Collepardo (Fr)

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sabato 28 giugno 2014

Avviso ANAC: Modalità transitorie di comunicazione a seguito dell’entrata in vigore del DL. 90/2014

Come scritto in un precedente post, con l’entrata in vigore, dal 25 giugno 2014, dell’art. 19 del d.l. n. 90/2014, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) è stata soppressa e i compiti e le funzioni già svolte dalla stessa, sono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione (A.N.AC.).
Sul sito dell'ANAC il presente avviso in ordine alle comunicazioni obbligatorie da effettuarsi dopo l'entrata in vigore del DL. 90/2014:
  • le comunicazioni in materia di vigilanza sui contratti pubblici e in genere relative alle attività svolte dalla soppressa AVCP devono continuare ad essere inviate agli uffici e ai recapiti indicati sul sito della soppressa AVCP;
  • le comunicazioni in materia di anticorruzione e trasparenza, così come integrate dal decreto legge 24 giugno 2014, n. 90 e le richieste di parere sulla costituzione degli Organismi Indipendenti di Valutazione devono continuare ad essere inviate seguendo le indicazioni dei comunicati pubblicati sul sito dell’A.N.AC. ai seguenti link: modalità operative e nomina OIV

DL. 66/2014 articolo 8, commi 8 e 9: applicazione delle riduzioni di spesa ai nuovi contratti nella legge di conversione

Nel precedente post Il DDL di conversione del DL 66/2013: le modifiche alla disciplina dei contratti pubblici abbiamo dato notizia delle modifiche all'art. 8 del DL. 66/2014 in tema di contratti pubblici.

In sede di conversione del decreto legge 66/2014 ad opera della legge 23 giugno 2014, n. 89, sono state soppresse le previsioni di cui all'art. 8, comma 8, lett. b) e comma 9, che disponevano, rispettivamente, l'obbligo in capo alle pubbliche amministrazioni di assicurare riduzioni agli importi dei contratti futuri, ai fini del contenimento della spesa pubblica, e la nullità dei contratti sottoscritti in violazione di tale vincolo.
Il testo del parere:
Il Comune, trovandosi nella necessità riappaltare, per l'anno scolastico 2014/15, i servizi di supporto alle scuole locali (mensa e trasporti) ha chiesto chiarimenti in ordine all'applicazione di quanto disposto dall'art. 8, commi 8 e 9, del decreto legge 24 aprile 2014, n. 66 'Misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale'. 
Preliminarmente si osserva che, nel frattempo, con la legge 23 giugno 2014, n. 89, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 143 della stessa data, è avvenuta la conversione, con modifiche, del decreto in parola. 
Prima della conversione, l'art. 8 del D.L. 66/2014 disponeva al comma 8, lettere a) e b): 
'8. Le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, per realizzare l'obiettivo loro assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono: 
a) autorizzate, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto, a ridurre gli importi dei contratti in essere aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi, nella misura del 5 per cento, per tutta la durata residua dei contratti medesimi. Le parti hanno facoltà di rinegoziare il contenuto dei contratti, in funzione della suddetta riduzione. E' fatta salva la facoltà del prestatore dei beni e dei servizi di recedere dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di volontà di operare la riduzione senza alcuna penalità da recesso verso l'amministrazione. Il recesso è comunicato all'Amministrazione e ha effetto decorsi trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione da parte di quest'ultima. In caso di recesso, le Amministrazioni di cui al comma 1, nelle more dell'espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possono, al fine di assicurare comunque la disponibilità di beni e servizi necessari alla loro attività, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro di Consip S.p.A., a quelle di centrali di committenza regionale o tramite affidamento diretto nel rispetto della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici; 
b) tenute ad assicurare che gli importi e i prezzi dei contratti aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi stipulati successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto non siano superiori a quelli derivati, o derivabili, dalle riduzioni di cui alla lettera a), e comunque non siano superiori ai prezzi di riferimento, ove esistenti, o ai prezzi dei beni e servizi previsti nelle convenzioni quadro stipulate da Consip S.p.A, ai sensi dell'articolo 26 della legge 23 dicembre 1999, n. 488.' 
Al successivo comma 9 si stabiliva la nullità degli atti e dei relativi contratti adottati in violazione delle disposizioni di cui al comma 8, lettera b), e la rilevanza di tale violazione ai fini della performance individuale e della responsabilità dirigenziale del sottoscrittore. 
Come anticipato, in sede di conversione il decreto ha subito alcune importanti correzioni, anche all'articolo in esame. Il Legislatore è infatti intervenuto modificando parzialmente la lettera a) ed eliminando la lett. b) dell'art. 8, comma 8, e, di conseguenza anche il comma 9. 
Ne deriva che la disciplina attualmente in vigore è la seguente: 
'8. Fermo restando quanto previsto dal comma 10 del presente articolo e dai commi 5 e 12 dell'articolo 47, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, per realizzare l'obiettivo loro assegnato ai sensi dei commi da 4 a 7, sono: 
a) autorizzate, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e nella salvaguardia di quanto previsto dagli articoli 82, comma 3-bis, e 86, comma 3-bis, del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, a ridurre gli importi dei contratti in essere nonché di quelli relativi a procedure di affidamento per cui sia già intervenuta l'aggiudicazione, anche provvisoria, aventi ad oggetto acquisto o fornitura di beni e servizi, nella misura del 5 per cento, per tutta la durata residua dei contratti medesimi. Le parti hanno facoltà di rinegoziare il contenuto dei contratti, in funzione della suddetta riduzione. E' fatta salva la facoltà del prestatore dei beni e dei servizi di recedere dal contratto entro 30 giorni dalla comunicazione della manifestazione di volontà di operare la riduzione senza alcuna penalità da recesso verso l'amministrazione. Il recesso è comunicato all'Amministrazione e ha effetto decorsi trenta giorni dal ricevimento della relativa comunicazione da parte di quest'ultima. In caso di recesso, le pubbliche amministrazioni di cui all'articolo 11, comma 1, del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, nelle more dell'espletamento delle procedure per nuovi affidamenti, possono, al fine di assicurare comunque la disponibilità di beni e servizi necessari alla loro attività, stipulare nuovi contratti accedendo a convenzioni-quadro di Consip S.p.A., a quelle di centrali di committenza regionale o tramite affidamento diretto nel rispetto della disciplina europea e nazionale sui contratti pubblici; 
b) (Soppressa). 
9. (Soppresso).' 
Pertanto, sono venuti meno l'obbligo di assicurare la riduzione dell'importo a base di gara per i contratti futuri e la conseguente nullità per i contratti adottati in violazione di tale disposizione. 
Permane invece la facoltà, in capo alle amministrazioni, di procedere alla rinegoziazione dei contratti in essere, nei termini risultanti dalle modifiche apportate dalla legge di conversione all'art. 8, comma 8, lett. a) del DL 66/14.

Pa, i segretari comunali contro il governo: “No all’albo unico con i direttori generali”

Un unico albo dove saranno inseriti sia i segretari comunali entrati grazie a concorso pubblico e con molti anni d’esperienza, sia i direttori generali assunti dai sindaci con contratti privati solo negli ultimi cinque anni. E’ l’ipotesi che mette al centro del mirino 3300 segretari comunali, contenuta nel disegno di legge delega che riformerà la pubblica amministrazione.
Inizia così, sul Fatto Quotidiano, un articolo sul DDL (per il quale ancora si è in attesa del testo ufficiale) che dovrebbe riformare tra l'altro la figura del Segretario comunale, con una breve dichiarazione di Vincenzo Pecoraro, segretario comunale di tre Comuni del Frusinate.
Per la consultazione dell'ultima bozza del DDL di riforma PA pubblicata, si veda il precedente post Riforma PA, le ultime bozze dei testi del DL e del DDL

DL 90/2014: Speciale riforma PA sul Mattinale del 27 giugno 2014

Speciale Riforma PA è il titolo del numero del 27 giugno del Mattinale (giornale a cura del gruppo di Forza Italia alla Camera).
Tra l'altro una breve descrizione del contenuto degli articoli del DL 90/2014 e del DL 91/2014. Per l'art. 10 del DL 90/2014, relativo all'abrogazione dei diritti di rogito,  invece, è soltanto ricordato l'oggetto.

venerdì 27 giugno 2014

Codice della PA DIGITALE - Commento al D.Lgs. 82/2005 dopo le modifiche apportate

Ridurre la digitalizzazione della pa ad una questione giuridica è un pericolo concreto dal quale occorre guardarsi, ma è altrettanto vero che sperare che il sogno di una PA senza carta si possa attuare senza la certezza del diritto è quanto minimo ingenuo.
Realizzato dal Digital&Law Department Studio Legale Lisi col patrocinio di ANORC e FORUM PA questo e-book nasce per fornire un agile strumento per la consultazione e la comprensione delle norme del Codice dell’Amministrazione digitale (D. Lgs. n. 82/2005 - CAD), che costituisce il testo fondamentale per capire e applicare correttamente i processi di digitalizzazione, soprattutto nelle pubbliche ammini-strazioni.
Dalla sua emanazione, in effetti, le disposizioni del CAD hanno subito frequenti e incisive modifiche che lo hanno profondamente trasformato. In questo breve commentario, pertanto, ci siamo proposti di raccogliere, accanto alle novelle legislative intervenute sulle disposizioni del Codice nel corso degli anni, anche le norme correlate ai diversi articoli del CAD (provvedimenti normativi, regole tecniche, circolari e linee guida), alcune tra le più importanti massime di giurisprudenza in materia, nonché dei focus di approfondimento sui principali temi relativi alla digitalizzazione, sempre prediligendo un’impostazione che favorisca un facile - ma il più possibile completo - inquadramento sistematico delle norme del Codice dell’Amministrazione digitale.
Questo l'articolo pubblicato sul sito saperi.forumpa.it, dove è possibile scaricare gratuitamente il volume (per scaricarlo occorre essere iscritti alla community di FORUM PA).

La Corte dei conti sulla prudente gestione dell’esercizio provvisorio

Con deliberazione n. 18/SEZAUT/2014/INPR la Corte dei Conti, Sezione Autonomie, ha approvato gli indirizzi ex art. 1 co. 166 e ss. della legge 23 dicembre 2005, n. 266, relativi al bilancio di previsione 2014, per una prudente gestione dell’esercizio provvisorio.

Patto di stabilità 2013 per gli enti territoriali, le considerazioni della Corte dei conti

La Corte dei conti, con delibera n. 17 della Sezione delle autonomie, ha approvato la relazione al Parlamento sul Patto di stabilità interno degli enti territoriali per l’esercizio 2013
La Sezione ha riunito in un unico referto le analisi sui dati di monitoraggio del Patto sia delle Regioni che degli enti locali (comuni e province), offrendo così una visione d’insieme delle problematiche e degli effetti finanziari che nel corso del tempo hanno interessato l’intero comparto delle autonomie territoriali.
Le analisi sono precedute da specifici riferimenti alla disciplina del Patto ed alla sua evoluzione negli ultimi anni, con raffronto tra i diversi parametri utilizzati per definire gli obiettivi e le finalità perseguiti.

Delibera n. 102/2014: “Attività dell’A.N.AC. a seguito dell’entrata in vigore dell’art.19 del DL. 24 giugno 2014, n. 90"

Con l’entrata in vigore, dal 25 giugno 2014, dell’art. 19 del d.l. n. 90/2014, l’Autorità di vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (AVCP) è stata soppressa e i compiti e le funzioni già svolte dalla stessa, sono trasferiti all’Autorità nazionale anticorruzione (A.N.AC.).
Al fine di garantire la funzionalità immediata dell’A.N.AC. a seguito dell’attribuzione delle nuove funzioni, nelle more del perfezionamento delle nomine degli altri componenti e prima dell’approvazione dell’atto di riordino, è stata adottata la delibera n. 102/2014 pubblicata sul sito dell’A.N.AC. e sul sito della sopressa AVCP in cui viene chiarito che le attività in materia di anticorruzione e trasparenza e le attività di vigilanza sui contratti pubblici verranno gestite, in via provvisoria, in modo separato.
Anche per assicurare la necessaria continuità nelle funzioni trasferite, per le attività in materia di contratti pubblici si dovrà continuare, quindi, a fare riferimento agli uffici della soppressa AVCP.
In tema di centrali uniche di committenza si veda anche l'articolo L'Anticorruzione incorpora l'Authority

Osservatorio sulla giurisprudenza in tema di contratti pubblici

Pubblicato dalla rivista Linee @vcp l'Osservatorio sulla recente giurisprudenza in tema di contratti pubblici Diretto da Maria Alessandra Sandulli Coordinato da Vincenzo Nunziata (hanno collaborato Luisa Arecchi, Massimo Nunziata e Adriana Presti).

Centrale unica di committenza: prima nota tecnica Anci sulla Legge 89/2014

Abbiamo dato notizia in procedenti post della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale la L. n. 89 del 23 giugno 2014 avente ad oggetto "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".
Qui il Testo del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, coordinato con la legge di conversione 23 giugno 2014, n. 89.

Segnaliamo la pubblicazione della prima nota tecnica, redatta dall’Anci, sugli articoli di particolare interesse per i Comuni contenuti nella Legge n. 89 del 23 Giugno 2014, di conversione del DL 66.
In tema di centrali uniche di committenza si vedano anche gli articoli Per gli acquisti locali rischio blocco totale e Tempesta perfetta sugli appalti.

giovedì 26 giugno 2014

Manifestazione Nazionale del 10 luglio: Unione, Unadis e Diccap chiamano la categoria alla mobilitazione




Indetta per il giorno 10 luglio a Roma una giornata di mobilitazione nazionale da parte dell'Unione Nazionale Segretari Comunali, l’UNADIS – Segr. com.li e il DICCAP- CONFSAL FENAL- Dip. Segr. com.li. e prov.li.
Qui il testo del documento unitario delle sigle sindacali Unione, Unadis e Diccap.



COMUNICATO SULLA SEGRETERIA NAZIONALE UNSCP DEL 20 GIUGNO

Nel valutare le misure che il Governo ha annunciato di voler prendere in materia di riforma della dirigenza apicale, ed in particolare l’inaccettabile scelta di non dotare i comuni capoluogo, le province e le città metropolitane proprio della figura di dirigente pubblico prevista per tutti gli altri enti;
preso atto che a tale scelta si è aggiunta la eliminazione della quota dei diritti di segreteria riconosciuta ai Segretari, che erano da sempre la specifica voce retributiva della funzione di ufficiale rogante;
preso atto che il Ministro della Pubblica Amministrazione non ha inteso ricevere, nemmeno una volta, il sindacato più rappresentativo dei Segretari, né in materia di riforma delle funzioni, né sul taglio economico, appreso direttamente in conferenza stampa;
L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, nella Segreteria Nazionale dello scorso 20 giugno,
ha ritenuto non più procrastinabile una grande iniziativa di lotta e protesta, e ha quindi promosso l’indizione unitaria con tutte le Organizzazioni Sindacali di una Manifestazione Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, trovando fin da subito ampia e piena condivisione con l’Unadis, sezione Segretari Comunali e la Diccap Dipartimento Segretari.
Per tutte le motivazioni e i contenuti della manifestazione, prevista per il prossimo 10 luglio, si rimanda quindi ai documenti e comunicati unitari.
L’Unione ha inoltre deciso di:
- attivare specifiche forme di tutela anche giudiziale dei diritti retributivi collegati alla funzione di ufficiale rogante;
- di costituire a tal fine un gruppo di lavoro e dare incarico ad uno studio legale affinché tali diritti siano tutelati n ogni sede giudiziale, con contenziosi veicolati su basi legali solide e verificate;
- di invitare i Segretari, per il rispetto che da sempre la categoria ha nei confronti dei Comuni e soprattutto dei cittadini, e fintanto che le azioni legali o l’azione sindacale non restituirà una disciplina equa, a continuare comunque a svolgere le funzioni roganti, con particolare riferimento agli atti più comuni; resta tuttavia fermo che da sempre la funzione rogatoria costituisce una potestà aggiuntiva e non certo la competenza fondamentale del Segretario, e che quindi essa, specie per gli atti di maggiore complessità e gravosità, e particolarmente nei piccoli comuni che non sono dotati di uffici legali, va esercitata a condizione che le competenze ordinariamente acquisite siano chiaramente commisurate e coerenti con l’atto stesso;
- attivare un gruppo di lavoro dedicato alla tutela dei diritti retributivi dei Segretari che hanno accettato sedi di segreteria di classe inferiore, per contrastare le posizioni assunte nella circolare dell’ex Agenzia sulle conseguenze della abrogazione del divieto di reformatio in peius, sulla base della memoria dell’Unione già consegnata all’ex Agenzia stessa;
- dare mandato fin da subito alle Unioni Regionali di sostenere anche economicamente, compatibilmente con i fondi ad oggi disponibili, i contenziosi relativi a cambi di classe avvenuti prima del 31.12.2013 (data di entrata in vigore della disposizione che abroga il cd. divieto di reformatio in peius), mentre resta allo studio del gruppo di lavoro l’ipotesi di contenziosi specifici anche per gli incarichi assunti dopo tale data.
L’Unione chiama tutte le proprie articolazioni territoriali al massimo sforzo, divulgativo e organizzativo, perché la manifestazione abbia successo.
E’ un momento decisivo della nostra storia.
Forza!

                                                                   La Segreteria Nazionale

Manifestazione Nazionale del 10 luglio dei Segretari comunali

L’Unione, sta per indire formalmente una grande manifestazione nazionale a Roma, per il prossimo 10 luglio, contro l’ipotesi del ddl delega che prevede una riforma che lascerebbe ai Comuni Capoluogo, le Province e le Città Metropolitane mani libere sulla nomina del dirigente apicale, e contro la eliminazione dei diritti di rogito operata invece direttamente dal Decreto Legge.

La manifestazione avverrà con la partecipazione ed il concorso di altre organizzazioni sindacali.
E' assolutamente indispensabile che tutti i colleghi, iscritti e non al sindacato, diano la propria adesione.
I Segretari delle Unioni Provinciali del Lazio, provvederanno a contattare tutti i colleghi per assicurare da parte dell'Unione regionale del Lazio la massima partecipazione. 

Alla Camera l'esame della Legge di conversione del Decreto PA (90/2014)

All'esame della Camera dei Deputati la Proposta di legge: "Conversione in legge del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, recante misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari".

La proposta di legge ha assunto il n. 2486 ed è stata assegnata alla I Commissione Affari Costituzionali.
Qui la scheda informativa della proposta di legge n. 2486 ed al testo della scheda riepilogativa del provvedimento (da leggere con attenzione pag. 9 dove si spiegano le motivazioni dell'abrogazione dei diritti di rogito).
Relatore è stato nominato, come scritto in un precedente post, l'On. Emanuele Fiano (PD).

Emanuele Fiano (PD) nominato relatore del Decreto sulla PA

Con un tweet l'Onorevole PD Emanuele Fiano ha comunicato di essere stato nominato relatore del Decreto sulla PA. 
Si veda anche il successivo post Alla Camera l'esame della Legge di conversione del Decreto PA (90/2014).

Di Primio (ANCI) su Riforma Pa: "Ok primo passo, ma continuare a lavorare"

Comunicato tratto dal sito ANCI:
Il decreto legge sulla Semplificazione e la trasparenza amministrativa contiene alcune importanti novità per i Comuni, che recepiscono richieste da tempo avanzate dall'ANCI al governo. Ma bisogna continuare a lavorare per completare il processo di riforma”. Così il delegato ANCI per il Personale e sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, commenta i contenuti del Dl.

“Particolarmente importante – sottolinea Di Primio - è l’ampliamento del turn-over per le assunzioni a tempo indeterminato. I Comuni potranno procedere, nel 2014 e nel 2015, ad assunzioni a tempo indeterminato nel limite del 60% (in luogo dell’attuale 40%) della spesa corrispondente al personale di ruolo cessato dell’anno precedente. Tale percentuale salirà all'80% nel 2016-2017 per raggiungere il 100% dal 2018. Di grande importanza anche l’eliminazione della percentuale del 50% dell’incidenza della spesa di personale sulla spesa corrente ai fini delle facoltà assunzionali, fermo il principio di adottare politiche di riduzione della spesa”.
Altro risultato importante che premia l’azione dell’Associazione riguarda la disciplina relativa al conferimento di incarichi dirigenziali con contratti a tempo determinato: “Le nuove disposizioni – spiega l’esponente dell’ANCI - prevedono l'innalzamento della percentuale dei posti di qualifica dirigenziale a tempo indeterminato istituititi in dotazione organica, ricopribili con incarichi a termine, dal 10%-20% al 30%, e comunque per almeno una unità . Si tratta di una innovazione importante, che aiuta a risolvere i problemi determinati dalle disposizioni vincolistiche sul conferimento di incarichi dirigenziali introdotte nel 2011, garantendo ai Comuni una maggiore autonomia nell’utilizzo di questo strumento di lavoro flessibile”.
Per Di Primio “bisogna però continuare a lavorare: si tratta di alcuni primi passi importanti verso gli obiettivi di riforma delineati nell'accordo interistituzionale Italia Semplice, ma il processo di riforma deve essere ora completato. Ci aspettiamo che il governo, come sancito dall’accordo, accompagni la conversione del Decreto legge e l’approvazione del Disegno di legge delega con un costante confronto con l’ANCI. Dobbiamo ricordare che le politiche di tutti i Governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno inciso pesantemente sul personale degli enti locali, riducendo drasticamente i margini per attuare politiche per il personale finalizzate alla modernizzazione delle amministrazioni. I continui tagli e vincoli hanno determinato una forte contrazione degli organici, un sensibile incremento dell'età media dei dipendenti, oltre che la diminuzione dei livelli retributivi medi, costringendo le amministrazioni locali a trovare continue soluzioni di emergenza per far fronte all'ineludibile domanda di servizi espressa dai cittadini e dagli operatori economici, in particolare in una fase di crisi come quella che stiamo vivendo. Sono ancora molti i tasselli mancanti, in particolare nel Decreto non si rinvengono disposizioni che dotino i Comuni di strumenti davvero efficaci per attuare significative politiche di ricambio generazionale, in grado di incidere in modo significativo sull’innovazione dell’azione amministrativa. Auspichiamo poi che le problematiche riguardanti la contrattazione decentrata – conclude il delegato ANCI - possano trovare una soluzione anche attraverso una nuova fase di contrattazione nazionale”.

mercoledì 25 giugno 2014

DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 91 con le misure su agricoltura, ambiente e competitività per le imprese

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24.06.2014 il Decreto Legge n. 91 del 24 giugno 2014 avente ad oggetto "Disposizioni urgenti per il settore agricolo, la tutela ambientale e l'efficientamento energetico dell'edilizia scolastica e universitaria, il rilancio e lo sviluppo delle imprese, il contenimento dei costi gravanti sulle tariffe elettriche, nonche' per la definizione immediata di adempimenti derivanti dalla normativa europea".

DECRETO-LEGGE 24 giugno 2014, n. 90 Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari.

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 144 del 24.06.2014 il Decreto Legge n. 90 del 24 giugno 2014 avente ad oggetto "Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l'efficienza degli uffici giudiziari".
Confermata all'articolo 10 l'abrogazione dei diritto di rogito per i Segretari comunali.
Qui il link al provvedimento.
(se ci sono problemi di accesso è possibile provare anche questo altro link - si tratta di un file molto pesante circa 80Mb)
Vai allo speciale Riforma Renzi/Madia.
Vedi anche il successivo post Alla Camera l'esame della Legge di conversione del Decreto PA (90/2014).

martedì 24 giugno 2014

Riforma Pa, Napolitano firma il decreto

Ora c'è anche la firma del Capo dello Stato sul testo della riforma della Pubblica amministrazione. A questo punto non rimane che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del testo. Del resto la Ragioneria generale dello Stato, considerato uno degli snodi più delicati, nel pomeriggio di ieri aveva timbrato il provvedimento messo a punto dal ministro della Funzione pubblica Marianna Madia.
E' questo l'inizio dell'articolo di Andrea Bassi sul Messaggero con il quale si fornisce l'anticipazione della firma da parte di Napolitano del Decreto Legge sulla PA.

Riforma Pa e competitività, i due decreti al Quirinale per la firma

Il presidente della Repubblica potrebbe firmare tra oggi e domani. Il decreto sulla riforma della pubblica amministrazione sarà assegnato alla Camera, mentre quello sulla competitività d'impresa al Senato. Entrambi dovranno essere convertiti entro fine agosto.

Queste le indiscrezioni pubblicate sul sito del quotidiano Europa, che A proposito delle notizie di stampa sui dubbi del Quirinale per i testi sulla riforma della Pa, riporta il contenuto di una nota dell’ufficio stampa del Colle in cui si legge che «i contenuti dell’articolo di Marzio Breda pubblicato oggi dal Corriere della Sera sono frutto di sue informazioni ed elaborazioni alle quali la presidenza della Repubblica è del tutto estranea».

Decreto Legge sulla PA: l'Unione scrive al Presidente della Repubblica

DECRETO LEGGE SULLA PA:
I SEGRETARI COMUNALI E PROVINCIALI SI ASPETTANO PARI DIGNITA’

In relazione alle notizie di stampa apparse sui quotidiani, che riportano i dubbi manifestati dal Quirinale su alcuni contenuti del Decreto Legge in materia di Pubblica Amministrazione, adottato dal Consiglio dei Ministri dello scorso 13 giugno, l’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali rende noto di aver scritto al Presidente della Repubblica chiedendo che “sopra ogni cosa, non vi siano nel testo finale ingiustificabili disparità di trattamento nei confronti dei Segretari Comunali e Provinciali.
I Segretari, che non sono una casta e non hanno “segrete stanze” ove assicurarsi la tutela dei propri interessi, si sono rivolti alla più Alta Carica della Repubblica esclusivamente “perché non vi sia nel Decreto Legge alcun immotivato trattamento deteriore per i Segretari Comunali e Provinciali”.

U.N.S.C.P.

Testo del decreto legge “Riforma PA”. Ecco l’indice (?)

In un  precedente post abbiamo dato notizia della forte confusione che regna anche nella stampa parlamentare in merito al DL approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 giugno.
Ora riportiamo una notizia tratta dalla Rivista di Diritto Amministrativo Giurdanella.it:

Riforma PA. In teoria è stato adottato, per ragioni di necessità ed urgenza, il 13 giugno scorso dal Governo. In pratica sono trascorsi 11 giorni e del decreto legge non c’è traccia in Gazzetta. Allo stato, è “entrato in vigore” solo il comunicato stampa. Sono (sarebbero) 53 articoli, di cui vi anticipiamo l’indice (nelle prossime ore il testo integrale). Già la mera lettura dell’indice rivela come si tratti di un decreto legge “omnibus”, vietato dalla Corte Costituzionale, all’interno, infatti, c’è un po’ di tutto.

In attesa di conoscere i testi relativi alla riforma PA l'Unione prepara una manifestazione nazionale per il 10 luglio

Venerdì 20 giugno si è tenuta la Segreteria Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali per discutere in merito alle ultime decisioni del Consiglio dei Ministri del 13 giugno 2014, peraltro ancora non formalizzate.
La Segreteria Nazionale ha deciso di chiamare a raccolta i Segretari comunali per il giorno 10 luglio 2014 a Roma, con l'auspicio che sulla manifestazione vi sia adesione e partecipazione delle altre organizzazioni sindacali. Sin da ora appare evidente che un particolare sforzo di partecipazione dovrà essere garantito dai colleghi ella Regione Lazio.
Quanto alla pubblicazione dei decreti, dopo che sono entrati in campo i bookmakers, la stampa oggi appare fortemente divisa: si va dal Messaggero che ritiene ormai concluso l'iter e vede nella firma del presidente Napolitano una pura formalità a Repubblica che descrive il Quirinale particolarmente dubbioso.
Rainews invece ritiene addirittura che il decretone sia da cambiare.
Non rimane che attendere.
Vedi anche il successivo post Testo del decreto legge “Riforma PA”. Ecco l’indice (?)

Dopo la stipula del contratto la PA non può esercitare la revoca, ma solo il recesso (Cons. St. Ad. Pl. n. 14 del 20 giugno 2014)

Sulla rivista giuridica Il Diritto amministrativo è pubblicata una massima relativa alla recente decisione dell'Adunanza del Consiglio di Stato n. 14 del 20 giugno 2014.
La questione affrontata dall'Adunanza plenaria è se con il potere di revoca attribuito dall’art. 21-quinquies della l. 241/90 la PA possa incidere sul contratto stipulato e come ciò si concili con il carattere paritetico delle posizioni fondate sul contratto, di cui è espressione l’istituto del recesso, regolato in generale dall’art. 21-sexies l. 241/90 e dall’art. 134 cod. contr. per gli appalti di lavori pubblici. Quest’ultima norma, infatti, attribuisce alla PA “il diritto di recedere in qualunque tempo dal contratto”, con obbligo di ristoro dei lavori eseguiti e dei materiali utili in cantiere, oltre al decimo delle opere non eseguite.
L’Adunanza plenaria ritiene che, intervenuta la stipulazione del contratto per l’affidamento dell’appalto di lavori pubblici, l’amministrazione non può esercitare il potere di revoca dovendo operare con l’esercizio del diritto di recesso. 
Qui il link al testo della sentenza Consiglio di Stato, Adunanza Plenaria, n. 14 del 20 giugno 2014.

Gli enti locali nella L. 89/2014 di conversione del DL 66

Come scritto in un precedente post, ieri è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 89 del 23 giugno 2014 avente ad oggetto "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".
Qui il link ad un commento di Arturo Bianco dal titolo Gli enti locali nella conversione del DL 66.

Province: l'impatto della Legge Delrio sul personale assunto ex art. 90 e 110 Tuel

La Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento della Funzione pubblica, in data 19 giugno, rispondendo a richieste di diverse Province, ha emesso un parere in merito alla scadenza dei contratti e degli incarichi ex articoli 90 e 110 del d.lgs. 267/2000 a seguito dell'entrata in vigore della legge 56/2014 (cd. legge Delrio.
Qui il link al testo del parere.

lunedì 23 giugno 2014

Neanche nella Gazzetta del 23 giugno il Decreto sulla PA

La notizia di oggi è che ancora non è stato pubblicato il DL sulla Pubblica Amministrazione esattamente dopo dieci giorni dal Consiglio dei ministri di venerdì 13 che ha approvato il provvedimento.

Il Ministro Madia venerdì aveva rassicurato tutti: nessun problema, tempi normali di coordinamento tecnico, tra oggi e lunedì il Decreto sarà firmato dal Presidente della Repubblica.
Qualcuno aveva però da subito espresso forti perplessità.

La Madia venerdì rassicurava tutti: tra oggi e lunedì la firma del Presidente della Repubblica

Riforma PA: in campo i bookmakers per le scommesse



Alla ricerca della riforma che non c’è è il titolo di una breve riflessione sulla riforma della PA, pubblicata sul sito lavoce.info di Massimo Bordignon e Tito Boeri.
Di seguito il testo:
Doveva essere la prima vera riforma del governo Renzi, dopo i tanti annunci. Ma nonostante fosse stata annunciata in aprile, poi rinviata a dopo le elezioni con l’intenzione di raccogliere suggerimenti dal pubblico e, infine, varata -a parole- nel comunicato di Palazzo Chigi del 14 giugno scorso (“Via libera al disegno di legge delega per la riforma della Pubblica amministrazione“), della riforma non c’è traccia. Nessuno ha visto il testo licenziato dal Consiglio dei ministri. Pare che delle lobby si siano messe di traverso. Ma a traverso di che non si sa, visto che appunto non c’è il testo.
Che democrazia è un sistema in cui gli atti di un governo non vengono comunicati al pubblico, ma alle lobby prima ancora di approdare in Parlamento? Come si fa a discutere di qualcosa che non c’è? Se l’obiettivo del ritardo è quello di raccogliere pareri autorevoli (piuttosto che autoritari o consociativi) non sarebbe dovuto servire il mese di consultazione per farlo?
L’unica cosa positiva è che i bookmaker ormai accettano scommesse sul numero di articoli della riforma. Da 120 iniziali si sarebbero dimezzati. Ma c’è chi offre 14 a 3 un disegno di legge da 100 articoli.

Autonomie locali, Cgil Cisl Uil lanciano mobilitazione: 5 proposte per il cambiamento

Al centro del documento la richiesta di un percorso vero di riforma delle amministrazioni territoriali e di riorganizzazione degli enti, per ricostruire il raccordo tra modello amministrativo e tessuto produttivo, e restituire legittimità e prospettiva al lavoro pubblico come “produttore di valore” e alla P.A. come volano di crescita per cittadini, famiglie e imprese.
Cgil Cisl e Uil propongono 5 azioni concrete, con l'intento di lanciare una sfida al Governo nazionale e a quelli locali:
1. Avviare subito le cabine di regia per ridisegnare le funzioni degli enti locali e definire i fabbisogni di professionalità: garanzia dei livelli occupazionali, formazione e investimento nelle competenze.
2. Applicare i costi standard a tutti gli enti locali e unificare gli acquisti: in ogni regione una sola centrale d’acquisto per comuni, province e città metropolitane.
3. Realizzare un vero turn-over generazionale con almeno 50mila giovani da collocare all’interno di una nuova rete dei servizi, per portare innovazione, velocità, cambiamento organizzativo in un welfare locale disegnato sui bisogni e finalizzato allo sviluppo.
4. Innovare con la partecipazione: piani di riorganizzazione obbligatori in ogni ente e rilancio della contrattazione integrativa.
5. Contrattazione: superare l’ingiusto blocco dei ccnl, che dura ormai dal 2010, garantire il salario accessorio in godimento ai lavoratori, recuperare la funzione organizzativo/sociale del contratto.
Da queste proposte – che Cgil Cisl e Uil hanno inviato oggi al Governo - parte la mobilitazione dei lavoratori delle autonomie locali.

Pubblicata in Gazzetta la L. n. 89 del 23 giugno 2014 di conversione del DL 66/2014

In un precedente post avevamo dato notizia che la Camera, con 342 favorevoli e 201 contrari, aveva approvato l'articolo unico del disegno di legge (C.2433), già approvato dal Senato, di conversione, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66. 

Oggi è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la L. n. 89 del 23 giugno 2014 avente ad oggetto "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, recante misure urgenti per la competitività e la giustizia sociale. Deleghe al Governo per il completamento della revisione della struttura del bilancio dello Stato, per il riordino della disciplina per la gestione del bilancio e il potenziamento della funzione del bilancio di cassa, nonché per l'adozione di un testo unico in materia di contabilità di Stato e di tesoreria".