No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

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venerdì 3 marzo 2017

Il silenzio dell'amministrazione sull'istanza di accesso civico generalizzato: quale possibile tutela processuale

L’articolo 5 del d. lgs 33/2013, come novellato dal d. lgs 97/2016, introduce nell’ordinamento italiano (a decorrere dallo scorso 23 dicembre) l’istituto dell’accesso civico generalizzato, sulla scorta dell’esperienza maturata nei paesi anglosassoni con il modello FOIA (Freedom of Information Act). Con tale disciplina si assicura la possibilità, per tutti i cittadini, di conoscere le informazioni, i dati e i documenti nella disponibilità delle amministrazioni e afferenti all’organizzazione e all’attività delle stesse, dati che potranno essere richiesti e appunto conosciuti nel rispetto dei limiti rivenienti dall’esigenza di tutelare interessi pubblici e privati giuridicamente rilevanti, quali individuati espressamente ai commi 1 e 2 dell’art. 5 bis del decreto trasparenza (d. lgs. 33/2013). Lo scopo di questa breve disamina non è tanto quello di illustrare la disciplina relativa al c.d. accesso “aperto” ovvero generalizzato, ma è quello di comprendere il ruolo che la novella legislativa assegna in materia al giudice amministrativo: in particolare, ciò che si rivela di particolare interesse, in questa fase di prima attuazione del nuovo istituto, è provare a delineare, alla luce del dato normativo, quali soluzioni possono venire, in sede interpretativa, dal giudice amministrativo alle criticità che la norma indubbiamente pone quanto allo specifico profilo della tutela giurisdizionale nella particolare ipotesi in cui il cittadino non ottiene risposta alla sua istanza dall’amministrazione competente ovvero quando non abbia risposta neanche dal Responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza investito della richiesta in sede di riesame, per come consentito dalla disciplina.

giovedì 2 marzo 2017

Testo Ufficiale e relazione tecnica dello schema di D.lgs. contenente modifiche al Testo unico del pubblico impiego

Abbiamo dato notizia dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, in esame preliminare, di cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

Tra questi figura quello contenente le modifiche al Testo unico del pubblico impiego approvate in esame preliminare dal Governo.
Presentato ora in Parlamento lo Schema di decreto legislativo recante modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, con la relativa relazione.

Testo Ufficiale e relazione tecnica dello schema di D.lgs. contenente modifiche alla disciplina della valutazione della performance dei dipendenti pubblici approvate in esame preliminare dal Governo

Abbiamo dato notizia dell'approvazione da parte del Consiglio dei ministri, in esame preliminare, di cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

Presentato ora in Parlamento, per l'acquisizione delle competenti Commissioni, lo Schema di decreto legislativo recante modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, in attuazione dell'articolo 17, comma 1, lettera r), della legge 7 agosto 2015, n. 124, con annessa relazione tecnica.

martedì 28 febbraio 2017

Sanatoria dei contratti decentrati: cinque anni in più ma incognite su platea e vincoli

Le amministrazioni regionali e locali che hanno deliberato il recupero delle somme illegittimamente inserite nei fondi per la contrattazione decentrata possono avere cinque anni di tempo in più per completare il recupero di queste risorse. 
È l'effetto determinato dall'inserimento nella legge di conversione del Milleproroghe(Dl 244/2016) del comma 15-quater all’articolo 1. Va ricordato che il termine previsto dal legislatore era lo stesso numero di anni in cui nei fondi erano state illegittimamente o erroneamente inserite risorse aggiuntive.

lunedì 27 febbraio 2017

Le regole per le assunzioni del personale nel 2017 (Video e slides)


Il video riprende la prima edizione del webinar Le regole per le assunzioni del personale nel 2017 con la partecipazione dei relatori Agostino Bultrini  e Giuseppe Canossi.
Il Webinar intende offrire un quadro pratico e attuale delle possibilità di programmazione del fabbisogno di personale alla luce delle novità introdotte dalla legge di bilancio 2017 e degli effetti dell’attuazione del processo di mobilità del personale di Città metropolitane e Province.

Le condizioni per le assunzioni

Le amministrazioni dare corso ad assunzioni di personale a tempo indeterminato entro i tetti fissati dal legislatore e nel rispetto delle condizioni previste dalla normativa. Tali condizioni e tali tetti sono stati oggetto di numerose modifiche nel corso degli ultimi anni, il che determina numerosi problemi interpretativi ed applicativi. Occorre ricordare che è possibile un allentamento di tali vincoli con l’emanando decreto legge sugli enti locali.
Occorre in premessa ricordare che le assunzioni in mobilità volontaria, ex articolo 30 del D.Lgs. n. 165/2001, se il dipendente proviene da un ente che ha vincoli alle assunzioni di personale, non incidono sulle capacità assunzionali, così come specularmente le cessazioni che sono dirette ad amministrazioni che hanno vincoli alle assunzioni di personale non determinano risparmi da potere utilizzare per finanziare nuove assunzioni. Siamo cioè in presenza di scelte che devono essere considerate come neutre. Le amministrazioni devono comunque rispettare i vincoli dettati dal legislatore, costituendo comunque la mobilità in entrata una nuova assunzione, quanto meno in termini sostanziali.
Sempre in premessa deve essere ricordato che le capacità assunzionali, così come le spese per le assunzioni, devono essere sempre valutate su base annua.

La Corte dei Conti sul fondo per la contrattazione decentrata


I vincoli di tetto del fondo e di riduzione per la diminuzione del personale in servizio sono in vigore e si applicheranno fino a che il legislatore non avrà dettato una disciplina differente. Il fondo può, per la diminuzione del personale in servizio, essere tagliato sia utilizzando il metodo della media aritmetica, sia quello dei risparmi effettivi, metodo quest’ultimo che appare come preferibile. La costituzione del fondo è una scelta che appartiene alla competenza dell’ente. Sono queste le più recenti indicazioni dettate dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti del Lazio, dell’Umbria e della Toscana in tema di costituzione del fondo per la contrattazione decentrata.


Pa, negli enti locali il 66% dei precari. Piano straordinario stabilizzazioni: incognità sanità, esclusi i dirigenti medici ma prorogati di un anno i concorsi extra avviati nel 2016

Tre anni di anzianità maturati negli ultimi otto anni. Su queste due cifre si gioca il nuovo «piano straordinario» di assunzioni per i precari “storici” della pubblica amministrazione, una platea che dalla Funzione pubblica calcolano in circa 50mila persone. Il piano riguarda tutta la Pa, ma i suoi effetti sono destinati a concentrarsi negli enti territoriali. 
Sanità, regioni ed enti locali, come mostrano i numeri della Ragioneria generale, assorbono da soli il 70% dei contratti a tempo determinato, che rappresentano l’ampia maggioranza delle forme di lavoro “flessibile” nella Pa; se si guarda invece alla somministrazione, la quota di questi comparti sale all’89%, e arriva al 95% fra i lavoratori socialmente utili. Il peso di Regioni ed enti locali scende al 36% solo per i co.co.co., ma per il primato degli enti di ricerca in questo ambito: fatta la media, gli enti territoriali assorbono il 66% della precarietà nel pubblico impiego. La nuova finestra per la “stabilizzazione”, se saranno confermati fino all’approvazione definitiva del decreto legislativo i contenuti dei testi esaminati giovedì in consiglio dei ministri, al primo via libera, rimarrà aperta tre anni (2018-2020).

Conoscere la corruzione per combatterla. Una prospettiva interdisciplinare all’analisi dei fenomeni corruttivi. Roma, 9 marzo 2017

Si svolgerà il 9 marzo presso la sede del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo il convegno ‘Conoscere la corruzione per combatterla. Una prospettiva interdisciplinare all’analisi dei fenomeni corruttivi’.
Per la lotta alla corruzione non sono sufficienti soltanto gli interventi repressivi: azioni di prevenzione, di diffusione e consolidamento di un senso dell’interesse generale nella società civile e nella pubblica amministrazione costituiscono parte essenziale di tale lotta. A questo fine occorre promuovere una condivisione critica delle conoscenze scientifiche disponibili, in modo da favorirne la conversione in strumenti per incidere sui fenomeni corruttivi o per valutare l’efficacia relativa degli strumenti di prevenzione.

Pubblico impiego e valutazione dipendenti. Contratti, precari, premi, fondi decentrati, disciplinari: la riforma voce per voce (con testo e relazione illustrativa)

Gli ingredienti centrali della riforma del pubblico impiego, approvata ieri dal Consiglio dei ministri, sono il superamento degli “organici” attuali, sostituiti da una programmazione che potrà differenziare i vincoli di turn over anche all'interno dei singoli settori della Pa, con l’intenzione di “premiare” gli enti in base alle attività svolte e quindi al bisogno di personale per garantirle. Ogni amministrazione pubblica è tenuta a misurare e a valutare la performance con riferimento all'amministrazione nel suo complesso, alle unità organizzative o aree di responsabilità in cui si articola e ai singoli dipendenti o gruppi di dipendenti. Gli organismi indipendenti di valutazione dovranno verificare l’andamento delle performance rispetto agli obiettivi programmati durante il periodo di riferimento e segnalare eventuali necessità di interventi correttivi. Viene riconosciuto, per la prima volta, un ruolo attivo dei cittadini ai fini della valutazione della performance organizzativa.

Con la riforma sanzioni disciplinari «blindate»

Addio alle battaglie di carta bollata e alle contestazioni sul calendario delle notifiche o sui passaggi procedurali: per difendersi dalle sanzioni disciplinari, licenziamenti compresi, bisognerà parlare del merito. Questo, almeno, è l'obiettivo ambizioso del nuovo codice disciplinare dei dipendenti pubblici scritto nel decreto legislativo della riforma Madia che giovedì ha ottenuto il primo via libera in consiglio dei ministri. Questa mossa, che si affianca all'accelerazione sui tempi delle procedure e al rafforzamento delle responsabilità dei dirigenti, è stata finora la meno fortunata sul piano mediatico, ma potrebbe rivelarsi la più efficace all'atto pratico. Vediamo perché.

Decadenza del consigliere per assenze alle sedute del Consiglio comunale (Cons. St., sez. V, 20 febbraio 2017, n. 743)

Le assenze per mancato intervento dei consiglieri alle sedute del Consiglio comunale non devono essere giustificate di volta in volta in via preventiva, potendo le giustificazioni essere fornite, anche dopo la notificazione all’interessato della proposta di decadenza, ferma restando l’ampia facoltà di apprezzamento del Consiglio comunale in ordine alla fondatezza e serietà ed alla rilevanza delle circostanze addotte a giustificazione delle assenze (1).
E' questa la massima della sentenza del Cons. St., sez. V, 20 febbraio 2017, n. 743, oggetto di commento nell'articolo Il consigliere comunale può giustificare le assenze anche a posteriori.

Società pubbliche: Tavola rotonda lunedì 6 marzo a Roma

Si terrà lunedì 6 marzo a Roma, presso l'Università LUISS, Sala Colonne Viale Pola, 12, la Tavola Rotonda in occasione della pubblicazione del Commentario Il testo unico sulle società pubbliche. Commento al d.lgs. 19 agosto 2016, n. 175, diretto da Giorgio Meo e Antonio Nuzzo, Cacucci, Bari, 2016.

venerdì 24 febbraio 2017

Il Governo approva in esame preliminare 5 decreti legislativi di Riforma della PA, dei Vigili del fuoco e delle forze di Polizia

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato nella seduta di ieri, in esame preliminare, cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124).

Le modifiche al Testo unico del pubblico impiego approvate in esame preliminare dal Governo

Tra i cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124) approvati nella seduta di ieri dal Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, vi è anche quello che introduce "modifiche e integrazioni al testo unico del pubblico impiego, di cui al decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ai sensi degli articoli 16, commi 1, lettera a), e 2, lettere b), c), d) ed e) e 17, comma 1, lettere a), c), e), f), g) , h), l), m), n), o), q), s) e z) della legge 7 agosto 2015, n.124, in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche"

Il decreto introduce disposizioni mirate al raggiungimento dei seguenti obiettivi:

Le modifiche alla disciplina della valutazione della performance dei dipendenti pubblici approvate in esame preliminare dal Governo

Tra i cinque decreti legislativi contenenti disposizioni di attuazione della riforma della pubblica amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124) approvati nella seduta di ieri dal Consiglio dei Ministri, in esame preliminare, vi è anche quello che introduce "modifiche al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n.150, in attuazione dell’articolo 17, comma 1, lettera r), della legge n.124 del 2015".
Il provvedimento persegue l’obiettivo generale di ottimizzare la produttività del lavoro pubblico e di garantire l’efficienza e la trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Con il decreto, ispirato ai principi di semplificazione delle norme in materia di valutazione dei dipendenti pubblici, di riconoscimento del merito e della premialità, di razionalizzazione e integrazione dei sistemi di valutazione, di riduzione degli adempimenti in materia di programmazione e di coordinamento della disciplina in materia di valutazione e controlli interni, si introducono, tra le altre, le seguenti novità:

Approvato in esame preliminare il correttivo al Codice degli appalti (il testo del correttivo sottoposto a consultazione)

Il Consiglio dei ministri, su proposta del Presidente Paolo Gentiloni e del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio, ha approvato, in esame preliminare, un decreto legislativo correttivo del Codice degli appalti, adottato a norma dell’articolo 1, comma 8, della legge delega n. 11 del 2016 e in esito alla consultazione pubblica.
L’intervento apporta modifiche e integrazioni al Codice, volte a perfezionarne l’impianto normativo confermandone i pilastri fondamentali. Le modifiche apportate seguono tre direttrici:

Approvato in via definitiva il Milleproroghe (testo definitivo e Nota di lettura)

Nella seduta di ieri la Camera la Camera dei Deputati ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato (S. 2630), avente ad oggetto “Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l'esercizio di deleghe legislative” (cd Milleproroghe).

lunedì 20 febbraio 2017

Milleproroghe: il Dossier contenente la scheda di lettura del provvedimento come modificato nel corso dell'esame da parte del Senato

Abbiamo dato notizia che il Senato della Repubblica, il 16 febbraio 2017, ha approvato il disegno di legge, d’iniziativa del Governo recante "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 30 dicembre 2016, n. 244, recante proroga e definizione di termini. Proroga del termine per l’esercizio di deleghe legislative".
Il provvedimento è ora passato all'esame della Camera.
I Servizi Studi di Camera e Senato hanno realizzato un Dossier contenente le schede di lettura del provvedimento, così come modificato nel corso dell'esame da parte del Senato.

Gli incentivi per le funzioni tecniche

Utili indicazioni sull’applicazione delle disposizioni dettate dall’articolo 113 del D.Lgs n. 50/2016 in materia di incentivazione delle funzioni tecniche sono dettate dalle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti. Esse hanno stabilito i seguenti principi interpretativi:
  • “la nuova disciplina riconosce gli incentivi anche in relazione ad appalti per forniture e servizi, a prescindere da ogni collegamento con l’esecuzione di lavori, sempre che siano rispettate le condizioni richieste dall’art.113 del D.Lgs. n.50/2016 (Sez. controllo Lombardia n.333/2016; Sez. controllo Emilia Romagna n.118/2016);
  • il compenso incentivante non spetta per la progettazione e il coordinamento della sicurezza (Sez. controllo Lombardia n.333/2016);
  • gli incentivi riguardano in via esclusiva e tassativa le attività indicate (Sez. controllo Puglia n.204/2016);
  • l’adozione del regolamento “continua ad essere una condizione essenziale ai fini del legittimo riparto tra gli aventi diritto delle risorse accantonate sul fondo” (Sez. controllo Veneto n.353/2016)”;
  • questi incentivi non spettano per le manutenzioni ordinarie e straordinarie (sez. controllo Puglia n. 5/2017).

In Gazzetta il DL. 20 febbraio 2017, n. 14 "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città"

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 42 del 20 febbraio, il DL. n. 14  del 20/02/2017 rubricato "Disposizioni urgenti in materia di sicurezza delle città".

Le più recenti indicazioni dell’Aran sull’applicazione dei contratti nazionali

In caso di mancata integrale fruizione dei permessi per il diritto allo studio da parte dei soggetti cui sono stati concessi l’ente può dare luogo alla assegnazione dei residui ad altro dipendente richiedente. I dipendenti ex LSU o LPU assunti con contratto a tempo determinato hanno diritto a ricevere lo stesso trattamento economico accessorio dei dipendenti a tempo indeterminato ed i relativi oneri devono essere finanziati dal fondo per la contrattazione decentrata. Il periodo di preavviso si calcola sul servizio prestato presso l’ente a cui si aggiunge quello svolto presso un’altra amministrazione solamente nella ipotesi di mobilità volontaria. Ai dipendenti in part time orizzontale per una giornata di sciopero si deve sottrarre il trattamento economico maturato nella stessa, ovviamente determinato in proporzione al periodo più ridotto. I dipendenti di categoria A non possono essere nominati come agenti contabili. Possono essere così riassunte le principali indicazioni dettate di recente dall’Aran in risposta ai quesiti posti dai comuni.

Nella Pubblica Amministrazione non solo “furbetti del cartellino”. Ma la strada del recupero dell’efficienza è lunga e irta di ostacoli

Pubblicato sul sito internet Contabilità Pubblica un editoriale del Direttore Salvatore Sfrecola dal titolo Nella Pubblica Amministrazione non solo “furbetti del cartellino”. Ma la strada del recupero dell’efficienza è lunga e irta di ostacoli.

I contenuti dei due decreti approvati dal Governo il 17 febbraio su "furbetti" del cartellino e società partecipate

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame preliminare, due decreti legislativi contenenti disposizioni integrative e correttive ai decreti di attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione (legge 7 agosto 2015, n. 124) e al testo unico in materia di società a partecipazione pubblica (decreto legislativo 19 agosto 2016, n. 175).

Via libera del Cdm a decreto correttivo su antiassenteismo. Slittano testo unico pubblico impiego e nomine manager Asl

Primo via libera del Consiglio dei ministri al decreto Madia bis sul licenziamento lampo per gli assenteisti. Il decreto “correttivo” si è reso necessario dopo la sentenza della Consulta n. 251/2016 del 25 novembre scorso, che aveva dichiarato parzialmente incostituzionale la legge delega per la riforma della pubblica amministrazione (Riforma Madia, legge 124/2015) nella parte in cui aveva previsto solo il “parere”, e non l'“intesa”, con le Regioni per cinque decreti legislativi di attuazione (dirigenza sanitaria, licenziamento disciplinare, società partecipate, dirigenza pubblica, servizi pubblici). Fumata nera invece sul riordino della dirigenza sanitaria delle Asl, rinviato dal momento che la ministra per la semoplificazione della Pa, Marianna Madia, avrebbe chiesto la presenza anche della ministra della Salute Beatrice Lorenzin, firmataria del decreto, assente. Quanto al Testo unico per la riforma degli statali, con novità varie che vanno dalla valutazione alle assunzioni, i testi sono attesi nel Cdm della prossima settimana.

Comuni, illegittimo anche il decreto sui fondi 2015

Dopo la spending review di Mario Monti sui bilanci comunali 2013, dichiarata illegittima dalla Corte costituzionale, e i tagli compensativi del maggior gettito Imu sui conti 2014, bocciati dal Consiglio di Stato, cade anche il decreto di Palazzo Chigi che ha distribuito ai sindaci i fondi del 2015. A segnare il filotto è un gruppo di sentenze pubblicate ieri dal Tar Lazio, che ha accolto tre ricorsi sul tema: i primi due presentati dal Comune di Padova (sentenza n. 2252/2017) e da un gruppo di enti del trevigiano (sentenza n. 2554/2017) - tutti difesi da Luca Antonini, l’ex presidente della commissione sul federalismo fiscale che ha accompagnato la Regione Veneto alla vittoria in Corte costituzionale sulla riforma Madia - e il terzo arrivato dal Comune calabrese di Cotronei (sentenza n. 2553/2017) - rappresentato da Ettore Jorio. La finanza locale, insomma, resta un terreno minato, e la nuova pronuncia impone di correre ai ripari come si sta cercando di fare sui tagli del 2014: a meno che, naturalmente, Palazzo Chigi ricorra in appello e il Consiglio di Stato ribalti la decisione del Tar.