venerdì 22 dicembre 2017

Forte contrarietà dell'UNSCP alla legge di bilancio del Friuli che rende facoltativo il segretario nei piccoli comuni - Inapplicabilità della norma

Inviata dall'UNSCP una nota alla Regione Friuli Venezia Giulia, all'Anci Friuli Venezia Giulia ed al Ministero dell'Interno sulla previsione contenuta nella legge di bilancio regionale riguardante la figura del Segretario comunale negli enti con popolazione inferiore a 3.000 abitanti.

Di seguito il testo della nota.
L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali ha appreso con stupore che nella legge di bilancio della Regione Friuli Venezia Giulia è contenuta una disposizione in forza della quale “Fino al 30 giugno 2019, nei comuni della Regione fino a 3.000 abitanti, le funzioni di cui all’art. 97 del decreto legislativo 267/2000 possono essere assicurate da un dipendente di categoria D in possesso del titolo di studio previsto per l’accesso alla qualifica di segretario comunale a livello nazionale.” 
Tale norma è incomprensibile ed inaccettabile, e costituisce una rottura dell’ordinamento nazionale in materia di Segretari.
Ad un primo avviso tale norma è anche di fatto inapplicabile e va oltre le competenze della Regione, che è sì a statuto speciale ma che deve esercitare le proprie funzioni legislative nel rispetto dei principi generali dell’ordinamento, anche nello specifico del pubblico impiego e quindi in questo caso dell’ordinamento in materia di Segretari.
La figura del Segretario ha funzioni di massima responsabilità e di grande delicatezza, e la previsione delle specifiche modalità di accesso a questa funzione, con un corso concorso severissimo e di lunga durata e la successiva iscrizione all’Albo nazionale, né è un imprescindibile corollario posto dall’ordinamento a garanzia del possesso delle competenze necessarie a svolgere le funzioni.
Fare a meno di tale sistema rende completamente assente qualsiasi verifica di professionalità, e questa assenza è chiaramente contraria ai principi generali in materia di accesso al pubblico impiego. A nulla rileva che la norma parli di svolgimento delle funzioni e non di accesso all’Albo, poiché di fatto si consente ad un funzionario di esercitare funzioni professionali completamente diverse da quelle per le quali è stato reclutato, nulla avendo a che fare le specifiche competenze vagliate in sede di accesso al ruolo di dipendente in categoria D con le competenze, completamente diverse ed ovviamente superiori, richieste per svolgere la funzione di Segretario ed i compiti ad esso assegnati dal citato articolo 97 del TUEL.
La norma è peraltro chiaramente incompleta, non chiarisce gli ambiti o le sue modalità applicative (vale per le sedi oggi prive di Segretari? Anche per le sedi con Segretari regolarmente in servizio? in tal caso che succede a quei Segretari, vengono collocati in disponibilità? con evidenti rischi di danno erariale oltre che di contenzioso) e quindi allo stato non è suscettibile di essere immediatamente utilizzata. 
L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali invita pertanto la Regione a ritirare tale disposizione o a congelarne l’efficacia astenendosi dall’adozione dei necessari atti normativi applicativi, e invita tutti i Comuni inferiori a 3.000 abitanti a non avvalersene, tenendo conto che tutti gli atti assunti con l’ausilio di un funzionario invece che di un Segretario sarebbero con ogni evidenza a fortissimo rischio di illegittimità, passibili di impugnazione da parte di chiunque abbia interessi contrari e voglia far leva su tale aspetto per bloccare o porre nel nulla le attività amministrative degli enti locali che si avvalessero di questa norma. 
Qualora la genesi di questa disposizione sia rinvenibile in una asserita o lamentata di carenza di Segretari nell’Albo Regionale, l’Unione fa presente che il Consiglio Direttivo dell’Albo ha recentemente licenziato l’avvio di un nuovo Corso Concorso per circa 300 nuovi Segretari. 
Nelle more del suo espletamento possono e debbono percorrersi altre vie, da un miglior utilizzo dei Segretari iscritti all’Albo ad un equilibrato uso delle reggenze, o anche contemplare soluzioni ulteriori che però rispettino i principi generale in materia e siano coerenti con l’ordinamento nazionale in materia di Segretari, e su tali basi l’Unione si dichiara disponibile ad ogni necessario confronto.
Nel frattempo l’Unione ribadisce la propria assoluta contrarietà alla presente disposizione, così come ad ogni diversa ipotesi che egualmente renda facoltativa la figura del Segretario o ne svilisca la professionalità ed invita altresì il Ministero dell’Interno ad assumere, percorrendo gli appropriati canali di confronto istituzionale, ogni iniziativa idonea a tutelare l’ordinamento vigente e a perseguire soluzioni appropriate e ragionevoli.
Confidiamo che la Regione colga la assoluta rilevanza e fondatezza di quanto stiamo evidenziando e voglia aprire un immediato confronto, ma ove così non fosse l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, d’intesa con le altre OO.SS., porrà in essere ogni azione necessaria a contrastare tale disposizione in ogni sede opportuna.
                                               La Segreteria Nazionale

1 commento:

  1. segretario del nord22 dicembre 2017 09:31

    Forse invece che occuparsi e gioire per i diritti di rogito era meglio occuparsi di sedi vacanti,reggenze plurime,convenzioni anomale e marginalità dels egertario nei piccoli comuni.

    RispondiElimina