Collepardo (Fr)

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sabato 18 ottobre 2014

Segretari comunali, presentata mozione per salvaguardia in Consiglio Regionale Puglia

Dopo gli interventi del Consiglio Regionale delle Marche e del Consiglio Regionale della Lombardia, anche il Consiglio Regionale della Puglia sarà chiamato ad esprimersi su una mozione a tutela della figura del Segretario Comunale.
Questa la notizia pubblicata da Puglia Notizie, Agenzia quotidiana di stampa.
Agenzia nr. 3472 del 15/10/2014
Politica 
Segretari comunali, presentata mozione per salvaguardia
Segretari comunali, il governo nazionale vuole abolirli, ma i consiglieri regionali della Puglia chiedono di rafforzarne la figura. È stata presentata oggi una mozione per impegnare presidente e Giunta regionale a mettere in atto tutte le misure di competenza per intervenire e a difesa della figura in questione, che “non solo non va abolita ma, al contrario, va rafforzata per rendere ancora più efficace la sua funzione di soggetto che opera per la legalità e il buon funzionamento dei Comuni”.
La proposta è stata firmata dai consiglieri Zullo, Congedo, Blasi, Loizzo, Pica, Friolo, Losappio, Mazzei, Gatta, De Leonardis, Scianaro, Negro, Camporeale e Laddomada. “Con decreto legge del 24 giugno 2014 n. 90 –si legge ancora nella mozione- sono previste le misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa. Tra queste, è stata inserita la possibilità dell’assunzione diretta senza titoli di studio, senza concorso e con retribuzione dirigenziale, di fiduciari-portaborse, ed è stato inoltre disposto l’ampliamento del contingente dei dirigenti assunti senza concorso ma tramite semplici selezioni. Queste misure preludono alla disposizione che prevede l’abolizione dei segretari comunali, inserita nel ddl 1577 di riforma delle pubbliche amministrazioni, all’esame del Senato. Posto che –aggiungono- la cancellazione dei segretari comunali priverebbe i Comuni del dirigente che opera affinché il programma politico sia realizzato al meglio, con questa mozione chiediamo al presidente e alla Giunta di intervenire con ogni strumento utile per la salvaguardia di una figura essenziale che garantisce la migliore attuazione del programma, i sistemi di controllo interni e la prevenzione della corruzione negli enti locali”. 

DDL 1577 di riorganizzazione della PA: spostato a martedì 21 ottobre il termine per la presentazione degli emendamenti

In un precedente post avevamo dato notizia che nella seduta del 2 ottobre la Presidente della 1ª Commissione del Senato, Anna Finocchiaro, ha comunicato le decisioni assunte nell'Ufficio di Presidenza integrato dai rappresentanti dei Gruppi parlamentari, nella quale si è concordato di fissare il termine per la presentazione di eventuali emendamenti al disegno di legge n. 1577 (riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche) alle ore 12 di venerdì 17 ottobre.

Il predetto termine è stato spostato, per cui il nuovo termine per la presentazione degli emendamenti al DDL 1577 (riorganizzazione delle Amministrazioni pubbliche) è ora fissato alle ore 12 di martedì 21 ottobre.
Qui il link ai lavori programmati per la settimana prossima dalla 1ª Commissione del Senato.

La corruzione nelle attività discrezionali della P.A. alla luce della riforma di cui alla legge n. 190/2012

La rivista Neldiritto.it di ottobre 2014, pubblicata in estratto su internet, contiene un articolo di Luca Della Ragione dal titolo La corruzione nelle attività discrezionali della P.A. alla luce della riforma di cui alla legge n. 190/2012, di commento alla sentenza Cass. pen., Sez. VI, 4 giugno 2014, n. 23354.
La sentenza affronta la delicata tematica della corruzione avente a oggetto un atto discrezionale, soffermandosi sui presupposti e sulle condizioni che, di volta in volta, consentono di qualificare la corruzione propria ovvero, al contrario, di ricondurre il fatto alla meno grave fattispecie della corruzione impropria, oggi per l’esercizio della funzione. Si delinea così l’ambito di applicazione normativa della corruzione propria, nonché il discrimen con la corruzione impropria. La pronuncia offre lo spunto per analizzare il percorso dottrinale e giurisprudenziale che ha caratterizzato una delle questioni più discusse fra quelle che animano il dibattito sulle fattispecie corruttive, vale a dire l’esatta enucleazione dei criteri atti a reperire una chiara linea di demarcazione fra corruzione per atto discrezionale conforme e corruzione per atto discrezionale contrario ai doveri d’ufficio.
Qui il link all'estratto della rivista, con avvertenza che l'articolo segnalato si trova a pag. 13 del file.

venerdì 17 ottobre 2014

giovedì 16 ottobre 2014

La riforma delle pubbliche amministrazioni: quale ruolo per la dirigenza?

La rivista on line Amministrazione in cammino ha pubblicato un contributo di Antonio Cocozza dal titolo La riforma delle pubbliche amministrazioni: quale ruolo per la dirigenza?
Questo il sommario:
1. Efficacia dei sistemi politici e riforme delle istituzioni amministrative; 2. Gli obiettivi della riforma Madia; 3. Ripartire da una lettura critica dei processi innovativi avviati dalla riforma Brunetta; 4. Una sfida ambiziosa; 5. La nuova prospettiva: dal New Public Management al New Public Service.

L’istituto dell’accesso civico: responsabilità delle pubbliche amministrazioni e opportunità per la società civile

L'ANAC ha pubblicato sul proprio sito un comunicato dal titolo L’istituto dell’accesso civico: responsabilità delle pubbliche amministrazioni e opportunità per la società civile.
Questa la premessa.

L’istituto dell’accesso civico consente a chiunque il diritto di richiedere, gratuitamente e senza necessità di motivazione, documenti, informazioni o dati di cui le pubbliche amministrazioni hanno omesso la pubblicazione prevista dalla normativa vigente. Per l’esercizio dell’accesso civico la richiesta deve essere presentata al Responsabile della trasparenza e, in caso di ritardo o di mancata risposta, al titolare del potere sostitutivo (cfr. art.5 del d.lgs. 33/2013).

L’accesso civico va tenuto distinto dal diritto di accesso ai documenti amministrativi, la cui disciplina è contenuta nella l. 241/1990, ed è differente rispetto all’accesso civico (cfr. capo V della l. 241/1990 e FAQ n. 2.6 e n. 2.7 pubblicate sul sito dell’Autorità in materia di trasparenza). Eventuali segnalazioni in ordine a disfunzioni del procedimento di accesso agli atti, dunque, non devono essere trasmesse all’ANAC, che non ha competenze in materia, ma ai soggetti specificamente indicati nella legge n.241/1990, art. 25.
La Delibera ANAC n. 50/2013 prevede che nel Programma triennale per la trasparenza e l’integrità siano indicate anche le “misure per assicurare l’efficacia dell’istituto dell’accesso civico”.
Il Piano Nazionale Anticorruzione considera l’accesso civico uno degli strumenti di perseguimento degli obiettivi di trasparenza amministrativa ai fini della prevenzione della corruzione e per l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa.
In argomento si veda anche il paragrafo La trasparenza intesa come accessibilità totale sulla Guida per Amministratori locali (pag. 311 e seguenti) ed il successivo post Il diritto di accesso alla luce del D.lgs. 33/2013.
Su questo blog ulteriori informazioni sull'argomento nelle seguenti sezioni:

mercoledì 15 ottobre 2014

Concorso segretari comunali, firmata la direttiva che avvia il corso per l'accesso in carriera ed i corsi di specializzazione

Il ministro dell'interno, Angelino Alfano, ha firmato oggi la direttiva che avvia il corso per l'accesso in carriera dei 260 vincitori del concorso per segretari comunali (cosiddetto Coa 5). 

La direttiva dispone, inoltre, l'avvio di due corsi di specializzazione per l'avanzamento in carriera di segretari comunali e provinciali. L'iniziativa del ministro Alfano dà immediato seguito ai positivi riscontri degli organi di controllo sull'accordo convenzionale tra il ministero e la Scuola nazionale per l'amministrazione (Sna), necessario per lo svolgimento, dopo la soppressione della Scuola superiore per l'amministrazione dell'interno (Ssai), delle attività didattiche già programmate.
Fonte: Italia Oggi.


La Corte dei Conti, sez. regionale di controllo per la Puglia, sui limiti alle spese per "lavoro flessibile" (delibera n. 174/2014/PAR)

La Sezione regionale di controllo per la Puglia, con delibera n. 174/2014/PAR, risponde al Comune di Martina Franca (TA): in merito all'interpretazione dell'art. 9, comma 28 del D. L. n. 78/2010 alla luce della modifica apportata dalla L. 11/08/2014 n. 144 di conversione del D. L. n. 90/2014.
Questa la conclusione cui è giunta la Sez. di Controllo della Puglia:

Ad avviso della Sezione, quindi, deve ritenersi che il ricorso a prestazioni lavorative di natura accessoria mediante voucher rientra nell’aggregato delle spese di personale ed in particolare delle spese per “lavoro flessibile” di cui all’art. 9, comma 28, del D. L. n. 78/2010; tuttavia, alla luce del nuovo disposto normativo introdotto dalla recente L. n. 144/2014, le limitazioni dettate dal citato art. 9, comma 28, non troveranno applicazione per gli enti locali in regola con l'obbligo di riduzione delle spese di personale di cui ai commi 557 e 562 dell'art. 1 della L. n. 296/2006 ed in ogni caso la spesa complessiva non potrà essere superiore alla spesa sostenuta per le stesse finalità nell’anno 2009.


In argomento su questo blog si vedano anche i precedenti post:

Si veda anche il successivo post Le assunzioni a tempo determinato.

Associazioni, aggregazioni e assetto costituzionale dei Comuni

Pubblicato sulla rivista Le Istituzioni del federalismo un articolo di Michele Massa dal titolo Associazioni, aggregazioni e assetto costituzionale dei Comuni. 
Questo il sommario.
1. Tre anni di instabilità. – 2. Correzioni e attuazioni della disciplina vigente. – 3. Verso una razionalizzazione della riforma. – 4. Alcune coordinate costituzionali. – 5. In luogo delle conclusioni.
In argomento si vedano anche i precedenti post:

Ancora sulla legittimazione dei consiglieri ad impugnare gli atti adottati dagli organi di appartenenza (TAR Calabria, Catanzaro, sent. 1602/2014)

In un precedente post avevamo segnalato la sentenza emessa dal Cons. St. n. 593/2014 in tema di legittimazione dei consiglieri ad impugnare gli atti adottati dagli organi di appartenenza.

Il TAR Calabria, Catanzaro, sez. II, in data 6/10/2014 con sentenza n. 1602, si è conformata al consolidato orientamento giurisprudenziale sulla legittimazione dei consiglieri comunali dissenzienti ad impugnare le delibere dell´organo di cui fanno parte.

La rivista dirittodeiservizipubblici.it ha massimato nei seguenti termini la citata decisione:

Dalle più recenti pronunzie del Consiglio di Stato, suffragate da costante giurisprudenza precedente, si traggono i seguenti principi di diritto:
a) la legittimazione dei consiglieri dissenzienti ad impugnare le delibere dell'organo di cui fanno parte ha carattere eccezionale, dato che il giudizio amministrativo non è di regola aperto alle controversie tra organi o componenti di organi di uno stesso ente, ma è diretto a risolvere controversie intersoggettive, per cui essa rimane circoscritta alle sole ipotesi di lesione della loro sfera giuridica, come per esempio lo scioglimento dell'organo o la nomina di un commissario ad acta, in cui detto effetto lesivo discende ab externo rispetto all'organo di cui fa parte;
b) la legittimazione ad agire del consigliere non risiede nella deviazione dell'atto impugnato rispetto allo schema normativamente previsto, quando da essa non derivi la compressione di una sua prerogativa inerente all'ufficio, occorrendo in ogni caso aver riguardo a questo fine, alla natura e al contenuto della delibera impugnata e non già delle norme interne relative al funzionamento dell'organo;
c) la contestazione del componente di un organo collegiale non può limitarsi a censurare l'oggetto o le modalità di formazione della deliberazione del medesimo organo, senza dedurre che da esse ne sia derivata una lesione delle sue prerogative, giacché questa non discende automaticamente da violazioni di forma o di sostanza nell'adozione di un atto deliberativo.

martedì 14 ottobre 2014

Tutelare e rafforzare la figura dei segretari comunali: lo chiede una mozione approvata a maggioranza dal Consiglio Regionale della Lombardia

Conclusa da poco la seduta del Consiglio Regionale della Lombardia che vedeva all'ordine del giorno l'esame della mozione n. 302 Interventi a difesa della figura del Segretario comunale, presentata come primo firmatario da AMBROSOLI Umberto (PATTO CIVICO) e dai Consiglieri MICHELI Paolo Giovanni (PATTO CIVICO), BUSI Michele (PATTO CIVICO), CASTELLANO Lucia (PATTO CIVICO), BRUNI Roberto (PATTO CIVICO).
Con la mozione approvata il Consiglio Regionale della Lombardia impegna il Presidente e la giunta Regionale "affinché ponga in essere tutti gli interventi di sua competenza per intervenire concretamente a difesa della figura del segretario comunale, che non solo non va abolita ma va, al contrario, rafforzata per rendere ancora più efficace la sua funzione di soggetto che opera per la legalità e per il buon funzionamento dei Comuni, in una revisione complessiva del disegno autonomistico".
In argomento si veda anche il precedente post Il Consiglio Regionale delle Marche approva una risoluzione sulla rivalutazione del ruolo del Segretario comunale.
Il tweet di Umberto Ambrosoli che commenta l'avvenuta approvazione:

La memoria relativa all'audizione dell'UNSCP sul DDL 1577 di riorganizzazione della PA

Abbiamo dato notizia, in un precedente post, dell'audizione dell'Unione Nazionale Segretari nella 1ª Commissione del Senato sul DDL 1577 di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche. Nel post anche il link alla ripresa video dell'intervento del Segretario Nazionale dell'UNSCP Alfredo Ricciardi.

Sull'indagine conoscitiva che sta svolgendo la 1ª Commissione del Senato sul DDL di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione, abbiamo già pubblicato in questo blog:


Le società pubbliche: tra anticorruzione e d.lgs. n. 231/2001

Si terrà a Roma il 29 ottobre, presso la Sala Monumentale, Galleria Sordi - Largo Chigi, 19, il convegno dal titolo Le società pubbliche: tra anticorruzione e d.lgs. n. 231/2001, ambito di applicabilità, coordinamento del piano anticorruzione e modello 231 e regimi sanzionatori.
La partecipazione è gratuita, i posti sono limitati.

OBIETTIVI 

La prima parte del convegno intende sviscerare il tema dell'ambito di applicabilità della normativa anticorruzione e trasparenza alle società pubbliche, considerando che dall'entrata in vigore della normativa si sono succeduti una serie di chiarimenti sino all'emanazione di una recente Circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e del Protocollo di intesa tra ANAC e Ministero dell’Interno.
La seconda parte del convegno intende illustrare il regime sanzionatorio dell'anticorruzione con profili di confronto con D.Lgs. 231/01 e particolare riferimento al ruolo degli organi di controllo.
PROGRAMMA
9:00 accredito partecipanti e welcome coffee
9:15 saluti e introduzione
Raimondo Rinaldi Presidente AIGI
Applicabilità alle Società pubbliche della normativa anticorruzione e trasparenza 
9:20 – 9:35 Stefano Toschei Consigliere, Tar Lazio
Coordinamento degli adempimenti previsti (normativa anticorruzione e normativa trasparenza) con quelli di cui al D.Lgs. 231/01
9:40 – 10:45 Tavola rotonda. Intervengono:
Francesco Brunelli Equity Partner, Deloitte
Giorgio Martellino General Counsel, Acquedotto Pugliese
Luca Palamara Magistrato, Procura della Repubblica di Roma 
Massimo Proietti Direttore Internal Audit, Istituto Poligrafico Zecca dello Stato
Modera: Stefano Toschei Consigliere, Tar Lazio
10:50 – 11:05 Coffee break
Il regime sanzionatorio con particolare riferimento al ruolo degli organi di controllo 
11:10 – 11:25 Michele Corradino Componente Anac 
11:30 – 11:45 Paola Balducci Membro CSM
11:50 – 12:55 Tavola rotonda, intervengono:
Michele Corradino Componente Anac 
Salvatore Lo Giudice Direttore Affari Legali e Societari, Rai
Cinthia Pinotti Vice Procuratore, Corte dei Conti
Vito Pinto Presidente OIV, Regione Puglia 
Modera: Paola Balducci Membro CSM
13:00 Chiusura dei lavori

Le spese per le assunzioni dopo le deliberazioni n. 21 e 25/2014 della Corte dei Conti Sez. Autonomie

Nel precedente post Corte dei Conti Sez. Autonomie sul nuovo limite di spesa di personale dopo il DL 90/2014 (Deliberazione n. 25/2014) abbiamo dato notizia dell'interpretazione data dalla Sezione autonomie sull'art. 3, comma 5-bis, del DL 90/2014 è intervenuto in merito al limite di spesa di personale per gli enti locali, prevedendo l'introduzione, dopo il comma 557-ter dell'articolo 1 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, del seguente: "557-quater. Ai fini dell'applicazione del comma 557, a decorrere dall'anno 2014 gli enti assicurano, nell'ambito della programmazione triennale dei fabbisogni di personale, il contenimento delle spese di personale con riferimento al valore medio del triennio precedente alla data di entrata in vigore della presente disposizione".
In un altro post La Corte dei Conti Sez. Autonomie sui vincoli in materia di assunzioni a tempo determinato (Sent. n. 21/2014) abbiamo segnalato la deliberazione n. 21/2014/SEZAUT/QMIG con la quale la Sez. Autonomie è intervenuta a chiarire l'esatta portata dei vincoli in materia di assunzioni a tempo determinato, in particolare con riferimento alle spese escluse dal computo del rispetto dei limiti normativi. 
Le citate decisioni sono ora oggetto di approfondimento in un articolo di Arturo Bianco dal titolo Le spese per le assunzioni.
In argomento si segnalano anche:
  • Corte dei Conti, sezione regionale Lombardia, con la deliberazione n. 242/2014/PAR del 30 settembre 2014, risponde ad un ente che, non avendo conseguito la diminuzione della spesa di personale 2013 rispetto a quella sostenuta nel 2012, chiede se e come gli sia consentito programmare assunzioni nel 2014; sostanzialmente, quindi, in ordine agli aspetti sanzionatori collegati alla violazione dell'art. 1, comma 557, legge 296/2006 (per maggiori approfondimenti si veda Spese di personale e facoltà assunzionali);
  • Corte dei Conti della Lombardia, parere n. 237 del 29 settembre 2014, con la quale la Sez. Regionale lombarda si è espressa riguardo al costo del personale delle società partecipate, in particolare ha risposto al quesito avanzato da un ente locale "se la spesa di personale delle società partecipate (locale totale o di controllo che sono titolari di affidamento diretto di servizi pubblici senza gara) dei consorzi, delle aziende speciali, delle istituzioni o di altri organismi strumentali debba essere consolidata con quella del Comune ai fini del rispetto, da parte di quest’ultimo, sia dell’obiettivo di contenimento della spesa storica, posto dall’art. art. 1, commi 557 e 562, della legge n. 296/2007, che dell’equilibrato rapporto con la spesa corrente, posto dall’art. 76 comma 7 del d.l. n. 112/2008, ancorché non vi sia personale delle predette società che vanti titolarità di rapporto di pubblico impiego" (per maggiori approfondimenti si veda PA, costo del personale: l’in house non rileva?).

Avviso per l’utilizzo di un segretario comunale in disponibilità presso Prefettura UTG di Roma – Albo Regionale dei segretari comunali e provinciali del Lazio

La Prefettura UTG di Roma – Albo Regionale dei segretari comunali e provinciali del Lazio intende avvalersi di un segretario comunale in disponibilità per le esigenze dell’albo regionale medesimo.
Pertanto, entro il 27 ottobre 2014 i segretari comunali in disponibilità interessati possono presentare apposita istanza, allegando il proprio curriculum vitae, alla Prefettura UTG di Roma – Albo Regionale dei segretari comunali e provinciali del Lazio via Lucrezio Caro 12 – 00193 – Roma, a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo:protocollo.prefrm@pec.interno.it
Per ulteriori informazioni sarà possibile contattare l’Albo Nazionale al n. 0632884424 ovvero l’albo regionale al n. 0632884621.
Le funzioni svolte dal Segretario presso il suddetto ufficio non comporteranno l’attribuzione di incarichi di livello dirigenziale.

lunedì 13 ottobre 2014

No all'abolizione dei Segretari comunali e provinciali, presidi di legalità e responsabili anti corruzione di Salvatore Sfrecola

Sul sito unsognoitaliano.it pubblicato un articolo di contrarietà alla proposta di abolizione dei Segretari comunali di Salvatore Sfrecola, Magistrato della Corte dei conti, Presidente della Sezione regionale di Controllo Umbria, Docente di contabilità di Stato e diritto amministrativo europeo.
Nell'articolo dal titolo No all'abolizione dei Segretari comunali e provinciali, presidi di legalità e responsabili anti corruzione è possibile leggere, tra l'altro:

“Sentinelle della legalità”, sono stati definiti i segretari comunali, immediati collaboratori del Sindaco con un ruolo di primo piano nel perseguire l’efficacia e l’efficienza del lavoro nei Comuni. Sicché la loro cancellazione priverebbe gli enti più vicini al cittadino del dirigente di vertice che opera affinché il programma consegnato nell’indirizzo politico-amministrativo scaturito dalla elezioni sia realizzato al meglio, tenuto conto dei mezzi a disposizione e nel rispetto della normativa vigente.

Si tratta dell’unica professione nella Pubblica Amministrazione locale in cui non solo l’accesso all’impiego ma anche la progressione in carriera (dai Comuni più piccoli ai Comuni più grandi) è condizionata al superamento di concorsi severi che richiedono un alto livello di conoscenza del diritto amministrativo e anche del diritto civile, finanziario e penale.
Figura essenziale, altresì, a fronte di una insufficiente dotazione organica di professionalità giuridiche che caratterizza la maggior parte dei comuni italiani, soprattutto dei più piccoli, assicura una competenza variegata ed una professionalità elevata in tutti i settori di competenza dell’amministrazione comunale.
Posso affermare questo con cognizione di causa in quanto, nell’esercizio delle mie funzioni di magistrato della Corte dei conti, a lungo assegnato a funzioni requirenti, nelle indagini a carico di molti comuni ho trovato segretari comunali di grande preparazione che sono stati utilissimi nel chiarire le situazioni oggetto degli accertamenti, sia per individuare le responsabilità per danno erariale, sia per comprendere, invece, le ragioni per le quali l’amministrazione aveva agito nell’interesse pubblico magari con qualche innocua forzatura di leggi o regolamenti. Dotati di elevato senso dello Stato, pronti a dire di no al politico che, per ignoranza o prepotenza, abbia voluto scegliere la strada sbagliata. In questo contesto i segretari comunali hanno garantito la corretta applicazione delle leggi mettendolo al riparo l’amministrazione e gli amministratori da eventuali azioni giudiziarie di soggetti danneggiati, per non dire di azioni penali o risarcitorie da parte delle Procure regionali della Corte dei conti. In questo senso il Segretario comunale è anche una polizza di assicurazione per sindaco e assessori, ma anche per i dirigenti comunali sui quali vigila.

Regioni, enti locali e riordino del sistema delle funzioni pubbliche territoriali

Sulla rivista on line dell'AIC (Associazione italiana costituzionalisti) è stato pubblicato un articolo di Paola Bilancia dal titolo Regioni, enti locali e riordino del sistema delle funzioni pubbliche territoriali.
Questo l'abstract:
L’articolo analizza le principali novità che l’attuale progetto di riforma costituzionale mira a introdurre nel Titolo V della Costituzione, con particolare riguardo alla nuova “clausola di supremazia” e alla nuova ripartizione di competenze legislative tra stato e regioni. L’articolo si sofferma, in secondo luogo, sulla riforma delle autonomie locali attuata dalla cd. legge “Delrio”, sia con riferimento alle province, sia con riguardo alle città metropolitane e alle unioni di comuni. Il processo di riordino mira a rendere più efficiente il governo “multilivello” del territorio.

Le novità in materia di “sanzioni” per le dichiarazioni sostitutive non rese o rese in modo incompleto o irregolare nelle gare di appalto

Le stazioni appaltanti non possono più escludere immediatamente le imprese concorrenti che non abbiano reso le dichiarazioni sostitutive inerenti i requisiti di ordine generale o che le abbiano prodotte incomplete o con irregolarità essenziali, ma dovranno applicare agli operatori economici specifiche sanzioni pecuniarie.

L’articolo 39 del DL. 90/2014, conv. in Legge n. 114/2014 definisce una nuova disciplina per la gestione delle criticità rilevate dal seggio di gara o dalla commissione giudicatrice nelle dichiarazioni prodotte dalle imprese per attestare il possesso dei requisiti di ordine generale previsti dall’art. 38 del codice dei contratti pubblici, che si applica alle gare bandite dopo il 25 giugno.
La norma è oggetto di commento in due articoli.

domenica 12 ottobre 2014

Il DL 90/2014: le novità per la disciplina del personale pubblico e le misure in tema di anticorruzione e trasparenza

Sulla rivista on line Amministrativ@mente è pubblicato un articolo di Fabio Marconi dal titolo Il d.l.90: le novità per la disciplina del personale pubblico e le misure in tema di anticorruzione e trasparenza.
Questo l'abstract dell'articolo
La riforma organica della pubblica amministrazione è stata spesso al centro del programma dei governi che si sono succeduti nel tempo negli ultimi anni. Non si esime da questa sfida neanche il Governo Renzi, il quale si propone un ambizioso progetto di rinnovamento del comparto pubblico sia attraverso una nuova organizzazione della pubblica amministrazione sia tramite un cambio di paradigma per quanto riguarda le regole del lavoro pubblico. L’intenzione è quella di rendere più moderna la pubblica amministrazione intervenendo anche sulle norme relative al rapporto di lavoro del personale del comparto pubblico. D’altronde gli interventi normativi in tale senso, volti cioè a semplificare e razionalizzare la spesa pubblica, utilizzando anche gli strumenti della recente normativa anticorruzione, si sono succeduti a ritmi vertiginosi dal 2012.
Nuovo capitolo di questa sfida normativa rappresenta il d.l. 24 giugno 2014 n. 90 “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari”, il quale ha introdotto modifiche ed innovazioni in tema di mobilità volontaria e obbligatoria, esuberi, trattenimento in servizio, turn over, aspettative e permessi sindacali; persino la definizione di pubbliche amministrazioni è stata rinnovata.
Questo il sommario
1. Le novità del d.l.90/2014 ed il futuro prospettato dall’A.S. n. 1577. – 2. La disciplina del personale – 2.1 L’abrogazione dell’istituto del mantenimento in servizio e le nuove regole per il turn over. – 2.2. La mobilità obbligatoria, il demansionamento, le novità previste per le società partecipate.– 2.3. Il divieto di incarichi per soggetti in quiescenza e la riduzione dei permessi sindacali.-. 3. Misure in tema di anticorruzione e trasparenza.