Collepardo (Fr)

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martedì 13 ottobre 2015

L’azione amministrativa ex post, tra limiti temporali e presupposti abilitanti (le novità delle leggi nn. 164/2014 e 124/2015)

Pubblicato sulla rivista on line AMMINISTRATIV@MENTE, n. 7/9 2015 un articolo di Francesco Armenante dal titolo L’azione amministrativa ex post, tra limiti temporali e presupposti abilitanti (le novità delle leggi nn. 164/2014 e 124/2015).


Questo il sommario:
1. Profili introduttivi - 2. Le novità in tema di s.c.i.a. - 3. I limiti temporali all’annullamento in autotutela - 4. I rinnovati presupposti per la revoca - 5. Gli atti di conferma - 6. Il potere di recesso ed altri istituti “inibitori” - 7. La rimozione degli atti endoprocedimentali - 8. Considerazioni conclusive 
Questo l'abstract:
E’ ben noto che il modello tradizionale dell’azione amministrativa è stato (ed è) interessato da un processo di trasformazione radicale ed ontologico.
Quello tipico ed originario, caratterizzato da una decisione preventiva ad ogni iniziativa intrapresa dal privato, cede progressivamente il passo ad istituti di inibizione postuma, esercitabili anche in corso di svolgimento di attività già intraprese sulla base di una mera comunicazione dell’interessato.
La ratio di tale processo evolutivo è insita nella necessità di superare l’inerzia dell’azione amministrativa e di prevenire le criticità di decisioni tardive e inficianti.
A tal fine concorrono plurimi rimedi introdotti nel tessuto normativo da recenti novelle alla legge sul procedimento amministrativo (id est: l. n. 241 del 7 agosto 1990), tra cui, la risarcibilità del danno da ritardo, l’indennizzo giornaliero per le decisioni tardive, il potere sostitutivo interno, l’incidenza negativa dell’inerzia in sede di valutazione della performance individuale, non sempre, però, caratterizzati da risultati efficaci e concretamente apprezzabili.
In argomento su questo blog si vedano anche i precedenti post:

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