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sabato 26 novembre 2016

L’annuncio e il flop

Titolo del Sole 24 ore di ieri, dopo l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri: “Dirigenti PA, addio graduale al posto fisso“. Titolo di oggi, dopo la sentenza 251 pubblicata ieri : “PA, la Consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali “. 
Com’è potuto accadere un simile pasticcio? Che succederà, adesso? Che dobbiamo fare? 
Proviamo ad offrire delle prime risposte.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (1): Alt a riforma dirigenti e servizi locali

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo di Gianni Trovati dal titolo Alt a riforma dirigenti e servizi locali - Vanno in Gazzetta solo 3 dei 5 decreti attuativi.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (2): Bocciata la riforma Madia

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Corriere della Sera un articolo di Enrico Marro dal titolo Bocciata la riforma Madia.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (3) - PA, la consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo di Donatella Stasio dal titolo PA, la consulta boccia la riforma: saltano i decreti su dirigenti e servizi locali.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (4): Stop alla riforma degli statali

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Messaggero un articolo di Conti e Bassi dal titolo Stop alla riforma degli statali.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (5) - Renzi: Burocrazia opprimente, bisogna cambiare il titolo V

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Sole 24 Ore un articolo dal titolo Renzi: Burocrazia opprimente, bisogna cambiare il titolo V.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (6) - Bocciata la riforma Madia Renzi: vittoria dei burocrati

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 su Repubblica un articolo di Filippo Santelli dal titolo Bocciata la riforma Madia Renzi: vittoria dei burocrati.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (7) - Un altro stop al governo: bocciata la riforma Madia

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Giornale un articolo di Anna Maria Greco dal titolo Un altro stop al governo: bocciata la riforma Madia.

Rassegna stampa su Sentenza Corte (8) - Zaia: una sentenza storica, smontato il neocentralismo di palazzo Chigi

Pubblicato in merito alla storica sentenza della Corte Costituzionale n. 251/2016 sul Corriere della Sera un articolo di Cesare Zapperi dal titolo Zaia: una sentenza storica, smontato il neocentralismo di palazzo Chigi .

venerdì 25 novembre 2016

Arrivano i primi appelli al Presidente Mattarella: non firmi il Decreto Legislativo di riforma della dirigenza pubblica. Quali i reali poteri del Presidente sull'emanazione dei Decreti legislativi?

Ultime ventiquattrore a dir poco emozionanti! La riforma della dirigenza approvata ieri dal Consiglio dei Ministri prende una "martellata in pieno volto" dalla Corte Costituzionale, chiamata a decidere sul ricorso promosso dalla Regione Veneto (ricorso che avevamo segnalato nel precedente post Il Consiglio di Stato sulla riforma Madia: pregiudiziale l'esito del giudizio di costituzionalità. Slitta la riforma della dirigenza pubblica?). Il Consiglio di Stato con il parere n. 1113/2016, espresso sul provvedimento di riforma della dirigenza sanitaria, aveva rilevato che "sull’intero impianto della legge n. 124 del 2015, anche con riferimento all’art. 11, comma 1, lett. p), pende questione di costituzionalità, sollevata in via principale dalla Regione Veneto con ricorso n. 94, depositato il 19.10.2015 avanti alla Corte costituzionale e pubblicato sulla G.U. 1a Serie Speciale – Corte Costituzionale n. 50 del 16.12.2015".
Il Consiglio di Stato aveva avvertito il Governo: "Sulla tenuta complessiva della riforma, anche per quanto attiene alla dirigenza sanitaria, influisce indubbiamente l’esito del giudizio di costituzionalità, di cui questa Commissione speciale non può non segnalare al Governo la pregiudizialità".

Pubblica amministrazione, Consulta boccia il cuore della riforma Madia

"Un bocciatura sonora, dunque. E una doccia fredda per il governo. Ad un giorno appena dall'approvazione definitiva di ben cinque decreti attuativi della riforma Madia, tra cui quello importantissimo sulla dirigenza e l'altro sui servizi pubblici locali, oggi di fatto bollati come incostituzionali dalla Corte. Tutto da rifare quindi? Senz'altro la legge delega deve cambiare. E a ricasco anche tre su quattro dei decreti delegati incriminati. Si salva solo il testo unico del pubblico impiego, ma solo perché non ancora approvato dal Consiglio dei ministri (c'è tempo fino a febbraio). Mentre gli altri tre (dirigenti, partecipate, servizi pubblici) devono di fatto essere riscritti. E questa volta non basterà il mero parere delle Regioni".

Ecco come la Corte costituzionale bistratta la riforma Madia della Pubblica amministrazione

Apprensione alla presidenza del Consiglio per una notizia arrivata oggi a sorpresa dalla Consulta. La Corte costituzionale ha infatti bacchettato la riforma Madia. O meglio, ha sottolineato l’illegittimità di alcuni articoli delle legge delega che riforma la Pubblica amministrazione.
Non c’è pace dunque per la riforma voluta dal governo Renzi, dopo le critiche anche del Consiglio di Stato. Ora è la Consulta a intervenire: la Corte costituzionale ha infatti dichiarato l’illegittimità di quattro articoli della riforma Madia sulla Pubblica amministrazione.
Nel mirino dei magistrati costituzionale è in particolare la parte della norma in cui è previsto che i decreti attuativi siano assunti previo parere anziché previa intesa nella Conferenza unificata Stato Regioni.

Speciale sulla sentenza della Corte Costituzionale n 251/2016 che dichiara incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica

Abbiamo anticipato che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica.
Con la sentenza n. 251/2016 ha dichiarato "1) l’illegittimità costituzionale dell’art. 11, comma 1, lettere a), b), numero 2), c), numeri 1) e 2), e), f), g), h), i), l), m), n), o), p) e q), e comma 2, della legge 7 agosto 2015, n. 124 (Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche), nella parte in cui prevede che i decreti legislativi attuativi siano adottati previa acquisizione del parere reso in sede di Conferenza unificata, anziché previa intesa in sede di Conferenza Stato-Regioni;"

Incostituzionale la legge delega di riforma della dirigenza pubblica

"Con riguardo, invece, alle norme contenenti la delega al Governo in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica (art.11), la Corte costituzionale ha ravvisato un concorso di competenze, inestricabilmente connesse, statali e regionali, nessuna delle quali è prevalente, in particolare in relazione all’istituzione del ruolo unico dei dirigenti regionali e alla definizione, da un lato, dei requisiti di accesso, delle procedure di reclutamento, delle modalità di conferimento degli incarichi, nonché della durata e della revoca degli stessi (aspetti inerenti all’organizzazione amministrativa regionale, di competenza regionale), dall’altro, di regole unitarie inerenti al trattamento economico e al regime di responsabilità dei dirigenti (aspetti inerenti al rapporto di lavoro privatizzato e quindi riconducibili alla materia dell’ordinamento civile, di competenza statale). Pertanto, ne ha dichiarato l’illegittimità costituzionale, nella parte in cui, pur incidendo su materie di competenza sia statale sia regionale, prevedono che i decreti attuativi siano adottati sulla base di una forma di raccordo con le Regioni, che non è l’intesa, ma il semplice parere, non idoneo a realizzare un confronto autentico con le autonomie regionali. Anche la sede individuata dalle norme impugnate non è idonea, dal momento che le norme impugnate toccano sfere di competenza esclusivamente statali e regionali. Il luogo idoneo per l’intesa è, dunque, la Conferenza Stato-Regioni e non la Conferenza unificata".

Dirigenti a tempo e gare: le nuove regole per la PA

Pubblicato sul Sole24Ore di oggi un articolo dal titolo Dirigenti a tempo e gare: le nuove regole per la PA di commento del pacchetto Madia approvato ieri dal Consiglio dei Ministri.
Ricordiamo che tra le misure approvate ieri c'è anche il Decreto Legislativo di riforma della dirigenza pubblica (qui il testo entrato in Consiglio dei Ministri).

Testo del decreto legislativo sulla dirigenza pubblica ENTRATO in CdM

Pubblicato su EticaPA il testo del decreto legislativo (e l’allegata Relazione illustrativa) sulla dirigenza della Repubblica, di attuazione della delega contenuta all’articolo 11 della Legge n 124/2015. I periodi in grassetto costituiscono le modificazioni introdotte rispetto allo schema di decreto approvato dal CdM il 25 agosto scorso (vedi qui).

Note critiche a sentenza del Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza

Pubblicato su Jonius.it un articolo di Eugenio De Carlo di commento alla sentenza del Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza.

Tribunale di Bergamo n. 762 del 29 settembre 2016 sui diritti di rogito dei segretari comunali negli enti con la dirigenza

La decisione ha respinto la questione di legittimità costituzionale in riferimento agli articoli 3, 36 e 77 Cost., a differenza di quanto, invece, ritenuto da alcuni TT.AA.RR. (v. Trentino Alto Adige, ordinanza n. 138/2016; Molise, n. 161/2016; Calabria n. 706/2016) che hanno rimesso alla Corte costituzionale, per vizi di legittimità costituzionale, l’art. 9 D.L. 90/2014, riferito all’Avvocatura pubblica, ma con argomenti estensibili anche alla disposizione che interessa i segretari ossia l’art. 10 bis del D.L. n. 90/2014 (L. 114/2014).

giovedì 24 novembre 2016

Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo la riforma della Dirigenza pubblica

Il Consiglio dei ministri, su proposta della Ministra per la semplificazione e la pubblica amministrazione Maria Anna Madia, ha approvato, in esame definitivo, un decreto legislativo recante disciplina della dirigenza della Repubblica ai sensi dell’articolo 11 della legge 7 agosto 2015, n.124. 

Decreto-legge in materia fiscale: approvato definitivamente in Assemblea

Con 162 voti favorevoli, 86 contrari e un astenuto, nella seduta di giovedì 24 novembre, l'Assemblea ha rinnovato la fiducia al Governo, approvando definitivamente il disegno di legge di "conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili" (Atto Senato n. 2595), sul quale era stata posta la questione di fiducia.

Convocato per oggi alle 15 il Consiglio dei Ministri: in arrivo il "pacchetto"Madia

Il Consiglio dei Ministri è convocato giovedì 24 novembre 2016 alle ore 15 a Palazzo Chigi.
Per gli argomenti che verranno presumibilmente trattati nel corso del Consiglio dei Ministri si rimanda al precedente post In arrivo in Consiglio dei Ministri il pacchetto Madia: tra i 5 decreti quello sulla riforma della dirigenza, più soft anche sulla responsabilità contabile.
Qui l'ordine del giorno.

mercoledì 23 novembre 2016

La Boschi ricorre alla fiducia per l'approvazione del provvedimento contenente disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

L'Assemblea del Senato ha avviato l'esame del ddl n. 2595 di conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, già approvato dalla Camera dei deputati.
Respinte le questioni pregiudiziali, il Ministro per i rapporti con il Parlamento Maria Elena Boschi ha posto la questione di fiducia sull'approvazione senza emendamenti dell'articolo unico di conversione del decreto-legge nel testo comprendente le modifiche approvate dalla Camera.

Nuovo Codice dei contratti: Approvate le linee guida sui commissari di gara

Dopo il parere n. 1919 del 14 settembre 2016 del Consiglio di Stato, l'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) ha approvato il 16 novembre scorso in via definitiva le linee guida n. 5 relative a “Criteri di scelta dei commissari di gara e di iscrizione degli esperti nell’Albo nazionale obbligatorio dei componenti delle commissioni giudicatrici”.

Trasparenza: Nuovo Regolamento ANAC in materia di esercizio del potere sanzionatorio

Pubblicato il nuovo Regolamento in materia di esercizio del potere sanzionatorio ai sensi dell’articolo 47 del decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33, come modificato dal decreto legislativo 25 maggio 2016, n. 97.
Il d.lgs. 97/2016 ha apportato, tra le altre, alcune significative modifiche all’articolo 47 del d.lgs n. 33/2013, cd. “decreto trasparenza”, che prevede “sanzioni per la violazione degli obblighi di trasparenza per casi specifici”. In particolare, analogamente a quanto disposto per le sanzioni in materia di anticorruzione, è previsto che sia l’ANAC ad irrogare le sanzioni, e a disciplinare con proprio Regolamento il relativo procedimento. Si è reso pertanto necessario sostituire il Regolamento del 23 luglio 2015, che attribuiva all’ANAC la competenza ad irrogare le sanzioni in misura ridotta, ed al Prefetto quelle definitive.

Perché i dirigenti statali sbuffano un po’ sulla riforma Renzi-Madia della pubblica amministrazione

Chi c'era e cosa si è detto nel corso del convegno "La dirigenza pubblica al tempo della riforma"

Obiettivi e rischi della riforma Madia-Renzi della pubblica amministrazione ed effetti dell’innovazione legislativa e governativa in fieri sulla dirigenza statale. Di questo stanno discutendo da settimane gli addetti ai lavori e il legislatore. Ma il riassetto dell’amministrazione e l’introduzione degli incarichi dirigenziali a tempo piace poco ai sindacati della Pubblica amministrazione, ancor meno ai tecnici del Cnel che, nemmeno a farlo apposta l’esecutivo vuole sopprimere con la riforma costituzionale prossima al referendum. Questa mattina, a Villa Lubin, sede del Cnel, si è discusso della riforma Madia e del futuro della dirigenza pubblica in occasione del convegno “La dirigenza pubblica al tempo della riforma” moderato dal giornalista del Giornale, Antonio Signorini. Le paure? Essenzialmente due. Rischio di trasformare il pubblico impiego in un campo di battaglia e timori di asservimento delle amministrazione statali alle ragioni della politica.

martedì 22 novembre 2016

Scheda di lettura: Disposizioni in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

In un precedente post abbiamo dato notizia che la Camera, dopo aver votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili ha poi approvato il testo che è passato poi al Senato

Sull'A.S. 2595 recante il ddl di conversione del decreto-legge n. 193 del 2016, contenente disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, i Servizi Studi di Camera e Senato hanno predisposto una scheda di lettura del provvedimento.

Nota di lettura del Servizio bilancio del Senato: Disposizioni in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili

In un precedente post abbiamo dato notizia che la Camera, dopo aver votato la questione di fiducia posta dal Governo sull'approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell'articolo unico del disegno di legge di conversione in legge del decreto-legge 22 ottobre 2016, n. 193, recante disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili ha poi approvato il testo che è passato poi al Senato
Sull'A.S. 2595 recante il ddl di conversione del decreto-legge n. 193 del 2016, contenente disposizioni urgenti in materia fiscale e per il finanziamento di esigenze indifferibili, il Servizio bilancio del Senato ha predisposto una nota di lettura.

PA, riforma con più tutele per i dirigenti

Il nuovo meccanismo degli incarichi a tempo per i dirigenti pubblici potrebbe entrare in vigore solo quando sarà pronto il sistema di valutazione, che sarà scritto nel testo unico del pubblico impiego; la garanzia per gli attuali dirigenti di prima fascia, poi, potrebbe abbandonare l’idea della riserva di posti (il primo testo del decreto chiede di dedicare il 30% dei posti messi a bando a chi ha già ricoperto un ruolo di prima fascia nella stessa amministrazione) per trasformarsi in una “tutela” più generale sulla prospettiva di ottenere incarichi analoghi nel nuovo sistema.

domenica 20 novembre 2016

In arrivo in Consiglio dei Ministri il pacchetto Madia: tra i 5 decreti quello sulla riforma della dirigenza, più soft anche sulla responsabilità contabile

Normalmente nel fine settimana quando si parla di "pacchetto" la mente va ad un "pacchetto week end". In realtà in questi giorni è forte l'attesa per il testo definitivo del decreto di riforma della Dirigenza pubblica, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri tra giovedì e venerdì di questa settimana, con un pacchetto di 5 decreti attuativi della L. 124/2015 (Legge Madia). 
In un articolo pubblicato sul Messaggero di oggi dal titolo Statali, riforma più soft per i dirigenti anche sulla responsabilità contabile alcune indiscrezioni sulle modifiche al testo iniziale del Decreto, anche alla luce dei pareri delle Commissioni Parlamentari competenti.

Legge di Bilancio, presentati 900 emendamenti. Negli enti locali più margini per le assunzioni. Per tutta la Pa è in arrivo la proroga di un anno delle graduatorie dei concorsi

Nel precedente post dal titolo Decaro: “Governo sblocchi turnover del personale, comuni tornino ad assumere” avevamo dato notizia della forte richiesta da parte di ANCI al governo di procedere allo sblocco del turnover sul personale. Queste le parole del presidente ANCI "Abbiamo bisogno di ampliare le piante organiche e di permettere ad una nuova generazione di essere assunta dagli enti locali. In questo modo vogliamo contribuire a sostenere la ripresa economica del Paese".
In un articolo di Gianni Trovati, apparso oggi sul Sole 24Ore, dal titolo Negli enti locali più margini per le assunzioni viene analizzato l'iter della legge di bilancio e gli emendamenti relativi allo sblocco del turnover.

Pa e mandati difensivi, il “vicolo cieco” del ricorso alla gara

Capita sempre più spesso di vedere la pubblicazione di avvisi con i quali enti pubblici, soprattutto Comuni, indicono gare per l’affidamento di incarichi difensivi agli avvocati. Lo schema che va per la maggiore negli ultimi tempi è quello che prevede una prima fase di richieste di disponibilità per essere inseriti in un elenco di avvocati di fiducia dell’ente, suddiviso eventualmente per settore di competenza e una seconda nella quale, a un certo numero di professionisti iscritti in questo elenco viene richiesto di formulare un preventivo dell’onorario per la singola causa. L’ente poi assegna l’incarico al miglior prezzo, quindi con quello che nel settore degli appalti è il criterio del massimo ribasso. La diffusione di questa impostazione, che in sostanza equipara le attività degli avvocati a qualsiasi altra prestazione di servizi o commerciale, è cresciuta dopo l’entrata in vigore del nuovo codice degli appalti, che, ad avviso di alcuni primi e frettolosi interpreti, avrebbe sì testualmente (articolo 17, comma 1, lettera d) del Dlgs 50/2016) inserito questi mandati difensivi tra gli appalti esclusi, ma nel contempo opererebbe il richiamo dell’articolo 4 ai principi generali, relativi all’affidamento di contratti pubblici, e quindi, in sostanza, a quello della gara, o della “mini gara”, come qualcuno ha suggerito.

La Commissione Bilancio della Camera esprime parere favorevole condizionato sulla riforma della dirigenza pubblica

Dopo i pareri delle Commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato, anche la commissione Bilancio alla Camera ha dato il suo parere alla riforma Madia della dirigenza pubblica. Il parere è favorevole ma con riserva, in quanto il documento contiene quattro condizioni. 
Il dipartimento della Funzione pubblica - si legge tra le condizioni - "provveda alla gestione dei ruoli della dirigenza pubblica e alla tenuta e all'aggiornamento della banca dati del sistema della dirigenza pubblica nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali disponibili a legislazione vigente".