Collepardo (Fr)

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sabato 17 gennaio 2015

La percentuale di "quote rosa" nelle Giunte comunali prevista dalla legge Delrio ha valore cogente e precettivo (TAR Calabria sent. n. 1, 2, 3 e 4 del 2015)

Il Tribunale amministrativo regionale della Calabria, sede di Catanzaro, ha annullato i provvedimenti di nomina  degli esecutivi dei comuni di Montalto Uffugo, Torano Castello, Rombiolo e Vaccarizzo Albanese, per aver disatteso gli obblighi relativi alle pari opportunità nella composizione delle giunte comunali imposti dalla L. n. 56/2014. La decisione è stata adottata in accoglimento dei ricorsi presentati dall'Ufficio della Consigliera di Parità della Regione e sottoscritti congiuntamente ai consiglieri di minoranza, a singoli cittadini e cittadine.

Split payment: una guida della Fondazione nazionale dei commercialisti

Dallo scorso 1° Gennaio è entrato in vigore il particolare meccanismo c.d. split payment, il quale prevede per le cessione di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti della P.A. che l'imposta sia versata in ogni caso dagli enti stessi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell'Economia.

È quanto previsto dalla lettera b) del co. 629 della Legge di Stabilità 2015 (L. 190/2014) che ha introdotto nel corpo del D.P.R. 633/1972 il nuovo art. 17 - ter nel D.P.R. 633/1972, rubricato "Operazioni effettuate nei confronti di enti pubblici".
La Fondazione nazionale dei commercialisti ha pubblicato sul proprio sito un articolo di Antonio Gigliotti dal titolo Split payment: in vigore dal 1° gennaio 2015.

venerdì 16 gennaio 2015

DDL di riorganizzazione della PA: in arrivo l'emendamento del relatore Pagliari sull'art. 10 in tema di dirigenza pubblica e Segretari comunali

In un precedente post avevamo segnalato la ripresa dell'esame da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato del DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577), che prevede, tra l'altro all'articolo 10 l'abolizione dei Segretari comunali, previsione fortemente criticata in ogni ambito (per una ricostruzione delle critiche alla proposta si veda il precedente post Riprende l'esame del DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577): lo stato dell'arte sulla proposta di abolizione dei Segretari comunali).

Nella seduta di ieri della Commissione Affari Costituzionali il relatore al DDL, Sen. Pagliari, ha presentato alcuni emendamenti, in particolare:
  • l'emendamento 5.500, interamente sostitutivo dell'articolo 5 in tema di autotutela amministrativa; 
  • l'emendamento 8.500, si propone di sopprimere l'articolo 8, in tema di definizione delle pubbliche amministrazioni; 
  • l'emendamento 11.500 che estende anche ai dipendenti dell'Amministrazione della difesa le disposizioni che promuovono la conciliazione dei tempi di vita e lavoro, con particolare riguardo alla possibilità di stipulare convenzioni con asili nido. 
  • l'emendamento 14.500, interamente sostitutivo dell'articolo 14, si riordina la disciplina in materia di partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni (in argomento si veda il precedente post Le società partecipate tra la Legge di stabilità 2015 (L. n. 190 del 23.12.2014) ed il DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)
Per un dettaglio degli emendamenti presentati si veda il resoconto della seduta di ieri della Commissione.
I citati emendamenti del relatore si aggiungono a quello presentato dallo stesso Sen. Pagliari in tema di Camere di Commercio.
Nella stessa seduta il relatore Pagliari si è riservato di presentare a breve "ulteriori emendamenti agli articoli 7, 10 e 13".
Si ricorda che l'art. 10, rubricato "Dirigenza pubblica" prevede l'abolizione del segretario comunale e su tale previsione sono stati già presentati numerosi emendamenti anche da autorevoli esponenti della maggioranza tesi a modificare la proposta.
Il termine per la presentazione di subemendamenti, da parte dei senatori, agli emendamenti del relatore presentati ed in corso di presentazione è stato fissato per le ore 13 di giovedì 29 gennaio. 
Non rimane che attendere qualche giorno.

L’aggiornamento del Piano anticorruzione: Misure, raccordi, evidenze (seminario ad Aprilia il 23 gennaio 2015)


La collega Elena Palumbo segnala che venerdì 23 gennaio si terrà ad Aprilia (Lt) un seminario, organizzato dal Comune di Aprilia in collaborazione con l'ACSEL, sul tema Contrasto alle illegalità e ai fenomeni della corruzione. L’aggiornamento del Piano anticorruzione. Misure, raccordi, evidenze. Il relatore sarà il Dr. Rosario SCALIA (Presidente di Sezione della Corte dei Conti).

Qui il link alla locandina ed alla scheda di iscrizione.                                  


Le gestioni associate obbligatorie: tra richieste delle Autonomie di proroga ai fini di un ripensamento e inviti alle diffide ministeriali

Il 31 dicembre 2014 è scaduto il termine previsto dalla vigente normativa per la gestione associata delle funzioni fondamentali nei Comuni fino a 5mila abitanti (3mila negli enti che appartengono a Comunità montane), previsti dal lontano 2010 ma più volte modificati e prorogati.
Per un approfondimento del tema è possibile leggere il capitolo 6 dell'ebook gratuito Guida per gli Amministratori locali a pag. 139 e seg.
L'obbligo di gestione associato è stato in più occasioni criticato dal mondo delle autonomie, che anche qualche giorno fa hanno ribadito la richiesta di un ripensamento dell'intera disciplina. Nell'imminenza dell'approvazione del decreto milleproroghe l'ANCI aveva richiesto l'inserimento di una proroga in tema di obbligo delle gestioni associate, cosa non avvenuta.
Il Ministero dell'interno, Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali, con nota prot. n. 323 ha in data 12 gennaio invitato le prefetture ad avviare la procedura normativa volta al commissariamento degli enti inadempienti,  procedura che richiede prima una diffida, con un termine «adeguatamente ponderato», e successivamente, in caso di persistenza dell'inadempimento all'obbligo, il commissariamento. Qui il link alla nota del Ministero dell'interno.
Qui un articolo apparso ieri sul Sole24Ore di Gianni Trovati dal titolo Senza gestione associata Comuni da commissariare, riportato dal sito dell'Associazione Vighenzi.
In un recente post abbiamo segnalato la pubblicazione di un articolo in merito alle Unioni e fusioni dei comuni, sul sito della Camera dei Deputati su "Temi dell'attività parlamentare".

Nell'articolo si esaminano le nuove regole per le unioni e la fusione di comuni e le misure per incentivare la loro istituzione introdotte dalla legge 56 del 2014 di riforma delle città metropolitane e delle province.
Abbiamo inoltre segnalato un approfondimento dal titolo "Gestione associata delle funzioni fondamentali dei comuni dopo la legge Delrio (n. 56/2014) e il DL 90/2014" di Augusto Sacchi.

Le società partecipate tra la Legge di stabilità 2015 (L. n. 190 del 23.12.2014) ed il DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)

I commi 611 e 612 della Legge di stabilità 2015 (L. n. 190 del 23.12.2014) disciplinano i criteri informatori e i modi attraverso i quali gli enti locali (ma anche le regioni, le camere di commercio, le università e le autorità portuali) sono chiamati a razionalizzare le proprie partecipazioni societarie, sul fondamento del quadro ordinamentale vigente e d’indicazioni specifiche che nel loro complesso si propongono di dare contenuto normativo alle valutazioni già predisposte dal commissario Cottarelli in tema di spending review. Le indicazioni specifiche attengono a un utilizzo ancora più rigoroso dello strumento societario e al procedimento che gli enti dovranno seguire. 
Legautonomie si propone di elaborare alcune prime considerazioni sul nuovo perimetro delle proprie partecipazioni societarie così come gli enti dovranno impostare e realizzare nel corso del 2015, pubblicando un articolo del Prof. Giuseppe Farneti dal titolo "Il nuovo perimetro delle società partecipate secondo la legge di stabilità".
Per ulteriori approfondimenti sulla Legge di stabilità si veda il post Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015 ed i post ivi richiamati.
In merito al DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577), nella giornata di ieri il relatore Pagliari con l'emendamento 14.500, interamente sostitutivo dell'articolo 14, ha proposto di modificare la disciplina in materia di partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni, con finalità di semplificazione normativa, tutela e promozione della concorrenza, razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità. In particolare, si tende a definire il regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti e degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate, si introducono strumenti volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione, si eliminano le sovrapposizioni tra regole e istituti pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di disciplina e controllo.

Questo il testo dell'emendamento 14.500 proposto dal Sen. Pagliari, relatore al DDL di riorganizzazione della PA.
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 14.
(Riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni)
1. Il decreto legislativo per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni è adottato al fine prioritario di assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza, con particolare riferimento al superamento dei regimi transitori, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all'articolo 12:
a) distinzione tra tipi di società in relazione alle attività svolte e agli interessi pubblici di riferimento, e individuazione della relativa disciplina, anche in base al principio di proporzionalità delle deroghe rispetto alla disciplina privatistica, ivi compresa quella in materia di organizzazione e crisi d'impresa;
b) ai fini della razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, ridefinizione della disciplina, delle condizioni e dei limiti per la costituzione di società, l'assunzione e il mantenimento di partecipazioni societarie da parte di amministrazioni pubbliche;
c) precisa definizione del regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti e degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate;
d) promozione della trasparenza mediante pubblicazione dei dati economico-patrimoniali e indicatori di efficienza, sulla base di modelli generali che consentano il confronto, anche ai fini del rafforzamento e della semplificazione dei processi di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche partecipanti e delle società partecipate;
e) introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione relativi alle società partecipate;
f) razionalizzazione e rafforzamento dei criteri pubblicistici per gli acquisti e il reclutamento del personale, per i vincoli alle assunzioni e le politiche retributive, finalizzati al contenimento dei costi, introducendo norme per subordinare il riconoscimento, entro limiti predefiniti, di premialità e incentivazioni a criteri di valutazione oggettivi, rapportandole al valore anche economico dei risultati raggiunti;
g) eliminazione di sovrapposizioni tra regole e istituti pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di disciplina e controllo;
h) possibilità di piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo con eventuale commissariamento;
i) regolazione dei flussi finanziari tra ente pubblico e società partecipate secondo il criterio di parità di trattamento tra imprese pubbliche e private;
l) con riferimento alle società partecipate dagli enti locali:
1) per le società che gestiscono servizi strumentali e funzioni amministrative, definizione di criteri e procedure per la scelta del modello societario e per l'internalizzazione e di procedure, limiti e condizioni per l'assunzione, la conservazione e la razionalizzazione di partecipazioni, anche in relazione al numero dei dipendenti, al fatturato e ai risultati di gestione;
2) per le società che gestiscono servizi pubblici di interesse economico generale, definizione, in conformità con la disciplina dell'Unione europea, di criteri e strumenti di gestione volti ad assicurare il perseguimento dell'interesse pubblico ed evitare effetti distorsivi sulla concorrenza, anche attraverso la disciplina dei contratti di servizio e delle carte dei diritti degli utenti e attraverso forme di controllo sulla gestione e sulla qualità dei servizi;
3) rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero delle partecipazioni e l'incentivazione dei processi di aggregazione, intervenendo sulla disciplina dei rapporti finanziari tra ente locale e società partecipate nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e al fine di una maggior trasparenza.».
In argomento si veda anche l'articolo del Sole24Ore Delrio: nella delega PA il riordino "definitivo" delle partecipate

giovedì 15 gennaio 2015

Pubblicati i Dossier del Servizio studi della Camera sul DL 192/2014 (cd. milleproroghe)

In un precedente post abbiamo segnalato l'inizio alla Camera dei Deputati dell'iter per la conversione del Decreto Milleproroghe (DL 192/2014).
La proposta di legge di conversione in legge del DL. 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative ha assunto il n. 2803.
Il testo è stato assegnato all'esame delle Commissioni riunite I Affari Costituzionali e V Bilancio.
Segnaliamo ora la pubblicazione ad opera del Servizio studi della Camera dei seguenti Dossier:
Su questo blog in argomento:

Il fondo per la progettazione e l’innovazione e il relativo regolamento dopo il DL 90/2014: nuovo schema

In un precedente post dal titolo Il fondo per la progettazione e l’innovazione e il relativo regolamento dopo il DL 90/2014, abbiamo ricordato come la materia delle progettazioni interne sia stata totalmente rivista dal DL. 90/2014, tanto che ogni amministrazione è tenuta a:

- definire i criteri in sede di contrattazione integrativa;

- approvare uno specifico regolamento.
Nello stesso post avevamo segnalato due modelli di regolamento.
Segnaliamo ora un nuovo schema di Regolamento messo a disposizione dalla Fondazione Logos PA.

In argomento su questo blog si vedano anche i precedenti post:

Si veda anche il successivo post Le incentivazioni dei tecnici per la realizzazione di opere pubbliche (21.03.2016).

Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (parte II)

In un precedente post abbiamo segnalato la pubblicazione di un Osservatorio sulla recente giurisprudenza in tema di contratti pubblici diretto da Maria Alessandra Sandulli e da parte della Gazzetta Forense, numero di luglio-agosto, di una Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (d.lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e ss. mm.) a cura di Almerina Bove.
Segnaliamo ora una nuova parte della rassegna una Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (d.lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e ss. mm.), a cura di Almerina Bove, pubblicata sulla Gazzetta Forense, numero di settembre-ottobre.

Città metropolitane: i primi Statuti approvati

Dal 1 Gennaio 2015 è operativa la Riforma Delrio e le 10 Città metropolitane subentrano alle Province. Dall’inizio dell’anno sono partite 8 Città metropolitane su 10, ad eccezione di Reggio Calabria (a cui la riforma riserva una specifica tempistica) e di Venezia che, in considerazione dell’anticipato scioglimento del Consiglio comunale, vede slittare la procedura per l’entrata in funzione della Città metropolitana al 2015. Entro il 31 Dicembre 2014 sono stati approvati i primi 6 Statuti delle Città metropolitane di Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Bari. Gli Statuti delle Città metropolitane di Torino e Napoli non sono stati ancora approvati dal Consiglio metropolitano. 

lunedì 12 gennaio 2015

Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015

Sono molte e di grande rilievo le novità contenute nella legge di stabilità 2015 per il personale dipendente dalle PA. Basta ricordare: i tagli al numero dei dipendenti delle province, con l’avvio delle procedure di mobilità; le limitazioni dettate alle assunzioni a tempo indeterminato, in modo da stimolare le amministrazioni ad assumere i dipendenti delle province in mobilità ed il blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro per il 2015.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015.
Sulla legge di stabilità abbiamo già pubblicato su questo blog:

Al Segretario comunale spetta il rimborso spese per l'accesso alle diverse sedi convenzionate nella misura prevista in convenzione (Corte Conti Lombardia del. n. 348/2014)

La Corte dei Conti, sez. di Controllo per la Lombardia, con delibera n. 348 del 9.12.2014 si è espressa sulla richiesta di un Comune in merito alla quantificazione del rimborso spese spettanti al Segretario comunale di una segreteria convenzionata. La domanda era la seguente: "le spese di viaggio sostenute dal segretario comunale convenzionato - che si sia recato nelle diverse sedi con il proprio mezzo di trasporto - siano rimborsabili e documentabili in base al costo chilometrico fornito dall'A.C.I., così come previsto nella convenzione approvata e concordata con gli altri comuni, ovvero soggiacciano alla disciplina vincolistica che ha previsto il rimborso delle spese effettivamente sostenute".
Questa la risposta della Sezione lombarda della Corte dei Conti:
"Sulla questione si registra l’orientamento reso dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti con deliberazione n. 9/CONTR/11 del 7 febbraio 2014, alla luce della quale si è affermato che “l’art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali non sia stato reso inefficace dall’entrata in vigore dell’art.6, comma 12 della legge n. 122 del 2010 stante la diversità della fattispecie. L’art. 6 della legge n. 122 del 2010 (di conversione del D.L. 78/2010) ha limitato le spese connesse al trattamento di missione, ossia ai trasferimenti effettuati per conto dell’amministrazione di appartenenza per l’espletamento di funzioni ed attività da compiere fuori dalla sede. Il rimborso previsto dall’art.45 comma 2 del CCNL intende sollevare il segretario comunale o provinciale dalle spese sostenute per gli spostamenti fra le varie sedi istituzionali ove il medesimo è chiamato ad espletare le funzioni. L’art. 45, comma 3, ripartendo la spesa per suddetti trasferimenti tra “i diversi enti interessati secondo le modalità stabilite nella convenzione” dimostra come tale onere assuma carattere negoziale e non possa ricondursi all’interno del trattamento di missione tout court.
Deve pertanto ritenersi che le limitazioni al trattamento di missione introdotte dall’art.6 della legge n. 122 del 2010 non comportino l’inefficacia dell’art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali inerente il rimborso delle spese sostenute dal segretario titolare di sede di segreteria convenzionata”.
In conformità a tale pronuncia e a prescindere dalle tesi prospettate dall’amministrazione istante nel caso in esame, la Sezione ribadisce che il rimborso delle spese spettanti al segretario titolare di segreterie convenzionate per l’accesso alle diverse sedi, sia disciplinato dalle norme contrattuali contenute nella convenzione medesima".

Le commissioni del Senato Affari costituzionali e Bilancio esaminano questa settimana il DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)

Questa settimana è previsto che dalla giornata mercoledì la Commissione Affari Costituzionali prosegua l'esame del DDL 1577. 
Il DDL è oggetto di esame anche da parte della Commissione Bilancio che sta valutando gli emendamenti proposti. La Commissione, che ha tenuto l'ultima riunione sul tema in data 20 novembre 2014, provvederà dalla giornata di martedì 13 a riprendere l'esame del DDL di riorganizzazione della PA. Si ricorda che la Commissione bilancio si limita in merito agli emendamenti proposti ad un giudizio sui profili di bilancio e programmazione economica.

domenica 11 gennaio 2015

IMU terreni montani: Anci, servono soluzioni vere che non penalizzino i contribuenti e i comuni

Continua l'assurda vicenda dell'IMU sui terreni agricoli, raccontata in un precedente post dal titolo All'IMU sui terreni agricoli il nostro tapiro d'oro 2014.
Mentre i comuni continuano a "prendere l'ascensore" per aumentare l'altimetria delle proprie sedi legali, l'Anci ha diramato il presente comunicato.
Secondo notizie di agenzia, il Governo starebbe ulteriormente rivedendo i criteri di imponibilità dei terreni montani dopo il discusso provvedimento del 2 dicembre scorso e nelle more della decisione del Tar Lazio, promosso da diverse ANCI regionali e da numerosi Comuni gravemente penalizzati, che ne ha sospeso l’efficacia ravvisando già nella sospensiva la necessità di valutare diversi ed importanti motivi di illegittimità.
L’ANCI ha messo in guardia a più riprese e con atti formali fin dall’emanazione del decreto legge n. 66 del 2014 circa i rischi di iniquità di una revisione non concertata e non basata su dati affidabili, nonchè sui prevedibili effetti di indiscriminata riduzione di risorse a prevalente svantaggio di Comuni di minore dimensione.
Le modifiche che sembrano prospettarsi non possono tradursi nella legificazione di criteri comunque sommari, ai quali non potranno in ogni caso corrispondere informazioni adeguate circa i gettiti acquisibili con il nuovo regime. Appare altresì azzardato ipotizzare che un’eventuale rettifica dei requisiti di imponibilità, che riguarderebbe migliaia di Comuni e decine – se non centinaia – di migliaia di contribuenti, possa comportare obblighi di pagamento entro il termine del 26 gennaio, nell’arco quindi di pochi giorni.
La strada utile per assicurare una revisione ordinata dell’imponibilità dei terreni montani consiste in una ampia concertazione, comprensiva della ricognizione delle principali caratteristiche territoriali e di rischio idrogeologico, di utilizzo e di possesso, nonché di redditività dei fondi agricoli montani, resa possibile dalle ingenti risorse impiegate da oltre un decennio per la revisione degli archivi agrari e del relativo catasto.
L’Anci, vista la situazione di confusione, ritiene pertanto indispensabile abbandonare il proposito di ottenere gettito aggiuntivo dai territori montani con riferimento al 2014 e abolire i tagli in corso di effettuazione nei confronti di oltre 4 mila comuni, rimandando al 2015 l’obiettivo di una revisione sensata, attesa da anni e quindi sottoposta alla necessaria condivisione con le parti sociali e con i Comuni.

Soppressione AVCP e trasferimento delle funzioni all'ANAC: il piano di riordino proposto dal presidente Cantone e le novità del DL. 90/2014

L'art. 19 del DL. 90/2014 ha previsto la soppressione dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, istituita nel 2006 con il varo del Codice degli Appalti.
Le sue funzioni ed i suoi compiti sono stati trasferiti all'Autorità Nazionale Anticorruzione. Entro la fine del 2014, il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato al Governo un piano di riorganizzazione.
Il piano di riordino è predisposto in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 19, comma terzo, d. l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in L. 11 agosto 2014, n. 114.
Quest’ultima disposizione, in particolare, indica anche quello che deve essere il suo contenuto minimo e cioè quanto esso deve necessariamente prevedere:
a) il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie per lo svolgimento delle funzioni e la confluenza del personale in servizio presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione (di seguito, ANAC), appartenente ai ruoli delle amministrazioni pubbliche in un unico ruolo con il personale della soppressa Autorità di vigilanza dei contratti pubblici (di seguito AVCP);
b) la riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;
c) la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento.
In realtà, ad una più attenta lettura dell’intero articolo e di quelli dedicati nel decreto legge all’ANAC, il piano non svolge una mera funzione di “riordino” ma consente la nascita di una nuova Autorità che non solo ha “fuso per incorporazione” le due precedenti (e cioè l’ANAC e l’AVCP) ma che ha soprattutto poteri e compiti diversi ed ulteriori che non sono affatto la mera somma di quelli del passato e che vanno, comunque, letti in logica di una chiara nuova funzione istituzionale, costituita dal contrasto alla corruzione
Qui il link al piano di riordino presentato dal presidente Cantone al governo con la precisazione che il piano acquista  efficacia  a  seguito dell'approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro sessanta giorni dalla presentazione del medesimo piano al Presidente del Consiglio dei ministri (art. 19, c. 4, DL. 90/2014).
In merito all'argomento si veda anche l'articolo di Maria Francesca Ciriello dal titolo Autorità indipendenti. AVCP e ANAC: le novità del d.L. 90/2014.
In questo blog, si vedano anche i precedenti post in merito ai nuovi poteri dell'ANAC a seguito del DL 90/2014: