No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

martedì 27 ottobre 2015

Nella proposta di Legge di Stabilità si supera l’obbligo per i piccoli comuni del ricorso alle Centrali Uniche. ANCI: "Auspichiamo conferma in testo definitivo"

Ha trovato conferma nel testo del Ddl sulla Legge di Stabilità, trasmesso in queste ore al Senato per l’avvio dell’iter parlamentare previsto, la richiesta avanzata dall’Anci per il superamento dell’obbligo di ricorrere alle Centrali Uniche di Committenza per gli acquisti di beni, servizi e lavori fino alla soglia di 40.000 euro anche per i Comuni con meno di 10.000 abitanti.
L'Anci, per scongiurare il rischio di ulteriori penalizzazioni e aumenti di costi dovuti al quadro normativo eccessivamente complesso che, in particolare nei piccoli Comuni, rischia di ingessare il sistema di acquisizione, aveva sostenuto con forza già nel dl Enti locali l'emendamento di esenzione dall’obbligo di ricorrere alla Cuc fino ad un valore di 40.000 euro, per tutti i Comuni, anche quelli inferiori a 10.000 abitanti. Si auspica, quindi, nella conferma di questa positiva novità che interessa ben 6814 Comuni anche nell’approvazione definitiva della Legge di Stabilità.
Resta ancora irrisolto il problema del disallineamento temporale (circa due mesi) in assenza di una proroga al gennaio 2016 - o comunque alla data di entrata in vigore della Legge di Stabilità - del termine di entrata in vigore - attualmente fissato al 1° novembre 2015 - per l’obbligo di centralizzazione degli acquisti. L’Anci sta lavorando per risolvere questa “sovrapposizione” nel corso dell’iter parlamentare.

Precisazioni dell’IFEL sugli adempimenti relativi al DUP indicati da Arconet

Nella seduta del 21 ottobre la Commissione Arconet, in risposta ad un quesito formulato da Anci, ha chiarito adempimenti, date e scadenze previsti per l’approvazione del DUP e della nota di aggiornamento del DUP. Si precisa che i termini indicati nella nota non tengono conto della proroga intervenuta e si riferiscono ai termini indicati nel principio contabili e nel TUEL. Per una maggior comprensione, il nuovo termine è indicato tra parentesi.
Con riferimento al procedimento di approvazione del DUP, dal vigente quando normativo risulta:
1)  che il DUP è presentato dalla Giunta entro il 31 luglio (ora 31 dicembre) “per le conseguenti deliberazioni”. Pertanto il Consiglio riceve, esamina, discute il DUP presentato a Luglio (ora dicembre) e delibera. La deliberazione del Consiglio concernente il DUP può tradursi:
  1. in una approvazione, nel caso in cui il documento di programmazione rappresenta gli indirizzi strategici e operativi del Consiglio;
  2. in una richiesta di integrazioni e modifiche del documento stesso, che costituiscono un atto di indirizzo politico del Consiglio nei confronti della Giunta, ai fini della predisposizione della successiva nota di aggiornamento.
La deliberazione del DUP presentato a luglio (ora dicembre) costituisce una fase necessaria del ciclo della programmazione dell’ente;
2)  l’assenza di un termine per la deliberazione concernente il DUP, al fine di lasciare agli enti autonomia nell’esercizio della funzione di programmazione e di indirizzo politico, fermo restando che il Consiglio deve assumere “le conseguenti deliberazioni”. Il termine del 15 novembre (28 febbraio 2016) per l’aggiornamento del DUP comporta la necessità, per il Consiglio di deliberare il DUP in tempi utili per la presentazione dell’eventuale nota di aggiornamento. La deliberazione consiliare concernente il DUP non è un adempimento facoltativo, anche se non è prevista alcuna sanzione. IFEL ritiene che, pur essendo obbligatorio, il passaggio in Consiglio può esprimersi fino al giorno prima della presentazione;
3)  considerato che la deliberazione del Consiglio concernente il DUP presentato a luglio (ora 31 dicembre) presenta, o un contenuto di indirizzo programmatico, o costituisce una formale approvazione, che è necessario il parere dell’organo di revisione sulla delibera di giunta a supporto della proposta di deliberazione del Consiglio, reso secondo le modalità previste dal regolamento dell’ente;
4)  che la nota di aggiornamento al DUP, è eventuale, in quanto può non essere presentata se sono verificare entrambe le seguenti condizioni:
  1. il DUP è già stato approvato in quanto rappresentativo degli indirizzi strategici e operativi del Consiglio;
  2. non sono intervenuti eventi da rendere necessario l’aggiornamento del DUP già approvato;
5)  che, se presentato, lo schema di nota di aggiornamento al DUP si configura come lo schema del DUP definitivo. Pertanto è predisposto secondo i principi previsti dall’allegato n. 4/1 al D.Lgs. 118/2011;
6)  che lo schema di nota di aggiornamento al DUP e lo schema di bilancio di previsione sono presentati contestualmente entro il 15 novembre (28 febbraio 2016), unitamente alla relazione dell’organo di revisione, secondo le modalità previste dal regolamento dell’ente;
7)  che la nota di aggiornamento, se presentata, è oggetto di approvazione da parte del Consiglio. In quanto presentati contestualmente, la nota di aggiornamento al DUP e il bilancio di previsione possono essere approvati contestualmente, o nell’ordine indicato.
8)  che la disciplina concernente la presentazione del DUP si applica anche agli enti in gestione commissariale.
9)  che in caso di rinvio del termine di presentazione del DUP, la specifica disciplina concernente i documenti di programmazione integrati nel DUP deve essere rispettata.
Fonte: IFEL.

lunedì 26 ottobre 2015

Il testo completo della proposta di Legge di stabilità presentato in Senato

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha firmato la legge di stabilità 2016, che è stata trasmessa al Senato per cominciare l’iter parlamentare. L’apertura formale della sessione di bilancio si avrà con la comunicazione all’Aula, che risulta convocata per martedì alle 16.30 con all’ordine del giorno le comunicazioni del presidente Pietro Grasso sul calendario dei lavori.

Le novità della legge di stabilità 1: Per i dipendenti pubblici contratti «bloccati» fino all'attuazione della riforma Madia

Le regole sul pubblico impiego si confermano fra le più «mobili» in questa prima fase di costruzione della legge di Stabilità, e anche nel testo arrivato al Quirinale sono molte le novità rispetto alle bozze circolate nei giorni scorsi. Due su tutte: è stato stralciato il «congelamento» della riforma Brunetta, per cui i 300 milioni messi sul piatto dei rinnovi contrattuali (più quelli che Regioni ed enti locali cercheranno di trovare nei loro bilanci) dovranno passare da una trattativa con tutti i crismi che, legge alla mano, dovrà risolvere il rebus della riduzione a quattro dei comparti pubblici e delle tre fasce di merito in cui articolare il personale per distribuire i premi di produttività. La seconda "evoluzione" del testo riguarda il turn over: viene confermata la regola generale del 25%, che permette alla Pa di dedicare a nuove assunzioni un quarto dei risparmi prodotti dalle uscite di quest'anno, ma il parametro sale all'80% (cioè alle percentuali già previste per l'anno prossimo dal decreto Madia del 2014) in Regioni ed enti locali per assorbire gli esuberi provinciali.
Inizia così l'articolo Per i dipendenti pubblici contratti «bloccati» fino all'attuazione della riforma Madia di G. Trovati pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.

Le novità della legge di stabilità 2: per Di Primio (ANCI) “ingiustificata eventuale riduzione del turn over nei comuni”

“Dalle indiscrezioni della stampa si apprende che nelle bozze in circolazione della legge di stabilità sarebbe prevista una drastica riduzione del turn over di personale nel comparto pubblico per i prossimi tre anni. Tale previsione, che può risultare giustificata dalla prospettiva dello snellimento degli apparati burocratici centrali, sarebbe invece ingiustificata e particolarmente critica per i Comuni”, dichiara il Vicepresidente ANCI con delega al Personale Umberto Di Primio, Sindaco di Chieti. “La previsione della riduzione del turn over al 25% delle cessazioni metterebbe in grave difficoltà i Comuni, impedendo di dare seguito ad una programmazione dei fabbisogni strettamente connessa all’erogazione dei servizi alla cittadinanza. Ciò in una fase particolarmente complessa, stante anche il processo di ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province, che ha già determinato un sostanziale blocco delle assunzioni nel 2015. Questo drastico restringimento della capacità assunzionale sarebbe anche in controtendenza rispetto alle scelte strategiche fatte con solo un anno fa con il decreto legge che ha anticipato alcune misure urgenti per la riforma della PA, prevedendo dal 2016 l’ampliamento del turn over nei Comuni all’80% delle cessazioni, per arrivare al 100% dal 2018. Tengo a ricordare peraltro come soltanto pochi mesi fa la Corte dei Conti nella sua Relazione al Parlamento sulla spesa per il personale degli Enti territoriali abbia riconosciuto l’importante contributo agli andamenti complessivi di finanza pubblica che i Comuni hanno reso negli ultimi anni attraverso il contenimento delle dinamiche occupazionali retributive. La Corte dei Conti ha infatti certificato come nel triennio 2011/2013 il comparto dei Comuni abbia complessivamente ridotto il numero di dipendenti di 20.000 unità e il numero di dirigenti di oltre l’11%, determinando una flessione della spesa di personale pari al 5,52%.”
Fonte: ANCI (22.10.2015).

Le novità della legge di stabilità 3: Imu e Tasi, ecco chi paga e chi no

Dal 2016 viene cancellata la Tasi sulle abitazioni principali. La misura riguarda anche le «abitazioni principali» degli inquilini o dei comodatari, che quindi non dovranno più versare la quota a loro carico. Anche in questi casi l'abitazione principale è quella in cui si ha residenza e dimora abituale.

Il testo della manovra firmato dal presidente della Repubblica e inviato al Senato prevede l'abolizione della Tasi sulle abitazioni principali. Ecco tutte le novità contenute nel disegno di legge illustrate da Il Sole 24 Ore.



Le novità della legge di stabilità 4: Centrali uniche di committenza, verso l'estensione dei 40 mila euro anche sotto i 10 mila abitanti

"Dalle bozze della Legge di stabilita’, rispetto all’obbligo di ricorrere alle Centrali uniche di committenza per gli acquisti, apprendiamo con soddisfazione della possibile estensione della soglia dei 40.000 euro anche per i Comuni con meno di 10.000 abitanti”. Lo affermano Massimo Castelli e Dimitri Tasso, rispettivamente coordinatori nazionali ANCI per i piccoli Comuni e per le Gestioni associate.

‘’L'ANCI, per scongiurare il rischio di ulteriori penalizzazioni e aumenti di costi dovuti al quadro normativo eccessivamente complesso che, in particolare nei piccoli Comuni, rischia di ingessare il sistema di acquisizione, aveva sostenuto con forza gia’ nel dl Enti locali l'emendamento di esenzione dall’obbligo di ricorrere alla Cuc fino ad un valore di 40.000 euro, per tutti i Comuni, anche quelli inferiori a 10.000 abitanti, per gli acquisti di beni, servizi e lavori. Auspichiamo quindi – proseguono i due esponenti dell’ANCI - una conferma definitiva anche nei testi ufficiali della Legge di stabilita’ di questa positiva novita’ che interessa ben 6814 comuni’’.
‘’Tale norma tuttavia, in assenza di una proroga del termine di entrata in vigore attuale (dal 1° novembre 2015 al gennaio 2016) per l’obbligo di centralizzazione degli acquisti, determinerebbe uno ‘sfasamento’ temporale di due mesi, colmabile solo con apposita disposizione urgente di slittamento del suddetto termine, come gia’ richiesto da ANCI”, concludono Castelli e Tasso.
Fonte: ANCI (20.10.2015).
Nel testo del DDL ufficialmente presentato in Senato, all'art. 23, comma 7, risulta confermata la misura.
Per i problemi di coordinamento della proposta, con l'imminente scadenza del termine del 1 novembre si veda il precedente post Centrali Uniche di committenza: tra interventi regolatori dell'ANAC e richieste di proroga ANCI, con i post ivi richiamati.

Le novità della legge di stabilità 5: divieto per enti locali alzare tasse

Il divieto per gli enti locali di alzare le tasse, come previsto dalla legge di stabilità, "non ci preoccupa perché sindaci e presidenti di Regione non sono il partito delle tasse". Lo ha detto il presidente dell'Anci e sindaco di Torino, Piero Fassino, a margine di una conferenza stampa sull'art bonus a Roma.

"Noi siamo assolutamente favorevoli a una riduzione della pressione fiscale perché viviamo con i nostri cittadini e ci rendiamo conto che questa è un'esigenza obiettiva - ha aggiunto Fassino -. Non abbiamo certamente da eccepire a ogni provvedimento che riduce la pressione fiscale anzi lo condividiamo naturalmente come nel caso della Tasi, la necessità che l'abolizione di un prelievo fiscale di cui i comuni beneficiano sia compensato da un trasferimento di risorse da parte dello Stato di analoghe dimensioni, cose che nella legge di stabilità è garantita perché prevede che i comuni siano ristorati al 100% di quello che introiettavano prima con la Tasi, sono risorse essenziali per i comuni perché finanziano i servizi", ha concluso il presidente dell’Anci.
Fonte: ANCI

Il parere di ARCONET sul procedimento di approvazione del dup e la nota di aggiornamento

Il portale dedicato all'Armonizzazione Contabile degli Enti locali ha risposto, in data 22 ottobre 2015, un quesito concernente il procedimento di approvazione del Documento Unico di programmazione e della relativa nota di aggiornamento. In merito, ARCONET, in primo luogo ha chiarito che il DUP viene presentato dalla Giunta entro il 31 luglio "per le conseguenti deliberazioni" al Consiglio. Tale organo, pertanto, dopo aver ricevuto ed esaminato il documento, delibererà nel senso di una approvazione, nel caso in cui rappresenti gli indirizzi strategici e operativi del Consiglio stesso, oppure in una richiesta di integrazioni e modifiche, che costituiscono un atto di indirizzo politico nei confronti della Giunta, ai fini della predisposizione della successiva nota di aggiornamento. In particolare, il termine del 15 novembre per l'aggiornamento del DUP comporta la necessità, per il Consiglio di deliberare il DUP in tempi utili per la presentazione dell'eventuale nota di aggiornamento. A proposito di quest'ultima, peraltro, è stato fatto presente che è eventuale, in quanto può non essere presentata se sono verificare entrambe determinate condizioni, ossia se il DUP è già stato approvato in quanto rappresentativo degli indirizzi strategici e operativi del Consiglio, ovvero se non sono intervenuti eventi da rendere necessario l'aggiornamento del DUP già approvato. Lo schema di nota di aggiornamento al DUP, inoltre, si configura come lo schema del DUP definitivo e deve essere presentato contestualmente allo schema di bilancio sempre entro il 15 novembre, per, poi, essere oggetto di approvazione da parte del Consiglio. Infine, ARCONET ha precisato che anche in caso di rinvio del termine di presentazione del DUP, la specifica disciplina concernente i documenti di programmazione integrati nel Documento deve essere rispettata.
Fonte: LogosPA.

In argomento si vedano anche i precedenti post:

Baratto amministrativo: la nota aggiornata predisposta da Anci e Ifel

Pubblicata la nota di approfondimento Anci-Ifel relativa all’istituto del c.d. “baratto amministrativo”, con alcune importanti integrazioni e modificazioni apportate a seguito delle segnalazioni e dei suggerimenti pervenuti in particolare da enti che hanno avviato la sua applicazione. 
In particolare, alcuni passaggi della prima versione, pubblicata nei giorni scorsi e ripresi con enfasi dalla stampa specializzata, sono apparsi eccessivamente restrittivi rispetto a scelte dei Comuni, del tutto legittime, che puntano a coniugare gli aspetti “di servizio” normati con l’articolo 24 del DL 133/2014 con principi ed obiettivi diversi e parimenti meritevoli in materia di solidarietà sociale e abbattimento di motivi di contenzioso. 
Nella prassi e nella dottrina relative alla gestione delle entrate locali, anche di natura tributaria, tali obiettivi hanno assunto piena cittadinanza e sono entrati a far parte dei principi ispiratori di una corretta ed equa politica fiscale locale. Riteniamo pertanto doveroso rettificare la nota già pubblicata, soprattutto per la parte che tendeva ad escludere dagli interventi connessi al “baratto” la regolazione di debiti tributari pregressi, che diversi Comuni hanno attivato valendosi dell'autonomia che la legge riconosce agli enti locali.
Fonte: ANCI.

Superamento del bicameralismo paritario e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione (scheda di lettura)

Il disegno di legge di riforma costituzionale reca disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione. Esso è stato approvato dal Senato, con modificazioni, l’8 agosto 2014, modificato dalla Camera il 12 marzo 2015 e nuovamente modificato dal Senato che lo ha approvato il 13 ottobre 2015 (C. 2613-B).
Qui il link al Dossier del servizio studi della Camera dei Deputati n. 216/10 del 20 ottobre 2015 contenente la scheda di lettura del provvedimento.
Qui il link al Dossier del servizio studi della Camera dei Deputati n. 216/9 del 20 ottobre 2015 contenente il raffronto tra il testo vigente della Costituzione, le modifiche apportate dal Senato in prima lettura (a.c. 2613), quelle approvate dalla Camera dei Deputati in seconda lettura (a.c. 1429-b) e quelle approvate dal Senato in terza lettura (a.c. 2613-b)

giovedì 22 ottobre 2015

Per il Dup obbligo di approvazione anche in consiglio (il Dup da ieri non è più nebuloso?)

Per il via libera al Documento unico di programmazione serve un'approvazione vera e propria da parte del consiglio comunale, che di conseguenza deve ricevere il Dup accompagnato dal parere dei revisori.

È questo l'orientamento di cui ha discusso ieri la commissione Arconet, cioè l'organismo che presso il ministero dell'Economia guida l'applicazione della riforma della contabilità, ed è in linea con il carattere «strategico» che l'armonizzazione assegna al nuovo documento: per quest'anno, comunque, i revisori hanno un po' più di tempo, grazie al rinvio al 31 dicembre per il varo del Dup in giunta appena deciso alla luce del continuo movimento che caratterizza la finanza locale.
Inizia così l'articolo Per il Dup obbligo di approvazione anche in consiglio di G. Trovati pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.
Con questo orientamento ARCONET è da chiedersi se il Dup da ieri sia ancora nebuloso, come aveva lamentato ANCI Veneto in un recente documento.
In argomento si vedano i precedenti post:

martedì 20 ottobre 2015

Stato-Città - Prorogato al 31/12 il termine di presentazione del DUP

La Conferenza Stato-Citta’, nella riunione odierna, ha prorogato al 31 dicembre 2015 il termine del 31 ottobre per la presentazione, da parte degli Enti Locali, del Documento Unico di Programmazione (Dup) per il 2016.

Era stata proprio l’Associazione dei Comuni ad evidenziare questa richiesta, in ragione del fatto che al momento non sussistono gli elementi necessari per una corretta compilazione del Dup: in particolare, sussiste ancora incertezza normativa riguardo l’eliminazione di importanti segmenti di prelievo immobiliare e le relative modalita’ di compensazione, nonche’ indeterminatezza circa i vincoli di finanza pubblica e il superamento del Patto di stabilita’ interno.
Il DUP prevede infatti una programmazione delle entrate e della spese molto analitica, in particolare per la parte ‘‘operativa’‘ del documento, che allo stato attuale rischia di concretizzarsi in un inutile aggravio, dovendo poi essere radicalmente rivisto alla luce delle norme di cui si attende l’emanazione con la Legge di Stabilita’ 2016, che ha appena iniziato il suo iter parlamentare.
‘’La proroga decisa oggi e’ dunque una decisione di buon senso – commenta il Presidente del Consiglio Nazionale ANCI, Enzo Bianco - e per questo motivo apprezziamo la sensibilita’ dimostrata dal Governo che ha saputo cogliere la fondatezza delle nostre osservazioni’’.
La Conferenza Stato-Citta’ di oggi, inoltre, ha stabilito che l’aggiornamento del Dup dovra’ operarsi entro il 28 Febbraio, e ha prorogato al 31 marzo il termine per l’approvazione dei bilanci 2016.
Fonte: ANCI

Il Dup slitta a fine anno - Preventivi 2016 verso il 31 maggio

Nella Conferenza Stato-Città di oggi dovrebbe arrivare il rinvio a fine anno del Dup 2016-2018, il documento di programmazione chiesto dalla riforma dei bilanci che sta incontrando parecchie incognite sul contenuto e sulla procedura, e affacciarsi il rinvio dei preventivi 2016, probabilmente a fine maggio. Completano il menu i correttivi all'Addendum fra Economia e Cdp per far partire lo sblocca-debiti (850 milioni) previsto dal decreto enti locali e il censimento avviato dai Prefetti sui problemi delle gestioni associate obbligatorie, per le quali il Parlamento già prospetta una nuova proroga. Il rinvio del Dup, che sarà accolto con favore dagli enti in ritardo nonostante la scadenza di fine ottobre sia nota da mesi, nasce dalle incognite poste dalla manovra, che cambia ancora una volta il quadro di entrate e uscite, e dalla scarsa chiarezza sulle procedure, a partire dall'obbligo o meno di un'approvazione in consiglio: tema su cui dovrebbe pronunciarsi domani la commissione Arconet.
Inizia così l'articolo Il Dup slitta a fine anno - Preventivi 2016 verso il 31 maggio di G. Trovati e P. Ruffini pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA e segnalato dal sito dell'Associazione Vighenzi.
Vedi anche il successivo post STATO-CITTÀ - PROROGATO AL 31/12 IL TERMINE DI PRESENTAZIONE DEL DUP.

Il Prof. D'Alessio in audizione sul DDL di riorganizzazione della PA: gli aspetti critici della riforma della dirigenza

Ripubblichiamo un post del 25 maggio relativo all'intervento del Prof. D'Alessio sulla riforma della PA in Commissione Affari Costituzionali della Camera, ricordando che i riferimenti all'art. 9 debbono oggi essere intesi, nella stesura definitiva del testo normativo, all'art. 11.

La Commissione affari costituzionali della Camera prosegue le audizioni sul DDL di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Nella seduta del 20 maggio 2015 la Commissione ha ascoltato alcuni esperti, tra i quali Gianfranco D'Alessio, professore ordinario di diritto amministrativo presso l'Università di Roma Tre, che ha effettuato alcune considerazioni sulla riforma della dirigenza pubblica contenuta nell'art. 9 del DDL.
Ho provato a riassumere e schematizzare l'intervento che mi è parso particolarmente interessante.
Il Prof. D'Alessio, dopo aver premesso che il DDL parte dalla scelta di fondo di disciplinare tutte le dirigenze pubbliche, si è soffermato su alcuni aspetti "critici" della norma.
ACCESSO ALLA DIRIGENZA (art. 9, comma 1, lett. c)
E' previsto un doppio canale di accesso alla dirigenza quello del corso concorso per esterni e quello del concorso per i funzionari. Pur condividendo il sistema, che comunque privilegia il sistema del corso concorso, la criticità della previsione viene individuata nell'eccessiva durata del percorso necessario ad accedere alla dirigenza mediante corso concorso.
CONFERIMENTO DEGLI INCARICHI (art. 9, comma 1, lett. f)
Il sistema previsto dall'art. 9 consentirà di nominare il dirigente tra tutti coloro che sono iscritti ai tre ruoli (Stato, Regioni ed Enti locali). Mediante degli interpelli le amministrazioni avvieranno le procedure per la nomina del dirigente, interpelli a cui potranno rispondere tutti i dirigenti. Da qui l'importanza di introdurre un filtro, sia per ragioni di funzionalità del sistema sia per limitare l'eccessiva discrezionalità della scelta. In tale ottica appare significativa la previsione delle tre Commissioni per la gestione dei ruoli, che interverranno nella procedura di nomina o a monte mediante individuazione di una rosa di candidati o con una verifica ex post sulla nomina effettuata.
La reale rilevanza di tali Commissioni deriverà anche da come verranno organizzate: se non si attribuisce alle stesse una funzionalità reale, le Commissioni non avranno senso.
INCARICHI A SOGGETTI ESTERNI AI RUOLI (art. 9, comma 1, lett. f)

Il Senato ha introdotto nell'art. 9, comma 1, lett. f), la possibilità di conferire incarichi a soggetti esterni ai ruoli "fermi restando i limiti previsti dall’articolo 19, comma 6, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165".

I limiti per il conferimento di incarichi a soggetti esterni sono tuttavia differenti per le amministrazioni pubbliche. In particolare se è previsto il limite ordinario del 10% nell'art. 19, comma 6, del D.lgs. 165/2001, per gli enti locali il limite è determinato nella misura superiore del 30% della dotazione organica dirigenziale. Questa differenza è sempre stata giustificata dalla carenza di dirigenti degli enti locali. Il sistema previsto dall'art. 9 fa riferimento esclusivamente all'art. 19, comma 6, quindi dovrebbe superare le differenziazioni, anche perchè non più giustificate dall'attuale sistema di nomina, che consente di reperire dirigenti in tutti i tre ruoli. Inoltre, il richiamo all'art. 19, comma 6, introduce un ulteriore profilo problematico, in quanto il conferimento di incarichi esterni è legittimo "a persone di particolare e comprovata qualificazione professionale, non rinvenibile nei ruoli dell'Amministrazione", cosa che con l'attuale sistema di nomina appare difficilmente realizzabile. Come giustificare che tra le migliaia di dirigenti dei tre ruoli non ve ne sia alcuno in grado di ricoprire quel determinato incarico?
DURATA DEGLI INCARICHI (art. 9, comma 1, lett. g)
Il Senato è intervenuto sulla norma prevedendo la durata di 4+2 anni (in argomento si veda il precedente post Riforma Madia, un anno in più per il primo incarico ai dirigenti - Arriva la formula «4+2»). La previsione dovrebbe essere modificata con l'introduzione di elementi di maggiore flessibilità (prevedendo ad esempio un minimo ed un massimo). Non tutti gli incarichi sono uguali. Inoltre, la normativa anticorruzione prevede per alcuni incarichi "a rischio" una maggiore rotazione, cosa che non è richiesta e non è necessaria per altri.
LICENZIAMENTO PER I DIRIGENTI
La fuoriuscita dai ruoli va necessariamente collegata ad una valutazione negativa della dirigenza (in argomento si veda il precedente post Madia: «Solo la valutazione negativa farà decadere dal ruolo unico»).
VALUTAZIONE DEI DIRIGENTI
Nel riscrivere le regole sulla valutazione sarebbe opportuno chiedersi perchè il sistema di valutazione non ha funzionato. A prescindere da altre situazioni, in molti casi il sistema non ha funzionato perchè è mancata la base su cui poggiare la valutazione, ossia la programmazione. Se non si parte da questo il sistema non funziona. Occorre pertanto prevedere vincoli maggiori per chi è chiamato a programmare.

Riforma della Pubblica Amministrazione: il contesto e gli obiettivi della riforma

Sul sito dell'Associazione Vighenzi è pubblicato un articolo di Bernardo Giorgio Mattarella sulla L. 124/2015 di riforma della pubblica amministrazione, dal titolo Il contesto e gli obiettivi della riforma.

L'articolo è stato pubblicato su Giornale di diritto amministrativo 5/2015. 

Nuove assunzioni con la capacità del 2014 derivante dai «resti» del triennio 2011/2013

Secondo la deliberazione della Corte dei conti, Sezione regionale di controllo per la Toscana, 6 ottobre 2015, n. 396/2015/PAR, mentre i budget 2015/ 2016 (derivanti anche dalle cessazioni dei trienni precedenti il 2014 e 2015) sono integralmente destinati alle finalità di cui all’articolo 1, comma 424, della legge n. 190/2014, può essere utilizzata per effettuare nuove assunzioni di personale a tempo indeterminato la capacità assunzionale del 2014 derivante dai «resti» relativi al triennio 2011/2013, sempre che sia assicurato il rispetto dei vincoli di finanza pubblica (rispetto del patto di stabilità, dell’articolo 1, commi 557 e ss., della legge n. 296/2006, delle percentuali di turn over, quantificate in base alla spesa di personale cessato nell’anno precedente, secondo le previsioni dell’articolo 3, comma 5, del DL n. 90/2014) e siano stati osservati, a suo tempo, gli obblighi previsti dall’articolo 3, comma 3, del DL n. 90/2014 (programmazione finanziaria e contabile del fabbisogno di personale).
Inizia così l'articolo di Giovanni G.A. Dato dal titolo Nuove assunzioni con la capacità del 2014 derivante dai «resti» del triennio 2011/2013 pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.

In argomento su questo blog si vedano anche i precedenti post:

L'autonomismo federale di Luigi Sturzo, dirigente dell'ANCI

Pubblicato dalla rivista on line Federalismi.it un articolo dal titolo L'autonomismo federale di Luigi Sturzo, dirigente dell'ANCI di Andrea Piraino, Professore ordinario di Istituzioni di diritto pubblico dell'Università degli Studi di Palermo.
Questo il sommario:
1. La nuova prospettiva politico-istituzionale dell’ autonomismo federale e l’ingresso di Sturzo in ANCI. 2. Il realismo politico–amministrativo di Sturzo carta vincente della nuova ANCI contro il massimalismo e lo statalismo.3. Il Consiglio direttivo dell’ANCI come “gruppo di lavoro” teso alla riorganizzazione dell’amministrazione periferica nazionale.4. L’acquisizione da parte dell’ANCI di una sensibilità meridionalistica improntata all’autonomia responsabile ed al riscatto della subalternità sociale e politica del Mezzogiorno.5. Il ruolo decisivo di Sturzo per il rilancio dell’Associazione dei Comuni e l’adozione della linea di collaborazione e cooperazione dell’ANCI con lo Stato.6. La secessione dall’ANCI dei Comuni a guida socialista e l’azione di Sturzo per una ricomposizione dell’unità istituzionale dell’Associazione. 7. Il XIV Congresso dell’ANCI dall’idea della rifondazione dell’Associazione alla debàcle della linea politica proposta da Sturzo per una riforma tributaria dei Comuni “a coordinamento” statale.8. La rottura nel Consiglio direttivo dell’ANCI sul ddl Soleri ed il protagonismo politico del nuovo presidente, Teofilo Rossi, in favore di una apertura al Fascismo. 9. La decadenza dalla vice-presidenza dell’ANCI chiude il ciclo della narrazione autonomistica e federale di Sturzo e consegna l’Associazione dei Comuni al centralismo statalistico del Fascismo.

lunedì 19 ottobre 2015

La bozza della Legge di Stabilità 2016, via Imu-Tasi su prima casa

Legautonomie pubblica la bozza della Legge di Stabilità 2016, che dovrà iniziare l'iter parlamentare. Nel testo il governo prevede di abolire le tasse sulla prima casa dal 2016: la misura vale 3,7 miliardi. Niente Imu e Tasi, saranno mantenuti anche i bonus per le ristrutturazioni. Il governo ha detto che il gettito perduto dall'abolizione Imu-Tasi per i Comuni sarà compensato dallo Stato.

Il testo prevede anche un allentamento del patto di stabilità per i comuni con i bilanci a posto e lo sblocco di pagamenti per investimenti già effettuati, finora fermi per via del patto.
In argomento si veda anche il precedente post Focus Logos PA: la Legge di stabilita' 2016.

Dup: non necessita di un’approvazione del consiglio

Il Dup non deve essere approvato dal consiglio comunale come atto proprio. Sono sufficienti deliberazioni che esprimano la posizione di maggioranza ed opposizione, approvando mozioni specifiche.
Con l’approssimarsi della scadenza del 31 ottobre, quando il Documento unico di programmazione dovrà essere adottato dagli enti locali imperversa il dibattito relativo al ruolo al quale deve assolvere il consiglio.
Il problema sorge dalla circostanza che la normativa sul Dup nasce apparentemente incompleta. Infatti, l’articolo 170, comma 1, del d.lgs. 267/2000 stabilisce che “la Giunta presenta al Consiglio il Documento unico di programmazione per le conseguenti deliberazioni”, senza aggiungere altro. Dunque, molti si chiedono in cosa consistano le “deliberazioni” che dovrebbero adottare i consigli, senza che gli organismi tecnici, come ad esempio la commissione Arconet, siano fin qui riusciti a fornire orientamenti sul tema.
Tuttavia, la soluzione a questioni di questa natura non deve necessariamente essere ricavata dalla singola norma di dettaglio. Se, cioè, lo specifico articolo e comma che disciplina il Dup resta vago in merito alle competenze ed al ruolo che uno specifico organo dell’ente locale deve esercitare, la risposta allora deve essere reperita nelle norme generali che disciplinano le competenze degli organi.
Inizia così l'articolo pubblicato sulla Gazzetta degli enti locali dal titolo Dup: non necessita di un’approvazione del consiglio.

Vige l’obbligo di rimborso spese ai revisori dei conti degli enti locali

Ai revisori dei conti degli enti locali spetta il rimborso delle spese di viaggio effettivamente sostenute per lo svolgimento dell’incarico. Detto rimborso va riconosciuto a prescindere dal fatto che esso fosse previsto dal regolamento di contabilità o dalla deliberazione di nomina dei revisori o, comunque, fosse stato pattuito “in maniera specifica al momento del conferimento dell’incarico”. L’interpretazione, che conferma analogo pronunciamento della sezione regionale di controllo Sicilia (deliberazione n. 407/2013), è stata ribadita nei giorni scorsi dalla Corte dei conti Lombardia (deliberazione n. 329), chiamata a rispondere al quesito di un comune della provincia di Como relativo ai rimborsi spese all’organo di revisione.

Il diritto al rimborso spese è disciplinato dal Decreto del Ministero dell’Interno del 20 maggio 2005, che sotto la rubrica “Aggiornamento dei limiti massimi del compenso spettante ai Revisori dei conti degli Enti Locali”, all’art. 3 dispone che “ai componenti dell’Organo di revisione economico finanziaria dell’Ente avente la propria residenza al di fuori del Comune ove ha sede l’Ente, spetta il rimborso delle spese di viaggio, effettivamente sostenute, per la presenza necessaria o richiesta presso la sede dell’Ente per lo svolgimento delle proprie funzioni.
Inizia così l'articolo di Patrizia Ruffini pubblicato sul sito LeggiOggi dal titolo Vige l’obbligo di rimborso spese ai revisori dei conti degli enti locali.

Poca chiarezza attorno al documento unico di programmazione, meglio rinviarlo

Questa la posizione di ANCI Veneto sul documento unico di programmazione.
Per quanto riguarda il prossimo adempimento delle Amministrazioni locali, il DUP - documento unico di programmazione, tutto rimane nella nebulosità totale, nonostante la scadenza sia a fine ottobre p.v..
Innanzitutto é difficile capire ed anche spiegare agli altri, perché i Comuni (anche quelli minori dimensioni) debbano fare una dettagliata programmazione delle proprie attività per il prossimo triennio, quando lo Stato riesce a farla si e no solo per l'anno dopo ed in notevole ritardo.
Ad oggi poi, non si conoscono ancora le norme della legge di stabilità 2016 che, tra l'altro, sono necessarie per far quadrare il bilancio preventivo; occorre ad esempio conoscere a quanto ammonta la compensazione e per l'abolizione dell'imu sulla prima casa, le nuove regole del saldo finanziario che sostituirà quello del patto di stabilità, L'effettiva possibilità di utilizzare gli avanzi di amministrazione, i limiti reali dell'indebitamento, e così via.
Il DUP, inoltre, deve essere predisposto sulla base del nuovo quadro normativo e poi i tempi di adozione e di presentazione al consiglio comunale non sono immediati nemmeno nei comuni di minori dimensioni.
Infine, non sono ancora pervenute le doverose precisazioni ufficiali sulle competenze ad approvarlo, sull'obbligatoieta o meno del preventivo parere dei revisori, sui contenuti minimi obbligatori; vi sono solamente alcuni pareri non ufficiali, che hanno peraltro contribuito ad aumentare la confusione in materia.
Si ritiene pertanto che sia doverosa una proroga del termine di adozione del DUP facendolo coincidere con quello di approvazione del bilancio preventivo.

domenica 18 ottobre 2015

Focus Logos PA: la Legge di stabilita' 2016

Il Consiglio dei Ministri, durante la seduta del 15 ottobre 2015, ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016). L'esecutivo ha varato una manovra finanziaria di 26,5 miliardi di euro, che potrà aumentare fino a 29,5 miliardi in base all'accoglimento o meno della richiesta, avanzata alla Ue, di utilizzare uno 0.2% di spazio di patto in più per la "clausola migranti". La Legge di Stabilità 2016 prosegue il piano di taglio delle tasse, già avviato lo scorso anno, intensifica la lotta contro la povertà e la tutela delle fasce più deboli della popolazione, procede con la spending review.
Il testo del provvedimento non è stato ancora pubblicato dal Governo, che ha presentato i punti principali del ddl e delle slide di presentazione della Stabilità 2016. In attesa del testo della manovra finanziaria, la Fondazione Logos PA ha realizzato un focus di approfondimento sul tema per conoscere i punti centrali del provvedimento.
DOCUMENTI UTILI:
- Slide di presentazione, a cura del Governo;
- I punti principali della legge, comunicato Presidenza del Consiglio dei Ministri;
- Tutti i numeri della Legge di Stabilità, a cura di Nicolotta Cottone, Il Sole24 ore;
- Solo 200 milioni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego, a cura di Gianni Trovati, Quotidiano Enti Locali&PA;
In argomento si veda anche il precedente post In 12 punti la piattaforma ANCI per la legge di stabilità.

DUP 2016/2018: secondo il Consiglio dei Commercialisti non serve il parere dell'organo di revisione

La Commissione Enti pubblici del consiglio nazionale dei dottori commercialisti è intervenuta in merito al DUP e al parere dell'organo di revisione. Nel documento diffuso dalla Commissione, oltre che un richiamo alla normativa che disciplina il Documento Unico di Programmazione, viene espresso un parere circa il ruolo affidato al Consiglio comunale in sede di approvazione del DUP 2016/2018.

Con espresso riferimento all'ultima nota pubblicata da Arconet, dove è stato specificato che con riferimento agli adempimenti relativi al DUP 2016/2018, nel rispetto dell'articolo 170, comma 1 del TUEL, il termine del 31 ottobre 2015 si riferisce alla presentazione del DUP 2016-2018 approvato dalla Giunta al Consiglio, per le conseguenti deliberazioni, la Commissione si interroga sulla non espressa previsione di approvazione del documento da parte del Consiglio Comunale.
Secondo la Commissione, l'unica interpretazione corretta, non può che essere quella che nasce combinando il comma 1 dell'art.170 con il comma 1 del successivo articolo 174 e quindi di una preventiva presentazione del DUP al Consiglio entro il 31/7 (a regime), di un'eventuale presentazione di una Nota di aggiornamento entro il 31/10 e della presentazione definitiva all'organo consiliare per l'approvazione unitamente allo schema di bilancio di previsione finanziario unitamente agli allegati e alla relazione dell'organo di revisione entro il 15 novembre di ogni anno. Conseguentemente, la Commissione si è espressa in merito al parere dell'organo di revisione, ovvero: ricordando che i pareri obbligatori richiesti all'organo siano su proposte di deliberazione da sottoporre all'approvazione del Consiglio, la Commissione sostiene che il parere sul DUP non è obbligatorio, essendo presentato al Consiglio ma non sottoposto ad approvazione. Pertanto, il DUP 2016/2018, in mancanza delle precisazioni normative prima richieste, l'organo di revisione, si esprimerà in sede di parere sul bilancio di previsione verificando la coerenza esterna con gli obiettivi di finanza pubblica, la coerenza interna tra documento di programmazione e previsioni di bilancio, nonché la loro attendibilità e congruità come richiesto dal citato comma 1bis del citato articolo 239 del D.lgs. 267/2000.

Il 22 ottobre a Tor Vergata il seminario “Quale futuro per gli enti locali?”

È in programma il 22 ottobre alle ore 10:00, presso la Sala del Consiglio dell’Università di Tor Vergata di Roma (Facoltà di Economia), il seminario “Quale futuro per gli enti locali?”. L’incontro, ad ingresso gratuito, si propone di analizzare la centralità degli enti locali alla luce delle recenti evoluzione normative e delle esigenze delle comunità di cittadini.
Il programma prevede, a seguito dei saluti istituzionali, gli interventi di Enrico Zanetti (Sottosegretario MEF), Pierciro Galeone (Direttore IFEL - Fondazione Anci) e Marco Meneguzzo (Università Roma Tor Vergata).
Nel pomeriggio della stessa giornata, prenderà avvio il Corso di Alta Formazione “Strategia e finanza locale”, collegato al Master MIMAP in innovazione e management nella PA.

Sistema dei controlli e semplificazione amministrativa:una coesistenza difficile?

Pubblicato sulla rivista on line Federalismi.it un articolo di Francesco Zammartino - Professore aggregato di Istituzioni di Diritto pubblico - Università degli studi di Napoli "L'Orientale" dal titolo Sistema dei controlli e semplificazione amministrativa:una coesistenza difficile?
Questo il sommario:
1. Profili ricostruttivi tra natura giuridica e tipologie di controlli. –2. Il vigente regime dei controlli sugli organi –2.1. I controlli sugli enti locali minori –2.2. I controlli sulle Regioni –2.3. Il controllo sostitutivo –3.I controlli esterni della pubblica amministrazione –3.1. I controlli di legittimità –3.2. I controlli ex post di gestione – 3.3. Il controllo economico -finanziario sugli enti pubblici – 3.4. I nuovi controlli della Corte dei Conti sugli enti locali – 4. I controlli interni della pubblica amministrazione. Verso un’amministrazione di risultati? – 4.1. I controlli di regolarità amministrativa e contabile –4.2. I controlli di gestione – 4.3.I controlli strategici – 4.4. Il c.d. ciclo delle performance – 5. Conclusioni: le possibili linee evolutive tra il sistema dei controlli e il regime della semplificazione.