No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)
No War - Palazzo Savelli sede del Comune di Rocca Priora (Roma)

martedì 28 gennaio 2014

Comune di Ceccano: il Piano comunale di prevenzione della corruzione integrato con il programma triennale per la trasparenza e l’integrità – annualità 2013/2016

Si pubblicano in allegato i file relativi al Piano comunale di prevenzione della corruzione, integrato con il programma triennale per la trasparenza e l’integrità, annualità 2013/2016, proposto dal Segretario Generale del Comune di Ceccano (Fr) alla Giunta Comunale.
I file contengono:


I file sono in formato pdf, se qualcuno avesse necessità dei file in formato doc (la tabella è in formato xls) può chiedermeli all'indirizzo email amedeo.scarsella@gmail.com e provvederò ad inviarli.

Si veda, in argomento, anche il precedente post Pubblicazione e trasmissione dei Programmi triennali per la trasparenza e dei piani anticorruzione, dove sono richiamati altri post di interesse su questo blog.

Aggiudicazione comunicata via Pec: quando scatta termine per impugnare? TAR Lombardia-Milano, sez. III, sentenza 03.12.2013 n° 2677

 Con la pronuncia n. 2677/2013 (TAR Lombardia-Milano) è stato approfonditamente esaminata l'ipotesi in cui una stazione appaltante abbia provveduto a comunicare ai partecipanti alla procedura l'intervenuta aggiudicazione definitiva mediante l'invio di un messaggio di posta elettronica certificata.

http://www.altalex.com/index.php?idnot=66068&goback=.gde_2704726_member_5833494154725855232#!

Pubblicazione e trasmissione dei Programmi triennali per la trasparenza e dei piani anticorruzione

Con comunicato del 27 gennaio 2014 l'ANAC ha chiarito che gli enti locali non debbono trasmettere né il programma triennale per la Trasparenza e l'integrità né il link della pagina del sito dove è pubblicato il programma stesso.

Questo il testo dell'Avviso:

"Come previsto dalla delibera n. 50/2013, tutte le amministrazioni sono tenute a pubblicare il testo del Programma triennale per l’integrità e la trasparenza sul proprio sito istituzionale nella sotto-sezione “Disposizioni generali-Programma per la trasparenza e l’integrità”.
Nessuna amministrazione è tenuta a trasmettere all’Autorità il link alla pagina in cui è pubblicato il Programma.
Esclusivamente le amministrazioni statali e gli enti pubblici nazionali provvederanno al caricamento dei Programmi triennali sul Portale della trasparenza a partire dal 10 febbraio 2014".

Diverso è il discorso relativo al piano triennale di prevenzione della corruzione, di cui di norma, come abbiamo evidenziato in un precedente post, il programma triennale della trasparenza costituisce una sezione (art. 10, comma 2, del D.lgs 33/2013), che invece deve essere trasmesso al Dipartimento della Funzione Pubblica (art. 1, comma 8, L. 190/2012). In proposito il Piano Nazionale Anticorruzione prevede che "Le regioni e gli enti locali e gli enti pubblici non economici da essi vigilati adottano il P.T.P.C., ne curano la pubblicazione e la trasmissione al Dipartimento della funzione pubblica secondo quanto stabilito in sede di intesa in Conferenza unificata sancita il 24 luglio 2013" (pag. 32 e 33). L'intesa in sede di Conferenza Unificata ha stabilito che "l’adozione dei piani è comunicata al Dipartimento della funzione pubblica entro il medesimo termine del 31 gennaio mediante indicazione del link alla pubblicazione sul sito o secondo modalità che saranno indicate sul Dipartimento – Sezione anticorruzione" (pg. 2).
Alla data odierna l'unico avviso, evidentemente non aggiornato, che ho rinvenuto sul sito del Dipartimento della funzione pubblica è il seguente:
"Il Dipartimento invita le Amministrazioni che hanno già predisposto il Piano triennale di prevenzione della corruzione e, in attesa della pubblicazione del "Piano nazionale anticorruzione", intendono comunque trasmetterlo, ai sensi dei commi 5 e 60 dell'art. 1 della legge 190/2012, ad utilizzare esclusivamente le modalità informatiche inviando all'indirizzo email piani.prevenzionecorruzione@funzionepubblica.it il link alla pubblicazione del Piano sul proprio sito.
Nell'oggetto della email deve essere riportata la dicitura "comunicazione del P.T.P.C.".

Già pubblicati su questo blog in argomento i seguenti post:

lunedì 27 gennaio 2014

Delibera ANAC n. 12/2014 in tema di organo competente ad adottare il piano triennale di prevenzione della corruzione negli enti locali

Su segnalazione del collega Angelo Grasso si comunica che con deliberazione n. 12/2014 l'Autorità nazionale Anticorruzione (ANAC) ha espresso l'avviso che "la competenza ad adottare il piano triennale della prevenzione della corruzione, per quanto concerne gli enti locali spetta alla Giunta, anche alla luce dello stretto collegamento tra il piano triennale di prevenzione della corruzione e i documenti di programmazione previsto dal Piano nazionale anticorruzione, salvo diversa previsione adottata nell’esercizio del potere di autoregolamentazione dal singolo Ente".

Il programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016 del Comune di Albano Laziale

Riceviamo dal collega Adriano Marini e pubblichiamo il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016 del Comune di Albano Laziale, con allegate le schede degli adempimenti di pubblicazione di cui al D.lgs. 33/2013 e l'indicazione degli Uffici competenti.


Di interesse per l'argomento abbiamo già pubblicato su questo blog:

Giornata della memoria: Liliana Segre racconta il suo Olocausto ad Auschwitz

In occasione del Giorno della Memoria del 2012, durante la seduta solenne del Consiglio Regionale Ligure, Liliana Segre, sopravvissuta al campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau, racconta la sua storia.

Per non dimenticare.



domenica 26 gennaio 2014

Discussione generale in 1ª Commissione Senato sul DDL Delrio: emerge la necessità di effettuare alcune modifiche

Nella seduta del 23 gennaio 2014 è proseguita nella 1ª Commissione permanente del Senato della Repubblica, in sede referente, la discussione generale sul DDL Delrio “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni” (Atto Senato 1212), approvato dalla Camera dei deputati.

Si ricorda che il DDL, nel testo approvato dalla Camera dei Deputati riguardante i Segretari delle Unioni dei Comuni, ha provocato stupore e forte contrarietà dell'Unione Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali, che ha proclamato lo stato di agitazione sindacale.



Dal resoconto della seduta del 23 gennaio 2014 è possibile desumere l'intenzione della maggioranza e del Governo di apportare alcune modifiche al DDL rispetto al testo approvato dalla Camera dei Deputati, anche in materia di Unioni dei Comuni. Il termine per la presentazione degli emendamenti scade il 29 gennaio alle ore 13,00.

Di seguito si riportano gli interventi, tratti dal resoconto di seduta, che fanno giungere a tale conclusione:

Il senatore PAGLIARI (PD) rileva che la necessità di ridisegnare l'attuale sistema di governo delle autonomie locali è determinata dall'esigenza di aumentarne efficienza e competitività.
Il disegno di legge approvato dalla Camera dei deputati non presenta, a suo avviso, profili di incostituzionalità, in quanto la Carta costituzionale non prescrive per gli organi rappresentativi degli enti locali il vincolo dell'elezione diretta. Inoltre, esso provvede a una nuova definizione del sistema di area vasta, con l'istituzione delle Città metropolitane, peraltro già prevista dal 1990, e l'introduzione di criteri di flessibilità, grazie ai quali è possibile che le Province con popolazione superiore a un milione di abitanti si aggreghino per una gestione integrata del territorio.
Tuttavia, al testo approvato dalla Camera sarebbe opportuno apportare alcune modifiche. Innanzitutto, tra gli organi della Città metropolitana, dovrebbe essere prevista anche la Giunta, che dovrebbe affiancare il sindaco nello svolgimento delle funzioni di amministrazione attiva. Inoltre, non dovrebbe essere rimessa alla determinazione delle Città metropolitane la scelta tra l'elezione diretta o indiretta dei consigli metropolitani e del sindaco.
Infine, rileva la necessità di definire i criteri per l'individuazione delle cosiddette zone omogenee, nonché l'opportunità di individuare con maggiore precisione, all'articolo 7, le competenze fondamentali delle Province e di apportare alcune modifiche alla disciplina delle unioni e fusioni di Comuni. 
Interviene in replica il relatore PIZZETTI (PD), il quale ricorda, in primo luogo, che l'approvazione di un disegno di legge costituzionale richiederebbe un tempo molto ampio. Sottolinea che, in ogni caso, il testo approvato dalla Camera dei deputati può essere ulteriormente affinato con l'accoglimento di alcune delle indicazioni emerse nel dibattito. Tuttavia, ormai non appare più rinviabile una riforma destinata a semplificare l'architettura istituzionale e a rendere più efficiente e moderna l'amministrazione locale, soprattutto mediante forme di concertazione nella gestione dei servizi.
Il ministro DELRIO, intervenendo in replica, ricorda che il testo originario è stato modificato alla Camera anche con il contributo dei Gruppi parlamentari dell'opposizione. Osserva quindi che in esso non sono ravvisabili, a suo avviso, profili di illegittimità costituzionale, soprattutto considerando che non per tutti gli organi politici e di governo, previsti dalla Costituzione, è richiesta l'elezione diretta. Il provvedimento non sembra neanche contrastare la Carta europea delle autonomie, che non esclude la possibilità di prevedere enti di secondo livello, pur valorizzando il rapporto diretto dei Comuni con i cittadini.
L'istituzione delle Città metropolitane offre la possibilità di semplificare l'attuale sistema di competenze: esse eserciteranno funzioni amministrative e di coordinamento, mentre le Regioni avranno compiti di pianificazione territoriale, oltre al potere legislativo. Inoltre, la possibilità di istituire ulteriori Città metropolitane risponde alla necessità che gli enti di coordinamento di secondo livello siano organizzati con la più ampia flessibilità, al fine di interpretare correttamente le specifiche esigenze del territorio.
Precisa che le osservazioni della Corte dei conti sull'entità contenuta dei risparmi attesi riguardano il breve periodo: la soppressione di organi politici e degli uffici di supporto, nonché la riduzione di funzioni comporteranno, nel medio periodo, una sensibile riduzione dei costi di funzionamento generale, soprattutto se le nuove disposizioni saranno correttamente attuate in sede locale.
Infine, dopo aver ricordato l'introduzione di misure dirette a semplificare e incentivare le unioni di Comuni, con l'accorpamento della gestione dei servizi per i cittadini, che possono rendere più efficiente l'amministrazione pubblica, si dichiara disponibile ad accogliere ulteriori indicazioni per migliorare il testo approvato dalla Camera dei deputati.


venerdì 24 gennaio 2014

L'esame del DDL Delrio al Senato. I forti dubbi dei costituzionalisti sulla riforma (2)

Dopo gli interventi fortemente critici, con riferimento alla compatibilità costituzionale del disegno di riforma delle Province, del Prof. Marcello Cecchetti e del Dott. Daniele Trabucco, di cui abbiamo dato notizia in un precedente post, è stato pubblicato l'intervento con lo stesso tono critico del Prof. De Martin.

Nel suo intervento il Prof. Gian Candido De Martin prende atto della rinuncia con il DDL Delrio al progetto di scrivere una nuova Carta delle Autonomie, necessaria per procedere ad una riforma organica dell'ordinamento degli enti locali.


"Si tratta sostanzialmente di una nuova "legge tampone" che si aggiunge ai molteplici interventi erratici, occasionali e approssimativi della XVI Legislatura in materia di enti locali, per lo più frutto della "legislazione di crisi", e non certo di un approccio sistematico volto a realizzare, in base ad una Carta delle Autonomie, il disegno di semplificazione amministrativa e di valorizzazione delle autonomie locali prefigurato dalla riforma costituzionale del 2001, tuttora di fatto inattuata, anzi per molti versi contraddetta dal legislatore ordinario".

Per l'appello dei giuspubblicisti diretto a sollecitare una riforma razionale del sistema delle autonomie locali è possibile leggere un precedente post.

Per quel che riguarda la qualità della scansione dell'intervento del Prof. De Martin ovviamente, pur essendone fortemente sorpreso, non ne sono in alcun modo responsabile.

giovedì 23 gennaio 2014

Fiano Romano: Approvato il piano di prevenzione della corruzione

La stampa addirittura parlamentare da ampio risalto all'approvazione da parte del Comune di Fiano Romano del Piano di prevenzione della corruzione. 

Di seguito la notizia, come riportata dall'AgenParl, Agenzia parlamentare per l'Informazione politica ed economica:

"Approvato in Consiglio Comunale e all’unanimità, il Piano Triennale di prevenzione della corruzione – annualità 2014/2016. Il Piano Comunale è stato redatto dal Segretario Comunale Dott.ssa Grazia Trabucco che, previa valutazione delle aree a rischio, attivata attraverso la collaborazione dei singoli responsabili di area, ha inserito nel Piano sia misure trasversali applicabili a diverse aree dell’ente (es. trasparenza, codice di comportamento, formazione del personale, monitoraggio dei tempi del procedimento) sia misure puntuali riferite a singole e sensibili aree (es. la informatizzazione dei processi propri dell’area urbanistica).
«Il Piano è stato costruito in maniera tale da determinare un auspicabile miglioramento delle pratiche amministrative» spiega nella premessa al Piano la Dott.ssa Grazia Trabucco e prosegue scrivendo «attraverso la promozione dell'etica nella PA, evitando la costituzione di illeciti e qualsiasi comportamento che in qualche maniera possa adombrare la trasparenza e la stessa correttezza della PA».
Nel Piano tra le aree cosiddette a rischio, spiccano sicuramente l’area acquisizione e progressione del personale, l’area affidamento lavori e servizi e quella relativa ai servizi sociali, area particolarmente sensibile, ora più che mai, a causa della crisi economica e sociale che vive il Paese. Tra le attività, invece, soggette a serrati controlli, sono state identificate quelle relative ai tributi locali; alla implementazione e/o istruttoria di programmi urbanistici in variante al P.R.G.; al controllo dell’utilizzazione del patrimonio pubblico; all’assegnazione di alloggi ERP (edilizia residenziale pubblica). «La difficoltà non sta nel creare nuovi strumenti di controllo» ha dichiarato il Sindaco Ottorino Ferilli « ma nel far comprendere, all'interno e all'esterno dell’ente, che la corruzione si lotta solo con l’adozione della trasparenza come modello culturale, la trasparenza è un atteggiamento, un modo di essere ancor prima di apparire e comunicare, e per questo ci muoveremo con una serie di attività di formazione ed informazione verso i dipendenti pubblici e verso la cittadinanza»".

La collega Grazia Trabucco, che continua a seminare proseliti con il suo "approccio culturale", ci ha inviato la delibera ed il piano.

Informativa ANCI sull'adozione del piano triennale sulla prevenzione della corruzione

L'ANCI ha predisposto un'informativa sull'obbligo per i Comuni di approvare entro il 31 gennaio il Piano triennale sulla prevenzione della corruzione.

Nell'informativa, partendo dal carattere programmatorio del documento, ne evidenzia il necessario coordinamento con gli altri documenti di pianificazione dell'ente (in proposito si veda il precedente post sul necessario coordinamento con il ciclo delle performance), dando atto che, per le forti ricadute sull'assetto organizzativo dell'ente, le misure in esso previste debbono tener conto della effettiva e concreta sostenibilità per il singolo ente. 



Già pubblicati su questo blog in argomento i seguenti post:

L'esame del DDL Delrio al Senato. I forti dubbi dei costituzionalisti sulla riforma

Si è data notizia dell'inizio dell'esame in sede referente da parte della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali), del DDL Delrio “Disposizioni sulle Città metropolitane, sulle Province, sulle unioni e fusioni di Comuni”, approvato dalla Camera dei deputati (Atto Senato n. 1212).
La Commissione ha ascoltato in audizioni informali anche alcuni costituzionalisti.
Sul sito internet del Senato sono stati ora pubblicati gli interventi fortemente critici, con riferimento alla compatibilità costituzionale del disegno di riforma delle Province, del
Prof. Marcello Cecchetti e del Dott. Daniele Trabucco.
In precedenza si erano segnalate le critiche e la richiesta effettuata dai giuspubblicisti di dar vita ad una riforma organica e razionale del sistema delle autonomie locali.
Si ricorda che nel DDL Delrio è prevista una norma sui Segretari delle Unioni dei Comuni oggetto di forte critica sulla stampa nazionale e che ha portato alla proclamazione dello stato di agitazione da parte dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali.
Nella giornata di oggi era fissato il termine alle ore 13.00 per la presentazione degli emendamenti da parte della 1ª Commissione permanente (Affari Costituzionali), termine prorogato al 29 gennaio sempre alle ore 13.00.

martedì 21 gennaio 2014

Pubblicato il documento della Segreteria Nazionale dell'U.N.S.C.P. sulle ragioni dello stato di agitazione

In un precedente post abbiamo dato notizia della proclamazione dello stato di agitazione sindacale da parte della Segreteria Nazionale dell'U.N.S.C.P.

E' stato ora pubblicato il documento della Segreteria Nazionale che si è tenuta il 17 ed il 18 gennaio 2014.

La Segreteria Nazionale fa un espresso invito "a sensibilizzare sul territorio i referenti istituzionali sulla necessità di prevedere il Segretario nelle Unioni dei Comuni e di evitare che vi siano ipotesi di riforma improvvisate e incongrue sulla figura del Segretario che ne snaturino il ruolo di dirigente pubblico apicale dell’ente locale, chiamato a garantire il buon andamento e la direzione complessiva dell’attività, assicurando che risponda sia ai principi di legalità che a quelli dell’efficienza".

Il Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016 del Comune di Ferentino

Il D.ls. 33/2013 ha complessivamente operato una sistematizzazione dei principali obblighi di pubblicazione vigenti, introducendone anche di nuovi, e ha disciplinato per la prima volta l’istituto dell’accesso civico (art. 5). Esso è intervenuto sui Programmi triennali per la trasparenza e l’integrità, modificando la disciplina recata dall’art. 11 del d.lgs. n. 150/2009, anche al fine di coordinare i contenuti del Programma con quelli del Piano triennale di prevenzione della corruzione e del Piano della performance. In particolare, sono stati precisati i compiti e le funzioni dei Responsabili della trasparenza e degli OIV e è stata prevista la creazione della sezione “Amministrazione trasparente”, che sostituisce la precedente sezione “Trasparenza, valutazione e merito” prevista dall’art. 11, c. 8, del d.lgs. n. 150/2009. Nello specifico, la nuova sezione sarà articolata in sotto-sezioni di primo e di secondo livello corrispondenti a tipologie di dati da pubblicare, come indicato nell’allegato A del d.lgs. n. 33/2013. Infine, il decreto provvede a implementare il sistema dei controlli e delle sanzioni sull’attuazione delle norme in materia di trasparenza.

Il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è delineato come strumento di programmazione autonomo rispetto al Piano di prevenzione della corruzione, pur se ad esso strettamente collegato, considerato che il Programma “di norma” integra una sezione del predetto Piano. Il Programma triennale per trasparenza e l’integrità e il Piano triennale di prevenzione della corruzione possono essere predisposti altresì quali documenti distinti, purché sia assicurato il coordinamento e la coerenza fra i contenuti degli stessi. In ragione di questo stretto raccordo fra i due strumenti programmatori, che ogni amministrazione potrà realizzare secondo le proprie peculiarità organizzative e funzionali, discende l’opportunità che, a regime, il termine per l’adozione dei due atti sia lo stesso e cioè il 31 gennaio (art. 1, c. 8, legge n. 190/2012). In sede di prima applicazione la legge n. 221/2012 aveva disposto che il termine per l’adozione dei Piani triennali per la prevenzione della corruzione fosse il 31 marzo 2013. Nelle more dell’adozione del Piano nazionale anticorruzione, che costituisce la base per i singoli Piani triennali di prevenzione della corruzione, e in considerazione dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 33/2013 nonché dell’avvenuta adozione dei Piani della performance per il triennio 2013-2015, o di analoghi strumenti di programmazione, il termine per l’adozione del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità è il 31 gennaio 2014, salvo successive integrazioni al fine di coordinarne i contenuti con quelli del Piano triennale per la prevenzione della corruzione qualora entro quella data non sia stato adottato anche quest’ultimo.

Il collega Franco Loi ha provveduto ad inviare il Programma Triennale per la trasparenza e l’integrità 2014/2016 predisposto nel Comune di Ferentino.

Per ogni ulteriore informazione sull’adempimento si rinvia alla
Delibera n. 50/2013 “Linee guida per l’aggiornamento del Programma triennale per la trasparenza e l’integrità 2014-2016” adottata dalla CIVIT.

lunedì 20 gennaio 2014

TAR LAZIO Latina sent. n. 17/2014 in tema di diritto di accesso in pendenza di indagini penali

Il T.A.R. Lazio, Sezione staccata di Latina con sentenza n. 17 del 16 gennaio 2014,  si è pronunciata in merito all'applicabilità della normativa in materia di diritto di accesso agli atti amministrativi in pendenza di indagini penali, qualora l'istanza di accesso riguardi una denuncia di reato.
Secondo il giudice amministrativo ai fini della valutazione dell’ammissibilità o meno dell’istanza ostensiva, debbono distinguersi tre ipotesi: a) quella in cui gli atti siano stati delegati dall’Autorità giudiziaria, nel qual caso l’ostensione non sarà possibile; b) quella in cui gli atti coincidano con le notitiae criminis poste in essere dagli organi comunali nell’esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria ad essi attribuite specificamente dall’ordinamento, nel qual caso, parimenti, l’ostensione non è possibile; c) quella in cui, infine, ci si trovi dinanzi ad atti di indagine e di accertamento, se del caso tradottisi in denunce all’Autorità giudiziaria, non compiuti dagli organi comunali nell’esercizio di funzioni di P.G., bensì nell’esercizio delle proprie istituzionali funzioni amministrative, nel qual caso non sussistono, per la giurisprudenza in esame, impedimenti ad ammettere l’accesso su tali atti.

L'Unione proclama lo stato di agitazione sindacale dei Segretari Comunali e Provinciali

La Segreteria nazionale dell'Unione Nazionale dei Segretari Comunali e Provinciali ha proclamato lo stato di agitazione sindacale della categoria contro il rischio che, sotto la spinta di "visioni estreme e contraddittorie fra loro, siano adottate previsioni di legge o ipotesi di riforma che investano in modo irrazionale la figura del Segretario, e pregiudichino irreparabilmente l’unitarietà del sistema amministrativo locale".




In merito all'O.d.g. presentato da alla Camera dei Deputati ad opera dei deputati della lega Nord Caon (primo firmatario), Invernizzi, Matteo Bragantini (odg. n. 9/1542-A/16) si rimanda, infine, al precedente post dal titolo "Due semplici domande all'On. Roberto Caon".

domenica 19 gennaio 2014

Il resoconto dell'Assemblea Regionale dell'U.N.S.C.P. del 18 dicembre 2013

Il giorno 18 dicembre ’13 a Valmontone, presso il Palazzo Doria Panfilj, si è svolta l’Assemblea sindacale dell’Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali - Unione Regionale del Lazio. 

Al seguente link è possibile visionare il resoconto dell'Assemblea.

sabato 18 gennaio 2014

Due semplici domande all'On. Roberto Caon

Qualche giorno fa abbiamo dato notizia in un precedente post della presentazione di un ordine del giorno alla Camera dei Deputati ad opera dei deputati della lega Nord Caon (primo firmatario), Invernizzi, Matteo Bragantini (odg. n. 9/1542-A/16) volto a rendere facoltativa all'interno degli enti locali la figura del Segretario comunale. L’ordine del giorno prevede “coerentemente con la strategia di liberalizzazione delle professioni, di permettere all'amministrazione di valutare secondo propri criteri discrezionali di avvalersi anche di altre categorie professionali, accrescendo, allo stesso tempo, con un bagaglio culturale differenziato, lo standard di qualità nell'ambito lavorativo delle amministrazioni locali”



A prescindere dal fatto che il Segretario comunale svolge una funzione pubblica e non una professione, l’idea “simpatica” alla base di questo ordine del giorno è quella di equiparare persone appartenenti a categorie professionali diverse a coloro che hanno vinto un pubblico concorso, di particolare complessità, ed hanno effettuato sviluppi di carriera in base a percorsi e selezioni estremamente dure. Ovviamente la scelta di questi soggetti appartenenti ad altre categorie professionali dovrebbe essere “ampiamente discrezionale”. Il tutto ovviamente in barba all’art. 97 della Costituzione, in base al quale ai pubblici uffici si accede mediante concorso pubblico e ignorando qualsiasi principio meritocratico.



La cosa più incredibile è che il proponente, On. Caon, nella seduta del 24 ottobre 2013, in un intervento nel corso dell’esame del “Disegno di legge di conversione, con modificazioni, del decreto-legge n. 101 del 2013: Disposizioni urgenti per il perseguimento di obiettivi di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni” (A.C.1682-A) ebbe testualmente ad affermare: “Signor Presidente, il nostro Paese ha bisogno di una scossa. La scossa viene data anche riconoscendo la meritocrazia. Se vogliamo rimanere al passo con gli altri Paesi, dobbiamo far sì che chi merita sia riconosciuto, e non sempre cercare di fare come abbiamo fatto con gli anni, quei passaggi che poi portano al discredito della pubblica amministrazione. Dobbiamo far sì che le persone che meritano, o le persone che affrontano determinati concorsi e poi vincono, non debbano essere accomunate a degli altri. Il passaggio che riconosce la meritocrazia è basilare per il nostro Paese” (parole tratte dal resoconto di seduta). Per i diffidenti è possibile anche vedere al seguente link l’intervento in aula.

La ricetta in quella sede per dare una scossa al nostro paese, in materia di pubblica amministrazione, è individuata dall’On. Caon in poche misure: meritocrazia, distinzione tra chi vince un concorso e gli appartenenti ad altre categorie, evitare manovre che portano discredito alla pubblica amministrazione.

Una domanda per l’On. Roberto Caon a questo punto è d’obbligo. Ci spiega la coerenza tra il suo intervento del 24.10.2013 nell'aula di Montecitorio e l’ordine del giorno presentato come primo firmatario il 21.12.2013 relativo ai Segretari comunali, perché sinceramente quest’ultimo va in direzione diametralmente opposta alle sue condivisibili affermazioni fatte in Aula appena due mesi prima. 

Altra domanda per lo stesso Onorevole: quando parla di  soggetti appartenenti a categorie professionali diverse a cosa pensa? Geometri, architetti, commercialisti, avvocati, parrucchieri, barbieri, ciclisti o quale altra professionalità ha in mente per accrescere il "bagaglio culturale differenziato" all'interno degli enti locali?

Ringrazio anticipatamente per l'attenzione e per la risposta.
Amedeo Scarsella



venerdì 17 gennaio 2014

Cons. St. sent. n. 209/2014: modifiche normative del numero dei consiglieri e quorum strutturale per la validità delle sedute

Il Consiglio di Stato, Sez. V, con sentenza n. 209 del 17 gennaio 2014, si è pronunciato in merito: 
1) alla legittimazione dei Consiglieri comunali ad impugnare una deliberazioni consiliare per mancanza del quorum strutturale; 
2) all'impatto che le modifiche normative sulla composizione dei Consigli comunali producono sul numero dei consiglieri necessari a rendere valida la seduta.

Queste le conclusioni del supremo giudice amministrativo:

1) Il vizio della mancanza del quorum strutturale per la validità della riunione del consiglio comunale incide direttamente sullo jus ad officium dei consiglieri comunali, essendo loro precluso il corretto e regolare esercizio della loro funzione. Sussiste quindi la legittimazione dei consiglieri comunali a ricorrere avverso le deliberazioni collegiali assunte in carenza del numero minimo di Consiglieri necessari a rendere valida la seduta. Un consolidato indirizzo giurisprudenziale riconosce la legittimazione dei consiglieri comunali a ricorrere avverso le deliberazioni collegiali quando esse investono direttamente la propria sfera giuridica ovvero quando siano violate norme che attengono all’iter formativo dell’atto collegiale, precludendo ai consiglieri il regolare svolgimento del proprio ufficio (C.d.S., sez. V, 21 marzo 2012, n. 1610; 2 ottobre 2012, n. 5184; 9 ottobre 2007, n. 5280).

2) L’art. 38, comma 2, del D. Lgs. n. 267 del 2000, stabilisce che il regolamento per il funzionamento del Consiglio determini il numero dei consiglieri necessari a rendere valida la seduta, fissando a tal fine soltanto un limite minimo (il regolamento deve prevedere in ogni caso la presenza di almeno un terzo dei consiglieri assegnati per legge all’ente, senza computare il sindaco). Quando disposizioni statutarie e regolamentari determinano in modo fisso e predeterminato il numero dei consiglieri che devono essere presenti ai fini della validità della riunione consiliare in prima convocazione, senza alcun riferimento, neppure implicito, al fatto che tale numero corrisponda alla metà dei consiglieri effettivamente spettanti all’ente (al momento dell’approvazione dello statuto e del regolamento per il funzionamento del consiglio), la circostanza che il numero dei consiglieri spettanti all’ente sia stato ridotto dalla legge non incide direttamente ed automaticamente sullo statuto e sul regolamento, non incide sul numero dei consiglieri che devono essere presenti per la validità delle riunioni consiliari in prima convocazione, essendo a tal fine necessario una puntuale modifica o un adeguamento dello Statuto e del regolamento.

Dal 1 gennaio 2014 sono aumentate le imposte di registro ipotecaria e catastale: un quadro di sintesi

L’art. 26, comma 2, del d.l. n. 104/2013, convertito in legge, con modificazioni, dall'art. 1, comma 1, l. 8 novembre 2013, n. 128 modificando l'art. 10 del d.lgs. n. 23 del 2011 ha disposto che “l'importo di ciascuna delle imposte di registro, ipotecaria e catastale stabilito in misura fissa di euro 168 da disposizioni vigenti anteriormente al 1° gennaio 2014 è elevato ad euro 200”. 



Ai sensi del comma 3 dello stesso art. 10, tale innalzamento ha effetto “dal 1° gennaio 2014 e, in particolare, per gli atti giudiziari pubblicati o emanati, per gli atti pubblici formati, per le donazioni fatte e per le scritture private autenticate a partire da tale data, per le scritture private non autenticate e per le denunce presentate per la registrazione dalla medesima data, nonché per le formalità di trascrizione, di iscrizione, di rinnovazione eseguite e per le domande di annotazione presentate a decorrere dalla stessa data”. 


Per gli atti che hanno data certa (atto pubblico, scrittura privata autenticata), ai fini della decorrenza della nuova misura di 200 euro, non rileva la presentazione per la registrazione, bensì la data di formazione dell’atto stesso; per gli atti che non hanno data certa rileva invece la data di presentazione per la registrazione. 

Si ricorda, inoltre, che dal primo gennaio sono in vigore le nuove imposte di registro, catastale, ipotecaria ed Iva, sui trasferimenti immobiliari (in proposito può vedersi lo Studio n. 1011-2013/T prodotto dal Consiglio Nazionale del Notariato). Le nuove imposte si applicano quando le Pubbliche Amministrazioni, acquistano a titolo oneroso beni immobili, anche se l’atto conclude una procedura espropriativa.

Il link ad una tabella di sintesi delle imposte e delle tasse che gravano sui principali contratti degli enti locali ed alla relazione del Notaio Massimo Cariello.

giovedì 16 gennaio 2014

Risparmi di spesa ed accrescimento del bagaglio culturale differenziato

In queste ore è stata diffusa la notizia della presentazione di un ordine del giorno alla Camera dei Deputati ad opera dei deputati della lega Nord Caon, Invernizzi, Matteo Bragantini (odg. n. 9/1542-A/16) volto a rendere facoltativa all'interno degli enti locali la figura del Segretario comunale. L'ordine del giorno è motivato dalla necessità di riduzione della spesa pubblica, nonché dalla necessità di accrescere il bagaglio culturale differenziato all'interno degli enti locali.

Qualche collega, pur premettendo di non voler fare polemica e senza alcuno spirito di vendetta, invita tutti a valutare, dopo aver visionato i video che seguono, se effettivamente non sia necessario accrescere il "bagaglio culturale", in qualche altro luogo, diverso dal mondo delle autonomie e dei Segretari comunali e se, in questi diversi luoghi, non sia possibile anche produrre sostanziosi risparmi di spesa. Ricorda, per completezza, questo attento collega che questi "interventi politici dotti" sono finanziati anche con le tasse pagate dai Segretari comunali.


Intervento dell'On. Eraldo Isidori (Lega Nord)




Interrogazione del Sen. Antonio Razzi


Il nuovo Statuto dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali

Come anticipato in un precedente post, il giorno sabato 7 dicembre 2013, presso la Sala del Consiglio Provinciale di Roma, si è svolto il Consiglio Nazionale dell'Unione Nazionale Segretari Comunali e Provinciali (U.N.S.C.P.) che ha approvato all'unanimità il nuovo Statuto dell'Unione.

Sul sito dell'Unione è ora pubblicato il nuovo testo  dello Statuto.
Ricordiamo che al Consiglio Nazionale hanno partecipato in rappresentanza dell'Unione Regionale del Lazio il Segretario Regionale Amedeo Scarsella, il Segretario Provinciale della Provincia di Roma Daniela Urtesi, il Segretario Provinciale della Provincia di Frosinone Luca Alteri e la componente dell'esecutivo regionale Elena Palumbo.

mercoledì 15 gennaio 2014

L'analisi del rischio di corruzione nel Comune di Zagarolo

La Collega Daniela Urtesi ha inviato l’analisi del rischio che ha terminato per il comune di Zagarolo, precisando di aver utilizzato come schema Excel base quello del Formez, ampliato con gli ulteriori processi per adattarlo alla realtà del Comune.

Qui i file dell'analisi del rischio e della mappatura del rischio.

martedì 14 gennaio 2014

Un'indagine sui Segretari comunali della Provincia di Udine

In un recentissimo articolo pubblicato sul Messaggero Veneto dal titolo "I costi degli enti pubblici: ecco gli stipendi dei segretari comunali", partendo dall'esame di come sono coperte nel territorio della provincia di Udine le sedi di Segreteria comunale, sono esaminati alcuni aspetti relativi al "mestiere" del Segretario comunale. 

L'articolo si conclude ricordando come in "una recente indagine svolta tra sindaci, la metà degli interpellati si ritiene soddisfatta del segretario, l’undici per cento molto soddisfatto, contro un terzo poco soddisfatto. Il dirigente è ritenuto garante della legalità e della correttezza formale dell’attività amministrativa, e provvede al controllo sull'efficienza della macchina organizzativa.
C’è, tra gli amministratori, chi avverte l’esigenza di poter reperire risorse professionali provenienti dal territorio (44%) mentre oltre il 71 per cento degli intervistati conferma l’utilità di un Albo specifico cui il sindaco può attingere nella scelta delle più qualificate competenze professionali".

Qui il link all'articolo integrale.

lunedì 13 gennaio 2014

Porcellum, depositata la sentenza di abolizione





Dopo quattro ore di camera di consiglio – preceduta comunque da lunghe consultazioni informali – i 15 giudici della Corte costituzionale hanno dato il via libera al testo delle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso 4 dicembre, hanno azzerato il Porcellum. La sentenza – 35 – 40 pagine in tutto – è auto applicativa e questo significa che in caso in inerzia del Parlamento si andrebbe a votare con ciò che resta del porcellum mutilato del premio di maggioranza e delle liste bloccate: in altre parole, se si andasse alle urne nei prossimi giorni si voterebbe con un sistema proporzionale puro con la preferenza unica.

Qui il link alla sentenza n. 1/2014.

domenica 12 gennaio 2014

Critiche al DDL Delrio: per una riforma razionale del sistema delle autonomie locali

Sul sito di Amministrazione In Cammino, rivista elettronica di diritto pubblico, di diritto dell’economia e di scienza dell’Amministrazione a cura del Centro di ricerca delle amministrazioni pubbliche “Vittorio Bachelet”, sono pubblicati gli atti di un recente seminario SULLA RIFORMA DEL SISTEMA DELLE AUTONOMIE LOCALI.

La pagina raccoglie interessanti interventi svolti da alcuni giuspubblicisti che hanno partecipato al seminario, nonché l’appello sulla riforma delle autonomie copromosso da Gian Candido De Martin e Francesco Merloni e sottoscritto da 44 studiosi. 



Tutti gli interventi si sviluppano in modo fortemente critico, da punto di vista costituzionale ed istituzionale, delle scelte alla base del DDL Delrio.

Estremamente interessante il contributo riportato nella raccolta del Prof. Gian Candido De Martin, che raccoglie gli appunti per una sua audizione sul ddl 1542 in I Commissione della Camera dei Deputati avvenuta il 23/10/2013, nel quale, dopo aver in modo efficace evidenziato tutte le criticità del DDL Delrio, afferma nelle conclusioni con riferimento alle norme riguardanti l’associazionismo comunale “d’altro canto, si deve evidenziare che la mancata previsione di un organo esecutivo delle unioni finisce per depotenziare proprio il ruolo gestionale che dovrebbe essere svolto da queste nuove forme di organizzazione associata dei piccoli comuni. Un’ulteriore osservazione (generale) riguarda la totale gratuità degli incarichi di chi sia chiamato a far parte sia degli organi delle unioni, sia di quelli delle province e delle stesse città metropolitane: si tratta di una scelta demagogica, per nulla giustificata dalla poca importanza dei compiti assai rilevanti affidati a questi organi, per cui ne può sostanzialmente derivare un disincentivo per l’impegno amministrativo, se non un aumento dei problemi di corruzione nelle amministrazioni locali”.