Collepardo (Fr)

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lunedì 14 luglio 2014

Ultima bozza del DDL di riforma della PA: gli interrogativi di un Segretario comunale

Quarantaquattro punti per una nuova pubblica amministrazione: così nella lettera agli statali, firmata dal premier Matteo Renzi e dal ministro Marianna Madia, il governo riassumeva le linee guida della riforma della P.a.

Le linee guida erano tre:

1. Il cambiamento comincia dalle persone.
2. Tagli agli sprechi e riorganizzazione dell'Amministrazione.
3. Gli Open Data come strumento di trasparenza. Semplificazione e digitalizzazione dei servizi.

Nell'ambito degli interventi di cui al punto 1 (il cambiamento comincia dalle persone) era prevista al punto n. 13 espressamente l'abolizione della figura del segretario comunale.
In realtà, la proposta era oggetto di "interpretazione autentica" con la lettera pubblicata il 9 maggio 2014 sul quotidiano il Sole 24ore della Madia di risposta ai segretari comunali.
A questa proposta, nel corso della consultazione pubblica, sono state inviate numerose mail che hanno dimostrato la contrarietà alla stessa, tanto da far scrivere in un articolo pubblicato sul sito "L'Huffington post" in data 11 giugno che in materia di Segretari il governo non sarebbe intervenuto.
Su questo blog abbiamo avuto modo di riportare svariate  ed autorevoli posizioni di contrarietà alla proposta di abolizione, le principali possono essere lette nei seguenti post:



A fronte di tali posizioni sembrava che il governo avesse abbandonato l'idea dell'abolizione, tanto che subito dopo il Consiglio dei Ministri del 13 giugno circolavano bozze che sembravano andare in tale direzione, anche se il testo ufficiale ad oggi ancora non esiste.
Un campanello d'allarme poteva ritenersi la dichiarazione della Di Girolamo del 4 luglio riportata anche questa in un precedente post: ''Se qualcuno pensa di rimescolare le carte e cancellare la figura del segretario comunale attraverso il disegno di legge sulla riforma della PA e' bene che sappia, fin da subito, che il Nuovo Centrodestra non permetterà che sia abolito con un tratto di penna una figura che per noi è presidio di legalità e che costituisce un grande supporto per gli enti locali''.
Ed ecco una nuova bozza del DDL di riforma della PA, che sarebbe stato approvato il 13 giugno, che torna a cancellare la figura di garanzia del Segretario comunale.
Si tratta quindi di un rimescolamento delle carte? Ma una proposta di riforma approvata il 13 giugno nel Consiglio dei Ministri non dovrebbe rimanere tale? Avete mai assistito nei comuni ad un rimescolamento delle carte dopo l'approvazione di una delibera?
Considerata anche la chiara posizione del Nuovo Centrodestra alleato di governo del PD e di alcuni esponenti del PD (Saggese, AstorreAntonino Moscatt e Valentina Paris, ecc.), aspettiamo l'ufficialità del testo per avere risposte, o meglio, per avere un'unica risposta alla solita domandaMa Matteo ce l'ha con me?

2 commenti:

  1. mi sembra che l'ultima bozza che circola sia anche nettamente peggiorativa di quella del 30 aprile...mentre allora I segretari scomparivano e diventavano apicali insieme con ex direttori generali e dirigenti locali iscritti in apposite albo...ora nella bozza di fatto si prevede la facoltatività nei comuni senza dirigenti ,l'bbligatorietà del dirigente apicale (che può essere chiunque )nei comuni sotto I 5000 e pare d capire la scomparsa dei segretari nei comuni dove vi sono dirigenti
    ma quello che più colpisce è che se nella bozza del 30 aprile vi era la mobilità del segretario presso gli enti locali ...oggi non è previsto proprio nulla
    in pratica peggio degli esuberi di Alitalia....
    se questa è la bozza definitiva ,si può ben dire che renzi madia se ne fregano di 3500 famiglie,di ncd,di parte di anci,di diverse regioni e di diversi sindaci....
    il loro obiettivo non è eliminare la figura ma eliminare e mettere sotto I ponti 3500 famigliedel pubblico impiego ,sarebbe il primo caso in Italia....
    bisogna a mio avviso che I rappresentanti sindacali da un lato chiedano spiegazioni alle alter forze politiche governative e non e dall'altro contattino legali per le azioni necessarie
    E COMUNQUE IL TEMPO STRINGE

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  2. Noi per protesta non possiamo fare né come i Bonzi Tibetani, né come Yan Palak: Una cosa è certa, "gli voteremo contro" e lo diremo anche alle nostre madri ... "Mamma votagli contro anche per chi non può più votare"... per chi è morto per questa Repubblica e per la sua Costituzione, calpestata e vilipesa prima ancora di essere cambiata. Che Vergogna !

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