Collepardo (Fr)

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sabato 7 marzo 2015

Verso l’abolizione dei Segretari Comunali. Una riflessione (G.B. Di Rollo)

In un momento così difficile le considerazioni svolte sui Segretari Comunali dal Procuratore Regionale presso la Sezione Giurisdizionale della Corte dei conti del Veneto Dott. Carmine Scarato, nella sua relazione in occasione della inaugurazione dell’Anno Giudiziario, costituiscono un fatto di grande rilievo, un riconoscimento importante e, spero, anche un aiuto concreto alla nostra causa. Affermare che l’abolizione dei segretari comunali “è lesiva dell’interesse della collettività”, rappresenta un richiamo rilevante al mondo politico, una sottolineatura che le Istituzioni nel loro complesso non possono ignorare.

Al Dott. Scarato deve andare il più sentito ringraziamento della nostra Categoria per le parole usate e per il coraggio istituzionale dimostrato. Egli ha saputo sottolineare con argomentazioni forti e condivisibilissime, le ragioni ed i motivi che giustificano la permanenza nella pubblica amministrazione della figura del Segretario Comunale, riconoscendone il ruolo e le funzioni svolte ogni giorno al servizio del sistema delle Autonomie Locali.
Penso che questi argomenti noi Segretari Comunali li dobbiamo fare nostri e sostenere ora e subito, privilegiandone il contenuto e la forza su ogni altro portato a nostro sostegno, senza ulteriori indugi. 
Va bene seguire il lavoro delle Commissioni Parlamentari, però ho la sensazione che non possiamo ulteriormente consumarci nel cercare di capire quale valenza abbia il parere della Commissione bilancio sugli emendamenti del Relatore e sul sub emendamento Saggese. 
Ma scusate, a nessuno viene il dubbio che possa in ogni caso arrivare il maxiemendamento in Aula, con annessa questione di fiducia, che cali come Pietra Tombale su tutte le nostre speranze, aspettative e fatiche, tante, indubbiamente profuse e, ho paura, alla fine inutili?
Temo che ormai sia passata, comunque, la scelta della abolizione del Segretario Comunale nonostante tutti gli attestati di stima, gli appelli, i manifesti, le prese di posizione di autorevolissimi rappresentanti delle nostre Istituzioni.
Vale la pena ancora aspettare in questo modo silenti e rassegnati, sperando di salvarci in qualche modo come dirigenti apicali nella riserva indiana ad esaurimento o direttori generali e basta?
Forse si possono ancora raccogliere i segnali che vengono, comunque, dalle Istituzioni e rilanciare la nostra battaglia di SEGRETARI COMUNALI, certamente toccati dalla riforma in corso ma non espunti dall’Ordinamento con un marchio di infamia, come se la “Burokrazia” lenta ed inefficiente si sanasse attraverso la catartica eliminazione del burocrate per eccellenza: il Segretario Comunale.
Questa ingiustizia storica non può essere sopportata. 
Penso che ad ormai otto mesi dalla manifestazione di Roma si debba dare ancora un volta un segnale forte di partecipazione e di passione. Ho visto proposte di un’Assemblea Nazionale di cui poi non si è più parlato, della quale, invece, penso si avverta un bisogno estremo. Certo dovrebbe essere quella l’ occasione di una proposta complessiva articolata ed unitaria, in grado di contrastare un disegno di legge che ha la sua più evidente debolezza in una sorta di devoluzione localistica delle funzioni fin ora svolte dal Segretario Comunale, con il loro affidamento lasciato alla parcellizzazione di tali funzioni secondo un’ottica autoregolamentatrice, che svilisce qualunque visione più ampia e nazionale di quelle stesse funzioni. 
I Segretari Comunali vanno concepiti così, come quei dirigenti al servizio delle Autonomie Locali che assicurano un tessuto connettivo istituzionale che è in grado di rappresentare, a livello nazionale, una “figura unificante per il mondo eterogeneo degli enti locali”.
Chissà cosa ne pensa il Presidente della Repubblica di tutto ciò. Ho avuto modo di vedere pubblicata, con giustificatissimo orgoglio, la fotografia dei Segretari Comunali ricevuti a suo tempo dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. 
Credo che il Presidente Mattarella, ove gli si avanzasse una richiesta in tal senso, sarebbe sicuramente disposto a valutare la possibilità di ricevere una nostra delegazione per ascoltare i rappresentanti di una Categoria che ha servito lo Stato Unitario per centocinquanta anni e che ora, senza una compiuta, motivata e convincente scelta rischia di sparire dal nostro Ordinamento.
A tutti i colleghi dedico queste riflessioni.
                                              G. Battista Di Rollo

Saitta in Commissione Affari Costituzionali del Senato: la decisione di abolire i Segretari comunali è sorprendente ed inutile

Ripubblichiamo di seguito un post del 21 ottobre 2014 per l'attualità delle considerazioni del Prof. Saitta in merito alla proposta di abolizione dei Segretari comunali.

Abbiamo dato notizia in un precedente post delle audizioni svolte in data 9 ottobre 2014 nella Commissione Affari Costituzionali del Senato del professor Antonio SAITTA, del presidente della Corte dei conti, Raffaele SQUITIERI, e del segretario generale della CO.DIR.P., Barbara CASAGRANDE.
Segnaliamo ora che sul sito del Senato è possibile visionare la ripresa della seduta.
Di particolare interesse l'intervento del Prof. Antonio SAITTA, che ha dapprima espresso alcune perplessità sul DDL 1577, in breve rapportabili ai seguenti aspetti:
Poi il Prof. SAITTA ha espressamente invitato la Commissione a rivalutare con attenzione la decisione dell'abolizione della figura del Segretario comunale, norma sorprendente e della quale dall'articolato e dalla relazione non se ne capisce l'utilità. La figura del Segretario comunale risponde ad un'idea dell'Amministrazione che ha due vertici uno di indirizzo politico ed uno strutturale. I Segretari comunali rappresentano un corpo di funzionari pubblici spesso di altissima competenza professionale che nei comuni piccoli, medi, ma anche grandi, rappresentano un riferimento di competenze prezioso. Inoltre, lo sviluppo della carriera dei Segretari comunali fa si che gli stessi ricoprono l'incarico in diverse amministrazioni e questo costituisce anche un dialogo fruttuoso di arricchimento per le strutture amministrative degli enti locali. D'altra parte la dirigenza degli enti locali, soprattutto quella assunta a tempo determinato, non è il più delle volte dotata della necessaria esperienza.

Qui il link alla ripresa video con l'avvertenza che l'intervento del Prof. SAITTA riguarda i Segretari comunali al minuto 11.10 e che nello stesso video al minuto 64.55 c'è la parte della relazione del segretario generale della CO.DIR.P., Barbara CASAGRANDE, che si esprime in termini critici sulla proposta di abolizione della figura del Segretario Comunale.

giovedì 5 marzo 2015

"Ecco come cambierò l'articolo 18 nella PA". Intervista della Madia sulla riforma della PA all'esame del Senato

"Ecco come cambierò l'articolo 18 nella PA". L'intervista della Madia è apparsa sul Foglio di oggi. Il Ministro cerca, tra l'altro, di spiegare gli effetti benefici della riforma proposta dal governo Renzi.
In argomento su questo blog:

Sì alla mobilità volontaria: la Corte dei conti «smentisce» la Funzione pubblica

Nel 2015 e 2016 gli enti locali potranno continuare a fare ricorso all'istituto della mobilità, nonostante quanto previsto dall'articolo 1, comma 424, della legge 190/2014, che prevede l'obbligo di vincolare la capacità assunzionale per il riassorbimento dei dipendenti in soprannumero delle amministrazioni provinciali. Alla stessa conclusione, in apparente contrasto con quanto affermato dalla Funzione Pubblica con la circolare 1/2015, sono giunte, in questi giorni, la sezione della Lombardia (del. n. 85/2015) e della Sicilia (del. n. 119/2015) della Corte dei conti.
La problematica è oggetto di approfondimento sul Quotidiano del Sole24Ore Enti Locali e PA in un articolo di Gianluca Bertagna dal titolo Sì alla mobilità volontaria: la Corte dei conti «smentisce» la Funzione pubblica.
In argomento su questo blog:

Inaugurazione dell'anno giudiziario 2015 del Procuratore regionale del Veneto: abolizione dei segretari lesiva dell'interesse della collettività

"Anche le disposizioni del DDL 1577 (emendamenti vari all’art. 10) che riguardano l’abolizione della figura del segretario comunale e provinciale, da un lato, e la nomina o il mantenimento dei direttori generali, dall’altro, appaiono contrastare con quei principi di imparzialità e buona amministrazione che prevede l’art. 97 della Costituzione.

mercoledì 4 marzo 2015

La Commissione Affari Costituzionali rinvia nuovamente l'inizio delle votazioni sul DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)

La Commissione Affari Costituzionali del Senato ha oggi, 4 marzo 2015, deciso di attendere ancora per iniziare la votazione in sede referente del DDL 1577 di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in attesa che la Commissione Bilancio completi i lavori riguardanti il parere di propria competenza.
(1577) Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche 
- e petizioni nn. 797, 837, 1013 e 1051 ad esso attinenti
(Seguito dell'esame e rinvio) 
Prosegue l'esame, sospeso nella seduta del 20 gennaio.
La PRESIDENTE avverte che sono state presentate le seguenti riformulazioni: 7.112 (testo 2), 10.61 (testo 2), 10.235 (testo 2) e 11.0.5 (testo 2), pubblicate in allegato. Inoltre, sono stati presentati ulteriori subemendamenti all'emendamento del relatore 8.0.100 e subemendamenti riferiti a tutti gli altri emendamenti del relatore, pubblicati in allegato al resoconto.
Comunica, quindi, che il senatore Caridi aggiunge la propria firma agli emendamenti 9.10 e 9.12.
Benché la Commissione bilancio non abbia ancora espresso il proprio parere su tutti gli emendamenti, in particolare sugli emendamenti del relatore, propone comunque di procedere alla votazione delle proposte sulle quali la 5a Commissione si è espressa, eventualmente a partire da quelle volte a introdurre un articolo aggiuntivo dopo gli articoli 1 e 2 del disegno di legge.
Il senatore CALDEROLI (LN-Aut) si esprime in senso contrario. A suo avviso, sarebbe preferibile iniziare le votazioni solo conoscendo il quadro complessivo dei pareri formulati dalla Commissione bilancio.
La senatrice LO MORO (PD) concorda con il senatore Calderoli e propone di rinviare l'inizio delle votazioni alla prossima settimana.
Il senatore ENDRIZZI (M5S), nel sottolineare la volontà del Gruppo Movimento 5 Stelle di concludere quanto prima l'esame del disegno di legge in titolo, ritiene preferibile iniziare le votazioni solo quando la Commissione bilancio si sarà pronunciata su tutti gli emendamenti. Si potrebbe tuttavia fissare un termine, scaduto il quale la Commissione potrà procedere alle votazioni senza ulteriori indugi.
La senatrice DE PETRIS (Misto-SEL) ritiene condivisibile la proposta di un ulteriore breve rinvio dell'esame del disegno di legge di riforma della pubblica amministrazione, per consentire alla Commissione bilancio di completare l'esame degli emendamenti.
Il relatore PAGLIARI (PD) precisa che il prolungato rinvio dell'esame del disegno di legge non è attribuibile a responsabilità del relatore o del Governo, che hanno già completato da tempo il lavoro istruttorio sulle proposte di modifica.
Il senatore BRUNO (FI-PdL XVII) ritiene opportuno rinviare l'inizio delle votazioni, sollecitando tuttavia la Commissione bilancio a pronunciarsi quanto prima su tutti gli emendamenti presentati, dal momento che la riforma è da tempo attesa.
La PRESIDENTE, prendendo atto dell'orientamento maggioritario emerso in Commissione, propone di rinviare il seguito dell'esame.
La Commissione conviene.
Il seguito dell'esame è, quindi, rinviato.

Segretari, Del Gaudio (comitato direttivo Anci): senza figure apicali Sindaci soli

Qualcosa si muove nel mondo ANCI sulla questione relativa alla proposta di abolizione dei Segretari comunali? Di seguito l'articolo pubblicato sul sito casertano.it segnalatoci dal collega Francesco Nazzaro

ROMA – “E’ necessaria una riforma della Pubblica Amministrazione organica e finalizzata a dare delle risposte alle esigenze di buon funzionamento delle autonomie locali. Una riforma che deve investire anche la figura del segretario così come oggi esistente, non per una soppressione fine a se stessa, ma per dotare gli enti locali di una nuova figura apicale a cui affidare i compiti di attuazione dell’indirizzo politico, del coordinamento dell’attività amministrativa e del controllo della legalità dell’azione amministrativa, superando i limiti e le contraddizioni delle attuali figure del segretario e del direttore”. Lo dichiara il sindaco di Caserta e componente del Comitato Direttivo dell’Anci nazionale, Pio Del Gaudio, a margine del direttivo nazionale Anci che si è svolto oggi. “Per questo ritengo che oggi, noi dell’Anci, abbiamo dato un contributo importante alla discussione sulla riforma di una nuova più efficiente Pubblica Amministrazione – aggiunge -. Il documento proposto dal sindaco di Chieti, Umberto Di Primio (vicepresidente nazionale dell’Anci con Delega alla riforma della Pubblica Amministrazione) ha trovato di fatto corrispondenza con la posizione dell’Anci Campania, rappresentata dal presidente Ferrandino e dal sindaco Schiappa. Siamo infatti fortemente convinti che senza una figura apicale, senza l’adeguato supporto di conoscenze e competenze che la lunga e complessa formazione professionale di tali profili garantisce, gli amministratori locali e i sindaci in primis si ritroverebbero a dover operare in una solitudine delle scelte amministrative che sarebbe miope e irresponsabile confondere con una espressione di libertà e autonomia”.
In argomento si vedano i precedenti post:

Cantone (presidente Anac) si schiera contro l'abolizione dei segretari comunali

La collega Daniela Urtesi segnala l'articolo apparso oggi sul quotidiano Enti Locali del Sole24Ore dal titolo Cantone (presidente Anac) si schiera contro l'abolizione dei segretari comunali scritto da Pasquale Monea e Marco Mordenti.
La posizione del Presidente Cantone era stata già riportata da questo blog ai precedenti post:

Incentivi ai tecnici dopo il DL 90/2014 e problemi di diritto intertemporale (Corte Conti Basilicata del n. 3/2015)

In altro post abbiamo segnalato la deliberazione della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Lombardia n. 40 del 6.02.2015, sulla nuova disciplina dei diritti di rogito e sui problemi di diritto intertemporale.

Segnaliamo ora la deliberazione della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Basilicata, n. 5 del 12/02/2015 che affrontato la stessa tematica in ordine agli incentivi da corrispondere ai tecnici.
Queste le conclusioni cui giunge la citata deliberazione:
"il momento da prendere in considerazione per determinare la normativa regolante il diritto all’incentivo previsto per la progettazione interna (ai sensi dell’art. 93, comma 7-bis ess, del D.Lgs.vo n. 163/2006) non è l’aggiudicazione dell’opera o del lavoro, ma la sua approvazione e il suo inserimento nei documenti di programmazione e di bilancio, secondo le disposizioni del citato decreto legislativo (art. 128) e del TUEL. La misura dell’incentivo spettante in concreto dipenderà dai criteri di riparto assunti nel Regolamento, per le sole attività che sono state e che verranno effettivamente poste in essere “per ciascuna opera o lavoro”, secondo i criteri e nella misura stabilita dalla disciplina vigente al momento dell’approvazione dell’opera. La costituzione di un fondo per la progettazione e l’innovazione, prevista dal comma 7-bis dell’art. 93 del D.Lgs.vo n. 163/2006, si applica solo con riferimento alle risorse che ad esso potranno essere destinate a valere sugli stanziamenti per la realizzazione dei singoli lavori inseriti nel programma triennale dei lavori pubblici, e nei suoi aggiornamenti annuali, a far data dalla entrata in vigore della legge che tale fondo istituisce. Nell’ipotesi di un’opera inserita nell’elenco annuale dei lavori pubblici, allegato a un bilancio di previsione approvato prima dell’entrata in vigore della legge di conversione del D.L. n.90/2014, la disciplina che regola l’incentivo resta quella vigente al momento in cui l’opera è stata approvata, indipendentemente dal momento in cui le prestazioni incentivate vengono in concreto poste in essere, se cioè esse siano già state compiute, ovvero, debbano ancora essere realizzate, purché siano realizzate insieme all’opera".
Qui il link all'integrale deliberazione della Corte dei Conti, Sezione di Controllo per la Basilicata, n. 5 del 12/02/2015.
Si legga anche il commento alla citata deliberazione La decorrenza del nuovo compenso incentivante ai responsabili dei procedimenti
di Marco Catalano e Salvatore Iervolino.

In argomento su questo blog:

Breve esame nella seduta mattutina della Commissione Bilancio del DDL 1577 di riorganizzazione della PA

(1577) Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche
(Parere alla 1ª Commissione sugli emendamenti. Seguito dell'esame. Parere in parte non ostativo, in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione. Rinvio dell'esame dei restanti emendamenti)
      Il presidente AZZOLLINI (AP (NCD-UDC)), in qualità di relatore, rileva come sia necessario un ulteriore approfondimento sulle proposte 6.23 e 6.24, le quali hanno ottenuto giudizi diversi nonostante l'identità di testo. Verificata la natura degli obblighi dai quali le società oggetto dell'emendamento vengono esentate, non pare vi siano conseguenze finanziarie apprezzabili, posto che le società quotate devono rispettare regole assai rigide in tema di comunicazione e governo societario.
             Il vice ministro MORANDO conviene sull'opportunità di dare un parere non ostativo su entrambi gli emendamenti.
             Il PRESIDENTE chiede se il Governo abbia maturato un orientamento in relazione alla proposta 9.0.3, di cui si è trattato nella seduta di ieri.
             Il rappresentante del GOVERNO riferisce di aver svolto un'ulteriore verifica e di ritenere la proposta, nella sua attuale forma, onerosa, posto che consente l'utilizzo anche di lavoro subordinato in luogo di sole prestazioni volontarie nell'ambito del soccorso alpino e che il Club Alpino Italiano è attualmente inserito nel conto consolidato delle pubbliche amministrazioni. Non possono essere, dunque, esclusi effetti negativi sul bilancio.
           Il PRESIDENTE propone, dunque, di esprime un parere di nulla osta sull'emendamento 6.23 e di contrarietà, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulla proposta 9.0.3.
             La Commissione approva.          
Il seguito dell'esame è, dunque, rinviato.

Il risarcimento del danno e l'indennizzo da ritardo nella conclusione del procedimento amministrativo

In un precedente post avevamo segnalato l'articolo, pubblicato sulla rivista Gazzetta Amministrativa, di Cristina Zaccheo dal titolo Le conseguenze derivanti dall’inosservanza del termine di conclusione del procedimento amministrativo: la doppia forma di ristoro conseguibile dal privato
Queste le conclusioni dell'articolo.
In definitiva può concludersi nel senso che l'inosservanza del termine di conclusione procedimentale comporta: a) in via generale, il risarcimento del danno ingiusto, qualora - con dimostrazione del nesso di causalità - questo consegua alla predetta inosservanza colposa o dolosa della pubblica amministrazione; b) nei casi espressamente previsti, il riconoscimento di un indennizzo, il cui titolo sorge (nelle condizioni previste dalla legge) per il solo fatto del superamento del termine e che - ove concorra con la distinta obbligazione risarcitoria - è detratto dalla somme complessivamente riconosciute a titolo di risarcimento.
In merito al risarcimento del danno da ritardo, fattispecie indicata nella precedente lettera a), da ritardo si segnala ora l'articolo pubblicato sulla rivista on line Federalismi.it di Nicola Posteraro dal titolo Brevissime riflessioni sul danno da ritardo.
Qui il link all'articolo integrale.
Su questo blog, in merito all'indennizzo da ritardo, fattispecie indicata nella precedente lettera a),  si vedano i precedenti post:

martedì 3 marzo 2015

Il resoconto della seduta del 3 marzo della Commissione bilancio

Come previsto questo pomeriggio la Commissione Bilancio del Senato ha esaminato alcuni emendamenti al DDL 1577 di riorganizzazione della PA.

La Commissione ha reso "parere in parte non ostativo, in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell'esame dei restanti emendamenti".

Dal resoconto della seduta emerge che ancora non è iniziato l'esame degli emendamenti del relatore e dei subemendamenti agli emendamenti del relatore relatore.
Questo il parere reso oggi dalla Commissione bilancio che si è riservata di continuare l'esame degli emendamenti al DDL:
"La Commissione programmazione economica, bilancio, esaminati gli emendamenti riferiti al disegno di legge in titolo, esprime, per quanto di propria competenza, parere contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione, sulle proposte 8.18, 8.19, 8.23, 8.5, 8.34, 8.16, 8.33, 9.9, 9.10, 9.11, 9.14, 9.32, 9.83, 9.93, 9.0.2, 9.17 (limitatamente alla lettera f)), 9.77, 9.78, 9.0.1, 9.40, 9.45, 10.58, 10.60, 10.64, 10.65, 10.66, 10.97, 10.98, 10.105, 10.106, 10.108, 10.109, 10.110, 10.111, 10.112, 10.113, 10.114, 10.119, 10.121, 10.122 e 10.0.3. Il parere è di semplice contrarietà sugli emendamenti 8.4, 8.8, 8.20, 8.21, 8.22, 8.24, 8.26, 8.27, 8.28, 8.29, 8.30, 8.31, 8.25, 9.15, 9.73 e 9.74. Il parere di nulla osta è condizionato ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione sulla proposta 8.0.2 alla soppressione delle parole: ", agli stessi non si applicano le restrizioni in materia di rapporti di lavoro". Il parere è di nulla osta sui restanti emendamenti riferiti agli articoli 8 e 9, ad eccezione della proposta 9.0.3, sulla quale rimane sospeso. Il parere è altresì sospeso su tutte le restanti proposte riferite all'articolo 10 e agli articoli da 11 a 16, nonché su tutti gli emendamenti del relatore e sui relativi subemendamenti.".

Anche il Consiglio Regionale del Piemonte approva due ordini del giorno a tutela della figura del Segretario comunale

Anche il Consiglio Regionale del Piemonte, alcuni minuti fa, ha approvato due ordini del giorno a tutela della figura del Segretario comunale.

Il primo è l'ordine del giorno n. 110 presentato, come primo firmatario, da Alfredo Monaco (Scelta civica per Chiamparino).

L'ordine del giorno impegna il Presidente e l'Assessore competente "a farsi promotori nelle sedi competenti (Governo - Anci - Upi) per una revisione delle norme proposte, nell'ottica non dell'abolizione ma delle riforma del ruolo del Segretario Comunale e Provinciale, come figura centrale di garanzia della corretta gestione e di coordinamento dell'azione amministrativa di tutti gli enti locali".

Qui il testo integrale dell'ordine del giorno 110.
Il secondo è l'ordine del giorno n. 106 presentato, come prima firmataria, da Daniela Ruffino (Forza Italia).
L'ordine del giorno impegna il Presidente e la Giunta Regionale "a porre in essere tutti gli strumenti di competenza affinchè la figura del Segretario Comunale venga rafforzata e rinnovata, per rendere ancora più efficace la sua funzione di soggetto che opera per la legalità e per il buon funzionamento dei comuni in una revisione complessiva del disegno autonomistico, ivi compreso il ruolo delle regioni".
Qui il testo integrale dell'ordine del giorno 106.

Si ricorda che questa mozione si aggiunge a quelle in precedenza approvate da parte dei Consigli delle Regioni ToscanaMarche, Lombardia, Puglia, Liguria, Campania, Basilicata ed Abruzzo.

La Commissione Bilancio ha reso oggi parere su alcuni emendamenti al DDL 1577 di riorganizzazione della PA (in attesa del resoconto di seduta)

Come previsto questo pomeriggio la Commissione Bilancio del Senato ha esaminato alcuni emendamenti del relatore Pagliari al DDL 1577 di riorganizzazione della PA.

In attesa del resoconto di seduta, l'unica cosa che è possibile apprendere sul sito del Senato è che la Commissione ha reso "parere in parte non ostativo, in parte contrario, ai sensi dell'articolo 81 della Costituzione e in parte condizionato, ai sensi della medesima norma costituzionale. Rinvio dell'esame dei restanti emendamenti".
Ricordiamo che domani pomeriggio è prevista la ripresa dei lavori anche in Commissione Affari Costituzionali.

Reformatio in peius: la nuova disciplina deve essere applicata ai Segretari comunali dal 1 gennaio 2014 (Corte dei Conti Lombardia del. n. 56/2015)

Il Sindaco del Comune di Calolziocorte (LC), con nota prot. n. 1714/III.6 del giorno 26 gennaio 2015, dopo aver premesso che:

- la nuova disciplina dettata dalla legge di stabilità 2014, legge 147/2013, art. 1, comma 458, ha determinato l'abrogazione del cd. divieto di reformatio in peius; 
- pertanto non sussiste più per i dipendenti pubblici il diritto di mantenere il trattamento economico più favorevole in caso di mutamento di "carriera"; 
- l'abrogazione opera a partire dal 1 gennaio 2014;
- in una Circolare del Ministero dell'Interno, succeduto all'Agenzia dei segretari comunali e provinciali (circolare Cimmino n. 3636 del 9.6.2014) sono state fornite indicazioni per la revisione del trattamento economico relativamente ai segretari comunali e provinciali,
ha posto alla Corte dei Conti, Sezione regionale di controllo della Lombardia, il seguente quesito: "se il personale (personale dei livelli, segretario) che ha beneficiato prima del 1 gennaio 2014 del miglior trattamento economico per effetto del divieto di reformatio in peius può mantenerlo oppure da tale data questo trattamento deve cessare".
La Corte dei Conti Sezione di Controllo per la Lombardia ha risposto con deliberazione n. 56 del 20 febbraio 2015, nei seguenti termini:
Salvo il caso dei segretari in disponibilità nominati in enti di fascia immediatamente inferiore a quella di appartenenza, “in applicazione del disposto di cui all'art. 1, comma 458, della legge di stabilità 2014, la deliberazione n.275/2001 del Consiglio nazionale di Amministrazione dell'Agenzia Autonoma per la gestione dell'albo dei segretari comunali e provinciali deve intendersi caducata e non più suscettibile di applicazione a decorrere dal 1 gennaio 2014, data di entrata in vigore del provvedimento legislativo in discorso.
In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

La tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti (c.d. whistleblower) e la proposta di abolizione dei Segretari comunali

Il significato del whistleblower lo ha spiegato bene con un esempio Sabino Cassese nel corso di un dibattito scaricabile da internet. Se vogliamo gestire il rischio di incendio abbiamo due modi: o mettiamo un vigile del fuoco accanto ad ogni sito a rischio, cosa impossibile senza pensare che se poi scoppia l’incendio da solo un vigile non può far nulla, oppure teniamo i vigili tutti insieme pronti in caserma e chiediamo ai cittadini di segnalare appena scoppia un incendio consentendo alla squadra di vigili di intervenire. L’idea è semplice: è trasformare tutti i cittadini in vigili del fuoco non per spegnere, ma per segnalare prontamente l’inizio di incendio. Se per il fuoco c’è la percezione che sia un pericolo comune, per la corruzione la stessa percezione di pericolo ancora non c’è, anche se la corruzione è un cancro che consuma i valori della nostra società e ruba il futuro ai nostri giovani (si veda Wisthlblowing: é un invito alla delazione? di Luciano Hinna).

L'ANAC ha predisposto le linee guida per promuovere l’applicazione di adeguati sistemi di whistleblowing presso tutte le pubbliche amministrazioni, individuando, al contempo, criteri idonei per la tutela del dipendente pubblico che segnala illeciti di cui viene a conoscenza nell’ambito del rapporto di lavoro.

Le linee guida sono oggetto di consultazione.

Con la consultazione, l’Autorità intende acquisire da parte di tutti i soggetti interessati ogni osservazione ed elemento utile al fine di garantire la massima efficacia delle misure di tutela del whistleblower e dei sistemi che le pubbliche amministrazioni adotteranno per la gestione delle segnalazioni.
Eventuali contributi potranno essere inviati entro le ore 18 del 16 marzo 2015. Nella formulazione delle osservazioni si invita a specificare il paragrafo, gli allegati o le parti cui le stesse si riferiscono.

Dell'avvio delle procedure per rendere effettiva la norma in materia di whistleblower si è detta soddisfatta il Ministro Madia in un recente convegno al Tempio di Adriano
Sia consentito rilevare, per ritornare all'esempio del Prof. Cassese, che non è troppo coerente puntare a tutelare la posizione di chi deve segnalare l'incendio, se poi vengono aboliti i vigili del fuoco! 

Il relatore del DDL 1577 di riorganizzazione della PA Pagliari  in un recente convegno ha affermato, in merito alla problematica, "Il controllo sarà diversamente esercitato da altro dirigente". Anche qui non si può non rilevare che il controllo funziona soltanto se è esercitato da soggetti autorevoli, appositamente formati e con un alto grado di indipendenza (“È superfluo sottolineare l’importanza dell’indipendenza, del resto ampiamente riconosciuta in ambito internazionale, rispetto alle amministrazioni e agli stessi vertici politici, ai fini dello svolgimento di funzioni che coinvolgono la valutazione del modo in cui la legge è applicata, del funzionamento complessivo delle amministrazioni stesse e delle misure adottate a scopi di integrità e trasparenza” - pg. 12 del Rapporto sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012 dell'A.N.A.C.).

Identikit che risponde proprio alla figura del Segretario comunale, che attualmente il governo vuole abolire, per sostituire con direttori di nomina politica, privi dei requisiti minimi per poter svolgere questo ruolo
In merito alla proposta di abolizione dei Segretari comunali si vedano, tra gli altri contributi nell'apposita sezione, i precedenti post:

lunedì 2 marzo 2015

Riprende questa settimana in Commissione l'esame del DDL 1577 di riorganizzazione della PA

In precedenti post avevamo dato notizia che l'esame del DDL 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione da parte della Commissione Affari Costituzionali del Senato era sospeso in attesa del parere della Commissione Bilancio. Quest'ultima aspettava il parere della Ragioneria Generale dello Stato sugli emendamenti del relatore.
Dalle convocazioni delle Commissioni del Senato risulta che il DDL 1577 questa settimana è all'esame tanto della Commissione Affari costituzionali, quanto in quella Bilancio.
Dalla notizia riportata dall'Agenzia di stampa Public Policy risulta che la Ragioneria Generale dello Stato ha predisposto l'attesa relazione.

Gli Enti Locali nella Legge n. 11/2015 di conversione del DL 192/2014 (cd Milleproroghe)

In un precedente post abbiamo dato notizia che è stata pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 49 del 28 febbraio 2015 la Legge 27 febbraio 2015, n. 11 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative". 

La legge è entrata in vigore il 1 marzo 2015.
Per le note di lettura ed i primi commenti si vedano anche i post richiamati nel precedente post In Gazzetta la Legge n. 11 del 27 febbraio 2015 di conversione del DL 192/2014 (cd Milleproroghe).