No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

giovedì 19 marzo 2015

L.A.SE.C. sostiene la proposta di stralcio della norma sull'abolizione dei Segretari comunali

Il collega Ciro Mennella ha inviato per la pubblicazione un documento della Libera Associazione dei Segretari Comunali L.A.SE.C. che sostiene la proposta di stralcio S10.1 e gli emendamenti 10.68 - 10.69 – 10.70 – 10.71 – 10.72, che prevedono "tutti lo stralcio o la soppressione del comma 1, lettera b), numero 4 dell’art. 10 del DDL n. 1577, per evitare che si proceda alla abolizione della figura del Segretario Comunale e che si privi la Pubblica Amministrazione di esperienze e capacità espresse da tale categoria di pubblici dipendenti maturate attraverso un considerevole percorso pubblico di selezione e formazione.
La richiesta di stralcio e soppressione delle disposizioni previste dal n. 4 lettera b), del comma 1 dell’art. 10 DDL 1577 è stata, a suo tempo, sostenuta oltre che da questa associazione, dall’Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani (ANPCI) che rappresenta come detto circa il 70% dei comuni italiani e dalla CISL-Funzione Pubblica".

mercoledì 18 marzo 2015

Nuovo rallentamento per il DDL di riorganizzazione della PA

"Su alcuni punti i ritocchi targati Pagliari hanno ammorbidito e smussato il testo originario della delega Madia. Che, nonostante l'accelerazione impressa dalla Commissione negli ultimi giorni, non approderà in Aula al Senato prima del 31 marzo. Ieri la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha infatti dato la precedenza al "Ddl Anticorruzione" e al decreto sulle banche popolari. Il già lento cammino della delega Madia rischia quindi concludersi al Senato anche dopo Pasqua prima di passare alla Camera".
Questa la conclusione dell'articolo di Marco Rogari pubblicato sul Quotidiano del Sole24Ore Enti Locali e PA dal titolo Ddl Madia, più poteri a Palazzo Chigi su Agenzie e manager pubblici.

I dirigenti della Pubblica Amministrazione vanno selezionati attraverso concorsi pubblici

A margine dello scandalo che ha riguardato le grandi opere e ha fatto emergere il sistema di corruzione, pubblicato sul quotidiano ItaliaOggi una riflessione di Franco Adriano dal titolo I dirigenti PA vanno selezionati attraverso concorsi pubblici.

Questa la conclusione dell'articolo, che analizza i problemi connessi con le nomine fiduciarie (Incalza non ha mai vinto un concorso pubblico per ricoprire quel ruolo che occupa da 14 anni), "Ora Marianna Madia fa bene a sostenere il principio della licenziabilità dei dirigenti pubblici che sbagliano, ma prima non scordi che l'Italia ha bisogno di concorsi pubblici seri per selezionare una degna classe dirigente".
Mi verrebbe da aggiungere che una volta creata questa classe dirigente degna, poi viene voglia alla politica di toglierla di mezzo, perché da fastidio avere, come auspica l'autore dell'articolo, una classe dirigente in grado di sapere e poter dire sonori no quando le richieste sono illegittime e contrarie al bene comune.
Vi consiglio la lettura dell'articolo integrale di Franco Adriano dal titolo I dirigenti PA vanno selezionati attraverso concorsi pubblici.
Guardate poi che succede a fare nomine senza concorso leggendo questo articolo Caos alle Entrate, ottocento dirigenti sono illegittimi.

martedì 17 marzo 2015

L'Assemblea Regionale Siciliana approva all'unanimità una mozione contro l’abolizione dei segretari comunali

Contrarietà rispetto all'ipotizzata abolizione dei Segretari comunali è stata espressa da numerosi consigli regionali che hanno approvato mozioni in tal senso. Le mozioni sono state approvate da parte dei Consigli delle Regioni Piemonte, Toscana, Marche, Lombardia, Puglia, Liguria, Campania, Basilicata ed Abruzzo.
A queste Regioni da oggi si aggiunge la Sicilia.
L’Ars ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal gruppo Lista Musumeci che impegna il governo ad intervenire nei confronti del governo centrale affinché si scongiuri l’abolizione della figura del segretario comunale negli enti locali, come prevede il progetto di legge nazionale n. 1557 (Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche). Il documento è stato approvato anche con il parere favorevole del governo. "Giù le mani dai segretari comunali – ha affermato il parlamentare dell’opposizione e presidente della commissione antimafia dell’Ars Nello Musumeci, presentando il testo in Aula. “La loro figura, storicamente presente negli enti locali, oggi non può essere abolita, deve essere invece valorizzata e costituire l’unico presidio di legalità per i Comuni, a cui deve essere demandato il ruolo ordinario del controllo preventivo degli atti amministrativi, funzione che la politica non può più affidare, come oggi accade, alla magistratura penale, contabile e amministrativa”.

Musumeci ha contestato la legge Bassanini che “non ha segnato un passo avanti nella riorganizzazione degli enti pubblici quando nel ’97 ha attribuito ai sindaci la prerogativa di scegliere i segretari generali, mettendo in discussione l’autonomia di questi funzionari dello Stato che per tale ragione spesso vivono la loro funzione in condizioni di disagio ambientale”.
“Il governo Crocetta assuma un mandato chiaro ed inequivocabile – ha aggiunto a sua volta il deputato Gino Ioppolo – affinchè in sede nazionale si faccia comprendere che il parlamento di questa Isola vive fortemente il processo di moralizzazione degli enti pubblici anche attraverso il mantenimento e la valorizzazione delle funzioni di imparzialità e di legalità dei segretari comunali, rimasti la sola garanzia degli atti amministrativi dopo la soppressione dei Coreco, ed ha annunciato la presentazione di un disegno di legge della Lista Musumeci per il ripristino di un organo di controllo regionale”.

Appalti e arresti, il presidente dell'Anm: da Stato schiaffi a chi esercita il controllo di legalità e carezze ai corrotti

«Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità». Ma in Italia è accaduto il contrario: «i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati». Così il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, commenta a Unomattina l'inchiesta di Firenze sulle tangenti sulle grandi opere.
P.S. Tranquilli, anche a me è venuta in mente la proposta di abolizione dei Segretari comunali....

Le centrali uniche di committenza

I comuni non capoluogo devono effettuare gli acquisti di beni, forniture e servizi, nonché l’aggiudicazione di lavori pubblici, necessariamente tramite le centrali uniche di committenza a partire dal prossimo 1 settembre. Sono esentati da tale vincolo solamente i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti per gli acquisti ed i lavori di importo inferiore a 40.000 euro. Sulla applicazione di queste disposizioni è intervenuta di recente l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con le determinazioni n. 3 del 25 febbraio “rapporto tra stazione unica appaltante e soggetto aggregatore (centrale unica di committenza) – Prime indicazioni interpretative sugli obblighi di cui all’art. 33, comma 3-bis, d..lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e ss.mm.ii” e la segnalazione n. 3 del 6 marzo: “Spese di gestione delle procedure di gara delle centrali di committenza – per l’utilizzo di piattaforme elettroniche (anche in ASP) ovvero per la stipula di convenzioni – poste a carico dell’aggiudicatario”. In questi documenti sono in particolare forniti chiarimenti sulla remunerazione delle attività delle centrali di committenza imponendo agli aggiudicatari il versamento di specifici compensi, l’ambito territoriale, i rapporti con le stazioni uniche appaltanti previste dalla normativa antimafia, la possibilità per i comuni aderenti ad una unione di partecipare alla centrale di committenza di altre PA, la esclusione della aggiudicazione dei servizi pubblici locali e dei servizi cd esclusi.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Le centrali uniche di committenza.

In argomento su questo blog si vedano anche:

lunedì 16 marzo 2015

Comunicato ai Segretari sull’Assemblea Nazionale Unitaria e sulle altre azioni dell’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali

Care colleghe e cari colleghi,
l’Unione da settimane è impegnata a promuovere l’indizione, con tutte le altre Organizzazioni Sindacali (sia Cgil, Cisl e Uil che Unadis e Fenal – Diccap), di una grande Assemblea Nazionale Unitaria della categoria, che riteniamo non più procrastinabile, e che abbia la capacità di riportare ad unità e sintesi le diverse istanze che provengono dalla categoria, consentendo a tutti i Segretari di esprimersi, decidendo democraticamente nella sede più appropriata, l’Assemblea appunto.
L’Unione ha agito e sta agendo con senso di responsabilità per questo unico fine, ed impronta i propri rapporti alla massima trasparenza e correttezza nei confronti di tutte le sigle sindacali. 
E’ un percorso difficile, dal quale rischiano di allontanarci le differenze di visione fra le singole sigle sindacali. Noi ci stiamo impegnando con ogni forza, convinti che una categoria come la nostra soffrirebbe in modo grave di una incapacità di agire unitariamente. E siamo anche convinti che la partecipazione a questa iniziativa delle grandi Organizzazioni Confederali, Cgil Cisl e Uil, sarebbe un vantaggio per tutta la categoria: da sempre l’Unione, quale sindacato più rappresentativo dei Segretari, ha visto e riconosciuto come una valore ineludibile il coinvolgimento e l’intesa con le grandi Organizzazioni Confederali, per il loro ruolo di rappresentanza generale dell’intero mondo del lavoro pubblico, nel quale anche i Segretari si collocano a pieno titolo.
Tuttavia il tempo diventa oggi un fattore decisivo, e quindi facciamo appello a tutte le OO.SS. affinché sia trovato un punto di sintesi che sia condivisibile per tutti, e sia possibile convocare a brevissimo l’Assemblea. 
A tutte le articolazioni regionali dell’Unione chiediamo di attivarsi fin d’ora per raccogliere le pre-adesioni all’Assemblea Nazionale, per la data, verosimilmente, del 10 Aprile, che confidiamo sarà confermata a brevissimo.
Nel frattempo, l’Unione ha agito e sta tuttora agendo presso ogni sede per favorire una soluzione di merito nell’esame del disegno di legge presso la Commissione Affari Costituzionali. In queste ultime settimane l’Unione ha incontrato rappresentanti di più gruppi parlamentari, dell’Anci, del Governo, e ha perfino svolto una audizione nel Comitato Ristretto della Commissione Parlamentare Antimafia. 
La scelta di avere fiducia nelle Istituzioni, e nella più volte dichiarata volontà del Governo di lasciare autonomia al Parlamento nelle scelte di merito, non devono quindi trarre in inganno: l’Unione non sta lasciando nulla di intentato.
Certo, se ogni soluzione proposta nei diversi emendamenti, per quanto equilibrata, per quanto ragionevole, dovesse comunque essere respinta, in modo pregiudiziale e senza alcuna effettiva prospettiva per chi ha vinto un concorso, ha speso anni della propria vita per le Autonomie e per lo Stato, l’Unione sarà chiamata ad agire in altri modi. 
Perché se senso di responsabilità aveva da essere, allora noi ne abbiamo avuto, e dopo tutto più ancora ne abbiamo nei confronti dei Segretari.
                                                La Segreteria Nazionale U.N.S.C.P.

Madia: dirigenza autonoma e indipendente dalla politica. Abbiamo scelto la strada disegnata dalla nostra Costituzione!

Nuova intervista della Madia, questa volta al quotidiano Repubblica, sulla riforma della pubblica Amministrazione all'esame del Senato (AS 1577).

Ricordiamo come la Madia abbia in una prima intervista affermato che «Tra il modello dello spoils system e quello della dirigenza di ruolo, entrambi legittimi, noi scegliamo il primo – spiega il ministro – perché siamo convinti che una dirigenza forte possa fare da argine a tanti fenomeni, a partire dalla corruzione. Per riuscirci bisogna dare ai dirigenti gli strumenti per dire di no alla politica quando serve» (da qui il titolo del post La Madia sulla riforma della PA: spoils system della dirigenza pubblica contro la corruzione!). 
Poi in una lettera al Foglio abbia invece affermato l'esatto contrario, ossia che la riforma "punta, per prima cosa, al rilancio di una dirigenza pubblica di ruolo (e di qualità) che faccia da argine alla corruzione" (da qui il titolo di altro post Lettera della Madia al Foglio: dirigenza pubblica di ruolo (e di qualità) per arginare la corruzione!).
Poteva rimanere ferma nell'affermazione errata che lo spoils system è un sistema legittimo in Italia. No che non poteva. Allora ecco oggi l'intervista a Repubblica dove espressamente afferma "Avevamo davanti due strade alternative: o il modello anglosassone dello spoils system, oppure quello di una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica, come disegnata dalla nostra Costituzione. Abbiamo scelto quest’ultima, pensando, però, che l’autonomia e l’indipendenza non coincidano con l’inamovibilità dei dirigenti, né con la progressione di carriera automatica al di fuori di qualsiasi meccanismo di mercato e di merito". 
Riflessione che avrei gradito dal giornalista: ma perché è possibile scegliere un sistema diverso da quello previsto in Costituzione? Visto che così non è, sarebbe preferibile evitare di continuare a parlare di due strade alternative.
Qui il link integrale all'intervista su Repubblica del Ministro Madia dal titolo "Lo Stato licenzierà i dirigenti inadeguati".
In argomento su questo blog:

domenica 15 marzo 2015

L'ANPCI in audizione al Senato sul DDL di Riforma PA: appassionato e secco no all'abolizione dei Segretari comunali

Ripubblichiamo un post del 25 settembre 2014, con la speranza che possa aiutare a riflettere chi è chiamato in questi giorni ad assumere decisioni fondamentali per il funzionamento degli enti locali.
Come preannunciato in un precedente post sono iniziate nella 1ª Commissione Affari Costituzionali, martedì le audizioni in Senato sul DDL 1577 di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Martedì 23 settembre si è tenuta l'audizione della Presidente dell'ANPCI, l'Associazione Nazionale Piccoli Comuni d'Italia, Franca Biglio, che ha approfondito numerosi aspetti che riguardano le problematiche dei piccoli comuni, contenute nei vari provvedimenti di riforma in corso.

Dopo aver pesantemente criticato la riforma in materia di associazionismo obbligatorio, la Presidente Biglio ha affrontato vari temi, la riforma della dirigenza, i servizi pubblici locali, gli appalti e le centrali uniche di committenza.
Particolarmente appassionato il passaggio in cui la Presidente Franca Biglio ha parlato dei segretari comunali che "rappresentano la colonna portante di un sistema che riesce ancora a funzionare e funzionare bene. Hanno una grande professionalità conquistata anche a fatica con anni di studio attraverso concorsi non così facili attraverso soprattutto quell'esperienza acquisita sul campo, in particolare nei piccoli comuni. Molti segretari, partiti nei piccoli comuni, sono poi diventati Segretari nelle città e nei comuni medi. Sono dirigenti selezionati dal Ministero dell'Interno". Afferma infine con forza l'assoluto rifiuto dei sindaci di trasformarsi in Commissari liquidatori dei Segretari comunali.
A nome di 5689 Sindaci ha concluso chiedendo un tavolo tecnico per l'esame delle questioni relative alla dirigenza locale, ai Segretari comunali ed all'associazionismo obbligatorio.
Qui il link alle riprese video della seduta con avvertenza che l'intervento della Presidente Biglio inizia al minuto 32,30 e che il passaggio relativo ai segretari comunali è al minuto 41.09.
Vedi anche il successivo post Il documento ufficiale dell'ANPCI depositato in Senato sul DDL di riforma PA.

venerdì 13 marzo 2015

L'intervento in Senato della collega Senatrice Angelica Saggese sul DDL Delrio (25 marzo 2014)

Ripubblichiamo un post di circa un anno fa (precisamente del 25 marzo 2014). Da notare gli applausi finali all'intervento dei Senatori del PD.

Dalla collega Simonetta Fedeli, Segretaria Regionale dell'Unione della Toscana, riceviamo e pubblichiamo l'intervento della Senatrice collega Angelica Saggese. Credo che non serva alcun commento.

Senato: discussione DDL Del Rio:

Resoconto stenografico della seduta n. 216 del 25/03/2014
SAGGESE (PD). Signor Presidente, onorevoli componenti del Governo, onorevoli colleghi, il disegno di legge all'esame dell'Aula del Senato è un provvedimento di grande rilievo politico e di forte impatto istituzionale.
Il provvedimento è di grande rilievo politico poiché l'articolazione degli enti locali ha ripercussioni dirette ed immediate sulla vita dei cittadini, sui servizi che la pubblica amministrazione assicura loro e sulla tutela dei diritti che toccano da vicino la quotidianità di ciascuno. Esso è inoltre di forte impatto istituzionale perché il disegno di legge si prefigge, non soltanto di disciplinare un ente territoriale - la città metropolitana - previsto prima per via legislativa e poi - anche - dalla Costituzione a partire dall'entrata in vigore della riforma del 2001 e mai concretamente istituito, ma - più in generale - pone un riassetto dell'organizzazione degli enti territoriali minori, in attesa di una riforma complessiva di rango istituzionale.In tale prospettiva, il disegno di legge istituisce le Città metropolitane; detta norme di principio funzionali alla disciplina di tali enti da parte delle Regioni a Statuto speciale; regolamenta le Province, disciplinandone le funzioni ed articolando in modo più funzionale l'apparato istituzionale; detta disposizioni in materia di Unioni e fusioni di Comuni, innovando il testo unico degli enti locali.
In questo intervento mi soffermerò brevemente soltanto su alcuni temi. Gli altri temi sono stati trattati abbondantemente dai miei colleghi, date, tra l'altro, la complessità della materia e la ricchezza di innovazioni prodotte dal disegno di legge. Di rilievo sono le disposizioni in materia di Comuni - di piccoli Comuni -, su cui vorrei soffermarmi. Anzitutto, il disegno di legge si premura di rimediare ad alcune innovazioni legislative del recente passato che avevano operato una drastica riduzione dei componenti dei Consigli comunali ed addirittura abolito la Giunta nei Comuni più piccoli. La riduzione del numero di consiglieri comunali, tuttavia, ha creato indubbie ripercussioni sulla rappresentatività dei Consigli, che rischiano così di non poter adempiere a quella funzione rappresentativa che essi, in quanto tali, non possono non avere.
Sicuramente non rileva qui la riduzione della spesa, perché dall'esperienza che io ho vissuto nella mia attività professionale, molto spesso nei piccoli comuni, gli assessori, i consiglieri e i componenti, in genere, del Consiglio e della Giunta non percepiscono assolutamente nessuna indennità e nessun rimborso.
Il disegno di legge opportunamente prevede che nei comuni con popolazione sino a 3000 abitanti il Consiglio sia composto dal sindaco e da 10 consiglieri e, per i comuni da 3000 a 10.000 abitanti, sia composto da sindaco e da 12 consiglieri. Pertanto, attraverso queste norme, si concorre a ridare fiato alle amministrazioni più piccole, sia attraverso una composizione del Consiglio idonea a conferire maggiore rappresentatività all'organo, sia attraverso il ripristino della Giunta.
Sempre in materia comunale, vorrei evidenziare che il disegno di legge prevede anche una novità importante: che nei comuni con popolazione superiore a 3000 abitanti nessuno dei due sessi potrà essere rappresentato nelle Giunte in misura inferiore al 40 per cento. Si tratta di una norma di estremo rilievo, che consente di attuare il principio della parità di genere negli organi esecutivi dei comuni, in attuazione dell'articolo 51 della Costituzione e della giurisprudenza costituzionale, e in ossequio alle istanze che finora erano state fatte valere principalmente in via giudiziaria.
Infine, vorrei soffermare la mia attenzione su un tema che mi sta particolarmente a cuore. Il disegno di legge contiene una felice innovazione in tema di unioni di comuni. Nel testo originario del provvedimento, a fronte dell'individuazione dell'Unione come nuovo ente locale di riferimento per l'esercizio di funzioni fondamentali, non si prevedeva una stabile figura professionale, necessaria a garantire il buon andamento e l'imparzialità dell'attività amministrativa. Si concedeva soltanto la facoltà, al Presidente dell'unione dei comuni, di avvalersi, per specifiche funzioni che lo richiedessero, del segretario di un comune facente parte dell'Unione. Si trattava, evidentemente, di una facoltà che poteva anche non essere esercitata, marginando la figura del segretario comunale.
Opportunamente, presso la Commissione affari costituzionali del Senato, è stato approvato un emendamento in base al quale il Presidente si avvale di un comune facente parte dell'Unione. Il tutto senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica. L'innovazione va salutata con favore, dato il rilievo della figura del segretario e l'importanza delle funzioni, rafforzate poco più di un anno fa con l'attribuzione di nuovi compiti in materie di anticorruzione e trasparenza.
Il segretario comunale, infatti, svolge compiti di collaborazione e funzioni di assistenza giuridico amministrativa nei confronti degli organi del comune, in ordine alla conformità dell'azione amministrativa alle leggi, allo Statuto e ai regolamenti. Si tratta di un ruolo delicato, tecnico, di responsabilità. L'assenza di tale figura rappresentava un forte vulnus rispetto alla necessità di garantire il buon andamento dell'attività amministrativa, principio riconosciuto costituzionalmente, e il buon funzionamento degli organi, nell'ottica dell'attuazione del principio di separazione e di raccordo tra politica e amministrazione.
Giova perciò evidenziare la figura del segretario e l'esigenza sempre più avvertita di aprire un dibattito serio sulla figura e di conferire un preciso riconoscimento giuridico al ruolo svolto da tale organo. Nell'attuale quadro normativo solo il buon senso e la professionalità dei segretari comunali riescono a garantire il ruolo di tutela e di garanzia delle legittimità dell'azione dell'ente locale.
Preoccupante, inoltre, è anche l'ordine del giorno presentato alla Camera da alcuni colleghi, volto a prevedere la facoltatività della figura del segretario, addirittura in tutti gli enti locali. Previsione che comporterebbe il danno enorme della perdita di un centro di responsabilità in grado di garantire l'unitarietà del sistema amministrativo locale.
Mi scuso se ho approfittato di questa occasione, ma vorrei invitare il Governo e il Parlamento, nel percorso che ci accingiamo a fare, di riforma dell'assetto istituzionale del Paese (e quindi anche delle autonomie locali e della pubblica amministrazione), ad affrontare finalmente una discussione razionale sul ruolo del segretario comunale e, più in generale, sulla necessità di una figura professionale stabile e autonoma, che garantisca, da una parte, esigenze di legalità e di trasparenza e, nello stesso tempo, di efficienza e di innovazione. (Applausi dal Gruppo PD).

ANCI Puglia: no all'abolizione dei Segretari comunali. I Sindaci siano coinvolti in scelte che incidono direttamente sulle loro responsabilità

L'ANCI Puglia, con un documento a firma del Presidente, Sen. Luigi Perrone, esprime dissenso rispetto alla proposta di abolizione della figura del Segretario comunale che rischia di indebolire invece di rafforzare la dirigenza da affiancare agli amministratori locali.

Nella nota si ribadisce che la figura del Segretario comunale resta unica e professionalmente infungibile.

giovedì 12 marzo 2015

L'armonizzazione contabile: istruzioni per l'uso: se ne parla a Veroli (Fr) il 18 marzo

Con l’introduzione a partire dal 1 gennaio 2015 dell’armonizzazione contabile negli Enti Locali si rende necessario un approfondimento teorico – pratico della normativa di riferimento e dell’impatto che si avrà nelle modalità organizzative dei Servizi finanziari.
L’obiettivo della giornata studio è quello di esplicitare i risvolti concreti dell’implementazione del nuovo sistema contabile previsto dal D. Lgs. 118/2011, pertanto si utilizzerà una metodologia espositiva che privilegerà un approccio operativo per consentire ai partecipanti di elaborare un piano di lavoro che possa delineare in modo chiaro le azioni da porre in essere per riuscire a garantire il rispetto dei nuovi adempimenti contabili (riaccertamento straordinario dei residui da allegare al Rendiconto della gestione 2014 e redazione, con funzione meramente conoscitiva, del bilancio di previsione finanziario 2015 – 2017 con i nuovi criteri) al fine di supportare i funzionari che saranno i veri protagonisti di questa rivoluzione.
Il corso cercherà di stimolare la partecipazione degli intervenuti, coinvolgendoli nella risoluzione delle problematiche esaminate, con il continuo ricorsi ad esempi concreti.
Il collega Lucio Pasqualitto ha trasmesso il programma ed i costi per la partecipazione all'incontro di studio ed approfondimento organizzato dall'ANUTEL che si terrà a Veroli il 18 marzo 2015 presso la Galleria "La Catena"  dal titolo "L'armonizzazione contabile: istruzioni per l'uso".

Schiappa (Ncd) all’Anci a Roma: no all’abolizione dei Segretari, punto di riferimento per il rispetto delle regole in ogni comune d'Italia

ROMA – Oggi, giovedì 12 Marzo, presso la sede dell’ANCI nazionale a Roma, si è insediata la Commissione Politiche Istituzionali e Riforme, con all’ordine del giorno la riforma istituzionale, la revisione della disciplina in materia di trasparenza e prevenzione della corruzione, la revisione del TUEL e la gestione associata delle funzioni. Il Sindaco di Mondragone e Consigliere nazionale dell’Anci Giovanni Schiappa, ritenendo i lavori di tale Commissione assolutamente centrali rispetto alle questioni poste al centro del dibattito parlamentare e politico in questi recenti mesi, ha avanzato formale richiesta di inserire al prossimo O.d.G. la riforma della Pubblica Amministrazione, attualmente in discussione presso la Commissione Affari Istituzionali del Senato, evidenziando la necessità di una riflessione sulla paventata abolizione della figura del Segretario comunale. “La necessità di una riforma – commenta Schiappa - non dovrebbe sfociare in una abolizione di una figura, la cui presenza è stata ed è un punto di riferimento per il rispetto delle regole in ogni Comune d’Italia".
(Segnalazione della collega Daniela Urtesi)

Conferenza Stato-città propone di differire al 31 maggio i termini per l’approvazione dei bilanci previsionali 2015

“Speriamo sia l'ultimo rinvio”. Con queste parole il sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale dell’Anci, Enzo Bianco, ha commentato la decisione della Conferenza Stato-città di differire al 31 maggio i termini per l’approvazione dei bilanci previsionali 2015.

Una decisione che secondo il primo cittadino di Catania rafforza “la necessità di varare al più presto un decreto Enti locali per risolvere le questioni di finanza locale che impediscono l'approvazione dei bilanci nei tempi stabiliti dalla legge. I primi a soffrire di questo rinvio siamo noi - ha aggiunto Bianco - per questo chiediamo di risolvere le questioni ancora aperte, che abbiamo giù segnalato al presidente del Consiglio al termine del Direttivo Anci della scorsa settimana”.
A Bianco ha fatto eco il primo cittadino di Firenze e coordinatore Città metropolitane Anci, Dario Nardella, presente anch’egli alla riunione del Viminale. “Per fare chiarezza sul fisco locale – ha rimarcato - si provveda ad emanare un provvedimento normativo urgente. Basta con l’approvazione dei previsionali a fine esercizio”.
“Chiudere i bilanci in autunno – ha poi aggiunto Nardella – oltre a mettere in difficoltà i Comuni contravviene a tutti gli auspici di spesa virtuosa e di efficientamento della pubblica amministrazione che si prefigge il governo”.
Fonte: ANCI.
Si ricorda che nei giorni scorsi si era ipotizzato un rinvio al 30 giugno.

La Legge 190/2012 sulla prevenzione e repressione dei comportamenti corruttivi nella Pubblica Amministrazione

Pubblicato sulla rivista on line Federalismi.it uno studio di Francesco Martines, Ricercatore di Diritto Amministrativo Università degli Studi di Messina, dal titolo La Legge 190/2012 sulla prevenzione e repressione dei comportamenti corruttivi nella Pubblica Amministrazione.
Questo il sommario
1. Premessa. 2. Il contesto internazionale ed europeo. 3. L’approccio normativo della L. 190/2012 e le sue refluenze sui principi generali di organizzazione della P.A. 4. La nozione ampia di corruzione. 5. Gli strumenti di pianificazione e il ruolo del Responsabile della prevenzione della corruzione. 6. La tutela del whistleblower. 7. Conclusioni.
Per ulteriori post pubblicati in argomento sul presente blog si vedano, in particolare, le sezioni:

L'emendamento Saggese "corretto" supera lo scoglio della Commissione Bilancio

Come scritto in precedenti post, la proposta in campo per "salvaguardare" i Segretari comunali dall'abolizione della figura, contenuta nel DDL 1577 di riorganizzazione della PA, è rappresentata dall'emendamento 10.504/5, presentato dalla Sen. Anglica Saggese (PD) ed altri Senatori di maggioranza.

La Commissione bilancio, che in una precedente seduta aveva, seppur non esprimendo votazioni al riguardo, paventato il parere contrario per il carattere oneroso dell'emendamento, nella seduta di ieri, per quanto riguarda il subemendamento 10.504/5, ha espresso parere contrario, limitatamente alla parte che sembra estendere la possibilità di nominare un direttore generale anche nei comuni con popolazione inferiore a centomila abitanti. Infatti, come si ricorderà l'emendamento Pagliari, al quale accedeva il subemendamento Saggese, inizialmente prevedeva la nomina del Direttore Generale senza fissare il limite di 100.000 abitanti. L'emendamento è stato riformulato, cosa di cui da conto la relazione della Ragioneria Generale dello Stato, limitando la possibilità di "mantenere" la figura del Direttore Generale limitatamente ai comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti. 
Di conseguenza il subemendamento ha avuto parere positivo nei termini dell'emendamento, ossia limitatamente alla possibilità di limitare Direttori Generali esterni nei comuni con popolazione superiore ai 100.000 abitanti, mentre la funzione apicale deve essere garantita in tutti i comuni.
Qui il link al resoconto della seduta della Commissione bilancio del 11 marzo 2015.
AGGIORNAMENTO E PRECISAZIONE: la lettura contenuta nel presente post del verbale della Commissione è fatta dallo scrivente tenendo conto sia della parte dispositiva che della parte motivazionale. Per correttezza si segnala che altra interpretazione dei lavori della Commissione, nettamente più autorevole e maggioritaria, ritiene che la Commissione abbia espunto l'intera prima parte dell'emendamento, mentre avrebbe  lasciato in vita l'emendamento Saggese limitatamente alla parte seconda (per intenderci dalla parola "Conseguentemente..."). Secondo questa interpretazione sarebbe di fatto saltato l'impianto dell'emendamento Saggese.

martedì 10 marzo 2015

La relazione della Ragioneria Generale dello Stato sugli emendamenti Pagliari

Il collega Luca Costantini segnala che sul sito del Senato è pubblicata la relazione della Ragioneria Generale dello Stato agli emendamenti al DDL 1577 di riorganizzazione della PA, proposti dal relatore Pagliari.

In particolare, per quel che riguarda il mantenimento del Direttore Generale, la versione definitiva dell'emendamento, fa riferimento esclusivamente ai comuni con popolazione superiore a 100.000 abitanti. Per tali ragioni il parere della Ragioneria Generale dello Stato è positivo, in quanto l'emendamento non comporta modifiche all'assetto organizzativo vigente (pag. 24 del file allegato).

Dipendenti Province e Città metropolitane: una nota Anci e Upi al Ministero PA sui nodi più urgenti

"Emanare quanto prima il decreto del Ministero con i criteri per la ricollocazione del personale"
Una nota per sottolineare al Ministero per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione tutte le questioni urgenti su personale di Province e Città Metropolitane da definire in via interpretativa e in vista della definizione del decreto destinato a disciplinare i criteri per le procedure di mobilità del personale.
E' il documento che trovate in allegato, redatto da ANCI e Upi ed inviato al Ministero, per evidenziare i passaggi di un percorso che "appare delicato e complesso, in ragione del ritardo accumulato nell'attuazione, a livello regionale, del riordino delle funzioni imposto dalla Legge 56/14" e "dall'impatto sugli equilibri finanziari dei nuovi enti" a causa delle disposizioni previste dalla Legge di stabilità 2015. 
In allegato, il testo inviato.
Fonte: UPINET.

Slittano i bilanci locali

Lo slittamento al 30 giugno della deadline per i bilanci di previsione sarà ufficializzato giovedì prossimo in Conferenza stato-città per poi essere trasposto nel tradizionale decreto del Viminale. La proposta iniziale di nuovo rinvio prevedeva il 31 maggio, ma la concomitanza delle elezioni amministrative porterà il termine ad allungarsi fino a fine giugno.
Per ulteriori approfondimenti si veda l'articolo di Matteo Barbero pubblicato su ItaliaOggi Slittano i bilanci locali.
In argomento si veda il successivo post Conferenza Stato-città propone di differire al 31 maggio i termini per l’approvazione dei bilanci previsionali 2015.

Circolare interpretativa in tema di fatturazione elettronica n. 1 del 9 marzo 2015

Il Ministero dell'Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze, e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione Pubblica, hanno emanato la circolare n. 1 del 9 marzo 2015 avente ad oggetto "Decreto 3 aprile 2013, n. 55, in tema di fatturazione elettronica. Circolare interpretativa".
Vedi anche l'articolo di Mastromatteo Alessandro e Santacroce Benedetto Dagli enti locali agli ordini l'obbligo vale per tutti.

lunedì 9 marzo 2015

L'incerto futuro dei Segretari comunali

Sul sito dell'Associazione Vighenzi pubblicato l'articolo di Marco Mordenti e Pasquale Monea dal titolo L'incerto futuro dei Segretari comunali. Il nodo dei segretari comunali: un esito plausibile. La riforma della dirigenza locale deve condurre ad equilibri più avanzati, in grado di contemperare tra loro le esigenze di efficienza e legalità.

I dubbi sull'applicazione dei vincoli alle assunzioni nel 2015 e 2016

I dubbi sulle assunzioni di personale da parte dei comuni e delle regioni negli anni 2015 e 2016 vanno, per una parte, diradandosi e, per una parte, aumentando. Questo risultato è determinato dalle indicazioni che si possono ricavare dalle interpretazioni che cominciano ad essere fornite dai Ministri della semplificazione e pubblica amministrazione e degli affari regionali e locali e dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti.
Ancora una volta si conferma che la qualità del dettato normativo lascia molto a desiderare. Sicuramente la scelta di ridurre drasticamente il personale delle province e la indicazione che bisogna evitare che qualcuno tra essi possa vedersi risolto il rapporto di lavoro, non sono tra loro facilmente conciliabili.
Ma non si può mancare di sottolineare subito che si determina una condizione di incertezza che è resa quanto mai grave dalla previsione legislative che irroga la sanzione della nullità per la violazione di queste disposizioni.
Questo l'inizio dell'articolo di Arturo Bianco dal titolo I dubbi sull'applicazione dei vincoli alle assunzioni nel 2015 e 2016.
In argomento su questo blog i precedenti post:

Atto di segnalazione ANAC n. 3 del 25 febbraio 2015 concernente le spese di gestione delle procedure di gara delle centrali di committenza

L’Autorità nazionale anticorruzione, avendo assunto i compiti e le funzioni dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, a seguito della soppressione di quest’ultima, disposta dall’art. 19, comma 1, d.l. 24 giugno 2014, n. 90, convertito in legge 11 agosto 2014, n. 114, nell’esercizio del potere di segnalazione al Governo ed al Parlamento di cui all’art. 6, comma 7, lett. f), del d.lgs. 12 aprile 2006 n. 163 (nel prosieguo, “Codice”), intende formulare alcune osservazioni in merito alla prassi, che si sta diffondendo nel mercato dei contratti pubblici, di porre a carico dell’aggiudicatario il pagamento di una somma a titolo di rimborso delle spese della procedura ovvero di utilizzo della piattaforma informatica, anche in modalità ASP (Application Service Provider), di alcune centrali di committenza. 

Più precisamente è stata portata all’attenzione dell’Autorità la questione concernente la legittimità o meno della clausola, contenuta nei bandi di gara o nelle lettere di invito, che:
  • prevede a carico dell’aggiudicatario il pagamento di un corrispettivo – a favore di alcune centrali di committenza – fissato in percentuale rispetto al valore del prezzo di aggiudicazione, pena la revoca di quest’ultima;
  • impone al concorrente di allegare espressa dichiarazione con la quale si obbliga ad effettuare il suddetto pagamento in caso di aggiudicazione, a pena di esclusione.
Queste le conclusioni cui giunge l'Autorità con l'atto di segnalazione n. 3 del 25 febbraio 2015:
Alla luce delle considerazioni svolte, tenuto conto che alcune centrali di committenza, pur in assenza di specifica norma, ritengono legittimo porre a carico dell’aggiudicatario le spese di funzionamento delle piattaforme elettroniche dalle medesime gestite ovvero quelle connesse all’adesione a convenzioni quadro da esse stipulate, considerata, inoltre, la controversia interpretativa sorta sul tema, l’Autorità nel segnalare il fenomeno, che peraltro contribuisce ad alimentare il già elevato contenzioso in materia di appalti pubblici, ritiene opportuno un intervento legislativo con cui sia espressamente previsto il divieto, salvo diversa previsione di legge, di porre le spese di gestione della procedura – siano esse riferite all’utilizzo di piattaforme elettroniche (anche in ASP) ovvero alla stipula di convenzioni – a carico dell’aggiudicatario della procedura di gara.
In argomento vedi anche il successivo post Le centrali uniche di committenza.

Atti giuridici e principio di conservazione

Pubblicato sulla rivista on line AMMINISTRATIV@MENTE un articolo di Gabriele Pepe dal titolo Atti giuridici e principio di conservazione.
Questo il sommario:
1. Il ruolo dei principi e delle regole nel sistema giuridico; 2. Natura e caratteri del principio di conservazione degli atti giuridici; 3. Il principio di conservazione nel diritto romano; 4. Il principio di conservazione nel diritto privato; 5. Il principio di conservazione nel diritto amministrativo; 5.1. La funzione di riesame della P.A. con particolare riferimento alla conversione dell’atto amministrativo; 5.1.2. L’obbligo di rimozione del provvedimento amministrativo comunitariamente illegittimo; 5.2. Gli atti amministrativi compiuti dal funzionario di fatto; 5.3. Le illegittimità non invalidanti del provvedimento amministrativo.

Gianpiero D’Alia (Udc): “Perché promuovo, con una riserva (la proposta di abolizione dei Segretari), la riforma della burocrazia”

L’ex ministro della Pubblica amministrazione Gianpiero D’Alia (Udc), in un intervista pubblicata sul sito formiche.net, apprezza il metodo di lavoro del governo, elogia molti aspetti degli annunci di Renzi ma critica le innovazioni sui segretari comunali.
Per quel che riguarda la proposta di abolizione dei Segretari comunali D'Alia afferma:
"Resto del tutto contrario a demolire tale figura che invece va rafforzata. Il suo ruolo è fattore di garanzia e di interlocuzione per sindaci e governi territoriali. E lo è grazie alle regole imparziali e non politiche con cui viene scelto. Il rischio derivante dalla sua soppressione è che, in assenza di controlli preventivi sugli atti amministrativi, alla fine tutto si scarichi sul contenzioso giudiziario a discapito dei cittadini".

domenica 8 marzo 2015

Procuratore Regionale della Campania: ci siamo avvalsi, apprezzandola, dell'attenta azione di presidio alla legalità dei Segretari comunali

"Abbiamo anche seguito, e ci siamo avvalsi del loro prezioso supporto, l’attenta azione di presidio alla legalità svolta dai segretari comunali e provinciali e dai collegi di revisione degli enti locali. Nei riguardi di questi soggetti, occorre riconoscere che sembrano ormai in via di superamento le preoccupanti crisi identitarie del recente passato che aveva sacrificato la loro professionalità alle ragioni della politica locale. I ritrovati punti di riferimento funzionale, ci hanno fatto nuovamente scoprire la centralità di queste figure e la preziosa collaborazione che può derivare dall’affidare loro delicate indagini".
Dr.Tommaso Cottone - Procuratore Regionale della Corte dei Conti presso la Sezione giurisdizionale per la Campania - Relazione per l'inaugurazione dell'anno giudiziario 2015 (pag. 57).

(Grazie al collega Francesco Nazzaro per la segnalazione)