No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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mercoledì 25 giugno 2014

DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24.06.2014 il Decreto Legge n. 90 del 24 giugno 2014 avente ad oggetto "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari".
Confermata all'articolo 10 l'abrogazione dei diritto di rogito per i Segretari comunali.
Qui il link al provvedimento.
(se ci sono problemi di accesso è possibile provare anche questo altro link - si tratta di un file molto pesante circa 80Mb)
Vai allo speciale Riforma Renzi/Madia.
Vedi anche il successivo post Alla Camera l'esame della Legge di conversione del Decreto PA (90/2014).

martedì 24 giugno 2014

Riforma Pa, Napolitano firma il decreto

Ora c'è anche la firma del Capo dello Stato sul testo della riforma della Pubblica amministrazione. A questo punto non rimane che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo. Del resto la Ragioneria generale dello Stato, considerato uno degli snodi più delicati, nel pomeriggio di ieri aveva timbrato il provvedimento messo a punto dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia.
E' questo l'inizio dell'articolo di Andrea Bassi sul Messaggero con il quale si fornisce l'anticipazione della firma da parte di Napolitano del Decreto Legge sulla PA.

Riforma Pa e competitività, i due decreti al Quirinale per la firma

Il presidente della Repubblica potrebbe firmare tra oggi e domani. Il decreto sulla riforma della pubblica amministrazione sarà assegnato alla Camera, mentre quello sulla competitività d'impresa al Senato. Entrambi dovranno essere convertiti entro fine agosto.

Queste le indiscrezioni pubblicate sul sito del quotidiano Europa, che A proposito delle notizie di stampa sui dubbi del Quirinale per i testi sulla riforma della Pa, riporta il contenuto di una nota dell’ufficio stampa del Colle in cui si legge che «i contenuti dell’articolo di Marzio Breda pubblicato oggi dal Corriere della Sera sono frutto di sue informazioni ed elaborazioni alle quali la presidenza della Repubblica è del tutto estranea».

Decreto Legge sulla PA: l'Unione scrive al Presidente della Repubblica

DECRETO LEGGE SULLA PA:
I SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI SI ASPETTANO PARI DIGNITA’

In relazione alle notizie di stampa apparse sui quotidiani, che riportano i dubbi manifestati dal Quirinale su alcuni contenuti del Decreto Legge in materia di Pubblica Amministrazione, adottato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 13 giugno, l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali rende noto di aver scritto al Presidente della Repubblica chiedendo che “sopra ogni cosa, non vi siano nel testo finale ingiustificabili disparità di trattamento nei confronti dei Segretari Comunali e Provinciali.
I Segretari, che non sono una casta e non hanno “segrete stanze” ove assicurarsi la tutela dei propri interessi, si sono rivolti alla più Alta Carica della Repubblica esclusivamente “perché non vi sia nel Decreto Legge alcun immotivato trattamento deteriore per i Segretari Comunali e Provinciali”.

U.N.S.C.P.

Testo del decreto legge “Riforma PA”. Ecco l’indice (?)

In un  precedente post abbiamo dato notizia della forte confusione che regna anche nella stampa parlamentare in merito al DL approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 giugno.
Ora riportiamo una notizia tratta dalla Rivista di Diritto Amministrativo Giurdanella.it:

Riforma PA. In teoria è stato adottato, per ragioni di necessità ed urgenza, il 13 giugno scorso dal Governo. In pratica sono trascorsi 11 giorni e del decreto legge non c’è traccia in Gazzetta. Allo stato, è “entrato in vigore” solo il comunicato stampa. Sono (sarebbero) 53 articoli, di cui vi anticipiamo l’indice (nelle prossime ore il testo integrale). Già la mera lettura dell’indice rivela come si tratti di un decreto legge “omnibus”, vietato dalla Corte Costituzionale, all’interno, infatti, c’è un po’ di tutto.

In attesa di conoscere i testi relativi alla riforma PA l'Unione prepara una manifestazione nazionale per il 10 luglio

Venerdì 20 giugno si è tenuta la Segreteria Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali per discutere in merito alle ultime decisioni del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014, peraltro ancora non formalizzate.
La Segreteria Nazionale ha deciso di chiamare a raccolta i Segretari comunali per il giorno 10 luglio 2014 a Roma, con l'auspicio che sulla manifestazione vi sia adesione e partecipazione delle altre organizzazioni sindacali. Sin da ora appare evidente che un particolare sforzo di partecipazione dovrà essere garantito dai colleghi ella Regione Lazio.
Quanto alla pubblicazione dei decreti, dopo che sono entrati in campo i bookmakers, la stampa oggi appare fortemente divisa: si va dal Messaggero che ritiene ormai concluso l'iter e vede nella firma del presidente Napolitano una pura formalità a Repubblica che descrive il Quirinale particolarmente dubbioso.
Rainews invece ritiene addirittura che il decretone sia da cambiare.
Non rimane che attendere.
Vedi anche il successivo post Testo del decreto legge “Riforma PA”. Ecco l’indice (?)

Dopo la stipula del contratto la PA non può esercitare la revoca, ma solo il recesso (Cons. St. Ad. Pl. n. 14 del 20 giugno 2014)

Sulla rivista giuridica Il Diritto amministrativo è pubblicata una massima relativa alla recente decisione dell'Adunanza del Consiglio di Stato n. 14 del 20 giugno 2014.
La questione affrontata dall'Adunanza plenaria è se con il potere di revoca attribuito dall’art. 21-quinquies della l. 241/90 la PA possa incidere sul contratto stipulato e come ciò si concili con il carattere paritetico delle posizioni fondate sul contratto, di cui è espressione l’istituto del recesso, regolato in generale dall’art. 21-sexies l. 241/90 e dall’art. 134 cod. contr. per gli appalti di lavori pubblici. Quest’ultima norma, infatti, attribuisce alla PA “il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto”, con obbligo di ristoro dei lavori eseguiti e dei materiali utili in cantiere, oltre al decimo delle opere non eseguite.
L’Adunanza plenaria ritiene che, intervenuta la stipulazione del contratto per l’affidamento dell’appalto di lavori pubblici, l’amministrazione non può esercitare il potere di revoca dovendo operare con l’esercizio del diritto di recesso. 
Qui il link al testo della sentenza Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, n. 14 del 20 giugno 2014.

Gli enti locali nella L. 89/2014 di conversione del DL 66

Come scritto in un precedente post, ieri è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 89 del 23 giugno 2014 avente ad oggetto "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".
Qui il link ad un commento di Arturo Bianco dal titolo Gli enti locali nella conversione del DL 66.

Province: l'impatto della Legge Delrio sul personale assunto ex art. 90 e 110 Tuel

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, in data 19 giugno, rispondendo a richieste di diverse Province, ha emesso un parere in merito alla scadenza dei contratti e degli incarichi ex articoli 90 e 110 del d.lgs. 267/2000 a seguito dell'entrata in vigore della legge 56/2014 (cd. legge Delrio.
Qui il link al testo del parere.

lunedì 23 giugno 2014

Neanche nella Gazzetta del 23 giugno il Decreto sulla PA

La notizia di oggi è che ancora non è stato pubblicato il DL sulla Pubblica Amministrazione esattamente dopo dieci giorni dal Consiglio dei ministri di venerdì 13 che ha approvato il provvedimento.

Il Ministro Madia venerdì aveva rassicurato tutti: nessun problema, tempi normali di coordinamento tecnico, tra oggi e lunedì il Decreto sarà firmato dal Presidente della Repubblica.
Qualcuno aveva però da subito espresso forti perplessità.

La Madia venerdì rassicurava tutti: tra oggi e lunedì la firma del Presidente della Repubblica

Riforma PA: in campo i bookmakers per le scommesse



Alla ricerca della riforma che non c’è è il titolo di una breve riflessione sulla riforma della PA, pubblicata sul sito lavoce.info di Massimo Bordignon e Tito Boeri.
Di seguito il testo:
Doveva essere la prima vera riforma del governo Renzi, dopo i tanti annunci. Ma nonostante fosse stata annunciata in aprile, poi rinviata a dopo le elezioni con l’intenzione di raccogliere suggerimenti dal pubblico e, infine, varata -a parole- nel comunicato di Palazzo Chigi del 14 giugno scorso (“Via libera al disegno di legge delega per la riforma della Pubblica amministrazione“), della riforma non c’è traccia. Nessuno ha visto il testo licenziato dal Consiglio dei ministri. Pare che delle lobby si siano messe di traverso. Ma a traverso di che non si sa, visto che appunto non c’è il testo.
Che democrazia è un sistema in cui gli atti di un governo non vengono comunicati al pubblico, ma alle lobby prima ancora di approdare in Parlamento? Come si fa a discutere di qualcosa che non c’è? Se l’obiettivo del ritardo è quello di raccogliere pareri autorevoli (piuttosto che autoritari o consociativi) non sarebbe dovuto servire il mese di consultazione per farlo?
L’unica cosa positiva è che i bookmaker ormai accettano scommesse sul numero di articoli della riforma. Da 120 iniziali si sarebbero dimezzati. Ma c’è chi offre 14 a 3 un disegno di legge da 100 articoli.

Autonomie locali, Cgil Cisl Uil lanciano mobilitazione: 5 proposte per il cambiamento

Al centro del documento la richiesta di un percorso vero di riforma delle amministrazioni territoriali e di riorganizzazione degli enti, per ricostruire il raccordo tra modello amministrativo e tessuto produttivo, e restituire legittimità e prospettiva al lavoro pubblico come “produttore di valore” e alla P.A. come volano di crescita per cittadini, famiglie e imprese.
Cgil Cisl e Uil propongono 5 azioni concrete, con l'intento di lanciare una sfida al Governo nazionale e a quelli locali:
1. Avviare subito le cabine di regia per ridisegnare le funzioni degli enti locali e definire i fabbisogni di professionalità: garanzia dei livelli occupazionali, formazione e investimento nelle competenze.
2. Applicare i costi standard a tutti gli enti locali e unificare gli acquisti: in ogni regione una sola centrale d’acquisto per comuni, province e città metropolitane.
3. Realizzare un vero turn-over generazionale con almeno 50mila giovani da collocare all’interno di una nuova rete dei servizi, per portare innovazione, velocità, cambiamento organizzativo in un welfare locale disegnato sui bisogni e finalizzato allo sviluppo.
4. Innovare con la partecipazione: piani di riorganizzazione obbligatori in ogni ente e rilancio della contrattazione integrativa.
5. Contrattazione: superare l’ingiusto blocco dei ccnl, che dura ormai dal 2010, garantire il salario accessorio in godimento ai lavoratori, recuperare la funzione organizzativo/sociale del contratto.
Da queste proposte – che Cgil Cisl e Uil hanno inviato oggi al Governo - parte la mobilitazione dei lavoratori delle autonomie locali.

Pubblicata in Gazzetta la L. n. 89 del 23 giugno 2014 di conversione del DL 66/2014

In un precedente post avevamo dato notizia che la Camera, con 342 favorevoli e 201 contrari, aveva approvato l'articolo unico del disegno di legge (C.2433), già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66. 

Oggi è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 89 del 23 giugno 2014 avente ad oggetto "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".


venerdì 20 giugno 2014

Pa, ritocchi alla riforma

"A una settimana dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso, non sono ancora approdati alla Gazzetta ufficiale i testi del decreto legge di riforma della pubblica amministrazione e di quello sulla competitività delle imprese. Il pacchetto era stato approvato dal Consiglio dei ministri tutto insieme, senza ulteriori specificazioni nel comunicato finale; ma subito era apparso chiaro - data l’avversione del Quirinale verso i provvedimenti omnibus - che sarebbe stato diviso quanto meno in due testi: Pa e semplificazioni da una parte, sviluppo e competitività dall’altra.
Anche i provvedimenti “spacchettati” però sono oggetto di un esame attento da parte della presidenza della Repubblica, alla quale comunque i testi sono effettivamente arrivati solo nelle ultime ore. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione la versione finale non conterrà novità eclatanti, ma ci saranno piccoli ritocchi, mentre alcuni articoli all’ultimo momento potrebbero essere stralciati perché privi del carattere di urgenza".
E' questo l'inizio dell'articolo di Luca Cifoni pubblicato sul Messaggero.it dal titolo Pa, ritocchi alla riforma su magistrati e permessi sindacali.
Si veda in argomento il precedente post Riforma PA, le ultime bozze dei testi del DL e del DDL.

FAQ in materia di Anticorruzione sul sito ANAC

3.9 Può il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione?

Il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, può essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione se l’area organizzativa non corrisponde a settori tradizionalmente esposti al rischio corruzione (ad es., ufficio contratti e gestione del patrimonio) o all’ufficio di disciplina.
3.8 Può il responsabile della prevenzione della corruzione rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari?
Il responsabile della prevenzione della corruzione non può rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, versandosi in tale ipotesi in una situazione di potenziale conflitto di interessi, con la sola eccezione prevista, per gli enti di piccole dimensioni, dall’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata il 24 luglio 2014, per l’attuazione dell’art. 1, commi 60 e 61 della l. n. 190/2012.
3.12 Il segretario comunale assume automaticamente l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?
Negli enti locali, l’art. 1, co. 7, l. n. 190 del 2012 non deve essere interpretato nel senso di implicare l’automatica assunzione dell’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione da parte del segretario comunale, restando invece necessaria l’adozione di un apposito provvedimento, conseguente alla valutazione dell’amministrazione sulla base delle condizioni indicate dalla legge.


Sono alcune delle FAQ in materia di anticorruzione, pubblicate sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), suddivise secondo i seguenti argomenti:

1 AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA
2 INCOMPATIBILITÀ GENERALI
3 RESPONSABILE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
4 PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
5 CODICI DI COMPORTAMENTO
6 FORMAZIONE
7 INCOMPATIBILITÀ E INCONFERIBILITÀ EX D.LGS. N. 39 DEL 2013

Pubblicazione di una nuova collana, denominata "Aran Occasional Paper"

In data 17 giugno 2014 è apparsa sul sito dell'ARAN la seguente News:
Sono stati pubblicati i primi quattro numeri della collana "Aran Occasional Paper". Tale collana raccoglie contributi a carattere tecnico scientifico su temi ed argomenti, di carattere economico, organizzativo e giuridico. connessi con il lavoro pubblico e con le funzioni istituzionali dell'Aran. Si tratta di contributi originali, tendenzialmente brevi, che si focalizzano su specifici aspetti e problematiche, anche mediante il supporto di dati ed informazioni statistiche o comunque di carattere empirico.
I primi quattro numeri pubblicati trattano i seguenti temi:

giovedì 19 giugno 2014

Circolare del Ministero dell'interno sull'applicazione dell'art. 1, comma 557, della legge 30.12.2004, n. 311

Sul sito della Fondazione Logos P.A. si segnala che il Ministero dell'Interno, con circolare 2 del 26 maggio 2014, avente ad oggetto "Problematiche applicative in materia di personale dipendente degli enti locali: art. 1, comma 557, della legge 30.12.2004, n. 311" ha precisato che i Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, i consorzi tra enti gerenti servizi a rilevanza non industriale, le comunità montane e le unioni di comuni possono servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall'amministrazione di provenienza. A tal proposito Il Consiglio di Stato venendo incontro alle difficoltà degli Enti di ridotte dimensioni nello svolgimento delle proprie funzioni e nel reperimento di personale con competenze adeguate all'assunzione di responsabilità dei servizi ha assicurato che sarà possibile procedere al conferimento della responsabilità di un ufficio o servizio al dipendente di un'altra amministrazione, utilizzato ai sensi del citato comma 557, anche nel caso in cui l'utilizzazione non raggiunga il limite del 50% dell'orario di lavoro a tempo pieno.
Qui il testo della Circolare del Ministero dell'Interno n. 2 del 26 maggio 2014.

In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull'acconto TASI erogato dallo Stato ai Comuni

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2014 il Decreto dell'Economia e delle Finanze del 12 giugno 2014 avente ad oggetto "Importo da erogare, a titolo di tributo per i servizi indivisibili (TASI), ai Comuni a valere sul Fondo di solidarietà comunale 2014, ai sensi del comma 688, dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 2013, n. 147". Come previsto dal decreto il Ministero dell'interno, entro il 20 giugno 2014, eroga ai Comuni gli importi indicati nell'allegato A del decreto comunicando all'Agenzia delle entrate, entro il 30 settembre 2014, gli eventuali importi da recuperare nei confronti dei singoli Comuni ove le anticipazioni complessivamente erogate siano superiori all'importo spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarietà comunale.
Qui il link all'allegato del Decreto contenente l'elenco dei Comuni appartenenti alle Regioni a statuto ordinario e alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna, che, ai sensi del comma 688 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, non hanno inviato le deliberazioni concernenti il tributo per i servizi indivisibili (TASI). Gli importi, a valere sul Fondo di solidarietà comunale 2014, indicati nello stesso allegato A, corrispondono al 50 per cento del gettito annuo della TASI, stimato ad aliquota di base.

Legge n. 78/2014 di conversione del Jobs Act: una guida della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

In un precedente post abbiamo dato notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio della Legge 16 maggio 2014, n. 78 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese".
La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 13 del 13 giugno 2014 ha pubblicato una interessante guida sulla Legge n. 78/2014 di conversione del D.L. n. 34/2014, meglio conosciuto come Jobs Act, ovvero le modifiche al D. Lgs. n. 368/2001. La Fondazione Studi fornisce alcuni indirizzi applicativi in attesa di conoscere le interpretazioni del Ministero del Lavoro.
La circolare, redatta in PDF sotto forma di guida è molto completa e tratta in generale di tutte le novità comprese nel Jobs Act ossia di: contratto a tempo determinato, apprendistato, Contratti di Solidarietà e DURC.
Qui il testo della circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

mercoledì 18 giugno 2014

Riforma PA, le ultime bozze dei testi del DL e del DDL

Legautonomie ha pubblicato ieri sul sito i testi del decreto-legge e del disegno di legge di Riforma della PA come entrati nel Consiglio dei Ministri del 13 giugno.

Molti i temi trattati, oltre quello del pubblico impiego: edilizia privata, controversie amministrative sugli appalti pubblici, procedure di approvazione degli interventi pubblici e privati sul territorio (conferenze di servizi), responsabilità solidale, prescrizioni mediche.


Quanto al testo del DDL di riforma della PA sul sito dell'Associazione Vighenzi è pubblicata una bozza più aggiornata in cui risulta disciplinata la Dirigenza degli enti locali (pag 8, lett o), che nella bozza pubblicata da Legautonomie la parte relativa alla dirigenza locale non c'è.
Nella parte sulla dirigenza locale anche i principi della riforma dei Segretari comunali.
Si tratta di bozze, per ogni valutazione appare prudente aspettare i testi ufficiali.
Vedi anche il successivo post Pa, ritocchi alla riforma

Competitività e giustizia sociale votata la fiducia al decreto di conversione del DL 66/2014

La Camera, con 342 favorevoli e 201 contrari, ha votato la questione di fiducia posta ieri dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge (C.2433), già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria, nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato. 

Su questo blog, sul testo approvato dal Senato, sono stati pubblicati i precedenti post:
Si segnala inoltre che sul sito della Camera dei Deputati, tra i Temi dell'attività parlamentare, è stato pubblicato uno speciale D.L. 66/2014: Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, con informazioni aggiornate al 17 giugno 2014.

L’Anac sui vincoli di trasparenza per gli amministratori e le società

Le informazioni relative agli amministratori, ivi compresi i redditi ed i patrimoni per quelli dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, devono essere pubblicate sui siti internet delle amministrazioni. Dell’eventuale mancato rispetto di queste previsioni gli organismi di valutazione ed i responsabili della trasparenza devono dare notizia ai soggetti che nell’ente sono chiamati a presiedere alla applicazione delle sanzioni. Si ricorda che l’effettivo rispetto di queste previsioni costituisce, per i dirigenti, un elemento di cui tenere conto ai fini della valutazione. In questa direzione l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha richiamato più volte l’attenzione di tutti i soggetti interessati. Unitamente alla necessità che sui siti internet siano pubblicate effettivamente anche le informazioni sul rispetto dei vincoli dettati alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e, più in generale, agli enti dalle stesse vigilate.
Questi i recenti avvisi pubblicati sul sito dell'ANAC:
In argomento si segnala anche l'articolo di Arturo Bianco dal titolo l’Anac sui vincoli di trasparenza per gli amministratori e le società.

Le nuove Linee guida del Garante privacy sulla trasparenza nella PA

In un precedente post abbiamo dato notizia che il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato, alla luce del recente D.lgs. 33/2013, nuove linee guida riguardanti sia la pubblicazione di dati e documenti che le Pa devono mettere on line per finalità di trasparenza, sia di quelli finalizzati a garantire altri obblighi di pubblicità degli atti amministrativi (es. pubblicazioni matrimoniali, deliberazioni sull'albo pretorio on line, avviso di deposito delle cartelle esattoriali etc.). 

Segnaliamo in proposito un articolo di Licia Califano, componente del Garante per la protezione dei dati personali, dal titolo Le nuove Linee guida del Garante privacy sulla trasparenza nella PA che riporta i contenuti dell'intervento effettuato al ForumPa 2014.

Presupposti e caratteristiche degli Uffici di staff agli organi politici secondo le Sezioni regionali della Corte dei Conti

Il Comune di Baia e Latina interpella la sezione regionale Campania della Corte dei Conti per avere un parere "con riguardo alla possibilità di costituire un ufficio di Staff del Sindaco, con funzioni consultive, a mezzo individuazione da parte del Sindaco di professionisti senza alcuna procedura selettiva/concorsuale, senza alcun vincolo di collaborazione con la struttura amministrativa dell'Ente; le collaborazioni avranno base volontaria e gratuita".
La sezione risponde con la deliberazione n. 155/2014/PAR del 5 giugno 2014, segnalata sul sito Publika.it, nel quale vi è anche un breve sunto sul contenuto del parere, che richiama le posizioni espresse in argomento dalle Sezioni regionali della Corte dei Conti.

martedì 17 giugno 2014

Ma Matteo ce l'ha con me? Breve riflessione di un Segretario comunale

"Strano che tutti coloro che, insieme al ministro, hanno messo mano alla Riforma della Pubblica amministrazione italiana non abbiano ricordato che chi occupa, bene o male, posti nello Stato, lo ha fatto e lo fa per concorso, e il bando di concorso, che ha un valore impegnativo per il datore di lavoro Stato, oltreché per il personale assunto, precisa ogni dettaglio su trattamento, funzioni, doveri e garanzie".
E' questo un passaggio dell'articolo di Furio Colombo "Riforma PA: il giovane governo dei numeri a caso" pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano.
Il Ministro Madia, in un'intervista a Sky, ha difeso la riforma considerandola non punitiva.
In realtà, personalmente qualche dubbio lo nutro, sul fatto che qualche pezzo della riforma, più che punitiva possa sembrare vendicativa.
Mi spiego meglio. Ho il forte dubbio che per una categoria di lavoratori, vincitori non solo di un concorso, ma di selezioni intermedie durissime per gli avanzamenti di carriera, vi sia all'interno del Governo una smania di assaporare qualche forma di vendetta. Mi riferisco alla categoria cui appartengo: i Segretari comunali.
Non si era mai visto prima che in una conferenza stampa un Presidente del Consiglio annunciasse di aver scritto una lettera in cui dichiarava l'intenzione di abolire una figura professionale di vertice delle amministrazioni locali. Senza alcuna spiegazione né in quella sede né in momenti successivi, nonostante un'intera categoria avesse da subito chiesto la motivazione di una simile presa di posizione. Il mondo delle autonomie ha reagito immediatamente con un secco no: i Sindaci, gli amministratori, gli stessi dipendenti hanno da subito ritenuto impensabile, perché fortemente dannoso per le amministrazioni locali, eliminare tale figura essenziale per il funzionamento del sistema delle autonomie. A fronte di queste risposte all'invito del Premier Renzi, inviate nel corso della consultazione pubblica, nonché ai forti dubbi avanzati dalla stessa maggioranza, dal Presidente dell'Autorità Anticorruzione, dal mondo delle autonomie e da vari esponenti della società civile, nel governo sul punto dell'abolizione dei Segretari comunali sembra essersi aperto qualche dubbio, anche se dovrà vedersi sia il contenuto preciso della delega approvata, sia il contenuto finale del provvedimento che uscirà dalle Camere.
Se quanto accaduto con la lettera Renzi/Madia, costituiva un indizio che all'interno del Governo esistesse qualcuno con il dente avvelenato contro una categoria al servizio dello Stato, la misura assunta nel Consiglio dei ministri del 13 giugno, con tanto di dichiarazioni in conferenza stampa, a mio modesto avviso, costituisce un indizio più grave dell'esistenza di un'antipatia nei confronti dei Segretari comunali. Entrare nel Consiglio dei Ministri, non poter abolire questa figura, non esistendone le condizioni, "ripiegare" tagliando in modo pesante la retribuzione, andare in conferenza stampa ed annunciare la cosa, in modo non soltanto poco elegante, ma con evidente soddisfazione, accendono un dubbio che esiste un pregiudizio nei confronti della categoria. Per convincersene basti guardare il differente modo con cui il Premier Renzi ha annunciato la misura per gli avvocati dello stato e quella riguardante i segretari comunali.
Quanto poi alla sufficienza della retribuzione dei Segretari, ferma l'ineccepibile considerazione di Furio Colombo riportata all'inizio del post, il caro Matteo dovrebbe sapere che questa è stabilita in contratti collettivi stipulati dal datore di lavoro pubblico e dalle organizzazioni sindacali e che un datore di lavoro che unilateralmente li modifica, tra l'altro avvertendo i lavoratori con una conferenza stampa, non credo possa definirsi ispirato da principi democratici.
A questo punto credo che sia necessario capire i motivi di questo astio da parte di soggetti che, provenendo dal mondo delle autonomie, sono ora al Governo. Il dubbio che mi assale oggi è che ci possano essere state tensioni con qualche esponente della categoria mentre Renzi, Delrio o qualche altro esponente di spicco del governo svolgevano il ruolo di amministratori locali: qualcuno dicesse la verità. Non è pensabile che da mesi ci difendiamo con i denti senza sapere nemmeno da cosa sia nata tutta questa storia.
Questi dubbi, che credo si siano presentati ormai in molti colleghi, il caro Matteo dovrebbe togliermeli dalla mente, anche perché ho scelto una professione, per passione e perché ritengo ogni giorno di fare l'interesse pubblico: questo atteggiamento del Premier non sembra coerente con ciò.