Collepardo (Fr)

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venerdì 6 febbraio 2015

Le proposte di emendamento ANCI al "Milleproroghe": da centrali uniche di committenza ad altri aspetti critici per il sistema delle autonomie

Oltre all'ormai certa proroga riguardante l'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali, l'ANCI ha presentato una serie di proposte di emendamento al Milleproroghe, mentre il provvedimento ha ripreso il suo iter nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
Questo il comunicato ANCI:
Eliminare le sanzioni che ricadranno sulle Città metropolitane a seguito dello sforamento del Patto di stabilità da parte delle ex Province. Abrogare il blocco delle assunzioni nei casi di mancato rispetto dei tempi medi di pagamento. Prorogare i termini per la definizione degli obiettivi del Patto di stabilità interno. E ancora: proroga degli sfratti per finita locazione per le situazioni più critiche, tempi adeguati per lo smaltimento dei rifiuti radioattivi, revisione della norma sulle Centrali uniche di committenza per l’acquisto di beni e servizi.
Sono questi i principali temi contenuti nelle proposte di emendamento al Milleproroghe e ribaditi dall’ANCI, mentre il provvedimento ha ripreso il suo iter nelle Commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera.
‘’L’ANCI ritiene – si legge in una nota - che occorra escludere la possibilita’ di applicare il divieto di assunzioni di personale a qualsiasi titolo nel caso in cui la certificazione del saldo finanziario in termini di competenza mista sia trasmessa con un ritardo non superiore a sessanta giorni dal termine stabilito per l’approvazione del conto consuntivo. Ritiene inoltre che debba essere abrogata la sanzione che prevede il blocco delle assunzioni di personale, compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto, nel caso di mancato rispetto dei tempi medi di pagamento’’.
Proroghe ulteriori sono richieste inoltre ‘’per la definizione degli obiettivi del Patto di stabilità interno e per l’adozione del decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, che ridefinisce gli obiettivi del Patto di stabilitò interno degli enti locali. L’Associazione poi continua a chiedere ‘’inapplicabilità delle sanzioni a carico delle Città metropolitane nel caso di sforamento del Patto di stabilita’ interno nell’anno 2014 da parte delle ex Province’’.
La proroga degli sfratti e’ richiesta anche ‘’tenuto conto dei tempi non brevi di erogazione delle risorse stanziate dal Ministero delle Infrastrutture per fronteggiare le situazioni interessate dalla mancata proroga’’.
L’ANCI chiede poi ‘’di prevedere una proroga dei tempi per le procedure relative allo smaltimento a titolo definitivo dei rifiuti radioattivi al fine di concedere agli enti territoriali interessati un tempo adeguato a svolgere i necessari approfondimenti per la messa in sicurezza i rifiuti nucleari del nostro Paese’’.
Infine, le disposizioni sulla centralizzazione dell’acquisto di beni e servizi: ‘’L’ANCI condivide pienamente il principio sotteso al risparmio della spesa pubblica e la necessità di ridurre le numerose stazioni appaltanti ad oggi esistenti – si legge nella nota - tuttavia si esprime la forte preoccupazione dei Comuni per le difficoltà amministrative legate ai processi di aggregazione, in particolare dei Comuni non capoluogo di provincia che potrebbero determinare – in alcuni casi si sta già verificando - uno stato di paralisi del mercato. Nello specifico si fa riferimento alla problematica maggiormente sentita di non consentire ai comuni fino a 10.000 abitanti, acquisti in autonomia, per importi al di sotto di 40.000 euro, nonché agli interventi di somma urgenza. In taluni casi e per importi limitati – rimarca l’Associazione - e’ notevolmente più economico e rapido rivolgersi a fornitori che prestano la loro attività nei pressi del territorio comunale che non ricorrere a Consip. Per fare alcuni esempi: la rottura del vetro di una scuola; le spese dei piccoli mezzi per la raccolta rifiuti; le spese del pulmino della scuolabus. In tali casi la norma vigente non consente al Comune di poter immediatamente intervenire, ma deve attendere la procedura che dovrà svolgere la Centrale Unica di committenza. Generando cosi’ – conclude la nota - un’eccessiva burocratizzazione, in contrasto con l’auspicato principio di semplificazione di cui ha necessita’ il nostro Paese.

Obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali: quasi certa la proroga al 31 dicembre 2015

Come previsto in un precedente post dal titolo Centrali uniche di committenza ed esercizio associato delle funzioni fondamentali... in arrivo la proroga? per l'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali si va verso una proroga al 31 dicembre 2015. La proroga dovrebbe essere contenuta nella versione definitiva della legge di conversione del DL 190/2014 (cd milleprorighe). Nei lavori sul disegno di legge di conversione è stato presentato un emendamento del governo che va in tale direzione.
Si veda in proposito l'articolo di Francesco Cerisano pubblicato su ItaliaOggi del 05.02.2015 dal titolo "Gestioni associate da rifare".
L’ANCI, insieme con numerosi Comuni interessati dall’obbligo delle gestioni associate delle funzioni fondamentali, attende riscontro nel ‘Milleproroghe’ del proficuo lavoro condotto dall’Associazione in collaborazione con il Governo, in particolare col ministero dell’Interno e con tutti i parlamentari che si sono dimostrati sensibili alle richieste emendative avanzate dall’ANCI a tale riguardo.
La proroga proposta sulle gestioni associate, come concordato lo scorso 22 Gennaio in Conferenza Stato-Città tra ANCI e ministero dell’Interno, prevedrebbe un differimento al 31 dicembre 2015 dei termini previsti per la gestione associata delle funzioni fondamentali delle gran parte dei piccoli Comuni, in considerazione di alcune criticità emerse in fase di prima applicazione.
L’ANCI auspica inoltre che il differimento dei termini, se confermato come richiesto dall’Associazione, non sia fine a se stesso, ma rappresenti un momento di verifica e soluzione delle questioni che rendono ancora troppo difficoltosa una diffusa ed efficace realizzazione di tali processi.

Il resoconto del seminario del 6 febbraio a Torino dal titolo "Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma" pubblicato in diretta blog

In questa pagina è possibile vedere il resoconto, fatto in diretta blog, del seminario svolto oggi a Torino presso il Campus Luigi Einaudi, dal titolo Il segretario comunale e provinciale: linee di riforma. Il resoconto è a cura di Luca Costantini.

Ore 11.08 La prima notizia è che il Sen. Pagliari è presente.
Ore 11.15 Il seminario ancora non è iniziato.
Ore 11.20 Inizia il suo intervento il Prof. Rosario Ferrara.
Ore 11.24 Prof. Ferrara La professione del Segretario comunale è a tutti nota e cara. Difficile riformare la Pubblica Amministrazione partendo dagli operatori piuttosto che dalle strutture. Prima si dovrebbe incidere sui comuni polvere e sulle strutture più in genere. Non andrebbero fatti discorsi ideologici. L’abolizione delle province forse è stata frettolosa.
Ore 11.30 Interviene Maria Concetta Giardina. Spiega che rappresenta l'associazione Vighenzi e parla dell'associazione. Spiega che è trasversale ai sindacati e che comunque lei rappresenta Unadis.
Ritiene che la professione sia poco conosciuta e vada spiegata cosa che viene fatta nel manifesto ideato promosso da Vighenzi. Negli ultimi anni hanno molto potenziato il ruolo di prevenzione della corruzione e garanzia. È il primo collaboratore del sindaco. Il manifesto è stato sottoscritto da molte personalità. Spiega anche il percorso d'accesso e di continua formazione.
Punti di forza e criticità della categoria. Punto di forza è l'accesso in carriera, altamente selettivo. Come importante il continuo percorso formativo per progredire di carriera. Cominciando dai piccoli comuni poi il segretario acquisisce una preparazione trasversale. I segretari sono anche molto flessibili. Ciò permette di svolgere funzione antitetiche: attuazione programma e garanzia. Ruolo quest'ultimo potenziato di recente.
Ore 11.35 Continua Maria Concetta GiardinaPunti di debolezza. La responsabilità derivante sul segretario dal ruolo di responsabile della prevenzione della corruzione sono pesanti e il fatto che la politica non è soggetta alla normativa non aiuta. Nella normativa che riguarda le società private responsabile è la Società. Altre debolezze sono la mancanza di motivazione per la mancata conferma e per la nomina. Conciliare anticorruzione e attuazione del programma è difficile ma possibile. E’ un aspetto di criticità.
Ore 11.40 Continua Maria Concetta GiardinaCriticità ulteriore è il massiccio ricorso al convenzionamento e le fasce professionali che oggi sono anacronistiche
Ore 11.44 Continua Maria Concetta GiardinaCome può conciliarsi lo Spoil system con la garanzia e la prevenzione della corruzione. Legare la carriera dei dirigenti alla politica porta ai casi di corruzione. Il problema è comune a tutta la dirigenza. Albo a esaurimento e facoltatività della figura è un licenziamento senza causa. Deve esser data una via di uscita. Il segretario ha tutte le caratteristiche che si dice la nuova dirigenza deve avere.
Ore 11.50 inizia l'intervento Alfredo Ricciardi.
Ore 11.55 Ricciardi si presenta. Rappresentante del sindacato più rappresentativo. Parte dalla riforma della pubblica amministrazione. Esigenze più pressanti: legalità e efficienza. Argomenta i due aspetti e l'importanza di equilibrio fra i 2 aspettiLa dirigenza è uno degli elementi per raggiungere i due elementi. Il dirigente deve garantire i due aspetti e esserne responsabile. Questo è un passo di maturazione necessario. 
Ore 12.00 Continua Alfredo RicciardiLa dirigenza di vertice che non può mancare. Il vertice è necessario in ogni organizzazione. Nel comune ci sarà un vertice politico e un vertice amministrativo per rispettare la separazione fra gestione e indirizzo. La legge delega abolisce nello stato la dirigenza generale ma non la funzione. 
Ore 12.05 Continua Alfredo RicciardiNegli enti locali non esiste la dirigenza su due livelli. C'è il segretario, figura continuamente discussa e contraddittoria. La riforma abolisce il segretario ma non individua la figura di vertice. La riforma mina il principio di separazione perché il sindaco sarebbe vertice politico/amministrativo. Gli emendamenti del relatore riportano il vertice ma si deve discutere sul vertice che deve garantire efficienza e legalità. L’Italia può lasciare all'autonomia di ogni ente l'organizzazione sulla legalità?
Ore 12.06 Inizia l'intervento il Sen. Pagliari.

Ore 12.10 Il Sen. Pagliari. Le analisi del ddl possono essere varie. Un filo conduttore esiste che può anche non essere condiviso. Ipotizzare il ruolo unico disegna un contesto di fungibilità. Vengono meno le fasce ministeriali e viene meno il ruolo del segretario. La delega prevede la soppressione dell’albo. La funzione cambia. 

Ore 12.15 Continua il Sen. PagliariScompare il ruolo di controllo o autonomia? Il controllo va rivisto non deve essere formale. La riforma va completata. Il controllo sarà diversamente esercitato da altro dirigente. Autonomia. È tema che segna il passo per le norme ma anche per i politici e i tecnici per come svolgono il ruolo.
Ore 12.20 Continua il Sen. PagliariDice di non aver ascoltato opposizioni di merito sulla delega che sarebbero utili. Le prospettiva che avete sono prospettive di battaglia contro abolizione. Spiega gli emendamenti presentati. Nella delega coordinamento e controllo è presente negli enti piccoli
Ore 12.21 BRUSIO IN AULA!
Ore 12.22 Conclude il Sen. Pagliari. La scelta è abolizionistica. La scelta da fare è se opporsi o collaborare.

Ore 12.23 Inizia il dibattito

Ore 12.24 Interviene Ciro Mennella Segretario di 2 piccoli comuni. Chiede lo stralcio della parte che riguarda i Segretari comunali e l'inserimento della riforma nella riscrittura della carta delle autonomie.

Ore 12.24 Interviene Giampiero Vangi. Manca la risposta del relatore a osservazioni di Ricciardi e Giardina. La riforma porta allo strapotere della politica. La riforma porta a mafia capitale. Chi è andato in galera? I dirigenti nominati dalla politica. Cosa significa albo ad esaurimento, perché dobbiamo esservi ricompresi? Vogliamo parità di trattamento.
Ore 12.30 Interviene Giulia Deste. Perché reintrodurre i direttori. Hanno fallito. Dov'è la meritocrazia. Dov'è il passaggio meritocratico.
Applausi agli ultimi due interventi.
Ore 12.35 Interviene Fedeli Stefano. Siamo funzionari non dirigenti. Discorso del relatore è da senatore e non da professore. Non vogliono il dialogo. I segretari sono aperti al dialogo. Come si può proporre la scelta fiduciaria? Come può garantire imparzialità? Perché la delega mortifica la formazione? 
Ore 12.40 Intervento di una collega La scelta è pesante. La collega è segretaria in 2 piccoli comuni. Il segretario lì fa tutto. Ribadisce accesso tramite concorso. Dichiara accanimento contro la categoria. Non sono state date spiegazioni. Chiede almeno mobilità decente verso tutti gli enti pubblici. Chiede risposta verso il futuro lavorativo.
Ore 12,45 altro collega interviene. Non essendoci margine su abolizione chiede rassicurazioni su passaggi fra le fasce dirigenziali (centrali e locali)
Ore 12.50 Interviene Cotugno Segretario del comune di Biella. La questione non è personale. La relazione di Ricciardi conteneva temi di merito ma non si è risposto. Come la riforma mantiene il distinguo fra politica e gestione? La mancanza della figura di vertice lede la distinzione. Il ruolo unico non fornisce garanzie.
Ore 13.00 Interviene Morra Paolo segretario comune 40.000 abitanti.  Il senatore ha spiegato la volontà del governo.  Non deve passare il messaggio salvateci. Il discorso è doveroso. Noi vogliamo continuare a operare nei comuni. La riforma deve fare uscire una figura che garantisca gli enti.
Ore 13.05 Riprende la parola il Sen. Pagliari. Cercherà di essere più chiaro. Il relatore non è il governo. Può sembrare una via di fuga ma non lo è. Questa è una riforma non una modifica dell’ordinamento vigente. Si possono contestare i presupposti ma è la linea della riforma che potrà anche fallire. Il processo è futuribile. Il dialogo non può arrivare a sopprimere il comma 4. La riforma deve andare avanti, è necessario un modello diverso. 
Ore 13.08 Continua Pagliari. Il punto di confronto sono i correttivi. Saranno i parlamentari a decidere se ci sarà abolizione. Ora invece si può discutere un correttivo dell’impostazione. Ci deve essere più spazio per la tecnica e meno per le recriminazioni.
Si apre un battibecco fra una collega e il relatore che pacatamente la richiama alla calma. 
Ore 13.10 Continua PagliariDa tecnico l’ipotesi ha una sua logica complessiva. Lo sforzo deve tendere dalla presa d’atto realistica. Si deve trovare ragionevole soluzione che non deve essere la piena soddisfazione delle proprie istanze. La soluzione può esserci e va trovata.
Ore 13.30 Interviene Ricciardi. I sindacati cercano il dialogo. Non cerchiamo ricollocazione ma il salvataggio delle posizioni lavorative è importante. La sezione ad esaurimento fa ricadere sui segretari l’onere di trovare collocazione. Non si è voluto affrontare il problema.
Ore 13.35 Interviene il Prof. Cavallo Perin. Il momento di confronto concesso è stato importante. Fa un excursus storico della figura. Una volta figura era esonerabile ad nutum più notarile e libero professionista. Solo nel 800 c'è stabilizzazione del rapporto di lavoro. Excursus continua fino ai giorni nostri. 

Il governo ora ritiene di far finire 240 anni di storia. Ci si può contrapporre o dialogare. Le riforme possono non aver successo. La scelta del governo è un capriccio oppure no. Se è un capriccio finirà se non lo è la cosa diventa seria e va affrontata perché l’altra parte ha le sue ragioni. Tutte le categorie sono criticabili.

Ore 13.36 continua Cavallo Perin. Rispetto ai 240 anni di storia si può dire che il quadro è mutato. Oggi i comuni hanno una posizione diversa, oggi il ruolo dei comuni è diverso. Ci so le regioni, le province che sono entrambe in difficoltà e l’Unione europea. La riforma dovrebbe partire da qui. I comuni sono cambiati. Alcuni comuni pesano molto altri, quelli polvere, poco. 
Ore 13.45 continua Cavallo Perin. La crisi di finanza pubblica incide. Il sindaco senza denaro è in difficoltà e ciò  si scarica sulla struttura. Oggi lo scontro non è solo politica dirigenza ma anche centro periferia. Non si può non vedere il dato di fatto. Un suggerimento c'è stato. 
Il punto minimo è meglio definire la funzione necessaria. Quali sono le funzioni necessarie. Delle due funzioni garanzia e efficienza quale scegliere. Non è detto che sommarle sia positivo. Spingendo su apicalità c'è più concorrenza. Sulla legalità c'è più specificità è presente meno concorrenza ma ci sono difficoltà. Quale aspetto si vuole scegliere? 
Piccola critica. La certezza della norma scritta non è il periodo della massima cultura!
Non deve esserci eccesso di fiducia nelle norme. La politica patisce questo atteggiamento. Bisogna porre più attenzione ai principi stabiliti nella norma. I segretari devono aiutare i comuni.
Ore 13.50 Seminario concluso.
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Al seminario hanno partecipato, oltre ai Professori Rosario Ferrara e Roberto Cavallo Perin, anche il Segretario Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali, Alfredo Ricciardi, il Presidente dell'Associazione Vighenzi, Maria Concetta Giardina ed il relatore al DDL 1577 di riorganizzazione della PA Sen. Giorgio Pagliari.
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Il seminario rappresenta un appuntamento importante per la categoria, in questa delicata fase di discussione del DDL 1577 che prevede l'abolizione della figura del Segretario comunale.
Grazie alla disponibilità del caro amico e collega Luca Costantini, abbiamo cercato su questo blog di fornire notizie tempestive sull'andamento del seminario. Luca, presente all'evento, mi ha inviato passo dopo passo le dichiarazioni dei partecipanti che ho riportato nel blog. 
Si tratta della prima volta che ci siamo avventurati in una simile iniziativa, proprio per l'importanza dell'evento, quindi ci scusiamo per qualunque errore o inconveniente.

giovedì 5 febbraio 2015

Pubblicati sul sito del Senato i subemendamenti agli emendamenti del relatore Pagliari (anche relativi ai segretari comunali)

Dopo aver presentato in data 25.11.2014 l'emendamento interamente sostitutivo dell'art. 8 in tema di Camere di commercio, nelle sedute del 16.01.2015 e del 20.01.2015 della Commissione Affari Costituzionali del Senato, il relatore PAGLIARI (PD), ha presentato i propri emendamenti al DDL AS 1577 di riorganizzazione della pubblica amministrazione. Ricordiamo che uno di questi prevede il mantenimento dei direttori generali.

Il termine per la presentazione di subemendamenti, da parte dei senatori, agli emendamenti del relatore era stato fissato martedì 3 febbraio alle ore 13,00.
Sono stati pubblicati ora sul sito del Senato i subemendamenti presentati dai Senatori.
Per quel che riguarda i Segretari comunali si rimanda principalmente ai subemendamenti agli emendamenti riguardanti l'art. 10.

Individuazione dell’autorità amministrativa competente all’irrogazione delle sanzioni relative alla violazione di specifici obblighi di trasparenza (Delibera ANAC n. 10/2015)

Pubblicata sul sito dell'ANAC, Autorità Nazionale Anticorruzione, la Delibera n. 10 del 21 gennaio 2015 avente ad oggetto "Individuazione dell’autorità amministrativa competente all’irrogazione delle sanzioni relative alla violazione di specifici obblighi di trasparenza (art. 47 del d.lgs. 33/2013)".

martedì 3 febbraio 2015

Autorità anticorruzione e Segretari comunali: necessaria una Santa Alleanza

Pubblicato sulla rivista on line LeggiOggi un articolo di Luciano Catania dal titolo Autorità anticorruzione e segretari enti locali: necessaria una Santa Alleanza.
Questo l'abstract:
Il costo della corruzione in Italia è stato quantificato in 60 miliardi di euro l’anno. Si tratta di una stima grossolana che, però, indica la gravità del problema. L’abolizione dei segretari degli enti locali priverebbe i Comuni di un riferimento importante nella prevenzione della corruzione. Una riforma del ruolo del segretario, invece, lo potrebbe fare diventare un preziosissimo collaboratore dell’Autorità nazionale anticorruzione.

L'UNSCP sulla proposta di abolizione dei Segretari comunali: preoccupazione ma fiducia nelle istituzioni

Di seguito il comunicato diramato a seguito della Segreteria Nazionale e del Coordinamento dei territori dell'Unione Nazionale Segretari comunali e provinciali che si sono tenuti nei giorni del 30 e 31 gennaio.
L’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali segue con la massima attenzione e con costante impegno i lavori della Commissione Affari Costituzionali al Senato, ove è in discussione il disegno di legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione.
Ci si attende, dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Sergio Mattarella, a cui vanno naturalmente gli auguri più sentiti non solo dell’Unione ma di tutti i Segretari, che i lavori si avviino alla conclusione. 
L’Unione è perfettamente consapevole che tutti i Segretari vivono con apprensione e preoccupazione questi giorni e queste settimane, e condivide questi sentimenti, e tuttavia - anche in relazione ad alcuni recenti articoli di stampa, ove si da per chiuso ogni futuro dei Segretari - l’Unione esprime e ribadisce fiducia nei confronti delle Istituzioni. 
Confidiamo che l’approfondimento e l’esame che nei mesi scorsi è stato compiuto in Commissione possa produrre una positiva soluzione, da parte della Commissione stessa e del Governo, del tema della figura del Segretario Comunale e Provinciale, nell’interesse dell’imparzialità e buon andamento della Pubblica Amministrazione e della modernizzazione degli Enti Locali.
Riteniamo che ogni diversa o ulteriore valutazione che voglia essere seria, dovendo essere fondata sui fatti e non su ipotesi, non possa che essere successiva alla conclusione dei lavori della Commissione, poiché solo dopo che essa avrà esaminato e votato ogni articolo e i relativi emendamenti, e infine votato il disegno di legge, potremo conoscere il testo che sarà portato all’esame dell’Assemblea del Senato.
                                                 UNSCP

L'ANAC pubblica il nuovo regolamento per l’esercizio della funzione consultiva in materia di appalti pubblici

L’Autorità nazionale anticorruzione – la quale ha assunto i compiti e le funzioni dell’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori, servizi e forniture, a seguito della soppressione di quest’ultima, disposta dall’art. 19, comma 1, del DL. 24 giugno 2014, n. 90, convertito con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 – nell’esercizio della sua attività istituzionale, svolge anche funzioni consultive. 
Tale attività è espressamente prevista da specifiche disposizioni normative: 
1) l’articolo 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163 (in esecuzione del quale l’Anac ha adottato il “Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - Serie Generale, 12 settembre 2014, n. 212) dispone che l’Autorità, su iniziativa della stazione appaltante e di una o più delle altre parti, esprime parere non vincolante relativamente a questioni insorte durante lo svolgimento delle procedure di gara, eventualmente formulando una ipotesi di soluzione; 
2) l’articolo 69, comma 3, del citato decreto dispone che l’Autorità è tenuta a pronunciarsi, entro 30 giorni, sulla compatibilità con il diritto comunitario delle condizioni particolari di esecuzione del contratto previste nel bando o nell’invito; il combinato disposto degli articoli 1, comma 82 della legge 6 novembre 2012, n. 190, e 15, comma 3, del decreto legislativo 8 aprile 2013, n. 39, attribuisce all’Autorità, nel caso di revoca dell’incarico amministrativo di vertice (ivi compreso quello di segretario comunale o provinciale) o dirigenziale, il potere di formulare, entro trenta giorni, un parere, contenente eventualmente una richiesta di riesame del provvedimento adottato dall’amministrazione, ove riscontri una correlazione tra il provvedimento di revoca e l’attività in materia di prevenzione della corruzione svolta dal soggetto nei confronti del quale la revoca è stata disposta; 
3) l’articolo 1, comma 2, lettera e), della citata legge n. 190/2012 attribuisce all’Anac il potere di esprimere pareri facoltativi in materia di autorizzazioni allo svolgimento di incarichi esterni di cui all’art. 53, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, da parte dei dirigenti amministrativi dello Stato e degli enti pubblici nazionali.
L’Autorità, peraltro, svolge anche un’attività consultiva non espressamente prevista da specifiche disposizioni di legge.
Con regolamento del 14 gennaio 2015 l'ANAc ha dettato le "Modalità operative per l’esercizio della funzione consultiva di cui alla legge 6 novembre 2012, n. 190 e decreti attuativi e, in materia di appalti pubblici ai sensi dell’art. 3, comma 3 del “Regolamento sull’esercizio della funzione di componimento delle controversie di cui all’art. 6, comma 7, lettera n) del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163”.
Qui il link al Regolamento integrale.

lunedì 2 febbraio 2015

Le assunzioni ed i tagli di organico: commento alla circolare della Funzione pubblica n. 1/2015

In un precedente post abbiamo dato notizia della pubblicazione sul sito della Funzione pubblica il testo della circolare firmata questa mattina dai Ministri Madia e Lanzetta relativa ai dipendenti delle province e delle città metropolitane (n.1/2015).
Segnaliamo ora la pubblicazione di un articolo a cura di Arturo Bianco di commento alla citata circolare dal titolo Le assunzioni ed i tagli di organico.

Questo l'inizio dell'articolo:
"Per le città metropolitane non operano i divieti di effettuare assunzioni di personale a tempo indeterminato o determinato, nonché le altre limitazioni dettate per le province. Nella individuazione del personale da collocare in sovrannumero non si deve tenere conto né di quello impegnato nella funzione di gestione del mercato del lavoro né dei vigili né delle cessazioni che si realizzeranno entro il 31 dicembre 2016. Le assunzioni, comprese quelle in mobilità, sono riservate al personale collocato in sovrannumero dalle province, salvo quelle finanziate con il programma del fabbisogno del 2014. Sono queste le più importanti indicazioni contenute nella nella circolare n. 1/2015 del 29 gennaio dei Ministri per la semplificazione e la pubblica amministrazione e gli affari regionali e le autonomie “Linee guida del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e del Ministro per gli affari regionali e le autonomie in materia di attuazione delle disposizioni in materia di personale e di altri profili connessi al riordino delle funzioni delle province e delle città metropolitane. Articolo 1, commi da 418 a 430, della legge 23 dicembre 2014, n. 190”.
Qui il link all'articolo completo di Arturo Bianco dal titolo Le assunzioni ed i tagli di organico.
In argomento si veda il precedente post Province: il testo della circolare n. 1/2015 dei Ministri Madia e Lanzetta sul personale delle province e delle città metropolitane con i richiami ivi riportati.

Gestioni associate: in attesa della proroga legislativa il Ministero dell'interno "rivede" la posizione intransigente

In un precedente post dal titolo Le gestioni associate obbligatorie: tra richieste delle Autonomie di proroga ai fini di un ripensamento e inviti alle diffide ministeriali abbiamo segnalato che il Ministero dell'interno, Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali, con nota prot. n. 323 aveva invitato le prefetture ad avviare la procedura normativa volta al commissariamento degli enti inadempienti rispetto all'obbligo di gestione associata delle funzioni fondamentali.
La citata posizione aveva subito ricevuto critiche dal mondo delle autonomie.
Nella seduta del 22 gennaio della Conferenza Stato-città, Viminale e Anci hanno condiviso la necessità collaborazione nel percorso istituzionale volto alla realizzazione del complessivo disegno legislativo, ipotizzando un differimento rispetto al termine normativo da introdurre in sede di conversione al DL 192/2014 (cd milleproroghe).
In attesa della presumibile proroga, il Ministero dell'interno ha inviato in data 23 gennaio alle prefetture un'altra circolare  con cui  "rivede" la precedente posizione intransigente.

Attenzione ad una nuova scadenza: il 16 febbraio scade il termine per approvare il Piano di informatizzazione delle procedure

Il collega Adriano Marini ricorda che il 16 febbraio 2015 scadrà il termine previsto dal legislatore per la pubblicazione – da parte di tutte le pubbliche amministrazioni - del “Piano di informatizzazione delle procedure” previsto dall’art. 24, comma 3-bis, del DL. n. 90/2014, così come convertito dalla L. 114/2014.

La citata norma prevede espressamente che: 
"3-bis. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, le amministrazioni di cui ai commi 2 e 3 approvano un piano di informatizzazione delle procedure per la presentazione di istanze, dichiarazioni e segnalazioni che permetta la compilazione on line con procedure guidate accessibili tramite autenticazione con il Sistema pubblico per la gestione dell'identità digitale di cittadini e imprese. Le procedure devono permettere il completamento della procedura, il tracciamento dell'istanza con individuazione del responsabile del procedimento e, ove applicabile, l'indicazione dei termini entro i quali il richiedente ha diritto ad ottenere una risposta. Il piano deve prevedere una completa informatizzazione".

domenica 1 febbraio 2015

Nota di lettura ANCI dei commi da 609 a 616 della Legge di stabilità 2015 inerenti la “Razionalizzazione delle società partecipate locali”

Pubblicata dall'ANCI la nota di lettura dei commi da 609 a 616 della legge 190/2014 (legge di stabilità 2015) inerenti la “Razionalizzazione delle società partecipate locali”.

Qui il link ai seguenti atti:
Sulla legge di stabilità, con riferimento alla disciplina delle società partecipate, su questo blog si vedano:

Società partecipate e "Legge di Stabilità": tutto si trasforma, nulla cambia

Pubblicati dalla rivista on line Diritto dei Servizi Pubblici due articoli in merito alle disposizioni recentemente introdotte con la Legge 190/2014 (cd Legge di stabilità 2015) sulle società partecipate.

Questi i due articoli pubblicati: