in Italia

Dalla collega Daniela Urtesi riceviamo e pubblichiamo.
Un interessante studio della SNA - Scuola Nazionale dell'Amministrazione - Presidenza del Consiglio dei Ministri e dell'IRPA – Istituto di Ricerche sulla Pubblica Amministrazione, fa il punto dopo vent'anni dall'introduzione del principio di separazione tra politica e gestione avvenuto con il D.Lgs. 29/93.
I risultati confermano che la riforma del 1993 ha avuto esiti certamente poco lusinghieri, non solo per i suoi limiti originari, ma anche per il modo in cui essa è stata “corretta” e interpretata. Sotto il profilo funzionale, dopo venti anni, la distinzione tra funzioni di indirizzo e funzioni di gestione non è sempre agevole, ma questa difficoltà è stata spesso usata come “arma” o pretesto sia per conservare competenze amministrative degli organi politici, sia per non esercitare correttamente l’attività di indirizzo. Sotto il profilo strutturale, la situazione è ancora più preoccupante. Da un lato, la disciplina del conferimento degli incarichi dirigenziali è divenuta strumento di fidelizzazione dell’amministrazione alla politica; dall’altro lato, le strutture di raccordo concepite per facilitare la separazione di funzioni, ossia gli uffici di diretta collaborazione, sono divenuti strumento per consolidare l’ingerenza politica e la commistione dei compiti. A tutto ciò il legislatore non ha saputo (e non vuole n.d.r) porre rimedio.....
Lo studio esamina anche la situazione degli enti locali
Nei grandi comuni, dove generalmente vi sono dirigenti di ruolo, il regime di conferimento degli incarichi è tale da schiacciarli in una stringente subalternità al vertice politico. La potenziale idoneità della dirigenza locale a valorizzare principi quali la professionalità e l’imparzialità è dimidiata dalla logica per la quale è preminente assicurare all’organo politico gli tutti gli strumenti per realizzare il programma elettorale
Nei piccoli comuni, la situazione è se del caso ancora più esasperata. Pur avendo anch’essi introiettato il principio di distinzione funzionale tra politica e amministrazione e, soprattutto, pur essendo essi gli enti della sussidiarietà burocratica (sebbene nei limiti costituzionali della differenziazione e dell’adeguatezza), questi comuni conferiscono incarichi dirigenziali a personale di gruppo “D” o, in mancanza “C” e “B”. Senza neppure la garanzia dello status professionale di dirigente, il legame tra organo politico e burocrate con funzioni direttive può farsi ancora più intenso, rendendo meramente ipostatico l’assetto di distinzione funzionale tra sindaco e apparato comunale. Per comprendere l’incidenza di questo fenomeno, basti pensare che, su 8.092 comuni in Italia, quelli di piccola dimensione sono 5.683: il 70,2 per cento del totale.”
“Nel complesso, tali esiti denunciano indubbiamente una miopia di fondo della classe politica nazionale. Questa continua a dimostrarsi incapace di concentrarsi sui grandi problemi strutturali della macchina amministrativa, che necessitano di interventi di lungo periodo; e preferisce, piuttosto, dedicare l’azione di governo a profili contingenti, che garantiscono ritorni immediati in termini di consenso.......
Vi è, dunque, l’assoluta necessità di una riforma puntuale, mirata a correggere davvero i limiti emersi in questi venti anni di mancata separazione tra politica e amministrazione. Non si tratta dell’ennesima riforma legislativa, ma di cambiare il modo di governare, ricorrendo anzi a meno leggi e interessandosi maggiormente della realizzazione degli obiettivi.”
La cosa che più stupisce è che le riforme attualmente in discussione vanno nella direzione opposta a quella che si auspica nello studio, cioè verso l'asservimento totale della dirigenza alla politica. Ricordiamo le parole del Ministro Madia«Tra il modello dello spoils system e quello della dirigenza di ruolo, entrambi legittimi (???), noi scegliamo il primo – spiega il ministro – perché siamo convinti che una dirigenza forte possa fare da argine a tanti fenomeni, a partire dalla corruzione. Per riuscirci bisogna dare ai dirigenti gli strumenti per dire di no alla politica quando serve». Amen
In argomento si veda il precedente post Lo spoil system "in salsa fiorentina".

Il personale delle società in house

Le società partecipare dagli enti locali devono applicare i principi di limitazione a casi eccezionali del ricorso alle assunzioni flessibili di personale e non possono superare i 36 mesi di rapporto con i contratti di somministrazione. Ed ancora le società in house hanno ampia autonomia nella individuazione delle soluzioni tecniche necessarie per dare applicazione alle indicazioni dettate dall’ente locale proprietario. Possono essere così riassunte le principali indicazioni contenute rispettivamente nei pareri delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti n. 1 del 13 gennaio della sezione della Puglia e n. 1 del 7 gennaio della Toscana.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Il personale delle società in house.

Lo spoil system "in salsa fiorentina"

Qualche giorno fa abbiamo riportato le dichiarazioni del Ministro Madia in merito alla proposta di riforma della PA, all'esame ora della Commissione Affari Costituzionali del Senato. Nelle dichiarazioni si affermava che tra il sistema della dirigenza di ruolo e quello dello spoil system, "entrambi legittimi", il governo optava per quest'ultimo. Mediante questa scelta il governo punta a a rafforzare la dirigenza ed ad individuare misure che possano fungere da argine a tanti fenomeni, a partire dalla corruzione.

Si tratta evidentemente di due inesattezze (tre se aggiungiamo il fatto che nel nostro ordinamento lo spoil system assoluto non è proprio costituzionalmente legittimo), che risultano palesemente tali soltanto andando a rivedere alcuni precedenti post:
1. La riforma, con questa impostazione, non rafforza la dirigenza come evidenziato nell'audizione nella Commissione 1ª (Affari Costituzionali) del Senato sul DDL 1577 di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche dal Presidente della Corte dei Conti. Queste le sue parole: "In particolare, in quella sede la Corte sottolineava la necessità di garantire un contemperamento fra l’esigenza di assicurare la flessibilità dei modelli organizzativi e la salvaguardia di un’effettiva autonomia dei dirigenti nei confronti degli organi politici, nel quadro del modello prescelto fin dal decreto legislativo n. 29 nel 1993, basato sulla separazione tra indirizzo politico e attività gestionale. La riforma proposta non sembra garantire questo punto di equilibrio, in quanto aumenta i margini di discrezionalità per il conferimento degli incarichi; una discrezionalità solo in parte temperata dalla previsione di requisiti legati alla particolare complessità degli uffici e al grado di responsabilità che i dirigenti sono chiamati ad assumere" (si veda in argomento anche il successivo post Venti anni di “Politica e amministrazione” in Italia);
2. Nell'ambito del rapporto sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012 dell'A.N.A.C è possibile leggere in modo inequivocabile che “È superfluo sottolineare l’importanza dell’indipendenza, del resto ampiamente riconosciuta in ambito internazionale, rispetto alle amministrazioni e agli stessi vertici politici, ai fini dello svolgimento di funzioni che coinvolgono la valutazione del modo in cui la legge è applicata, del funzionamento complessivo delle amministrazioni stesse e delle misure adottate a scopi di integrità e trasparenza” (pg. 12).
Dopo di ciò non resta che rimandare ad un articolo apparso ieri su "Il Giornale" dal titolo "La rottamazione secondo Matteo: occupare i posti chiave con gli amici", per comprendere come forse la sorte dei Segretari comunali sia legata ad un'idea di amministrazione pubblica incompatibile con la presenza di un soggetto vincitore di concorso in un posto chiave dell'amministrazione locale.

Fatturazione elettronica: un incontro gratuito per le imprese e le pubbliche amministrazioni presso la Regione Lazio

Il Workshop si terrà il 13 febbraio alla Sala Tirreno della Regione Lazio. L'obiettivo è quello di evidenziare impatti, prospettive, opportunità e aspetti tecnico-normativi della Fatturazione Elettronica verso la PA e sarà un'occasione per fornire risposte concrete alle principali domande delle organizzazioni.

L'obiettivo è quello di evidenziare impatti, prospettive, opportunità e aspetti tecnico-normativi della Fatturazione Elettronica verso la PA e sarà un'occasione per fornire risposte concrete alle principali domande delle organizzazioni Venerdì 13 febbraio, alle ore 10, alla Sala Tirreno della Regione Lazio si terrà il Workshop "Capire - per gestire - la Fatturazione Elettronica verso la PA". L'evento è promosso dall'Osservatorio Fatturazione Elettronica e Dematerializzazione, in collaborazione con Regione Lazio e LAit, azienda di innovazione tecnologica regionale.
Il Workshop si rivolge in particolare a imprese e Pubbliche Amministrazioni interessate al tema della Fatturazione Elettronica verso la Pubblica Amministrazione. L'obiettivo è quello di evidenziare impatti, prospettive, opportunità e aspetti tecnico-normativi. La Fatturazione Elettronica verso la PA entrerà a pieno regime dal 31 marzo 2015: l'obbligo scatterà per tutte le PA italiane, le "restanti" Centrali non ancora partite e tutte quelle Locali. Molte Pubbliche Amministrazioni Centrali le imprese che con queste lavorano sono partite con l'utilizzo della Fattura Elettronica il 6 giugno 2014.
Condividere le competenze e il know-how sviluppati dall'Osservatorio in nove anni di Ricerca. Il Workshop, organizzato in collaborazione con Agenzia per l'Italia Digitale, sarà un'occasione per fornire risposte concrete - supportate da testimonianze ed evidenze empiriche - alle principali domande che le organizzazioni incontrano affrontando il proprio percorso verso la Digitalizzazione. 
La partecipazione è gratuita, ma è necessaria l'iscrizione cliccando qui
Per maggiori informazioni sul Workshop è possibile contattare la Dott.ssa Cristina Fossati all'indirizzo di posta cristina.fossati@osservatori.net.
Fonte: LAItspa.

Lettera della Madia al Foglio: dirigenza pubblica di ruolo (e di qualità) per arginare la corruzione!

Pubblicata oggi dal quotidiano il Foglio una lettera di risposta del Ministro della funzione pubblica Marianna Madia ad un articolo pubblicato sabato scorso critico verso il disegno di legge anticorruzione del Governo definito dal quotidiano "grida manzoniana".

lunedì 9 febbraio 2015

La "linea editoriale" del blog non cambia, nonostante un anonimo scontento. Non sono lo scemo del villaggio.

Parto da un commento, rilasciato da un anonimo, al precedente post dal titolo Piano di informatizzazione delle procedure: le segnalazioni dei colleghi che trascrivo integralmente:

Sinceramente ammiro molto lo zelo del collega Scarsella che continua a rammentarci scadenze ed adempimenti suggerendoci altresi' soluzioni operative, ma sinceramente in questo momento in cui stiamo TUTTI rischiando il posto di lavoro non mi sembra debba essere questa la priorita'... Vogliamo continuare sino alla fine a...prestare il fianco...o vogliamo almeno dare un po' di fastidio prima della....epurazione??? O pensiamo seriamente che tornera' tutto come prima e che magari ci chiederanno anche scusa per lo stress procurato???? Bah.....
Colgo l'occasione per precisare alcune cose all'anonimo collega che sicuramente non conosce.
Questo blog non costa nulla a nessuno, se non a me che impiego il mio tempo e risorse personali per creare e mantenere uno strumento aggiornato a disposizione dei colleghi. Il blog dalla sua nascita (dicembre 2013) fornisce GRATUITAMENTE informazioni sia di natura professionale che riguardanti il nostro status
Le notizie riguardanti i segretari comunali, basta vedere l'indice sulla destra, sono ben 267 indicizzate "Riforma Renzi-Madia" e ben 251 indicizzate "Status Segretari". 
Questo blog per primo ha dato numerose informazioni ai colleghi; basta ricordare ad esempio:
e potrei continuare a lungo. 
Sulla proposta di riforma, prima della ripresa dell'attività parlamentare abbiamo fatto il punto sulla situazione.
Da ultimo con la diretta blog del seminario di Torino, durante la quale il blog ha avuto quasi 3.000 accessi, abbiamo consentito ai colleghi di comprendere la drammaticità della questione. 
Il tutto apprezzato da tanti colleghi che in più occasioni mi hanno espresso il loro gradimento per l'iniziativa.
Ciò detto, chi mi conosce lo sa, difficilmente mi abbatto. Assieme ai colleghi del Lazio, che da sempre partecipano all'attività sindacale, non ci stiamo risparmiando da oltre un anno in iniziative che stanno tentando di "arginare" l'onda distruttiva che ci sta interessando. Spiace rilevare che alcuni colleghi soltanto ora (e grazie probabilmente all'informazione di questo blog) capiscano la gravità della situazione. Personalmente il fianco io ed i miei amici non l'abbiamo mai prestato, ma intorno abbiamo avuto molti colleghi che presi dai loro problemi hanno perso di vista la "categoria". Nelle riunioni che abbiamo convocato, sempre precisando che erano aperte a tutti, abbiamo visto purtroppo sempre gli stessi a farsi carico dei problemi della "categoria" che non solo tolgono tempo alle loro famiglie, ma devono immancabilmente "sorbirsi" i colleghi che li criticano additandoli come la causa del male.
E' forse sfuggito che a dicembre 2013 la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno presentato dai deputati della lega Nord Caon, Invernizzi, Matteo Bragantini (odg. n. 9/1542-A/16), volto a rendere facoltativa la figura del Segretario comunale? A questo blog non è sfuggito, come non sono sfuggite le dichiarazioni fortemente contraddittorie dell'On. Caon. Che tutto non sarebbe stato come prima io personalmente l'avevo capito da quella data.
Questo blog è nato con una funzione e con un'idea precisa, che è scritta in modo chiaro in testa ad ogni pagina del blog e spiegata ancora meglio nel post Un blog ideato, nato e sviluppato con il contributo di sole persone serie. Siamo arrivati ad oltre 1.000 contatti al giorno e credo che questo testimoni la bontà e l'utilità dell'iniziativa. 
Anche l'anonimo può aprire un suo blog e veicolare tutti i messaggi che ritiene opportuni. In quel blog l'anonimo darà priorità a tutto ciò che vuole. Se permetti, caro anonimo, le priorità su questo blog, con tutto il rispetto, le diamo noi! 
L'idea di propormi come lo scemo del villaggio, caro collega anonimo, francamente potevi evitartela!

Piano di informatizzazione delle procedure: le segnalazioni dei colleghi

In un precedente post dal titolo Attenzione ad una nuova scadenza: il 16 febbraio scade il termine per approvare il Piano di informatizzazione delle procedure abbiamo ricordato che ricorda che il 16 febbraio 2015 scadrà il termine previsto dal legislatore per la pubblicazione – da parte di tutte le pubbliche amministrazioni - del “Piano di informatizzazione delle procedure” previsto dall’art. 24, comma 3-bis, del DL. n. 90/2014, così come convertito dalla L. 114/2014.
A seguito di tale post sono arrivate alcune segnalazioni da parte dei colleghi che di seguito riporto.

Elena Palumbo, ha ricordato che purtroppo sul Piano di informatizzazione delle procedure in base a quanto previsto dal DL 90/2014, c'è poco o nulla. La lab4 ha pubblicato una sintesi sul suo blog. Di seguito trovate il link all'articolo.
Daniela Urtesi ha segnalato che "il Servizio SIEG della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, ferma restando la completa autonomia degli Enti nella scelta delle proprie modalità organizzative e della conseguente scelta degli strumenti di informatizzazione ma tenuto conto del forte impegno della RAFVG a supporto degli Enti stessi, ha deciso di mettere a disposizione degli Enti Locali Regionali un semi lavorato che, richiamando i punti di forza dell'offerta convenzionale SIAL e offrendo una traccia di azione, lascia alle singole Amministrazioni l'opportunità e l'onere di declinare il piano di informatizzazione secondo le proprie particolarità (organizzative, tecniche, finanziarie...)". Qui il link alla pagina dedicata al tema del Servizio SIEG della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia.
Luca Costantini ha segnalato che Anci ha predisposto un servizio Digita.COMUNE che è una soluzione efficace e, ritengo, economica. Di seguito il link per l’approfondimento.Sul sito si trova anche un tool per la predisposizione del piano.
Vedi anche il successivo post Pa digitale, quattro giorni per informatizzare le procedure (un esempio di piano di informatizzazione con delibera di approvazione).

Sulla conformazione delle Giunte degli Enti locali al canone delle pari opportunità: alcune riflessioni alla luce delle innovazioni legislative e della giurisprudenza più recente

Pubblicato sulla rivista on line forumcostituzionale uno studio di Stefania Leone dal titolo Sulla conformazione delle Giunte degli Enti locali al canone delle pari opportunità: alcune riflessioni alla luce delle innovazioni legislative e della giurisprudenza più recente.

Questo l'inizio dell'articolo:
Con il proposito di incrementare gli sforzi necessari a conseguire un tendenziale riequilibrio tra i sessi nelle Istituzioni politiche più a contatto coi cittadini - ove la partecipazione femminile si è sempre attestata a livelli particolarmente bassi -, il Parlamento è negli ultimi tempi intervenuto a più riprese.
Anzitutto con la legge n. 215 del 2012, che, agendo su molteplici fronti, ha sia introdotto, giusta la competenza statale fissata all’art. 122 Cost., un principio teso a modellare secondo il criterio delle pari opportunità le legislazioni elettorali regionali, sia stabilito nuove regole nell’ambito del procedimento di elezione dei Consigli comunali; nonché inciso sulle modalità di costituzione delle Giunte dei medesimi Enti.
Più di recente, l’art. 51 Cost. ha trovato spazi di attuazione anche nella disciplina sulle Città metropolitane e di riordino delle Province (legge n. 56 del 2014), essendo in essa presenti precetti che vincolano i partiti nella predisposizione delle liste dei candidati alla carica di consigliere metropolitano e di consigliere provinciale. Ma nel testo è altresì rintracciabile una norma “intrusa”, estranea all’oggetto della legge, che dispone nuovamente in ordine alla rappresentanza tra i sessi negli organi di Giunta comunali (art. 1, comma 137).
Le notazioni che seguono si riferiscono proprio a quest’ultimo ambito di disciplina, e dunque a quelle misure approntate per ridurre il gap di genere negli organi esecutivi degli Enti locali.

domenica 8 febbraio 2015

Forza e coraggio! Il Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi scrive ai colleghi Segretari comunali

Di seguito un intervento del Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali Alfredo Ricciardi, postato su facebook, dopo il seminario svolto venerdì 8 febbraio a Torino dal titolo Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma.
Il resoconto del seminario è stato pubblicato in diretta su questo blog.
Carissimi/e,
vedo che la giornata di ieri ha sconfortato molti, e molto. In parte lo comprendo, e francamente nemmeno io faccio i salti di gioia (eufemismo) per com’è andata, ma se ci pensiamo sarebbe stato sorprendente se dal convegno fosse uscita quale rilevante novità positiva. Perché? Per il semplice fatto che non c’erano le premesse per un esito diverso, visto che il senatore Pagliari pochi giorni fa, nella sua qualità di relatore, aveva presentato il solo emendamento sul direttore generale e nessuno sui segretari, con ciò confermando che al momento il Governo (del quale il relatore, per ruolo, esprime le posizioni) non si è mosso dalla sua posizione di mera abolizione. In questo contesto, a distanza di pochi giorni, sarebbe stato sorprendente se al convegno il relatore avesse mostrato o tenuto una posizione diversa. 
Ma allora tutto è perso? No, niente affatto, perché la Commissione deve votare gli emendamenti e prendere una decisione, e quale sarà non è affatto scontato. Lo stesso Pagliari ieri non ha escluso che la Commissione approvi uno degli emendamenti “favorevoli” ai segretari. Certo lo ha detto aggiungendo che questa potrebbe essere una vittoria solo momentanea e inutile, magari destinata ad essere sovvertita nel successivo passaggio in aula da un maxiemendamento. Ma il solo fatto che lo abbia detto significa che nessuno dà per scontato cosa deciderà la Commissione. Poi quanto “terrà” il testo della Commissione al successivo passaggio in aula nessuno lo sa, vedremo, ma intanto non diamo per chiusi i giochi.
Ci sono però due cose importanti, secondo me, che vanno puntualizzate. La prima è che ho trovato francamente non vera, e forse anche un po’ (cinicamente) strumentale, l’accusa che il Senatore ha fatto ai Sindacati di non aver fatto proposte e di essersi mossi in modo meramente corporativo senza cercare di entrare in una logica nuova. E’ così vero il contrario che le nostre proposte sono criticate da molti segretari perché troppo “filo governative” … Pensate un po’ all’ironia della cosa, siamo presi da due fuochi, da una parte alcuni segretari ci accusano di essere arrendevoli o fare proposte che non tutelano abbastanza, e dall’altra il relatore ci dice che siamo corporativi e facciamo proposte inaccettabili..! Per assurdo mi viene da dire che questo prova che le nostre proposte sono equilibrate: non chiediamo la luna e nemmeno ci stendiamo. In ogni modo ribadisco: è assolutamente ingeneroso quanto detto dal Senatore, temo che sia un espediente per scaricare su di noi una difficoltà che è sua. E’ comprensibile che dica così, non gliene faccio nemmeno una colpa, però per favore voi non cadeteci! Magari le proposte sono sbagliate, ma farne ne abbiamo fatte, forse fin troppe! Sono le risposte che mancano, non le proposte.
L’altra cosa che voglio dire è che l’idea di chi ha organizzato il convegno di far parlare il pubblico, giusta in linea di principio, ha portato però anche qualche danno: sul piano dei toni, dei contenuti, perfino dei modi, alcuni interventi hanno trasceso, e hanno dato l’immagine di una frantumazione della categoria, indebolendoci tutti. Io però dico subito che umanamente non me la sento di giudicare nessuno, qui c’è il posto di lavoro a rischio, c’è chi ha speso la propria vita per questo lavoro, c’è paura e c’è anche il comprensibile risentimento per l’arroganza e talvolta perfino il disprezzo che è parso di leggere nelle decisioni del Governo e soprattutto nei modi di annunciarle. Quindi capisco tutti, nessuno escluso. Dico però che questo viene usato contro di noi, perché di fronte all’imbarazzo di non avere reali argomenti per rifiutare ogni proposta che viene da noi, fa comodo all’interlocutore, tremendamente comodo, usare a pretesto qualche intervento che trascende per poter poi dire e ribadire che i segretari vogliono solo lamentarsi e rivendicare e non invece confrontarsi nel merito. 
Chiudo dicendo che fare manifestazioni adesso, prima che la Commissione si esprima e voti, sarebbe un errore clamoroso. Io alla controparte, al Governo e alla Commissione, la scusa per dire “con questi non si può trattare” non la voglio dare, io in provocazioni non voglio cadere, e voglio anche vedere chi bluffa e chi no: ma chi l’ha detto che la Commissione, di fronte ad una proposta seria, ragionevole, non corporativa, utile al sistema, preferisca la mera abolizione? Ma chi l’ha detto che il punto è lo scontro fra Segretari e Governo? Ma chi e dove ha iscritto i Segretari all’opposizione del Governo? Noi non ci stiamo a cadere in questa provocazione, noi stiamo seriamente parlando del tema oggettivo della riforma, e facciamo proposte serie, e attendiamo di sapere cosa pensa la Commissione delle nostre proposte di merito. Poi dopo c’è tutto il tempo. Ma ora no, non forniamo pretesti, non facciamo perdere valore a tutto il grande sforzo che stiamo compiendo per trovare e fornire al Parlamento una soluzione di riforma ragionevole e di valore. Non diamo noi, vi prego, il pretesto per non accettarla!
Come ho detto, c’è tutto il tempo poi.
Forza e coraggio!
Alfredo

P.S.
Naturalmente in tutto questo va comunque apprezzato che il Senatore abbia partecipato a questa iniziativa, va a suo merito non essersi sottratto ad un confronto, e vanno ringrazianti i Professori che l’hanno organizzata, ma forse, col senno di poi, non aveva più molto senso in questo momento. Resto sempre più convinto, infatti, che l’iniziativa è nata, ed il Senatore ha dato la sua disponibilità, quando si credeva che il Governo avrebbe potuto mutare orientamento. Il Governo invece non l’ha mutato, vediamo la Commissione.

venerdì 6 febbraio 2015

Le proposte di emendamento ANCI al "Milleproroghe": da centrali uniche di committenza ad altri aspetti critici per il sistema delle autonomie

Oltre all'ormai certa proroga riguardante l'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali, l'ANCI ha presentato una serie di proposte di emendamento al Milleproroghe, mentre il provvedimento ha ripreso il suo iter nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
Questo il comunicato ANCI:
Eliminare le sanzioni che ricadranno sulle Città metropolitane a seguito dello sforamento del Patto di stabilità da parte delle ex Province. Abrogare il blocco delle assunzioni nei casi di mancato rispetto dei tempi medi di pagamento. Prorogare i termini per la definizione degli obiettivi del Patto di stabilità interno. E ancora: proroga degli sfratti per finita locazione per le situazioni più critiche, tempi adeguati per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, revisione della norma sulle Centrali uniche di committenza per l’acquisto di beni e servizi.
Sono questi i principali temi contenuti nelle proposte di emendamento al Milleproroghe e ribaditi dall’ANCI, mentre il provvedimento ha ripreso il suo iter nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
‘’L’ANCI ritiene – si legge in una nota - che occorra escludere la possibilita’ di applicare il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo nel caso in cui la certificazione del saldo finanziario in termini di competenza mista sia trasmessa con un ritardo non superiore a sessanta giorni dal termine stabilito per l’approvazione del conto consuntivo. Ritiene inoltre che debba essere abrogata la sanzione che prevede il blocco delle assunzioni di personale, compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, nel caso di mancato rispetto dei tempi medi di pagamento’’.
Proroghe ulteriori sono richieste inoltre ‘’per la definizione degli obiettivi del Patto di stabilità interno e per l’adozione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che ridefinisce gli obiettivi del Patto di stabilitò interno degli enti locali. L’Associazione poi continua a chiedere ‘’inapplicabilità delle sanzioni a carico delle Città metropolitane nel caso di sforamento del Patto di stabilita’ interno nell’anno 2014 da parte delle ex Province’’.
La proroga degli sfratti e’ richiesta anche ‘’tenuto conto dei tempi non brevi di erogazione delle risorse stanziate dal Ministero delle Infrastrutture per fronteggiare le situazioni interessate dalla mancata proroga’’.
L’ANCI chiede poi ‘’di prevedere una proroga dei tempi per le procedure relative allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi al fine di concedere agli enti territoriali interessati un tempo adeguato a svolgere i necessari approfondimenti per la messa in sicurezza i rifiuti nucleari del nostro Paese’’.
Infine, le disposizioni sulla centralizzazione dell’acquisto di beni e servizi: ‘’L’ANCI condivide pienamente il principio sotteso al risparmio della spesa pubblica e la necessità di ridurre le numerose stazioni appaltanti ad oggi esistenti – si legge nella nota - tuttavia si esprime la forte preoccupazione dei Comuni per le difficoltà amministrative legate ai processi di aggregazione, in particolare dei Comuni non capoluogo di provincia che potrebbero determinare – in alcuni casi si sta già verificando - uno stato di paralisi del mercato. Nello specifico si fa riferimento alla problematica maggiormente sentita di non consentire ai comuni fino a 10.000 abitanti, acquisti in autonomia, per importi al di sotto di 40.000 euro, nonché agli interventi di somma urgenza. In taluni casi e per importi limitati – rimarca l’Associazione - e’ notevolmente più economico e rapido rivolgersi a fornitori che prestano la loro attività nei pressi del territorio comunale che non ricorrere a Consip. Per fare alcuni esempi: la rottura del vetro di una scuola; le spese dei piccoli mezzi per la raccolta rifiuti; le spese del pulmino della scuolabus. In tali casi la norma vigente non consente al Comune di poter immediatamente intervenire, ma deve attendere la procedura che dovrà svolgere la Centrale Unica di committenza. Generando cosi’ – conclude la nota - un’eccessiva burocratizzazione, in contrasto con l’auspicato principio di semplificazione di cui ha necessita’ il nostro Paese.

Obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali: quasi certa la proroga al 31 dicembre 2015

Come previsto in un precedente post dal titolo Centrali uniche di committenza ed esercizio associato delle funzioni fondamentali... in arrivo la proroga? per l'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali si va verso una proroga al 31 dicembre 2015. La proroga dovrebbe essere contenuta nella versione definitiva della legge di conversione del DL 190/2014 (cd milleprorighe). Nei lavori sul disegno di legge di conversione è stato presentato un emendamento del governo che va in tale direzione.
Si veda in proposito l'articolo di Francesco Cerisano pubblicato su ItaliaOggi del 05.02.2015 dal titolo "Gestioni associate da rifare".
L’ANCI, insieme con numerosi Comuni interessati dall’obbligo delle gestioni associate delle funzioni fondamentali, attende riscontro nel ‘Milleproroghe’ del proficuo lavoro condotto dall’Associazione in collaborazione con il Governo, in particolare col ministero dell’Interno e con tutti i parlamentari che si sono dimostrati sensibili alle richieste emendative avanzate dall’ANCI a tale riguardo.
La proroga proposta sulle gestioni associate, come concordato lo scorso 22 Gennaio in Conferenza Stato-Città tra ANCI e ministero dell’Interno, prevedrebbe un differimento al 31 dicembre 2015 dei termini previsti per la gestione associata delle funzioni fondamentali delle gran parte dei piccoli Comuni, in considerazione di alcune criticità emerse in fase di prima applicazione.
L’ANCI auspica inoltre che il differimento dei termini, se confermato come richiesto dall’Associazione, non sia fine a se stesso, ma rappresenti un momento di verifica e soluzione delle questioni che rendono ancora troppo difficoltosa una diffusa ed efficace realizzazione di tali processi.

Il resoconto del seminario del 6 febbraio a Torino dal titolo "Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma" pubblicato in diretta blog

In questa pagina è possibile vedere il resoconto, fatto in diretta blog, del seminario svolto oggi a Torino presso il Campus Luigi Einaudi, dal titolo Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma. Il resoconto è a cura di Luca Costantini.

Ore 11.08 La prima notizia è che il Sen. Pagliari è presente.
Ore 11.15 Il seminario ancora non è iniziato.
Ore 11.20 Inizia il suo intervento il Prof. Rosario Ferrara.
Ore 11.24 Prof. Ferrara La professione del Segretario comunale è a tutti nota e cara. Difficile riformare la Pubblica Amministrazione partendo dagli operatori piuttosto che dalle strutture. Prima si dovrebbe incidere sui comuni polvere e sulle strutture più in genere. Non andrebbero fatti discorsi ideologici. L’abolizione delle province forse è stata frettolosa.
Ore 11.30 Interviene Maria Concetta Giardina. Spiega che rappresenta l'associazione Vighenzi e parla dell'associazione. Spiega che è trasversale ai sindacati e che comunque lei rappresenta Unadis.
Ritiene che la professione sia poco conosciuta e vada spiegata cosa che viene fatta nel manifesto ideato promosso da Vighenzi. Negli ultimi anni hanno molto potenziato il ruolo di prevenzione della corruzione e garanzia. È il primo collaboratore del sindaco. Il manifesto è stato sottoscritto da molte personalità. Spiega anche il percorso d'accesso e di continua formazione.
Punti di forza e criticità della categoria. Punto di forza è l'accesso in carriera, altamente selettivo. Come importante il continuo percorso formativo per progredire di carriera. Cominciando dai piccoli comuni poi il segretario acquisisce una preparazione trasversale. I segretari sono anche molto flessibili. Ciò permette di svolgere funzione antitetiche: attuazione programma e garanzia. Ruolo quest'ultimo potenziato di recente.
Ore 11.35 Continua Maria Concetta GiardinaPunti di debolezza. La responsabilità derivante sul segretario dal ruolo di responsabile della prevenzione della corruzione sono pesanti e il fatto che la politica non è soggetta alla normativa non aiuta. Nella normativa che riguarda le società private responsabile è la Società. Altre debolezze sono la mancanza di motivazione per la mancata conferma e per la nomina. Conciliare anticorruzione e attuazione del programma è difficile ma possibile. E’ un aspetto di criticità.
Ore 11.40 Continua Maria Concetta GiardinaCriticità ulteriore è il massiccio ricorso al convenzionamento e le fasce professionali che oggi sono anacronistiche
Ore 11.44 Continua Maria Concetta GiardinaCome può conciliarsi lo Spoil system con la garanzia e la prevenzione della corruzione. Legare la carriera dei dirigenti alla politica porta ai casi di corruzione. Il problema è comune a tutta la dirigenza. Albo a esaurimento e facoltatività della figura è un licenziamento senza causa. Deve esser data una via di uscita. Il segretario ha tutte le caratteristiche che si dice la nuova dirigenza deve avere.
Ore 11.50 inizia l'intervento Alfredo Ricciardi.
Ore 11.55 Ricciardi si presenta. Rappresentante del sindacato più rappresentativo. Parte dalla riforma della pubblica amministrazione. Esigenze più pressanti: legalità e efficienza. Argomenta i due aspetti e l'importanza di equilibrio fra i 2 aspettiLa dirigenza è uno degli elementi per raggiungere i due elementi. Il dirigente deve garantire i due aspetti e esserne responsabile. Questo è un passo di maturazione necessario. 
Ore 12.00 Continua Alfredo RicciardiLa dirigenza di vertice che non può mancare. Il vertice è necessario in ogni organizzazione. Nel comune ci sarà un vertice politico e un vertice amministrativo per rispettare la separazione fra gestione e indirizzo. La legge delega abolisce nello stato la dirigenza generale ma non la funzione. 
Ore 12.05 Continua Alfredo RicciardiNegli enti locali non esiste la dirigenza su due livelli. C'è il segretario, figura continuamente discussa e contraddittoria. La riforma abolisce il segretario ma non individua la figura di vertice. La riforma mina il principio di separazione perché il sindaco sarebbe vertice politico/amministrativo. Gli emendamenti del relatore riportano il vertice ma si deve discutere sul vertice che deve garantire efficienza e legalità. L’Italia può lasciare all'autonomia di ogni ente l'organizzazione sulla legalità?
Ore 12.06 Inizia l'intervento il Sen. Pagliari.

Ore 12.10 Il Sen. Pagliari. Le analisi del ddl possono essere varie. Un filo conduttore esiste che può anche non essere condiviso. Ipotizzare il ruolo unico disegna un contesto di fungibilità. Vengono meno le fasce ministeriali e viene meno il ruolo del segretario. La delega prevede la soppressione dell’albo. La funzione cambia. 

Ore 12.15 Continua il Sen. PagliariScompare il ruolo di controllo o autonomia? Il controllo va rivisto non deve essere formale. La riforma va completata. Il controllo sarà diversamente esercitato da altro dirigente. Autonomia. È tema che segna il passo per le norme ma anche per i politici e i tecnici per come svolgono il ruolo.
Ore 12.20 Continua il Sen. PagliariDice di non aver ascoltato opposizioni di merito sulla delega che sarebbero utili. Le prospettiva che avete sono prospettive di battaglia contro abolizione. Spiega gli emendamenti presentati. Nella delega coordinamento e controllo è presente negli enti piccoli
Ore 12.21 BRUSIO IN AULA!
Ore 12.22 Conclude il Sen. Pagliari. La scelta è abolizionistica. La scelta da fare è se opporsi o collaborare.

Ore 12.23 Inizia il dibattito

Ore 12.24 Interviene Ciro Mennella Segretario di 2 piccoli comuni. Chiede lo stralcio della parte che riguarda i Segretari comunali e l'inserimento della riforma nella riscrittura della carta delle autonomie.

Ore 12.24 Interviene Giampiero Vangi. Manca la risposta del relatore a osservazioni di Ricciardi e Giardina. La riforma porta allo strapotere della politica. La riforma porta a mafia capitale. Chi è andato in galera? I dirigenti nominati dalla politica. Cosa significa albo ad esaurimento, perché dobbiamo esservi ricompresi? Vogliamo parità di trattamento.
Ore 12.30 Interviene Giulia Deste. Perché reintrodurre i direttori. Hanno fallito. Dov'è la meritocrazia. Dov'è il passaggio meritocratico.
Applausi agli ultimi due interventi.
Ore 12.35 Interviene Fedeli Stefano. Siamo funzionari non dirigenti. Discorso del relatore è da senatore e non da professore. Non vogliono il dialogo. I segretari sono aperti al dialogo. Come si può proporre la scelta fiduciaria? Come può garantire imparzialità? Perché la delega mortifica la formazione? 
Ore 12.40 Intervento di una collega La scelta è pesante. La collega è segretaria in 2 piccoli comuni. Il segretario lì fa tutto. Ribadisce accesso tramite concorso. Dichiara accanimento contro la categoria. Non sono state date spiegazioni. Chiede almeno mobilità decente verso tutti gli enti pubblici. Chiede risposta verso il futuro lavorativo.
Ore 12,45 altro collega interviene. Non essendoci margine su abolizione chiede rassicurazioni su passaggi fra le fasce dirigenziali (centrali e locali)
Ore 12.50 Interviene Cotugno Segretario del comune di Biella. La questione non è personale. La relazione di Ricciardi conteneva temi di merito ma non si è risposto. Come la riforma mantiene il distinguo fra politica e gestione? La mancanza della figura di vertice lede la distinzione. Il ruolo unico non fornisce garanzie.
Ore 13.00 Interviene Morra Paolo segretario comune 40.000 abitanti.  Il senatore ha spiegato la volontà del governo.  Non deve passare il messaggio salvateci. Il discorso è doveroso. Noi vogliamo continuare a operare nei comuni. La riforma deve fare uscire una figura che garantisca gli enti.
Ore 13.05 Riprende la parola il Sen. Pagliari. Cercherà di essere più chiaro. Il relatore non è il governo. Può sembrare una via di fuga ma non lo è. Questa è una riforma non una modifica dell’ordinamento vigente. Si possono contestare i presupposti ma è la linea della riforma che potrà anche fallire. Il processo è futuribile. Il dialogo non può arrivare a sopprimere il comma 4. La riforma deve andare avanti, è necessario un modello diverso. 
Ore 13.08 Continua Pagliari. Il punto di confronto sono i correttivi. Saranno i parlamentari a decidere se ci sarà abolizione. Ora invece si può discutere un correttivo dell’impostazione. Ci deve essere più spazio per la tecnica e meno per le recriminazioni.
Si apre un battibecco fra una collega e il relatore che pacatamente la richiama alla calma. 
Ore 13.10 Continua PagliariDa tecnico l’ipotesi ha una sua logica complessiva. Lo sforzo deve tendere dalla presa d’atto realistica. Si deve trovare ragionevole soluzione che non deve essere la piena soddisfazione delle proprie istanze. La soluzione può esserci e va trovata.
Ore 13.30 Interviene Ricciardi. I sindacati cercano il dialogo. Non cerchiamo ricollocazione ma il salvataggio delle posizioni lavorative è importante. La sezione ad esaurimento fa ricadere sui segretari l’onere di trovare collocazione. Non si è voluto affrontare il problema.
Ore 13.35 Interviene il Prof. Cavallo Perin. Il momento di confronto concesso è stato importante. Fa un excursus storico della figura. Una volta figura era esonerabile ad nutum più notarile e libero professionista. Solo nel 800 c'è stabilizzazione del rapporto di lavoro. Excursus continua fino ai giorni nostri. 

Il governo ora ritiene di far finire 240 anni di storia. Ci si può contrapporre o dialogare. Le riforme possono non aver successo. La scelta del governo è un capriccio oppure no. Se è un capriccio finirà se non lo è la cosa diventa seria e va affrontata perché l’altra parte ha le sue ragioni. Tutte le categorie sono criticabili.

Ore 13.36 continua Cavallo Perin. Rispetto ai 240 anni di storia si può dire che il quadro è mutato. Oggi i comuni hanno una posizione diversa, oggi il ruolo dei comuni è diverso. Ci so le regioni, le province che sono entrambe in difficoltà e l’Unione europea. La riforma dovrebbe partire da qui. I comuni sono cambiati. Alcuni comuni pesano molto altri, quelli polvere, poco. 
Ore 13.45 continua Cavallo Perin. La crisi di finanza pubblica incide. Il sindaco senza denaro è in difficoltà e ciò  si scarica sulla struttura. Oggi lo scontro non è solo politica dirigenza ma anche centro periferia. Non si può non vedere il dato di fatto. Un suggerimento c'è stato. 
Il punto minimo è meglio definire la funzione necessaria. Quali sono le funzioni necessarie. Delle due funzioni garanzia e efficienza quale scegliere. Non è detto che sommarle sia positivo. Spingendo su apicalità c'è più concorrenza. Sulla legalità c'è più specificità è presente meno concorrenza ma ci sono difficoltà. Quale aspetto si vuole scegliere? 
Piccola critica. La certezza della norma scritta non è il periodo della massima cultura!
Non deve esserci eccesso di fiducia nelle norme. La politica patisce questo atteggiamento. Bisogna porre più attenzione ai principi stabiliti nella norma. I segretari devono aiutare i comuni.
Ore 13.50 Seminario concluso.
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Al seminario hanno partecipato, oltre ai Professori Rosario Ferrara e Roberto Cavallo Perin, anche il Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali, Alfredo Ricciardi, il Presidente dell'Associazione Vighenzi, Maria Concetta Giardina ed il relatore al DDL 1577 di riorganizzazione della PA Sen. Giorgio Pagliari.
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Il seminario rappresenta un appuntamento importante per la categoria, in questa delicata fase di discussione del DDL 1577 che prevede l'abolizione della figura del Segretario comunale.
Grazie alla disponibilità del caro amico e collega Luca Costantini, abbiamo cercato su questo blog di fornire notizie tempestive sull'andamento del seminario. Luca, presente all'evento, mi ha inviato passo dopo passo le dichiarazioni dei partecipanti che ho riportato nel blog. 
Si tratta della prima volta che ci siamo avventurati in una simile iniziativa, proprio per l'importanza dell'evento, quindi ci scusiamo per qualunque errore o inconveniente.

giovedì 5 febbraio 2015

Pubblicati sul sito del Senato i subemendamenti agli emendamenti del relatore Pagliari (anche relativi ai segretari comunali)

Dopo aver presentato in data 25.11.2014 l'emendamento interamente sostitutivo dell'art. 8 in tema di Camere di commercio, nelle sedute del 16.01.2015 e del 20.01.2015 della Commissione Affari Costituzionali del Senato, il relatore PAGLIARI (PD), ha presentato i propri emendamenti al DDL AS 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Ricordiamo che uno di questi prevede il mantenimento dei direttori generali.

Il termine per la presentazione di subemendamenti, da parte dei senatori, agli emendamenti del relatore era stato fissato martedì 3 febbraio alle ore 13,00.
Sono stati pubblicati ora sul sito del Senato i subemendamenti presentati dai Senatori.
Per quel che riguarda i Segretari comunali si rimanda principalmente ai subemendamenti agli emendamenti riguardanti l'art. 10.