Collepardo (Fr)

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sabato 20 dicembre 2014

Tutto in una notte: approvato il maxiemendamento sulla legge di stabilità (il "preoccupante" resoconto della seduta in Senato)

Con 162 voti favorevoli e 37 contrari l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo approvando il maxiemendamento sostitutivo del ddl n. 1698, "Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato" (legge di stabilità 2015). Il testo torna all'esame della Camera.

In apertura di seduta, Lega Nord e Movimento 5 Stelle hanno stigmatizzato il fatto che la Commissione bilancio non sia stata convocata per esprimere il parere sugli emendamenti ai documenti di bilancio. La Presidenza ha precisato che il parere è stato reso dal Presidente della Commissione bilancio, in base all'articolo 100 del Regolamento. Su richiesta del sen. Sangalli (PD), la Commissione bilancio si è riunita e la seduta è stata sospesa fino alle ore 15.

L'Assemblea ha quindiapprovato i 17 articoli, con le annesse tabelle, delddl n. 1699, recante Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2015 e bilancio pluriennale per il triennio 2015-2017. All'articolo 2 sono stati approvati tre emendamenti del Governo che apportano variazioni allo stato di previsione del Ministero dell'economia: alla missione "L'Italia in Europa e nel mondo" si spostano fondi sulla cooperazione allo sviluppo; alla missione organi costituzionali si spostano fondi a favore del terzo settore. All'articolo 17 è stato approvato l'emendamento 1.17 del Governo.
Il Vice Ministro dell'economia Morando ha quindi preannunciato la presentazione di un maxiemendamento sostitutivo della legge di stabilità e ha chiesto una sospensione fino alle 17.
Alla ripresa dei lavori, il Ministro Morando ha chiesto un'ulteriore sospensione, per mancanza della relazione tecnica. Il sen. Calderoli (LN) ha ricordato che il Ministro dei rapporti con il Parlamento aveva preannunciato la presentazione del maxiemendamento entro le ore 15; dalle notizie di agenzia si apprende che il Presidente del Consiglio, di ritorno da Bruxelles, starebbe rivendendo il testo: per ragioni di serietà, l'esame della legge di stabilità dovrebbe essere rinviato a domani o a lunedì. Il sen. Airola (M5S) ha condiviso queste considerazioni. Il sen. Zanda (PD), ricordando che anche in passato si sono verificati rinvii, ha chiesto la riconvocazione dell'Aula alle ore 18 e il sen. Sacconi (NCD-UDC) si è associato alla richiesta. La sen. De Petris (SEL) ha espresso preoccupazione per l'andamento dei lavori e ha chiesto che non vi siano ulteriori rinvii. Ha poi avvertito la maggioranza che una modifica del calendario sarebbe intollerabile. Secondo il sen. Ferrara (GAL) la mancata bollinatura della Ragioneria dello Stato indica che il Governo, su indicazioni della Commissione europea, ha rimaneggiato il testo. Il sen. Romani (FI-PdL) ha espresso contrarietà alla sospensione di un'ora: il Ministro del tesoro o il Presidente del Consiglio dovrebbero spiegare in Aula i reali motivi del rinvio. La sen. Bulgarelli (M5S) ha invitato il PD ad assumersi la responsabilità della mancata conclusione dei lavori Commissione.
La Presidente ha sospeso la seduta fino alle 18,30. Alle ore 19,10 il Ministro per i rapporti con il Parlamento Boschi ha presentato il maxiemendamento sostitutivo della legge di stabilità, su cui ha posto la questione di fiducia. Il Presidente Grasso ha deferito il testo alla Commissione bilancio per i profili di copertura e ha convocato la Conferenza dei Capigruppo, che ha organizzato la discussione con inizio alle ore 22.
Alle ore 22, su richiesta del sen. Sangalli (PD), la Presidente di turno ha consentito alla Commissione bilancio di proseguire i lavori fino alle 23.
Il sen. Sangalli (PD), a nome della Commissione bilancio, ha quindi espresso parere di nulla osta sul maxiemendamento. Si è però rammaricato dei rapporti non facili tra Governo e Parlamento, rilevando che sarebbe stato auspicabile consentire alla Commissione bilancio di concludere l'esame in sede referente. La Commissione ha svolto collegialmente un lavoro importante di correzione e la posizione della questione di fiducia impedisce di far emergere questo dato politico. Il testo del Governo, di difficile leggibilità, contiene temi che non sono stati affrontati in Commissione, come la questione dei ricercatori universitari. Sull'allungamento delle concessioni in house sono stati avanzati rilievi politici.
Il Vice Ministro dell'economia Morando ha affermato che sono state introdotte norme sulle questioni non affrontate in sede referente. Ha infine corretto alcuni errori formali e materiali segnalati dal sen. Sangalli.
La sen. Bulgarelli (M5S) ha denunciato l'illeggibilità del maxiemendamento, richiamando in particolare la questione delle frequenze locali. Anche il sen. Calderoli (LN) ha chiesto che l'Assemblea sia posta nelle condizioni di sapere cosa sta votando. Ha evidenziato, inoltre, che il Governo ha interrotto la prassi secondo cui il maxiemendamento si attiene a quanto deliberato in Commissione. La sen. Bonfrisco (FI-PdL) ha chiesto al Presidente del Senato di garantire la funzione parlamentare, verificando la corrispondenza tra il maxiemendamento e quanto approvato in Commissione. Ha poi chiesto di sapere cosa è accaduto nelle 48 ore intercorse tra l'interruzione dei lavori della Commissione e la presentazione del maxiemendamento.
Il Presidente del Senato ha richiamato il parere di nulla osta della Commissione bilancio e ha affermato che il Governo si assume la responsabilità del testo presentato. Il sen. Romani (FI-PdL), rilevata l'insussistenza delle condizioni per proseguire l'esame, ha annunciato l'abbandono dell'Aula da parte del suo Gruppo. Secondo il sen. Ferrara (GAL) la responsabilità del rispetto delle procedure parlamentari è del Presidente. Anche la sen. De Petris (SEL) ha sollecitato un controllo del testo da parte della Presidenza. Il sen. Arrigoni (LN) ha segnalato diverse incongruenze. Il sen. Zanda (PD) ha sollecitato la Presidenza a proseguire i lavori secondo i tempi e l'ordine stabiliti. Il sen. Candiani (LN) ha chiesto di votare un testo chiaro e corretto e il sen. Airola (M5S) ha proposto un rinvio in Commissione.
Nella discussione sulla questione di fiducia sono intervenuti i sen. Vacciano, Manuela Serra, Daniela Donno, Endrizzi, Girotto, Serenella Fucksia, Michela Montevecchi, Marton, Puglia (M5S); Divina, Crosio, Candiani, Arrigoni, Raffaela Bellot, Tosato, Erika Stefani (LN); Maria Mussini, Campanella, Bocchino (Misto); Ferrara (GAL).
I Gruppi di opposizione hanno denunciato le forzature procedurali di un Governo pasticcione e tracotante, che mina la credibilità delle istituzioni. Un Governo che ha rallentato i lavori in Commissione con ottanta emendamenti, ha presentato un testo confuso, pieno di errori e privo di copertura. Il Parlamento appare ostaggio di un Presidente del Consiglio che ha un solo obiettivo: approvare in fretta la legge elettorale per andare alle urne prima che diventino manifesti i suoi fallimenti. Le opposizioni hanno ribadito che la legge di stabilità non è espansiva, aumenta il debito ma non rilancia la competitività, fa tagli lineari, che colpiranno soprattutto la spesa sanitaria, contiene misure ingiuste, dà benefici si soliti noti, riduce i servizi locali, reca coperture incerte che comporteranno l'aumento differito di altre tasse. Il taglio sull'Irap e la decontribuzione, a carico dei fondi di sviluppo e coesione, sostengono un capitalismo parassitario che delocalizza, punta sui bassi salari anziché sull'innovazione, investe nella speculazione finanziaria. Sono stati criticati in particolare l'IMU per i terreni agricoli, la soppressione delle agevolazioni Gpl per le zone montane, l'Iva sul pellet, la sanatoria sui giochi d'azzardo, le risorse aggiuntive per Roma Capitale, i favori alle lobby del fossile, la mancanza di un piano per la ricerca, i finanziamenti per l'autotrasporto, l'Expo, le scuole private, la difesa e le missioni internazionali.
Anche i Gruppi di maggioranza hanno rilevato un vulnus nei rapporti tra Governo e Parlamento e hanno ricordato il contributo positivo dato dalla Commissione bilancio sui temi Irap, patronati, tassazione dei fondi pensione, calamità naturali, amianto, zone franche urbane, fondo per la contrattazione di secondo livello, chiusura delle società partecipate.
Nelle dichiarazioni finali hanno annunciato voto favorevole i sen. Susta (SC), Zeller (Aut), Chiavaroli (NCD-UDC), Santini (PD). Hanno negato la fiducia i sen. Ferrara (GAL), Silvana Comaroli (LN), Uras (SEL), Barbara Lezzi (M5S), Anna Bonfrisco (FI-PdL). In dissenso dal Gruppo, il sen. Volpi (LN) ha annunciato la non partecipazione al voto, in segno di protesta nei confronti di una gestione dei lavori che umilia l'istituzione.
Approvata la legge di stabilità, il sen. Sangalli (PD), a nome della Commissione bilancio, ha riferito sulla II Nota di variazioni presentata dal Governo, in base alla quale le modifiche apportate rispetto al testo licenziato dalla Camera non comportano effetti peggiorativi per la finanza pubblica. Approvata la II Nota di variazioni, sulla quale hanno annunciato voto favorevole i sen. Santini (PD) e Linda Lanzillotta (SC), l'Assemblea ha approvato il ddl di bilancio nel complesso, che torna all'esame della Camera.
Il Presidente Grasso ha convocato la Conferenza dei Capigruppo.
Fonte: Senato.it.
Sui contenuti del maxiemendamento si veda il successivo post Legge di stabilità: la sintesi dei contenuti.

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