No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

venerdì 16 gennaio 2015

L’aggiornamento del Piano anticorruzione: Misure, raccordi, evidenze (seminario ad Aprilia il 23 gennaio 2015)


La collega Elena Palumbo segnala che venerdì 23 gennaio si terrà ad Aprilia (Lt) un seminario, organizzato dal Comune di Aprilia in collaborazione con l'ACSEL, sul tema Contrasto alle illegalità e ai fenomeni della corruzione. L’aggiornamento del Piano anticorruzione. Misure, raccordi, evidenze. Il relatore sarà il Dr. Rosario SCALIA (Presidente di Sezione della Corte dei Conti).

Qui il link alla locandina ed alla scheda di iscrizione.                                  


Le gestioni associate obbligatorie: tra richieste delle Autonomie di proroga ai fini di un ripensamento e inviti alle diffide ministeriali

Il 31 dicembre 2014 è scaduto il termine previsto dalla vigente normativa per la gestione associata delle funzioni fondamentali nei Comuni fino a 5mila abitanti (3mila negli enti che appartengono a Comunità montane), previsti dal lontano 2010 ma più volte modificati e prorogati.
Per un approfondimento del tema è possibile leggere il capitolo 6 dell'ebook gratuito Guida per gli Amministratori locali a pag. 139 e seg.
L'obbligo di gestione associato è stato in più occasioni criticato dal mondo delle autonomie, che anche qualche giorno fa hanno ribadito la richiesta di un ripensamento dell'intera disciplina. Nell'imminenza dell'approvazione del decreto milleproroghe l'ANCI aveva richiesto l'inserimento di una proroga in tema di obbligo delle gestioni associate, cosa non avvenuta.
Il Ministero dell'interno, Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali, con nota prot. n. 323 ha in data 12 gennaio invitato le prefetture ad avviare la procedura normativa volta al commissariamento degli enti inadempienti,  procedura che richiede prima una diffida, con un termine «adeguatamente ponderato», e successivamente, in caso di persistenza dell'inadempimento all'obbligo, il commissariamento. Qui il link alla nota del Ministero dell'interno.
Qui un articolo apparso ieri sul Sole24Ore di Gianni Trovati dal titolo Senza gestione associata Comuni da commissariare, riportato dal sito dell'Associazione Vighenzi.
In un recente post abbiamo segnalato la pubblicazione di un articolo in merito alle Unioni e fusioni dei comuni, sul sito della Camera dei Deputati su "Temi dell'attività parlamentare".

Nell'articolo si esaminano le nuove regole per le unioni e la fusione di comuni e le misure per incentivare la loro istituzione introdotte dalla legge 56 del 2014 di riforma delle città metropolitane e delle province.
Abbiamo inoltre segnalato un approfondimento dal titolo "Gestione associata delle funzioni fondamentali dei comuni dopo la legge Delrio (n. 56/2014) e il DL 90/2014" di Augusto Sacchi.

Le società partecipate tra la Legge di stabilità 2015 (L. n. 190 del 23.12.2014) ed il DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)

I commi 611 e 612 della Legge di stabilità 2015 (L. n. 190 del 23.12.2014) disciplinano i criteri informatori e i modi attraverso i quali gli enti locali (ma anche le regioni, le camere di commercio, le università e le autorità portuali) sono chiamati a razionalizzare le proprie partecipazioni societarie, sul fondamento del quadro ordinamentale vigente e d’indicazioni specifiche che nel loro complesso si propongono di dare contenuto normativo alle valutazioni già predisposte dal commissario Cottarelli in tema di spending review. Le indicazioni specifiche attengono a un utilizzo ancora più rigoroso dello strumento societario e al procedimento che gli enti dovranno seguire. 
Legautonomie si propone di elaborare alcune prime considerazioni sul nuovo perimetro delle proprie partecipazioni societarie così come gli enti dovranno impostare e realizzare nel corso del 2015, pubblicando un articolo del Prof. Giuseppe Farneti dal titolo "Il nuovo perimetro delle società partecipate secondo la legge di stabilità".
Per ulteriori approfondimenti sulla Legge di stabilità si veda il post Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015 ed i post ivi richiamati.
In merito al DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577), nella giornata di ieri il relatore Pagliari con l'emendamento 14.500, interamente sostitutivo dell'articolo 14, ha proposto di modificare la disciplina in materia di partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni, con finalità di semplificazione normativa, tutela e promozione della concorrenza, razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità. In particolare, si tende a definire il regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti e degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate, si introducono strumenti volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione, si eliminano le sovrapposizioni tra regole e istituti pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di disciplina e controllo.

Questo il testo dell'emendamento 14.500 proposto dal Sen. Pagliari, relatore al DDL di riorganizzazione della PA.
Sostituire l'articolo con il seguente:
«Art. 14.
(Riordino della disciplina delle partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni)
1. Il decreto legislativo per il riordino della disciplina in materia di partecipazioni societarie delle pubbliche amministrazioni è adottato al fine prioritario di assicurare la chiarezza della disciplina, la semplificazione normativa e la tutela e promozione della concorrenza, con particolare riferimento al superamento dei regimi transitori, sulla base dei seguenti princìpi e criteri direttivi, che si aggiungono a quelli di cui all'articolo 12:
a) distinzione tra tipi di società in relazione alle attività svolte e agli interessi pubblici di riferimento, e individuazione della relativa disciplina, anche in base al principio di proporzionalità delle deroghe rispetto alla disciplina privatistica, ivi compresa quella in materia di organizzazione e crisi d'impresa;
b) ai fini della razionalizzazione del sistema delle partecipazioni pubbliche secondo criteri di efficienza, efficacia ed economicità, ridefinizione della disciplina, delle condizioni e dei limiti per la costituzione di società, l'assunzione e il mantenimento di partecipazioni societarie da parte di amministrazioni pubbliche;
c) precisa definizione del regime delle responsabilità delle amministrazioni partecipanti e degli organi di amministrazione e controllo delle società partecipate;
d) promozione della trasparenza mediante pubblicazione dei dati economico-patrimoniali e indicatori di efficienza, sulla base di modelli generali che consentano il confronto, anche ai fini del rafforzamento e della semplificazione dei processi di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle amministrazioni pubbliche partecipanti e delle società partecipate;
e) introduzione di strumenti, anche contrattuali, volti a favorire la tutela dei livelli occupazionali nei processi di ristrutturazione e privatizzazione relativi alle società partecipate;
f) razionalizzazione e rafforzamento dei criteri pubblicistici per gli acquisti e il reclutamento del personale, per i vincoli alle assunzioni e le politiche retributive, finalizzati al contenimento dei costi, introducendo norme per subordinare il riconoscimento, entro limiti predefiniti, di premialità e incentivazioni a criteri di valutazione oggettivi, rapportandole al valore anche economico dei risultati raggiunti;
g) eliminazione di sovrapposizioni tra regole e istituti pubblicistici e privatistici ispirati alle medesime esigenze di disciplina e controllo;
h) possibilità di piani di rientro per le società con bilanci in disavanzo con eventuale commissariamento;
i) regolazione dei flussi finanziari tra ente pubblico e società partecipate secondo il criterio di parità di trattamento tra imprese pubbliche e private;
l) con riferimento alle società partecipate dagli enti locali:
1) per le società che gestiscono servizi strumentali e funzioni amministrative, definizione di criteri e procedure per la scelta del modello societario e per l'internalizzazione e di procedure, limiti e condizioni per l'assunzione, la conservazione e la razionalizzazione di partecipazioni, anche in relazione al numero dei dipendenti, al fatturato e ai risultati di gestione;
2) per le società che gestiscono servizi pubblici di interesse economico generale, definizione, in conformità con la disciplina dell'Unione europea, di criteri e strumenti di gestione volti ad assicurare il perseguimento dell'interesse pubblico ed evitare effetti distorsivi sulla concorrenza, anche attraverso la disciplina dei contratti di servizio e delle carte dei diritti degli utenti e attraverso forme di controllo sulla gestione e sulla qualità dei servizi;
3) rafforzamento delle misure volte a garantire il raggiungimento di obiettivi di qualità, efficienza, efficacia ed economicità, anche attraverso la riduzione dell'entità e del numero delle partecipazioni e l'incentivazione dei processi di aggregazione, intervenendo sulla disciplina dei rapporti finanziari tra ente locale e società partecipate nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica e al fine di una maggior trasparenza.».
In argomento si veda anche l'articolo del Sole24Ore Delrio: nella delega PA il riordino "definitivo" delle partecipate

giovedì 15 gennaio 2015

Pubblicati i Dossier del Servizio studi della Camera sul DL 192/2014 (cd. milleproroghe)

In un precedente post abbiamo segnalato l'inizio alla Camera dei Deputati dell'iter per la conversione del Decreto Milleproroghe (DL 192/2014).
La proposta di legge di conversione in legge del DL. 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative ha assunto il n. 2803.
Il testo è stato assegnato all'esame delle Commissioni riunite I Affari Costituzionali e V Bilancio.
Segnaliamo ora la pubblicazione ad opera del Servizio studi della Camera dei seguenti Dossier:
Su questo blog in argomento:

Il fondo per la progettazione e l’innovazione e il relativo regolamento dopo il DL 90/2014: nuovo schema

In un precedente post dal titolo Il fondo per la progettazione e l’innovazione e il relativo regolamento dopo il DL 90/2014, abbiamo ricordato come la materia delle progettazioni interne sia stata totalmente rivista dal DL. 90/2014, tanto che ogni amministrazione è tenuta a:

- definire i criteri in sede di contrattazione integrativa;

- approvare uno specifico regolamento.
Nello stesso post avevamo segnalato due modelli di regolamento.
Segnaliamo ora un nuovo schema di Regolamento messo a disposizione dalla Fondazione Logos PA.

In argomento su questo blog si vedano anche i precedenti post:

Si veda anche il successivo post Le incentivazioni dei tecnici per la realizzazione di opere pubbliche (21.03.2016).

Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (parte II)

In un precedente post abbiamo segnalato la pubblicazione di un Osservatorio sulla recente giurisprudenza in tema di contratti pubblici diretto da Maria Alessandra Sandulli e da parte della Gazzetta Forense, numero di luglio-agosto, di una Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (d.lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e ss. mm.) a cura di Almerina Bove.
Segnaliamo ora una nuova parte della rassegna una Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (d.lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e ss. mm.), a cura di Almerina Bove, pubblicata sulla Gazzetta Forense, numero di settembre-ottobre.

Città metropolitane: i primi Statuti approvati

Dal 1 Gennaio 2015 è operativa la Riforma Delrio e le 10 Città metropolitane subentrano alle Province. Dall’inizio dell’anno sono partite 8 Città metropolitane su 10, ad eccezione di Reggio Calabria (a cui la riforma riserva una specifica tempistica) e di Venezia che, in considerazione dell’anticipato scioglimento del Consiglio comunale, vede slittare la procedura per l’entrata in funzione della Città metropolitana al 2015. Entro il 31 Dicembre 2014 sono stati approvati i primi 6 Statuti delle Città metropolitane di Milano, Genova, Bologna, Firenze, Roma e Bari. Gli Statuti delle Città metropolitane di Torino e Napoli non sono stati ancora approvati dal Consiglio metropolitano. 

lunedì 12 gennaio 2015

Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015

Sono molte e di grande rilievo le novità contenute nella legge di stabilità 2015 per il personale dipendente dalle PA. Basta ricordare: i tagli al numero dei dipendenti delle province, con l’avvio delle procedure di mobilità; le limitazioni dettate alle assunzioni a tempo indeterminato, in modo da stimolare le amministrazioni ad assumere i dipendenti delle province in mobilità ed il blocco del rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro per il 2015.
Inizia così l'articolo di Arturo Bianco dal titolo Il personale delle PA nella legge di stabilità 2015.
Sulla legge di stabilità abbiamo già pubblicato su questo blog:

Al Segretario comunale spetta il rimborso spese per l'accesso alle diverse sedi convenzionate nella misura prevista in convenzione (Corte Conti Lombardia del. n. 348/2014)

La Corte dei Conti, sez. di Controllo per la Lombardia, con delibera n. 348 del 9.12.2014 si è espressa sulla richiesta di un Comune in merito alla quantificazione del rimborso spese spettanti al Segretario comunale di una segreteria convenzionata. La domanda era la seguente: "le spese di viaggio sostenute dal segretario comunale convenzionato - che si sia recato nelle diverse sedi con il proprio mezzo di trasporto - siano rimborsabili e documentabili in base al costo chilometrico fornito dall'A.C.I., così come previsto nella convenzione approvata e concordata con gli altri comuni, ovvero soggiacciano alla disciplina vincolistica che ha previsto il rimborso delle spese effettivamente sostenute".
Questa la risposta della Sezione lombarda della Corte dei Conti:
"Sulla questione si registra l’orientamento reso dalle Sezioni Riunite della Corte dei conti con deliberazione n. 9/CONTR/11 del 7 febbraio 2014, alla luce della quale si è affermato che “l’art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali non sia stato reso inefficace dall’entrata in vigore dell’art.6, comma 12 della legge n. 122 del 2010 stante la diversità della fattispecie. L’art. 6 della legge n. 122 del 2010 (di conversione del D.L. 78/2010) ha limitato le spese connesse al trattamento di missione, ossia ai trasferimenti effettuati per conto dell’amministrazione di appartenenza per l’espletamento di funzioni ed attività da compiere fuori dalla sede. Il rimborso previsto dall’art.45 comma 2 del CCNL intende sollevare il segretario comunale o provinciale dalle spese sostenute per gli spostamenti fra le varie sedi istituzionali ove il medesimo è chiamato ad espletare le funzioni. L’art. 45, comma 3, ripartendo la spesa per suddetti trasferimenti tra “i diversi enti interessati secondo le modalità stabilite nella convenzione” dimostra come tale onere assuma carattere negoziale e non possa ricondursi all’interno del trattamento di missione tout court.
Deve pertanto ritenersi che le limitazioni al trattamento di missione introdotte dall’art.6 della legge n. 122 del 2010 non comportino l’inefficacia dell’art. 45, comma 2 del CCNL del 16 maggio 2001 per i Segretari Comunale e Provinciali inerente il rimborso delle spese sostenute dal segretario titolare di sede di segreteria convenzionata”.
In conformità a tale pronuncia e a prescindere dalle tesi prospettate dall’amministrazione istante nel caso in esame, la Sezione ribadisce che il rimborso delle spese spettanti al segretario titolare di segreterie convenzionate per l’accesso alle diverse sedi, sia disciplinato dalle norme contrattuali contenute nella convenzione medesima".

Le commissioni del Senato Affari costituzionali e Bilancio esaminano questa settimana il DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577)

Questa settimana è previsto che dalla giornata mercoledì la Commissione Affari Costituzionali prosegua l'esame del DDL 1577. 
Il DDL è oggetto di esame anche da parte della Commissione Bilancio che sta valutando gli emendamenti proposti. La Commissione, che ha tenuto l'ultima riunione sul tema in data 20 novembre 2014, provvederà dalla giornata di martedì 13 a riprendere l'esame del DDL di riorganizzazione della PA. Si ricorda che la Commissione bilancio si limita in merito agli emendamenti proposti ad un giudizio sui profili di bilancio e programmazione economica.

domenica 11 gennaio 2015

IMU terreni montani: Anci, servono soluzioni vere che non penalizzino i contribuenti e i comuni

Continua l'assurda vicenda dell'IMU sui terreni agricoli, raccontata in un precedente post dal titolo All'IMU sui terreni agricoli il nostro tapiro d'oro 2014.
Mentre i comuni continuano a "prendere l'ascensore" per aumentare l'altimetria delle proprie sedi legali, l'Anci ha diramato il presente comunicato.
Secondo notizie di agenzia, il Governo starebbe ulteriormente rivedendo i criteri di imponibilità dei terreni montani dopo il discusso provvedimento del 2 dicembre scorso e nelle more della decisione del Tar Lazio, promosso da diverse ANCI regionali e da numerosi Comuni gravemente penalizzati, che ne ha sospeso l’efficacia ravvisando già nella sospensiva la necessità di valutare diversi ed importanti motivi di illegittimità.
L’ANCI ha messo in guardia a più riprese e con atti formali fin dall’emanazione del decreto legge n. 66 del 2014 circa i rischi di iniquità di una revisione non concertata e non basata su dati affidabili, nonchè sui prevedibili effetti di indiscriminata riduzione di risorse a prevalente svantaggio di Comuni di minore dimensione.
Le modifiche che sembrano prospettarsi non possono tradursi nella legificazione di criteri comunque sommari, ai quali non potranno in ogni caso corrispondere informazioni adeguate circa i gettiti acquisibili con il nuovo regime. Appare altresì azzardato ipotizzare che un’eventuale rettifica dei requisiti di imponibilità, che riguarderebbe migliaia di Comuni e decine – se non centinaia – di migliaia di contribuenti, possa comportare obblighi di pagamento entro il termine del 26 gennaio, nell’arco quindi di pochi giorni.
La strada utile per assicurare una revisione ordinata dell’imponibilità dei terreni montani consiste in una ampia concertazione, comprensiva della ricognizione delle principali caratteristiche territoriali e di rischio idrogeologico, di utilizzo e di possesso, nonché di redditività dei fondi agricoli montani, resa possibile dalle ingenti risorse impiegate da oltre un decennio per la revisione degli archivi agrari e del relativo catasto.
L’Anci, vista la situazione di confusione, ritiene pertanto indispensabile abbandonare il proposito di ottenere gettito aggiuntivo dai territori montani con riferimento al 2014 e abolire i tagli in corso di effettuazione nei confronti di oltre 4 mila comuni, rimandando al 2015 l’obiettivo di una revisione sensata, attesa da anni e quindi sottoposta alla necessaria condivisione con le parti sociali e con i Comuni.

Soppressione AVCP e trasferimento delle funzioni all'ANAC: il piano di riordino proposto dal presidente Cantone e le novità del DL. 90/2014

L'art. 19 del DL. 90/2014 ha previsto la soppressione dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici, istituita nel 2006 con il varo del Codice degli Appalti.
Le sue funzioni ed i suoi compiti sono stati trasferiti all'Autorità Nazionale Anticorruzione. Entro la fine del 2014, il presidente dell'Autorità Nazionale Anticorruzione ha presentato al Governo un piano di riorganizzazione.
Il piano di riordino è predisposto in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 19, comma terzo, d. l. 24 giugno 2014, n. 90, conv. in L. 11 agosto 2014, n. 114.
Quest’ultima disposizione, in particolare, indica anche quello che deve essere il suo contenuto minimo e cioè quanto esso deve necessariamente prevedere:
a) il trasferimento definitivo delle risorse umane, finanziarie e strumentali necessarie per lo svolgimento delle funzioni e la confluenza del personale in servizio presso l'Autorità Nazionale Anticorruzione (di seguito, ANAC), appartenente ai ruoli delle amministrazioni pubbliche in un unico ruolo con il personale della soppressa Autorità di vigilanza dei contratti pubblici (di seguito AVCP);
b) la riduzione non inferiore al venti per cento del trattamento economico accessorio del personale dipendente, inclusi i dirigenti;
c) la riduzione delle spese di funzionamento non inferiore al venti per cento.
In realtà, ad una più attenta lettura dell’intero articolo e di quelli dedicati nel decreto legge all’ANAC, il piano non svolge una mera funzione di “riordino” ma consente la nascita di una nuova Autorità che non solo ha “fuso per incorporazione” le due precedenti (e cioè l’ANAC e l’AVCP) ma che ha soprattutto poteri e compiti diversi ed ulteriori che non sono affatto la mera somma di quelli del passato e che vanno, comunque, letti in logica di una chiara nuova funzione istituzionale, costituita dal contrasto alla corruzione
Qui il link al piano di riordino presentato dal presidente Cantone al governo con la precisazione che il piano acquista  efficacia  a  seguito dell'approvazione con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare, previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, entro sessanta giorni dalla presentazione del medesimo piano al Presidente del Consiglio dei ministri (art. 19, c. 4, DL. 90/2014).
In merito all'argomento si veda anche l'articolo di Maria Francesca Ciriello dal titolo Autorità indipendenti. AVCP e ANAC: le novità del d.L. 90/2014.
In questo blog, si vedano anche i precedenti post in merito ai nuovi poteri dell'ANAC a seguito del DL 90/2014:

venerdì 9 gennaio 2015

La Madia in Commissione Affari Costituzionali: il governo considera prioritario il progetto di riforma della PA ed auspica l'approvazione entro la primavera

Avevamo dato notizia ieri, in un post dal titolo Riprende l'esame del DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577): lo stato dell'arte sulla proposta di abolizione dei Segretari comunali, che sarebbe ripreso l'esame del DDL di riorganizzazione della pubblica amministrazione presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato.
Dal resoconto dei lavori della commissione pubblicato sul sito del Senato, emerge che ha specifica domanda del Sen. Calderoli sull'importanza che il governo attribuisce al disegno di legge, il Ministro Madia, nel corso della seduta abbia risposto "il Governo considera prioritario il progetto di riforma della pubblica amministrazione, al pari della riforma costituzionale, della riforma della legge elettorale e degli interventi in materia di giustizia e di lavoro, che costituiscono elementi qualificanti della politica governativa. Auspica, quindi, una rapida approvazione del disegno di legge, affinché l'iter parlamentare possa essere definitivamente completato entro la primavera".
Richiesta, inoltre, da alcuni componenti della Commissione la riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti, in considerazione dei recenti interventi sulla stampa di membri del governo tesi ad ampliare il contenuto base del DDL. Auspicata, infine, una sospensione dei lavori della Commissione Affari Costituzionali in attesa della conclusione dei lavori della Commissione Bilancio.
Queste le risposte della presidente Finocchiaro "al momento, non possa essere accolta la richiesta di riapertura dei termini per la presentazione degli emendamenti, dal momento che eventuali interventi su materie diverse rispetto a quelle contenute nel disegno di legge in esame, con particolare riguardo alla disciplina del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche, sono stati oggetto di discussione pubblica, ma non è stata annunciata alcuna iniziativa legislativa. Peraltro, qualora dal dibattito in Commissione dovesse emergere l'esigenza di intervenire in materia, il relatore potrà presentare coerenti proposte di modifica. Conseguentemente sarà assicurato un congruo termine per la presentazione di eventuali subemendamenti. Assicura, inoltre, che, per l'ordinato svolgimento dei lavori, le votazioni degli emendamenti avranno inizio solo quando la Commissione bilancio si sarà pronunciata su tutti gli emendamenti presentati".

giovedì 8 gennaio 2015

Riprende l'esame del DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577): lo stato dell'arte sulla proposta di abolizione dei Segretari comunali

Riprende oggi in Commissione Affari Costituzionali del Senato l'esame del DDL di riorganizzazione della PA (AS 1577) ed appare utile fare il punto sullo stato dell'arte in merito alla proposta di abolizione della figura del segretario comunale. 

La ripresa dell'esame del provvedimento avviene dopo il caso dei "Vigili di Roma", che ha fatto balzare agli onori della cronaca nazionale il provvedimento all'esame del Senato. Tanto il Premier Renzi, quanto il Ministro Madia in questi giorni hanno promesso la rapida approvazione del provvedimento, per impedire il ripetersi situazioni intollerabili quali quelle capitate nella notte di capodanno al comune di Roma (come se attualmente fossero normativamente ammissibili), . L'approvazione del DDL a palazzo Madama entro il mese di febbraio-marzo è stata ritenuta dal relatore Pagliari realistica.

In un commento alle vicende romane ed ai successivi comunicati dei membri del governo apparsi sulla stampa di Vladimiro Zagrebelsky dal titolo Come colpire la mancanza di senso civico in realtà si paventa un grande rischio in cui potrebbe incorrere il legislatore "E’ possibile che l’episodio romano offra il destro alla rapida ed incisiva introduzione di nuove norme di riforma del rapporto di lavoro pubblico. E’ possibile che garanzie che meriterebbero di essere riconosciute, vengano invece abolite. Chi vi resistesse si troverebbe nell’opinione pubblica nell’intollerabile compagnia dei vigili romani e del corteo di loro simili che i giornali di questi giorni ci ricordano. Se vi saranno eccessi o approssimazioni si dovrà dire grazie anche a vicende come quella cui abbiamo assistito".

Ricordiamo che nel DDL è prevista, all'art. 10, l'abolizione della figura del Segretario comunale. 

Su tale previsione sono stati presentati numerosi emendamenti, rispetto ai quali abbiamo pubblicato su questo blog i seguenti post: 

Contrarietà rispetto all'ipotizzata abolizione dei Segretari comunali è stata espressa da numerosi consigli regionali che hanno approvato mozioni in tal senso. Le mozioni sono state approvate da parte dei Consigli delle Regioni Toscana, Marche, Lombardia, Puglia, Liguria, Campania, Basilicata ed Abruzzo. La stessa Conferenza delle Regioni in data 16 ottobre 2014 ha approvato un documento riguardante il Disegno di legge recante riorganizzazione delle Amministrazioni Pubbliche proponendo l'istituzione di un Albo unico dei dirigenti con sezione dei Segretari comunali e provinciali.
Sulla formulazione originaria dell'art. 10 anche il Servizio bilancio del Senato ha espresso forti dubbi.
Il Presidente dell'ANAC Cantone ha espresso forti perplessità in merito alla proposta di abolizione dei Segretari comunali, perplessità che lo stesso Presidente ha manifestato direttamente al Presidente del Consiglio Renzi. Membri dell'Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) si sono espressi rimarcando l'importanza della figura dei Segretari comunali come garanti della legalità e dell’imparzialità dell’Amministrazione, nonché come responsabili della prevenzione della corruzione in moltissime amministrazioni locali. 
L'Associazione Nazionale Piccoli Comuni Italiani (ANPCI) ha espresso un secco ed appassionato no alla proposta di abolizione nel corso dell'audizione svolta in Commissione Affari costituzionali del Senato, depositando un documento in tale direzione. L'ANCI nella propria audizione ha espresso la necessità che sia prevista una figura apicale unica per tutti i Comuni, le Unioni, le Province, le Città metropolitane.
Esponenti del mondo accademico si sono dichiarati fortemente contrari e preoccupati dalla proposta contenuta nel DDL. Ad esempio, il Prof. Saitta, nel corso delle audizioni, ha espressamente invitato la Commissione a rivalutare con attenzione la decisione dell'abolizione della figura del Segretario comunale, "norma sorprendente e della quale dall'articolato e dalla relazione non se ne capisce l'utilità. La figura del Segretario comunale risponde ad un'idea dell'Amministrazione che ha due vertici uno di indirizzo politico ed uno strutturale. I Segretari comunali rappresentano un corpo di funzionari pubblici spesso di altissima competenza professionale che nei comuni piccoli, medi, ma anche grandi, rappresentano un riferimento di competenze prezioso. Inoltre, lo sviluppo della carriera dei Segretari comunali fa si che gli stessi ricoprono l'incarico in diverse amministrazioni e questo costituisce anche un dialogo fruttuoso di arricchimento per le strutture amministrative degli enti locali. D'altra parte la dirigenza degli enti locali, soprattutto quella assunta a tempo determinato, non è il più delle volte dotata della necessaria esperienza". Anche Vittorio Italia ha auspicato un rafforzamento della posizione giuridica del Segretario. Carlo Mochi Sismondi si è augurato che non vi siano improvvide corse sul tema delicato dell'abolizione dei Segretari comunali. Molti, poi, sono stati gli esponenti del mondo accademico che hanno aderito al manifesto promosso dall'Associazione Vighenzi.
Dal punto di vista politico molti esponenti della maggioranza, a cominciare dal Ministro dell'Interno Alfano e dal capogruppo del NCD Di Girolamo, hanno presso una chiara posizione contro la proposta di abolizione, così come Dore Misuraca, deputato del Nuovo Centrodestra e Responsabile Nazionale degli Enti locali. Anche numerosi ed autorevoli esponenti del PD hanno sottoscritto emendamenti contro l'abolizione del Segretario comunale. Il movimento 5 stelle ha presentato alla Camera dei Deputati una proposta di legge, a firma dell'On. Federica Dieni, per valorizzare la figura del Segretario comunale. Nando Dalla Chiesa ha segnalato il rischio che la riforma Madia elimini le sentinelle della legalità.
Ricordo che la proposta di abolizione della figura del segretario comunale figurava anche tra i 44 punti della riforma della PA presentati dal premier Renzi e sottoposti a consultazione pubblica. L'esito della consultazione pubblica per il punto n. 13, riguardate l'abolizione dei segretari comunali, è stato un secco NO alla proposta. Nel corso della consultazione è stata pubblicata anche sul Sole24Ore una risposta del ministro Madia ai Segretari comunali.

mercoledì 7 gennaio 2015

Pubblicata la nota di lettura IFEL alla Legge di stabilità 2015 (L. n. 190/2014)

Pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, Serie Generale n. 300 del 29-12-2014, Suppl. Ordinario n. 99 la Legge 23 dicembre 2014, n. 190, Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2015).
L'IFEL ha ora pubblicato una nota di lettura relativa alla legge di stabilità 2015.
Sulla legge di stabilità abbiamo già pubblicato su questo blog:

Riforma costituzionale: schede di lettura del Servizio studi della Camera

In un precedente post abbiamo dato notizia dell'approvazione da parte del Senato della Repubblica, l’8 agosto 2014, in sede di prima deliberazione, il disegno di legge costituzionale, d’iniziativa del Governo contenente "Disposizioni per il superamento del bicameralismo paritario, la riduzione del numero dei parlamentari, il contenimento dei costi di funzionamento delle istituzioni, la soppressione del CNEL e la revisione del titolo V della parte II della Costituzione" (atto Senato n. 1429).
Qui il link al testo approvato dal Senato.
La riforma costituzionale è ora all'esame dell'aula di Montecitorio (AC 2613-A e abb.).
Qui il link all'approfondimento della rubrica Temi dell'attività parlamentare sulla riforma costituzionale.
Pubblicato in data odierna un dossier del servizio studi della Camera dei Deputati (216/4) contenente le schede di lettura relative al "Superamento del bicameralismo paritario e revisione del Titolo V della Parte seconda della Costituzione - Ddl Cost. A.C. 2613-A e abb.".
Qui il link al dossier del servizio studi della Camera dei Deputati n. 216/4.

martedì 6 gennaio 2015

Inizia alla Camera l'esame del DL. 192/2014 (cd "milleproroghe")

Inizia dalla Camera dei Deputati l'iter per la conversione del Decreto Milleproroghe (DL 192/2014).

La proposta di legge di conversione in legge del DL. 31 dicembre 2014, n. 192, recante proroga di termini previsti da disposizioni legislative ha assunto il n. 2803.
La mia personale previsione è che nel corso dell'esame della legge di conversione le disposizioni soggette a proroga verranno notevolmente ampliate rispetto a quelle originarie.
Su questo blog in argomento:

Dal 1 gennaio nuovo divieto di procedere ad assunzioni: si applica agli enti che superano i tempi medi di pagamento

Sul proprio sito Gianluca Bertagna ricorda che dal 2015, scatta un altro potenziale divieto di assunzione a qualsiasi titolo anche per gli enti locali. Si tratta del superamento dei tempi medi di pagamento, così come previsto dall’art. 41 del DL. 66/2014.

Questo il testo della norma.
1. A decorrere dall’esercizio 2014, alle relazioni ai bilanci consuntivi o di esercizio delle pubbliche amministrazioni, di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, è allegato un prospetto, sottoscritto dal rappresentante legale e dal responsabile finanziario, attestante l’importo dei pagamenti relativi a transazioni commerciali effettuati dopo la scadenza dei termini previsti dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nonché il tempo medio dei pagamenti effettuati. In caso di superamento dei predetti termini, le medesime relazioni indicano le misure adottate o previste per consentire la tempestiva effettuazione dei pagamenti. L’organo di controllo di regolarità amministrativa e contabile verifica le attestazioni di cui al primo periodo, dandone atto nella propria relazione. Per le Amministrazioni dello Stato, in sede di rendiconto generale, il prospetto di cui al primo periodo è allegato a ciascuno stato di previsione della spesa.
2. Al fine di garantire il rispetto dei tempi di pagamento di cui all’articolo 4 del decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, le amministrazioni pubbliche di cui al comma 1, esclusi gli enti del Servizio sanitario nazionale, che, sulla base dell’attestazione di cui al medesimo comma, registrano tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nell’anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione.
Occorre ricordare che l'ANCI, nel proporre emendamenti alla legge di stabilità 2015, peraltro in questo caso non accolti, aveva espressamente richiesto l'abrogazione della norma con le seguenti validissime motivazioni:
La disposizione contenuta nel comma 2 dell’art. 41 stabilisce che le amministrazioni che, sulla base delle attestazioni di cui al comma 1 del medesimo articolo, registrano tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni nel 2014 e a 60 giorni a decorrere dal 2015, rispetto a quanto disposto dal decreto legislativo 9 ottobre 2002, n. 231, nell'anno successivo a quello di riferimento non possono procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto.
Prevede poi il divieto per gli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della predetta disposizione.
La sanzione stabilita per il superamento dei termini indicati dalla norma è inappropriata e sproporzionata.
L’esistenza di un ritardo rispetto ai tempi medi di pagamento può essere infatti dovuta dall’esigenza di rispettare i vincoli del patto di stabilità interno, la cui violazione prevede, tra le altre, proprio la sanzione dell’impossibilità di effettuare assunzioni. La sanzione contenuta nel comma 2 è quindi potenzialmente produttiva di effetti paradossali in ordine al rispetto dei vincoli del patto di stabilità interno. Inoltre la disposizione non considera la condizione degli Enti che hanno accumulato ritardi nei tempi mendi dei pagamenti in conseguenza del ritardi nella erogazione di importi dovuti da altre amministrazioni.
Infine non tiene conto del fatto che il contributo richiesto ai comuni per il risanamento della finanza pubblica ha generato in molti casi situazioni di ritardo nei pagamenti.

Nuovo ISEE: i chiarimenti dell’INPS nella circolare n. 171 del 18 dicembre 2014

Con il D.P.C.M. 5 dicembre 2013, n. 159 è stata introdotta, a far data dal 1 gennaio 2015, una nuova disciplina in materia di ISEE. L'INPS con circolare n. 171 del 18 dicembre 2014 illustra i principi normativi e fornisce le prime indicazioni operative per l’applicazione della nuova normativa relativa all’ISEE.

Un sunto con le novità principali della nuova disciplina può essere letto nell'articolo pubblicato sul sito Lavoro e fisco dal titolo Nuovo ISEE: i chiarimenti dell’INPS.

domenica 4 gennaio 2015

La relazione illustrativa al DL n. 192/2014 e l'Abc del decreto Milleproroghe in 67 voci

In un precedente post abbiamo dato notizia che nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31-12-2014 è stato pubblicato il testo del Decreto legge n. 192 avente ad oggetto "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative" (cd "Milleproroghe").

Segnaliamo ora la relazione illustrativa al Decreto legge 192/2014 ed un articolo di Nicoletta Cottone e Vittorio Nuti pubblicato sul Sole24Ore dal titolo L'Abc del decreto Milleproroghe in 67 voci.
In argomento vedi anche il successivo post Inizia alla Camera l'esame per la conversione del DL. 192/2014 (cd "milleproroghe").

La prima relazione sull'attività svolta dall'Accademia per l'Autonomia

Al primo “giro di boa”, Anci e Upi hanno presentato al “Nucleo di coordinamento” con il Ministero dell’interno la relazione sulle attività formative organizzate nel primo mese e mezzo di vita dell'Accademia per l'Autonomia relativamente al piano annuale per la formazione territoriale dei segretari comunali e provinciale, del personale degli enti locali e degli amministratori locali, nonchè quelle in cantiere per le prossime settimane. 
Il bilancio viene considerato certamente positivo, anche se molto (anzi, moltissimo) c’è ancora da fare. Un impegno importante in un passaggio di grandi difficoltà per tutte le amministrazioni locali, nella consapevolezza che la formazione non vale da sola a risolvere i problemi, ma è sempre la pre-condizione per metterli bene a fuoco e individuare le strade praticabili per il loro superamento. 
In allegato, il testo della relazione.

Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (parte I)

In un precedente post abbiamo segnalato la pubblicazione di un Osservatorio sulla recente giurisprudenza in tema di contratti pubblici diretto da Maria Alessandra Sandulli.

Segnaliamo ora la pubblicazione da parte della Gazzetta Forense, numero di luglio-agosto, di una Rassegna di giurisprudenza sul Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture (d.lgs. 12 Aprile 2006, n.163 e ss. mm.) a cura di Almerina Bove.

venerdì 2 gennaio 2015

Nuovo questionario per l'aggiornamento dei dati rilevanti per la determinazione dei fabbisogni standard

Dal 29 dicembre 2014 è disponibile online sul portale Progetto Fabbisogni Standard il nuovo questionario unico per i comuni FC10U - Questionario Unico per i Comuni, Unioni di Comuni e Comunità Montane (Anno 2013)

Il Questionario unico è finalizzato all’aggiornamento e all’acquisizione dei dati rilevanti ai fini della determinazione dei Fabbisogni Standard dei Comuni, delle Unioni di Comuni e delle Comunità Montane, relativamente alle funzioni fondamentali definite nel D.lgs. 26 novembre 2010, n. 216 (“Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province”).

I dati richiesti sono relativi a:
  • Funzioni generali di amministrazione, di gestione e di controllo;
  • Funzioni di polizia locale;
  • Funzioni di istruzione pubblica;
  • Funzioni nel settore sociale;
  • Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti;
  • Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dell’ambiente (escluso il servizio di edilizia residenziale pubblica e locale e piani di edilizia economica-popolare e il servizio idrico integrato).
Il Questionario si divide in cinque moduli:
  1. Dati strutturali;
  2. Dati del personale;
  3. Servizi svolti (Tributi, Ufficio Tecnico, Anagrafe, Altri Servizi Generali, Polizia Locale, Istruzione, Viabilità e Trasporti) identificato in seguito con Servizi svolti – Parte I;
  4. Servizi svolti (Territorio, Rifiuti, Asili Nido e Sociale) identificato in seguito con Servizi svolti – Parte II;
  5. Dati contabili.
Il questionario va compilato, con riferimento all’anno 2013, in ogni sua parte dai Comuni, dalle Unioni dei Comuni e dalle Comunità Montane, sia per le informazioni di natura contabile sia per quelle di tipo strutturale.
Sarà possibile procedere alla compilazione utilizzando le credenziali di accesso già in possesso degli enti e si avranno 60 giorni di tempo per restituirlo a SOSE debitamente compilato, a far data dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Direttoriale del Dipartimento delle Finanze, avvenuta il 30 dicembre 2014.
Qui il link al comunicato integrale.
In argomento si veda anche l'articolo di F. Cerisano su ItaliaOggi dal titolo Comuni, fabbisogni al tagliando.

Pubblicato il Decreto del Ministero dell'interno che differisce al 31 marzo il termine per l'approvazione dei bilanci di previsione 2015

In un precedente post dal titolo Conferenza Stato-Città: slittano al 31 marzo i bilanci di previsione 2015 avevamo dato notizia che era giunto il via libera dalla Conferenza Stato-città allo slittamento dei bilanci di previsione 2015 al 31 marzo.
La decisione è stata resa ufficiale dal Decreto del Ministero dell'interno del 24 dicembre 2014 avente ad oggetto "Differimento al 31 marzo 2015 del termine per la deliberazione del bilancio di previsione 2015 degli enti locali", pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 301 del 30-12-2014.

Dossier del Servizio studi del Senato sul DDL di recepimento delle direttive europee riguardanti appalti e concessioni

Il Senato sarà chiamato a breve ad iniziare l'esame del DDL di iniziativa governativa avente ad oggetto "Delega al Governo per l'attuazione della direttiva 2014/23/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sull'aggiudicazione dei contratti di concessione, della direttiva 2014/24/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sugli appalti pubblici e che abroga la direttiva 2004/18/CE e della direttiva 2014/25/UE del 26 febbraio 2014 del Parlamento europeo e del Consiglio sulle procedure d'appalto degli enti erogatori nei settori dell'acqua, dell'energia, dei trasporti e dei servizi postali e che abroga la direttiva 2004/17/CE" (A.S. 1678).
Il termine ultimo per il recepimento delle direttive nell'ordinamento nazionale è il 18 aprile 2016.

giovedì 1 gennaio 2015

Pubblicato in Gazzetta il "milleproroghe" (DL n. 192 del 31.12.2014)

In un precedente post dal titolo Il Governo vara il milleproroghe: anticipazioni in attesa del testo ufficiale avevamo dato notizia che nella seduta del Consiglio dei Ministri del 24 dicembre era stato approvato un decreto legge contenente una serie di proroghe.

Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31-12-2014 è stato pubblicato il testo del Decreto legge n. 192 avente ad oggetto "Proroga di termini previsti da disposizioni legislative".

Qui il link DL n. 302/2014 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 31-12-2014.