Collepardo (Fr)

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giovedì 23 giugno 2016

Governo, svolta dopo il voto 3 miliardi a Comuni e Regioni. Corsa a ostacoli nei prossimi mesi per affrontare le emergenze. Misure per tagliare le tasse e ridurre la povertà

Prima mossa: una boccata d’ossigeno da oltre 3 miliardi ai Comuni, alle Città metropolitane e alle Regioni. Il decreto, che il governo aveva rinunciato a varare prima dei ballottaggi, approvato venerdì, arriva in Parlamento ad alimentare, con fair play, anche le affamate casse delle città ora guidate dalle sindache grilline. Così, tra aiuti agli enti locali e annunci di nuovi sgravi fiscali e interventi su periferie e povertà, il premier Matteo Renzi conta di superare la fase difficile, segnata da una ripresa fragile, tra le elezioni comunali e il referendum costituzionale di ottobre.

Raccolte sistematiche delle risposte Aran ai quesiti su malattia e ferie

Nell'ambito dell'attività di supporto alle pubbliche amministrazioni rappresentate, l'Aran ha predisposto alcune raccolte sistematiche degli orientamenti applicativi in materia di assenze per malattia, infortuni sul lavoro, causa di servizio e ferie.

Contratto pubblico impiego: Madia, convocazione sindacati a luglio

Entro l'inizio di luglio la ministra della P.A., Marianna Madia, convocherà i sindacati per il rinnovo del contratto di lavoro e per la discussione sul testo unico del pubblico impiego. Lo ha riferito la ministra stessa, intervenendo ad un dibattito sulla riforma della P.A. promossa dalla Cgil. 

Da Anci e Governo linea condivisa per riorganizzare governance comuni su bacini omogenei

“L’Anci chiederà al governo di approvare un collegamento ordinamentale alla prossima legge di Stabilità con cui mettere organicamente mano al tema delle gestioni associate. Non servono interventi spot o settoriali, abbiamo bisogno di una revisione complessiva, partendo eventualmente anche da un ‘secondo tempo’ per la legge Delrio. Il tutto, però, con i tempi e le garanzie certi che derivano dalla legge di bilancio”. Lo ha affermato Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente del Consiglio Nazionale Anci, concludendo i lavori del Forum sulle Gestioni associate organizzato a Roma dall’Associazione per discutere della sua proposta di riassetto della cooperazione intercomunale e delle istituzioni di base.

Dossier contenente la scheda di lettura dello schema di decreto recante "Norme per la semplificazione e l'accelerazione dei procedimenti amministrativi"

In un precedente post abbiamo dato notizia che il Consiglio di Stato ha reso il parere sullo schema di decreto del Presidente della Repubblica recante Norme per la semplificazione e l’accelerazione dei procedimenti amministrativi, ai sensi dell’articolo 4 della legge 7 agosto 2015, n. 124" (Cons. St., Comm Sp. 929/2016 - qui i punti principali del parere reso).

Presentato dall'ANAC il primo monitoraggio nazionale sul Whistleblowing

E’ stato presentato alla stampa, il 22 giugno presso la sede dell’Anac, il primo monitoraggio italiano sul whistleblowin dal titolo “Segnalazione di illeciti e tutela del dipendente pubblico: l’Italia investe nel whistleblowing, importante strumento di prevenzione della corruzione”.

I dipendenti «condivisi» da più enti evitano i tetti di spesa

La sezione delle Autonomie della Corte dei conti, con la deliberazione 23/2016, chiude il cerchio attorno alla computabilità o meno delle spese sostenute per l'utilizzo di personale di altri enti nel limite di cui all'articolo 9, comma 28 del Dl 78/2010. 
La norma, prevede che, per le amministrazioni in regola con la riduzione delle spese di personale in valore assoluto, per le prestazioni di lavoro flessibile e collaborazioni coordinate e continuative non si possa superare la spesa sostenuta nell'anno 2009.
Negli enti locali, però, soprattutto in un contesto di quasi blocco alle assunzioni a tempo indeterminato, si fa sempre più ricorso all'utilizzo di dipendenti di altre amministrazioni. Anche questi istituti rientrano nel limite in esame? La questione è stata sviscerata negli ultimi cinque anni dalle sezioni regionali della Corte dei conti, senza giungere a una risposta univoca. Ecco, quindi, finalmente l'intervento della sezione autonomie.

Lavoratori dipendenti del settore pubblico e del settore privato: tutele diverse in caso di licenziamento illegittimo

Pubblicato sulla rivista diritto.it un articolo di Assenza Carmelo dal titolo Lavoratori dipendenti del settore pubblico e del settore privato: tutele diverse in caso di licenziamento illegittimo di commento alla sentenza della Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, sentenza n. 11868 del 17 maggio 2016 pubblicata il 9 giugno 2016.

l nuovo codice dei contratti pubblici con particolare riferimento ai requisiti di ordine generale (cd. motivi di esclusione) degli operatori economici nelle procedure di appalto o concessione. (art. 80 D. Lgs. 18 aprile 2016 n.50).

Pubblicato sulla rivista diritto.it un articolo di Valboa Umberto dal titolo Il nuovo codice dei contratti pubblici con particolare riferimento ai requisiti di ordine generale (cd. motivi di esclusione) degli operatori economici nelle procedure di appalto o concessione. (art. 80 D. Lgs. 18 aprile 2016 n.50).

mercoledì 22 giugno 2016

Addio all'obbligo di ridurre il rapporto fra spesa di personale e spesa corrente

Novità importanti per il pubblico impiego arrivano dal decreto enti locali approvato lunedì, che cancella l'obbligo per i Comuni di ridurre progressivamente l'incidenza della spesa di personale sul totale delle spese correnti.

Che cosa cambia
Il vincolo, scritto in una Finanziaria di dieci anni fa (comma 557 - lettera a - della legge 296/2006), era stato richiamato in servizio lo scorso anno dalla Corte dei conti con la delibera 27/2015 della sezione Autonomie, creando parecchi problemi agli enti locali.

martedì 21 giugno 2016

L'UNSCP regionale del Lazio invita i comuni alla liquidazione dei diritti di rogito

La segreteria regionale dell'UNSCP Lazio ha predisposto una nota con la quale si invitano gli enti privi di dirigenti, che hanno sospeso la liquidazione dei diritti di rogito a seguito della deliberazione della Corte dei Conti, Sezione Autonomie, n. 21/2015, a riprendere immediatamente la liquidazione dei diritti.

Utilizzo di personale di altre amministrazioni e limiti di spesa di cui all’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010 (Corte Conti, Sez. Autonomie, del. n. 23/2016)

Con deliberazione n. 23/SEZAUT/2016/QMIG la Corte dei Conti Sezione Autonomie ha risolto la questione di massima in merito alla applicabilità dei limiti di spesa di cui all’art. 9, comma 28, del d.l. n. 78/2010, nel caso in cui gli Enti utilizzano, ai sensi dell’art. 1, comma 557, della legge n. 311/2004, l’attività lavorativa di dipendenti a tempo pieno di altre Amministrazioni locali entro i limiti dell’ordinario orario di lavoro settimanale, sostituendosi, in tutto o in parte, all’Ente titolare del rapporto di lavoro sul piano economico, organizzativo e funzionale.

Dossier di documentazione "Nuovo Codice dei contratti pubblici. D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50"

Pubblicato l'aggiornamento del dossier di documentazione "Nuovo Codice dei contratti pubblici. D.lgs. 18 aprile 2016, n. 50" - Giugno 2016" curato dalla Biblioteca dell'Albo nazionale dei Segretari comunali e provinciali. Il dossier riporta i link ipertestuali a norme, documentazione istituzionale, riferimenti bibliografici e siti web.

Linee guida e relativo questionario per gli organi di revisione economico finanziaria degli enti locali per i questionari relativi al rendiconto 2015 (Corte Conti, Sez. Autonomie, del. n. 22/2016)

La Corte dei Conti, Sezione Autonomie, con delibera n. 22/2016/SEZAUT/INPR, ha approvato linee guida e relativo questionario per gli organi di revisione economico finanziaria degli enti locali per l’attuazione dell’articolo 1, commi 166 e seguenti della legge 23 dicembre 2005, n. 266. Rendiconto della gestione 2015.

Approvato nel Consiglio dei Ministri del 20 giugno un decreto legge contenente misure per gli enti locali

Il Consiglio dei Ministri ha approvato nella seduta del 20 giugno un decreto legge contenente misure per gli enti locali. In particolare, il provvedimento:

lunedì 20 giugno 2016

Dirigenti Pa, via dopo 6 anni senza ruolo. Le nuove regole in arrivo nelle prossime settimane. Il decreto cambierà in alcuni punti anche l’attuale spoil system

Sei anni al massimo senza incarico poi, a valle di una valutazione negativa del suo operato, il dirigente pubblico potrà essere messo alla porta. Nella riforma della Pubblica amministrazione non ci sono solo i licenziamenti per i furbetti del cartellino o, presto, quelli per gli assenteisti seriali o per le diserzioni di massa dal lavoro. Anche per i dirigenti è in arrivo una stretta.

A prevederla è uno dei decreti attuativi più attesi della riforma che porta la firma del ministro Marianna Madia, quello, appunto, che si occupa di dirigenza pubblica. Il testo dovrebbe essere pronto nelle prossime settimane, ma negli scorsi giorni ha iniziato a prendere forma e si sono tenute diverse riunioni a livello tecnico nelle quali è stata illustrata una prima bozza. Per ora è un’ipotesi di lavoro che dovrà essere limata, e molte parti sono ancora in bianco.

Riforma della dirigenza: iniziano le notizie fuorvianti da propaganda - Il paradossale riferimento a Invitalia

Da qualche giorno Il Messaggero, quotidiano caratterizzato da uno spesso filo diretto col Governo, ha iniziato ad applicare la solita tecnica preliminare all’adozione delle riforme. Diffonde, cioè, a mezza bocca, alcuni contenuti delle idee alla base delle norme, per due obiettivi:
1) iniziare la propaganda per persuadere l’opinione pubblica che le scelte da compiere, almeno negli obiettivi generali, sono obbligate;
2) verificare, mentre le regole sono ancora da scrivere, quali reazioni suscitano nell’opinione pubblica.

Dirigenti, vil razza dannata

La collega Elena Palumbo segnala un articolo di Alfredo Ferrante pubblicato su linkiesta.it dal titolo Dirigenti, vil razza dannata. 
Questa l'apertura dell'articolo.
Arrivano le prime indiscrezioni sul prossimo decreto del Governo che, in attuazione della riforma della pubblica amministrazione approvata lo scorso anno, modificherà sensibilmente la disciplina di riferimento per i dirigenti pubblici. I giornali danno in arrivo tagli dello stipendio del 10% l’anno, retrocessione a funzionario semplice, trasferimento, licenziamento. Parliamo di voci di corridoio dei bene informati, naturalmente, dato che del fantasmatico decreto non c’è ancora traccia: i pochi che ne hanno avuto visione giurano che sia per metà costellato di evidenziazioni in giallo, a testimonianza del fatto che la discussione su molti punti è ancora aperta.

La relazione della Corte dei Conti sul costo del lavoro pubblico

La spesa per il personale dipendente delle pubbliche amministrazioni è da considerare sotto controllo ed ha offerto un contributo assai significativo al miglioramento dei conti pubblici: dal 2010 ad oggi ha determinato risparmi per circa 11 miliardi di euro. A questo risultato ha concorso in primo luogo la diminuzione del numero dei dipendenti pubblici: dal 2008 al 2013 circa il 7% in meno e, negli enti locali, la riduzione è stata invece del 9,5%. Ed hanno concorso il blocco dei rinnovi contrattuali nazionali e la imposizione di tetti alla spesa per la contrattazione decentrata: si può stimare che attualmente la condizione dei dipendenti pubblici sia mediamente ritornata a quella del 2006, con il conseguente azzeramento degli effetti positivi determinati dai rinnovi contrattuali del 2008 e del 2009. Il trattamento economico medio annuale di un dipendente pubblico è pari a circa 31.000 euro e che sia il numero dei dipendenti pubblici del nostro paese che la incidenza del loro trattamento economico sul PIL sono da considerare in linea con i dati medi della Unione Europea. Sul terreno delle prerogative sindacali la relazione mette in evidenza che i costi sono calati, anche se essi pesavano nel 2014 per circa 116 milioni di euro. Sono queste le principali indicazioni che emergono dalla relazione anno 2016 della Corte dei Conti, sezioni riunite in sede di controllo sul costo del lavoro pubblico, ai sensi dell’articolo 60 del D.Lgs. n. 165/2001.

Il licenziamento dei dipendenti degli enti locali

Il codice disciplinare detta gli ambiti entro cui è possibile il licenziamento dei dipendenti degli enti locali, al pari degli altri dipendenti pubblici. Siamo in presenza di disposizioni che, sia pure caratterizzate da una significativa dose di garantismo, consentono la irrogazione di questa sanzione. Tra i casi in cui, per la Corte di Cassazione, si può ricorrere al licenziamento dei dipendenti pubblici si segnalano i seguenti: il superamento del periodo di comporto, la utilizzazione per altre finalità dei permessi per l’assistenza ai congiunti disabili e la timbratura dei cartelli per un collega assente.
Con la prossima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del D.Lgs. approvato definitivamente dal Consiglio dei Ministri nei giorni scorsi di attuazione della delega contenuta nella legge n. 124/2015, cd legge Madia, tali possibilità saranno rese più rapide nel caso dei cd furbetti del cartellino, cioè di dipendenti che alterano i sistemi di rilevazione delle presenze: in particolare l’iter si dovrà concludere entro 30 giorni ed in capo ai dirigenti che non danno luogo alla necessaria sospensione ed alla segnalazione all’ufficio per i procedimenti disciplinari possono essere irrogati sia la sanzione del licenziamento sia la condanna per omissione di atti d’ufficio.