No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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giovedì 27 ottobre 2016

La regione Veneto davanti alla Corte Costituzionale: incostituzionale la riforma della dirigenza pubblica

Il collega Ciro Mennella ha trasmetto la memoria depositata dal prof. Luca Antonini alla Corte Costituzionale mercoledì scorso in relazione al ricorso della regione Veneto 94/2015.
Del ricorso avevamo dato notizia nel precedente post Il Consiglio di Stato sulla riforma Madia: pregiudiziale l'esito del giudizio di costituzionalità. Slitta la riforma della dirigenza pubblica? in cui avevamo evidenziato un passo del parere del Consiglio di Stato 1113/2016, sulla riforma della dirigenza sanitaria, nel quale si rilevava che "sull’intero impianto della legge n. 124 del 2015, anche con riferimento all’art. 11, comma 1, lett. p), pende questione di costituzionalità, sollevata in via principale dalla Regione Veneto con ricorso n. 94, depositato il 19.10.2015 avanti alla Corte costituzionale e pubblicato sulla G.U. 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 50 del 16.12.2015".

In Conferenza Unificata oggi il parere sulla riforma della Dirigenza pubblica

La Conferenza Unificata è convocata, in seduta straordinaria, per giovedì 27 ottobre 2016, alle ore 13.45, presso la Sala riunioni del I piano di Via della Stamperia, n. 8, in Roma, per discutere i seguenti punti all'ordine del giorno: [...]

2) Parere sullo schema di decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica, ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124. (SEMPLIFICAZIONE E PUBBLICA AMMINISTRAZIONE) (Codice sito: 4.1/2016/13 - Servizio II)
Parere, ai sensi dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124.

Enti locali, ecco la bozza della legge di bilancio 2017

Pubblicata da Anci Toscana la bozza della legge di bilancio 2017 con tutte le misure che interessano Comuni, Città metropolitane, Province e Regioni.
Pubblicata dal Quotidiano Sanità la bozza integrale della legge di bilancio.

Riforma della dirigenza pubblica: documento di analisi e proposte dell'ASFEL

L’Asfel, Associazione Servizi Finanziari enti locali, circa un anno e mezzo fa, ha avuto audizione presso la Commissione Affari Istituzionali della Camera dei deputati, in merito al disegno di legge che sarebbe stato successivamente approvato come Legge 7 agosto 2015, n. 124. Già in quella occasione, furono evidenziate le principali e più rilevanti criticità delle Riforma in itinere, in grado di arrecare pregiudizi, non più riparabili, finanche al principio costituzionale del buon andamento della Pubblica Amministrazione.
L'associazione ha ora predisposto un documento con analisi e proposte in merito alla riforma della dirigenza pubblica.
Nel documento di tratta anche della dirigenza apicale.
Questo un estratto:

martedì 25 ottobre 2016

Unione Regionale del Lazio: il 9 novembre Assemblea sindacale

L’assemblea sindacale dell’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio - è convocata per le ore 16,00 del giorno 9 novembre 2016 presso la sede dell’Unione sita in Roma, via Napoli n. 27, per trattare i seguenti argomenti:

1. Riforma della dirigenza pubblica;
2. Ricorsi per il riconoscimento dei diritti di rogito negli enti privi di dirigenza;
3. Presa in servizio dei Coa V: esame proposta della collega Urtesi.

Il divieto di reformatio in peius per i Segretari comunali non si applica agli incarichi conferiti prima del 1 gennaio 2014 (Tribunale di Lanosei sentenza n. 20 del 11/10/2016)

In tema di abolizione del divieto di reformatio in peius, la circolare del Ministero dell’Interno n. 3636/2014 deve ritenersi applicabile ai soli passaggi di carriera avvenuti dopo l’entrata in vigore della legge di stabilità abrogativa, cioè per i soli rapporti perfezionati con una nomina e un’accettazione successiva al 1° gennaio 2014.
Sono queste le conclusioni cui giunge il Giudice del Lavoro del Tribunale di Lanosei, che con sentenza n. 20 del 11/10/2016.
La predetta interpretazione era stata sin da subito ritenuta la più corretta dalla Segreteria Nazionale dell'UNSCP che aveva invitato una nota al Ministero dell'Interno invitando a rivalutare il contenuto della circolare.

Nel monte salari dei segretari entra l'indennità di risultato dell'anno precedente

Nella calcolo del trattamento economico da assumere come base per la determinazione della indennità di risultato occorre inserire anche questa voce. Il recente parere Aran seg. 046 fa propria questa lettura, che possiamo definire estensiva, in quanto il dettato contrattuale non esclude tale voce da quelle che contribuiscono alla formazione del monte salari: siamo in presenza di una lettura «inevitabile» del dettato contrattuale, anche se determina un effetto per molti aspetti paradossale, per cui le amministrazioni devono tenere conto di questa voce nella fissazione dei compensi da erogare al segretario per lo stesso titolo. I contratti, lo ricordiamo, sono un punto di equilibrio tra interessi per molti versi contrapposti del datore di lavoro e dei lavoratori, per cui nella loro applicazione si deve tenere conto essenzialmente della logica posta a base della scelta, privilegiando questa esigenza rispetto alla coerenza sistemica.

Proroga graduatorie concorsi, da Madia risposta positiva a richiesta Anci

“Abbiamo ricevuto un formale impegno del Ministro Madia sulla nostra richiesta di prorogare validità delle graduatorie dei concorsi pubblici degli enti locali, in scadenza il prossimo 31 Dicembre. E’ una richiesta che avevamo formulato nei giorni scorsi e ringraziamo il Ministro per la celerità e l’attenzione”. Lo annuncia il presidente dell’Anci, Antonio Decaro, che nei giorni scorsi aveva scritto una lettera al ministro per la Semplificazione e la Pa motivando questa richiesta con la necessità di favorire, “nella prospettiva di riavvio delle procedure assunzionali nei Comuni, economia procedimentale e speditezza amministrativa, tenendo anche conto delle legittime aspettative dei soggetti risultati idonei nelle procedure concorsuali”. 

Riforma dirigenza pubblica, tutte le divergenze fra Renzi e Madia

L’idea del governo ora è di rimandare tutto a dopo il referendum. Parliamo della riforma della dirigenza pubblica, che il Parlamento ha approvato con legge delega poi promulgata dal governo con un decreto legislativo lo scorso 25 agosto, che sta provocando un’alzata di scudi da parte dei grand commis di Stato (oggi la sigla Unadis ha indetto uno sciopero). La bocciatura del decreto da parte di Consiglio di Stato, secondo cui buona parte del provvedimento è da riscrivere, ha provocato molto nervosismo all’interno dell’esecutivo.

La incentivazioni del personale

Le indennità di specifiche responsabilità possono essere sommate solamente in presenza di ragioni giustificative tra loro completamente diverse. I dipendenti dei comuni, distaccati presso gli uffici giudiziari, non possono percepire l’indennità di amministrazione che spetta al personale del Ministero della Giustizia. Le attività svolte dal personale dipendente e connesse alla manutenzione, anche straordinaria, non possono essere incentivate neppure dopo l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 50/2016, cd nuovo codice degli appalti. Sono queste le più recenti indicazioni sulla incentivazione del personale fornite, rispettivamente, da un parere dell’Aran, da una sentenza della sezione lavoro della Corte di Cassazione e da un parere della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti della Sardegna.

lunedì 24 ottobre 2016

Riforma Pa: i tre punti caldi per 35mila dirigenti pubblici

"Dunque, alla fine saranno probabilmente i vertici politici a decidere, e questa tendenza a lasciare mano libera alla classe politica è rintracciabile anche nella cancellazione della figura del segretario comunale, che finora, anche se scelto dai sindaci, costituiva un rappresentante del ministero dell'Interno, che consigliava, a volte anche frenando, i sindaci nelle loro decisioni".
E' questa la conclusione dell'articolo di Massimiliano Di Pace pubblicato oggi su Affari & Finanza, supplemento di Repubblica dal titolo Riforma Pa: i tre punti caldi per 35mila dirigenti pubblici.

Dirigenti pubblici: la riforma pone dubbi di legittimità costituzionale

Con lo schema di Decreto legislativo recante la disciplina della dirigenza pubblica in applicazione dell'articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n. 124, viene introdotta una riforma della Dirigenza pubblica, che non solo non assicura il buon andamento, l'efficienza e la trasparenza della P.A. ma stravolge fondamentali principi, consacrati nella Costituzione, da sempre affermati con forza dalla giurisprudenza, vanificando gli effetti di una sentenza del Giudice delle leggi (Corte Costituzionale, sentenza n. 37/2015) ed infrangendo i fondamentali principi di democrazia (uguaglianza, imparzialità, parità di trattamento, buona amministrazione) su cui la nostra Costituzione si fonda.

venerdì 21 ottobre 2016

Verso il si alla riforma Madia Il governo modificherà il testo

Segnalato sul sito dell'Associazione Vighenzi un articolo pubblicato su Il Tempo di ieri dal titolo Verso il si alla riforma Madia Il governo modificherà il testo, un'intervista al Sen. Paris, membro della Commissione Affari Costituzionali, in cui si preannuncia un parere fortemente condizionato allo schema di Decreto contenente la riforma della Dirigenza pubblica.
Il termine per l'espressione del parere è stato rinviato al 9 novembre.
Da notare nell'interista l'affermazione che alla data odierna alle Commissioni parlamentari non è ancora pervenuto, in quanto non ancora espresso, il parere della Conferenza Unificata, nè formalmente il parere del Consiglio di Stato reso in data 14 ottobre.
Riporto di seguito il testo dell'art. 11, comma 2, della L. 124/2015.

giovedì 20 ottobre 2016

La sentenza del Tar Lazio sul quesito referendario: ricorso inammissibile per difetto di giurisdizione (Tar Lazio, sez. II-bis, 20 ottobre 2016, n. 10445)

Il TAR del Lazio, con sentenza n. 10445 del 20 ottobre, ha deciso il ricorso presentato dai promotori del referendum costituzionale Loredana De Petris e Rocco Crimi e dagli Avv. Giuseppe Bozzi e Vincenzo Palumbo, con il quale è stata contestata la formulazione del quesito referendario da sottoporre al voto degli elettori il 4 dicembre 2016.
Considerata l’urgenza di dare una risposta definitiva alla questione, il TAR non si è limitato alla richiesta cautelare e ha definito il merito della controversia, dichiarando l’inammissibilità del ricorso per difetto assoluto di giurisdizione.

martedì 18 ottobre 2016

A Torino l'UNSCP organizza un incontro sul nuovo PNA e sulla riforma della dirigenza (11 novembre)

Stiamo vivendo giorni frenetici e densi di novità: l’approvazione dello schema di decreto di riforma della Dirigenza, il parere del Consiglio di Stato che esprime forti riserve sullo schema di decreto e ancora le sentenze su diritti di rogito e convenzioni di segreteria, le dichiarazioni di Umberto Di Primio - vicepresidente ANCI con delega alla Pubblica amministrazione, al personale e alle relazioni sindacali - su temi fondamentali della riforma.

Nota al parere emesso dal Consiglio di Stato sulla riforma della dirigenza pubblica, con riferimento ai commi 5 e 6 dell'art. 10

Riceviamo e pubblichiamo da Sonia Lamberti una nota al parere emesso dal Consiglio di Stato sulla riforma della dirigenza pubblica, con riferimento ai commi 5 e 6 dell'art. 10.
Nel prender atto del parere n.2113 reso dalla Commissione Speciale istituita presso il Consiglio di Statoin data 14 ottobre 2016, pur sottolineando la meritorietà e condivisibilità di alcune osservazioni in esso contenute, si resta abbastanza sgomenti  leggendo quelle esposte con riferimento alla ‘’specifica disciplina’’ che l’art. 11 della legge delega n. 124/15 prescrive di adottare per i segretari comunali di fascia C e i vincitori delle procedure concorsuali già bandite.

lunedì 17 ottobre 2016

L’attribuzione al Segretario comunale dei compiti di sovrintendenza e di coordinamento non gli attribuisce un potere di sostituzione dei dirigenti nell’emanazione dei provvedimenti amministrativi (TAR Puglia 1532/2016)

L’attribuzione al segretario comunale dei compiti di sovrintendenza e di coordinamento non può essere intesa nel senso che allo stesso sia concesso un potere di sostituzione dei dirigenti nell’emanazione dei provvedimenti amministrativi di loro competenza (Cons. Stato Sez. IV, 04-02-2014, n. 494 ).
La norma dell’art. 107 del D.Lgs. 18 agosto 2000, n. 267 (testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali), al terzo comma, affida invece ai dirigenti degli enti locali tutti i compiti di gestione amministrativa, finanziaria e tecnica, compresa l’adozione degli atti che impegnano l’amministrazione verso l’esterno, e segnatamente, rimette alla competenza dei dirigenti i provvedimenti di autorizzazione, concessione o analoghi, il cui rilascio presupponga accertamenti e valutazioni, anche di natura discrezionale, nel rispetto di criteri predeterminati dalla legge, dai regolamenti, da atti generali di indirizzo. Nei comuni privi di dirigenti, detti compiti possono essere attribuiti, con provvedimento sindacale, ai responsabili degli uffici e servizi dell’ente, indipendentemente dalla qualifica da essi posseduta (art. 109, comma 2).

Dirigenti pubblici, ecco le critiche più toste del Consiglio di Stato alla riforma Madia

Era uno dei tasselli mancanti per il definitivo approdo della riforma Madia sui dirigenti pubblici: il parere reso dal Consiglio di Stato sullo schema di decreto legislativo in materia di revisione della disciplina della dirigenza pubblica, pur dando una formale luce verde al governo, pone una lunghissima serie di “condizioni e osservazioni”, financo estendendosi alla legge madre dell’agosto del 2015. I giudici di Palazzo Spada, infatti, nell’offrire un esaustivo excursus su come la dirigenza pubblica sia stata oggetto di numerose riforme nelle ultime decadi, in ben 114 pagine non risparmiano osservazioni critiche alle previsioni del governo, mirando alla concreta fattibilità della riforma.

Diritti di rogito a tutti i Segretari operanti in comuni privi di personale dirigenziale - Tribunale di Taranto, sentenza n. 3269 del 17.10.2016 (giudice dott. Cosimo magazzino)

Nuova sentenza favorevole da parte di un giudice ordinario sulla spettanza dei diritti di rogito ai Segretari comunali operanti in enti privi di dirigenti.
Dopo le due sentenze del Tribunale di Milano (n. 1539/2016 e 2561/2016) e quella del Tribunale di Busto Arsizio (n. 307/2016), è ora la volta del Tribunale di Taranto che afferma il medesimo principio con la sentenza n. 3269 del 17.10.2016.

domenica 16 ottobre 2016

I punti principali del parere del Consiglio di Stato sulla dirigenza pubblica

I punti principali del parere del Consiglio di Stato sulla dirigenza pubblica
Considerazioni generali
1. Premessa.
Il Consiglio di Stato ha adottato il parere sullo schema di decreto legislativo riguardante la dirigenza pubblica, che prevede, in particolare, la creazione di ruoli unificati e coordinati statali, regionali e locali e l’eliminazione della distinzione in due fasce separate, per assicurare una maggiore mobilità verticale e orizzontale nel conferimento degli incarichi dirigenziali. 

Dirigenza pubblica, ecco come e perché il Consiglio di Stato ha bacchettato la riforma Madia

Nei giorni scorsi parecchi articolisti hanno riportato il parere del Consiglio di Stato (n° 2213/2016) sullo schema di decreto legislativo sulla dirigenza pubblica, attuativo dell’art.11 (Dirigenza) delle legge delega n. 124/2015 – (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche). Parere critico, come ampiamente previsto in un articolo recente di Formiche.net.

L’invito che arriva da Palazzo Spada – nel parere obbligatorio ma non vincolante per l’esecutivo – è quello di rivedere la riforma Madia, “ritoccando” anche, se necessario, la legge delega 124/2015. Insomma, i giudizi amministrativi bocciano il d.lgs. citato, ma lo bocciano in pieno, contestandone i punti essenziali. Quali? Li sintetizziamo, riassumendo tra le “virgolette” l’essenza delle critiche formulate dal Consiglio di Stato.

Il Consiglio di Stato: da cambiare la riforma della dirigenza pubblica

Pubblicato un articolo di commento al parere del Consiglio di Stato sulla dirigenza pubblica sul Sole 24 Ore del 15 ottobre di Gianni Trovati dal titolo Il Consiglio di Stato: da cambiare la riforma della dirigenza pubblica.

Statali, doccia fredda sulla riforma: da riscrivere le norme sui dirigenti

Pubblicato un articolo di commento al parere del Consiglio di Stato sulla dirigenza pubblica sul Messaggero del 15 ottobre di Andrea Bassi dal titolo Statali, doccia fredda sulla riforma: da riscrivere le norme sui dirigenti.

Manovra 2017: Statali, misure da 1,9 miliardi su contratti e assunzioni

Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato il disegno di legge di bilancio dello Stato per l’anno finanziario 2017 e per il triennio 2017-2019 (qui il comunicato stampa e le slides di presentazione del provvedimento).
Quali le novità sui contratti dei dipendenti e sulle assunzioni della PA?

Pubblica amministrazione: «La riforma Madia non va. Lo sa anche lei»

«L’esecutivo. sulla riforma della dirigenza, non ha ancora fatto nessun passo ufficiale. Ma il ministro Marianna Madia ha preso atto che così com’è rischia di creare il Far West, dove prevale la logica che chi ha più appoggi politici riesce ad esercitare le funzioni dirigenziali». A dirlo a Il Tempo è Roberto Alesse, rappresentante del Comitato dei dirigenti pubblici per la difesa degli articoli 97 e 98 della Costituzione e dirigente generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri.

ANAC: indicazioni operative sulle modalità di calcolo della soglia di anomalia nelle aggiudicazioni con criterio del prezzo più basso

A seguito dell’entrata in vigore del nuovo Codice dei contratti e delle concessioni (d.lgs. n. 50/2016) l’Autorità ha ricevuto numerose richieste di chiarimenti in merito alle modalità di calcolo delle soglie di anomalia nel caso di aggiudicazione con il criterio del prezzo più basso e per questo ha ritenuto opportuno fornire delle indicazioni operative.