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lunedì 14 luglio 2014

Convegno "Appalti pubblici e corruzione" oggi in diretta webtv della Camera dalle ore 14

Oggi, lunedì 14 luglio, alle ore 14, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio si svolgerà il Convegno "Appalti pubblici e corruzione - Dalla legittimità formale alla legalità sostanziale". Coordineranno i lavori Donatella Ferranti, Presidente Commissione Giustizia Camera, Ermete Realacci, Presidente Commissione Ambiente, Territorio e Lavori Pubblici Camera, Raffaella Mariani, deputata della stessa Commissione. Sono previsti, tra gli altri, interventi dei Ministri della Semplificazione e PA, Marianna Madiae della Giustizia, Andrea Orlando, del Viceministro alle Infrastrutture e Trasporti, Riccardo Nencini, del Presidente dell'Autorità nazionale Anticorruzione, Raffaele Cantone. L'evento sarà trasmesso in diretta sulla webtv della Camera.
Di seguito la presentazione.
L'Italia spende più del 15% del suo PIL negli appalti pubblici (dati Commissione europea), quindi una buona ed efficace normativa in materia di appalti ha una valore non soltanto tecnico giuridico ma politico sociale in quanto è in grado di assumere un significato determinante in una fase di crisi economica come quella che stiamo attraversando che impone di trovare fonti di finanziamento per sostenere la domanda interna con investimenti pubblici.

Ogni giorno lo stesso bene o servizio viene acquistato a prezzi diversi, e la somma di questi sprechi (che rappresenta uno stima minima in quanto non comprende né gli sprechi di quantità ma solo di prezzi né gli sprechi nei lavori pubblici) ammonta a circa il 2% di PIL.
La disciplina vigente, contenuta nel codice appalti e regolamento di attuazione, oltre che in numerose sparse disposizioni, ha recepito le direttive comunitarie del 2004 e ha complessivamente superato il vaglio di conformità al diritto comunitario (sia pure dopo svariate procedure di infrazione).
Il corpus normativo supera i 600 articoli calcolando solo codice e regolamento. A tale corpus vanno sommate, oltre che sparse disposizioni, tutte le regole in funzione di prevenzione di infiltrazioni criminali (codice delle leggi antimafia).
Il controllo sugli appalti pubblici è diluito tra numerose autorità, amministrative e giurisdizionali.
Eppure, a parte l'esorbitante contenzioso sulle procedure di affidamento (davanti al giudice amministrativo), la fase di esecuzione del contratto resta troppo spesso un fatto privato tra stazione appaltante ed esecutore, un fatto “opaco”.
E, nonostante le numerose autorità di controllo, cronicamente gli appalti sono occasione di commissione di gravi illeciti penali. 
Il recepimento delle tre nuove direttive comunitarie – 23, 24 e 25 del 2014, rispettivamente relative a concessioni di lavori e servizi, appalti nei settori ordinari, appalti nei settori speciali – può essere occasione di analisi critica e di ripensamento del sistema.
Il diritto comunitario infatti lascia alle stazioni appaltanti ampi margini di discrezionalità, laddove il codice appalti, erede della legge Merloni concepita ai tempi di Tangentopoli, ha tentato di azzerarli.
Per converso, i grandi appalti italiani sono stati aggiudicati sulla scorta di norme eccezionali e derogatorie, in nome delle emergenze e dei grandi eventi. E, laddove emergenze e grandi eventi hanno lasciato spazio ad eccessive discrezionalità e trattative private, gli affidamenti degli appalti sono stati troppo spesso occasione di corruttele e associazioni criminali,e i costi degli appalti sono enormemente lievitati, a carico inevitabilmente dei cittadini.
Come dovrà avvenire il recepimento delle nuove direttive? Riuscirà la nuova codificazione a garantire semplificazione, trasparenza, controlli efficaci, flessibilità?
Come verranno coniugati economicità, efficienza, competenza e sviluppo sostenibile?
In che modo il dl P.A. in corso di conversione ha anticipato il recepimento delle direttive comunitarie? Il rafforzamento del sistema preventivo di contrasto alla corruzione coinvolge anche il sistema penale? E quali potrebbero essere gli strumenti per attuare un modello integrato di contrasto alla corruzione?

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