Collepardo (Fr)

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giovedì 18 giugno 2015

Delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche: elementi di valutazione sulla qualità del testo

Pubblicato dal Servizio Studi della Camera il Dossier n. 85 contenente gli elementi di valutazione sulla qualità del DDL contenente la Delega al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche (AC 3098).

Di rilievo il seguente passaggio (pag. 5):
"All'articolo 9, comma 1, lettera b), n. 4), andrebbe valutata l'opportunità di chiarire se si intenda fare riferimento a tutta la dirigenza pubblica – come si desume testualmente dal riferimento all'intero articolo 9 – o alla sola dirigenza degli enti locali, in cui confluiscono i segretari comunali e provinciali".
Qui il link al Dossier n. 85 contenente gli elementi di valutazione sulla qualità del DDL in tema di riorganizzazione della PA.
In argomento si vedano anche i precedenti post:

Speciale emendamenti DDL riorganizzazione della PA (3): le proposte di modifica alla disciplina transitoria

Gli emendamenti presentati alla Camera che, sul presupposto dell'introduzione del dirigente apicale, propongono modifiche alla disciplina transitoria contenuta nella proposta approvata dal Senato, possono essere distinti:
  • emendamenti tendenti a garantire che la fase transitoria sia obbligatoriamente di 3 anni (ad esempio emendamento 9. 236 - pag. 200 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti tendenti a portare la fase transitoria a 5 anni (ad esempio emendamento 9. 434 - pag. 200 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti tendenti a portare la fase transitoria da un periodo minimo di 3 ad un periodo massimo di 5 anni (ad esempio emendamento 9. 307 - pag. 200 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti tendenti ad estendere la disciplina transitoria anche a coloro che sono iscritti al predetto albo, nella fascia professionale C e ai vincitori di procedure concorsuali di ammissione al corso di accesso in carriera già avviate alla data di entrata in vigore della presente legge, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica (ad esempio emendamento 9. 326 - pag. 181 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti tendenti a consentire nella fase transitoria la nomina come dirigente apicale non soltanto agli attuali segretari comunali, ma anche a dirigenti in possesso di determinata esperienza e competenza (emendamenti riportati nelle pag. 201 e 202 del fascicolo emendamenti);
  • emendamenti tendenti a consentire nella fase transitoria la nomina come dirigente apicale non soltanto agli attuali segretari comunali ma anche dei funzionari di ruolo in servizio da almeno cinque anni nei comuni o nelle unioni di comuni in possesso del diploma di laurea magistrale, che abbiano svolto le funzioni di segretario delle suddette unioni e che siano stati anche vicesegretari comunali alla data di entrata in vigore della presente legge (emendamento 9. 413 - pag. 196 del fascicolo emendamenti).


Speciale emendamenti DDL riorganizzazione della PA (4): le proposte di modifica delle funzioni del dirigente apicale

Gli emendamenti presentati alla Camera che, sul presupposto dell'introduzione del dirigente apicale, propongono modifiche alla disciplina delle sue funzioni determinate nella proposta approvata dal Senato, possono essere distinti:
  • emendamenti che prevedono la puntuale definizione del profilo di dirigente apicale con la attribuzione, in rapporto alla entità demografica dell'ente, dei compiti di gestione del personale, anche dirigenziale, e di organizzazione dell'ente, in qualità di responsabile della prevenzione della corruzione ridefinizione delle soglie demografiche delle fasce in numero non superiore a tre definizione di criteri e limiti al convenzionamento dell'ufficio di dirigente apicale (ad esempio emendamento 9. 113 - pag. 186 fascicolo emendamenti); 
  • attribuzione al dirigente apicale non solo di compiti di attuazione dell'indirizzo politico, coordinamento dell'attività amministrativa e controllo della legalità ma anche quelli di trasparenza dell'azione amministrativa, di rogazione, su richiesta dell'ente, nei contratti in cui l'Amministrazione stessa è parte, di autentica di scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'ente, di sovrintendenza allo svolgimento delle funzioni dei dirigenti e di coordinamento dell'attività salvo che nei casi in cui nell'ente sia stato nominato il direttore generale ai sensi e per gli effetti del comma 1 dell'articolo 108, decreto legislativo n. 267/2000 (ad esempio emendamento 9. 269 - pag. 197 fascicolo emendamenti);
  • attribuzione al dirigente apicale della funzione rogante su richiesta dell'ente, nei contratti in cui l'Amministrazione stessa è parte, e di autentica di scritture private ed atti unilaterali nell'interesse dell'ente, a seguito di adeguata formazione (ad esempio emendamento 9. 268 - pag. 188 fascicolo emendamenti);
  • attribuzione al dirigente apicale della direzione degli uffici (ad esempio emendamento 9. 381 - pag. 201 fascicolo emendamenti);
  • emendamenti tesi a sostituire le parole: controllo della legalità dell'azione amministrativa con le seguenti: controllo preventivo di legittimità sugli atti e sull'attività amministrativa (ad esempio emendamento 9. 486 - pag. 184 fascicolo emendamenti).


Speciale emendamenti DDL riorganizzazione della PA (5): le proposte di modifica dell'obbligo di gestione associata della funzione di dirigente apicale

Gli emendamenti presentati alla Camera che, sul presupposto dell'introduzione del dirigente apicale, propongono modifiche alla disciplina dell'obbligo di gestione associata della funzione di dirigente apicale così come determinata nella proposta approvata dal Senato, mirano a sostituire l'obbligo con la facoltà di gestione associata della funzione (ad esempio emendamento 9. 235 - pag. 199 fascicolo emendamenti).


martedì 16 giugno 2015

Diritti di rogito soltanto per i Segretari di Fascia C (Corte dei Conti Emilia Romagna parere n. 105/2015)

Con parere n. 105/2015 la la Corte dei conti dell'Emilia Romagna con la deliberazione n. 105/2015 ha affermato che a seguito dell'innovazione normativa introdotta dal DL. 90/2014 l'unica possibilità di erogare diritti di rogito ai segretari comunali è quella, volta a tutelare i Segretari comunali che non abbiano qualifica dirigenziale (ovvero siano inquadrati in fascia C) e non operino in comuni con presenza di dirigenti e quindi non siano destinatari di retribuzione economica a questi equiparata.
Tale lettura, difficilmente conciliabile con la testuale disposizione normativa, nonchè con la chiara volontà del legislatore risultante dagli atti preparatori, è stata anche proposta dalla Corte dei Conti del Lazio. Diverse, invece, le interpretazioni delle Sezioni della Lombardia e della Sicilia.
Per i richiami ai precedenti post in argomento su questo blog, si veda il successivo post Segretari, sì ai diritti di rogito per convenzione fra Comuni senza dirigenti.

Speciale emendamenti DDL riorganizzazione della PA (1): le proposte di mantenimento della figura del Segretario

Gli emendamenti presentati alla Camera che tendono a mantenere la figura del Segretario comunale, possono essere distinti in tre tipologie:
  • gli emendamenti tendenti allo stralcio dell'art. 9, comma 1, lett. b), n. 4 (ad esempio emendamento 9. 601 - pag. 175 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti che tendono alla conferma della figura e rivisitazione delle funzioni: nomina ministeriale, formazione semestrale obbligatoria presso la SNA e tutela dell'indipendenza e terzietà rispetto alla parte politica in attuazione vera del principio generale sancito dall'ordinamento della separazione dell'attività di indirizzo e dell'attività di gestione; valorizzazione e legittimazione politica giuridica e culturale della figura del segretario comunale quale presidio di legalità nei comuni; affidamento al segretario comunale del ruolo del controllo preventivo sugli atti e sull'attività amministrativa (ad esempio emendamento 9. 485 - pag. 184 fascicolo emendamenti); 
  • emendamenti che tendono alla creazione di una sezione speciale all'interno del ruolo unico dei dirigenti dello Stato dei Segretari Generali (ad esempio emendamento 9. 111 - pag. 183 fascicolo emendamenti). 
  • proposte che tendono a trasformare il Segretario in Direttore Generale di governo

Speciale emendamenti DDL riorganizzazione della PA (2): proposte che tendono a trasformare il Segretario in Direttore Generale di governo

Tra gli emendamenti presentati alla Camera anche una proposta che tende a trasformare il Segretario in Direttore Generale di governo.
La proposta prevede l'attribuzione al segretario comunale del ruolo di direttore generale di governo locale, avente funzioni di verifica della regolarità della normativa in materia di prevenzione della corruzione e della trasparenza, regolarità della normativa sui contratti pubblici, tutela dei diritti dei cittadini e delle imprese, verifica dell'applicazione delle disposizioni in materia di semplificazione amministrativa, verifica della regolarità sulle concessioni e appalti di servizi e lavori, nonché referente della Corte dei Conti e della Ragioneria generale dello Stato, fermo restando il rispetto della vigente normativa in, materia di contenimento della spesa di personale (9. 102 - pag. 188 fascicolo emendamenti).

Le indicazioni dell’Aran sulla aspettativa, i permessi per il diritto allo studio e le specifiche responsabilità

I dipendenti in aspettativa per ragioni personali non possono svolgere una seconda attività lavorativa. In caso di domande presentate in numero maggiore rispetto al tetto di quelli che possono essere concessi, per la fruizione del permessi per il diritto allo studio, occorre privilegiare le richieste per il conseguimento del titolo più basso.
Sono queste alcune delle utili indicazioni operative fornite dall’Aran in risposta ai quesiti posti da amministrazioni del comparto regioni ed autonomie locali. Occorre sottolineare che le risposte dell’Aran costituiscono un punto di riferimento per le amministrazioni, anche se ovviamente esse non sono la interpretazione autentica delle disposizioni contrattuali. E comunque preservano l’ente dalla eventuale maturazione di responsabilità amministrativa.

L’Aran sullo straordinario elettorale e le ferie

Il trattamento economico spettante ai dipendenti che sono impegnati con lavoro straordinario durante la domenica delle elezioni varia a secondo che lo stesso sia svolto fino alla mezzanotte o sia svolto successivamente. Il trattamento economico per le prestazioni straordinarie elettorali è collegato alla tipologia di elezioni. I dipendenti in ferie non possono essere collocati in reperibilità e, in caso di malattia, prevale quest’ultima. Possono essere così riassunte alcune delle più importanti indicazioni dettate dall’Aran in risposta ai quesiti posti dai comuni.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo L’Aran sullo straordinario elettorale e le ferie.

domenica 14 giugno 2015

Enzo Bianco: il Segretario Generale figura centrale, riferimento importante sia per la struttura amministrativa che per quella politica

Al convegno "I Segretari in Europa" aveva assicurato la propria presenza Enzo Bianco, Sindaco di Catania e Presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI.

Purtroppo un'emergenza relativo all'ennesimo sbarco di migranti ha trattenuto Enzo Bianco a Catania.
Il Presidente del Consiglio nazionale dell’ANCI ha comunque voluto inviare un messaggio rammaricandosi di non aver potuto partecipare all'importante iniziativa.
Di seguito alcuni passi della lettera inviata da Bianco.
"Nelle mie esperienze da Sindaco e Presidente ANCI, da Ministro degli Interni, da parlamentare, ho lavorato per un sistema di governance comunale efficiente. Ecco perchè ho sempre creduto nella centralità della figura del Segretario Generale, un riferimento importante sia per la struttura amministrativa che per quella politica. In Italia i segretari generali hanno sempre dimostrato grande competenza e professionalità. Leggerò con molta attenzione la ricerca che presentate oggi, traendo spunti significativi dalle esperienze maturate in Europa riguardo il ruolo e l'assetto dei segretari comunali negli altri paesi".

Riforma Pa, pioggia di emendamenti su dirigenti, segretari comunali e staffetta generazionale

Sono oltre 2mila le proposte emendative depositate in Commissione Affari Costituzionali alla Camera al disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione approvato in prima lettura dal Senato. Il capitolo maggiormente nel mirino dei deputati riguarda la dirigenza pubblica per la quale si preme per specificare che la decandenza dal nuovo ruolo unico si verifichi solo in esito ad una valutazione negativa del dirigente. Numerose richieste di modifica anche per i segretari comunali, forestali e per il riordino delle funzioni di polizia locale. Alla Camera si punta ancora a correggere il nodo della staffetta generazionale dato che, per come è stata formulata, appare poco conveniente per il lavoratore. 
Inizia così l'articolo dal titolo Riforma Pa, pioggia di emendamenti su dirigenti, segretari comunali e staffetta generazionale pubblicato sul sito PensioniOggi.it.

Riforma Madia, i correttivi necessari per i dirigenti apicali

Le audizioni alla Camera hanno riaperto il dibattito sulla riforma della pubblica amministrazione. Da un lato, nel documento presentato dalla Corte dei conti si sottolinea la necessità di contemperare la flessibilità organizzativa con l'autonomia della dirigenza dalla politica, imperniando le modalità di affidamento degli incarichi sulle competenze specifiche necessarie per ciascun ruolo; inoltre, si esprimono forti perplessità sul ricorso agli incarichi esterni; infine, si invita il Parlamento a correggere il regime della responsabilità amministrativo contabile.

Dall'altro lato l'Anci nel documento del 3 giugno, presentato unitamente all'Upi, reclama una maggiore autonomia degli enti in fase di nomina dei dirigenti; inoltre, entrambe le associazioni pongono nuovamente il tema dei Comuni di maggiori dimensioni demografiche e delle Province (ovvero delle future Aree vaste). È del tutto evidente che nel prosieguo dell'iter parlamentare si dovranno apportare alcuni correttivi al disegno di legge, con riferimento anche alla nuova figura del dirigente apicale, al fine di bilanciare le diverse esigenze e di accelerare i tempi di approvazione.
Inizia così l'articolo di Pasquale Monea e Marco Mordenti pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Riforma Madia, i correttivi necessari per i dirigenti apicali.
In argomento si vedano anche i precedenti post:

Via libera del consiglio dei ministri al Dl enti locali

Il Consiglio dei Ministri si è riunito ieri, giovedì 11 giugno 2015, alle ore 18.35 a Palazzo Chigi, ed h approvato, tra gli altri provvedimenti, un Decreto Legge contenente Misure urgenti per gli enti territoriali.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta dei Ministri dell’economia e finanze Pietro Carlo Padoan e dell’interno Angelino Alfano, ha approvato un decreto legge recante misure urgenti in materia di enti territoriali. Nello specifico il testo prevede:
Patto di stabilità interno: sono previste norme che allentano i vincoli consentendo a Comuni, Province e Città metropolitane margini maggiori per investimenti volti alla cura del territorio e all’erogazione dei servizi. In particolare, vengono rideterminati gli obiettivi del patto di stabilità interno dei Comuni per gli anni 2015-2018 concedendo agli enti un maggiore contributo di 100 milioni di euro (in termini di spazi finanziari) l’anno così suddiviso: 10 milioni per eventi calamitosi e messa in sicurezza del territorio; 40 milioni per la messa in sicurezza degli edifici scolastici e per interventi di bonifica dei siti contaminati dall’amianto; 30 milioni per l’esercizio della funzione di ente capofila nel caso di gestione associata di alcune funzioni; 20 milioni per le spese per sentenze passate in giudicato a seguito di contenziosi connessi a cedimenti strutturali e procedure di esprorio. Le norme non comportano maggiori oneri la finanza pubblica perché resta invariato l’obietto complessivo del patto di stabilità dei Comuni fissato dalla legge di stabilità
A favore dei Comuni viene previsto un ammorbidimento delle sanzioni per il mancato rispetto del patto di stabilità interno nel 2014. La sanzione, rappresentata dalla riduzione delle risorse spettanti dal Fondo di solidarietà, si applica in misura pari al 20% dello sforamento, anziché pari al 100%. Analogamente, per le Province e le Città metropolitane le risorse che vengono erogate dal fondo sperimentale di riequilibrio vengono ridotte del 20% anziché del 100% dello sforamento con il limite massimo previsto del 3% delle entrate correnti registrate nell’ultimo consuntivo.
Pagamento debiti commerciali: per l’anno 2015 sono incrementate di 2 miliardi di euro le risorse destinate alle Regioni e alle Province autonome per far fronte al pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili maturati alla data del 31 dicembre 2014. L’importo di 2 miliardi è ulteriormente incrementato dalle eventuali risorse disponibili e non utilizzate per il pagamento dei debiti degli enti del Servizio Sanitario nazionale. Per il pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili dei Comuni maturati al 31 dicembre 2014, vengono concessi ulteriori 850 milioni. 
Fondo compensazione IMU e TASI: per il 2015 è attribuito ai Comuni un contributo di 530 milioni di euro. Con decreto del Ministero dell’Interno, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze da adottare entro il 10 lugli 2015, viene stabilita , secondo una metodologia adottata dalla Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali, la quota di contributo spettante a ciascun ente tenendo conto dei gettiti dell’IMU e della TASI del 2014. 
Anagrafe Nazionale Popolazione Residente (ANPR) e Carta d’identità elettronica: si tratta di misure finalizzate all’ampliamento dell’ANPR attraverso l’informatizzazione dei registri di stato civile e delle liste di leva. Sono previste altresì disposizioni che consentono il superamento del documento digitale unificato attraverso la definitiva implementazione della nuova carta di identità elettronica.
Misure per l’accelerazione della ricostruzione in Abruzzo: disposizioni per favorire l’accelerazione e la trasparenza degli interventi di ricostruzione degli immobili privati nei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. Sono comprese ulteriori misure per assicurare la ricostruzione di edifici pubblici, compresi quelli di interesse storico, artistico e archeologico. 
Zone Franche Urbane dell’Emilia Romagna: nei territorio dell’Emilia Romagna colpiti dall’alluvione del 17 gennaio 2014 e nei Comuni colpiti dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012 viene istituita la zona franca che beneficia di consistenti agevolazioni fiscali. Possono beneficiare di tali agevolazioni le imprese localizzate all’interno della zona franca che rientrano nella definizione di ‘microimprese’ e hanno avuto un reddito lordo 2014 inferiore a 80.000 euro e un numero di addetti non superiore a 5 unità. Le agevolazioni per questi soggetti consistono nell’esenzione dalle imposte sui redditi (fino a 100.000 euro di reddito) e dall’IRAP (fino a 300.000 euro) delle attività prodotte nelle ZFU e dall’IMU per gli immobili siti nella zona franca. Le agevolazioni sono concesse per i periodi di imposta 2015 e 2016.
Sisma Lombardia: vengono stanziati 205 milioni di euro a favore delle popolazione della Lombardia colpite dal terremoto del 20 e 29 maggio 2012. La somma viene erogata dal Presidente della Regione nella forma di contributi in conto capitale da destinare alla ricostruzione degli immobili, alle imprese che abbiano subito danni a scorte e beni strumentali, alla delocalizzazione tempora delle attività danneggiate al fine di garantire la continuità produttiva.
Clausola di salvaguardia: nel decreto viene introdotta una norma che evita nel 2015 l’aumento dell’accisa sulla benzina previsto dalla legge di stabilità in caso di mancata autorizzazione da parte della Ue del meccanismo del reverse charge dell’Iva nel settore della grande distribuzione.
In argomento si veda il successivo post DL Enti locali: l'approfondimento del Quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA

DL Enti locali: l'approfondimento del Quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA

Sul sito del quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA si segnala un approfondimento dei contenuti del DL enti locali approvato ieri sera dal Consiglio dei Ministri.
Questi gli articoli dello speciale:

  1. Via libera del consiglio dei ministri al Dl enti locali;
  2. Proroga dei termini per il riaccertamento straordinario degli enti locali;
  3. Il fondo crediti taglia gli obiettivi del Patto di stabilità;
  4. Centri per l'impiego dalle Province alle Regioni;
  5. Trasferiti allo Stato archivi e biblioteche delle ex Province;
  6. Sisma in Emilia, zona franca ed esenzione Imu agli inagibili ancora per tutto il 2016;
  7. Immobili pubblici, via l'obolo del 10% allo Stato sulle alienazioni locali;
  8. I registri di stato civile entrano nell'Anagrafe nazionale.


Le funzioni rogatorie ed i relativi compensi a seguito del D.L. 90/2014

Pubblicato il nuovo numero n. 5/2015 di Management locale - rivista di amministrazione, finanza e controllo - la rivista scientifica dell’ASFEL (Associazione Servizi Finanziari Enti Locali).
All'interno un mio articolo dal titolo Le funzioni rogatorie ed i relativi compensi a seguito del D.L. 90/2014.

Sui diritti di rogito dopo il DL 90/2014, conv. con L. 114/2014 si vedano i precedenti post:

ANCI ed UPI sulla riforma della PA: dirigente apicale negli enti di maggiori dimensioni scelto anche fuori dal ruolo

Nel precedente post Anci in audizione sulla riforma PA: migliorare la normativa sul dirigente apicale, figura unica e legata al mandato amministrativo avevamo dato notizia dell'audizione dell'Associazione dei Comuni in Commissione Affari Costituzionali  della Camera sul DDL di riorganizzazione della PA.
Qui la parte relativa alla dirigenza pubblica

DIRIGENZA PUBBLICA
Rispetto alla riforma della dirigenza pubblica, le modifiche apportate al Senato hanno accolto la nostra richiesta principale relativa alla previsione di una figura apicale negli enti locali alla quale sia rimessa la responsabilità complessiva di garantire il raccordo tra la politica e l’amministrazione e l’attuazione dei principi costituzionali di legalità, imparzialità e buon andamento della pubblica amministrazione. L’attento lavoro effettuato al Senato ha inoltre attenuato le maggiori criticità del provvedimento, in particolare rispetto alle modalità organizzative e di gestione tecnica dei ruoli della dirigenza.
Condividiamo inoltre l’intento di non disperdere il patrimonio di competenze dei Segretari comunali, ma occorre evidenziare come nell’attuale testo permangano alcune aporie che è necessario risolvere nel prosieguo dell’iter parlamentare.
Superamento del dualismo del vertice amministrativo
In particolare occorre evidenziare come l’attuale formulazione delle deleghe implichi il permanere, nei Comuni di maggiori dimensioni demografiche, nelle Città metropolitane e nelle Province, e quindi negli enti di maggiore complessità organizzativa, di un dualismo nel vertice amministrativo, con la compresenza di un direttore generale e di un dirigente apicale. Riteniamo che tale dualismo debba essere superato, per attuare una vera riforma della figura apicale degli enti locali, evitando duplicazioni di costi e sovrapposizioni di competenze.
Inoltre è necessario garantire ai Comuni capoluogo di provincia e a quelli di maggiori dimensioni demografiche, alle Città metropolitane e alle Province la possibilità di individuare il vertice amministrativo in un più ampio bacino di competenze e professionalità, e quindi anche al di fuori del ruolo unico della dirigenza.
Con specifico riferimento alla strutturazione del ruolo unico della dirigenza locale, è opportuno prevedere un’articolazione per aree professionali, prevedendo, peraltro, rispetto ai dirigenti apicali, uno specifico regime della durata dell’incarico dirigenziale che deve essere raccordato con la durata del mandato elettivo.
Ruolo della Commissione per la dirigenza locale
La previsione, nell’ambito delle procedure di conferimento degli incarichi dirigenziali di vertice, di un meccanismo di preselezione di una rosa di candidati da sottoporre al soggetto nominante, ad opera della Commissione per la dirigenza, non è concretamente attuabile negli enti locali e, oltre ad introdurre un elemento di rigidità nel “mercato” della dirigenza pubblica, contrasta con le caratteristiche specifiche della nuova figura del dirigente apicale degli enti locali.
Formazione del personale e degli amministratori degli Enti locali
La legge delega contiene anche previsioni in merito al sistema della formazione della dirigenza pubblica. I Comuni, le Province e le Città metropolitane vogliono continuare ad investire sulla formazione dei propri amministratori, dirigenti e dipendenti. Deve pertanto essere previsto il coinvolgimento delle Associazioni rappresentative degli enti locali nell’ambito del nuovo sistema di formazione.

Diritto di accesso e accesso civico: due profili della trasparenza degli atti

In un precedente post dal titolo Accesso civico ed obblighi di pubblicazione per le amministrazioni pubbliche abbiamo segnalato la sentenza del TAR Lazio-Latina sent. n. 152/2015.

La sentenza è oggetto di un articolo di Lorenzo Camarda pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Diritto di accesso e accesso civico: due profili della trasparenza degli atti.
Nell'articolo si sottolinea come "il diritto di accesso e l’accesso civico sono due strumenti diversi e non sovrapponibili tra loro. È quanto viene ribadito dalla sentenza del Tar Lazio, Latina, sez. I, n. 449 del 1° giugno 2015. La sentenza, sebbene non apporti alcun contributo giurisprudenziale in quanto si colloca nel costante indirizzo del Consiglio di Stato, fornisce l’occasione per un approfondimento in materia che la prassi amministrativa pare trascurare".
In argomento si veda anche il paragrafo La trasparenza intesa come accessibilità totale sulla Guida per Amministratori locali (pag. 311 e seguenti).
Si vedano, inoltre, su questo blog: