Collepardo (Fr)

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venerdì 3 ottobre 2014

Il resoconto della giornata di studio svolta a Torino il 2 ottobre sul tema: “Riforma della Pubblica Amministrazione e ruolo del Segretario Comunale: Abolizione o Revisione del ruolo”


In un precedente post avevamo annunciato che il 2 ottobre si sarebbe svolta a Torino una giornata di studio sul tema: “Riforma della Pubblica Amministrazione e ruolo del Segretario Comunale: Abolizione o Revisione del ruolo”.

Questo il resoconto della giornata di studio.
RIVEDERE IL RUOLO DEI SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI, MA NON ABOLIRE UNA FIGURA CHE ASSICURA LA CONTINUITÀ' AMMINISTRATIVA E GESTIONALE
Abolire del tutto o rivedere la figura del Segretario comunale e del Segretario provinciale? Se ne è discusso oggi nella Sala Consiglieri di Palazzo Dal Pozzo della Cisterna, sede della Provincia di Torino, nel corso di un convegno organizzato dall'UNSCP, l'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali. "Riforma della Pubblica Amministrazione e ruolo del Segretario Comunale e Provinciale: abolizione o revisione del ruolo" era il titolo dell'incontro, convocato per approfondire la tematica della riforma della pubblica amministrazione delineata nel Disegno di Legge 1557, con particolare attenzione al ruolo del Segretario Comunale. Il DdL 1557 risponde all'esigenza di riformare la pubblica amministrazione, ma pone importanti interrogativi sul nuovo assetto dei ruoli di vertice degli Enti Locali; quei ruoli che, prima e più di altri, dovrebbero tradurre in prassi e comportamenti concreti il nuovo assetto della pubblica amministrazione, all'insegna dei criteri di efficienza, legalità e trasparenza.
L'UNSCP intende proporre alcuni emendamenti migliorativi al testo attualmente all'esame delle competenti Commissioni parlamentari, riaffermando che, da oltre centocinquan'anni i Segretari comunali svolgono la funzione unitaria di vertice amministrativo delle amministrazioni locali, punto essenziale di snodo e di raccordo tra gli organi politici e quelli burocratici. La prevista cancellazione del ruolo, a giudizio dell'UNSCP, potrebbe avere effetti molto negativi sul funzionamento della macchina amministrativa. E' invece auspicabile che il riordino della macchina amministrativa degli Enti locali valorizzi l'esperienza e la professionalità dei Segretari, delineando una figura apicale di coordinamento e controllo, in grado di garantire sia l'efficienza e tempestività che la correttezza e legalità dell'azione amministrativa.
ESPERTI, PARLAMENTARI E AMMINISTRATORI CONCORDI NEL DIFENDERE LA PROFESSIONALITA' DEI SEGRETARI
L'apertura dei lavori odierni è stata affidata al Segretario Generale e Direttore Generale della Provincia di Torino Giuseppe Formichella. I lavori stessi sono stati presiduti da Andrea Matarazzo, Presidente del Consiglio Nazionale dell'UNSCP e Segretario Generale del Comune di Imperia. L'Assessore al Bilancio, Relazioni internazionali, Cultura e Patrimonio della Provincia di Torino Marco D'Acri ha sottolineato come l'ansia di riformare a tutti i costi e velocemente (dopo troppi anni di inerzia legislativa) il sistema delle autonomie locali potrebbe condurre il legislatore a commettere gravi errori, come appunto la soppressione del ruolo dei Segretari, figure la cui competenza e professionalità è tanto più indispensabile in una fase di riordino della macchina amministrativa. La presentazione generale della tematica in discussione è stata affidata a Gianfranco Cotugno, Segretario Generale del Comune di Biella e Segretario regionale dell'UNSCP. Franca Biglio, Presidente dell'Associazione Nazionale Piccoli Comuni e Sindaco di Marsaglia, ha portato la sua esperienza di amministratrice locale, testimoniando l'insostituibilità del ruolo e della competenza del Segretario, soprattutto nei piccoli Comuni, sempre alle prese con la scarsità di risorse finanziarie ed umane, con tagli dei trasferimenti statali e con un'evoluzione della normativa sulla pubblica amministrazione continua e difficile da seguire ed interpretare. Analoghi concetti sono stati espressi dal Sindaco di Cavagnolo Mario Corsato, a testimonianza del legame di fiducia con gli amministratori comunali venutosi a creare da quando i Sindaci sono eletti direttamente e hanno voce in capitolo nella scelta del Segretario. Leonardo Falduto, professore associato di economia aziendale, già Direttore Generale del Comune di Savona, ha svolto un'analisi sulle incombenze relative al controllo di gestione che i Segretari dei Comuni e delle Province si sono accollati negli ultimi anni. Il modello dirigenziale verso cui la professione del Segretario comunale può e deve andare è quello di una figura che abbina le doti manageriali con le competenze giuridico-amministrative, svolgendo anche un ruolo importante per la formazione continua dei funzionari. Sergio Foà, professore associato di Diritto amministrativo, ha ribadito che solo una figura apicale di questo tipo sarà in grado in futuro di assicurare la stabilità e la continuità nell'amministrazione e gestione egli Enti locali. Alfredo Ricciardi, Segretario Nazionale dell'UNSCP e Segretario Generale del Comune di Novate Milanese, ha sostenuto che l'abolizione dei Segretari comunali e provinciali non avrebbe ricadute positive sui bilanci pubblici. L'UNSCP ritiene che il controllo della legalità e della correttezza amministrativa debba continuare ad essere garantito da una figura che opera al vertice delle amministrazioni locali, con un ruolo ben distinto da quelli politici. Maurizio Fogagnolo, avvocato e collaboratore de "Il Sole 24Ore", ha espresso analoghi concetti, sottolineando che il ruolo dei Segretati è anche quello di tutelare i diritti degli utenti dei servizi pubblici erogati dai Comuni e dalle Province. La senatrice Magda Zanoni (già Vice Sindaco di Pinerolo), l'onorevole Giovanni Monchiero (già Direttore Generale di ASL e Segretario del CORECO) e l'Assessore regionale all'Istruzione ed ex Sindaco di Casalborgone Gianna Pentenero hanno portato la loro testimonianza sull'irrinunciabilità del ruolo del Segretari, auspicando che il DdL 1557 sia opportunamente emendato.
Alcune immagini della giornata, inviateci da Luca Costantini.

Giuseppe Formichella ed Andrea Matarazzo
L'intervento di Alfredo Ricciardi
L'intervento di Giovanna Pentenero
I partecipanti alla giornata di studio
L'intervento di  Marco D'Acri
L'intervento di  Franca Biglio
L'intervento di  Sergio Foà

Domani a Roma il Consiglio nazionale dell'Unione Nazionale Segretari

Come anticipato in un precedente post, il Consiglio Nazionale dell'U.N.S.C.P. è convocato a Roma per sabato 4 Ottobre presso la Sala Risorgimento dell’Hotel Massimo D’Azeglio dalle ore 10,30 alle ore 14,30 e tuttavia, poiché vi è la disponibilità della sala, i lavori potranno continuare fino a conclusione. 

Si ricorda che durante la riunione si discuterà il seguente ordine del giorno:

Le proposte dell’Unione contro l’abolizione della figura del Segretario nel disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione.

L’assoluta delicatezza e importanza del momento rendono indispensabile la massima condivisione e capacità di confronto, in quest’ottica potranno partecipare anche i Segretari Comunali e Provinciali non componenti del Consiglio.

Come attuare efficacemente la L. 190/2012 e realizzare il piano triennale di prevenzione della corruzione

INTEGRA-PA ha pubblicato on line il volume Come attuare efficacemente la L. 190/2012 e realizzare il piano triennale di prevenzione della corruzione scritto da Bruno Susio, Massimo Manenti e Emanuele Barbagallo.
La pubblicazione INTEGRA-PA (12/2013) intende fornire alle amministrazioni un modello efficace per l’implementazione delle misure di prevenzione della corruzione, nella consapevolezza che solo sfruttando quest’opportunità di sviluppo e di messa in discussione del modus operandi attuale si potrà effettivamente creare quel “contesto sfavorevole alla corruzione”. Ricco di spunti e casi concreti, in particolare di enti locali, il volume è una guida operativa e anche uno strumento utile per la formazione del personale interessato a queste tematiche.

Il disegno autonomistico disatteso tra contraddizioni e nuovi scenari problematici

Pubblicato sulla rivista Le Istituzioni del federalismo un interessante ed illuminante contributo del prof. Gian Candido De Martin dal titolo Il disegno autonomistico disatteso tra contraddizioni e nuovi scenari  problematici.  Il saggio riprende e sviluppa – con un aggiornamento al 15 marzo 2014 – l’intervento svolto all’incontro del gruppo San Martino su “Un nuovo assetto costituzionale per le autonomie?” (Bologna, 8 novembre 2013).
Questo il sommario
1. Interrogativi pendenti in tema di autonomie. – 2. Qualche elemento di analisi sulla finta autonomia degli enti territoriali. – 3. Il dilagante neocentralismo della “legislazione della crisi”. – 4. Le crescenti distorsioni e la carente effettività dei principi autonomistici. – 5. Le ambiguità delle proposte di riforma in discussione. – 6. I principali problemi di costituzionalità del d.d.l. 1212/2013. – 7. Le condizioni per una effettiva attuazione e un coerente completamento del disegno autonomistico.

Enti locali, a fine mandato il bilancio arboreo

Non si tratta di uno scherzo.
Tra i mille adempimenti ne entra in scena uno nuovo: il bilancio arboreo! 
L'obbligo è entrato pienamente in vigore il 16 febbraio 2014, un anno dopo la legge n. 10/2013 («Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani») che ha dato ai comuni 12 mesi di tempo per avviare il sistema di rendicontazione «verde», circoscrivendo però l’ambito di applicazione dell’obbligo di piantare un albero per ogni neonato ai comuni con più di 15 mila abitanti.

L'armonizzazione alla luce della proroga. Prime indicazioni operative da parte di IFEL


L'IFEL, ha pubblicato le prime indicazioni operative relative all'armonizzazione alla luce della proroga.
Questa la prefazione di Silvia Scozzese – Direttore Scientifico IFEL:
La contabilità degli Enti locali, di natura prettamente finanziaria, riflette un sistema di finanza derivata, nel quale il livello di risorse, quindi la capacità di spesa è fissato dal livello dei trasferimenti. È dagli inizi degli anni novanta, con l'istituzione dell' imposta comunale sugli immobili, che la finanza locale si avvia verso l'autonomia finanziaria.

Tale processo si rafforza con l'avvento del federalismo fiscale che fonda la finanza dei Comuni non più su trasferimenti dello Stato bensì su entrate proprie, favorendo così l'adesione ad un sistema contabile più vicino alla cassa al fine di evitare alcune delle più importanti patologie contabili registratesi in questi anni: l'accumulo dei residui.
L'impresa è complessa e ambiziosa ed i Comuni sono chiamati, attraverso la partecipazione alla sperimentazione, a dare il loro contributo concreto alla costruzione della nuova disciplina contabile, forti della propria esperienza nell'amministrazione del territorio e della conoscenza operativa delle dinamiche di bilancio.
È quindi anche grazie al contributo di idee e disponibilità offerto dall'intero complesso delle autonomie che, dal 1 gennaio 2015, una riforma di così vasta portata e di così incisivo effetto potrà vedere la luce.
La riforma della contabilità degli Enti locali è anche uno dei tasselli fondamentali della generale operazione di armonizzazione dei sistemi contabili di tutti i livelli di governo nata dall'esigenza di garantire il monitoraggio ed il controllo degli andamenti della finanza pubblica e consentire la raccordabilità dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio con quelli adottati in ambito europeo.
L'uniformità dei sistemi contabili di tutti i livelli istituzionali consente infatti il reale governo ed il pieno controllo dei conti pubblici e favorisce una ripartizione degli oneri finanziari più equa ed equilibrata tra i diversi soggetti istituzionali.
Infine non è da sottovalutare il contesto in cui questa riforma si inserisce, un contesto di estrema confusione e incertezza dell'intera finanza locale in cui le risorse finanziarie dei Comuni continuano ad assottigliarsi a causa dei ripetuti interventi e tagli in attesa del pieno riconoscimento di quella autonomia impositiva che costituisce una delle fondamenta del tanto blasonato quanto, ad oggi, ancora in gran parte incompiuto, federalismo fiscale.

giovedì 2 ottobre 2014

L'Autorità Nazionale Anticorruzione cerca un Segretario Generale

L’Autorità Nazionale Anticorruzione, che svolge compiti di regolazione, vigilanza e controllo nelle materie della prevenzione della corruzione e dell’etica pubblica, della trasparenza e dei contratti delle pubbliche amministrazioni, intende conferire l’incarico di Segretario generale.
Il Segretario generale è nominato con deliberazione del Consiglio dell’Autorità, nel rispetto delle vigenti disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di cui al d.lgs. n. 39 del 2013. L’incarico ha durata di tre anni e potrà essere rinnovato per un ulteriore triennio, con scadenza comunque non superiore al 14 luglio 2020.
Il rapporto di lavoro, ivi compresa la determinazione della retribuzione complessiva annuale, è disciplinato da un contratto di diritto privato di lavoro individuale di durata triennale. La retribuzione onnicomprensiva viene determinata, salvi successivi adeguamenti, in 160.000 euro e la retribuzione di risultato in non più di 40.000 euro. L’incarico è revocabile, anche prima della scadenza, con deliberazione del Consiglio, su proposta del Presidente.
Il Segretario generale rispetta i doveri di comportamento fissati dal d.P.R. n. 62 del 2013 e dal Codice etico dell’Autorità ed è preposto al funzionamento complessivo dell’Autorità e del Consiglio; dirige e coordina l’attività degli uffici dell’Autorità. Adotta, su indirizzo del Presidente e del Consiglio, gli atti di amministrazione e gestione necessari ad attuare le decisioni del Consiglio. Adotta gli atti di organizzazione, in attuazione del regolamento sull’organizzazione degli uffici e degli indirizzi del Consiglio dell’Autorità. Cura le relazioni sindacali. Predispone i piani di organizzazione, i piani esecutivi di gestione, nonché gli schemi di bilancio preventivo e consuntivo dell’Autorità. Assicura la verbalizzazione delle riunioni del Consiglio.
Domande entro e non oltre il 20 ottobre 2014.

mercoledì 1 ottobre 2014

Pubblicato un numero gratuito di Personale News (17/2014)

Sul sito di Gianluca Bertagna pubblicato un numero gratuito di Personale News (17/2014), nel quale potete trovare approfondimenti su diverse tematiche inerenti la gestione del personale degli enti locali.
Questo il sommario:
  • Editoriale 
  • La mobilità: è tempo di riflessioni
  • L’applicazione dell’articolo 4 del d.l. 16/2014, secondo la Conferenza Unificata
  • Il fondo per la progettazione e l’innovazione
  • I compensi dei dipendenti pubblici innestati negli organi di governo delle società partecipate 
  • Trattenimento in servizio e risoluzione unilaterale del rapporto di lavoro
  • Proventi art. 208 del Codice della strada e incentivi al personale di polizia locale
  • News e commenti 
  • I blocchi, i furbi e altre storie 
  • Il lavoro flessibile dopo il d.l. 90/2014
  • I modelli su trattenimento in servizio e risoluzione unilaterale

Riforme PA: Speciale approfondimento della Fondazione Logos PA

Roberto Mastrofini ha segnalato la pubblicazione sul sito della Fondazione Logos P.A. di uno speciale relativo alle riforme riguardanti la Pubblica Amministrazione.
Questo l'articolo:
Nel corso del 2014 l'attenzione del governo si è focalizzata sull'efficienza della struttura amministrativa del Paese. In merito a questo da Palazzo Chigi sono stati previsti diversi interventi al fine di rendere maggiormente efficiente la pubblica amministrazione. E' con il decreto n.66 del 24 aprile 2014 che sono stati previsti tagli per un ammontare di 340 milioni per province e città metropolitane e 360 milioni per gli altri comuni attraverso misure dirette ad intervenire sulla finanza pubblica locale. Di primaria importanza la nuova disciplina sulla certificazione dei crediti e l'obbligo della fatturazione elettronica nei confronti della p.a., viene estesa la centralizzazione acquisti ai comuni non capoluogo, viene stabilito il rifinanziamento del fondo per i pagamenti dei debiti scaduti p.a. e una nuova revisione dell'imu e del fsc, in corso d'anno. In ordine di attuazione è stato poi convertito con la Legge n.114 del 2014 il Decreto-Legge n.90 recante "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari" con l'obiettivo di favorire il più razionale utilizzo dei dipendenti pubblici, con particolare riguardo la modifica dell'art. 110 e art. 90 del TUEL, di realizzare interventi di semplificazione dell'organizzazione amministrativa ed introdurre ulteriori misure di semplificazione per l'accesso dei cittadini e delle imprese ai servizi della p.a. Nell'ambito di un programma di spending review interviene il c.d "Piano Cottarelli" con tagli su misure per complessivi 34 miliardi in tre anni(2014-2016), attraverso riforme strutturali cosi da gestire con una nuova modalità la spesa pubblica ma senza stravolgere il "welfare state". E' in questo contesto che si inserisce il provvedimento D.L. 126 del 2014 concernente le disposizioni in materia di armonizzazione contabile delle Regioni, degli Enti locali e dei loro organismi. Il più recente intervento dell'esecutivo c.d. "Sblocca Italia", ovvero il D.L. 133 del 26 settembre introduce nuove misure di semplificazione in materia di edilizia, export, IT, energia etc(...). La Fondazione Logos PA mette a disposizione una serie di note di approfondimento e documenti riguardanti le principali riforme in materia di pubblica amministrazione messe in atto dal Governo negli ultimi mesi.
Sul sito della Fondazione Logos P.A anche gli speciali relativi a:
- Decreto-legge n.66/2014 convertito dalla legge n. 89/2014;
- Decreto-legge n.90/2014 convertito dalla legge n. 114/2014;
- Decreto-Legge 12 settembre 2014, n. 133 c.d. "Sblocca Italia";
- Decreto Legislativo 10 agosto 2014, n. 126;
- Programma di razionalizzazione delle partecipate locali «Piano Cottarelli».
Qui il link alla pagina del sito Logos PA per scaricare i documenti relativi alle citate normative.

L’abolizione delle province: evoluzione di un processo di semplificazione delle autonomie locali

Sulla rivista Rassegna dell'Avvocatura dello Stato, pubblicato un articolo di Rocco Steffenoni dal titolo L’abolizione delle province: evoluzione di un processo di semplificazione delle autonomie locali,
Questo il sommario:
1. Introduzione - 2. Le riforme degli anni ’90, il nuovo titolo V della Costituzione e la legge “La Loggia” - 3. La riforma delle province nell’ambito della legge 5 maggio 2009, n. 42 - 4. L’utilizzo della decretazione d’urgenza per riformare le province e la sentenza n. 220/2013 della Corte Costituzionale - 5. La legge 7 aprile 2014, n. 56 sulla c.d. “abolizione delle province” - 6. Conclusioni. 

martedì 30 settembre 2014

Le incentivazione per i dipendenti degli uffici tecnici dopo il DL 90/2014

Esclusione dei dirigenti, esclusione degli strumenti urbanistici, esclusione delle manutenzioni, introduzione del tetto massimo dello 1,6% dell’importo posto a base d’asta, introduzione di decurtazioni nel caso di ritardi e/o di costi, destinazione di una quota alla realizzazione di nuovi servizi e limitazione entro la soglia del 50% del trattamento economico. Sono queste le più importanti novità contenute negli articoli 13 e 13 bis del DL n. 90/2014 per la incentivazione delle attività svolte dai dipendenti degli uffici tecnici per la progettazione e realizzazione di opere pubbliche. Il testo di questa disposizione è stato radicalmente modificato nel corso dell’esame da parte del Parlamento. Siamo nell’ambito di un intervento restrittivo della erogazione di risorse a dipendenti e dirigenti pubblici; infatti, nel testo del provvedimento vengono significativamente ridotti i diritti di rogito percepiti dai segretari comunali e provinciali ed i compensi erogati agli avvocati dipendenti e dirigenti pubblici per i successi nei contenziosi, le cd propine. Le limitazioni introdotte per il personale degli uffici tecnici appare più dura rispetto ai vincoli dettati per gli avvocati dipendenti: basta ricordare che per i primi viene fissato il tetto del 50% del trattamento economico in godimento e per i secondi il 100%.
Comincia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Le incentivazione per i dipendenti degli uffici tecnici che esamina la nuova disciplina in materia a seguito dell'approvazione del DL 90/2014.

L’accesso agli atti amministrativi

La rivista elettronica ildirittoamministrativo.it pubblica un articolo di Pietro Algieri sul diritto di accesso agli atti amministrativi.

Questo il sommario
Sommario: 1. Premessa.- 2. La natura giuridica del diritto di accesso.- 3.I soggetti legittimati all’esercizio del diritto di accesso.- 3.1.I soggetti passivi dell’accesso.- 4. L’oggetto del diritto di accesso.- 5. I limiti al diritto di accesso.- 6. Il controverso rapporto tra diritto di accesso e tutela della riservatezza.- 7. Profili procedimentali. - 8. La tutela giudiziale e giurisdizionale.-  8.1. Il giudizio in materia di accesso.
Qui il link all'articolo integrale L’accesso agli atti amministrativi di P. Algieri.

Le nuove assunzioni: vincoli e procedure

Le assunzioni a tempo indeterminato di dipendenti sono soggette a vincoli ed a procedure che sono state modificate più volte negli ultimi anni da parte del legislatore. Solamente con le disposizioni dettate dal recente DL n. 90/2014 abbiamo un significativo allentamento dei tetti per gli enti soggetti al patto di stabilità. Ad esclusione delle amministrazioni provinciali, per le quali continua ad applicarsi il divieto di dare corso ad assunzioni a tempo indeterminato. Per gli enti locali non soggetti al patto di stabilità non vi sono modifiche rispetto al quadro previgente, per cui le assunzioni a tempo indeterminato negli enti che hanno rispettato il tetto alla spesa del personale (che continua ad essere fissato in quella del 2008) possono essere effettuare per coprire tutte le cessazioni.
Questo l'inizio dell'articolo di Arturo Bianco che esamina la nuova disciplina in merito alle assunzioni a seguito dell'entrata in vigore del DL 90/2014.
In argomento su questo blog è possibile leggere:

lunedì 29 settembre 2014

La Segreteria Nazionale dell'U.N.S.C.P. chiede un incontro urgente con il Ministro dell'Interno

Con una nota del 26 settembre 2014 indirizzata al Ministro dell’Interno Alfano, al SottoSegretario Bocci, al Capo Dipartimento per gli affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno Belgiorno e al Responsabile dell’Albo Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali Cimminola Segreteria Nazionale dell'U.N.S.C.P. ha richiesto un incontro urgente per esaminare diverse questioni che interessano la categoria.
Questo il testo della nota della Segreteria Nazionale:
La scrivente Organizzazione Sindacale ha appreso che a tutt’oggi non sono stati ancora pubblicati i bandi per l’avvio dei corsi SPES e SEFA 2014 come concordato, lo scorso 9 Giugno, nell’incontro avuto presso il Ministero dell’Interno, alla presenza anche delle altre sigle sindacali. In quella sede, oltre al piano formativo generale e territoriale, si era stabilito di dare avvio ai corsi Spes e Sefa entro Ottobre 2014, conformemente a quanto successivamente disposto in sede di Conferenza Stato-Città e Autonomie Locali del 30 luglio 2014.
Nemmeno si ha conferma della effettiva calendarizzazione nei prossimi mesi del quinto corso concorso per l’iscrizione all’Albo dei vincitori del relativo concorso nazionale, pure annunciata in tale occasione.
Desta grave preoccupazione nei Segretari già in servizio la totale mancanza di notizie circa un’imminente pubblicazione dei bandi in questione, così come negli aspiranti Segretari la mancanza di notizie e certezze su un celere proseguimento del loro concorso.
Del resto, i problemi della categoria non riguardano solo tale aspetto: come Codesto Spett.le 
Dipartimento sa – essendo stato messo a conoscenza di situazioni gravissime e non avendo fornito sinora alcuna risposta in merito – dilagano sul territorio i c.d. convenzionamenti “selvaggi” delle sedi di segreteria, soprattutto in alcune Regioni, con particolare riferimento alla copertura delle sedi coinvolte nelle recenti elezioni amministrative. In ultimo, ma non per ultimo, rimangono problematici i profili applicativi dell’istituto della reformatio in pejus.
Vale solo la pena di rilevare, se mai ce ne fosse bisogno, che il disegno di legge presentato dal Governo in materia di Segretari non può in alcun modo divenire causa di rallentamenti o peggio del blocco del regolare andamento delle attività che fanno capo al Ministero, o di una minore vigilanza sulla corretta applicazione dell’ordinamento attuale, che è l’unico oggi vigente, e che deve essere pertanto pienamente rispettato. 
Questa Organizzazione Sindacale ritiene quindi assolutamente indispensabile ed urgente un incontro 
con le Autorità in indirizzo al fine di affrontare i temi e le questioni sopra illustrate. Soprattutto in un momento - come quello attuale, di estrema incertezza e sconcerto – siamo convinti che il ns. datore di lavoro abbia l’obbligo (anche morale, se vogliamo), di intervenire per chiarire situazioni che con il passare del tempo ed in questo contesto si sono enormemente aggravate.
Qui il link alla nota.

Unione Nazionale Segretari: Consiglio nazionale il prossimo 4 ottobre a Roma

Come anticipato in un precedente post, il Consiglio Nazionale dell'U.N.S.C.P. è convocato a Roma per sabato 4 Ottobre presso la Sala Risorgimento dell’Hotel Massimo D’Azeglio dalle ore 10,30 alle ore 14,30 e tuttavia, poiché vi è la disponibilità della sala, i lavori potranno continuare fino a conclusione. 

Si ricorda che durante la riunione si discuterà il seguente ordine del giorno:

- Le proposte dell’Unione contro l’abolizione della figura del Segretario nel disegno di legge di riforma della Pubblica Amministrazione.

L’assoluta delicatezza e importanza del momento rendono indispensabile la massima condivisione e capacità di confronto, in quest’ottica potranno partecipare anche i Segretari Comunali e Provinciali non componenti del Consiglio.


Diritto di accesso e prerogative dei parlamentari

E' attualmente all'esame della Camera dei Deputati la proposta di legge "Modifica all'articolo 24 della legge 7 agosto 1990, n. 241, in materia di accesso dei membri del Parlamento ai documenti amministrativi per esigenze connesse allo svolgimento del mandato parlamentare" (1761).
Nel corso dell'esame in commissione sono state effettuate alcune audizioni.
Si segnala, in argomenato il contributo del Prof. Pierdomenico Logroscino dal titolo Il diritto di accesso ai documenti come libertà e come prerogativa tra differenze di natura, di disciplina, di fonte. sulla proposta di legge a.c. 1761.
Questa la presentazione dell'articolo:
Sviluppato da un’audizione alla Commissione affari costituzionali della Camera dei deputati, l’articolo analizza una proposta di legge volta ad attribuire a ogni parlamentare il diritto di accesso a tutti i documenti amministrativi, per minima integrazione della legge n. 241 del 1990. Essa trascura la profonda differenza di natura giuridica che separa l’accesso comune (disciplinato dalla legge n. 241 del 1990) dall’accesso funzionale all’esercizio del mandato parlamentare (che tende a introdurre). L’uno è attuazione di una libertà costituzionale; l’altro è attribuzione di una prerogativa al singolo componente dell’organo rappresentativo: deroga, dunque, al principio di eguaglianza che richiede di essere giustificata. La differenza di natura si riverbera in un’esigenza di disciplina a orientamento opposto: massima apertura per l’accesso-libertà; massima delimitazione per l’accesso-prerogativa. Tale esigenza non può essere soddisfatta attraverso un intervento di minima integrazione della legge 241 del 1990. L’autore ritiene necessario rivalutare ed eventualmente riarticolare la proposta nel contesto degli strumenti di informazione parlamentare, privilegiando quelli d’informazione collegiale. Essi sono già sanciti dai regolamenti delle due Camere, che peraltro sono in corso di riscrittura.

domenica 28 settembre 2014

Il Servizio bilancio del Senato esprime forti dubbi sull'art. 10 del DDL 1577 di riorganizzazione delle PA

Pubblicata ieri la nota di lettura n. 64 del Servizio bilancio del Senato sul DDL di "Riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche" (A.S. 1577), che all'art. 10 ricordiamo prevede la riforma della dirigenza pubblica e l'abolizione della figura del Segretario comunale e provinciale.
Queste le osservazioni del Servizio Bilancio del Senato sull'art. 10:
La RT (relazione tecnica) afferma che il dispositivo delega il Governo a riformare la dirigenza pubblica in base a principi e criteri direttivi che attengono all'istituzione di tre ruoli unici, rispettivamente, dei dirigenti dello Stato, delle Regioni e degli Enti locali, all'accesso alla dirigenza per concorso e per corso-concorso e al conferimento e alla durata degli incarichi.
La disposizione, di natura ordinamentale, non comporta nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Al riguardo, il dispositivo provvede al conferimento di una ampia delega volta al riordino della normativa vigente in materia di dirigenza pubblica e di valutazione dei servizi forniti dagli uffici pubblici, ivi fornendosi alle lettere a)-n) i criteri direttivi ed i principi di riferimento nella elaborazione dei decreti di attuazione.
Pur dovendo rinviare all'esame dei singoli decreti la valutazione dell'impatto dei profili che sono di volta in volta contemplati nel riordino in esame, va sin d'ora sottolineato che la RT si limita, al momento, a certificare solo che, ritenuto il tenore ordinamentale delle materie considerate, dalla attuazione della delega non dovranno derivare nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica: senza fornire però gli elementi ed i dati che pure sarebbero necessari al fine di comprovare l'effettiva sostenibilità dell'affermazione come previsto ai sensi dell'articolo 17, comma 7, della legge di contabilità.
In tal senso, per i profili di copertura, relativamente all'istituzione del ruolo della dirigenza statale (lettere a) e b)), pur considerando l'apposizione di una "specifica" clausola di neutralità, andrebbero perciò richiesti sin d'ora elementi informativi concernenti l'impatto organizzativo – finanziario presumibilmente connesso alla istituzione, presso il Dipartimento della funzione pubblica, di una nuova commissione per la dirigenza statale (lettera b), punto 1)), le cui funzioni dovranno comprendere anche la verifica del rispetto dei criteri per il conferimento degli incarichi dirigenziali da parte delle amministrazioni, la verifica dell'utilizzo dei sistemi di valutazione al fine della conferma degli stessi nonché la preselezione dei candidati ad incarichi dirigenziali generali e ad uffici di vertice e la valutazione di congruità per gli altri incarichi dirigenziali (lettera e)). È chiaro che, anche in considerazione della complessità delle attribuzioni previste per tale organo, andrebbero acquisite adeguate rassicurazioni non solo in merito alla sostenibilità a l.v. degli oneri previsti in relazione ai compensi che spetteranno ai relativi componenti, ma anche in merito alla adeguatezza delle risorse umane e strumentali già scontate negli stanziamenti a legislazione vigente a fronte dei fabbisogni organici e di funzionamento che seguiranno dalla sua istituzione.
Elementi di tenore analogo andrebbero altresì acquisiti anche in merito alla istituzione di specifiche Commissioni aventi le medesime funzioni, in relazione alla istituzione del ruolo unico della dirigenza delle regioni (lettera b), punto 2) e della dirigenza degli enti locali (lettera b), punto 3). 
In riferimento poi alle modalità di accesso ai ruoli dirigenziali (lettera c)) e alla cura delle attività formative (lettera d)), sembrerebbe poi necessaria sin d'ora l'acquisizione di un supplemento di informazioni sul previsto affidamento alla Scuola nazionale dell'Amministrazione della gestione delle procedure di reclutamento dei dirigenti statali regionali e degli enti locali, nonché della esplicita possibilità, per quest'ultima, di avvalersi anche della collaborazione di altre scuole e istituzioni universitarie, nonché delle attività formative dedicate ai dirigenti dei tre ruoli. È chiaro, in tal senso, che andrebbero richiesti elementi idonei a comprovare l'effettiva sostenibilità dei fabbisogni di funzionamento e finanziari che deriveranno alla Scuola per effetto dei compiti che vengono ad essa assegnati dalla riforma in esame; potendo, a rigore, la stessa Scuola avvalersi a tale fine delle sole risorse che sono già previste dalla legislazione vigente.
Inoltre, sempre per i profili di invarianza, va segnalato che il dispositivo prevede pure l'istituzione di una banca dati (lettera e)) al fine di gestire i profili professionali di ciascun dirigente dei tre ruoli, comprensivo degli elementi curricolari concernenti la tipologia e l'esito valutativo degli incarichi che gli stessi abbiano già ricoperto. Sulla sua attivazione e sulla possibilità di curane la tenuta e l'aggiornamento avvalendosi delle sole risorse umane e strumentali previste dalla legislazione vigente, andrebbero sin d'ora richiesti adeguati elementi di documentazione.
Elementi di valutazione, rispetto alla normativa attualmente in vigore, andrebbero poi richiesti sull'impatto "finanziario" del nuovo regime retributivo previsto per i dirigenti che siano privi di incarico, atteso che la lettera g) prevede espressamente che al loro collocamento in "disponibilità" – di cui non è precisata la durata – corrisponda il riconoscimento del trattamento economico "fondamentale" e della parte "fissa" della retribuzione: senza alcuna specificazione se trattasi di quella quota relativa alla sola retribuzione di "posizione" del dirigente. Componente, quest'ultima, che, ai sensi della successiva lettera l) del dispositivo, dovrà d'ora innanzi essere sempre "non" inferiore al 30 per cento della retribuzione totale, mentre quella di "risultato" non 
potrà mai eccedere il 15 per cento della medesima.
Nel contempo, andrebbero pure richieste delucidazioni in merito all'impatto finanziario prevedibile per effetto della confluenza della retribuzione di posizione "fissa" nel trattamento economico "fondamentale" e della riconosciuta possibilità, a ciascun dirigente, di attribuire di un "premio" annuale a non più di 1/10 dei dirigenti suoi subordinati e dei suoi dipendenti, elemento che sembrerebbe aggiuntivo rispetto alle componenti integrative ed accessorie già previste dalla contrattazione dei vari comparti.
Infine, andrebbero altresì richiesti ulteriori elementi illustrativi, circa il principio di omogeneizzazione del trattamento economico fondamentale e accessorio nell'ambito di ciascun ruolo unico (lettera l)), nei limiti delle risorse complessivamente assegnate. In particolare, andrebbero considerati i rischi connessi al contenzioso che si potrebbe instaurare con i soggetti che in virtù dell'omogeneizzazione vedrebbero peggiorato il trattamento economico fondamentale già loro riconosciuto. Andrebbero valutati inoltre i profili di legittimità dell'intervento nei confronti dei dirigenti regionali, considerato anche che la previa intesa in sede di Conferenza Stato-regioni è prevista solo dalla lettera b), punto 2, per l'istituzione del ruolo unico dei dirigenti delle regioni, non anche per la realizzazione dell'omogeneizzazione retributiva.
Chiarimenti sarebbero opportuni anche sulla portata dell'ultima parte della lettera m) secondo cui, nella fase transitoria, si dovrà provvedere al riequilibrio dei fondi destinati alla retribuzione accessoria delle diverse amministrazioni, tenendo solo conto degli "effettivi fabbisogni" delle amministrazioni nazionali.
Si sottolinea, per tutti i profili richiamati, l'esigenza di acquisire almeno primi elementi di valutazione indispensabili ai fini della certificazione della effettiva plausibilità della invarianza del riordino.

La riforma del Codice della strada inizia il suo iter in aula alla Camera dei Deputati

Revoca della patente e «inibizione alla guida perpetua»: sono le «sanzioni accessorie» in presenza di omicidio colposo provocato da gravi violazioni del codice della strada. E la destinazione di una quota non inferiore al 15% dei proventi delle multe riscosse da organi dello stato a un «fondo per l’intensificazione dei controlli» sull’asfalto e di almeno un 20% della somma indirizzata a sovvenzionare il piano nazionale di sicurezza stradale. Comincia il suo iter in Aula a Montecitorio il progetto di legge C. 731-1588-A che conferisce una delega al governo per la riforma del codice della strada.
Il progetto di legge all'esame dell'Assemblea costituisce il testo unificato di una proposta di legge di iniziativa parlamentare (C. 731) e di un disegno di legge di iniziativa governativa (C. 1588). L'esame in Commissione è iniziato il 27 giugno 2013, la IX Commissione ha conferito il mandato al relatore a riferire favorevolmente all'Assemblea nella seduta del 24 settembre 2014.

Qui il link al Dossier sul testo unificato del Servizio Studi della Camera n° 35/2 - Elementi per l'esame in Assemblea del 23 settembre 2014.
Qui il link all'articolo Codice della strada, la riforma si rimette in moto
Link al tema dell'attività parlamentare La riforma del codice della strada.