Collepardo (Fr)

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venerdì 10 luglio 2015

Centrali Uniche di Committenza. Presentata la nuova pubblicazione IFEL

Si è tenuto il 7 luglio, presso la Sala Conferenze dell’Anci, il convegno “Centrali di Committenza, Criticità ed opportunità”. Gli aspetti cruciali della riforma normativa in materia di acquisti di beni e servizi sono stati al centro di una mattinata di interventi, suddivisa in due sessioni di lavoro, durante la quale è stata presentata la nuova pubblicazione IFEL, “Centrali Uniche di Committenza”, disponibile nella sezione “Studi e Ricerche”.
La parte iniziale del convegno ha avuto un taglio operativo e ha permesso di raccogliere le esperienze di alcune Centrali di Committenza già attivate e di riflettere sugli aspetti più rilevanti della riforma, presentati da alcuni componenti del Tavolo tecnico Anci.
Molte di queste considerazioni e indicazioni operative sono contenute nel volume presentato oggi che costituisce una raccolta del ciclo di attività che IFEL, in collaborazione con ANCI, ha svolto in favore dei Comuni in un momento particolarmente delicato di riforma e trasformazione.
Come detto, il volume offre una disamina dettagliata dei principali nodi normativi e operativi riguardanti la riforma in atto. Questi approfondimenti prendono spunto dalle maggiori problematiche affrontate nel corso del ciclo di webinar, realizzato da IFEL negli ultimi sei mesi al fine di offrire un supporto diretto e concreto ai Comuni e accompagnarli nell’attuazione di un’innovazione importante, ma estremamente complessa.
Oltre al contributo specialistico degli esperti, nella pubblicazione è riportata molta della documentazione prodotta negli ultimi mesi e messa a disposizione delle amministrazioni locali per facilitare il recepimento e l’attuazione della riforma. Di particolare rilievo e di estrema utilità lo schema di Convenzione per la gestione in forma associata delle acquisizioni di beni, servizi e lavori.

Madia all'ANCI: auspico intervento normativo per ricorrere a vigili stagionali

In una lettera inviata ieri dal ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia al Presidente dell'ANCI si preannuncia l'auspicio di trovare una soluzione in sede di conversione del DL 78/2015 al problema del blocco delle assunzioni per i vigili stagionali.

giovedì 9 luglio 2015

Nota ANCI sull'utilizzo dei resti a seguito del DL 78/2010

Pubblichiamo la nota ANCI relativa all’art. 4, comma 3, del decreto legge n. 78/2015. Il decreto legge enti locali ha introdotto la possibilità per Enti locali di recuperare le quote di turn over riferite a facoltà assunzionali del triennio precedente e non ancora utilizzate.

Questa misura, richiesta dall’ANCI, è di grande importanza per tutti i Comuni, e in particolare per quelli di minori dimensioni demografiche, tenuto conto della forte limitazione al turn over imposta negli ultimi anni dalla legge, oltre che dei tempi necessari per completare le procedure concorsuali e assunzionali.
Rispetto agli ulteriori vincoli imposti dalla legge di stabilità per il 2015, finalizzati alla ricollocazione del personale delle Città metropolitane e delle Province, si evidenzia che la Circolare n. 1/2015 dei Ministri per la Semplificazione e PA e per gli Affari regionali ha considerato esclusi da tali vincoli i budget assunzionali anteriori al 2015.
Fonte: ANCI
Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i precedenti post:

Misure in materia di polizia provinciale (art. 5, comma 3 - DL 78/2015): Legautonomie scrive al Ministro Madia

Legautonomie, fortemente preoccupata per i gravi effetti che potrebbero derivare dall'applicazione acritica e testuale dell'articolo 5 del decreto legge 19 giugno 2015, n.78 "Misure in materia di polizia provinciale" e in particolare del terzo comma che stabilisce quanto segue: "Fino al completo assorbimento del personale di cui al presente articolo, è fatto divieto agli enti locali, a pena di nullità delle relative assunzioni, di reclutare personale con qualsivoglia tipologia contrattuale per lo svolgimento di funzioni di polizia locale", invia una lettera al Ministro Madia con la richiesta di una interpretazione razionale della norma, tale da non determinare effetti negativi in molti comuni.

In argomento si vedano i post:

DL 78/2015: la nota di lettura dell'Ufficio studi Upi

A seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale - Serie Generale n. 140 del 19-6-2015 - Suppl. Ordinario n. 32 - il DL 19 giugno 2015, n. 78 "Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali", è stata predisposta dall'Ufficio studi dell'Upi la Nota di lettura sugli articoli e i commi di interesse delle Province.

Anci in audizione sul DL 78/2015: si intervenga su fondo perequativo e mutui CDP

“L'importante riconoscimento di 530 milioni ai Comuni per compensare il gettito Imu-Tasi e il gettito relativo ai terreni agricoli e montani va corretto al fine di garantire che tali risorse siano utili ai fini del saldo del Patto di stabilità interno. Come Anci abbiamo avanzato anche una proposta di mediazione, ma riteniamo che questa modifica sia essenziale per assicurare ai Comuni interessati l'allentamento originario del Patto: altrimenti nei Comuni si rischiano una ulteriore depressione degli investimenti e ricadute negative su un numero circoscritto ma importante di enti”. E’ quanto sottolinea il segretario generale dell’Anci in un articolo pubblicato oggi sul quotidiano 'Enti locali e Pa' del Sole 24 Ore, all’indomani dell’audizione che l’Associazione ha tenuto davanti la commissione Bilancio del Senato, nell’ambito della conversione in legge del cd decreto enti locali. (vedi documento con le proposte Anci)

Altro tema focalizzato dall’Anci è quello della rinegoziazione dei mutui. Per Nicotra "va bene la prima operazione che Cassa depositi e prestiti sta portando a compimento, è bene però avviare una nuova tornata di rinegoziazioni, estesa anche a chi fino a oggi non ha optato per questa opportunità. Al contempo, i Comuni ribadiscono la necessità di ridurre le penali previste per l'estinzione dei mutui accessi dai Comuni con la Cdp, che risultano elevate anche rispetto al resto del mercato”, conclude il segretario generale Anci.
Questi temi, così come quelli relativi alla necessità di correggere la ripartizione del taglio integrandola con alcune risorse per i Comuni fortemente penalizzati dallo schema perequativo applicato dal Governo, sono contenuti nelle proposte emendative predisposte dall’Anci.
Sul tema sono intervenuti (leggi il Comunicato Stampa) anche il Presidente dell'Anci Piero Fassino e il sindaco di Firenze Dario Nardella ed in rappresentanza dei piccoli Comuni, il coordinatore Massimo Castelli ed il vice presidente Roberto Pella (leggi notizia).
Fonte: ANCI
Tra le proposte emendative, a pag. 19 del documento, si segnala
Convenzioni di segreteria tra Comune e Provincia
Art. 4
(Disposizioni in materia di personale)
All’articolo 4, dopo il comma 4 è inserito il seguente:
“5. All’articolo 98, comma 3, del Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, aggiungere infine il seguente periodo: “Tali convenzioni possono essere stipulate anche tra comune e provincia”.”
Motivazione
La proposta di modifica risulta motivata da palesi esigenze di risparmio e contenimento dei costi. Inoltre, tale modifica è fortemente richiesta dalle amministrazioni locali e risponde alle nuove esigenze scaturite dal recente assetto istituzionale delle Province quali enti di secondo grado.

DL 78/2015: Audizione dell'UPI in Commissione Bilancio del Senato

"Impossibile chiudere bilanci in equilibrio. Servono modifiche".

Anci e Upi oggi hanno chiesto insieme ai Senatori della Commissione Bilancio di intervenire nella conversione del Decreto Legge sugli Enti locali, per apportare quelle modifiche che sono essenziali a salvare i servizi ai cittadini”. Lo dichiara il Presidente dell’Upi, Achille Variati, al termine dell’audizione in Senato sul DL Enti locali, ribadendo la situazione di grave emergenza dei bilanci di Province e Città metropolitane causata dal prelievo di 1 miliardo previsto dalla legge di stabilità.
“Le Regioni – sottolinea Variati – avrebbero dovuto adempiere entro il 31 dicembre 2014 ad una serie di provvedimenti derivanti dalla riforma di Province e Città metropolitane, con leggi di riordino che avrebbero dovuto togliere a questi nuovi enti di area vasta funzioni che non spetta più loro esercitare e ricollocare conseguentemente il personale. In questi primi sei mesi dell’anno, solo 6 Regioni hanno approvato queste leggi, nessuna finora assumendo gli oneri dal 1 gennaio 2015, e le Province e le Città metropolitane stanno pagando personale e servizi che non dovrebbero più pagare, con 1 miliardo in meno. Per questo gli Enti di area vasta non possono chiudere i bilanci 2015 in equilibrio e quindi i servizi sono a rischio. Dati alla mano – indiscutibili perché certificati – nel 2015, sottraendo tutti i tagli previsti dal Governo, le Province potranno contare su 2 miliardi e 100, per far fronte ad una spesa che, secondo quanto ha stabilito il SOSE, per le sole funzioni fondamentali efficientate – cioè ridotte all’osso – è pari a 2 miliardi e 300 milioni. E’ del tutto evidente che se non si interviene, non potremo chiudere i bilanci 2015, come è ancora più chiaro che sarà impossibile sottrarre ancora 2 miliardi per il 2016 e 3 miliardi per il 2017. Realtà che ormai hanno compreso bene i parlamentari. Per questo insieme all’Anci abbiamo avanzato alcune proposte essenziali: che ci sia consentito in via straordinaria di approvare un bilancio per il solo 2015, perché è del tutto impossibile approvare un bilancio triennale in equilibrio; che ci sia permesso di approvare i bilanci al 30 settembre 2015, perché la possibilità o meno di riuscire a farlo discende da questo decreto legge che non entrerà in vigore prima del 30 luglio; che si prevedano misure per ristorare alle Province e alle Città metropolitane i costi in più sostenuti dal 1 gennaio 2015 per personale e servizi non fondamentali; che ci sia possibile usare l’avanzo libero per predisporre i bilanci e il 50% del ricavato dalle alienazioni patrimoniali per coprire al spesa corrente. Nei prossimi giorni continueremo insieme ad Anci a tenere incontri per trovare le soluzioni più adeguate a garantire il mantenimento dei servizi sui territori.

mercoledì 8 luglio 2015

A Cassino il 13 luglio seconda giornata di formazione sulla normativa anticorruzione

In un precedente post abbiamo dato notizia che il giorno 29.05.2015 dalle ore 9,00 alle 14,00 presso il Comune di Cassino, palazzo comunale, sala Restagno, si è tenuta la prima giornata (delle due previste) del corso di aggiornamento per il contrasto alla corruzione, tenuta dal docente Dr. Arturo Bianco.
Il collega Luca Alteri comunica che la seconda giornata formativa si terrà lunedì 13 luglio dalle ore 9,00 alle 14,00 presso il Comune di Cassino, palazzo comunale, sala Restagno.
Relatore è sempre il Dr. Arturo Bianco.
Il programma della seconda giornata:
- Il codice di comportamento
- I regali
- Le comunicazioni
- I vincoli per i dirigenti/responsabili
- Il codice di comportamento integrativo-
- Il piano per la trasparenza
- Il responsabile per la trasparenza
- L'applicazione delle novità per la trasparenza
In relazione ai rapporti con UNSCP regionale del Lazio sono invitati a partecipare al seminario tutti gli iscritti all’UNSCP.

Dalla riforma Madia possibile demansionamento anti-decadenza per i dirigenti

Meglio funzionario che decaduto. A offrire la nuova "opportunità" ai dirigenti che rimarranno per troppo tempo senza incarico anche a causa di una valutazione negativa è un emendamento approvato ieri alla legge delega sulla riforma della Pubblica amministrazione, in cui si prevede appunto che per evitare la decadenza dal «ruolo unico», e quindi l'uscita di scena, il dirigente possa chiedere di essere sottoposto a una sorta di demansionamento volontario.
Inizia così l'articolo di Gianni Trovati pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA dal titolo Dalla riforma Madia possibile demansionamento anti-decadenza per i dirigenti.

In argomento su questo blog si vedano i precedenti post:

Utilizzo dei "resti assunzionali" dopo il DL 78/2015

Nel contesto di un parere reso in conformità alla deliberazione della Corte dei Conti, sezione delle Autonomie, n. 19/SEZAUT/2015/QMIG, la sezione regionale di controllo per la Campania, nella deliberazione n. 180/2015 del 1° luglio 2015, afferma:

"In relazione alla ... possibilità di computare negli spazi assunzionali anche i residui riferiti al triennio precedente il d.l. 19.06.2015 n. 78 'Disposizioni urgenti in materia di enti territoriali' con l’art. 4 comma 3 ha novellato l'articolo 3, comma 5, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, per cui ha aggiunto dopo le parole 'nel rispetto della programmazione del fabbisogno e di quella finanziaria e contabile' le seguenti: 'è altresì consentito l'utilizzo dei residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali riferite al triennio precedente'. Sul punto già la Circolare n. 1/2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione e Ministro per gli affari regionali aveva evidenziato ('Divieti ed effetti derivanti dai commi 424 e 425 per le amministrazioni pubbliche'), tra l’altro, che: 'nelle more del completamento del procedimento di cui ai commi 424 e 425 alle amministrazioni sopraindividuate è fatto divieto di effettuare assunzioni a tempo indeterminato a valere sui budget 2015 e 2016. Le assunzioni effettuate in violazione dei commi 424 e 425 sono nulle. Rimangono consentite le assunzioni, a valere sui budget degli anni precedenti…".

Sul DL 78/2015 si vedano su questo blog i post:

Segretari in Europa: l'intervento del Prof. Luciano Vandelli



In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Pubblichiamo ora la ripresa dell'intervento di Luciano Vandelli, professore ordinario di diritto amministrativo e diritto degli enti locali Università di Bologna.
In precedenza abbiamo pubblicato i post:

L'intenzione del legislatore travisata dalla Corte dei Conti (appunti sulla delibera della Sezione Autonomie n. 21/2015 relativa ai diritti di rogito)

L'art. 10, comma 2-bis, del DL. 90/2014, conv. con L. 114/2014, espressamente sancisce "Negli enti locali privi di dipendenti con qualifica dirigenziale, e comunque a tutti i segretari comunali che non hanno qualifica dirigenziale, una quota del provento annuale spettante al comune [...], e' attribuita al segretario comunale rogante, in misura non superiore a un quinto dello stipendio in godimento.

lunedì 6 luglio 2015

Le principali disposizioni per gli Enti locali del dlgs 81/2015, revisione dei contratti e delle mansioni

Il divieto di stipulare contratti di collaborazione coordinata e continuativa da parte di tutte le PA a partire dallo 1 gennaio 2017, il superamento dei contratti a progetto, la sistemazione delle disposizioni sul part time, il tempo determinato, la somministrazione ed il lavoro accessorio e la estensione alle PA della possibilità di utilizzare l’apprendistato. Sono queste le principali disposizioni per gli enti locali e, in genere, per tutte le PA contenute nel DLgs n. 81/2015, “Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in tema di mansioni, a norma dell'articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”, cioè del cd jobs act.

Le principali previsioni per gli Enti locali del dlgs n. 80/2015 in tema di conciliazione delle esigenze di cura, vita e lavoro

Ampliamento del divieto di adibire le madri ed i padri al lavoro notturno, allungamento fino a 12 anni della età entro cui i genitori possono godere dei congedi parentali, estensione dei benefici ai genitori dei bambini adottivi ed affidati, maggiore tutela per le lavoratrici che hanno un contratto di collaborazione coordinata e continuativa, nonché disposizioni per incentivare il telelavoro e congedi previsti per le donne vittime di violenze di genere. Possono essere così riassunte le principali disposizioni contenute nel DLgs n. 80/2015, “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”.

La disposizione, sulla base della previsione di cui all’articolo 1, si qualifica come finalizzata alla tutela della maternità delle lavoratrici ed alla migliore conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per il complesso dei lavoratori dipendenti.

domenica 5 luglio 2015

Convegno "Segretari In Europa": una sintesi degli interventi


In un precedente post, abbiamo dato notizia che mercoledì 10 giugno a Roma, presso la sala "Capranichetta" sita in Piazza Montecitorio, si è svolto il convegno organizzato dall’Unione Nazionale e dall’Unione Regionale del Lazio dei Segretari Comunali e Provinciali, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna, dal titolo "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale".
Nello stesso post avevamo assicurato che gli interventi erano stati registrati e sarebbero stati pubblicati in seguito.
Nel video di cui al presente post è possibile vedere una sintesi degli interventi.
Seguirà poi la pubblicazione di alcuni interventi integrali.

Il paper della ricerca "I Segretari in Europa. Contributo di diritto comparato per la riforma della figura del Segretario comunale"

Nel corso del convegno "Segretari in Europa" sono stati presentati dalla presentati dalla prof.ssa Giorgia Pavani e dal prof. Lucio Pegoraro i risultati di una ricerca, finanziata dall'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali, Unione Regionale del Lazio, svolta dal Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università degli studi di Bologna dal titolo “Segretari in Europa”, i cui risultati appaiono interessanti anche alla luce delle nuove previsioni del DDL di riorganizzazione della Pubblica Amministrazione in materia di dirigente apicale. 
La ricerca ha riguardato le figure istituzionali assimilabili a quella del segretario, utilizzando i modelli di decentramento degli ordinamenti giuridici di matrice occidentale (in particolare quello francese-napoleonico al quale appartiene l'Italia).
Il progetto è stato sviluppato da un gruppo di studiosi qualificati che da anni si dedicano allo studio del governo locale in chiave comparata e al diritto straniero di uno o più Paesi coinvolti. Sono stati coinvolti alcuni studiosi stranieri, i quali hanno contribuito alla ricerca apportando la loro notevole esperienza acquisita e riconosciuta, sia a livello nazionale che internazionale, con riferimento alle attività di ricerca pura, ma anche con l’esperienza maturata a seguito di collaborazione e di incarichi con gli enti locali. 
Come preannunciato, oltre alla sintesi degli interventi, si pubblica ora il Paper provvisorio della ricerca.