Collepardo (Fr)

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giovedì 17 settembre 2015

Riforma della Pa, in arrivo i primi decreti antiburocrazia

Inizia il conto alla rovescia per l'attuazione della riforma della Pubblica Amministrazione, con il primo pacchetto di decreti attuativi in arrivo per ottobre. Sarà un autunno caldo quindi non solo sul fronte della legge di stabilità, ma anche per le novità in materia di cittadinanza digitale, trasparenza, taglio dei tempi della burocrazia. In rampa di lancio anche i provvedimenti per l' accorpamento delle camere di commercio e per il documento unico per l' auto, che riunisce i dati su proprietà e circolazione. La precedenza è stata così data alle misure con un impatto più diretto su cittadini e imprese, ma non tarderanno gli interventi su partecipate pubbliche e servizi pubblici locali, con qualche elemento che potrebbe essere anticipato già in manovra, sotto la voce spending review.
E' questo l'inizio dell'articolo pubblicato sull'edizione odierna del quotidiano Il Messaggero dal titolo Riforma della Pa, in arrivo i primi decreti antiburocrazia.

Gli effetti diretti della L. 7 agosto 2015 n. 124 sulle attività economiche: le novità in tema di s.c.i.a., silenzio-assenso e autotutela

Come anticipato nello scritto su “Poteri di autotutela della pubblica amministrazione e illeciti edilizi” pubblicato su questa rivista il 15 luglio scorso, la legge delega per la riforma della p.A., che, per uno strano ritorno dei numeri e delle date, è stata approvata il 7 agosto (2015) con il n. 124, è intervenuta direttamente, con efficacia dal 28 agosto scorso, su alcune disposizioni chiave della l. 7 agosto 1990 n. 241. In particolare, proseguendo nel percorso più timidamente avviato (con riferimento alla s.c.i.a. e alla revoca) dalle c.d. norme "sblocca Italia", la riforma ha prestato particolare attenzione al regime dell’autotutela, cercando un difficile contemperamento tra l’esigenza di assicurare il rispetto della legalità e quella di garantire gli operatori e, soprattutto, gli investitori, della stabilità dei titoli di abilitazione all'esercizio di attività economiche e, in termini più generali, al godimento di benefici. Raccogliendo le sollecitazioni di chi, già da tempo, aveva denunciato i rischi derivanti dalla scarsa garanzia di stabilità dei c.d. strumenti di semplificazione del sistema autorizzatorio e recependo buona parte delle proposte richiamate nelle citate “Riflessioni”, la legge è reintervenuta specificamente anche sul regime della s.c.i.a. e del silenzio-assenso sui procedimenti a istanza di parte, eliminando alcune, gravi, contraddizioni della relativa disciplina nella l. n. 241 del 1990 (in particolare, il grave regime sanzionatorio previsto dall'art. 21, comma 2, e l’illogico richiamo, nell'art. 19, agli artt. 21-quinquies e 21-nonies - relativi a provvedimenti di secondo grado - in riferimento a titoli fondati su atti di diritto privato).
Inizia così l'articolo di Maria Alessandra Sandulli pubblicato sulla rivista on line Federalismi.it dal titolo Gli effetti diretti della L. 7 agosto 2015 n. 124 sulle attività economiche: le novità in tema di s.c.i.a., silenzio-assenso e autotutela.

Accesso all'esposto del vicino, il rifiuto illegittimo del Comune non va risarcito

Il diniego di accesso all’esposto del privato che abbia innescato un’attività di polizia amministrativa può essere illegittimo. Lo afferma con sentenza del 9 settembre 2015, n. 391, la sezione I del Tar Friuli Venezia Giulia.

L'esistenza di un contrasto giurisprudenziale sulla possibilità di conoscere atti di soggetti privati di impulso all’attivazione da parte dell’amministrazione dei poteri di indagine o repressivi che le competono, perlatro, impedisce di configurare come colpevole l’azione del Comune e, in assenza dell’elemento soggettivo, non sono integrati gli estremi della responsabilità aquiliana e con essa dell’obbligo di risarcire il danno.
Inizia così l'articolo di Massimiliano Atelli dal titolo Accesso all'esposto del vicino, il rifiuto illegittimo del Comune non va risarcito, pubblicato dal quotidiano del Sole24Ore Enti Locali & PA.

mercoledì 16 settembre 2015

SCIA: cosa cambia dopo la riforma della P.A.

La maxi riforma della pubblica amministrazione, che lo scorso 4 agosto è diventata a tutti gli effetti legge, ha introdotto numerose novità alcune delle quali immediatamente efficaci.
La disciplina della SCIA (segnalazione certificata di inizio attività) è uno degli istituti coinvolti nel vortice riformatore come previsto dalla delega in senso stretto sull'argomento contenuta nell'art. 5 del ddl.
L'argomento è approfondito nell'articolo di Lucia Izzo dal titolo SCIA: cosa cambia dopo la riforma della P.A. pubblicato sul sito dello Studio Cataldi.