Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo di Gianni Trovati dal titolo Riforma Madia, tre decreti da rifare: partecipate, dirigenti e "fannulloni".
Questo Blog ha lo scopo di mantenere costanti i rapporti tra i Segretari Comunali e Provinciali, non solo quelli in servizio nella Regione Lazio, per creare una "comunità di pratica" mettendo in comune le esperienze, gli aggiornamenti e le informazioni, al fine di consentire un confronto continuo tra colleghi. Il Blog fornisce anche informazioni di natura sindacale relative all'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio.
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
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domenica 27 novembre 2016
Madia e la sentenza della Consulta: "Statali, senza riforma aumenti più difficili"
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Corriere della Sera un'intervista al Ministro Madia contenuta in un articolo di Enrico Marro dal titolo "Statali, senza riforma aumenti più difficili".
Disastro Madia, pressioni sul Colle e liti nel Governo
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Fatto quotidiano un articolo di Gianluca Roselli dal titolo Disastro Madia, pressioni sul Colle e liti nel Governo.
Statali, dopo la Consulta il Governo rinuncia alla riforma dei dirigenti
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Messaggero un articolo dal titolo Statali, dopo la Consulta il Governo rinuncia alla riforma dei dirigenti.
Da Rottamatore a Penelope in dieci giorni?
E' domenica e sapete che ogni tanto mi diletto a scrivere qualche "editoriale". Oggi l'occasione è troppo ghiotta e ho fatto le riflessioni che seguono.
Si è presentato agli italiani come il rottamatore. Il suo obiettivo dichiarato è rottamare tutto quello che a suo modo di vedere blocca il paese. Due i pilastri su cui si è fondata l'azione di governo: riforma costituzionale e riforma della pubblica amministrazione. Il caso vuole che nel giro di 10 giorni tutto il lavoro fatto dal Governo in questi ambiti sia soggetto a verifica: da parte degli italiani il 4 dicembre per quel che riguarda la riforma costituzionale e dalla Corte Costituzionale (non dal veto della Regione Veneto!) per quel che riguarda la riforma della pubblica amministrazione.
Con la sentenza della Corte n. 251/2016 ben 6 decreti della Madia vengono giù come birilli. Con la Costituzione modificata la sentenza sarebbe stata UGUALE
UGUALE! Si la sentenza della Corte, con ogni probabilità, sarebbe stata la stessa anche applicando le regole contenute nella riforma Costituzionale oggetto del referendum di domenica prossima.
"Con la nuova Costituzione tutto questo non sarebbe successo? Il premier Renzi ne è convinto. Non tutti però la pensano così. «Il nuovo articolo 117 elimina le materie concorrenti, ma non quelle residuali», spiega Luciani. Se il 4 dicembre vincesse il sì, avremo dunque le materie di competenza dello Stato, quelle delle Regioni e le residuali: tutto ciò che non fa il centro, lo fanno le Regioni. Esattamente come ora. «E l’organizzazione amministrativa delle Regioni, invocata dalla sentenza 251, è materia residuale che richiede dunque l’intesa, non il mero parere delle Regioni». La sentenza della Corte, con ogni probabilità, sarebbe stata la stessa. «C’è una novità, però: la clausola di supremazia. Se il governo la esercita, può legiferare anche in materie di competenza delle Regioni. Ma può farlo solo se sussistono esigenze di interesse nazionale». A vigilare, sempre la Consulta. Il guardiano delle leggi a cui spetta l’ultima parola".
sabato 26 novembre 2016
L’annuncio e il flop
Titolo del Sole 24 ore di ieri, dopo l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri: “Dirigenti PA, addio graduale al posto fisso“. Titolo di oggi, dopo la sentenza 251 pubblicata ieri : “PA, la Consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali “.
Com’è potuto accadere un simile pasticcio? Che succederà, adesso? Che dobbiamo fare?
Proviamo ad offrire delle prime risposte.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (1): Alt a riforma dirigenti e servizi locali
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo di Gianni Trovati dal titolo Alt a riforma dirigenti e servizi locali - Vanno in Gazzetta solo 3 dei 5 decreti attuativi.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (2): Bocciata la riforma Madia
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Corriere della Sera un articolo di Enrico Marro dal titolo Bocciata la riforma Madia.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (3) - PA, la consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo di Donatella Stasio dal titolo PA, la consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (4): Stop alla riforma degli statali
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Messaggero un articolo di Conti e Bassi dal titolo Stop alla riforma degli statali.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (5) - Renzi: Burocrazia opprimente, bisogna cambiare il titolo V
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo dal titolo Renzi: Burocrazia opprimente, bisogna cambiare il titolo V.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (6) - Bocciata la riforma Madia Renzi: vittoria dei burocrati
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 su Repubblica un articolo di Filippo Santelli dal titolo Bocciata la riforma Madia Renzi: vittoria dei burocrati.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (7) - Un altro stop al governo: bocciata la riforma Madia
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Giornale un articolo di Anna Maria Greco dal titolo Un altro stop al governo: bocciata la riforma Madia.
Rassegna stampa su Sentenza Corte (8) - Zaia: una sentenza storica, smontato il neocentralismo di palazzo Chigi
Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Corriere della Sera un articolo di Cesare Zapperi dal titolo Zaia: una sentenza storica, smontato il neocentralismo di palazzo Chigi .
venerdì 25 novembre 2016
Arrivano i primi appelli al Presidente Mattarella: non firmi il Decreto Legislativo di riforma della dirigenza pubblica. Quali i reali poteri del Presidente sull'emanazione dei Decreti legislativi?
Ultime ventiquattrore a dir poco emozionanti! La riforma della dirigenza approvata ieri dal Consiglio dei Ministri prende una "martellata in pieno volto" dalla Corte Costituzionale, chiamata a decidere sul ricorso promosso dalla Regione Veneto (ricorso che avevamo segnalato nel precedente post Il Consiglio di Stato sulla riforma Madia: pregiudiziale l'esito del giudizio di costituzionalità. Slitta la riforma della dirigenza pubblica?). Il Consiglio di Stato con il parere n. 1113/2016, espresso sul provvedimento di riforma della dirigenza sanitaria, aveva rilevato che "sull’intero impianto della legge n. 124 del 2015, anche con riferimento all’art. 11, comma 1, lett. p), pende questione di costituzionalità, sollevata in via principale dalla Regione Veneto con ricorso n. 94, depositato il 19.10.2015 avanti alla Corte costituzionale e pubblicato sulla G.U. 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 50 del 16.12.2015".
Il Consiglio di Stato aveva avvertito il Governo: "Sulla tenuta complessiva della riforma, anche per quanto attiene alla dirigenza sanitaria, influisce indubbiamente l’esito del giudizio di costituzionalità, di cui questa Commissione speciale non può non segnalare al Governo la pregiudizialità".
Pubblica amministrazione, Consulta boccia il cuore della riforma Madia
"Un bocciatura sonora, dunque. E una doccia fredda per il governo. Ad un giorno appena dall'approvazione definitiva di ben cinque decreti attuativi della riforma Madia, tra cui quello importantissimo sulla dirigenza e l'altro sui servizi pubblici locali, oggi di fatto bollati come incostituzionali dalla Corte. Tutto da rifare quindi? Senz'altro la legge delega deve cambiare. E a ricasco anche tre su quattro dei decreti delegati incriminati. Si salva solo il testo unico del pubblico impiego, ma solo perché non ancora approvato dal Consiglio dei ministri (c'è tempo fino a febbraio). Mentre gli altri tre (dirigenti, partecipate, servizi pubblici) devono di fatto essere riscritti. E questa volta non basterà il mero parere delle Regioni".
Ecco come la Corte costituzionale bistratta la riforma Madia della Pubblica amministrazione
Apprensione alla presidenza del Consiglio per una notizia arrivata oggi a sorpresa dalla Consulta. La Corte costituzionale ha infatti bacchettato la riforma Madia. O meglio, ha sottolineato l’illegittimità di alcuni articoli delle legge delega che riforma la Pubblica amministrazione.
Non c’è pace dunque per la riforma voluta dal governo Renzi, dopo le critiche anche del Consiglio di Stato. Ora è la Consulta a intervenire: la Corte costituzionale ha infatti dichiarato l’illegittimità di quattro articoli della riforma Madia sulla Pubblica amministrazione.
Nel mirino dei magistrati costituzionale è in particolare la parte della norma in cui è previsto che i decreti attuativi siano assunti previo parere anziché previa intesa nella Conferenza unificata Stato Regioni.
Speciale sulla sentenza della Corte Costituzionale n 251/2016 che dichiara incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica
Abbiamo anticipato che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica.
Con la sentenza n. 251/2016 ha dichiarato "1) l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2, della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in sede di Conferenza unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni;"
Incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica
"Con riguardo, invece, alle norme contenenti la delega al Governo in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica (art.11), la Corte costituzionale ha ravvisato un concorso di competenze, inestricabilmente connesse, statali e regionali, nessuna delle quali è prevalente, in particolare in relazione all’istituzione del ruolo unico dei dirigenti regionali e alla definizione, da un lato, dei requisiti di accesso, delle procedure di reclutamento, delle modalità di conferimento degli incarichi, nonché della durata e della revoca degli stessi (aspetti inerenti all’organizzazione amministrativa regionale, di competenza regionale), dall’altro, di regole unitarie inerenti al trattamento economico e al regime di responsabilità dei dirigenti (aspetti inerenti al rapporto di lavoro privatizzato e quindi riconducibili alla materia dell’ordinamento civile, di competenza statale). Pertanto, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, nella parte in cui, pur incidendo su materie di competenza sia statale sia regionale, prevedono che i decreti attuativi siano adottati sulla base di una forma di raccordo con le Regioni, che non è l’intesa, ma il semplice parere, non idoneo a realizzare un confronto autentico con le autonomie regionali. Anche la sede individuata dalle norme impugnate non è idonea, dal momento che le norme impugnate toccano sfere di competenza esclusivamente statali e regionali. Il luogo idoneo per l’intesa è, dunque, la Conferenza Stato-Regioni e non la Conferenza unificata".
Dirigenti a tempo e gare: le nuove regole per la PA
Pubblicato sul Sole24Ore di oggi un articolo dal titolo Dirigenti a tempo e gare: le nuove regole per la PA di commento del pacchetto Madia approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Ricordiamo che tra le misure approvate ieri c'è anche il Decreto Legislativo di riforma della dirigenza pubblica (qui il testo entrato in Consiglio dei Ministri).
Testo del decreto legislativo sulla dirigenza pubblica ENTRATO in CdM
Pubblicato su EticaPA il testo del decreto legislativo (e l’allegata Relazione illustrativa) sulla dirigenza della Repubblica, di attuazione della delega contenuta all’articolo 11 della Legge n 124/2015. I periodi in grassetto costituiscono le modificazioni introdotte rispetto allo schema di decreto approvato dal CdM il 25 agosto scorso (vedi qui).
Note critiche a sentenza del Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza
Pubblicato su Jonius.it un articolo di Eugenio De Carlo di commento alla sentenza del Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza.
Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza
La decisione ha respinto la questione di legittimità costituzionale in riferimento agli articoli 3, 36 e 77 Cost., a differenza di quanto, invece, ritenuto da alcuni TT.AA.RR. (v. Trentino Alto Adige, ordinanza n. 138/2016; Molise, n. 161/2016; Calabria n. 706/2016) che hanno rimesso alla Corte costituzionale, per vizi di legittimità costituzionale, l’art. 9 D.L. 90/2014, riferito all’Avvocatura pubblica, ma con argomenti estensibili anche alla disposizione che interessa i segretari ossia l’art. 10 bis del D.L. n. 90/2014 (L. 114/2014).
giovedì 24 novembre 2016
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo la riforma della Dirigenza pubblica
Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica ai sensi dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n.124.
Decreto-legge in materia fiscale: approvato definitivamente in Assemblea
Con 162 voti favorevoli, 86 contrari e un astenuto, nella seduta di giovedì 24 novembre, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente il disegno di legge di "conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili" (Atto Senato n. 2595), sul quale era stata posta la questione di fiducia.
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