Collepardo (Fr)

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sabato 21 marzo 2015

La ripresa video della seduta dell'ARS: l'idea di abolire i Segretari comunali fa semplicemente rabbrividire

In un precedente post abbiamo dato notizia dell'approvazione da parte dell'Assemblea Regionale Siciliana all'unanimità della mozione presentata dal gruppo Lista Musumeci che impegna il governo ad intervenire nei confronti del governo centrale affinché si scongiuri l’abolizione della figura del segretario comunale negli enti locali, come prevede il progetto di legge nazionale n. 1557 (Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche). 

Riportiamo ora la ripresa video della discussione avvenuta nell'Assemblea.




Nel proprio intervento il proponente della mozione, Nello Musumeci, ha ricordato che, dopo l'abolizione dei CO.RE.CO., l'unica figura di imparzialità all'interno degli enti locali è il Segretario Generale. La scelta contenuta nella Legge Bassanini di consentire al Sindaco la nomina del Segretario comunale ha costituito un arretramento in tema di rispetto della legalità, avendo minato, in alcuni casi, l'autonomia dello stesso. Ora si è giunti a proporre l'abolizione della figura, cosa che costituirebbe "una iattura per gli enti locali, in un contesto in cui la corruzione e la mala amministrazione hanno assunto dimensioni di vera e propria patologia". L'On. Musumeci ha continuato affermando come la politica ormai da oltre 10 anni ha delegato alla magistratura penale e contabile il compito di esercitare la funzione ordinaria di controllo; la politica non sa essere presente alle proprie responsabilità, "deve essere capace di autoregolamentarsi, di autocontrollarsi e di espellere dalle proprie fila le presenze che appaiono imbarazzanti o contaminanti sul piano dell'etica e della moralità. Questo cordone di solidarietà che da troppo tempo mette assieme politici chiacchierati e politici onesti deve essere finalmente spezzato". Per questo il Governo regionale deve adottare ogni atto di propria competenza affinché si faccia capire al Parlamento nazionale come "il Parlamento di quest'isola, che vive nella trincea più difficile la lotta per la moralizzazione degli enti pubblici, PRETENDE CHE LA FIGURA DEL SEGRETARIO GENERALE RIMANGA A GARANZIA DI OGNI BUON AMMINISTRATORE E A GARANZIA DI OGNI CITTADINO CHE CREDE NELLA BUONA AMMINISTRAZIONE".
L'Assessore Ettore Leotta (magistrato di lungo corso e consolidata esperienza) ha precisato che l'abolizione dei controlli ha interessato anche un altro tipo di magistratura, quella amministrativa chiamata molte volte a svolgere una funzione sostitutiva. La figura del Segretario generale, seppur indebolita dalla nomina fiduciaria da parte del Sindaco, in moltissimi casi ha comunque svolto egregiamente il proprio compito. Nel DDL regionale riguardante la nuova disciplina degli enti di area vasta abbiamo riconosciuto la figura ed il ruolo del Segretario generale. Ha concluso affermando: "l'idea dell'abolizione mi fa semplicemente rabbrividire".

venerdì 20 marzo 2015

Documento Anci Veneto contro l'abolizione dei Segretari comunali

Il collega Francesco Corsaro ci ha inviato il documento predisposto dall'ANCI Veneto fortemente contrario alla proposta di abolizione dei Segretari comunali. Non rimane che leggerlo integralmente, con attenzione, per la completezza delle considerazioni. Ho evitato di sottolineare o evidenziare alcuni punti, perché il testo del documento è tutto da sottolineare ed evidenziare.

La riforma della pubblica amministrazione, in discussione in Parlamento, prevede l’abolizione della figura del Segretario comunale sostituendola con una nuova figura apicale.
Da subito, tale proposta di riforma è stata avversata non solo dalle Amministrazioni locali ma anche dai diversi livelli di governo territoriale, oltre che dalla società civile, che identificano nel Segretario comunale il garante della legalità e della corretta gestione delle risorse pubbliche

La figura del Segretario comunale ha costituito e costituisce un riferimento unico per professionalità e capacità organizzativa, sia da parte degli amministratori che del personale, un figura che assiste gli Enti sotto una molteplicità di aspetti e a cui è riconosciuta una particolare specializzazione sulle materie di interesse locale. In tutte le realtà comunali, il Segretario comunale ha dimostrato di risolvere le richieste dei Sindaci, evitando il ricorso a consulenze e/o incarichi esterni, con un risparmio di risorse pubbliche.

Il ricorso a figure professionali esterne, quali i direttori generali, non ha resistito alla prova dei fatti e solo con l'ausilio della professionalità dei Segretari comunali sono state riscontrare azioni positive e il miglioramento della macchina amministrativa.
Da più partì, anche dalla Corte dei Conti, in sede di audizione in Commissione Affari Costituzionali del Senato e dall'Autorità Nazionale Anticorruzione si è manifestato positivamente affinché sia garantita la presenza del Segretario comunale nei Comuni d'Italia, a presidio della trasparenza e della legalità e per non aumentare vertiginosamente i costi amministrativi, facendo ricorso a figure professionali diverse, specie nei comuni medio grandi oltre che piccoli.
La figura del Segretario comunale deve rimanere all'interno delle Autonomie Locali, costituisce un riferimento certo, infungibile ed unico, se proprio deve essere rivista tale richiesta non può che partire dalle Autonomie Locali che, diversamente dallo Stato, considera il Segretario comunale una risorsa imprescindibile per lo sviluppo del territorio e delle Autonomie Locali. 
L'Anci Veneto:
  • riafferma il proprio dissenso nell'abolizione del Segretario comunale ed esprime un giudizio negativo sulla sostituzione con una non ben definita figura apicale;
  • riafferma il ruolo trainante e sempre attuale della figura del Segretario comunale, quale esperto e manager di rete dell'Ente locale, valido sostegno del mondo delle Autonomie;
  • riafferma che ogni eventuale rivisitazione del ruolo del Segretario Comunale non possa che potenziare il valore aggiunto per gli enti locali, quale figura fondamentale per ogni Comune a presidio del buon andamento e dell’imparzialità dell’azione amministrativa, e quale esempio di Unità nazionale.
L’Anci Veneto chiede al Governo di rivedere la propria posizione, qualificando la figura esistente del Segretario comunale, potenziandone il ruolo di centro decisionale sotto il profilo di vertice amministrativo e garante dell'attività gestionale, dove al risultato e all'efficienza non va disgiunta la legalità e la trasparenza.
L’Anci Veneto chiede al Governo una piena condivisione nella riforma della PA e della Dirigenza senza eliminare il Segretario comunale, figura ancora attuale e professionalmente qualificata, proiettata al cambiamento e a garanzia della libertà, della democrazia e delle Autonomie.
Il comunicato ufficiale sul sito di ANCI Veneto.

Sì al taglio dello stipendio per i segretari che scelgono un Comune di fascia inferiore

I segretari comunali non possono certo annoiarsi: non passa quasi giorno che non vi siano novità rilevanti che li toccano direttamente. Negli ultimi giorni sono emerse indicazioni delle sezioni regionali di controllo della Corte dei Conti, in particolare della Lombardia, sia sugli effetti della abrogazione del divieto di reformatio in peius del trattamento economico, sia sui diritti di rogito. E, tra qualche giorno, il Senato dovrà decidere sulla "abrogazione" di questa figura prevista dal disegno di legge sulla riforma della Pubblica amministrazione.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Sì al taglio dello stipendio per i segretari che scelgono un Comune di fascia inferiore, di commento alla  deliberazione n. 56/2015 della Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo della Lombardia (già pubblicata su questo blog).

In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

giovedì 19 marzo 2015

Indicazioni per la contro-firma dei dati attestanti le deleghe rilevate in favore dell’U.N.S.C.P.

Si raccomanda agli iscritti all'Unione la massima attenzione sull'adempimento previsto ai fini dell’accertamento del requisito della rappresentatività delle organizzazioni sindacali operanti nel settore pubblico, ai sensi dell’art. 43 del D. Lgs. N.165/2001 e del vigente Contratto Collettivo Nazionale Quadro.
L’ARAN ha emanato la circolare n.4/2014 del 05.12.2014 avente ad oggetto: ”Misurazione della rappresentatività sindacale ai sensi dell’art. 43 del D.Lgs. 30 marzo 2001 n.165 – Rilevazione delle deleghe per le ritenute del contributo sindacale – Richiesta dati al 31 dicembre 2014” con cui sono state impartite le direttive cui gli enti destinatari dovranno attenersi per la rilevazione delle deleghe. 
La rilevazione mediante procedura on-line dovrà essere conclusa entro il 31 marzo 2015.

Nella circolare – una volta ribadito il diritto delle organizzazioni sindacali a verificare che i dati di pertinenza siano esatti nel numero, nella denominazione e nell’entità del contributo - l’ARAN precisa che ai sensi dell’art. 43, comma 7, del D.Lgs. 165/2001 i dati devono essere controfirmati da un rappresentante dell’organizzazione sindacale interessata con modalità che garantiscano la riservatezza della stessa. Pertanto, ogni report dovrà essere stampato e controfirmato da un rappresentante dell’organizzazione sindacale cui lo stesso si riferisce.
Per rappresentante sindacale, a tenore della circolare, si intende il dirigente sindacale (aziendale – di zona – comunale – territoriale – provinciale – nazionale) dell’organizzazione sindacale interessata, ovvero un componente della RSU o un dipendente appositamente delegato per iscritto dall’organizzazione sindacale.
Stante l’unicità del Segretario Comunale e Provinciale all’interno del Comune o della sede convenzionata fra Comuni o della Provincia, nonché l’opportunità per questa organizzazione sindacale di esercitare il diritto a verificare che i dati di pertinenza siano esatti, con la presente si comunica e conferma che
CIASCUN SEGRETARIO COMUNALE O PROVINCIALE ISCRITTO ALL’U.N.S.C.P. È ESPRESSAMENTE INDIVIDUATO E DELEGATO, NELLA QUALITÀ DI DIRIGENTE SINDACALE PRESSO LA PROPRIA SEDE DI LAVORO, A CONTROFIRMARE,
quale rappresentante di questa organizzazione sindacale ai fini del presente adempimento, i dati relativi alla rilevazione delle deleghe per le ritenute del contributo sindacale dell’Ente in cui presta servizio, o del Comune Capofila, in caso di sede convenzionata.
Qui il comunicato ufficiale del Segretario Nazionale Alfredo Ricciardi e del Segretario Organizzativo Andrea Ciccone.

L.A.SE.C. sostiene la proposta di stralcio della norma sull'abolizione dei Segretari comunali

Il collega Ciro Mennella ha inviato per la pubblicazione un documento della Libera Associazione dei Segretari Comunali L.A.SE.C. che sostiene la proposta di stralcio S10.1 e gli emendamenti 10.68 - 10.69 – 10.70 – 10.71 – 10.72, che prevedono "tutti lo stralcio o la soppressione del comma 1, lettera b), numero 4 dell’art. 10 del DDL n. 1577, per evitare che si proceda alla abolizione della figura del Segretario Comunale e che si privi la Pubblica Amministrazione di esperienze e capacità espresse da tale categoria di pubblici dipendenti maturate attraverso un considerevole percorso pubblico di selezione e formazione.
La richiesta di stralcio e soppressione delle disposizioni previste dal n. 4 lettera b), del comma 1 dell’art. 10 DDL 1577 è stata, a suo tempo, sostenuta oltre che da questa associazione, dall’Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani (ANPCI) che rappresenta come detto circa il 70% dei comuni italiani e dalla CISL-Funzione Pubblica".

mercoledì 18 marzo 2015

Nuovo rallentamento per il DDL di riorganizzazione della PA

"Su alcuni punti i ritocchi targati Pagliari hanno ammorbidito e smussato il testo originario della delega Madia. Che, nonostante l'accelerazione impressa dalla Commissione negli ultimi giorni, non approderà in Aula al Senato prima del 31 marzo. Ieri la Conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama ha infatti dato la precedenza al "Ddl Anticorruzione" e al decreto sulle banche popolari. Il già lento cammino della delega Madia rischia quindi concludersi al Senato anche dopo Pasqua prima di passare alla Camera".
Questa la conclusione dell'articolo di Marco Rogari pubblicato sul Quotidiano del Sole24Ore Enti Locali e PA dal titolo Ddl Madia, più poteri a Palazzo Chigi su Agenzie e manager pubblici.

I dirigenti della Pubblica Amministrazione vanno selezionati attraverso concorsi pubblici

A margine dello scandalo che ha riguardato le grandi opere e ha fatto emergere il sistema di corruzione, pubblicato sul quotidiano ItaliaOggi una riflessione di Franco Adriano dal titolo I dirigenti PA vanno selezionati attraverso concorsi pubblici.

Questa la conclusione dell'articolo, che analizza i problemi connessi con le nomine fiduciarie (Incalza non ha mai vinto un concorso pubblico per ricoprire quel ruolo che occupa da 14 anni), "Ora Marianna Madia fa bene a sostenere il principio della licenziabilità dei dirigenti pubblici che sbagliano, ma prima non scordi che l'Italia ha bisogno di concorsi pubblici seri per selezionare una degna classe dirigente".
Mi verrebbe da aggiungere che una volta creata questa classe dirigente degna, poi viene voglia alla politica di toglierla di mezzo, perché da fastidio avere, come auspica l'autore dell'articolo, una classe dirigente in grado di sapere e poter dire sonori no quando le richieste sono illegittime e contrarie al bene comune.
Vi consiglio la lettura dell'articolo integrale di Franco Adriano dal titolo I dirigenti PA vanno selezionati attraverso concorsi pubblici.
Guardate poi che succede a fare nomine senza concorso leggendo questo articolo Caos alle Entrate, ottocento dirigenti sono illegittimi.

martedì 17 marzo 2015

L'Assemblea Regionale Siciliana approva all'unanimità una mozione contro l’abolizione dei segretari comunali

Contrarietà rispetto all'ipotizzata abolizione dei Segretari comunali è stata espressa da numerosi consigli regionali che hanno approvato mozioni in tal senso. Le mozioni sono state approvate da parte dei Consigli delle Regioni Piemonte, Toscana, Marche, Lombardia, Puglia, Liguria, Campania, Basilicata ed Abruzzo.
A queste Regioni da oggi si aggiunge la Sicilia.
L’Ars ha approvato all'unanimità la mozione presentata dal gruppo Lista Musumeci che impegna il governo ad intervenire nei confronti del governo centrale affinché si scongiuri l’abolizione della figura del segretario comunale negli enti locali, come prevede il progetto di legge nazionale n. 1557 (Riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche). Il documento è stato approvato anche con il parere favorevole del governo. "Giù le mani dai segretari comunali – ha affermato il parlamentare dell’opposizione e presidente della commissione antimafia dell’Ars Nello Musumeci, presentando il testo in Aula. “La loro figura, storicamente presente negli enti locali, oggi non può essere abolita, deve essere invece valorizzata e costituire l’unico presidio di legalità per i Comuni, a cui deve essere demandato il ruolo ordinario del controllo preventivo degli atti amministrativi, funzione che la politica non può più affidare, come oggi accade, alla magistratura penale, contabile e amministrativa”.

Musumeci ha contestato la legge Bassanini che “non ha segnato un passo avanti nella riorganizzazione degli enti pubblici quando nel ’97 ha attribuito ai sindaci la prerogativa di scegliere i segretari generali, mettendo in discussione l’autonomia di questi funzionari dello Stato che per tale ragione spesso vivono la loro funzione in condizioni di disagio ambientale”.
“Il governo Crocetta assuma un mandato chiaro ed inequivocabile – ha aggiunto a sua volta il deputato Gino Ioppolo – affinchè in sede nazionale si faccia comprendere che il parlamento di questa Isola vive fortemente il processo di moralizzazione degli enti pubblici anche attraverso il mantenimento e la valorizzazione delle funzioni di imparzialità e di legalità dei segretari comunali, rimasti la sola garanzia degli atti amministrativi dopo la soppressione dei Coreco, ed ha annunciato la presentazione di un disegno di legge della Lista Musumeci per il ripristino di un organo di controllo regionale”.

Appalti e arresti, il presidente dell'Anm: da Stato schiaffi a chi esercita il controllo di legalità e carezze ai corrotti

«Uno Stato che funzioni dovrebbe prendere a schiaffi i corrotti e accarezzare chi esercita il controllo di legalità». Ma in Italia è accaduto il contrario: «i magistrati sono stati virtualmente schiaffeggiati e i corrotti accarezzati». Così il presidente dell'Anm, Rodolfo Sabelli, commenta a Unomattina l'inchiesta di Firenze sulle tangenti sulle grandi opere.
P.S. Tranquilli, anche a me è venuta in mente la proposta di abolizione dei Segretari comunali....

Le centrali uniche di committenza

I comuni non capoluogo devono effettuare gli acquisti di beni, forniture e servizi, nonché l’aggiudicazione di lavori pubblici, necessariamente tramite le centrali uniche di committenza a partire dal prossimo 1 settembre. Sono esentati da tale vincolo solamente i comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti per gli acquisti ed i lavori di importo inferiore a 40.000 euro. Sulla applicazione di queste disposizioni è intervenuta di recente l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) con le determinazioni n. 3 del 25 febbraio “rapporto tra stazione unica appaltante e soggetto aggregatore (centrale unica di committenza) – Prime indicazioni interpretative sugli obblighi di cui all’art. 33, comma 3-bis, d..lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e ss.mm.ii” e la segnalazione n. 3 del 6 marzo: “Spese di gestione delle procedure di gara delle centrali di committenza – per l’utilizzo di piattaforme elettroniche (anche in ASP) ovvero per la stipula di convenzioni – poste a carico dell’aggiudicatario”. In questi documenti sono in particolare forniti chiarimenti sulla remunerazione delle attività delle centrali di committenza imponendo agli aggiudicatari il versamento di specifici compensi, l’ambito territoriale, i rapporti con le stazioni uniche appaltanti previste dalla normativa antimafia, la possibilità per i comuni aderenti ad una unione di partecipare alla centrale di committenza di altre PA, la esclusione della aggiudicazione dei servizi pubblici locali e dei servizi cd esclusi.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Le centrali uniche di committenza.

In argomento su questo blog si vedano anche:

lunedì 16 marzo 2015

Comunicato ai Segretari sull’Assemblea Nazionale Unitaria e sulle altre azioni dell’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali

Care colleghe e cari colleghi,
l’Unione da settimane è impegnata a promuovere l’indizione, con tutte le altre Organizzazioni Sindacali (sia Cgil, Cisl e Uil che Unadis e Fenal – Diccap), di una grande Assemblea Nazionale Unitaria della categoria, che riteniamo non più procrastinabile, e che abbia la capacità di riportare ad unità e sintesi le diverse istanze che provengono dalla categoria, consentendo a tutti i Segretari di esprimersi, decidendo democraticamente nella sede più appropriata, l’Assemblea appunto.
L’Unione ha agito e sta agendo con senso di responsabilità per questo unico fine, ed impronta i propri rapporti alla massima trasparenza e correttezza nei confronti di tutte le sigle sindacali. 
E’ un percorso difficile, dal quale rischiano di allontanarci le differenze di visione fra le singole sigle sindacali. Noi ci stiamo impegnando con ogni forza, convinti che una categoria come la nostra soffrirebbe in modo grave di una incapacità di agire unitariamente. E siamo anche convinti che la partecipazione a questa iniziativa delle grandi Organizzazioni Confederali, Cgil Cisl e Uil, sarebbe un vantaggio per tutta la categoria: da sempre l’Unione, quale sindacato più rappresentativo dei Segretari, ha visto e riconosciuto come una valore ineludibile il coinvolgimento e l’intesa con le grandi Organizzazioni Confederali, per il loro ruolo di rappresentanza generale dell’intero mondo del lavoro pubblico, nel quale anche i Segretari si collocano a pieno titolo.
Tuttavia il tempo diventa oggi un fattore decisivo, e quindi facciamo appello a tutte le OO.SS. affinché sia trovato un punto di sintesi che sia condivisibile per tutti, e sia possibile convocare a brevissimo l’Assemblea. 
A tutte le articolazioni regionali dell’Unione chiediamo di attivarsi fin d’ora per raccogliere le pre-adesioni all’Assemblea Nazionale, per la data, verosimilmente, del 10 Aprile, che confidiamo sarà confermata a brevissimo.
Nel frattempo, l’Unione ha agito e sta tuttora agendo presso ogni sede per favorire una soluzione di merito nell’esame del disegno di legge presso la Commissione Affari Costituzionali. In queste ultime settimane l’Unione ha incontrato rappresentanti di più gruppi parlamentari, dell’Anci, del Governo, e ha perfino svolto una audizione nel Comitato Ristretto della Commissione Parlamentare Antimafia. 
La scelta di avere fiducia nelle Istituzioni, e nella più volte dichiarata volontà del Governo di lasciare autonomia al Parlamento nelle scelte di merito, non devono quindi trarre in inganno: l’Unione non sta lasciando nulla di intentato.
Certo, se ogni soluzione proposta nei diversi emendamenti, per quanto equilibrata, per quanto ragionevole, dovesse comunque essere respinta, in modo pregiudiziale e senza alcuna effettiva prospettiva per chi ha vinto un concorso, ha speso anni della propria vita per le Autonomie e per lo Stato, l’Unione sarà chiamata ad agire in altri modi. 
Perché se senso di responsabilità aveva da essere, allora noi ne abbiamo avuto, e dopo tutto più ancora ne abbiamo nei confronti dei Segretari.
                                                La Segreteria Nazionale U.N.S.C.P.

Madia: dirigenza autonoma e indipendente dalla politica. Abbiamo scelto la strada disegnata dalla nostra Costituzione!

Nuova intervista della Madia, questa volta al quotidiano Repubblica, sulla riforma della pubblica Amministrazione all'esame del Senato (AS 1577).

Ricordiamo come la Madia abbia in una prima intervista affermato che «Tra il modello dello spoils system e quello della dirigenza di ruolo, entrambi legittimi, noi scegliamo il primo – spiega il ministro – perché siamo convinti che una dirigenza forte possa fare da argine a tanti fenomeni, a partire dalla corruzione. Per riuscirci bisogna dare ai dirigenti gli strumenti per dire di no alla politica quando serve» (da qui il titolo del post La Madia sulla riforma della PA: spoils system della dirigenza pubblica contro la corruzione!). 
Poi in una lettera al Foglio abbia invece affermato l'esatto contrario, ossia che la riforma "punta, per prima cosa, al rilancio di una dirigenza pubblica di ruolo (e di qualità) che faccia da argine alla corruzione" (da qui il titolo di altro post Lettera della Madia al Foglio: dirigenza pubblica di ruolo (e di qualità) per arginare la corruzione!).
Poteva rimanere ferma nell'affermazione errata che lo spoils system è un sistema legittimo in Italia. No che non poteva. Allora ecco oggi l'intervista a Repubblica dove espressamente afferma "Avevamo davanti due strade alternative: o il modello anglosassone dello spoils system, oppure quello di una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica, come disegnata dalla nostra Costituzione. Abbiamo scelto quest’ultima, pensando, però, che l’autonomia e l’indipendenza non coincidano con l’inamovibilità dei dirigenti, né con la progressione di carriera automatica al di fuori di qualsiasi meccanismo di mercato e di merito". 
Riflessione che avrei gradito dal giornalista: ma perché è possibile scegliere un sistema diverso da quello previsto in Costituzione? Visto che così non è, sarebbe preferibile evitare di continuare a parlare di due strade alternative.
Qui il link integrale all'intervista su Repubblica del Ministro Madia dal titolo "Lo Stato licenzierà i dirigenti inadeguati".
In argomento su questo blog:

domenica 15 marzo 2015

L'ANPCI in audizione al Senato sul DDL di Riforma PA: appassionato e secco no all'abolizione dei Segretari comunali

Ripubblichiamo un post del 25 settembre 2014, con la speranza che possa aiutare a riflettere chi è chiamato in questi giorni ad assumere decisioni fondamentali per il funzionamento degli enti locali.
Come preannunciato in un precedente post sono iniziate nella 1ª Commissione Affari Costituzionali, martedì le audizioni in Senato sul DDL 1577 di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Martedì 23 settembre si è tenuta l'audizione della Presidente dell'ANPCI, l'Associazione Nazionale Piccoli Comuni d'Italia, Franca Biglio, che ha approfondito numerosi aspetti che riguardano le problematiche dei piccoli comuni, contenute nei vari provvedimenti di riforma in corso.

Dopo aver pesantemente criticato la riforma in materia di associazionismo obbligatorio, la Presidente Biglio ha affrontato vari temi, la riforma della dirigenza, i servizi pubblici locali, gli appalti e le centrali uniche di committenza.
Particolarmente appassionato il passaggio in cui la Presidente Franca Biglio ha parlato dei segretari comunali che "rappresentano la colonna portante di un sistema che riesce ancora a funzionare e funzionare bene. Hanno una grande professionalità conquistata anche a fatica con anni di studio attraverso concorsi non così facili attraverso soprattutto quell'esperienza acquisita sul campo, in particolare nei piccoli comuni. Molti segretari, partiti nei piccoli comuni, sono poi diventati Segretari nelle città e nei comuni medi. Sono dirigenti selezionati dal Ministero dell'Interno". Afferma infine con forza l'assoluto rifiuto dei sindaci di trasformarsi in Commissari liquidatori dei Segretari comunali.
A nome di 5689 Sindaci ha concluso chiedendo un tavolo tecnico per l'esame delle questioni relative alla dirigenza locale, ai Segretari comunali ed all'associazionismo obbligatorio.
Qui il link alle riprese video della seduta con avvertenza che l'intervento della Presidente Biglio inizia al minuto 32,30 e che il passaggio relativo ai segretari comunali è al minuto 41.09.
Vedi anche il successivo post Il documento ufficiale dell'ANPCI depositato in Senato sul DDL di riforma PA.