Collepardo (Fr)

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sabato 7 giugno 2014

Lanzetta, Madia, Rughetti: Firmato accordo Italia semplice con Anci, Regioni e Upi

“Coniugare i tempi della pubblica amministrazione con i tempi in cui opera quotidianamente la società, in un’ottica di semplificazione, flessibilità organizzativa e di un alleggerimento degli adempimenti normativi”. Così il presidente dell’Anci, Piero Fassino, parlando a margine dell’accordo sulla riforma della Pa, sottoscritto oggi al ministero degli Affari regionali da Anci, Regioni e ministeri della Semplificazione e degli Affari regionali.

Il documento, che in pratica traccia le linee guida e i criteri per la riforma delle amministrazioni statali, per Fassino tenderà “a favorire un rapporto di maggiore vicinanza e consonanza tra aspettative di cittadini e imprese e la capacità di risposta del sistema dalle amministrazioni pubbliche”. 
Nello specifico, l’accordo interistituzionale lancia un'alleanza istituzionale per riformare la Pa, attraverso la condivisione tra governo e autonomie di punti e obiettivi da raggiungere insieme nei vari livelli e organismi dello Stato. L'intesa prevede il ripensamento dell'organizzazione delle pubbliche amministrazioni territoriali e nazionali sul territorio e la valorizzazione del capitale umano quale elemento vitale della capacità della Pa di dare risposte certe in tempi rapidi. 
Tra le priorità vi sono: la mobilità intercompartimentale, la staffetta generazionale, pochi parametri e limiti alla spesa per il personale, l'adozione di un sistema di regole per il personale che coinvolga anche le società partecipate. E ancora la realizzazione di un 'mercato' organico della dirigenza su base territoriale (che implichi anche un intervento sulla disciplina dei segretari comunali e provinciali), il ripensamento del sistema di accesso e norme tendenzialmente uniformi per tutti i soggetti che compongono la Pa nel suo complesso, la semplificazione per crescere, ridefinire e rendere semplici le procedure. Infine la digitalizzazione come unica forma di dialogo fra Pa, cittadini ed imprese insieme all'open data e la trasparenza come elementi centrali dell'azione amministrativa. 
Fonte: Anci

venerdì 6 giugno 2014

L'aula del Senato ha approvato il ddl di conversione del DL 66/2014 con la proroga della TASI

Approvato dall'aula del Senato il ddl n. 1465 di conversione in legge del decreto-legge n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale ("Bonus Irpef").

Il ddl è stato approvato con il nuovo titolo "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".
Il testo approvato prevede anche la proroga per il pagamento della TASI al 16 ottobre (vedi pag. 6 del documento).
Qui il testo del ddl approvato dal Senato e trasmesso alla Camera dei Deputati.
Si veda in argomento: Decreto Irpef: il testo del maxiemendamento approvato.

Anche la Regione Puglia impugna davanti alla Consulta la L. 56/2014 (legge Delrio)

Dopo la regione Veneto, anche la Regione Puglia ha deciso nelle ultime ore di impugnare davanti alla Consulta la Legge Delrio 56/2014 (Disposizioni sulle città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni) conferendo l’incarico all’avvocato Marcello Cecchetti.
Le motivazioni alla base del provvedimento sono da ricercare in presunti profili di illegittimità costituzionale in quanto, giusto per citare alcuni rilievi mossi nei confronti del provvedimento, “lo Stato non dispone della competenza legislativa ad istituire Città metropolitane” e, dunque, “non dispone neanche della competenza a disciplinare gli aspetti connessi a tale istituzione”.
Qui il link alla notizia apparsa su ilpaesenuovo.it.

Proposta di legge del Movimento 5 Stelle: Il Segretario comunale sia nominato dal Prefetto

Qualche giorno fa un collega scrisse un commento al post Dall'abolizione della figura del Segretario alla trasformazione in Segretario di governo, iniziando così:
"quando tanti anni fa ho vinto il concorso di tutto avrei potuto immaginare ma non di diventare una sorta di "cavia"... perchè ormai questo siamo diventati, ogni giorno una proposta o una soluzione sulla nostra figura... direi che forse la migliore cosa è studiare qualche legislazione straniera europea su come risolvono il problema ed applicarla tout court in Italia.....!!!"
Non possiamo che dargli ragione, visto il susseguirsi in questi giorni di proposte che riguardano lo status del Segretario. Dopo la proposta di abolizione contenuta nella lettera Renzi/Madia della figura del Segretario comunale, la proposta di trasformazione in Segretario di governo di parti importanti del Nuovo Centro Destra, ecco che arriva la proposta sui segretari comunali presentata dal Movimento 5 stesse che non vuole che sia il sindaco a scegliersi il segretario ma che lo stesso venga assegnato dalla Prefettura in modo da garantirne l’indipendenza.
L'Atto ha assunto alla Camera il n. 2364 con il seguente oggetto: 
Proposta di legge: DIENI ed altri: “Modifiche all’articolo 99 e abrogazione degli articoli 108 e 110 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, in materia di durata degli incarichi di segretario comunale e provinciale, di nomina del direttore generale e di conferimento di incarichi dirigenziali a contratto presso gli enti locali” (2364) 
A breve tutte le informazioni dal sito della Camera, dove per adesso non è ancora pubblicato il testo. 
Per completezza bisogna aggiungere che proposte di modifica riguardanti la figura sono contenute anche nel report della Funzione Pubblica pubblicato l'altro ieri, relativo alla consultazione pubblica avviata con la lettera Renzi/Madia.

La nuova disciplina della trasparenza delle pubbliche amministrazioni (approfondimento sul sito della Camera)

In attuazione della legge anticorruzione (legge n. 190 del 2012), è stato emanato il decreto legislativo n. 33 del 2013, con il quale sono riordinate le disposizioni in materia di obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Oltre a coordinare le disposizioni vigenti, il provvedimento introduce alcune novità ed individua le modalità per la realizzazione degli obblighi di trasparenza
Sul sito della Camera dei Deputati, tra i temi dell'attività parlamentare, è pubblicata una ricostruzione della disciplina con informazioni aggiornate a giovedì, 5 giugno 2014.
Per approfondimenti si veda anche le sezioni di questo blog dedicate alla Trasparenza, ai Piani di prevenzione della corruzione ed all'Anticorruzione.

giovedì 5 giugno 2014

#SOPPRESS...ATI: il 13 giugno ad Arsoli (Rm) una giornata organizzata dall'Unione Regionale del Lazio


L'idea è nata sabato scorso al termine del Consiglio Nazionale dell'U.N.S.C.P. Alle 15,00 con una parte dei partecipanti al Consiglio del Lazio abbiamo pranzato assieme. Durante il pranzo ci siamo posti una domanda: chissà che sensazione proveremo il 13 giugno quando cominceremo la giornata di lavoro. Il caro Franco Loi subito fotografò la situazione affermando di conoscere esattamente lo stato d'animo in cui si troverà quel giorno. "Oggi mi sento un pò abolito" sarà la sensazione di quel giorno. Da qui i partecipanti al pranzo sono partiti per ipotizzare di trascorrere quella giornata insieme, come davanti agli eventi storici (tipo la fine del mondo), temuti ma mai verificatisi veramente. In effetti, andare a lavoro normalmente, ognuno da solo nel suo ente, quel giorno non è pensabile: meglio trascorrere una giornata insieme, a discutere anche della proposta di riforma, aspettando uniti le decisioni del Consiglio dei ministri.
Questo il programma della giornata, che si svolgerà ad Arsoli (Rm):
  • ore 10,00 Assemblea regionale dell'U.N.S.C.P. in cui saranno illustrati agli iscritti gli esiti del Consiglio Nazionale tenuto il 31 maggio a Roma, con particolare riferimento alla proposta di riforma illustrata dal Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi. L'assemblea si terrà presso il Teatro comunale di Arsoli, sito in Piazza Martiri Antifascisti.
  • Ore 13,30 pranzo presso il Ristorante da Angela sito ad Arsoli in Via Sublacense, 5.

Come ogni manifestazione che si rispetti, seguendo le linee comunicative del Presidente del Consiglio Renzi, abbiamo anche creato un hashtag per l'evento:
#SOPPRESS...ATI
L'hashtag contiene un riferimento alla proposta Renzi/Madia di abolizione dei segretari comunali (SOPPRESSi), alla descrizione dello stato della categoria, efficacemente descritto dal Presidente Stufano nella sua lettera aperta al Premier (disorientATI, stressATI) ed alla constatazione che il mondo delle autonomie non vuole questa incomprensibile abolizione (salvATI).
La partecipazione è aperta a tutti i colleghi, con l'auspicio della partecipazione anche di segretari di regioni limitrofe.
Per ragioni organizzative occorre comunicare la propria partecipazione o ai Segretari Provinciali dell'Unione (Daniela Urtesi daniela.urtesi@comunedizagarolo.it, Nicola Tedeschi nicolatedeschi@fastwebmail.it, Luca Alteri lalteri@alice.it) o al Segretario Regionale (Amedeo Scarsella amedeo.scarsella@gmail.com).
Su questo blog gli aggiornamenti successivi:
#SOPPRESSATI il 13 giugno ad Arsoli (Rm): un chiarimento.

mercoledì 4 giugno 2014

Consultazione pubblica sulla lettera Renzi/Madia: un chiaro NO all'abolizione della figura del Segretario comunale

Sono online, sul sito del Dipartimento della funzione pubblica i primi esiti della consultazione pubblica lanciata il 30 aprile 2014 all'indirizzo: rivoluzione@governo.it.

Sono giunte, nel mese di consultazione, 39.343 e-mail che hanno discusso puntualmente i 44 punti della riforma della pubblica amministrazione, contenuti nella lettera indirizzata dal presidente del Consiglio e da me ai dipendenti pubblici e ai cittadini.

Tutte le mail sono state lette e analizzate grazie al supporto dei ricercatori del Dipartimento di metodi e modelli per l'economia il territorio e la finanza di Sapienza Università di Roma, coordinati dal professor Sergio Bolasco, che hanno utilizzato la tecnica del text mining.
E' stato realizzato un primo report che presenta gli orientamenti e le proposte emerse sui singoli punti della riforma.
Grazie al contributo e alle idee dei cittadini possiamo ora varare, all'appuntamento previsto del Consiglio dei ministri del 13 giugno, una riforma migliore e ancora più incisiva.
Quanto al famoso punto 13 relativo all'abolizione della figura del segretario comunale, queste le conclusioni scritte nel report:
Le reazioni pervenute sono di segno prevalentemente contrario, anche considerato che larga parte degli interventi sul punto sono derivati da una importante mobilitazione degli enti interessati. Nel segnalare il ruolo centrale di garanzia e direzione del segretario comunale, specialmente nei comuni di piccole dimensioni, molte proposte auspicano una riforma di tale figura, piuttosto che la sua abolizione, anche alla luce delle recenti competenze in materia di anticorruzione.
Tra le proposte più articolate si segnala quella tesa a mantenere la figura negli enti di piccole dimensione, in particolare sotto i 25 mila abitanti. Giungono inoltre proposte dirette a svincolare la figura del Segretario comunale dalla nomina da parte del sindaco.
I pareri favorevoli alla soppressione sono stati incentrati soprattutto sulla sovrapposizione delle figure del Segretario e del City manager. Alcune proposte mirano a "privatizzare" la figura (nomina di un professionista esterno) oppure crearne una nuova in sostituzione: l'ispettore contabile del comune, anche con funzioni di controllo e prevenzione.

Rinegoziazione dei contratti pubblici di servizi e forniture a seguito dell'art. 8 del DL 66/2014

"Il recente art. 8 d.l. n. 66/2014 (“Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale”), ha introdotto importanti, ma non persuasive, novità in tema di razionalizzazione della spesa pubblica per beni e servizi. Si tratta di una disposizione normativa, che sicuramente determina rilevanti problemi applicativi, per tutte le Pubbliche amministrazioni e che ricalca una pregressa, introdotta dal decreto legge n. 95/2012, art. 15, in riferimento agli appalti in materia sanitaria. Questa volta, il Legislatore amplia lo spettro applicativo ed introduce delicate prescrizioni, dirette ad impattare anche sui contratti in corso e, conseguentemente, su taluni principi consolidati in materia di appalti pubblici. Sembra chiaro che il Legislatore, animato dalla sola finalità di contenere la spesa pubblica a qualunque costo, rischia di spingere le amministrazioni pubbliche verso un percorso di azione arduo ed irto di insidie".
E' questo l'inizio dell'articolo di Massimiliano Alesio, pubblicato sul sito Diritto e Giustizia, che esamina l'impatto sugli enti dell'art. 8 del DL 66/2014, distinguendo l'impatto sui contratti in essere e su quelli futuri.

Oggi in aula al Senato il DDL di conversione del DL 66/2014 "Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale"

Inizia oggi, mercoledì 4 giugno, nell'aula del Senato l'esame del ddl n. 1465 di conversione in legge del decreto-legge n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale ("Bonus Irpef").

L'ANCI ha predisposto degli emendamenti, inviati all'Aula del Senato.

L'ANCI aveva predisposto sul tema anche una nota di lettura.
Il servizio studi del Senato ha pubblicato i seguenti Dossier di documentazione:
1. Servizio del Bilancio
Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale
2. Servizio Studi
Dossier del Servizio Studi su A.S. n. 1465 "Conversione in legge del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale".
In argomento anche il precedente post Evitiamo di farci del male: no ad allarmismi per emendamenti "fotocopia".
Si veda anche il successivo post Rinegoziazione dei contratti pubblici di servizi e forniture a seguito dell'art. 8 del DL 66/2014.

Parere della Corte dei Conti, Sez. Piemonte, n. 97/2014 sulla corretta corresponsione degli incentivi per la progettazione

In un precedente post avevamo dato notizia di un parere del servizio di consulenza agli enti locali della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, in merito agli incentivi per la progettazione e la realizzazione di lavori pubblici per interventi in economia e di manutenzione.
Si segnala ora che la Corte dei Conti per il Piemonte, con deliberazione 97 del 21 maggio 2014, ha risposto ad una richiesta di chiarimenti da parte di un Ente in merito alla corretta interpretazione dell'articolo 92, commi 5 e 6, del decreto legislativo n. 163/2006.
La Corte ha precisato che l'incentivo alla progettazione non può venire riconosciuto per qualunque lavoro di manutenzione ordinaria/straordinaria su beni dell'ente locale ma solo per lavori di realizzazione di un'opera pubblica alla cui base vi sia una necessaria attività di progettazione. Esulano, dunque, tutti quei lavori manutentivi per la cui realizzazione non è necessaria l'attività progettuale richiamata negli articoli 90, 91 e 92 del d.lgs. n. 163/2006. Al contrario, l'incentivo si ritiene erogabile qualora nel corso dell'esecuzione di un'opera pubblica o lavoro si renda necessario redigere, da parte del personale dipendente dall'Ente, una perizia di variante e suppletiva con incremento dell'importo dei lavori affidati, rientrante negli ambiti consentiti dalla norma vigente, con esclusione delle varianti determinate da errori di progettazione, con la specificazione che l'incentivo stesso deve essere correlato all'importo della perizia di variante. Inoltre, che come previsto dall'articolo 93, cod. contr., l'attività di progettazione, rilevante ai fini del comma 5 dell'articolo 92, "si articola, nel rispetto dei vincoli esistenti, preventivamente accertati, laddove possibile fin dal documento preliminare, e dei limiti di spesa prestabiliti, secondo tre livelli di successivi approfondimenti tecnici, in preliminare, definitiva ed esecutiva, in modo da assicurare: la qualità dell'opera e la rispondenza alle finalità relative; la conformità alle norme ambientali e urbanistiche; il soddisfacimento dei requisiti essenziali, definiti dal quadro normativo nazionale e comunitario". 
La Sezione, pertanto, ha concluso affermando che "ai fini della riconoscibilità del diritto al compenso incentivante, la corretta interpretazione delle disposizioni in esame considera determinante, non tanto il nomen juris attribuito all'atto di pianificazione, quanto il suo contenuto specifico, che deve risultare strettamente connesso alla realizzazione di un'opera pubblica, ovvero quel quid pluris di progettualità interna, rispetto ad un mero atto di pianificazione generale, che costituisce il presupposto per l'erogazione dell'incentivo".

La spesa per le assunzioni flessibili

L’art. 36 del Dlgs. 165/2001, al fine di garantire flessibilità alle organizzazioni pubbliche, consente il ricorso ad assunzioni flessibili quando ricorrono “esigenze di carattere esclusivamente temporaneo o eccezionale” (testo riformulato dal DL. 101/2013). A questa disposizione si collega il divieto di utilizzazione delle assunzioni flessibili per necessità di carattere strutturale.

Per le assunzioni flessibili le amministrazioni pubbliche, compresi gli Enti locali, non possono spendere più del 50% di quanto hanno speso allo stesso titolo nel 2009. Tale tetto può essere superato, fino a raggiungere la somma massima che è stata spesa allo stesso titolo nel 2009, per le assunzioni flessibili di vigili urbani, nonché per il personale da impegnare nelle funzioni fondamentali della pubblica istruzione e dei servizi sociali (art.9, c. 28, DL. 78/2010).
Il recente DL. 34/2014 (cd Jobs Act, convertito Legge n. 78/2014), ha introdotto alcune novità in materia. In proposito si veda il precedente post In Gazzetta la Legge n. 78/2014 di conversione del Jobs Act.
In un articolo di Arturo Bianco è riassunta la disciplina attuale della spesa per le assunzioni flessibili.

martedì 3 giugno 2014

Consiglio Nazionale del 31 maggio: presentata dal Segretario Nazionale Ricciardi la proposta dell'UNSCP di riforma della figura del Segretario comunale

Sabato 31 Maggio, nell’Aula Consiliare “Giorgio Fregosi” della Provincia di Roma, Palazzo Valentini, si è svolto a Roma il Consiglio Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali (U.N.S.C.P.).
Il Consiglio si è aperto con la relazione del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi che, nell'ambito della proposta di riforma della PA ha ribadito
il fermo NO alla proposta di abolizione della figura del Segretario Comunale auspicando, invece, una giusta riforma.
Il segretario Nazionale Ricciardi ha presentato un documento contenente appunto la proposta di riforma.
Al Consiglio Nazionale ha partecipato una nutrita rappresentanza dei Segretari del Lazio. In un successivo post, verrà dato conto della partecipazione dell'Unione Regionale del Lazio al Consiglio Nazionale di sabato scorso.

Caro Sindaco ti scrivo: ora Renzi si rivolge ai primi cittadini per lo Sblocca Italia

2 Giugno 2014
Caro Sindaco,
l'Italia riparte. I segnali di fiducia che arrivano dalla determinazione dei cittadini, da vari settori dell'economia e dai mercati internazionali, tuttavia, non bastano. Possiamo e dobbiamo fare di più.
Per questo il Governo ha deciso di accelerare il percorso di riforme costituzionali e istituzionali, riforme che spaziano dalla legge elettorale alla revisione del titolo V, dalla pubblica amministrazione fino al mercato del lavoro, dalla giustizia al fisco, dall'agricoltura al terzo settore.
Ma nessuna riforma sarà credibile se non diamo per primi noi il segnale che la musica è cambiata davvero.
Per questo giudico prioritario che il Governo adotti tutte le misure necessarie a sbloccare i procedimenti e i cantieri che sono fermi da anni, per ritardi o inconcludenze di settori diversi della Pubblica Amministrazione.
Sono stato Sindaco anche io. E come voi ricordo le polemiche: quanti cantieri abbiamo bloccato per la mancanza di un parere, per un diniego incomprensibile di una sovrintendenza, per le lungaggini procedurali. Quante volte siamo stati costretti a rinunciare a un investimento magari di capitali stranieri, certo innamorati dell'Italia, ma preoccupati del complicato sistema amministrativo del nostro paese.
Nel giorno della Festa della Repubblica scrivo ai sindaci da Palazzo Chigi per chiedere uno sforzo comune. Individuate una caserma bloccata, un immobile abbandonato, un cantiere fermo, un procedimento amministrativo da accelerare. Segnalatecelo entro il 15 giugno all'indirizzo matteo@governo.it. Sarà nostra cura verificarne lo stato d'attuazione con gli uffici dedicati e – se del caso – procedere all'interno di un pacchetto di misure denominato “Sblocca Italia”. La necessità e l'urgenza di provvedere subito alla ripartenza dei cantieri e alla definizione delle procedure è sotto gli occhi di tutti.
Come abbiamo fatto per la scuola, anche per questi interventi cercheremo di essere il più tempestivi possibili. Dimostrando una volta di più che il rapporto tra Amministrazione Centrale e Autorità territoriali può davvero entrare in una fase nuova
Conto sull'aiuto dei Sindaci, insomma. E invio un abbraccio doppio ai sindaci appena eletti. Vi attende un lavoro impegnativo ma carico di gioia e responsabilità: essere l'anima della propria comunità non è facile, ma è una strepitosa occasione.
In bocca al lupo a tutti noi.
Matteo Renzi
Fonte: governo.it

La Regione Veneto impugna davanti alla Corte Costituzionale la Legge 56/2014 (cd Legge Delrio)

Ieri mattina, 2 giugno, la Giunta regionale del Veneto si è riunita in via straordinaria dando mandato all'Avvocatura regionale, supportata dal prof. Luca Antonini, ordinario di diritto costituzionale presso l’Università di Padova, di proporre alla Corte Costituzionale l’impugnativa della legge del 7 aprile 2014, n. 56, che detta “Disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni”, con la quale viene disciplinato il regime amministrativo destinato a regolamentare il funzionamento delle Provincie e delle città Metropolitane, in attesa della riforma del titolo V della Costituzione.
Le contestazioni proposte dalla Regione si incentrano soprattutto sul fatto che la istituzione di una città metropolitana deve essere effettuata a mezzo di una procedura costituzionale che veda una azione propulsiva delle comunità locali e la partecipazione delle Regioni, aspetto che invece la nuova legge ha del tutto trascurato.
Inoltre, la legge, nel prevedere che la città metropolitana coincida con il territorio della provincia, contempla anche per i comuni capoluogo limitrofi la possibilità di aderirvi. Anche in tal caso senza consultare le popolazioni interessate, ma prevedendo che, anche qualora la Regione interessata esprima parere contrario alle proposte di adesione formulate dai Comuni, sia il Governo a intervenire proponendo al Parlamento un disegno di disegno di legge contenente le modifiche territoriali di province e città metropolitane. A parere della Giunta veneta, tale metodologia non sarebbe rispettosa dell’articolo 133 della costituzione.
Secondo la Regione, inoltre, le disposizioni definiscono una forma di governo incompatibile con il vigente modello costituzionale di distribuzione delle funzioni amministrative, in quanto si prevede che, in fase di prima istituzione, il Sindaco del Comune capoluogo della disciolta provincia sia di diritto il Sindaco metropolitano. In tal modo, si pone a capo della città metropolitana un uomo scelto solo dagli elettori del Comune capoluogo e non dall’intero corpo elettorale appartenente al nuovo ente.
Censure che la Regione ha inteso riproporre anche nei confronti delle modalità di costituzione degli organi amministrativi delle Provincie. Le quali, in attesa della loro definitiva soppressione con la riforma del cosiddetto titolo V della Costituzione, vengono mantenute in vita, non procedendo al rinnovo in modo ordinario e a mezzo di elezione diretta dei propri organi, ma prevedendo ingiustificatamente che il presidente e il consiglio provinciale siano eletti non dalla cittadinanza ma dai sindaci e dai consiglieri comunali dell’ambito provinciale e con voto non uguale tra loro.
Si ricorda che anche nel corso delle audizioni parlamentari, i costituzionalisti avevano espresso forti dubbi sulla costituzionalità delle riforma, si veda in proposito il precedente post DDL Delrio e problematiche di copertura costituzionale.

lunedì 2 giugno 2014

Intervento sul Sole 24 ore del Segretario Nazionale UNSCP Ricciardi: sui dirigenti apicali pesa un falso dilemma

Sul'edizione del Sole 24 ore di oggi, a pag. 8, è pubblicato un intervento di Alfredo Ricciardi, Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali.
Alcuni passi dell'articolo del Segretario Nazionale:

"L'idea che un dirigente apicale, cioè il vertice dirigenziale dell'intera struttura organizzativa, debba scegliere se occuparsi di legalità o di efficienza è una cosa che va oltre la mia, evidentemente limitata, capacità di comprensione. Va oltre, perché mi domando: ma che dirigente apicale sarebbe quello che si occupasse solo dell'efficienza dell'azione della macchina comunale e si disinteressasse, o peggio ancora fosse irresponsabile, della sua legittimità? Ed egualmente: ma che vertice sarebbe quello che si limitasse a verificare che l'attività sia legale, senza magari appurare se nel frattempo quell'attività porti il bilancio del Comune alla bancarotta?
A me pare evidente, se non lapalissiano, che un vertice dirigenziale deve padroneggiare, governare e coniugare tutte le esigenze di fondo della Pubblica amministrazione che presidia, e deve esserne il responsabile." [...] 
"E da qui si va a toccare un altro tema delicato, che vale per i segretari e per tutta la dirigenza pubblica apicale: l'imparzialità. Perché corriamo il rischio di cadere in un altro equivoco dannoso, che occorre rifiutare con forza, e cioè l'idea che un alto manager pubblico chiamato ad attuare l'azione di governo può non essere imparziale, non rispettare la legalità. Va respinta e combattuta l'idea che la dirigenza di vertice non sia e non debba essere imparziale e che l'imparzialità non sia anche lealtà verso l'istituzione democraticamente eletta".[...] 
"Se tutto questo è vero, allora auspico che si voglia dare a questo Paese, e ai suoi Comuni, una dirigenza apicale che sia più competente di prima e non meno, che sia più imparziale di prima e non meno, che sia scelta più per merito e meno per vicinanza politica, che non sia sotto ricatto della politica pur essendo leale alle istituzioni e che non sia reclutata nel ruolo o albo che dir si voglia per chiamata diretta, ma per concorsi e corsi di specializzazione del massimo rigore possibile. Perché è da questo che si capirà se questa rivoluzione vuole davvero migliorare la dirigenza pubblica o se invece vuole semplicemente metterci le mani sopra. I segretari nel primo caso ci stanno, nel secondo un po' meno".

Testo del videomessaggio del Presidente Napolitano per la Festa della Repubblica

Buon 2 giugno a tutti gli italiani. 
Celebriamo quest'anno la Festa della Repubblica con animo più fiducioso.
Perché si è fatta strada la necessità di forti cambiamenti in campi fondamentali.
Perché l'Italia può parlare a voce alta in Europa e contribuire a cambiarne le istituzioni e le politiche.
E infine perché si sono moltiplicate nella nostra società e specialmente tra i giovani le manifestazioni di volontà costruttiva e di spirito d'iniziativa.
Sono questi i fatti che devono rendere tutti noi più fiduciosi ; sapendo che la fiducia nel futuro è la condizione essenziale per tornare a crescere e a progredire.
In questi pesanti anni di crisi l'economia e la realtà sociale del nostro paese hanno conosciuto gravi passi indietro, come dice il livello insopportabile cui è giunta la disoccupazione, soprattutto quella giovanile.
Se questa deriva si è fermata, se registriamo segni sia pur deboli di ripresa, il problema è ora quello di passare rapidamente alle decisioni e alle azioni che possono migliorare le condizioni di quanti hanno sofferto di più per la crisi, e aprire la prospettiva di un nuovo sviluppo per l'Italia.
Il da farsi è ormai delineato. Determinanti sono le riforme strutturali tra le quali già in cantiere quelle per le istituzioni e per la pubblica amministrazione, per il lavoro e per un'economia più competitiva.
Auspico un confronto civile in Parlamento, una ricerca di intese che è dovuta per ogni modifica costituzionale. E' però tempo di soluzioni, non di nuove inconcludenze.
La strada del cambiamento passa per molte altre innovazioni. Ma proprio perché essa è lunga e complessa, si richiede continuità, non instabilità ; tenacia, non ricorrente incertezza. 
Questa necessità, che ho sempre richiamato, è stata largamente compresa dagli italiani, e lo dico guardando obbiettivamente all'insieme delle posizioni politiche che si sono confrontate in occasione della recente consultazione elettorale.
Il cammino del nostro paese verso un futuro migliore passa egualmente - non dimentichiamolo - attraverso una lotta senza quartiere alla corruzione, alla criminalità, all'evasione fiscale. 
Ed è un cammino che non può essere inquinato e deviato da violenze, intimidazioni, illegalismi di nessun genere. 
A tal fine tutte le forze vitali dello Stato e della società sono chiamate a cooperare.
Ecco quel che dobbiamo insieme augurarci nel festeggiare l'anniversario della nascita della nostra Repubblica, della rinascita della nostra democrazia.

domenica 1 giugno 2014

Lettera Renzi/Madia: documento Anci Campania contrario all'abolizione della figura del segretario comunale

Il Comitato Esecutivo dell’Anci regionale della Campania ha approvato un documento, in merito alla proposta di abolizione della figura del segretario comunale contenuta nella lettera Renzi/Madia, con il quale: 

- Esprime preoccupazione e contrarietà a tale proposta, che rischia di indebolire invece che modernizzare la dirigenza da affiancare agli Amministratori e di cui dotare l’ente locale; 
- Ricorda che le stesse Autonomie Locali, a fronte di recenti interventi legislativi non sempre coerenti e organici, hanno chiesto più volte non una abrogazione ma una riforma organica dei Segretari, per dotare gli enti di una dirigenza apicale ancora più adeguata per competenze e funzioni alle necessità; 
- Chiede perciò di rivedere tale posizione, e di considerare la figura del Segretario Comunale un valore aggiunto per le autonomie locali ed una figura dirigenziale non da abolire ma da riformare, con sistemi di reclutamento e di formazione capaci di rafforzarne le capacità professionali, innovandole e rendendo tale figura professionale ancora più competente, e maggiormente dotato degli strumenti necessari ad assicurare la direzione complessiva, superando le ambiguità dell’attuale normativa
- Invita pertanto - chi di competenza - ad intraprendere un auspicato processo di condivisione delle scelte, soprattutto quando queste hanno una immediata incidenza sulle attività di cui Noi Sindaci siamo direttamente interessati oltre che investiti da personali responsabilità.

Accesso agli atti dei consiglieri comunali e tutela della riservatezza

In un recente articolo, pubblicato sulla rivista Gazzetta Amministrativa n. 3/2013 Antonio Cordasco e Riccardo Gai approfondiscono il tema relativo all'accesso agli atti dei consiglieri comunali e tutela della riservatezza.

Questo il sommario:

1. L’accesso agli atti del Consigliere comunale quale diritto speciale e differenziato. - 2. Le modalità ed i limiti all’esercizio dell’accesso, con particolare riferimento alla tutela della riservatezza.

Circolare della Prefettura di Cagliari sul procedimento di nomina del Segretario comunale e provinciale

Come si nomina il Segretario comunale e provinciale?

In una recente circolare della Prefettura di Cagliari (prot. n. 23135 del 3 aprile 2014) l'esame della disciplina e degli aspetti applicativi riguardanti appunto la nomina del Segretario comunale e provinciale.
La circolare ci è stata inviata da Tomasina Manconi.

Riforma Renzi/Madia: lettera aperta al Presidente del Consiglio dei Ministri del collega Angelo Grasso

Questo il testo della lettera che il collega Angelo Grasso ha inviato al Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi.
"Molti di noi hanno perso la vita in costanza di servizio.

In questo momento di amarezza per la categoria, ho memoria di Isabella con la testa mozzata da un cervo, all’interno della sua auto sulla Salaria, Enrico vittima di una lastra di ghiaccio a Campagnano, Paolina, esanime, nella sua abitazione, vivendo drammatiche ore per la nostra Scuola Superiore di Pubblica Amministrazione.
Qualcuno, per il troppo peso da sostenere, si è tolto la vita.
Io personalmente ho rischiato la pelle più volte nei tragitti impervi, togliendo diritti ai familiari e rimettendoci speranze e denari.
Ora qualcuno ci ha presentato il conto.
Nell’animo, tanti anni di storia vissuta nella cognizione di dare un contributo ai cittadini, alla società civile, alle Istituzioni.
Nella professione, una scelta di vita, consapevole dei limiti, delle difficoltà e delle umiliazioni, che in questi ultimi anni si sono acutizzate.
La prospettiva, nell’essenza della capacità di adattamento, è di non far disperdere il patrimonio di valori dell’identità professionale, che adesso, dall’appartenenza allo spirito corporativo, si sposta nella posizione dominante del contratto di lavoro.
In tale ottica del pessimismo della ragione, e del binomio tra abilità e utilità, in un mercato in cui prevalgono dinamiche di crescita dell’alta professionalità e un mutamento tecnologico esponenziale, abbiamo a lungo sognato, inebriati da ciò che ci sembrava ripugnante.
E oggi, ci si trova ancora al bivio, tra la solenne affermazione della dichiarazione di Filadelfia per la quale “il lavoro non è merce” che non riesce a tranquillizzarci, e la nostra professionalità “al servizio della Nazione”, nel ritmo serrato dei tempi che non consente ripensamenti ma azioni immediate e tempestive.
Rispetto al rendimento di un operaio, per dirla come i nostri amici spagnoli, che di Autonomie ne sanno più di noi, da “Interventor,”, il nostro datore di lavoro, ci chiede molto di più.
Il pregio sta nel rivendicare, l'applicazione di norme di effettiva tutela, nel principio, oggi tanto affermato quanto disatteso, che la retribuzione minima sia tale da garantire, una vita libera e dignitosa, al lavoratore, sia esso subordinato o autonomo.
L’investimento sul ricambio generazionale va tutelato nel rispetto dei principi costituzionali di responsabilità, autonomia organizzativa, buon andamento, imparzialità, disciplina e onore dell’azione amministrativa, costruito all’interno dei Comuni, con garanzie nell’accesso e nell’esercizio professionale.
L’occasione che ci è stata concessa, per rilanciare legalità, etica pubblica, anticorruzione, non deve andare perduta, perché rafforza l’indipendenza dai condizionamenti che hanno danneggiato irreversibilmente l’immagine della PA.
Le performance vanno sviluppate sull'esigenza reale di non avere tanti dirigenti, ma di più preparati, motivati nel merito, nelle competenze, nella trasparenza.
La nostra professionalità fiduciaria va individuata da soggetti molto qualificati, sulle reali esigenze di direzione complessiva dei singoli Comuni che hanno una loro identità da tutelare, siano essi piccoli o grandi, preoccupandoci di non farli sparire nell’oblìo.
Nell’opera di restyling” della Dirigenza, facendo tesoro dell’esperienza, con determinazione, occorre agevolare l’ingresso di nuove professionalità, coniugando il diritto con l'economia e, l'efficienza con la conoscenza, difendendo l’Albo con un Codice di Comportamento che sia funzionale all’esercizio della professione.
Tra i tanti stati d’animo, è stato detto che l’attività di minatore è meno usurante ed è stato scritto che l’abolizione dei Segretari Comunali e Provinciali è stata prospettata perché abbiamo troppi compiti di governo.
Ultimamente ho esercitato anche lo scaricatore di porto di plichi elettorali.
I miei collaboratori hanno apprezzato e ho conseguito successo.
Quante altre cose si possono fare in silenzio, nell’umiltà che ci contraddistingue e nelle capacità del nostro lavoro, da veri liberi professionisti pubblici.
Arsoli, 27 maggio 2014"