Collepardo (Fr)

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lunedì 22 febbraio 2016

Un articolo su Italia Oggi sulla revisione e la semplificazione delle disposizioni in materia di prevenzione della corruzione pubblica e trasparenza

Come scritto in precedenti post il Consiglio dei ministri mercoledì 20 gennaio 2016 ha effettuato l'esame preliminare di 11 decreti legislativi in attuazione della delega contenuta nella L. 124/2015.
In un articolo mio e di Eugenio Piscino, apparso su Italia Oggi, un primo commento al decreto, arrivato il 17 febbraio in Parlamento.

1 commento:

  1. LA ROBA
    ( da” I Malavoglia” di Giovanni Verga)
    Il viandante che andava lungo il Biviere di Lentini, steso là come un pezzo di mare morto, e le stoppie riarse della Piana di Catania, e gli aranci sempre verdi di Francofonte, e i sugheri grigi di Resecone, e i pascoli deserti di Passaneto e di Passanitello, se domandava, per ingannare la noia della lunga strada polverosa, sotto il cielo fosco dal caldo, nell’ora in cui i campanelli della lettiga suonano tristamente nell’immensa campagna, e i muli lasciano ciondolare il capo e la coda, e il lettighiere canta la sua canzone malinconica per non lasciarsi vincere dal sonno della malaria: “Qui di chi è?” sentiva rispondersi: “Di Mazzarò” 1
    Pareva che fosse di Mazzarò perfino il sole che tramontava, e le cicale che ronzavano, e gli uccelli che andavano a rannicchiarsi col volo breve dietro le zolle, e il sibilo dell’assiolo nel bosco. Pareva che Mazzarò fosse disteso tutto grande per quanto era grande la terra, e che gli si camminasse sulla pancia
    Egli non beveva vino, non fumava, non usava tabacco, e sì che del tabacco ne producevano i suoi orti lungo il fiume, colle foglie larghe ed alte come un fanciullo, di quelle che si vendevano a 95 lire. Non aveva il vizio del giuoco, né quello delle donne. Di donne non aveva mai avuto sulle spalle che sua madre, la quale gli era costata anche 12 tarì, quando aveva dovuto farla portare al camposanto.
    Sicché quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: “Roba mia, vientene con me!”

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