No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

sabato 18 aprile 2015

Un articolo pubblicato dal quotidiano Italia Oggi sull'abolizione del Segretario comunale e la "nascita" del dirigente apicale

Pubblicato ieri dal quotidiano Italia Oggi un articolo scritto assieme ad Eugenio Piscino sulla proposta di abolizione del Segretario comunale e la proposta, contenuta nel testo presentato in aula dalla Commissione Affari Costituzionali, di istituzione obbligatoria in ogni ente della figura del dirigente apicale.

Il titolo dell'articolo, Segretari comunali senza eredi, a dire il vero non mi sembra proprio adatto.

Venerdì 24 aprile appuntamento a Sezze (Lt) per un pranzo a base di carciofo.

Dopo la giornata formativa organizzata dall'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio lo scorso anno a Sezze sulla stipula dei contratti in forma elettronica, i partecipanti si trattennero presso il Ristorante Santuccio per gustare il piatto forte in questo periodo di Sezze: il carciofo, che fu degustato in una straordinaria varietà di modi.
Al termine dell'Assemblea Nazionale del 15 aprile, la collega Gloria Di Rini, titolare della Segreteria del Comune di Sezze (Lt), si è dichiarata disponibile ad organizzare, assieme a Daniela Ventriglia, una replica dell'evento conviviale per il giorno venerdì 24 aprile 2015. L'appuntamento è a Sezze (Lt), presso il Ristorante da Santuccio, Via Santi Sebastiano e Rocco 60, alle ore 13,30. Per motivi organizzativi si prega di comunicare la propria partecipazione a Gloria Di Rini, anche a mezzo mail al seguente indirizzo gloria.dirini@hotmail.it.
Il presente invito è esteso a tutti i colleghi.
Il pagamento è alla romana, salvo il caso che prima di venerdì il Senato approvi lo stralcio della norma relativa all'abolizione dei Segretari comunali (in tal caso pago io).
Alcune immagini di repertorio dal post dello scorso anno.
Dalla cucina:


Alla tavola:

venerdì 17 aprile 2015

Assemblea del 15 aprile: il ringraziamento dell'Unione Regionale del Lazio

A nome nostro e di tutta la Segreteria Regionale del Lazio esprimiamo il sentito ringraziamento a tutti i colleghi del Lazio per la folta partecipazione all'Assemblea del 15 aprile.
Ci corre l'obbligo però di formulare due ringraziamenti particolari.
Il primo a Nicola Tedeschi che, nonostante sia costretto a forti disagi per assicurare la propria partecipazione, non ha fatto mai mancare il suo prezioso apporto ad ogni manifestazione, sia essa provinciale, regionale o nazionale, dell'Unione. Nicola riesce ad essere al tempo stesso un esempio ed uno stimolo per ognuno di noi. Proprio guardando l'esempio di Nicola abbiamo trovato la forza in questo anno durissimo per svolgere in modo costante l'attività a tutela della categoria. Grazie di cuore Nicola.
L'altro ringraziamento va ad Enrico Conigli, iscritto storico dell'Unione, che di recente aveva espresso forti perplessità sulla linea intrapresa dall'Unione, a seguito della proposta di abolizione della categoria. Perplessità manifestate nella pagina facebook dell'Unione. A dire il vero le sue perplessità le aveva scritte, in assoluta buona fede, per esprimere tutta la rabbia, che in un momento simile credo sia di ognuno di noi. Qualcuno ha pensato bene di fare del contributo di Enrico, che doveva alimentare un dibattito interno alla nostra organizzazione, un "manifesto" del segretario iscritto all'Unione contrario alla linea della Segreteria Nazionale. Nel suo sfogo Enrico scriveva che il 15 aprile non sarebbe stato all'Assemblea e sarebbe rimasto a casa. In realtà Enrico era seduto vicino a noi. Soltanto le persone perbene sanno esprimere perplessità, discutere e confrontarsi (come Enrico ha fatto con Gianni), ed accettare di giungere a soluzioni diverse rispetto a quelle di partenza grazie al confronto. Enrico ha dimostrato di essere anche lui un esempio. Grazie di cuore Enrico.
Gianni Di Rollo (Presidente UNSCP Lazio)
Amedeo Scarsella (Segretario Regionale UNSCP Lazio) 

Assemblea del 15 aprile: il ringraziamento dell'Unione Nazionale

L’Assemblea Nazionale di Mercoledì 15 Aprile, che ha visto la partecipazione di oltre 600 Segretari venuti da tutta Italia, è stato un giorno di grande forza, unità e compattezza dell’intera categoria, e di unità e compattezza delle sue stesse rappresentanze sindacali tradizionali, l’Unione dei Segretari, il sindacato storico e più rappresentativo dei Segretari, e le grandi Organizzazioni Confederali, che con il loro ruolo di rappresentanza generale dell’intero mondo del lavoro pubblico, nel quale anche i Segretari si collocano a pieno titolo, affermano il valore complessivo della vicenda dei Segretari nell’intera riforma della Pubblica Amministrazione.
Il nostro ringraziamento va prima di tutto all'Assemblea stessa, per aver espresso una posizione insieme forte e responsabile, capace di riportare ad unità e sintesi le diverse istanze che provengono dalla categoria.
Un ringraziamento particolare va poi ai tanti colleghi che hanno potuto partecipare solo nelle salette contigue alla sala principale: grazie per aver sopportato un disagio di cui ci scusiamo e di cui noi per primi siamo rammaricati. 
In questa sede, però, consentiteci di ringraziare le tante persone che nell’Unione, impegnandosi nelle scorse settimane, hanno contribuito al successo di questa grande Assemblea. E quindi…
GRAZIE AI SEGRETARI REGIONALI E PROVINCIALI DELL’UNIONE, CHE HANNO SAPUTO COINVOLGERE CENTINAIA DI SEGRETARI IN TUTTA ITALIA, GRAZIE DAVVERO! 
GRAZIE A TUTTI I SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI, ISCRITTI O SIMPATIZZANTI DELL’UNIONE, CHE IMPEGNANDOSI PERSONALMENTE HANNO PROMOSSO E PARTECIPATO ALL’ASSEMBLEA NAZIONALE! 
SENZA DI VOI NON SAREBBE STATO IL SUCCESSO CHE E’ STATO! 
GRAZIE A TUTTI I SEGRETARI!

giovedì 16 aprile 2015

Assemblea del 15 aprile: la storia di due ciociari piemontesi

Li accomuna la terra di origine (la ciociaria), la regione dove lavorano (il Piemonte) il loro lavoro (segretario comunale) e la voglia di partecipare all'Assemblea dei Segretari comunali del 15 aprile a Roma. Li divide il successo di quest'ultimo proposito.
Luca in aeroporto che cerca di partire
Il primo, Luca Costantini, organizzatore in continua attività, si fa promotore di un gruppo che dovrebbe raggiungere Roma con un volo delle 6,30 da Torino. Tutto organizzato come Luca sa fare, addirittura la navetta all'arrivo all'aeroporto di Fiumicino, ma il destino rovina tutto. L'aereo non parte, si annuncia un ritardo di un'ora, poi di tre ed infine il volo viene annunciato alle 12,30. Soltanto allora, la comitiva guidata da Luca rinuncia a raggiungere Roma. Una grave mancanza, ma Luca e gli sfortunati colleghi piemontesi comunque li abbiamo sentiti tutti vicini. Ammirevoli.
La seconda, Federica Sementilli, con "un'alzataccia" ed un treno ad alta velocità è riuscita a raggiungere Roma, assistere
Il ritratto di Federica fatto dalla dolcissima Lara
all'Assemblea, sedersi a tavola con i colleghi ciociari, farsi una foto collettiva sotto un ponte ed è ripartita nuovamente alla volta del Piemonte. Ammirevole.
I "piemontesi", che la terra ciociara gradirebbe tornassero, li accomuna anche un aggettivo: ammirevoli!

Riforma Madia, c'è l'intesa al Senato sui Segretari comunali

Sì alla fase ponte di tre anni prima della definitiva scomparsa della figura dei segretari comunali ma «no» alla possiblità di reclutarle fuori dal ruolo unico della dirigenza per le grandi città. Le indicazioni sono contenute nel parere espresso dalla commissione Bilancio del Senato sui primi sei articoli della delega Pa sulla quale ieri sono cominciate le votazioni in Aula. Tra le condizioni fin qui poste dalla "Bilancio", anche sulla base dei rilievi mossi dalla Ragioneria generale su alcuni degli emendamenti approvati dalla commissione Affari costituzionali, ci sono la soppressione della clausola che prevedeva il superamento degli automatismi del percorso di carriera dirigenziale e della misura con cui veniva prevista la confluenza nel ruolo unico della dirigenza anche del personale delle Camere di commercio.
Inizia così l'articolo pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA di Marco Rogari dal titolo Riforma Madia, c'è l'intesa al Senato sui segretari comunali.
Si ricorda che erano stati espressi dubbi, ora superati, sulla norma approvata in Commissione da parte del Viceministro Morando (si veda in proposito il precedente post I Dirigenti apicali sono più onerosi dei Segretari comunali? Vicini all'apoteosi della follia). 

mercoledì 15 aprile 2015

Dall'Assemblea dei Segretari di oggi: positive le prime modifiche, ora però il Governo apra subito il confronto


Di seguito si riporta il comunicato conclusivo dell'Assemblea tenuta oggi a Roma.

Enti locali, oltre 600 segretari comunali e provinciali in assemblea oggi a Roma – categoria in stato di agitazione. Cgil Cisl Uil Unscp: “Positive le prime modifiche, ora però il Governo apra subito il confronto”.

“Il Governo apra subito il confronto”. Il messaggio parte dagli oltre 600 segretari comunali e provinciali di tutta Italia che, proclamando lo stato di agitazione, si sono riuniti oggi in assemblea a Roma con Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Unscp per dire no all’abolizione della figura e della funzione di garanzia che esercita sulla corretta gestione dei processi amministrativi negli Enti locali. 
“Perché decapitare le amministrazioni locali privandole di un garante della correttezza e del contrasto all’illegalità, quando i cittadini reclamano un’azione più efficace contro sprechi e corruzione? Quando la sfida è ottimizzare le risorse per migliorare i servizi? Abolire una figura fondamentale in ragione delle specifiche competenze è forse la strada per rendere la governance locale più trasparente?”. Domande pressanti da parte di una categoria che è in stato di agitazione contro l’ipotesi di soppressione contenuta nel disegno di legge per la riforma della Pa, e chiede con urgenza un confronto per definire - coinvolgendo anche le autonomie locali – non l’abolizione ma una riforma effettiva ed efficace. 
“Prendiamo atto positivamente delle modifiche apportate dalla Commissione Affari costituzionali del Senato in sede di esame del provvedimento, che confermano l’importanza e la necessità delle funzioni svolte dai segretari, che devono assolutamente essere preservate e valorizzate”, hanno dichiarato le Organizzazioni Sindacali. Tuttavia la nuova disciplina non può avere una formulazione cosi ampia e generica, in totale assenza della preventiva definizione di requisiti professionali e di criteri di nomina atti ad assicurare l’indipendenza della dirigenza, e in particolare di quella di vertice. 
Fp-Cgil Cisl-Fp Uil-Fpl e Unscp lanciano dunque la mobilitazione: “Chiederemo un incontro urgente al Governo e ai Gruppi parlamentari, interesseremo i livelli regionali e locali”. “Siamo pronti a sederci subito a un tavolo e a condividere un percorso di riforma che valorizzi i professionisti della buona amministrazione. La corretta gestione dei processi, l’imparzialità, il rispetto delle regole: sono questi i primi strumenti per prevenire la corruzione, che è la vera tassa occulta per le imprese e i cittadini e il vero freno allo sviluppo dei territori”.

Incontri particolari oggi a Roma

L'Assemblea dei Segretari comunali di oggi è stata anche l'occasione per incontrare tanti amici, con i quali ciascuno di noi ha fatto un pezzo di strada insieme. Momenti bellissimi, alcuni dei quali immortalati..

L'incontro "storico" tra Gianni Spinella, Franco Loi ed Amedeo Scarsella (SPES 2003)
Gianni Rubolino, Daniela Ventriglia, Amedeo Scarsella, Daniela Urtesi ed Eros Polimeni (Gruppo CDC Sefa 2010)

Segretari che non hanno resistito alla tentazione di fotografarsi "sotto" un ponte

domenica 12 aprile 2015

Emendamenti al DDL 1577: per i Segretari comunali si propone di tutto, anche un "emendamento sogno o jolly"


Gli emendamenti riguardano anche l'attuale formulazione dell'art. 9, comma 1, lett. d), punto 4, ossia la norma che riguarda l'abolizione del Segretario comunale e l'introduzione del Dirigente apicale.
Considerata la domenica, se ne ha voglia, ogni Segretario può utilizzare parte del suo tempo per scegliere l'emendamento "da sostenere".
Ho provato a classificare gli emendamenti, con l'avvertenza che ce ne sono alcuni ripetitivi e quindi li ho indicati una sola volta. La divisione che segue può considerasi soltanto un riassunto schematico, sicuramente incompleto (gli emendamenti integrali possono essere visualizzati al seguente link)
La classificazione ho ritenuto di farla sulla base in tre categorie:
  • emendamenti che tendono a mantenere la figura del Segretario comunale (alcuni con rivisitazione);
  • emendamenti che sul presupposto dell'introduzione del dirigente apicale introducono modifiche alla disciplina contenuta nella proposta approvata dalla Commissione;
  • "emendamento sogno o jolly" per il quale io sin da ora esprimo la mia preferenza e lo lascio per ultimo.
Emendamenti che tendono a mantenere la figura del Segretario comunale (alcuni con rivisitazione)
  • stralcio della norma con conseguente mantenimento della disciplina attualmente vigente (S9.100 ed altri - pag. 175);
  • conferma della figura e rivisitazione delle funzioni: nomina ministeriale, formazione semestrale obbligatoria presso la SNA e tutela dell’indipendenza e terzietà rispetto alla parte politica in attuazione vera del principio generale sancito dall’ordinamento della separazione dell’attività di indirizzo e dell’attività di gestione; valorizzazione e legittimazione politica giuridica e culturale della figura del segretario comunale quale presidio di legalità nei comuni affidamento al segretario comunale del ruolo del controllo preventivo sugli atti e sull’attività amministrativa» (emendamento 9.356 De Petris ed altri - pag. 180);
  • confluenza dei Segretari nel ruolo unico dei Dirigenti dello Stato con il profilo di segretario generale, revisione della figura nell’ambito della disciplina delle autonomie locali, assicurando l’obbligatorietà in tutti gli enti locali (9.353 Bruni pag. 177);
Emendamenti che sul presupposto dell'introduzione del dirigente apicale apportano modifiche alla disciplina contenuta nella proposta approvata dalla Commissione:
  • previsione del Dirigente apicale solo per gli enti che tra le norme di organizzazione prevedano tale figura (emendamento 9.340 Calderoli ed altri - pag. 171);
  • obbligo di nominare i dirigenti apicali non solo nei comuni, ma in tutti gli enti locali (emendamento 9.373 Saggese ed altri - pag. 189)
  • previsione che sia costituita un’apposita sezione speciale dei dirigenti apicali nel ruolo dei dirigenti locali (emendamento 9.352 De Cristofaro ed altri - pag. 177);
  • specifica disciplina che preveda per gli attuali dirigenti, confluiti nei ruoli unici che non siano stati vincitori del concorso per l’iscrizione all’Albo dei segretari comunali e provinciali, la necessità del previo superamento di specifico corso di specializzazione professionale, quale requisito per il conferimento dell’incarico di direzione apicale, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (emendamento 9.361 - pag. 181/182 e 9.363 Torrisi - pag. 183);
  • «previsione di una apposita disciplina per il conseguimento della abilitazione a ricoprire l’incarico di dirigente apicale per i dirigenti di ruolo, di cui al numero 3), nonché per il conferimento e la durata degli incarichi secondo criteri aggettivi di valutazione dei requisiti professionali ed attitudinali e delle performance conseguite svolti a cura della Commissione istituita pressa il ministero della funzione pubblica ovvero, delle sue articolazioni regionali; introduzione di specifiche tutele a garanzia dell’indipendenza, dei dirigenti apicali per le funzioni di prevenzione della corruzione e della legalità da attribuirsi all’ANAC;» (emendamento 9.382 Saggese ed altri - pag. 191).
  • possibilità di nominare dirigenti apicali anche Segretari delle unioni di comuni e di comunità montane confluiti nel ruolo unico (emendamento 9.375 Mattesini - pag. 189);
  • non più obbligo ma facoltà per i comuni di minori dimensioni demografiche, di gestire la funzione di direzione apicale in via associata, coerentemente con le previsioni di cui all’articolo 14 del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito in legge 30 luglio 2010, n. 122 e successive modifiche ed integrazioni (emendamento 9.362 Crimi e - pag. 182 e 9.363 Torrisi - pag. 183);
  • dopo le parole «fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa di personale, obbligo per gli enti locali di nominare comunque un dirigente apicale con compiti di attuazione dell’indirizzo politico, coordinamento dell’attività amministrativa e controllo della legalità dell’azione amministrativa,» inserire le seguenti: «attingendo dai ruoli unici di cui al presente articolo» (emendamento 9.370 Crimi - pag. 188);
  • la sostituzione, per quel che riguarda le funzioni del Dirigente apicale della parole «controllo della legalità dell’azione amministrativa» con le seguenti: «controllo preventivo di legittimità sugli atti e sull’attività amministrativa» (emendamento 9.358 De Petris e altri - pag. 181);
  • sostituire le parole: «per un periodo non superiore a tre anni» con le seguenti: «per un periodo di tre anni» (emendamento 9.363 Torrisi - pag. 183);
  • sostituire le parole: «ai predetti soggetti, già iscritti nel suddetto albo e confluiti nel ruolo di cui al numero 3), senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» con le seguenti: «ai predetti soggetti, già iscritti nel suddetto albo e ai vincitori di procedure concorsuali per l’iscrizione allo stesso, già bandite all’entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica» (emendamento 9.364 Amoruso e altri - pag. 184)
Emendamento sogno o jolly:
  • abolizione della figura con conseguente diretto transito nei ruoli dell’ANAC/della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dei Ministeri in particolare quelli dell’interno, degli Enti pubblici e degli Enti locali in qualità di dirigenti a tempo indeterminato, senza alcuna modifica dello status giuridico ed economico senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica e nel rispetto dei limiti di spesa previsti dalla legislazione vigente; inoltre possibilità per i segretari comunali in servizio, nelle fasce A e B, di transitare nei ruoli della magistratura contabile e amministrativa previa nomina governativa; il tutto con l'obbligo comunque di direzione apicale per gli enti locali! (emendamento 9.355 De Petris e altri - pag. 179/180).
In argomento si vedano anche i successivi post:


sabato 11 aprile 2015

Il 15 aprile a Roma l'Assemblea Unitaria dei Segretari Comunali e Provinciali

Il DDL 1577 "Riforma della Pubblica Amministrazione" prevede l'abrogazione della figura del Segretario Comunale e Provinciale, decisione che rappresenta un approccio miope e inadeguato del Governo nel processo riformatore.
Riteniamo un grave errore ripensare la struttura istituzionale e organizzativa delle amministrazioni locali a partire dalla cancellazione delle competenze professionali dei lavoratori, un vero processo riformatore deve dapprima individuare i nuovi confini dell'intervento pubblico e con essi definire i livelli di sostenibilità economica e le competenze professionali necessarie per assicurare i servizi ai cittadini.
Il percorso di riforma del segretario non può essere disgiunto dalla riorganizzazione delle amministrazioni locali sottoposte in questi anni a "tagli lineari" dei trasferimenti con l'unica conseguenza di riduzione dei servizi ai cittadini, in particolare delle fasce più deboli, del personale e aumento della tassazione locale.
Il percorso della riforma sta proseguendo il suo iter parlamentare tocca a noi sollecitare una reale riforma della figura di vertice dell'Ente Locale, affinché il patrimonio di professionalità costituito dai Segretari possa essere utile al sistema delle Autonomie, all’interno di un nuovo scenario organizzativo e istituzionale capace di dare autorevolezza e affidabilità all’azione dell’ente locale e alla sua dirigenza.
In questa fase è importante che tutta la categoria ribadisca con determinazione il valore della propria professionalità e del ruolo fondamentale svolto nelle amministrazioni locali e nel contempo la disponibilità a un percorso di riforma condivisa, per queste ragioni abbiamo convocato 
L'ASSEMBLEA UNITARIA dei SEGRETARI COMUNALI e PROVINCIALI
il 15/04/2015 alle ore 10.00 presso la Città Metropolitana di Roma Capitale
Palazzo Valentini – Sala Consiliare - Via IV Novembre n. 119/A

Vi aspettiamo numerosi e vi chiediamo di diffondere l'allegato invito a tutti i colleghi.
Cordiali saluti.

FP CGIL
Federico Bozzanca

CISL FP
Daniela Volpato
UIL FPL
Giovanni Torluccio
     U.N.S.C.P.
Alfredo Ricciardi
Qui il link al volantino della manifestazione.

Intervento in Senato della Sen. Angelica Saggese (PD):l'abolizione tout court della figura dei segretari sarebbe priva di logica

Dal resoconto di seduta di seguito si riporta l'intervento della Senatrice Angelica Saggese oggi in Senato sul DDL 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione.  
Signora Presidente, signor Ministro, onorevoli colleghi, siamo chiamati oggi ad esaminare uno dei provvedimenti più importanti, ed al contempo più complessi ed ambiziosi, dell'intera legislatura. Nel corso della sua relazione, tenuta in quest'Aula qualche giorno fa, il collega Pagliari ha richiamato un paradosso ricorrente: come si può pretendere di riformare, con esito positivo peraltro, la macchina amministrativa italiana, se in questa impresa si sono già cimentati tanti illustri predecessori? Come si può pensare di riuscire a conseguire i risultati che neppure i maggiori esperti - ad esempio Massimo Severo Giannini, il più illustre amministrativista italiano del dopoguerra - sono riusciti a conseguire?

La domanda è sicuramente legittima. La riforma della pubblica amministrazione, ne siamo pienamente consapevoli, non è cosa semplice, eppure è necessario intervenire per tentare di rende più snella ed efficiente la nostra burocrazia.

Varie sono le ragioni che inducono a questa riflessione. Innanzitutto, è indispensabile eliminare gli sprechi e ridurre le inefficienze, ritengo, al fine di rendere effettivo il conseguimento dei tre parametri ottimali che devono connotare l'attività dei pubblici poteri, parametri che sono stati richiamati in alcuni degli interventi svolti prima del mio. Mi riferisco all'efficacia dell'azione rispetto agli obiettivi prefissati, all'efficienza nell'uso delle risorse impiegate, siano esse risorse umane o no, e all'economicità, intesa come attitudine a conseguire efficacemente i risultati mediante un utilizzo efficiente delle risorse disponibili.
È solo con una riforma della pubblica amministrazione che tenda a rendere la sua azione aderente alle famose «tre e» che è possibile giungere ad un significativo taglio della spesa pubblica superflua di cui tutti parliamo che permetterà di conseguire non soltanto l'avanzo primario di bilancio, ma addirittura una graduale riduzione del debito pubblico e ancora, sicuramente, la riduzione del carico fiscale che grava su imprese e famiglie, per favorire in tal modo una ripresa dei consumi e un conseguente incremento del prodotto interno lordo.
Risulterebbe, tuttavia, poco lungimirante e del tutto pericolosa un'operazione che tendesse a perseguire questi obiettivi riducendo i servizi offerti ai cittadini: la riduzione della spesa pubblica si tradurrebbe così soltanto in un decremento dei servizi a scapito della collettività e inciderebbe gravemente sugli standard sinora assicurati alla popolazione. L'obiettivo, invece, è e deve essere alleggerire il peso della burocrazia senza ridurre i servizi, rendendoli, al contrario, maggiormente efficienti e meno costosi. L'obiettivo a lungo raggio, in altri termini, è quello di inverare il primo comma dell'articolo 97 della Costituzione, così come recentemente modificato: far sì che le pubbliche amministrazioni, in coerenza con l'ordinamento europeo, assicurino l'equilibrio dei bilanci e la sostenibilità del debito pubblico.
Vi sono anche altre motivazioni che spingono verso una radicale riforma della pubblica amministrazione. Anzitutto, occorre superare le vecchie logiche, fortemente radicate nel nostro Paese, improntate al clientelismo e all'assistenzialismo, per cui un impiego massiccio di risorse umane all'interno della pubblica amministrazione è divenuto quasi un surrogato degli ammortizzatori sociali, soprattutto nel Meridione.
Occorre, ancora, sradicare il tarlo della corruzione, che sempre più connota l'attività dei pubblici poteri. Trasparenza, efficienza e meritocrazia devono essere le linee guida di una nuova e rinnovata pubblica amministrazione, che sia improntata al buon andamento, come impone la Costituzione stessa, e sia rivolta all'interesse del cittadino, come suggeriscono la logica ed il buon senso.
La delega che attribuiamo al Governo con questo provvedimento è sicuramente ampia ed interviene su diverse direttrici, anche alla luce delle modifiche apportate nel corso del proficuo lavoro svolto dalla Commissione affari costituzionali: dalla Carta della cittadinanza digitale al riordino della disciplina della conferenza dei servizi, dal silenzio-assenso tra amministrazioni pubbliche alla segnalazione certificata di inizio attività, dalle norme in materia di autotutela a quelle in materia di prevenzione della corruzione.
Centrali, nell'economia del provvedimento in esame, sono poi le disposizioni in materia di riorganizzazione degli uffici e del personale della pubblica amministrazione, che mirano ad una generale razionalizzazione degli uffici e del personale dell'amministrazione centrale e periferica, con un conseguente riordino di strutture e funzioni.
Sul tema, tengo a porre l'attenzione sul nuovo articolo 9 del disegno di legge, che detta norme sull'ordinamento della dirigenza. Il primo comma prevede, in particolare, l'istituzione del ruolo della dirigenza pubblica, articolata in ruoli unificati e coordinati, accomunati da requisiti omogenei di accesso e da procedure di reclutamento improntate non soltanto al merito, ma anche alla formazione e all'aggiornamento continuo.
L'obiettivo dichiarato è quello di avere una dirigenza di alto livello professionale, reclutata in modo trasparente e sulla base di criteri meritocratici, che sappia anche e soprattutto adeguarsi ai continui e repentini mutamenti in atto nella società odierna, in modo da evitare il perpetrarsi di quel tipico iato esistente tra pubblica amministrazione e società.
La previsione di tre ruoli dirigenziali (dirigenti dello Stato, delle Regioni e degli enti locali), della piena mobilità tra gli stessi e dell'eliminazione della distinzione in fasce, unitamente alla previsione di nuove regole di accesso alla dirigenza improntate ad una selezione competitiva e meritocratica, consentono sicuramente di perseguire l'obiettivo di arricchire l'amministrazione di competenze maturate su diversi livelli di Governo. L'esigenza, poi, di evitare incarichi a vita, che hanno caratterizzato soprattutto il passato meno recente, è garantita dalla previsione di incarichi di durata triennale, con possibilità di rinnovo, e dalla correlata possibilità di revoca dell'incarico, in presenza di appositi presupposti oggettivi che consentano di evitare un assoggettamento dei dirigenti agli organi elettivi. Occorre assicurare, anche quale antidoto alla corruzione, che la dirigenza pubblica, pur nel rispetto delle competenze e delle specializzazioni acquisite, possa e debba ruotare negli incarichi.
In questo contesto si inseriscono anche le norme in materia di segretari comunali e provinciali. In linea con quanto stigmatizzato nel testo approvato dalla Commissione, ritengo che l'abolizione tout court della figura dei segretari sarebbe di per sé priva di logica. Si tratta, infatti, di una figura di primo piano nel quadro dell'attività amministrativa dell'ente locale, chiamata a svolgere funzioni di collaborazione e di assistenza giuridico-amministrativa in relazione alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi dello Stato, allo statuto ed ai regolamenti dell'ente. L'assenza di tale figura rappresenterebbe un forte vulnus rispetto alla necessità di garantire il buon andamento dell'attività amministrativa e il buon funzionamento degli organi, nell'attuazione del principio di separazione dei poteri tra politica e amministrazione. Si tratta di un ruolo delicato, tecnico e di responsabilità per garantire la correttezza e la legittimità degli atti della pubblica amministrazione.
Per tali ragioni, la proposta approvata dalla Commissione affari costituzionali (e a proposito voglio ringraziare il Ministro, il Sottosegretario, il relatore e tutti i componenti della Commissione stessa per l'ampia disponibilità e sensibilità mostrate sul tema) stabilisce che l'abolizione della figura del segretario comunale sia adeguatamente bilanciata con la previsione di un obbligo, in tutti gli enti locali, di una figura apicale con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, di coordinamento dell'attività amministrativa e di controllo della legalità dell'azione amministrativa: direi un punto fermo importante nell'assetto organizzativo dell'ente locale. Ora occorre - mi auguro nel prosieguo dell'iter parlamentare del provvedimento - fissare ulteriori paletti per garantire la piena autonomia e indipendenza di tale figura apicale, soprattutto nella logica del rafforzamento della funzione di prevenzione della corruzione già assegnata con la legge n. 190 del 2012. Ritengo altresì necessario prevedere criteri oggettivi di valutazione dei requisiti professionali ed attitudinali per lo svolgimento di tale importante compito, al fine di garantire sempre la terzietà di tale figura professionale nel contemperamento tra l'attuazione dell'indirizzo politico, fissato dal vertice politico dell'ente locale, e il perseguimento della legalità e della correttezza dell'azione amministrativa, nell'interesse dei cittadini e dello Stato stesso.
Sono certa che con il contributo di tutto il Parlamento si potrà rafforzare l'equilibrio nel delicato passaggio tra il precedente ed il nuovo assetto della pubblica amministrazione, di cui il Paese ha tanto bisogno. (Applausi dal Gruppo PD).

Se volessimo vedere il bicchiere mezzo pieno? Riflessioni di un segretario artigiano sull'emendamento Saggese

Una categoria di lavoratori che rischia di perdere il proprio posto di lavoro tende ad essere più unita possibile. Questo avviene quasi sempre. Per il quasi dobbiamo ringraziare la categoria dei Segretari comunali, che, di fronte alla possibilità di perdere il proprio posto di lavoro, non solo si divide, ma tende addirittura a disintegrarsi.

La Commissione Affari Costituzionali del Senato approva con moltissimi dubbi l'abolizione della figura del Segretario comunale

Come anticipato in altro post, la Commissione Affari Costituzionali del Senato ha chiuso l'esame, in sede referente, del DDL 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione.
Il testo è passato quindi nel pomeriggio all'esame dell'Aula, con la relazione orale del Sen. Giorgio Pagliari.
In merito alla proposta di abolizione del Segretario comunale, la Commissione ha votato (oserei dire obtorto collo) il subemendamento 10.504/7 (testo 2).
Il dibattito in Commissione evidenzia a mio avviso quanto segue:

In 5 pagine la storia di un anno; in 10 punti la verità dell'Unione: lettera aperta ai Segretari comunali della Segreteria Nazionale UNSCP

Care Colleghe e cari Colleghi,

siamo veramente davanti ad un momento cruciale della nostra storia. La storia di una categoria, di una figura che è sempre stata presente nei comuni e nelle province, e anche la storia di questo sindacato, che con orgoglio porta il nome di “Unione”, unione di tutti i Segretari, l’unico composto e diretto solo ed esclusivamente da Segretari.
Davanti alla precisa e fortissima volontà del Governo di abolire il Segretario l’intera categoria rischia di spaccarsi su cosa fare, come farlo, come giudicare quello che è emerso dalla Commissione Affari Costituzionali, se è o non è un risultato positivo, se si quanto, se no quanto, e così via. E l’Unione, se non chiarisce fino in fondo cosa pensa e perché lo pensa, rischia di essere vista come un sindacato che divide invece che un sindacato che unisce. In verità cosa pensiamo e perché lo pensiamo lo abbiamo sempre detto, ma dobbiamo spiegarlo di nuovo e meglio. 
E’ una lettera lunga, lo sappiamo, ma non si racconta una vicenda così complessa e così fondamentale limitandosi a qualche slogan. Bisogna dire tutto, e spiegare ogni cosa.

Vi invitiamo a leggerla e decidere per il meglio e in coscienza.

Tommaso Stufano, Presidente, Andrea Matarazzo, Presidente del Consiglio Nazionale, Alfredo Ricciardi, Segretario Nazionale, Maurizio Moscara, Vice Segretario Nazionale Vicario, Antonio Le Donne, Vice Segretario Nazionale Vicario, Andrea Ciccone, Vice Segretario Nazionale Responsabile dell’organizzazione, Franca Bonanata, Vice Segretario Nazionale, Alessandro Caferri, Vice Segretario Nazionale, Antonella Criaco, Vice Segretario Nazionale, Tomasina Manconi, Vice Segretario Nazionale.

ANCI: condividiamo l'idea di non disperdere il patrimonio di competenze dei Segretari comunali e il conseguente approccio graduale stabilito

Queste le dichiarazioni di Umberto di Primio, sindaco di Chieti e delegato ANCI per la Pubblica amministrazione, dopo che la commissione Affari costituzionali del Senato ha dato il via libera al disegno di legge di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche che ora è all’esame dell’Aula.

“Il percorso per l’approvazione del Ddl sulla Pa è ancora lungo, ma oggi registriamo un primo passaggio che è servito ad introdurre molti miglioramenti al testo originario, anche venendo incontro alle richieste dell’ANCI. Bisogna ora proseguire prestando attenzione alle ulteriori criticità, che riguardano soprattutto il fronte della semplificazione’’. 

‘’Condividiamo – dice di Primio - la riformulazione della delega per la modifica e integrazione del Codice dell’amministrazione digitale, in un’ottica di semplificazione e garanzia del diritto a cittadini ed imprese di accesso in modalità telematica a tutti gli atti, documenti e servizi della Pa. Sul punto è necessario avviare immediatamente un approfondimento congiunto rispetto alla decretazione attuativa, in un’ottica di concretezza e rapida attuazione del disegno di semplificazione, utilizzando le migliori esperienze esistenti”.
Rispetto alla riforma della dirigenza pubblica, il primo cittadino rileva come “il Relatore e la Commissione hanno attenuato le maggiori criticità, in particolare rispetto alla figura apicale negli enti locali, che ora risulta espressamente prevista, e alle modalità organizzative e di gestione tecnica dei ruoli della dirigenza. Condividiamo inoltre l’intento di non disperdere il patrimonio di competenze dei Segretari comunali, e il conseguente approccio graduale stabilito. Restano aperti alcuni temi importanti, primo tra tutti quello della formazione: contestualmente al potenziamento del ruolo della Scuola nazionale dell’amministrazione deve necessariamente prevedersi un più forte coinvolgimento delle Associazioni rappresentative degli enti locali”. 
I punti di criticità riguardano il fronte della semplificazione degli adempimenti amministrativi e dei controlli, e le partecipazioni locali. Di Primio evidenzia come “gli uffici dei Comuni sono oberati da adempimenti formali che sottraggono risorse ed energie che dovrebbero essere piuttosto impiegate nell’erogazione dei servizi ai cittadini. Abbiamo segnalato in ogni sede questa circostanza, ed abbiamo chiesto di ampliare la delega sulle semplificazioni. Abbiamo ricevuto un riscontro, apprezzabile ma parziale, attraverso la previsione di una razionalizzazione dei flussi informativi delle amministrazioni territoriali verso quelle centrali. In relazione alle norme sulle società partecipate, l’ampiezza della delega non deve concretizzarsi in un’ulteriore stratificazione normativa. E’ infine necessaria – conclude il delegato ANCI - una delega aggiuntiva finalizzata ad una complessiva semplificazione del sistema dei controlli”. 
Fonte: ANCI.
P.s. per non disperdere il patrimonio di competenze dei Segretari comunali non sarebbe più semplice non abolirli?

Non abolite il segretario degli enti locali

Pubblicato sul sito LeggiOggi un articolo di Lucio Catania dal titolo Non abolite il segretario degli enti locali.
L'articolo contiene una sintesi degli interventi tenuti a Roma nell'ambito dell'incontro che si è  svolto mercoledì 8 aprile 2015, a Roma, nella Sala della Regina presso Palazzo Montecitorio, su "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale".
Questo l'abstract dell'articolo:
La legge n. 190/2012 (Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione) prevede che, di norma, il Responsabile della prevenzione dei fenomeni corruttivi, negli Enti Locali, sia il segretario comunale. Una scelta non casuale, ma motivata e frutto di un’attenta analisi. A fronte degli auspici della commissione Garofolo sull’anticorruzione di riduzione del tasso di fiduciarietà della nomina e di rafforzamento del ruolo, il Governo ha propostola soppressione del ruolo di segretario comunale.
Qui il link all'articolo integrale di L. Catania dal titolo Non abolite il segretario degli enti locali.

Sul seminario di Roma su questo blog si vedano anche i precedenti post:

E c'è chi scrive al Presidente Mattarella...

Alcune associazioni dei segretari comunali hanno al Presidente della Repubblica per appellarsi "alla Sua nota e apprezzata sensibilità istituzionale affinché sappia interporre, con il dovuto rispetto dei diversi ruoli e dell’assetto costituzionale delle competenze, la sua autorevole moral suasion affinché la materia dei segretari comunali, non sia trattata, come variante marginale, del già complesso e variegato mondo della dirigenza pubblica ma abbia una sede propria di trattazione e di definizione, con il pieno coinvolgimento delle autonomie locali". 
Queste le associazioni firmatarie dell'appello:
-Associazione Nazionale Professionale dei Segretari comunali e provinciali G.B.Vighenzi;
-Associazione Professionale dei Segretari degli Enti Locali;
-Movimento per l’ Anticorruzione e la Legalità;
-Libera Associazione Segretari Comunali;

venerdì 10 aprile 2015

I Dirigenti apicali sono più onerosi dei Segretari comunali? Vicini all'apoteosi della follia

La commissione Bilancio del Senato e il viceministro all’Economia, Enrico Morando, hanno dato mercoledì l’altolà alle novità inserire ‘last minute’ nella delega di riforma della Pubblica Amministrazione. Modifiche passate in commissione Affari Costituzionali e finite nel testo all’esame dell’Aula di palazzo Madama. Nel mirino ci sono anche emendamenti rilevanti, come quelli sulla dirigenza e sul precariato, che sarebbero accumunati dal fatto di essere stati approvati senza aspettare il via libera sulle coperture. Si tratterebbe quindi di norme a rischio, visto che, spiega Morando, «gli emendamenti su cui non sia stato espresso un parere favorevole da parte della commissione Bilancio dovrebbero essere considerati inammissibili». A sollevare il problema è stato il presidente della commissione Bilancio, Antonio Azzollini, che, valutando il testo arrivato già in Aula, nota come «siano state apportate modifiche tramite emendamenti non trasmessi alla commissione». L’osservazione riguarda diversi punti relativi alla dirigenza: si va dal compromesso sui segretari comunali (una fase ponte di tre anni prima di abolire la figura) al divieto di chiamata diretta al singolo per incarichi da affidare agli esterni, rimpiazzata da una selezione tra più candidati.
Nella Commissione Bilancio del Senato ieri il Viceministro Morando ha espresso un avviso contrario sull'art. 9 punto 4) (ossia la norma che riguarda i Segretari comunali), "poiché il sistema di reclutamento e gestione dei dirigenti apicali ivi individuato non garantisce l'invarianza finanziaria".
Fortunatamente la Commissione non ha espresso sul tema ancora nessuna votazione, ma soltanto l'apertura della questione fa esplodere ancora di più un interrogativo: chi sta scrivendo la riforma della PA?
La regia della riforma PA la sta tenendo qualcuno che non conosce i regolamenti parlamentari, a detta di Azzolini e del Viceministro Morando. Preparare un subemendamento, illustrato in Commissione e sulla stampa come un punto di svolta, farlo votare alla Commissione Affari Costituzionali, con il parere favorevole del Governo, e presentarlo come testo definitivo in Aula senza aver rispettato un principio basilare delle regole assembleari è notizia scioccante. Così come notizia scioccante è che il Viceministro Morando ritenga che mantenere un sistema così com'è (le funzioni del dirigente apicale sono quelle svolte dal Segretario comunale) possa non garantire l'invarianza della spesa. Tanto più che il famoso punto 4) (norma di una decina di righe) contiene non una ma 3 clausole  di invarianza della spesa, che riporto testualmente:
  • "fermo restando il rispetto della normativa vigente in materia di contenimento della spesa di personale";
  • "fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa di personale (...) senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica";
  • "senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica".
La votazione verrà effettuata la prossima settimana dalla Commissione Bilancio e c'è da augurarsi che i tecnici della Ragioneria Generale dello Stato, che stanno esaminando il testo definitivo della riforma, siano in grado di dimostrare che le cose evidentemente non stanno come ha rappresentato il Viceministro Morando.
Nell'attesa che anche questa ennesima questione riguardante i Segretari comunali si concluda, su indicazione della collega Patricia Palmieri, provvedo a sostituire il ponte come immagine di copertina del Blog: dal Ponte Vecchio di Firenze al Ponte dei Sospiri di Venezia.
Nel successivo post Riforma Madia, c'è l'intesa al Senato sui Segretari comunali è riportato come la Commissione bilancio ha superato il problema.

giovedì 9 aprile 2015

La relazione integrale di Maria Carmela Lanzetta all'incontro "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale"

Daniela Urtesi al fine di condividere con i colleghi le informazioni acquisite nel corso dell'incontro presso Palazzo Montecitorio a Roma su "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale" ha provveduto a redigere un dettagliato resoconto, integrato successivamente con l'intervento del Prof. Saitta.
Daniela però non si è fermata qui. Ha richiesto a Maria Carmela Lanzetta la relazione scritta del Suo intervento, per diffonderlo tra i colleghi, considerando la testimonianza preziosa.
L'ex Ministro per gli Affari Regionali, con molta cortesia e disponibilità, ha inviato nel pomeriggio di oggi il testo del suo intervento.
Ringraziamo Maria Carmela Lanzetta sia per la disponibilità che per il contenuto del Suo intervento.

"La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale". L'intervento del Prof. Saitta

Come scritto in un precedente post, si è svolto ieri mercoledì 8 aprile 2015 alle ore 14,00, a Roma, nella Sala della Regina presso Palazzo Montecitorio, l'Associazione Nazionale Professionale dei segretari comunali e provinciali G.B.Vighenzi, l'Associazione Professionale dei segretari degli enti locali ed il Comitato per l’anticorruzione e la legalità dei segretari della Puglia hanno organizzato presso la Sala della Regina del Palazzo Montecitorio a Roma un incontro su "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale".

Presente all'incontro la collega Daniela Urtesi che ha provveduto in tempi brevissimi a redigere un resoconto molto dettagliato per il blog dei Segretari del Lazio. Mancava però l'intervento finale del Prof. Saitta, che Daniela ha provveduto ad integrare oggi.

Il moderatore ha rivolto al Prof. SAITTA ANTONIO questa domanda: E’ UNA PROFESSIONE VECCHIA QUELLA DEL SEGRETARIO COMUNALE ?

Il Prof. Saitta ha premesso di non comprendere le motivazioni e l’utilità che stanno alla base della decisione di abolire la figura del segretario comunale. Ripercorre quindi la normativa che si è succeduta in questi ultimi anni in materia di controlli e si sofferma in particolare sulla riforma del titolo V della Costituzione che ha scardinato l’intero sistema dei controlli ed ha lasciato al cittadino la sola via del ricorso giudiziario. E la riforma che si sta delineando prosegue su questa strada. Osserva che in un sistema ideale in cui i controlli interni funzionano, la magistratura non avrebbe di che lavorare. 
Prosegue poi evidenziando che dirigere un ente locale richiede delle competenze diverse da quelle richieste ad un manager privato e proprio in questo risiede la motivazione del fallimento della figura del direttore generale introdotta nei comuni. Il Segretario comunale si qualificava e si qualifica tutt’ora per la funzione di garanzia della legalità attraverso uno sviluppo di carriera professionale che inizia dai piccoli comuni. La loro è una specificità professionale unica, nei comuni piccoli, medi ma anche nei comuni medio-grandi il segretario è il vertice dell’intera struttura amministrativa che garantisce la legalità dell’agire quotidiano. Il paradosso di questa riforma è che anziché avvicinare la dirigenza alla specifica professionalità dei Segretari comunali si vuole annacquare la professionalità dei Segretari comunali dentro il calderone della dirigenza, disperdendone il valore. Conclude dicendo che molto dipenderà dai decreti attuativi, tutto si può riformare ma, si chiede, a quale logica risponde questa riforma ? Vogliamo una maggiore efficienza, trasparenza e legittimità dell’azione amministrativa? Questo si può realizzare facendo perdere specificità a una figura professionale che finora si è occupata proprio di questo?

"La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale". Il resoconto della collega Daniela Urtesi

Come scritto in un precedente post, si è svolto ieri mercoledì 8 aprile 2015 alle ore 14,00, a Roma, nella Sala della Regina presso Palazzo Montecitorio, l'Associazione Nazionale Professionale dei segretari comunali e provinciali G.B.Vighenzi, l'Associazione Professionale dei segretari degli enti locali ed il Comitato per l’anticorruzione e la legalità dei segretari della Puglia hanno organizzato presso la Sala della Regina del Palazzo Montecitorio a Roma un incontro su "La tutela della legalità negli enti locali: il ruolo del Segretario Comunale".
Presente all'incontro la collega Daniela Urtesi che ha provveduto in tempi brevissimi a redigere un resoconto molto dettagliato per il blog dei Segretari del Lazio. Manca l'intervento finale del Prof. Saitta, che provvederemo quanto prima ad integrare in qualche modo (l'intervento è stato poi riportato in un successivo post).
Questo il resoconto.

Apre RAFFAELE CANTONE (Presidente Autorità Nazionale Anticorruzione) il quale ricorda come la sua linea, all'epoca dell'approvazione della legge 190/12 era quella di rafforzare la figura del segretario comunale, per combattere il fenomeno del malaffare che si annida all’interno degli Enti Locali, fenomeno di minore entità per cifre, ma molto preoccupante perché esteso. L’idea della commissione che elaborò la legge anticorruzione era quella di rendere i segretari stabili, sganciati dalla nomina politica. Questa norma non passò però fu inserita la possibilità di impugnare la revoca se collegata all'attività anticorruzione svolta dal segretario comunale. Come magistrato si è sempre rapportato con i segretari comunali che rappresentano un argine (a volte l’unico argine) alle infiltrazioni della criminalità organizzata.  Questa però è storia. Adesso occorre capire se quanto si sta facendo adesso sia apprezzabile. Il testo licenziato dalla Commissione Affari Costituzionali ribadisce l’abolizione però vi è una importante scelta di sistema: l’obbligo di avvalersi di un dirigente apicale con compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità dell'azione amministrativa. Questo soggetto è colui che deve svolgere i compiti di prevenzione della corruzione e di garanzia della trasparenza. Qual è il punto della questione? Il tema vero è garantire i requisiti di autonomia e indipendenza, bisogna rafforzare il ruolo dei segretari-dirigenti apicali anche individuando precisi criteri di nomina. Il testo licenziato dalla commissione è un punto di partenza per la nuova figura della dirigenza apicale che conserva le funzioni del segretario comunale ivi compresa quella di responsabile dell'anticorruzione. La battaglia adesso è alzare l’asticella sui requisiti di professionalità, autonomia e indipendenza. Certo se vivessimo in un mondo teorico sarebbe da augurarsi che la figura del segretario resti così com’è e venga rafforzata. La norma approvata è discreto un compromesso, un punto di partenza rispetto al quale se questa riforma sarà buona o meno dipenderà da quanto in sede attuativa verrà garantita l'imparzialità, l'indipendenza e la trasparenza nella selezione del dirigente apicale.

Segue l’intervento dell’onorevole GIAMPIERO D’ALIA (Presidente della Commissione Parlamentare per le questioni regionali)

La sua riflessione parte dalla riforma del titolo V della costituzione che ha fatto saltare l’intero sistema dei controlli ed ha fatto emergere un’insofferenza ad ogni forma di controllo anche interno. La vicenda dei segretari comunali è sintomatica di una interpretazione sbagliata del ruolo delle autonomie. L’abolizione è sbagliata anche se è importante l’affermazione della funzione. Mantenere la figura del segretario comunale non significa cedere a istanze corporative ma significa rispondere ad un’esigenza della pubblica amministrazione. Chiude poi il suo intervento con una constatazione: il testo licenziato inquadra i segretari nella dirigenza quindi ha il merito di aver chiuso la vexata questio se i segretari comunali siano o meno dirigenti.

Interviene il Dott. SALVATORE SFRECOLA (Presidente della Corte dei Conti Sez. Regionale Umbria)

Dopo aver parlato della sua esperienza personale con i segretari comunali dei quali ha avuto modo di apprezzarne la grandissima professionalità che spazia dagli appalti al bilancio, dal personale al patrimonio, si sofferma sulla proposta di legge delega. Evidenzia che lascia troppi spazi al governo, a suo parere è una sorta di delega in bianco. Personalmente poi è contrario al ruolo unico dei dirigenti e ritiene che lo spoil system costituisca la negazione del principio di separazione tra politica e gestione. La lotta alla corruzione si fa con la buona amministrazione, abbattendo l’interesse del corruttore ad allungare i tempi, a variare i progetti. La lotta alla corruzione si fa con un buon sistema di controlli. Ritiene che nel dibattito sui segretari comunali ci sono molti preconcetti, si augura che il parlamento rifletta molto su questa riforma. Conclude affermando che una riforma sbagliata non è niente … è peggio e si augura che questo non avvenga.

Segue l’intervento Dott. MARIO PALAZZI (Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma)
Esordisce subito dicendo che questa legge non gli piace affatto: è una brutta legge. Ritiene sbagliato eliminare i segretari comunali la funzione invece deve essere difesa e salvaguardata. Sottolinea che il ruolo del magistrato è quello di pensare male e che il controllo della magistratura è l’ultimo, l’estremo. La funzione di controllo non può essere lasciata solo alla magistratura ma è necessario costruire una rete di controlli in corso d’opera. Il legislatore del 2012 ha potenziato il ruolo del segretario nell’ambito dei controlli a cui è conseguita una responsabilità personale. E’ questo un ruolo molto delicato che ha bisogno i autonomia e indipendenza. Rivolge poi alla sala una domanda: “Secondo voi chi viene graziosamente nominato in un certo ruolo ha il potere di dire di no? Non penso proprio”. Conclude soffermandosi sulla parola spoil system che non gli piace proprio e a volerla tradurre significa: bottino, preda.
Interviene UMBERTO AMBROSOLI (Consigliere Regionale della Lombardia)
Ricorda che la Regione Lombardia è stata la prima ad approvare una mozione in favore dei segretari comunali. E’ stato fatto non per cedere a pressioni corporative ma perché si crede fermamente nell’importanza del ruolo svolto dai segretari comunali. Sotto la voce semplificazione si sta rimuovendo la funzione di controllo. Invece di ricercare un equilibrio passa il messaggio SEMPLIFICAZIONE=MENO CONTROLLI. I controlli sono un’esigenza imprescindibile molto sentita dai cittadini. Prosegue poi evidenziando che l’amministrazione locale è condizionata dalla legge del consenso e questa rischia di far perdere di vista gli obiettivi pubblici. In questo contesto è importante il ruolo di presidio della legalità del segretario comunale perché non è condizionato dalla legge del consenso, ed ancora più importante è il ruolo del segretario comunale di garanzia e tutela delle minoranze perché queste sono le prime vittime della legge del consenso.
Segue  la testimonianza di MARIA CARMELA LANZETTA (ex ministro degli Affari Regionali ed ex sindaco) la quale parte dalla sua esperienza di  sindaco  e proprio per questo gli riesce difficile pensare ad un annullamento del ruolo del segretario comunale. Molto spesso nei comuni il segretario comunale è l’unico laureato ed è in grado di supplire a tutte le carenze che purtroppo ci sono nei comuni. Un sistema dei controlli è necessario, l’agire quotidiano delle amministrazioni deve essere rispettoso delle norme e dei tempi. Il segretario comunale è un indiscutibile presidio di legalità, possiamo discutere su come chiamarlo ma è necessario che ci sia a nome e in rappresentanza dello Stato. Qui il link all'intervento integrale di M.C. Lanzetta.
Interviene l'On. FRANCESCO PAOLO SISTO (Presidente della Commissione Affari Costituzionali alla Camera dei Deputati)
Rileva che la legge delega è uno strumento insidioso, occorre delimitare bene i margini di intervento del governo. Osserva poi che nel momento in cui si ha necessità di creare un’autorità a presidio della legalità (l’ANAC) si eliminano i segretari comunali che sono uno strumento analogo, speculare alla funzione dell’ANAC. Evidenzia che la corruzione non si combatte con le iper-norme e con gli allungamenti dei tempi di prescrizione fino a 22 anni. Ma si combatte con la prevenzione: prevenire vale molto più che reprimere. L’illegittimità è un passaggio fondamentale verso l’illeicità. Si chiede se possiamo permetterci di eliminare la figura che oggi combatte l’illegalità. I segretari comunali si occupano più degli altri che di se stessi e sono lo zoccolo duro della legalità che garantiscono in maniera più che sufficiente (6 e mezzo in termini scolastici). 
Termina l'on. FEDERICA DIENI del M5S evidenziando che il M5s è contrario all'abolizione e favorevole allo stralcio della parte che riguarda i segretari comunali. La ripresa video dell'intervento è visibile al seguente link.

_________________________________________

Su questo blog sono stati in precedenza riportati altri interventi dei relatori all'incontro, che possono essere esaminati nei precedenti post:


RAFFAELE CANTONE


GIAMPIERO D’ALIA



SALVATORE SFRECOLA