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mercoledì 25 maggio 2016

Secondo incontro nazionale con i Responsabili della prevenzione della corruzione: il resoconto di Gloria Di Rini

Il 24 maggio 2016 si è svolto a Roma il secondo incontro nazionale  organizzato dall'ANAC con i Responsabili per la Prevenzione della Corruzione in servizio presso la pubblica amministrazione.
All'incontro hanno partecipato numerosi Segretari comunali, tra i quali la collega Gloria Di Rini (nelle foto scattate da Daniela Ventriglia), che ho "precettato" per avere a tempi di record un resoconto dell'incontro, che di seguito riporto.

"Il secondo incontro nazionale con i Responsabili della prevenzione della corruzione, tenutosi oggi presso il Centro Congressi della Banca d’Italia a Roma, si è aperto con il saluto del Presidente Cantone al quale si devono riconoscere, quanto meno, grandi doti comunicative: senza dubbio durante il suo intervento l’attenzione dell’uditorio è stata catturata ed ha fornito la sensazione che davvero in Anac alla prevenzione della corruzione ci credono e ci lavorano sopra!
La parte operativa della giornata si è articolata in tre gruppi di lavoro: uno sul nuovo PNA, uno sul ruolo del RPC e uno sulla prevenzione della corruzione negli appalti pubblici. L’ultima parte della giornata si è svolta di nuovo in plenaria ed era prevista, per ogni gruppo, una sintetica relazione sul lavoro svolto che desse conto delle criticità riscontrate nell’applicazione pratica delle norme sugli affidamenti e di eventuali proposte utili per la definizione delle Linee Guida nelle varie materie di competenza dell’Anac e del nuovo PNA pubblicato sul sito per le osservazioni dal 20 Maggio scorso.



Tra i relatori finali - scelti tra RPC appartenenti alle più diverse Pubbliche Amministrazioni - la parte del leone, numericamente parlando, l’hanno fatta i Segretari Comunali a testimonianza del fatto, io credo, che in tema di prevenzione della corruzione di cose da dire la nostra categoria ne ha parecchie.
Ho personalmente partecipato al gruppo sulla prevenzione della corruzione negli appalti pubblici coordinato dai consiglieri Anac Michele Corradino e Nicoletta Parisi (magistrato l’uno e ordinario di diritto internazionale l’altra) e non posso che esprimere ammirazione per la lucidità con cui hanno trattato la materia degli appalti e la dimestichezza che hanno dimostrato con gli argomenti più vari che sono stati toccati. 
In concreto il gruppo ha affrontato le criticità della materia degli affidamenti per ognuna delle fasi in cui la procedura di affidamento si snoda: programmazione, progettazione, scelta del contraente, esecuzione. 
In generale gli elementi qualificanti del nuovo Codice sono stati rinvenuti nella grande flessibilità e discrezionalità che caratterizza, da adesso in poi, l’attività delle stazioni appaltanti, ma appunto per questo si pongono problemi di adozione di procedure che, anche in assenza di una disciplina tradizionale rappresentata finora dalle norme di legge poi maggiormente dettagliate dalle disposizioni regolamentari, si possa considerare rispettosa dei principi generali. E dunque maggiori oneri motivazionali delle scelte effettuate e maggiore puntualità dei controlli interni sui provvedimenti adottati: tutto ciò sarà pane quotidiano per noi RPC. La discrezionalità delle stazioni applatanti è accentuata dal fatto che le Linee Guida emanate dall’Anac non possono essere considerate sostitutive del vecchio Regolamento in quanto già la tecnica di redazione, maggiormente discorsiva e non “precettiva”, rende evidente che in molti casi l’Anac suggerisce, ma non obbliga per cui si possono adottare comportamenti differenti purchè supportati da motivazioni congrue. 
Si è dibattuto molto anche dell’obbligo di programmazione degli affidamenti di forniture e servizi: in particolare è emerso il problema delle società partecipate, le quali per loro natura programmano con un orizzonte temporale annuale poiché questo è il solo budget di spesa a cui possono fare riferimento. Altro problema evidenziato riguarda l’assenza di indicazioni nel Codice su come collocare temporalmente la programmazione in questione rispetto al momento di approvazione del bilancio e su quale sia l’organo deputato alla sua predisposizione. Per questi aspetti il gruppo ha richiesto all’Anac un intervento chiarificatore. 
Altro punto fermo da registrare è che, in una situazione di centralizzazione degli affidamenti a seguito della quale le procedure di gara verranno svolte dai soggetti qualificati, alle Pubbliche Amministrazioni è stato restituito il loro ruolo essenziale di “lettura” dei bisogni da soddisfare con la fase di programmazione, mentre la progettazione e l'esecuzione del contratto rimangono le sole fasi operative in cui la stazione appaltante dispiega effettivamente le sue competenze. 
Con riferimento alla fase di scelta del contraente il gruppo ha richiesto che l’Anac chiarisca nelle Linee Guida quale sia il soggetto competente alla proposta di aggiudicazione, se il RUP o la commissione giudicatrice. Inoltre i coordinatori rappresentanti Anac del gruppo hanno segnalato che nelle Linee Guida sul RUP è contenuta la disciplina specifica della figura nell’ambito delle procedure di gara gestite da Centrale Unica di Committenza e hanno consigliato a questo proposito la lettura del nuovo PNA nella parte dedicata alla Sanità.
In via più generale è stato spiegato che all’interno del nuovo PNA la sezione dedicata alla Sanità deve essere considerata un progetto pilota, in ragione della particolare rilevanza dei casi di corruzione emersi in questo comparto, rispetto al quale l’Anac si è concentrata diffusamente. Di conseguenza il consiglio è stato quello di fare riferimento, per quanto possibile, alla disciplina dettata per la Sanità laddove non si ritrovino norme specifiche per l’Amministrazione di appartenenza, poiché quella filosofia di fondo verosimilmente verrà mantenuta anche fuori dallo specifico comparto.
Infine con riferimento all’esecuzione del contratto – fase contrattuale che ha costituito oggetto della mia brevissima relazione finale - l’approfondimento principale è stato sul monitoraggio del corretto adempimento contrattuale da parte delle società in house. In particolare si è dibattutto sulla questione se la previsione contrattuale di penali da applicare in caso di mancato, parziale o non corretto adempimento costituisca un sistema sanzionatorio coerente con il tipo di affidamento. Dovendosi ritenere, infatti, la società in questione un’articolazione organizzativa della stessa amministrazione affidataria, per la quale quest’ultima concorre a ripianare l’eventuale perdita di bilancio, appare fondato il dubbio se possa essere considerato efficace il sistema della penale, tipicamente accolto nei contratti di appalto aggiudicati in via ordinaria. E’ anche vero, però, che ciò non può significare rinunciare al controllo sulla corretta esecuzione del contratto sia sotto il profilo dei costi che del livello atteso di qualità del servizio, tanto più per le amministrazioni locali, le quali si rivolgono ad una platea di fruitori di servizi pubblici e che in ciò ritrovano il loro fine istituzionale. Di conseguenza nel caso in cui si ritenesse di non dover prevedere nei contratti di servizio l’applicazione di penali intese nel senso di sanzioni pecuniarie, dovrà necessariamente prevedersi un altro sistema sanzionatorio che raggiunga comunque il risultato di costituire un deterrente al porre in essere prestazioni non corrispondenti agli obblighi contrattuali".
                                                       Gloria Di Rini
                         Segretario Generale del Comune di Sezze (Lt)


1 commento:

  1. Chiudo gli occhi, e sento il tocco gelido del cielo,
    sogno di riaprirli e di ritrovarmi in un piccolo paradiso,
    e lo sguardo ora si perde, in un candido paesaggio,
    non è l’immaginazione è il potere magico della neve,
    attutisce i rumori con il suo candido manto e mi regala..
    un piccolo minuscolo, straordinario sogno.
    Stephen Littleword, Neve

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