Collepardo (Fr)

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sabato 4 gennaio 2014

Piano Triennale Comunale di prevenzione della corruzione: le diverse modalità di partecipazione dei soggetti esterni

Si avvicina il termine del 31 gennaio per l’approvazione del Piano triennale per la prevenzione della corruzione e gli enti stanno provvedendo a concludere le procedure per l’approvazione dello stesso.
Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), elaborato dal Dipartimento della Funzione Pubblica, è stato approvato dalla CIVIT (successivamente divenuta ANAC) e contiene degli obiettivi strategici governativi per lo sviluppo della strategia di prevenzione a livello centrale e fornisce indirizzi e supporto alle amministrazioni pubbliche per l'attuazione della prevenzione della corruzione e per la stesura del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione.
Il Piano Nazionale Anticorruzione prevede, tra il nucleo minimo di dati e informazioni che i Piani Triennali per la prevenzione della corruzione (P.T.P.C.) debbono contenere necessariamente, anche informazioni relative al processo di adozione del piano. A pag. 27 del Piano Nazionale, tra i contenuti relativi al processo di adozione del piano triennale comunale,  è espressamente richiesta come indicazione obbligatoria anche quella relativa all’ “Individuazione degli attori esterni all'amministrazione che hanno partecipato alla predisposizione del Piano nonché dei canali e degli strumenti di partecipazione”.
In merito alla partecipazione degli attori esterni all’Amministrazione, alcuni enti stanno pubblicando lo schema di piano Triennale per la prevenzione della corruzione sul sito internet dando la possibilità, entro un termine prestabilito, a tutti i soggetti interessati di far pervenire osservazioni. Esempi in tal senso sono offerti, ad esempio, dal Comune di Treviso e dal Comune di Calcinaia.
Altri enti stanno invece utilizzando strumenti di partecipazione diversi. Merita in proposito di essere segnalata l’iniziativa del Comune di Faenza, dove è stato organizzato per mercoledì 8 gennaio presso il palazzo comunale (Palazzo Manfredi) un incontro pubblico per presentare lo schema del Piano Triennale Comunale Anticorruzione e la bozza del Codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Faenza, in adempimento alla L. n. 190 del 6 novembre 2012. L'incontro, al quale sono stati invitati i rappresentanti delle Associazioni dei consumatori e degli utenti, delle Organizzazioni sindacali e delle Associazioni degli imprenditori, è aperto a tutti i cittadini interessati.  Oltre alla presentazione della bozza del Piano, da parte del Segretario Generale del Comune di Faenza nonché Responsabile per la Prevenzione della Corruzione Roberta Fiorini, nell'occasione saranno raccolti osservazioni e contributi dei presenti.
Sono consultabili on line, sul sito del comune di Faenza, sia lo schema del Piano Triennale Comunale Anticorruzione sia la bozza del Codice di comportamento dei dipendenti del Comune di Faenza.

(Amedeo Scarsella)

venerdì 3 gennaio 2014

Il rapporto sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012 dell'A.N.A.C. e la necessaria indipendenza dei Segretari comunali

E’ stato pubblicato sul sito internet dell’Autorità Nazionale Anticorruzione e per la valutazione e trasparenza delle amministrazioni pubbliche (ANAC) il rapporto sul primo anno di attuazione della legge n. 190/2012. Il Rapporto offre un primo bilancio dello stato di attuazione della normativa anticorruzione, riportandone le prime concrete evidenze attraverso l’analisi dell’attività dei soggetti coinvolti, evidenziandone luci e ombre e offrendo possibili proposte di miglioramento.

Una particolare attenzione meritano alcuni passaggi del Rapporto che impongono un’attenta riflessione sul ruolo e sullo status del Segretario comunale, soprattutto con riferimento ai meccanismi di nomina, di revoca e più in generale alla necessaria indipendenza che deve contraddistinguere questa figura, a seguito della scelta normativa contenuta nell'art. 1, comma 7, della L. 190/2012: “negli  enti locali,  il  responsabile  della  prevenzione  della  corruzione   è individuato, di norma,  nel  segretario,  salva  diversa  e  motivata determinazione”.

Di seguito vengono riportati i passaggi più significativi contenuti nel Rapporto.

“La figura del Responsabile della Prevenzione della corruzione (RPC) costituisce il perno organizzativo dell’attuazione delle politiche di prevenzione della corruzione all’interno di ciascuna amministrazione, al quale spetta il compito di assicurare, tra l’altro, l’efficace attuazione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione (PTPC)” (pg. 5).

 “L’efficace attuazione delle politiche di prevenzione della corruzione all’interno di ciascuna amministrazione dipende anche da un assetto organizzativo coerente con l’insieme delle responsabilità riconducibili al ruolo che il RPC è chiamato a svolgere. Oltre che al suo collocamento adeguato nella scala gerarchica, sono necessari poteri di controllo e risorse (in termini di competenze professionali e di sistemi informativi) in modo che tale figura possa effettivamente incidere sui comportamenti e sul funzionamento e non costituire solo un capro espiatorio” (pg. 6).

È superfluo sottolineare l’importanza dell’indipendenza, del resto ampiamente riconosciuta in ambito internazionale, rispetto alle amministrazioni e agli stessi vertici politici, ai fini dello svolgimento di funzioni che coinvolgono la valutazione del modo in cui la legge è applicata, del funzionamento complessivo delle amministrazioni stesse e delle misure adottate a scopi di integrità e trasparenza” (pg. 12).

Il possesso del requisito dell’indipendenza è richiesto a livello internazionale in capo agli organismi deputati a svolgere attività di prevenzione della corruzione (pg. 25 e 26).

“Si deve ricordare, infine, che l’Autorità è stata considerata destinataria della comunicazione, da parte del Prefetto, del provvedimento di revoca del segretario comunale, al fine di verificare, entro il termine di 30 giorni, se detto provvedimento sia correlato alle attività svolte dallo stesso segretario in materia di prevenzione della corruzione. Intervento, questo, che l’Autorità ha operato 5 volte, giungendo, in un caso, ad esprimere parere non favorevole al provvedimento di revoca, emergendo il fumus di una sua correlazione con il comportamento del segretario comunale motivato dall’intento di garantire la legalità nell’amministrazione” (pg. 25 e 26).

L’intero rapporto è scaricabile al presente link.


Sulle problematiche riguardanti l’attuale sistema della revoca del Segretario comunale è apparso di recente sulla stampa nazionale un interessante articolo “Anticorruzione, fuori i segretari comunali non compiacenti?” a firma di Angela Corica. L’articolo è visibile sul sito del “Fatto quotidiano” al seguente link.

Nell'ambito della 9^ Edizione delle Giornate del Segretario comunale e Provinciale, organizzate dall'U.N.S.C.P. e dall'Associazione Niccolò Machiavelli, il tema è stato al centro del Convegno Nazionale di Studi svoltosi a Firenze il 20 settembre 2013 dal titolo “Per un nuovo equilibrio fra rapporto fiduciario e imparzialità nell'alta dirigenza pubblica: il superamento dell’attuale Spoils System”.

giovedì 2 gennaio 2014

Controlli di regolarità amministrativa (1): qualche buona esperienza del 2013

Nell'ambito degli interventi previsti in materia di rafforzamento dei controlli presso gli enti locali, l’articolo 3 del DL. 10.10.2012 n°174, conv. in Legge 7.12.2012, n°213, ha introdotto, all'interno del D. Lgs. 267/2000, il nuovo art. 147 – bis rubricato “Controllo di regolarità amministrativa e contabile”.

Il nuovo articolo ha previsto, al comma 2 la necessità per ogni ente di assicurare il controllo di regolarità amministrativa, nella fase successiva, secondo principi generali di revisione aziendale e modalità definite nell'ambito dell'autonomia organizzativa dell'ente, sotto la direzione del segretario generale.

Al successivo comma 3, è stata inoltre inserita la previsione della trasmissione periodica delle risultanze del controllo successivo, a cura del segretario, ai responsabili dei servizi, unitamente alle direttive cui conformarsi in caso di riscontrate irregolarità, nonché ai revisori dei conti e agli organi di valutazione dei risultati dei dipendenti, come documenti utili per la valutazione, e al consiglio comunale.

Ciascun ente, con proprio Regolamento, ha provveduto a disciplinare ed organizzare il controllo successivo di regolarità amministrativa.

In questi giorni i Segretari sono chiamati ad organizzare i controlli per l’anno 2014. Per questo appare utile verificare le esperienze maturate dagli enti nell’anno 2013.

E’ possibile consultare su internet alcuni atti adottati dai Segretari comunali per creare degli  standards predefiniti, coerenti ed adeguati ai processi oggetto di controllo. Queste esperienze appaiono estremamente utili da esaminare, anche al fine di valutare il margine di miglioramento del sistema introdotto da ciascun ente.

Due sono le esperienze segnalate in questo post:
1. La Provincia di Livorno nella quale il Segretario dell’Amministrazione Provinciale ha dettato le misure organizzative del controllo, approvando delle check list distinte a seconda delle diverse tipologie degli atti da controllare. L’esperienza appare estremamente utile, in quanto con l’approvazione delle schede si effettua a monte un’attività volta ad indirizzare i soggetti che adotteranno gli atti, fornendo agli stessi un ottimo strumento;
2. Il Comune di Roletto (TO) nel quale il Segretario ha adottato un atto organizzativo peri controlli 2013 ed ha approvato una scheda, sicuramente in forma più semplificata di quelle in uso presso la Provincia di Livorno, che può essere utile in realtà organizzative meno complesse.

Si tratta di due sole esperienze, ai colleghi la possibilità di segnalarne l’esistenza di altre significative.


Si ricorda, infine, che in un precedente post è stata segnalata la pubblicazione degli atti della Giornata di studio svoltasi il 28 gennaio 2013 presso la Prefettura di Bologna dal titolo “Il rafforzamento dei controlli negli enti locali e il nuovo ruolo dei segretari, dei direttori e dei responsabili dei servizi finanziari dopo il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174”.

martedì 31 dicembre 2013

Felice anno 2014

Con l'arrivo del nuovo anno, il blog cambia "immagine di copertina".

Salutiamo l'immagine che ci ha tenuto compagnia per i primi giorni di esistenza del blog, destinata a ricordare l'importanza dell'impegno dei Segretari comunali per estirpare la grave piaga nel nostro paese rappresentata dalla corruzione nella pubblica amministrazione, dando un caloroso benvenuto alla foto scattata a Valmontone che ritrae parte dei colleghi intervenuti all'Assemblea Regionale dell'Unione Regionale del Lazio tenutasi il 18 dicembre 2013.

Riservandomi in futuro di pubblicare un resoconto della discussione e delle decisioni assunte a Valmontone, posso intanto scrivere il titolo del resoconto: L'Unione fa la forza.

Buon 2014 a tutti.

Amedeo

lunedì 30 dicembre 2013

Intervento del Prof. Vandelli sulle trasformazioni della figura del Segretario Comunale a seguito delle normative sui controlli interni e sull'anticorruzione

Sono stati pubblicati gli atti della Giornata di studio svoltasi il 28 gennaio 2013 presso la Prefettura di Bologna dal titolo “Il rafforzamento dei controlli negli enti locali e il nuovo ruolo dei segretari, dei direttori e dei responsabili dei servizi finanziari dopo il decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174”.

Oltre agli interessanti interventi di Gaetano Scognamiglio (Rafforzamento dei controlli interni, anticorruzione e nuova governance locale), di Luca Uguccioni (Le nuove tipologie di controllo interno nelle prime soluzioni organizzative, con particolare riguardo al controllo successivo di regolarità amministrativa, anche in rapporto alle previsioni della legge 190/2012) e di Tiziano Tessaro (I rapporti con i controlli esterni, le responsabilità e le sanzioni), di particolare interesse si presentano le conclusioni svolte dal Prof. Luciano Vandelli (Controlli e prospettive di riforma delle amministrazioni locali: considerazioni conclusive). In particolare, il Prof. Vandelli si sofferma ad analizzare (pag. 69 e 70) le trasformazioni riguardanti la figura del segretario comunale connesse alle normative in materia di controlli ed in materia di anticorruzione, analisi di seguito riportate:

Determinante, poi, risulta la funzione della dirigenza e, in particolare, il ruolo del segretario comunale e provinciale. Il segretario, come emergeva dalla relazione di Luca Uguccioni, si trova in una posizione centrale e, al tempo stesso, assai peculiare. In realtà, se un tempo si diceva che il segretario “ha due cappelli”, da un lato quello che gli dava l’investitura da parte dello Stato, con un collegamento diretto con il Prefetto, dall’altro quello che gli conferiva la collocazione funzionale nell’ambito del Comune e della Provincia, ormai di cappelli il segretario ne porta tanti: anzi, questi cappelli, nella fase recente hanno una tendenza a moltiplicarsi, rendendo arduo capire qual è la vera vocazione e il mestiere di segretario, temi naturalmente determinanti per capire poi la tipologia delle professionalità più opportune e adeguate. A questa moltiplicazione corrispondono concezioni di fondo diverse, che nella esperienza dell’evoluzione svoltasi negli scorsi anni possiamo – tagliando con l’accetta – sintetizzare nella posizione del segretario garante, per un verso, e nella figura del segretario-manager, dall’altro, con diverse connotazioni e diverse conseguenze. Sollevando il dubbio di fondo della perdurante utilità del punto di equilibrio tra contrapposte tendenze e impostazioni che venne conseguito all’epoca delle riforme Bassanini, alla fine degli anni Novanta, tra le istanze autonomistiche, particolarmente legate all’affermazione dell’elezione diretta del Sindaco e del Presidente della Provincia e, sull’altro versante, dalle preoccupazioni e rivendicazioni di un organo garante a servizio di tutti gli organi e dell’ordinamento, in posizione essenzialmente imparziale. In sostanza, il compromesso allora conseguito si basava, come è noto, su una garanzia di professionalità, affidata all’inserimento in un albo specifico, e dall’altro lato nella scelta da parte del Sindaco e del Presidente della Provincia, con scadenza alla fine del mandato, in una sorta di spoil system “all’italiana”; che non è propriamente uno spoil system ma che di quel sistema riproduce alcuni tratti. A questo schema, si è aggiunta poi la possibilità di sommare nella figura del segretario sia il ruolo che gli spetta per legge sia quello, volontariamente attribuitogli dal
Sindaco o dal Presidente della Provincia, di direttore generale e, dunque, di responsabile  manageriale della gestione dell’ente e delle relazioni con la dirigenza.
In questi termini, la figura del segretario ne è risultata trasformata: con aspirazioni nuove e nuove debolezze: bene espresse dalle tensioni tra pulsioni e istanze di stabilizzazione (a chi può far piacere trasferirsi ogni cinque anni, cambiando i contesti e le abitudini di vita delle famiglie, le scuole dei figli, le frequentazioni, ecc.?), da un lato, e le aspirazioni ad esercitare e a potenziare un ruolo manageriale. Curiosamente di queste contraddizioni si parla poco, nel dibattito corrente sui temi di revisione dell’ordinamento. Eppure, si tratta, a mio avviso, di un tema assi rilevante, come ben sottolinea la normativa recente, particolarmente in tema di controlli, come configurati da ultimo nel decreto n. 174, e in tema di misure di prevenzione della corruzione, secondo quanto stabilito ora dalla disciplina anticorruzione.
La legge n. 190 riflette un tipo di visione, un profilo, una concezione del segretario comunale. Concezione che pone in evidenza un dubbio: una volta che il segretario metta quel cappello, tendenzialmente di garante della legalità e della correttezza dell’amministrazione a vantaggio di tutti, maggioranza e opposizioni, e nell’interesse complessivo dell’ordinamento, riesce anche contemporaneamente a porsi come motore dell’attuazione del programma di governo del Sindaco? Il segretario comunale riesce ad essere il punto di riferimento che garantisce tutti i consiglieri di qualunque provenienza, siano di qualunque colore e di qualunque posizione rispetto alla gestione del Sindaco e a rivestire, al tempo stesso, la posizione di principale collaboratore fiduciario del Sindaco? Non c’è qualche cosa che stride in tutto questo? Non c’è bisogno di ricondurre ad un disegno che tenga conto dei punti di frizione e di delicatezza?


Gli atti integrali della Giornata di studio possono essere scaricati dal sito della Prefettura di Bologna al seguente link.