Collepardo (Fr)

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venerdì 20 giugno 2014

Pa, ritocchi alla riforma

"A una settimana dal Consiglio dei ministri di venerdì scorso, non sono ancora approdati alla Gazzetta ufficiale i testi del decreto legge di riforma della pubblica amministrazione e di quello sulla competitività delle imprese. Il pacchetto era stato approvato dal Consiglio dei ministri tutto insieme, senza ulteriori specificazioni nel comunicato finale; ma subito era apparso chiaro - data l’avversione del Quirinale verso i provvedimenti omnibus - che sarebbe stato diviso quanto meno in due testi: Pa e semplificazioni da una parte, sviluppo e competitività dall’altra.
Anche i provvedimenti “spacchettati” però sono oggetto di un esame attento da parte della presidenza della Repubblica, alla quale comunque i testi sono effettivamente arrivati solo nelle ultime ore. Per quanto riguarda la pubblica amministrazione la versione finale non conterrà novità eclatanti, ma ci saranno piccoli ritocchi, mentre alcuni articoli all’ultimo momento potrebbero essere stralciati perché privi del carattere di urgenza".
E' questo l'inizio dell'articolo di Luca Cifoni pubblicato sul Messaggero.it dal titolo Pa, ritocchi alla riforma su magistrati e permessi sindacali.
Si veda in argomento il precedente post Riforma PA, le ultime bozze dei testi del DL e del DDL.

FAQ in materia di Anticorruzione sul sito ANAC

3.9 Può il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione?

Il segretario comunale, che riveste anche la qualifica di responsabile di un’area organizzativa con posizione apicale, può essere nominato responsabile della prevenzione della corruzione se l’area organizzativa non corrisponde a settori tradizionalmente esposti al rischio corruzione (ad es., ufficio contratti e gestione del patrimonio) o all’ufficio di disciplina.
3.8 Può il responsabile della prevenzione della corruzione rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari?
Il responsabile della prevenzione della corruzione non può rivestire il ruolo di responsabile dell’ufficio per i procedimenti disciplinari, versandosi in tale ipotesi in una situazione di potenziale conflitto di interessi, con la sola eccezione prevista, per gli enti di piccole dimensioni, dall’Intesa sancita in sede di Conferenza Unificata il 24 luglio 2014, per l’attuazione dell’art. 1, commi 60 e 61 della l. n. 190/2012.
3.12 Il segretario comunale assume automaticamente l’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione?
Negli enti locali, l’art. 1, co. 7, l. n. 190 del 2012 non deve essere interpretato nel senso di implicare l’automatica assunzione dell’incarico di responsabile della prevenzione della corruzione da parte del segretario comunale, restando invece necessaria l’adozione di un apposito provvedimento, conseguente alla valutazione dell’amministrazione sulla base delle condizioni indicate dalla legge.


Sono alcune delle FAQ in materia di anticorruzione, pubblicate sul sito dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), suddivise secondo i seguenti argomenti:

1 AMBITO DI APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA
2 INCOMPATIBILITÀ GENERALI
3 RESPONSABILE PER LA PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
4 PIANO TRIENNALE DI PREVENZIONE DELLA CORRUZIONE
5 CODICI DI COMPORTAMENTO
6 FORMAZIONE
7 INCOMPATIBILITÀ E INCONFERIBILITÀ EX D.LGS. N. 39 DEL 2013

Pubblicazione di una nuova collana, denominata "Aran Occasional Paper"

In data 17 giugno 2014 è apparsa sul sito dell'ARAN la seguente News:
Sono stati pubblicati i primi quattro numeri della collana "Aran Occasional Paper". Tale collana raccoglie contributi a carattere tecnico scientifico su temi ed argomenti, di carattere economico, organizzativo e giuridico. connessi con il lavoro pubblico e con le funzioni istituzionali dell'Aran. Si tratta di contributi originali, tendenzialmente brevi, che si focalizzano su specifici aspetti e problematiche, anche mediante il supporto di dati ed informazioni statistiche o comunque di carattere empirico.
I primi quattro numeri pubblicati trattano i seguenti temi:

giovedì 19 giugno 2014

Circolare del Ministero dell'interno sull'applicazione dell'art. 1, comma 557, della legge 30.12.2004, n. 311

Sul sito della Fondazione Logos P.A. si segnala che il Ministero dell'Interno, con circolare 2 del 26 maggio 2014, avente ad oggetto "Problematiche applicative in materia di personale dipendente degli enti locali: art. 1, comma 557, della legge 30.12.2004, n. 311" ha precisato che i Comuni con popolazione inferiore a 5000 abitanti, i consorzi tra enti gerenti servizi a rilevanza non industriale, le comunità montane e le unioni di comuni possono servirsi dell'attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre amministrazioni locali purché autorizzati dall'amministrazione di provenienza. A tal proposito Il Consiglio di Stato venendo incontro alle difficoltà degli Enti di ridotte dimensioni nello svolgimento delle proprie funzioni e nel reperimento di personale con competenze adeguate all'assunzione di responsabilità dei servizi ha assicurato che sarà possibile procedere al conferimento della responsabilità di un ufficio o servizio al dipendente di un'altra amministrazione, utilizzato ai sensi del citato comma 557, anche nel caso in cui l'utilizzazione non raggiunga il limite del 50% dell'orario di lavoro a tempo pieno.
Qui il testo della Circolare del Ministero dell'Interno n. 2 del 26 maggio 2014.

In Gazzetta Ufficiale il Decreto sull'acconto TASI erogato dallo Stato ai Comuni

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 138 del 17 giugno 2014 il Decreto dell'Economia e delle Finanze del 12 giugno 2014 avente ad oggetto "Importo da erogare, a titolo di tributo per i servizi indivisibili (TASI), ai Comuni a valere sul Fondo di solidarietà comunale 2014, ai sensi del comma 688, dell'articolo 1, della legge 27 dicembre 2013, n. 147". Come previsto dal decreto il Ministero dell'interno, entro il 20 giugno 2014, eroga ai Comuni gli importi indicati nell'allegato A del decreto comunicando all'Agenzia delle entrate, entro il 30 settembre 2014, gli eventuali importi da recuperare nei confronti dei singoli Comuni ove le anticipazioni complessivamente erogate siano superiori all'importo spettante per l'anno 2014 a titolo di Fondo di solidarietà comunale.
Qui il link all'allegato del Decreto contenente l'elenco dei Comuni appartenenti alle Regioni a statuto ordinario e alla Regione Siciliana e alla Regione Sardegna, che, ai sensi del comma 688 dell'art. 1 della legge 27 dicembre 2013, n. 147, non hanno inviato le deliberazioni concernenti il tributo per i servizi indivisibili (TASI). Gli importi, a valere sul Fondo di solidarietà comunale 2014, indicati nello stesso allegato A, corrispondono al 50 per cento del gettito annuo della TASI, stimato ad aliquota di base.

Legge n. 78/2014 di conversione del Jobs Act: una guida della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro

In un precedente post abbiamo dato notizia della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 19 maggio della Legge 16 maggio 2014, n. 78 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 20 marzo 2014, n. 34, recante disposizioni urgenti per favorire il rilancio dell'occupazione e per la semplificazione degli adempimenti a carico delle imprese".
La Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro con la circolare n. 13 del 13 giugno 2014 ha pubblicato una interessante guida sulla Legge n. 78/2014 di conversione del D.L. n. 34/2014, meglio conosciuto come Jobs Act, ovvero le modifiche al D. Lgs. n. 368/2001. La Fondazione Studi fornisce alcuni indirizzi applicativi in attesa di conoscere le interpretazioni del Ministero del Lavoro.
La circolare, redatta in PDF sotto forma di guida è molto completa e tratta in generale di tutte le novità comprese nel Jobs Act ossia di: contratto a tempo determinato, apprendistato, Contratti di Solidarietà e DURC.
Qui il testo della circolare della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro.

mercoledì 18 giugno 2014

Riforma PA, le ultime bozze dei testi del DL e del DDL

Legautonomie ha pubblicato ieri sul sito i testi del decreto-legge e del disegno di legge di Riforma della PA come entrati nel Consiglio dei Ministri del 13 giugno.

Molti i temi trattati, oltre quello del pubblico impiego: edilizia privata, controversie amministrative sugli appalti pubblici, procedure di approvazione degli interventi pubblici e privati sul territorio (conferenze di servizi), responsabilità solidale, prescrizioni mediche.


Quanto al testo del DDL di riforma della PA sul sito dell'Associazione Vighenzi è pubblicata una bozza più aggiornata in cui risulta disciplinata la Dirigenza degli enti locali (pag 8, lett o), che nella bozza pubblicata da Legautonomie la parte relativa alla dirigenza locale non c'è.
Nella parte sulla dirigenza locale anche i principi della riforma dei Segretari comunali.
Si tratta di bozze, per ogni valutazione appare prudente aspettare i testi ufficiali.
Vedi anche il successivo post Pa, ritocchi alla riforma

Competitività e giustizia sociale votata la fiducia al decreto di conversione del DL 66/2014

La Camera, con 342 favorevoli e 201 contrari, ha votato la questione di fiducia posta ieri dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge (C.2433), già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria, nel testo delle Commissioni, identico a quello approvato dal Senato. 

Su questo blog, sul testo approvato dal Senato, sono stati pubblicati i precedenti post:
Si segnala inoltre che sul sito della Camera dei Deputati, tra i Temi dell'attività parlamentare, è stato pubblicato uno speciale D.L. 66/2014: Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale, con informazioni aggiornate al 17 giugno 2014.

L’Anac sui vincoli di trasparenza per gli amministratori e le società

Le informazioni relative agli amministratori, ivi compresi i redditi ed i patrimoni per quelli dei comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti, devono essere pubblicate sui siti internet delle amministrazioni. Dell’eventuale mancato rispetto di queste previsioni gli organismi di valutazione ed i responsabili della trasparenza devono dare notizia ai soggetti che nell’ente sono chiamati a presiedere alla applicazione delle sanzioni. Si ricorda che l’effettivo rispetto di queste previsioni costituisce, per i dirigenti, un elemento di cui tenere conto ai fini della valutazione. In questa direzione l’Autorità Nazionale Anticorruzione ha richiamato più volte l’attenzione di tutti i soggetti interessati. Unitamente alla necessità che sui siti internet siano pubblicate effettivamente anche le informazioni sul rispetto dei vincoli dettati alle società partecipate dalle pubbliche amministrazioni e, più in generale, agli enti dalle stesse vigilate.
Questi i recenti avvisi pubblicati sul sito dell'ANAC:
In argomento si segnala anche l'articolo di Arturo Bianco dal titolo l’Anac sui vincoli di trasparenza per gli amministratori e le società.

Le nuove Linee guida del Garante privacy sulla trasparenza nella PA

In un precedente post abbiamo dato notizia che il Garante per la protezione dei dati personali ha emanato, alla luce del recente D.lgs. 33/2013, nuove linee guida riguardanti sia la pubblicazione di dati e documenti che le Pa devono mettere on line per finalità di trasparenza, sia di quelli finalizzati a garantire altri obblighi di pubblicità degli atti amministrativi (es. pubblicazioni matrimoniali, deliberazioni sull'albo pretorio on line, avviso di deposito delle cartelle esattoriali etc.). 

Segnaliamo in proposito un articolo di Licia Califano, componente del Garante per la protezione dei dati personali, dal titolo Le nuove Linee guida del Garante privacy sulla trasparenza nella PA che riporta i contenuti dell'intervento effettuato al ForumPa 2014.

Presupposti e caratteristiche degli Uffici di staff agli organi politici secondo le Sezioni regionali della Corte dei Conti

Il Comune di Baia e Latina interpella la sezione regionale Campania della Corte dei Conti per avere un parere "con riguardo alla possibilità di costituire un ufficio di Staff del Sindaco, con funzioni consultive, a mezzo individuazione da parte del Sindaco di professionisti senza alcuna procedura selettiva/concorsuale, senza alcun vincolo di collaborazione con la struttura amministrativa dell'Ente; le collaborazioni avranno base volontaria e gratuita".
La sezione risponde con la deliberazione n. 155/2014/PAR del 5 giugno 2014, segnalata sul sito Publika.it, nel quale vi è anche un breve sunto sul contenuto del parere, che richiama le posizioni espresse in argomento dalle Sezioni regionali della Corte dei Conti.

martedì 17 giugno 2014

Ma Matteo ce l'ha con me? Breve riflessione di un Segretario comunale

"Strano che tutti coloro che, insieme al ministro, hanno messo mano alla Riforma della Pubblica amministrazione italiana non abbiano ricordato che chi occupa, bene o male, posti nello Stato, lo ha fatto e lo fa per concorso, e il bando di concorso, che ha un valore impegnativo per il datore di lavoro Stato, oltreché per il personale assunto, precisa ogni dettaglio su trattamento, funzioni, doveri e garanzie".
E' questo un passaggio dell'articolo di Furio Colombo "Riforma PA: il giovane governo dei numeri a caso" pubblicato sul sito del Fatto Quotidiano.
Il Ministro Madia, in un'intervista a Sky, ha difeso la riforma considerandola non punitiva.
In realtà, personalmente qualche dubbio lo nutro, sul fatto che qualche pezzo della riforma, più che punitiva possa sembrare vendicativa.
Mi spiego meglio. Ho il forte dubbio che per una categoria di lavoratori, vincitori non solo di un concorso, ma di selezioni intermedie durissime per gli avanzamenti di carriera, vi sia all'interno del Governo una smania di assaporare qualche forma di vendetta. Mi riferisco alla categoria cui appartengo: i Segretari comunali.
Non si era mai visto prima che in una conferenza stampa un Presidente del Consiglio annunciasse di aver scritto una lettera in cui dichiarava l'intenzione di abolire una figura professionale di vertice delle amministrazioni locali. Senza alcuna spiegazione né in quella sede né in momenti successivi, nonostante un'intera categoria avesse da subito chiesto la motivazione di una simile presa di posizione. Il mondo delle autonomie ha reagito immediatamente con un secco no: i Sindaci, gli amministratori, gli stessi dipendenti hanno da subito ritenuto impensabile, perché fortemente dannoso per le amministrazioni locali, eliminare tale figura essenziale per il funzionamento del sistema delle autonomie. A fronte di queste risposte all'invito del Premier Renzi, inviate nel corso della consultazione pubblica, nonché ai forti dubbi avanzati dalla stessa maggioranza, dal Presidente dell'Autorità Anticorruzione, dal mondo delle autonomie e da vari esponenti della società civile, nel governo sul punto dell'abolizione dei Segretari comunali sembra essersi aperto qualche dubbio, anche se dovrà vedersi sia il contenuto preciso della delega approvata, sia il contenuto finale del provvedimento che uscirà dalle Camere.
Se quanto accaduto con la lettera Renzi/Madia, costituiva un indizio che all'interno del Governo esistesse qualcuno con il dente avvelenato contro una categoria al servizio dello Stato, la misura assunta nel Consiglio dei ministri del 13 giugno, con tanto di dichiarazioni in conferenza stampa, a mio modesto avviso, costituisce un indizio più grave dell'esistenza di un'antipatia nei confronti dei Segretari comunali. Entrare nel Consiglio dei Ministri, non poter abolire questa figura, non esistendone le condizioni, "ripiegare" tagliando in modo pesante la retribuzione, andare in conferenza stampa ed annunciare la cosa, in modo non soltanto poco elegante, ma con evidente soddisfazione, accendono un dubbio che esiste un pregiudizio nei confronti della categoria. Per convincersene basti guardare il differente modo con cui il Premier Renzi ha annunciato la misura per gli avvocati dello stato e quella riguardante i segretari comunali.
Quanto poi alla sufficienza della retribuzione dei Segretari, ferma l'ineccepibile considerazione di Furio Colombo riportata all'inizio del post, il caro Matteo dovrebbe sapere che questa è stabilita in contratti collettivi stipulati dal datore di lavoro pubblico e dalle organizzazioni sindacali e che un datore di lavoro che unilateralmente li modifica, tra l'altro avvertendo i lavoratori con una conferenza stampa, non credo possa definirsi ispirato da principi democratici.
A questo punto credo che sia necessario capire i motivi di questo astio da parte di soggetti che, provenendo dal mondo delle autonomie, sono ora al Governo. Il dubbio che mi assale oggi è che ci possano essere state tensioni con qualche esponente della categoria mentre Renzi, Delrio o qualche altro esponente di spicco del governo svolgevano il ruolo di amministratori locali: qualcuno dicesse la verità. Non è pensabile che da mesi ci difendiamo con i denti senza sapere nemmeno da cosa sia nata tutta questa storia.
Questi dubbi, che credo si siano presentati ormai in molti colleghi, il caro Matteo dovrebbe togliermeli dalla mente, anche perché ho scelto una professione, per passione e perché ritengo ogni giorno di fare l'interesse pubblico: questo atteggiamento del Premier non sembra coerente con ciò.