Collepardo (Fr)

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sabato 13 giugno 2015

Audizione Regioni su riforma P.A.: Commissione nazionale non dovrà intervenire nelle specifiche procedure di conferimento degli incarichi dirigenziali

In un precedente post avevamo dato notizia che il 3 giugno si sarebbe tenuta l'audizione della Conferenza delle Regioni in Commissione Affari Costituzionali della Camera sul DDL di riorganizzazione della PA.

Questo il comunicato dell'audizione pubblicato sul sito regioni.it

Audizione della Conferenza delle Regioni in Commissione Affari costituzionali della Camera in merito al disegno di legge recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”. La delegazione della Conferenza era composta da Roberto Ciambetti (assessore al bilancio della regione Veneto), e da Lorenzo Broccoli, Coordinatore tecnico della Commissione Affari istituzionali della Conferenza delle Regioni (Dir. Personale regione Emilia Romagna).
Nel corso dell’audizione le Regioni hanno sottolineato in particolare alcuni punti come la previsione di una norma che, nella condivisione di unificate e condivise procedure concorsuali, garantisca l’autonomia delle Regioni nei casi di specifiche e urgenti esigenze nel reclutamento e nel conferimento degli incarichi dirigenziali. Così come è da prevedere l’inserimento di una clausola di esclusione per il conferimento degli incarichi di posizione apicale delle Regioni (direttori generali) in quanto chiamati in via principale all’attuazione degli indirizzi degli organi politici (punto peraltro già accolto in sede tecnica per gli enti locali).
Per quanto riguarda “l’Albo nazionale dei direttori Generali delle Aziende Sanitarie – ha ricordato Roberto Ciambetti – le Regioni insieme al Governo hanno firmato il Patto per la Salute la scorsa estate. Quindi si tratta di un percorso concordato dopo un lavoro intenso e approfondito. Ora rimettere in discussione quanto già definito con il Governo potrebbe creare dei problemi di confusione e anche una ingerenza deleteria”.
La Conferenza ha inoltre chiesto una forte semplificazione del ruolo della Commissione nazionale, che comunque deve essere espressione delle Regioni. La Commissione dovrà agire come sede di elaborazione e condivisione dei principi generali per l’affidamento degli incarichi dirigenziali per tutti gli enti della Repubblica, anche valutando il regolamento per il conferimento degli incarichi adottato dall’ente, ma non dovrà intervenire nelle specifiche procedure di conferimento. Potrà, altresì, procedere al monitoraggio programmato sull’attuazione dei criteri di conferimento.
E’ stato osservato che queste modifiche sono essenziali sia in ossequio alla autonomia organizzativa delle Regioni, costituzionalmente garantita, sia al fine di evitare una burocratizzazione pesantissima delle procedure, con gravissimi effetti sulla funzionalità delle strutture che erogano servizi ai cittadini.
Inoltre le Regioni hanno anche indicato la previsione della rappresentanza paritaria delle Regioni nella SNA, in considerazione della scelta del corso-concorso nazionale per la dirigenza della P.A., nonché del numero dei dipendenti delle Regioni e del SSN, di gran lunga superiore a quello delle amministrazioni statali.
E’ stata ribadita l’importanza di una norma delega sui controlli che semplifichi l’attuale sistema che sottopone le amministrazioni a duplicazioni e sovrapposizioni dei vari soggetti competenti alle attività di controllo (MEF, Ispettorato di Funzione Pubblica, Anac, revisori dei conti, Corte Conti, etc). Opportuno anche convergere su una programmazione dei flussi informativi che sostengono il sistema dei controlli.
In merito alle Regioni a Statuto speciale, è necessario esplicitare che questa normativa, nonché i successivi decreti delegati, non si applicano alle Regioni a statuto speciale e Province autonome salvo modifica o integrazione dei rispettivi statuti, da adottare previa intesa.
E’ stata evidenziata la necessità, in relazione all’articolo 6 del dispositivo di legge, di prevedere una forte semplificazione degli adempimenti, in particolar modo per quelli legati alla trasparenza (sono 270), sempre nel rispetto degli obiettivi della legge anticorruzione.

martedì 9 giugno 2015

L'UNSCP organizza il 10 giugno a Roma il Convegno "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale"

L’Unione Nazionale e l’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, organizzano il convegno dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".

lunedì 8 giugno 2015

Accesso civico ed obblighi di pubblicazione per le amministrazioni pubbliche (TAR Lazio-Latina sent. n. 152/2015)

Con sentenza n. 152 del 1 giugno 2015, il Tar del Lazio, sez. staccata di Latina, si occupa dei rapporti tra diritto di accesso ordinario e diritto di accesso civico previsto dal D.lgs. 33/2013.

Queste le conclusioni cui giungono i giudici laziali.
L’istanza che reca un esplicito riferimento ai diritti assicurati dal d.lgs. n. 33 del 2013 è una istanza di accesso civico.
L'istanza di accesso civico non costituisce mera reiterazione di una richiesta ordinaria di accesso formulata in precedenza (che, non a caso, il comune aveva respinto per l’assenza di situazione legittimante, laddove l’accesso “civico” non è sottoposto ad alcuna limitazione quanto alla legittimazione soggettiva del richiedente e non deve essere motivato).
I documenti richiesti con l'istanza di accesso civico se rientrano tra quelli da pubblicare al sito web ex capo II del d.lgs. n. 33 del 2013, devono essere pubblicati dall'Amministrazione secondo quanto prescritto dallo stesso d.lgs. n. 33 del 2013. La circostanza che le relative delibere siano state inserite nel registro delle pubblicazioni e pubblicate all’albo pretorio non esaurisce pertanto gli obblighi di pubblicità gravanti sul comune.
Qui il link all'integrale sentenza del TAR Lazio-Latina n. 152/2015.
In argomento si veda anche il paragrafo La trasparenza intesa come accessibilità totale sulla Guida per Amministratori locali (pag. 311 e seguenti).
Si vedano, inoltre, su questo blog:

Personale, il ritardo nei pagamenti blocca anche le convenzioni

In un precedente post abbiamo dato notizia che dal 2015, è scattato un altro potenziale divieto di assunzione a qualsiasi titolo anche per gli enti locali. Si tratta del superamento dei tempi medi di pagamento, così come previsto dall’art. 41 del DL. 66/2014.

"Agli enti che nel 2014 hanno registrato ritardi medi dei pagamenti superiori a 90 giorni è vietato stipulare convenzioni per l'utilizzo di personale di un altro ente (articolo 14, comma 1 del contratto nazionale del 22 gennaio 2004), in quanto rientrano anch'esse nel divieto di assumere. La conferma arriva da un recente parere della Corte dei conti Campania (deliberazione n. 153/2015) in risposta al quesito di un Comune casertano, che pone in evidenza nella domanda la particolarità delle convenzioni stipulate per un periodo predeterminato e per una parte del tempo di lavoro, che non si configurano come rapporto di lavoro a tempo parziale, ma come utilizzazione parziale di un lavoratore già assunto a tempo indeterminato presso un altro ente".
La notizia è riportata nell'articolo di Patrizia Ruffini pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA Personale, il ritardo nei pagamenti blocca anche le convenzioni.

domenica 7 giugno 2015

Gli autori e gli obiettivi della ricerca "Segretari in Europa"

Il Disegno di legge di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, recentemente approvato in prima lettura dal Senato (AS 1577), ora all’esame della Camera dei Deputati (AC 3098), prevede l’abolizione della figura del Segretario comunale. Nel corso dell’iter parlamentare l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, Unione Regionale del Lazio, ha ritenuto opportuno avviare una riflessione sul ruolo di questa figura in ottica comparata.
Per tali motivi è stata finanziata una ricerca, svolta dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna dal titolo “Segretari in Europa”, i cui risultati appaiono interessanti anche alla luce delle nuove previsioni del DDL di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in materia di dirigente apicale. 
La ricerca ha riguardato le figure istituzionali assimilabili a quella del segretario, utilizzando i modelli di decentramento degli ordinamenti giuridici di matrice occidentale (in particolare quello francese-napoleonico al quale appartiene l'Italia).
Il progetto è stato sviluppato da un gruppo di studiosi qualificati che da anni si dedicano allo studio del governo locale in chiave comparata e al diritto straniero di uno o più Paesi coinvolti. Sono stati coinvolti alcuni studiosi stranieri, i quali hanno contribuito alla ricerca apportando la loro notevole esperienza acquisita e riconosciuta, sia a livello nazionale che internazionale, con riferimento alle attività di ricerca pura, ma anche con l’esperienza maturata a seguito di collaborazione e di incarichi con gli enti locali. 
I risultati della ricerca saranno presentati nel convegno che si terrà mercoledì 10 giugno a Roma.
Quali sono gli obiettivi della ricerca “Segretari in Europa”?
La ricerca si pone i seguenti obiettivi:
- fornire le nozioni fondamentali sull’organizzazione, la disciplina normativa, le competenze, il funzionamento e il modo di operare delle figure professionali assimilabili al segretario comunale e provinciale in alcuni Paesi europei (prioritariamente: Francia, Spagna e Belgio);
- descrivere il quadro comparativo di riferimento del governo locale in Europa, alla luce del mutato contesto economico e politico per comprendere meglio le riforme istituzionali che hanno interessato anche altri ordinamenti giuridici e hanno inciso sulla struttura del governo locale e sul rapporto tra politici e funzionari;
- offrire gli strumenti tecnico-giuridici di base per fare chiarezza e aiutare chi (legislatore, associazioni di settore, ecc.) cerca nei modelli politico-burocratici diversi da quello italiano la fonte di ispirazione per modificare o migliorare l’assetto organizzativo e funzionale interno.
I referenti della ricerca
I referenti della ricerca sono stati il prof. Lucio Pegoraro, professore ordinario di Diritto pubblico comparato, Università di Bologna e la prof.ssa Giorgia Pavani, professore associato di Diritto pubblico comparato, Università di Bologna.
Il progetto ha potuto contare, in fase iniziale, su alcuni singoli studi intrapresi dai referenti nell’ambito del più complesso tema di ricerca sul governo locale in chiave comparata confluito nei volumi G. Pavani, L. Pegoraro, Municipi d’occidente. Il governo locale in Europa e nelle Americhe, Donzelli, 2006, tradotto anche in castigliano dall’Universidad Libre de Colombia nel 2008 e H. Kudo, G. Ladu, L. Pegoraro, Municipi d’oriente. Il governo locale in Europa orientale, Asia e Australia.

Questione di fiducia e legge elettorale

Le questioni regolamentari si pongono spesso come snodi decisivi per attuare scelte politiche fondamentali. Lo dimostra, da ultimo, la contestata decisione del governo Renzi di porre alla Camera la fiducia sulla riforma della legge elettorale.
È dalla riforma regolamentare del 1988 - da quando cioè, capovolgendo la disciplina precedente, si è deciso che il voto palese è la regola e quello segreto l’eccezione -, che le regole sulle modalità di voto sono al centro di problemi applicativi (v. da ultimo la seduta della Giunta per il regolamento della Camera del 12 gennaio 2015), a dimostrazione di come la tensione tra libertà e responsabilità parlamentare, nonostante il tempo trascorso, rimanga tuttora irrisolta, anzitutto nel costume. E questo per l’ovvia ragione che, in mancanza del coraggio manzoniano, il come si vota incide quasi sempre sull’esito del voto. Anzi, quell’equilibrio allora faticosamente raggiunto sembra oggi rimesso in discussione dalle opposte tendenze a contenere, per un verso, le spinte individualiste e centrifughe causate dalla frantumazione della rappresentanza politica e, per altro verso, la crescente verticalizzazione di una dialettica politica che procede per sintesi successive (dapprima nel partito/gruppo, poi in seno alla maggioranza/minoranza, infine in Aula) in base alle “durezze” del principio maggioritario. Il tutto in nome di una libertà di mandato strumentalmente ora invocata, ora negata più per motivi politici che di coscienza.
Inizia così l'articolo di  Salvatore Curreri dal titolo Questione di fiducia e legge elettorale in corso di pubblicazione su “Quaderni costituzionali”.

Il 17 giugno a Frascati convegno dal titolo "Al via il processo telematico"

Il collega Sezio Barone segnala che il 17 giugno a Frascati si terrà il convegno dal titolo "Al via il processo telematico". 
Al convegno, che si svolgerà presso le Scuderie Aldobrandini, in Piazza Marconi, dalle ore 10,00 alle ore 17,00, parteciperanno autorevoli esponenti del mondo accademico e giudiziario.
Qui è possibile scaricare la scheda di partecipazione.